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Diet of the Red fox ( Vulpes vulpes ) in the Sibillini area (Central Apennines) / Dieta della Volpe ( Vulpes vulpes ) nell'area dei Monti Sibillini (Appennino centrale)

Authors:

Abstract and Figures

Abstract The Authors analyse the contents of 401 stomachs of foxes Vulpes vulpes (135 of which were empty) collected during the period 1971-74 in a mixed agriculture-pasture-woodland area. The frequency of occurrence of the following food categories was found: 1. Small Vertebrates (mainly rodents) 72.6%; 2. Medium-sized Vertebrates (prevalently hares, domestic rabbits and domestic fowl) 13.5%; 3. Invertebrates (mainly Orthoptera) 7.9%; 4. Fruits: 24.8%; 5. Garbage and carrions 62.0%; 6. Grass and leaves 38.7%; 7. Unidentified material 5.6%. Small Vertebrates, Garbage and carrions, and Fruits showed highly significant seasonal variation. Garbage was found to be eaten more frequently than in any other European country. Riassunto Viene analizzato il contenuto di 401 stomaci di Volpe Vulpes vulpes (di cui 135 vuoti) raccolti nel periodo 1971-74 nelle province di Ascoli Piceno e Macerata. Le categorie alimentari più frequenti sono i piccoli Vertebrati (Roditori in prevalenza), i rifiuti e carogne, e i frutti; solo queste categorie mostrano variazioni stagionali significative. I1 consumo di carogne e rifiuti è più elevato rispetto a quello registrato in altri paesi europei.
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Hystriq
(as.)
3
(1991): 1s-Il8
Atti
I
Sknp.
Itd.
Carnivori
DIETA DELLA VOLPE
(WLPES
WLPES)
NELL'AREA
DEI
MONTI
SIBILLINI (APPENNINO CENTRALE)
DIET
OF
THE
RED
FOX
(WLPES
WLPES)
IN
THE
SIBILLINI
AREA (CENTRAL APENNINES)
P
A
O
L
O
BOLDREGHINI
(*)
&
~~ASSIMO
PANDOLFI
(*
*)
RIASSUNTO
Viene analizzato
il
contenuto di 401 stomaci
di
Volpe
Vulpes
vulpes
(di cui
135
vuoti) raccolti
nel periodo 1971
-
74 nelle province di Ascoli Piano e Macerata. Le categorie alimentari più
frequenti sono
i
piccoli
Vertebrati (Roditori
in
prevalenza), i rifiuti e carogne, e i frutti; solo queste
categorie mostrano variazioni stagionali significative. I1 consumo di carogne
e
rifiuti
è
più elevato
rispetto a quello registrato in altri paesi europei.
Parole chiave: Nicchia trofica, Abitudini alimentari,
Vuìpes
idpes,
Italia.
ABSTRACT
The Authors analyse the contents
of
401 stomachs of foxes
Vu'ulpes
vulpes
(135
of
which were
empty) collected during the period 1971
-
74
in
a mixed
agriculture-pasture-woodland
area. Thc
frequency of occurrence
of
the following lood categories was found
1.
Small Vertebrates
(mainly
rodents) 72.6%;
2.
Medium
-
sized Vertebrates (prevalently hares, domestic rabbits and domestic
fowl)
13.5%;
3.
Invertebrates (mainly Orthoptera)
7.9%;
4.
Fruits:
24.8%;
5.
Garbage and carrions
62.0%;
6.
Grass
and leaves 38.7%;
7.
Unidentified material
5.6%.
Small Vertebrates, Garbage and carrions,
and
Fruits showed highly significant seasonal variation. Garbage was found
to
be eaten more
frequently than in any other European country.
Key words: Trophic niche, Feeding habits,
Vulpes
vulpes,
Italy.
I
NT
R
O
D
U
Z
I
O
N
E
La strategia alimentare della Volpe
Vulpes
vufpes
può essere definita
essenzialmente opportunista: la specie
è
in
grado di utilizzare
un
elevato numero di
risorse
e
sceglie, di volta in volta, quelle più disponibili e
più
facilmente accessibili.
Le
ricerche, svolte in molte parti del
suo
vastissimo areaie di distribuzione e
recentemente in Italia, evidenziano marcate differenze neil'aiimentazione
a
livello
locale, stagionale e pluriennale. Per l'Italia, un quadro sintetico delle abitudini
alimentari della Volpe
è
stato recentemente delineato da Boitani e Vinditti
(1988).
Analisi locali sono perciò indispensabili per conoscere la dieta reale in una
determinata area e in un determinato periodo.
I1
presente studio
è
un contributo
a
questo tipo di conoscenza.
(*)
Istituto
di
Zoocolture, Università,di Bologna, Via
S.
Giacomo 9,
40126
Bologna
(**)
Istituto
di
Scienze Morfologiche, Università di Urbino, Via M.
Oddi
23,
61029 Urbino (PS)
AREA
DI
STUDIO
I
campioni stomacali
sono
stati raccolti nel periodo 1971
-
74 nelle province di
Macerata e Ascoli Piceno. Nel 1973 e 1974, essi
sono
stati reperiti in
8
comuni
della provincia di Macerata
e
in
23
comuni della provincia di Ascoli Piceno
(Fig.
i).
I1
743% di tutti i campioni esaminati
è
stato raccolto nei seguenti
8
comuni:
Fiastra, Sarnano, Force, Amandola, Comunanza, Montemonaco, Montefortino e
Servigliano. Carea in cui tali comuni ricadono
è
un comprensorio di alta collina e
montagna, con quote variabili da circa 500 a 1000
-
1200 m s.1.m..
Le
zone più basse sono prevalentemente coltivate e inframmezzate da residui
di boschi e macchie costituiti soprattutto da Roverella
Quercus pubescens,
Acero
campestre
Acer campestre,
Orniello
Fraxinus
omus,
Sorbo domestico
Sorbus
domestica,
Carpino nero
Ostrya
carpinifolia.
L'estensione dei boschi e dei pascoli aumenta fra i
600
e
i
900
m, quota alla
quale sono praticamente scomparsi
i
campi coltivati. In questa fascia altitudinale
le formazioni boschive
sono
costituite in prevalenza da specie più mesofile, quali
Carpino nero, Ciavardello
Sorbus
torminallr,
Cerro
Quercus ce&,
Ciliegio
Prunus
avium,
fino all'orizzonte della faggeta, dominata dal Faggio
Fugu
syZvatica
con
diverse specie di aceri
Acer
sp.pl. e sorbi
Sorbus
sp.pl..
I
prati falciati e
i
pascoli
generalmente
sono
ascrivibili alla classe dei mesobrometi.
In
queste zone
l'antropizzazione
è
ridotta, con bassa densità di popolazione, ma le abitazioni sono
sparse
e
alimentano numerose discariche di rifiuti.
In
definitiva si
può
ritenere che il campione esaminato sia rappresentativo
dell'ambiente alto collinare e montano degli ostrieti e dei querceti mesofili, con
scarsa presenza di campi coltivati e prevalenza di formazioni naturali
o
subnaturalì
boschive
e
a pascolo.
Al
fine di fornire indicaziok sulla pressione venatoria esercitata nei confronti
della Volpe nell'area di studio, nella Fig.
2
è
evidenziato l'andamento degli
abbattimenti registrati nel periodo 1970
-
76 nella provincia
di
Ascoli Piceno.
I
dati
rappresentano gli abbattimenti segnalati al Comitato Provinciale per la Caccia dai
cacciatori locali al fine di ricevere il premio, a
suo
tempo istituito, per l'uccisione
della Volpe quale animale
"
nocivo
"
.
MATERWE
E
METODI
La
ricerca si
è
basata sull'analisi di 401 stomaci di volpi adulte, raccolti nel
periodo 1971
-
74, Di questi 135, pari al 33,7%, sono risultati vuoti; l'elaborazione
è
stata pertanto eseguita sui dati ottenuti dai restanti
266.
I
residui alimentari rinvenuti
sono
stati riuniti
in
7 categorie:
1.
Piccoli Vertebrati (soprattutto micromammiferi e piccoli Uccelli);
2.
Vertebrati di medie dimensioni (soprattutto coniglio domestico, pollame
e
3.
Invertebrati (soprattutto Ortotteri);
4. Frutti {sia selvatici, sia coltivati);
5. Rifiuti alimentari da discariche di immondizie e carogne;
6.
Erbe (parti verdi di vegetali indeterminati);
Lepre);
114
Fig.
1
-
Fig.
2
-
3000
-
2700
-
2400
-
2100
-
1800
-
1500
-
1200
-
900
-
600-
300
-
0
Comuni con
1
-
3
campioni
omuni
con
4
-
10
campioni
Comuni
con
11
-
17
campioni
O
10
20
30
Comuni
con
>
30
campioni
L
I
I
tkm
ac
2793
323
I
I
l
I
I
I
I
*
rn
MACERATA
Distribuzione
per
comune
dei
campioni stomacali
di
Volpe
raccolti negli anni
i973
e
1974
nelle province
di
Macerata e Ascoli Piceno.
Distribution
of
the
far
starnoclis
collected
in each niunicipol
district
in
the
years
1973
and
1974
(Marche
region,
central
Italy).
"+
Abbattimenti di
Volpe
segnalati al Comitato Provinciale
per
la
Caccia
di
Ascoli
Piceno
negli anni
1970-70.
Number
of
foxes ojl7ciolly killed
in
the province
of
Ascoli Picerio through
tlte
years
1970
-
76.
iic
7.
Resti indeterminati (quali peli e penne
non
riconoscibili).
I
dati raccolti
sono
stati espressi come percentuale della frequenza con cui
ciascuna categoria alimentare compariva negli stomaci.
La
dieta della specie
è
stata evidenziata sia per ciascun anno di studio sia per stagioni cumulando i dati
dei
4
anni.
R
ISULTATI
Sul totale dei campioni esaminati le categorie alimentari rinvenute compaiono
con le seguenti frequenze percentuali: Piccoli Vertebrati
72,6%,
Rifiuti e carogne
62,0%, Erbe 38,7%, Frutti
24,8%,
Vertebrati di medie dimensioni 13,5%,
Invertebrati
i’,%%,
Resti indeterminati
5,6%.
Per la categoria Erbe va precisato che
tale materiale vegetale, rinvenuto sempre
in
piccole quantità,
è
da considerarsi di
ingestione accidentale e quindi non costituisce alimento.
I
Piccoli Vertebrati
sono
rappresentati in larga misura da micromammiferi
Roditori e in minima parte da piccoli Uccelli (frequenza percentuale
3
-
4%).
Tra gli anni, le variazioni più accentuate, dell’ordine del 20-30%,
si
registrano
per i Frutti,
i
Piccoli Vertebrati e la categoria Rifiuti e carogne (Fig. 3).
Per quanto riguarda le variazioni stagionali della dieta, evidenziate in Fig.
4,
si
riscontra:
-
i Piccoli Vertebrati in autunno
-
inverno compaiono con una frequenza
percentuale più che doppia
(80%
ca.) di quella registrata in primavera-estate
(37%
ca.): le differenze fra le
4
stagioni
sono
altamente significative (n
=
178,
x2
=
99,64,
-
la frequenza percentuale dei Frutti mostra ampie variazioni, da un minimo
primaverile de11’1,5% ad
un
massimo autunnale del 62,2%, che determinano
differenze stagionali altamente significative
(n
=
66,
x2=
29,06, p
<
0,001);
-
la frequenza percentuale di Rifiuti
e
carogne
è
risultata minima in autunno
(28,9%) e più che doppia nelle altre stagioni con
un
massimo in primavera
(78,8%);
essa subisce variazioni stagionali altamente significative
(n
=
169,
x2
=
31,09), p
<
0,001;
-
per le altre categorie alimentari, di importanza assai inferiore, non si
riscontrano variazioni stagionali significative, anche se
i
Vertebrati di medie
dimensioni sembrano essere più predati in estate e gli Invertebrati quasi
esclusivamente in estate
-
autunno.
p
<
0,001);
DTSCUSSIONE
Nell’area considerata lo spettro trofico della Volpe
è
caratterizzato in definitiva
da un’ampia e diffusa predazione sui piccoli Roditori (che costituiscono gran parte
dei Piccoli Vertebrati), da
un
persistente e determinante approvvigionamento da
Rifiuti
e
carogne e da un significativo apporto stagionale di Frutti.
I
numerosi studi effettuati evidenziano che i Roditori
sono
sempre presenti
nella dieta della Volpe, ma giocano
un
ruolo
piuttosto variabile: per esempio,
Lever (1959) ha trovato frequenze elevate
con
i
massimi
nel periodo
116
o
I
w
I
PICCOLI
~
9%
VERTEBRATI
Xh
o
O
;
-
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VERTEBRATI DI
MEDIE DIMENSIONI
GL]O
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REST
I
INDETERMINATI
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PIClLkl
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VERTEBRATI
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INVERTEBRATI
U
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k-
F
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FRUTTI
t--
RESTI
INDETERMINATI
U
P
W
2
s
w
autunno
-
invernale, come nel nostro caso; Goszczynski (1974) ha pure trovato
valori elevati, ma con
un
leggero flesso proprio nella stagione invernale, mentre
Bruni (1980 in Boitani e Vinditti, 1988) ha trovato valori bassi, comunque con il
massimo in primavera
e
il
minimo
in autunno.
I1
minimo stagionale di Rifiuti e carogne corrisponde nel nostro studio, al picco
di utilizzazione dei Frutti (nonchè dei micromammiferi). Tale risorsa non compare
così frequentemente in nessuna altra regione d’Europa, pur essendo carogne
e
resti di maceliazione un alimento frequente (ma le immondizie solo occasionale)
(Sequeira, 1980): frequenze così elevate non
si
trovano neppure nelle aree
suburbane di Londra (Harris, 1981)
e
di Parigi (Brosset, 1975), ma sono
confermate da ricerche svolte in altra parte delle Marche (Pandolfi, 1981; Pandoifi
e Marcon, 1985).
I1
consumo di Invertebrati (essenzialmente Insetti)
è
risultato
molto
meno
frequente di quanto verificato in altre aree dell’Europa meridionale, caratterizzate
però da spiccata mediterraneità, quali la Sierra Morena (bores, 1975)
e
la
Maremma Toscana
(Bruni,
1980 in Boitani e Vinditti, 1988; Ciampalini
e
Lovari,
1985). Nelle medesime aree mediterranee il consumo
di
Frutti risulta più elevato
e, almeno in Maremma, piuttosto elevato in qualunque stagione.
I
Vertebrati di medie dimensioni, rappresentati per lo più da animali domestici,
sono risultati poco predati. In particolare quelli selvatici
lo
sono molto meno che
in Europa centrale
e
settentrionale (Behrendt, 1955; Goszczynski, 1974; Sequeira,
1980), ove le lepri
(Lepus
sp.pl.) possono rappresentare una preda stagionalmente
importante; comunque, in questa classe dimensionale, soltanto il Coniglio selvatico
(Ovctolagus
cunicuius),
ove esiste, costituisce una preda dominante nella dieta
della Volpe (bores,
1975;
Englund, 1965; Lever,
1959;
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vulues
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behaviour
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ecology. Biogeographica 18: 35
-
51.
118
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Article
W testach hodowlanych nad lisami określono wspolczynnik strawialności (stosunek ciezaru biomasy zjedzonej do ciezaru niestrawionych resztek w kale) dla roznych rodzajow pokarmu (Tabela 1 i 2). Wyodrebnienie z kalu lisow szczątkow zjedzonych ofiar i pomnozenie ciezaru niestrawionych resztek przez odpowiedni wspolczynnik strawialności daje ocene zjedzonej biomasy.
Article
1. Analyses are given of the items found in 420 stomachs and 123 droppings (scats) of foxes collected mainly between February 1955 and August 1957. Most material came from south-east England; Kent accounted for over 40% of the English foxes. About one-quarter of the stomachs were quite or almost empty. 2. The commonest prey item was the field vole (Microtus agrestis) which has largely replaced the rabbot after the advent of myxomatosis. Voles were found in over 40% of stomachs from the lowlands and in 55% from the hills. The brown rat (Rattus norvegicus) was the next most commonly found rodent. 3. Owing to myxomatosis, rabbit and hare remains in 1955-6 occurred in only about 20% of fox stomachs in southern England compared with about 50% in 1939-40. 4. In the lowlands sheep's wool occurred in only 9% of the specimens compared with 33% from the hills, some of this being known to be from carrion. The capture of small rodents from both areas was similar (59% and 58% respectively). 5. Birds featured much more (63%) in the plains than in the hills (40%); game and poultry remains represented from one-half to one-third of all birds eaten. Pheasant and partridge were especially important items in preserved areas in western Kent. 6. Grass was the most abundant vegetable item, much of it probably swallowed casually by the fox when capturing small rodents. An extensive selection of other plant remains and of miscellaneous items was recovered. The wide range of all food categories shows the fox has a very catholic taste and takes whatever food is readily available.
with special ref&ence to Rabbit (Oglcrolups cunicuius L.) predation
  • Camargue
Camargue, with special ref&ence to Rabbit (Oglcrolups cunicuius L.) predation.' Mammalia 43 295-307.
Preiiminarv observations of the food of the Fox (Vulues vulues L.) i n the Doiana
  • M Pandolfi
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The diet of foxes (Hiipes vulpes) on the island of Gotland since myxomatosis
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Comparison of the diet of the red fox (filpes vulpes L., 1758) in Gclderland (Holland), Denmark and F i i i s h Lapland
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Diet of the Red fox (Vulpes vulpes) in the western Sierra Morena
  • E Anores
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