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Note corologiche su quattro specie di Alticini interessanti per la fauna italiana: (Coleoptera Chrysomelidae, Galerucinae, Alticini)

Authors:

Abstract

In questo lavoro vengono presentati nuovi dati corologici e tassonomici riguardanti alcune specie di Alticini. In particolare, vengono fornite informazioni su Chaetocnema wollastoni Baly, 1877, che risulta nuova per l’Italia (e per l’Europa); su Longitarsus bertii Leonardi, 1973 e Longitarsus stragulatus (Foudras, 1860): in base a nuove segnalazioni vengono migliorate e, ampliate, le conoscenze sulla loro distribuzione in Italia; su Psylliodes ausoniae Leonardi, 2013: grazie ad una nuova segnalazione, viene confermata la sua presenza in Turchia. Il lavoro è completato da fotografie di C. wollastoni.
INTRODUZIONE
Dai materiali presenti nella collezione dell’au-
trice risulta certa in Italia, la presenza di Chaetocnema
wollastoni, mai segnalata in precedenza (la specie è
nuova anche per la fauna europea). L’esame di mate-
riali presenti in alcune collezioni museali recente-
mente consultate, consente di ampliare e migliorare la
conoscenza sulla distribuzione italiana di altre due
specie (Longitarsus bertii e L. stragulatus). Infine,
dallo studio di materiali presenti in due collezioni pri-
vate è confermata la presenza in Turchia di Psylliodes
ausoniae [già citata per questo paese, seppur dubitati-
vamente, da Leonardi (2013: 103, 105)].
MATERIALI E METODI
I materiali utilizzati per questo studio sono
conservati nelle collezioni sottoindicate.
Tutte le preparazioni e le osservazioni sono
state fatte utilizzando un microscopio binoculare Ties-
selab. Le misure sono state ottenute su microscopio
Kiowa usando un oculare micrometrico. I dati morfo-
metrici sono stati ricavati da esemplari di differenti lo-
calità. Per misurare la lunghezza delle elitre e del
protorace gli esemplari sono stati inclinati in modo da
avere la base e l’apice delle elitre (o il bordo anteriore
e posteriore del pronoto) sullo stesso piano. Per i me-
todi di dissezione utilizzati si rimanda a quanto de-
scritto in Farina, 2021: 11. Gli edeagi degli esemplari
anatomizzati (2 exx. di C. wollastoni e 1 ex. di P. au-
soniae) sono stati fissati semplicemente con colla en-
tomologica sullo stesso cartellino dell’esemplare. La
spermateca (1 ex. di P. ausoniae) è stata inclusa in
DMHF (Dimethyl-hydanthoin formaldeide), solubile
in acqua. Le macrofotografie sono state fatte usando
una fotocamera con obbiettivo da 25 mm. Le località
di raccolta sono riportate come scritte sui cartellini dei
relativi esemplari. Nell’elenco dei materiali esaminati,
nazioni e regioni italiane sono elencate in ordine geo-
grafico da Nord a Sud e da Ovest ad Est. Le località
così ordinate sono raggruppate per collezione di ap-
partenenza degli esemplari.
Collezioni consultate:
ASRC: collezione Alexander Szallis, Reutlingen,
Germania;
LFCC: collezione Laura Farina, Casatenovo, Lecco,
Italia;
MHNB:Naturisthorisches Museum, Basilea (MHNB-
Heik: collezione F. Heikertinger);
BOLL. SOC. ENTOMOL. ITAL., 154 (1): 15-23, ISSN 0373-3491 30 APRILE 2022
Riassunto: In questo lavoro vengono presentati nuovi dati corologici e tassonomici riguardanti alcune specie di Alticini. In particolare, vengono
fornite informazioni su Chaetocnema wollastoni Baly, 1877, che risulta nuova per l’Italia (e per l’Europa); su Longitarsus bertii Leonardi, 1973
e Longitarsus stragulatus (Foudras, 1860): in base a nuove segnalazioni vengono migliorate e, ampliate, le conoscenze sulla loro distribuzione
in Italia; su Psylliodes ausoniae Leonardi, 2013: grazie ad una nuova segnalazione, viene confermata la sua presenza in Turchia. Il lavoro è
completato da fotografie di C. wollastoni.
Abstract: Distributional notes on four italian Alticini species (Coleoptera Chrysomelidae, Galerucinae, Alticini).
Distributional and taxonomic data on four Italian Alticini species are here supplied. Chaetocnema wollastoni Baly, 1877 is reported as
new for the Italian (and European) fauna; Longitarsus bertii Leonardi, 1973 and Longitarsus stragulatus (Foudras, 1860): based on new records,
their Italian distribution results much wider than previously; Psylliodes ausoniae Leonardi, 2013, based on a new record, is confirmed as a
member of the Turkish fauna. The paper is completed by photos of C. wollastoni.
Key words: Alticini, Chaetocnema, Longitarsus, Psylliodes, new records, Italian fauna, Turkish fauna.
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Laura FARINA*
Note corologiche su quattro specie di Alticini interessanti per la fauna italiana
(Coleoptera Chrysomelidae, Galerucinae, Alticini)
*Laura Farina, via A. Stoppani 17/A, Casatenovo (LC), Italia. E-mail: laura.farina@chrysomelidae.it
FARINA
MSNG: Museo Civico di Storia Naturale “G. Doria”,
Genova (MSNG-Bin: collezione G. Binaghi;
MSNG-Dod: collezione A. Dodero; MSNG-
Man: collezione C. Mancini);
MSNM:Museo Civico di Storia Naturale, Milano;
MSNVR: Museo Civico di Storia Naturale, Verona.
Abbreviazioni utilizzate nel testo
Le = lunghezza dell’elitra;
le = larghezza delle elitre (prese insieme);
(!) = esemplare genitalizzato;
/ = riga a capo nell’etichetta di località;
// = seconda etichetta sullo stesso spillo.
DISCUSSIONE
Chaetocnema wollastoni Baly, 1877 (Figg. 1-2)
Ch. wollastoni Baly, 1877: 167. Loc. typ.: Cape of
Good Hope.
Chapuis, 1879: 14; Harold, 1879: 232; Jacoby, 1906:
17; Bryant, 1928: 395-396; Csiki & Heikertinger,
1940: pars 169, 408; Bryant, 1957: 361; Bechyné,
1959: 234; Bechyné, 1960: 25; Scherer, 1963: 680;
Bechyné, 1964: 156-157; Scherer, 1972: 15; Tiber-
ghien, 1976: 178; Scherer, 1978: 266; Doguet, 1984:
365; Furth, 1985: 74; Furth, 1985a: 261; Medvedev,
1996: 256; Gruev & Döberl, 1997: 100; Biondi, 2001:
234, 247; Biondi, 2002: 280-281; Warchalowski,
2003: 509; Gruev & Döberl, 2005: 57; Warchalowski,
2010: 483; Biondi et al., 2015: 312, 316, 320-321.
= Chaetocnema fraterna Harold, 1879: 232 (posto in
sinonimia da Biondi, 2001: 247)
= Chaetocnema dunbrodensis Jacoby, 1906: 17 (posto
in sinonimia da Bryant, 1928: 395)
= Chaetocnema cognata Bryant, 1957: 361 (esem-
plari di Wadi Dareija) (posto in sinonimia da Doguet,
1984: 365)
= Chaetocnema monomorpha Bechyné, 1964: 156-
157 (posto in sinonimia da Biondi, 2001: 247)
Questa specie, in base alla conformazione dell’edeago,
risulta inconfondibile, tenuto conto dei disegni pub-
blicati da Furth [1985: 75 (figg. 2a-2b)] e Biondi
[2001: 238 (fig. 17)]. L’identificazione dell’autrice,
degli esemplari esaminati, è stata confermata da M.
Biondi (che qui si ringrazia per la cortesia) ed è co-
munque conforme alla interpretazione fornita da S.
Doguet (1984), come si è potuto constatare dallo stu-
dio dei 3 esemplari conservati presso MHNB, deter-
minati appunto dallo specialista francese.
Distribuzione (Gruev & Döberl, 1997: 100; 2005:
57). Asia: Israele, Arabia Saudita, Yemen, Cipro.
Africa: Ciad, Congo, Etiopia, Kenya, Madagascar, Re-
pubblica Sudafricana, Sudan.
Di questa specie viene qui segnalata per la prima volta
la presenza in Italia e in Europa, sulla base del se-
guente ritrovamento:
Italia: Sardegna (CA) / Uta (Santa Maria) / 39°17.2’N,
8°58.1’E / 5 m, 24.IV.2018, G. Liberti leg., 2 ♂♂!
(LFCC).
Ulteriore materiale esaminato. Asia: Ryadh. Umg. /
25.10.1975 // Saudi Arabien / W. Buttiker // Chaetoc-
nema / wollastoni Baly / S. Doguet 84 det., 3 exx.
(1!1!) (MHNB).
Corotipo. AFT (Afrotropicale) (Biondi et al., 2015:
312)
Habitat. C. wollastoni è ampiamente diffusa e comune
in Africa, in ambienti caratterizzati da svariate tipologie
di vegetazione (Biondi et al., 2015: 316, 320-321).
Piante ospiti. Poaceae [Tiberghien, 1976: 178; Furth,
1985a: 261 (“grasses”)]. In Israele segnalata (come
probabile) su Cyperus L. (Furth, 1985: 74).
Descrizione della specie. La descrizione della specie
è basata sull’esame di: 3 esemplari di Arabia Saudita
(tra cui 1e 1) (MHNB) e 2 esemplari di Sardegna
(2) (LFCC). Lunghezza del corpo: , 2,10-2,40
mm; ♀, 2,43 mm. Insetto di forma ellittica o sub-ovale
relativamente poco allungata (Fig. 1). Colorazione
metallica con riflessi dorati o verde brillante. Negli
esemplari esaminati: colorazione uniformemente
verde brillante (1 ex. di Arabia Saudita); pronoto con
riflessi dorati, elitre verde brillante (2 exx. di Arabia
Saudita) o verde dorato (2 exx. di Sardegna) (carattere,
dunque, che appare variabile come è possibile osser-
vare in alcune altre specie dello stesso genere). An-
tenne nella parte basale più chiare, più scure verso
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Note corologiche su quattro specie di Alticini interessanti per la fauna italiana
l’apice a partire dal 5°-7° antennomero. Zampe di co-
lore giallo (exx. Arabia Saudita) o giallo-bruno (exx.
Sardegna) con i femori posteriori più scuri, almeno
nella loro parte basale (come negli exx. di Arabia Sau-
dita, che presentano le zampe generalmente più
chiare). Superficie ventrale nera. Carena e solchi fron-
tali appena accennati, tubercoli frontali assenti, solchi
orbitali corti e profondi. Fronte [(postfrons sensu Hei-
kertinger, 1913: 105 (Fig. 5)] e vertex [sensu Doguet,
1994: 15 (Fig. 5a)] fortemente punteggiati su fondo li-
scio o solo debolmente rugoso. Antenne lunghe circa
la metà del corpo. I singoli antennomeri stanno fra loro
in lunghezza circa come 12:8:10:10:10:8:8:8:8:7:11.
Protorace convesso, con la massima larghezza alla
base e con lati arcuati; callosità laterali dietro gli an-
goli anteriori con un profilo angoloso, ottusamente
dentiforme. Superficie del pronoto fortemente punteg-
giata su fondo liscio, con presenza, talvolta, di un’ap-
pena percettibile puntinatura. Elitre lucenti,
relativamente poco convesse (rapporto Le/le com-
preso tra 1,29-1,36 mm), con la massima larghezza
all’incirca intorno al terzo basale; punteggiatura rego-
larmente allineata in 9 strie, piuttosto disordinata nella
parte basale, ai lati dello scutello; più profonda di
quella del pronoto; intervalli tra le strie elitrali per lo
più lisci. Calli omerali marcati, specie macrottera.
Primo tarso anteriore dei maschi fortemente dilatato.
Edeago in visione laterale (Fig. 3) fortemente arcuato
verso la metà; in visione ventrale (Fig. 4) sensibil-
mente ristretto all’apice. Scanalatura ventrale relati-
vamente profonda, nel tratto basale ben sclerificata,
sui cui lati è ben visibile un netto tratteggio obliquo;
nel tratto distale (più lungo) membranosa, in genere
percorsa da uno stretto rilievo longitudinale con corte
ma chiare tracce di striatura di colore scuro ai lati, vi-
sibili nel tratto preapicale. Apice edeagico in visione
ventrale con evidente incisione mediana. Spermateca
(Fig. 5) con parte basale allungata e sinuosa, e ductus
generalmente complicato da una stretta ansa nella
metà distale.
Osservazioni. C. wollastoni, specie afrotropicale pre-
sente in Asia e in Africa è ora stata rinvenuta (2 ♂♂)
anche in Italia, in Sardegna. La specie è stata raccolta
in aprile presso il muro di cinta dell’antica chiesetta
di Santa Maria, nell’immediata periferia di Uta (presso
Cagliari). Il luogo è caratterizzato da una ricca vege-
tazione erbacea (molto diversificata) che cresce in una
stretta fascia lungo il muro stesso; allontanandosi da
questa zona, tutt’intorno si trova un ampio bosco di
pini, arido, totalmente privo di vegetazione di sotto-
bosco (G. Liberti in verbis). C. wollastoni è una specie
ad ampia diffusione nei paesi di origine (segnalazioni
recenti ne indicano la presenza anche in Nord Africa,
M. Biondi in verbis), macrottera, per cui è possibile
che il suo areale si stia espandendo naturalmente. In
alternativa la sua presenza in Italia potrebbe essere do-
vuta ad introduzione passiva, associata a colture di
piante esotiche. Se la sua presenza a Uta in Sardegna,
nel 2018, è certa, la sua diffusione e/o stabilizzazione
nel nostro paese è sicuramente da comprendere (e/o
confermare) con future raccolte.
17
Figg. 1-5. 1-4) Chaetocnema wollastoni [♂ Uta (Santa
Maria)]: 1 – visione dorsale; 2 – visione laterale; 3- edeago
in visione laterale; 4 – edeago in visione ventrale. 5) C. wol-
lastoni (Madagascar, Tananarive): spermateca. [Foto: 1-4: S.
Zoia; Disegno: 5: M. Biondi in Biondi, 2001: 241 (fig. 38)].
FARINA
Longitarsus bertii Leonardi, 1973
L. bertii Leonardi, 1973: 465-473. Loc. typ.: Italia:
Trieste (Zaule).
Müller, 1953: 513 (Fig. 6), 518, 530 [“L. ferrugineus
sensu ller” (Leonardi, 1972: 10-11; Leonardi,
1973: 465-467)]; Kaszab, 1962: 294-295 [“L. ferrugi-
neus sensu Kaszab” (Leonardi, 1973: 465-467)]; Leo-
nardi, 1975: 216-217; Gruev, 1979: 127; Furth, 1980:
91; Gruev & Kasap, 1985: 63; Biondi, 1990: 137;
Biondi, 1994: 13; Döberl, 1994: 102; Biondi et al.,
1995: 18; Warchalowski, 1995: 219-221; Rozner,
1996: 255; Warchalowski, 1996: 69-71; Gruev & Dö-
berl, 1997: 153; Doguet & Bergeal, 2000: 128-129;
Vig, 2002: 119; Brelih et al., 2003: 94-95; Gok & Çil-
biroğlu, 2003: 67; Warchalowski, 2003: 417; Gruev &
Döberl, 2005: 78; Čižek, 2006: 25; Warchalowski,
2010: 838-839; Biondi, 2021: data on Checklist of the
Italian Fauna, Version 1.0.
Di questa specie sono stati esaminati gli esemplari ti-
pici conservati presso MSNM provenienti dalla Vene-
zia Giulia e ulteriore materiale proveniente dalla
seguente località:
Asia: Israel: Golan Hts. / Qusbiye / 17.XI.1973 / D.G.
Furth leg. // on Mentha longifolia // Longitarsus / bertii
Leon. / D.G. Furth 1974 det., 1 ex. (MSNM); Israel:
Golan Hts. / Qusbiye / 9.I.1978 / D.G. Furth leg. // Lon-
gitarsus / bertii Leon. / D.G. Furth 1978 det. // on Men-
tha longifolia, 2 exx. (1 ex. MSNM; 1 ex. MHNB).
Distribuzione (Gruev & Döberl, 1997: 153; 2005:
78). Europa: Albania, Austria, Bosnia-Herzegovina,
Bulgaria, Daghestan, Francia? Germania?, Grecia, Ita-
lia, Is. Capri?, Macedonia, Repubblica Ceca, Slovac-
chia, Slovenia, Ucraina, Ungheria [“distributed in the
Carpathian Basin, mainly on the hilly and mountai-
nous districts” (Vig, 2002: 119)]. Asia: Cipro, Iran
(Nord), Israele, Siria, Turchia, Turkmenistan.
Distribuzione italiana. Precedentemente nota solo di
Friuli-Venezia Giulia [S. Lucia di Tol, Monfalcone,
Sagrado Isonzo, Carnia, Trieste (Zaule) (Leonardi,
1973: 465-470)], si aggiungono ora una località pie-
montese e una toscana, che ne ampliano considerevol-
mente l’areale italiano:
Italia: Piemonte / Cuneo // Valle Stura / 24.X.1965 //
I. Mercati leg., 2 exx. (1♀!) (MSNM);
Toscana (FI) / Ferrone / f. Greve m. 130 / 14.VIII.98
S. Rocchi // Longitarsus / bertii Leonardi / C. Leo-
nardi 2003 det., 1♂! (MSNM).
Piante ospiti. Come riportato dai dati di letteratura,
L. bertii risulta legato a Lamiaceae appartenenti al ge-
nere Mentha L. [Kaszab, 1962: 294-295; Leonardi,
1973: 470; Furth, 1980: 91, su M. longifolia (L.)
Huds.; Biondi, 1990: 137; Döberl, 1994: 102; Brelih
et al., 2003: 94-95, su M. arvensis L.] e al genere Teu-
crium L. (su T. chamaedrys L. secondo Brelih et al.,
2003: 94-95).
Osservazioni. I reperti di L. bertii, qui illustrati, ne
estendono sensibilmente l’areale verso occidente. Que-
sta specie, con distribuzione relativamente ampia ma
localmente rara, è stata in passato spesso confusa con
l’affine L. ferrugineus (Foudras, 1860), specie diffusa
in Europa e Mediterraneo occidentale il cui areale è
stato, da alcuni autori [Leonardi, 1973: 469 (Fig. 1)-
473; Doguet, 1994: 226], considerato come parapatrico
con quello di L. bertii. La relativa rarità di quest’ultimo
e la sua non facile identificazione potrebbero essere i
motivi di una non ancora completa conoscenza della
sua attuale corologia. In alternativa, la presenza di L.
bertii in Piemonte e Toscana potrebbe essere interpre-
tata come possibile conseguenza di un’introduzione
passiva verso occidente per mezzo del commercio di
piante coltivate dei generi Mentha e Teucrium.
Longitarsus stragulatus strangulatus (Foudras, 1860)
Teinodactyla stragulata Foudras, 1860: 238, 282-284.
Loc. typ.: Germania occidentale [“communiquée par
M. de Kiesenwetter”, probabilmente erronea (Gruev
& Döberl , 1997: 216)].
Allard, 1866: 208-209 [Thyamis]; Peyerimhoff, 1915:
44-45; Peyerimhoff, 1919: 231; Portevin, 1934: 304;
Weise, 1881-1893 (1893): 963 [Longitarsus]; Heiker-
tinger, 1912: 194; Heikertinger, 1930: 1328-1329;
Porta, 1934: 356; Horion, 1935: 298; Vitale, 1935:
80; Sainte-Claire Deville, 1937: 368; Csiki & Heiker-
tinger, 1940: pars 166, 166-167; Müller, 1953: 516
(Fig. 36); Mohr, 1962: 62, 98-99; Furth, 1980: 114;
Biondi, 1984: 73; Gruev, 1987: 60; Biondi: 1990: 151;
Döberl, 1994: 102; Doguet, 1994: 183; Biondi: 1995:
76-78; Biondi et al., 1995: 19; Warchalowski, 1996:
199-200; Gruev & Döberl, 1997: 216-217; Gök &
18
Note corologiche su quattro specie di Alticini interessanti per la fauna italiana
Gürbüz, 2002: 293-294; Warchalowski, 2003: 412;
Gruev & Döberl, 2005: 105-106; Warchalowski, 2010:
863; Biondi, 2021: data on Checklist of the Italian
Fauna, Version 1.0.
Linterpretazione di questa specie che viene qui for-
nita, conforme alla descrizione originale, è quella cor-
rentemente accettata da tutti gli Autori sopra indicati.
Il tipo, infatti, è probabilmente andato perduto, come
viene qui sotto dettagliato nelle osservazioni.
Distribuzione (Gruev & Döberl, 1997: 216-217; 2005:
105-106). Europa: Francia [“France” (Allard, 1866:
209); “Frankreich, nordlich bis Rouen” (Weise, 1893:
963); “?Rouen (teste Allard)” (Sainte-Claire Deville,
1937: 368); “nach St. Claire Deville (1937) ist das vor-
kommen in Frankreich ebenfalls unwarscheinlich, da
ihm nur eine alte Angabe und kein Beleg bekannt ist “
(Mohr, 1962: 99); “France” (Gruev, 1987: 60); “signa-
lée en France, probablement par erreur, par Allard et
Sainte-Claire Deville” (Doguet. 1994: 183)], Germa-
nia? [“am Rheine bei Mainz” (Weise, 1893: 963); “an-
geblich bei Mainz gefunden” (Heikertinger, 1912: 194);
“var. sellatus für Deutschland speziell für Mainz an
nach Weise” (Horion, 1935: 298); “das vorkommen in
Mitteleuropa ist sehr unwahrscheinlich” (Mohr, 1962:
98-99); “signalée en Allemagne par Weise” (Doguet,
1994: 183)]; Italia, Malta, Spagna. Asia: Israele, Gior-
dania, Turchia (Gök & Gürbüz, 2002: 293-294). Nord
Africa: Algeria, Egitto, Libia, Marocco, Tunisia.
Distribuzione italiana. Fino ad ora nota soltanto delle
isole maggiori (Biondi, 2021: data on Checklist of the
Italian Fauna): Sardegna, Sicilia [Bosco di Scorace TP
(Forum Natura mediterraneo, Angelo Ditta, comunica-
zione e foto del 23.II.2021 sul sito web entomologiita-
liani.net), Isole Egadi (Favignana) in MSNVR (Biondi,
1984: 73)], è presente almeno anche in Puglia, come te-
stimoniato dal sotto riportato ritrovamento.
Materiale esaminato. Francia: Frankreich // Longi-
tarsus / circumseptus / Gallia, 1 ex. (MHNB); Fran-
kreich, 1 ex. (MHNB); stragulatus Foudr. / Gallia //
collez. Turati, 1 ex. (MSNM);
Italia: Sardegna: Cagliari / XI. 1897, 6 exx. (MSNG-
Bin); Assemini / Sard. Mer. / U. Lostia, 3 exx.
(MSNG-Dod);
Puglia: Puglia / dintorni Taranto / 17.XII.2000 / F.
Montemurro leg., 1 ex. (MSNM);
Sicilia: Sicilia / E. Ragusa // Beine dunkel! // stragu-
latus det. Heikertinger // 1953 coll. Heikertinger, 1 ex.
(MHNB-Heik); Sicilia / Carini IV.900 / F. Vitale, 1 ex.
(MSNG-Man);
Nord Africa: Alg. Bône / coll. Leprieur // M. Pic //
Beine angedunkelt // stragulatus // 1953 coll. Heiker-
tinger, 1 ex. (MHNB-Heik); Sgag (Aurès) / Othon-
nopsis /cheirifolia // stragulata / punica Peyerh. / ab.
saturata / Peyerhf. // Peyerimhoff don. // Cotypen //
1953 coll. Heikertinger, 3 exx. (MHNB-Heik); Tunisie
/ Le Kef / Dr. Normand // sur Othonnopsis /cheirifolia
// aptère // Topotype! // stragulatus / punicus / Heiktgr.
det. // 1953 coll. Heikertinger, 1 ex. (MHNB-Heik);
Tunisi dint. / coll. Elena, 1 ex. (MSNG); Tunisi dint. /
1.II.1882 / G.L. Doria, 7 exx. (MSNG); Tunisi dint. /
28.I.1883 / Miceli, 1 ex. (MSNG); Tunisi / S.A. Bardo
/ 8.XII.1928 / Schatzmayr, 2 exx. (MSNM); Tunisi
18.I.1929 / Le Bardo / A. Schatzmayr, 2 exx.
(MSNM); Tunisi 23.II.1929 / (Chott Sedjoumi) / A.
Schatzmayr, 1 ex. (MSNM); Sedj. 23.II.1929, 5 exx.
(MSNM); Tunisi 24.II.1929 / Dj. Djeloud / A. Schatz-
mayr, 1 ex. (MSNM); Fedhala. Mar. / 7.II.1935 / R. e
C. Koch, 2 exx. (MSNM); Bardo / VIII.1912, 2 exx.
(MSNM); Bengasi / 25.XII.1926 / Geo. C. Krüger, 5
exx. (MSNG).
Pianta ospite della forma tipica. Genere Senecio L.
(Asteraceae) (Furth, 1980: 114; Biondi, 1990: 151;
Warchalowski, 1996: 200).
Osservazioni. Date le incertezze esistenti sulla reale
località del tipo del L. stragulatus (come riportato in
Gruev & Döberl, 1997: 216), l’autrice ha cercato di
recuperarlo per una più sicura comprensione della spe-
cie. Secondo quanto riportato gentilmente da Harold
Labrique (Musée des Confluences, Lione), la colle-
zione Foudras originariamente conservata presso il
Museo del Lycée Ampère (Lione, 2ème arrondisse-
ment) a cui era stata affidata nel 1979, venne donata
al Musée des Confluences nel 1993. Però già prima
della donazione il materiale tipico risultava perduto.
In seguito ad un recente controllo delle collezioni del
Museo, vennero rinvenute in collezione Rey tre sca-
tole di Alticini (Rey aveva acquisito parte di quella del
suo “maestro” Foudras, prima che questa passasse al
Lycée Ampère). Di tali scatole una interamente e una
seconda in parte contengono esemplari appartenenti
al genere Longitarsus. Dalle fotografie di queste sca-
tole (si ringrazia per questo Harold Labrique) si può
19
FARINA
osservare come la preparazione degli esemplari − di-
rettamente infilati con un microspillo a sua volta posto
su midollo di sambuco − è compatibile con il modus
operandi di Foudras. Diversi taxa descritti da Foudras
si troverebbero effettivamente in queste 3 scatole, ma
mancano i tipi di altre specie, tra cui quello di L. stra-
gulatus. Il tipo di L. stragulatus non è stato rinvenuto
neanche nella collezione del Museo di Parigi [dove
sono conservati alcuni altri tipi di Foudras (Leonardi,
1973: 466-467)] (C. Leonardi in verbis). Sembrerebbe
quindi che parte della collezione originaria di Foudras
sia andata in effetti perduta.
Sono state descritte quattro forme (sottospecie e va-
rietà) di L. stragulatus: due forme cromatiche con va-
lore di sottospecie (Gruev & Döberl, 1997: 217; 2005:
105-106) [L. stragulatus pallidicollis Wollaston, 1865
(Isole Canarie) e L. stragulatus dichrous Iablokoff-
Khnzorian, 1962 (Armenia, Turchia)]; una forma cro-
matica (Gruev & Döberl, 1997: 216-217) (Longitarsus
stragulatus var. sellatus Weise, 1893); una forma at-
tera dell’Africa nordoccidentale (Gruev & Döberl,
1997: 216-217) [Thyamis stragulata punica Peyerim-
hoff, 1915; Thyamis stragulata punica ab. saturata
Peyerimhoff, 1919 di Sgag (Aurès) (forma melanica)].
L. stragulatus s.str. ha pronoto scuro e ali anteriori pre-
senti. L’esemplare di Puglia è conforme alla colora-
zione e alle caratteristiche della forma tipica, come gli
esemplari di Sardegna e Sicilia esaminati.
Psylliodes ausoniae Leonardi, 2013
P. ausoniae Leonardi, 2013: 81-114. Loc. typ.: Repub-
blica di San Marino, M.te Titano.
Biondi, 2021: data on Checklist of the Italian Fauna,
Version 1.0.
Di questa specie sono stati esaminati alcuni esemplari
tipici conservati presso MSNM provenienti da diffe-
renti località.
Distribuzione. Europa: Francia, Italia (Toscana, Sici-
lia, Lazio, Campania, Puglia), Grecia? [dato ancora da
confermare: una sola femmina del Peloponneso, con
caratteristiche esterne e spermatecali compatibili con
quelle di P. ausoniae (Leonardi, 2013: 103, 105)], Re-
pubblica di San Marino. Asia: Turchia.
La nuova segnalazione qui riportata ne conferma la
presenza in Turchia:
Turchia: TR Aydinlar / b. Erdemli / 20.V.1989 / Kuff +
Szallies leg. // Psylliodes ausoniae / Leonardi / Farina
2018 det., 1 ♂! 1♀! (1 ♂ in LFCC e 1 ♀ in ASRC).
Osservazioni. Un maschio di P. ausoniae venne citato
per la località di Mersin, Turchia meridionale da Leo-
nardi (2013: 103, 105). Questo autore, che ha anato-
mizzato l’esemplare, conferma la sua appartenenza
alla specie P. ausoniae, ma la località era ritenuta dub-
bia a causa di un ipotetico errore di etichettatura. Tut-
tavia, il ritrovamento dei due esemplari sopra
menzionati conferma la presenza di questa specie in
Turchia.
RINGRAZIAMENTI
L’autrice ringrazia vivamente gli amici: Carlo
Leonardi (Museo Civico di Storia Naturale di Milano)
e Gianfranco Liberti (Uboldo) per la rilettura del testo,
i preziosi consigli e l’interessante materiale di studio
fornito; Maurizio Biondi (Dipartimento di Medicina
Clinica, Sanità Pubblica, Scienze della Vita e dell’Am-
biente dell’Università, L’Aquila) per la revisione cri-
tica del manoscritto e per gli ottimi suggerimenti;
Stefano Zoia (Milano), che con disponibilità e com-
petenza, ha realizzato le bellissime fotografie di Chae-
tocnema wollastoni.
Si ringraziano poi i seguenti amici e colleghi
per la concessione di materiale in studio e per le utili
informazioni riportate: Matthias Borer e Christoph
Germann (Naturisthorisches Museum, Basilea), Ha-
rold Labrique (Musée des Confluences, Lione), Ro-
berto Poggi (Museo Civico di Storia Natu rale
“Giacomo Doria”, Genova); Fabrizio Rigato (Museo
Civico di Storia Naturale di Milano), Alexander Szal-
lis (Reutlingen).
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Note corologiche su quattro specie di Alticini interessanti per la fauna italiana
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Article
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The Chrysomelidae fauna of Kovada Stream Arboretum have been investigated. Consequently, 3 species from the subfamily Criocerinae, 7 from Clytrinae, 8 from Cryptocephalinae, 1 from Eumolpinae, 5 from Chrysomelinae, 4 from Galerucinae, 28 from Alticinae, 2 from Hispinae and 3 from Cassidinae were determined. Also, the specific host plants and seasonal abundance of the species in the area were given.
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This study analyses the geographic distributions of 95 endemic and sub-endemic species of Chaetocnema (Coleoptera: Chrysomelidae) found in Sub-Saharan Africa and Madagascar, in order to compare and correlate their pattern of the geographic range (chorotype) and the distribution of terrestrial ecosystems in Africa and Madagascar. The data compiled for the species of Chaetocnema are based on records for 1639 collecting localities. Most of the species of Chaetocnema have restricted geographical ranges (67.3%), whereas relatively few species (11.6%) are very widely distributed. The latitudinal and longitudinal gradients in the numbers of species reveal that the highest levels of species richness occur in the Equatorial Belt and Southern Africa. Species of Chaetocnema in Sub-Saharan Africa have a clear preference for grassland and the wide-open environment associated with savannah. However, forest ecosystems are also important for numerous species, particularly in Madagascar. Several endemic species are associated with the Mediterranean vegetation in the southern part of West Africa. Species of Chaetocnema are generally associated with a limited number of vegetation types within the Afrotropical region. A cluster analysis based on calculating the squared Euclidean distance and using the WARD clustering method revealed a significant correlation between the chorotype and the vegetation types associated with each species. Finally, certain species of Chaetocnema that are characteristic of specific types of vegetation and/or indicators of biodiversity hotspots in Sub-Saharan Africa and Madagascar are highlighted.
Article
This paper deals with 81 species of Alticinae found by H. Kasap in various parts, mainly Central Anatolia, of Turkey. Most of the localities here recorded are new to the distribution of the treated species in the country. Phyllotreta egridirensis and Longitarsus angorensis are new to science, and Phyllotreta pallidipennis Reitter, P. astrachanica Lopatin, Longitarsus trepidus Warchalowski, Dibolia zangezurica Khnzorian and Psylliodes napi (Fabricius) are new to Turkey.