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I Non Fungible Tokens, l'arte digitale e i beni culturali: una nuova forma di finanziamento e fruizione

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Abstract

1. I Non Fungible Tokens (Nft) I Non Fungible Tokens (Nft) sono una sorta di garanzia di-gitale, basata su un codice informatico, che consente di pro-vare il possesso di un oggetto digitale. Con l'utilizzo di questi «gettoni non fungibili 1 », si riproduce il meccanismo tipico dell'opera d'arte fisica; anche se tutti possono avere una copia, un unico soggetto può possedere l'originale. Attra-verso questo meccanismo, il mercato dell'arte digitale, fino a pochi anni fa ancora in stato embrionale a causa della ri-producibilità digitale (potenzialmente immediata, senza li-miti e a costi infinitesimali) delle opere e dell'incertezza sui diritti di proprietà, si sta rapidamente espandendo 2. Di fatto, il Nft è un codice informatico associato a un bene sottostante, tipicamente un'opera digitale come una foto, video o audio; tuttavia, può essere creato un Nft per qualsiasi cosa-sia che si tratti di un bene tangibile (terreno, fabbri-cato, autovettura, collezione di moda, ecc.) ovvero intangi-bile e, quindi, totalmente immateriale e dematerializzato (un'esperienza, una rappresentazione) 3 , come sinteticamente rappresentato nella figura 1. Un Nft è un certificato digitale che attesta la proprietà di un bene e ne garantisce l'autenticità e unicità in quanto re-gistrato su blockchain (al fine di validare la concatenazione dei dati, rendendoli immutabili). In realtà, un Nft è un bene a sé stante. Come anticipato, è un codice-quindi un bene immateriale-e, in quanto tale, ha una vita propria e, so-prattutto, ha una propria autonoma quotazione, quasi sem-pre non collegata con l'opera fisica di cui è una rappresentazione digitale, ancorché quest'ultima possa in-fluenzare il valore della transazione 4. Le principali case di moda hanno colto le possibilità offerte dalla token economy lanciando delle vere e proprie colle-zioni di Nft 5 : 1 In quanto, a differenza delle criptovalute, non possono essere scambiati di-rettamente tra di loro. 2 https://www.treccani.it/magazine/atlante/cultura/nuove_frontiere_arte_digi-tale.html. 3 Basti pensare al Nft associato al battito cardiaco del cantante Achille Lauro durante l'esibizione del dicembre 2021 al Teatro degli Arcimboldi di Milano, reso possibile grazie a sensori applicati sul corpo dell'artista durante l'evento oppure all'Nft realizzato dalla tokenizzazione di una porzione della pelle della tennista Oleksandra Oliynykova e venduto come «spazio pubblicitario». 4 Ad esempio, gli Nft relativi alle nove copie digitali (protette da un «tatuaggio» informatico che ne impedisce la copia) del Tondo Doni di Michelangelo Buo-narroti fatte realizzare dalla Galleria degli Uffizi, e il primo di questo venduto per 240 mila euro, esattamente come se fossero litografie in edizione limitata; oppure i primi Nft (Cryptokitties) che nel settembre 2021 hanno toccato la cifra di 7,27 milioni di dollari mentre alcuni tra i Cryptopunks più famosi hanno raggiunto la cifra strabiliante di 11,8 milioni di dollari. 5 È questo il caso di Dolce & Gabbana, mentre Gucci ha messo in vendita il suo primo Nft ispirato al film Gucci Aria battuto per 25mila dollari da Christie's. Si tratta di operazioni evidentemente interessanti sotto il profilo del rafforza-Gli Nft sono una sorta di garanzia digitale, basata su un codice informatico, che con-sente di provare il possesso di un oggetto digitale. Con l'utilizzo degli Nft, si riproduce il meccanismo tipico dell'opera d'arte fisica; anche se tutti possono avere una copia, un unico soggetto può avere l'originale. Attraverso questo meccanismo, il mercato dell'arte digitale, fino a pochi anni fa praticamente inesistente a causa della riprodu-cibilità digitale delle opere e dell'incertezza sui diritti di proprietà, si sta rapidamente espandendo. Nfts are a kind of digital guarantee, based on a computer code, which allows to prove the possession of a digital object. With the use of Nfts, the typical mechanism of a physical work of art is reproduced; although everyone can have a copy, only a single subject owns the original. Through this mechanism, the digital art market, which until a few years ago was almost non-existent due to the digital reproducibility of the works and uncertainty about property rights, is rapidly expanding.
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1. I Non Fungible Tokens (Nft)
I Non Fungible Tokens (Nft) sono una sorta di garanzia di-
gitale, basata su un codice informatico, che consente di pro-
vare il possesso di un oggetto digitale. Con l’utilizzo di questi
«gettoni non fungibili1», si riproduce il meccanismo tipico
dell’opera d’arte fisica; anche se tutti possono avere una
copia, un unico soggetto può possedere l’originale. Attra-
verso questo meccanismo, il mercato dell’arte digitale, fino
a pochi anni fa ancora in stato embrionale a causa della ri-
producibilità digitale (potenzialmente immediata, senza li-
miti e a costi infinitesimali) delle opere e dell’incertezza sui
diritti di proprietà, si sta rapidamente espandendo2.
Di fatto, il Nft è un codice informatico associato a un bene
sottostante, tipicamente un’opera digitale come una foto,
video o audio; tuttavia, può essere creato un Nft per qualsiasi
cosa – sia che si tratti di un bene tangibile (terreno, fabbri-
cato, autovettura, collezione di moda, ecc.) ovvero intangi-
bile e, quindi, totalmente immateriale e dematerializzato
(un’esperienza, una rappresentazione)3, come sinteticamente
rappresentato nella figura 1.
Un Nft è un certificato digitale che attesta la proprietà di
un bene e ne garantisce l’autenticità e unicità in quanto re-
gistrato su blockchain (al fine di validare la concatenazione
dei dati, rendendoli immutabili). In realtà, un Nft è un bene
a sé stante. Come anticipato, è un codice – quindi un bene
immateriale – e, in quanto tale, ha una vita propria e, so-
prattutto, ha una propria autonoma quotazione, quasi sem-
pre non collegata con l’opera fisica di cui è una
rappresentazione digitale, ancorché quest’ultima possa in-
fluenzare il valore della transazione4.
Le principali case di moda hanno colto le possibilità offerte
dalla token economy lanciando delle vere e proprie colle-
zioni di Nft5:
1In quanto, a differenza delle criptovalute, non possono essere scambiati di-
rettamente tra di loro.
2https://www.treccani.it/magazine/atlante/cultura/nuove_frontiere_arte_digi-
tale.html.
3Basti pensare al Nft associato al battito cardiaco del cantante Achille Lauro
durante l’esibizione del dicembre 2021 al Teatro degli Arcimboldi di Milano,
reso possibile grazie a sensori applicati sul corpo dell’ar tista durante l’evento
oppure all’Nft realizzato dalla tokenizzazione di una porzione della pelle della
tennista Oleksandra Oliynykova e venduto come «spazio pubblicitario».
4Ad esempio, gli Nft relativi alle nove copie digitali (protette da un «tatuaggio»
informatico che ne impedisce la copia) del Tondo Doni di Michelangelo Buo-
narroti fatte realizzare dalla Galleria degli Uffizi, e il primo di questo venduto
per 240 mila euro, esattamente come se fossero litografie in edizione limitata;
oppure i primi Nft (Cryptokitties) che nel settembre2021 hanno toccato la
cifra di 7,27 milionidi dollari mentre alcuni tra i Cryptopunks più famosi hanno
raggiunto la cifra strabiliante di 11,8 milioni di dollari.
5È questo il caso di Dolce & Gabbana, mentre Gucciha messo in vendita il
suo primoNft ispirato al film Gucci Aria battuto per 25mila dollari da Christie’s.
Si tratta di operazioni evidentemente interessanti sotto il profilo del rafforza-
I Non Fungible Tokens, l’arte digitale e i beni culturali:
una nuova forma di finanziamento e fruizione
Non-Fungible Tokens, Digital Art and Cultural Heritage: a New Form of Financing
and Fruition
Roberto Moro Visconti, Università Cattolica del Sacro Cuore, Milano | Cecilia Trevisi, Comma 10 -
commercialisti & avvocati | Andrea Cesaretti, Andrea Cesaretti e associati
Gli Nft sono una sorta di garanzia digitale, basata su un codice informatico, che con-
sente di provare il possesso di un oggetto digitale. Con l’utilizzo degli Nft, si riproduce
il meccanismo tipico dell’opera d’arte fisica; anche se tutti possono avere una copia,
un unico soggetto può avere l’originale. Attraverso questo meccanismo, il mercato
dell’arte digitale, fino a pochi anni fa praticamente inesistente a causa della riprodu-
cibilità digitale delle opere e dell’incertezza sui diritti di proprietà, si sta rapidamente
espandendo.
Nfts are a kind of digital guarantee, based on a computer code, which allows to prove the possession of a digital
object. With the use of Nfts, the typical mechanism of a physical work of art is reproduced; although everyone can
have a copy, only a single subject owns the original. Through this mechanism, the digital art market, which until a few
years ago was almost non-existent due to the digital reproducibility of the works and uncertainty about property
rights, is rapidly expanding.
Keywords
Metaverso, cyberspazio,
digitalizzazione, certificato,
smart contract, token
economy
Jel codes
Z11, H41, K11
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Come tutti i token, anche il Nft è collegato a un’altra se-
quenza di codice, lo smart contract6che ne contiene, in
estrema sintesi, le regole di funzionamento e i diritti attri-
buiti al possessore quali, ad esempio, la possibilità o meno
di scaricare il file digitale che rappresenta l’opera sottostante
e/o la sua trasferibilità, collegata tramite un link7.
Come anticipato, gli Nft sono «non fungibili» in quanto, a
differenza di altri token (security, utility, stablecoin e crip-
tovalute) hanno un’individualità specifica e, pertanto, non
hanno capacità di sostituzione reciproca.
Fra i diritti elencati nello smart contract ci può essere anche
il trasferimento del copyright sull’opera originale come
pure il diritto di proprietà di un bene immobile8, ma si
tratta di diritti che devono essere esplicitamente contemplati
e non costituiscono la regola.
Sostenere che gli Nft sono capaci di sostituire l’opera ori-
ginale, rendendo addirittura possibile la distruzione del-
l’opera fisica, è una finzione che lascia spazio a contenziosi
risarcitori per la violazione dei diritti morali dell’artista ri-
spetto alla distruzione dell’opera o anche alla sola minaccia
di eliminazione.
Un utilizzo specifico degli Nft avviene nei metaversi, cy-
berspazi in cui gli utenti interagiscono in una realtà tridi-
mensionale virtuale o aumentata. Nft e metaverso non sono
sinonimi. Il metaverso, esaminato nel successivo paragrafo,
è un ambiente digitale, immersivo in cui gli utenti sono in
grado di interagire tra loro. Gli Nft possono operare all’in-
terno di tale realtà condivisa.
Un esempio abbastanza diffuso si ritrova nel gaming in cui
l’uso degli Nft legati, ad esempio, al personaggio di un gioco
o ad alcuni altri complementi (spade, rifugi, pozioni magiche
ecc.), servono per rendere la partecipazione al gioco gratuito,
eliminando i costi legati alle licenze dei software e, altro
aspetto rilevante, a fidelizzare i giocatori ampliando la rete
dei partecipanti reali e non solo degli avatar. Un altro esem-
pio particolarmente significativo riguarda il metaverso Di-
giland: in questo caso gli Nft rappresentano certificati di
proprietà di terreni virtuali. Si tratta in tal caso del diritto di
proprietà su un bene digitale, il terreno virtuale, che esiste
solo nel cyberspazio del metaverso Digiland9.
Gli Nft, come tutti gli altri token, vengono messi all’asta,
con varie modalità, sulle piattaforme digitali sulle quali ven-
gono anche normalmente creati e che operano anche come
mercato secondario.
La creazione, l’emissione e i trasferimenti degli Nft vengono
inseriti in un «registro distribuito» (Distributed Ledger Te-
chnology), in cui tutti i computer (nodi) di una rete (una
blockchain) possiedono la medesima copia del database che
contiene le informazioni di quel determinato Nft. Questa
soluzione tecnologica attribuisce al Nft un certificato pub-
blico di autenticità e la prova immodificabile (e quindi cer-
tificata) della proprietà in capo al possessore.
Secondo DappRadar, società di analisi specializzata in Nft,
il mercato degli Nft nel 2021 ha raggiunto i 22 miliardi di
dollari. Il Nft che ha raggiunto il più alto valore di mercato
è stato «The First 5000 Days», un collage dell’artista digitale
americano Mike Winkelmann, che è stato messo all’asta per
69,3 milioni di dollari.
Il mercato degli Nft è in crescita nonostante esistano ancora
barriere a una maggiore diffusione fra il pubblico quali la
concentrazione (Yield Guild Games token ha raccolto 12
milioni di dollari in soli 32 wallet), la necessità di compe-
tenze informatiche (per acquistare e vendere un Nft oc-
corre un wallet digitale10 e una criptovaluta), la mancanza
di regolamenti11 in molte giurisdizioni che riguardino l’an-
tiriciclaggio, l’evasione fiscale e la sicurezza dei depositi.
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mento dei marchi, già di per sé rinomati e, quindi, de relato della loro autonoma
valorizzazione oltre a rappresentare un espediente per ridurre i costi degli in-
vestimenti collegati alla pubblicità online.
6Gli smart contract sono protocolli informatici validati da blockchain, che fun-
gono da contratti intelligenti e automatizzatiin grado di eliminare la possibilità,
per una delle parti coinvolte, di decidere arbitrariamente di non rispettarne
pagamenti e/o condizioni stabilite.
7La presenza di tale link all’opera o al bene sottostante che è servito per ge-
nerare l’Nft non è detto che sia sempre presente: nella maggior parte dei casi
è funzionale a valorizzare l’acquisto perché l’acquirente «ordinario» di un Nft
non si accontenta di aver acquistato una stringa di numeri, e pertanto ha la
necessità di disporre di una qualsivoglia fisicità che possa giustificare la transa-
zione economica. Questa è la funzione del link che, di fatto, consente di avere
la percezione dell’oggetto della transazione quasi come se fosse una detoke-
nizzazione del Nft (anche se così non è). Tuttavia il link all’opera non è l’Nft.
Una copia digitale può essere riprodotta un’infinità di volte, quindi, non è certo
nel link all’opera che si concentra la scarsità generata dal Nft bensì è la se-
quenza di numeri contenuti nel Nft a renderlo unico. In definitiva, l’Nft è ge-
nerato da una specifica copia digitale che diventa infungibile o, detto in altro
modo: è il suo codice ad essere unico.
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Figura 1
Nft e arte digitale
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Se queste barriere saranno eliminate o, almeno, ridotte e gli
Nft saranno utilizzati in chiave sempre meno speculativa
(dissociandone le sorti da quelle delle criptovalute), essi po-
trebbero diventare un elemento portante dell’economia di-
gitale in quanto collegati ad attività quotidiane come
biglietti di partecipazione a eventi, attestati di presenza o
frequenza, strumenti di garanzia (anche a corredo della ban-
cabilità) e molto altro.
2. Il metaverso dei beni culturali
Gli Nft, come anticipato, operano nel metaverso. Il meta-
verso12 è un’ampia distesa di spazio digitale incentrato sulla
connessione sociale. Nel metaverso, infatti, gli utenti pos-
sono interagire tra loro in tempo reale e ottenere esperienze
simili e, talvolta, ulteriori a quelle che sperimentano nel
mondo reale.
Il metaverso non va confuso con la realtà virtuale, così come
la conosciamo oggi. Infatti, in quest’ultima gli utenti inte-
ragiscono fra loro solo nell’ambito di un determinato am-
biente, ad esempio un videogioco, a condizione che
dispongano del medesimo strumento come un visore 3D
o altro. Queste limitazioni impediscono l’interazione con
utenti di altri ambienti virtuali o che non dispongono del
medesimo strumento. Il metaverso, al contrario, è un
enorme cyberspazio comunitario in cui, per dirla con Mark
Zuckerberg, le «persone – nella veste di «avatar» – lavorano,
giocano, sviluppano relazioni interpersonali incontrandosi
secondo le dinamiche normali della vita quotidiana»13. I l
metaverso potrebbe quindi rappresentare la naturale evolu-
zione di Internet.
Le persone vivono e percepiscono, anche grazie all’ausilio
di specifici device (ad esempio, guanti o altri capi di abbi-
gliamento in grado di simulare quanto percepito dall’avatar
e trasferirlo direttamente sul corpo umano), due realtà pa-
rallele che si intrecciano e si mescolano fra loro. Questa in-
tegrazione tra mondo fisico e reale è un’altra delle principali
caratteristiche dei metaversi ovvero la loro contiguità con
lo spazio reale di cui, di fatto, rappresentano l’estensione.
Attualmente esistono o sono in fase di sviluppo molti di
questi cyberspazi, che fanno capo a organizzazioni operanti
in diversi settori14.
Un aspetto fondamentale del metaverso è l’interoperabilità
fra i vari mondi digitali, ancora agli albori. Il Metaverso de-
finitivo dovrebbe infatti essere una somma di spazi intercon-
nessi dove ci si può muovere liberamente da uno all’altro, in
cui le persone sono rappresentate dal medesimo avatar in
tutti i suoi luoghi, in cui è possibile trasportare beni da un
luogo all’altro e in cui si può utilizzare la stessa moneta per
gli acquisti o monete diverse ma interscambiabili tra loro15.
I metaversi sono spazi in cui si possono non solo ammirare
luoghi, monumenti e opere d’arte, ma anche concludere
affari16.
I metaversi rappresentano quindi mondi in cui gli scambi
commerciali assumono sempre più importanza insieme al
valore di mercato delle aziende che producono tecnologia
a supporto.
Secondo un rapporto di Bloomberg Intelligence, il valore
di mercato delle aziende che operano nei metaversi do-
vrebbe raggiungere gli 800 miliardi di dollari entro la metà
di questo decennio e 2,5 trilioni di dollari entro il 203017.
Nel metaverso ogni proprietà, ogni bene, ogni valore sono
rappresentati da Nft o, più precisamente, sono Nft e gli
scambi avvengono tramite le monete digitali. Pertanto, lo
sviluppo finanziario dei metaversi determina anche a quello
delle criptovalute e degli Nft.
Naturalmente i metaversi sono gli spazi espositivi ideali
anche per l’arte digitale.
Ad esempio, il metaverso «Lieu City»18 ospita, insieme a
quelle di altri artisti, la mostra «Leonardo da Vinci - Realtà
Virtuale dalla Gioconda al Metaverso», diecimila metri qua-
dri di esposizione dei lavori di Leonardo artista e scienziato
da esplorare attraverso il proprio avatar. La citata Digiland
offre numerosi spazi per ospitare collezioni di opere digitali.
In Art&Coffee gli artisti, oltre a esporre le proprie opere
digitali o, per essere più precisi, i propri Nft, possono met-
terli in vendita19. Durante l’ultima ArtBasel Miami, la gal-
leria Nagel Draxer ha presentato uno stand dedicato agli
Nft dell’artista Kenny Schachter. La Pace Gallery ha pre-
sentato la sua nuova piattaforma Pace Verso, dedicata all’arte
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8La prima asta di Nft rappresentante la proprietà di un immobile in Ucraina
si tenne nel giugno 2021.
9Nel metaverso Digiland non vi sono peraltro terreni (anche se si possono
vedere come rappresentazione grafica sullo schermo del pc), ma solo gli Nft
stessi.
10 Il portafoglio digitale è un software che permette di immagazzinare moneta
elettronica per effettuare operazioni online o di e-commerce.
11 Il 2 gennaio 2020, la Consob nel Rapporto Finale riguardo alle cripto-attività
(https://www.consob.it/documents/46180/46181/ICOs_rapp_fin_20200102.pd
f/70466207-edb2-4b0f-ac35-dd8449a4baf1), pur non arrivando a definire le
diverse tipologie di Nft, ha di fatto escluso che la mera tokenizzazione rien-
trasse nel novero degli strumenti finanziari.
12 Il termine metaverso appare per la prima volta nel 1992, in un romanzo di
fantascienza di Neal Stephenson, «Snow Crash». È composto dal prefisso de-
rivante dal greco «meta», che può significare «dopo», «oltre» e dalla desinenza
«universo». Stephenson narra di un’America distopica in cui, parallelamente
alle città reali, esiste un mondo virtuale, il metaverso appunto, dove le persone,
rappresentate da avatar, possono vivere un’esperienza parallela frequentando
luoghi pubblici e privati e interagendo fra loro.
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digitale, vendendo un Nft di due artisti del collettivo Drift
per 550 mila dollari.
Metaversi, criptovalute, Nft sono pertanto elementi di un
ecosistema di cui fa parte anche l’arte.
3. L’ arte digitale
Come illustrato nella figura 1, gli Nft operanti nel metaverso
possono avere per oggetto, anzitutto, opere d’arte digitale.
L’arte digitale20 (digital art21 o computer art) è una forma
di arte sperimentale, che si avvale delle tecnologie infor-
matiche. Identifica un’opera o una pratica artistica che uti-
lizza la tecnologia digitale come parte del processo creativo
o di presentazione espositiva. L’arte elettronica ha un signi-
ficato più ampio di digital art, in quanto coinvolge molte
interrelazioni tra arte e tecnologia. L’arte digitale interagisce
con l’arte classica, rappresentandone, in taluni casi, una tra-
sposizione e rielaborazione.
La crypto art (arte crittografica) è una categoria di arte le-
gata alla tecnologia blockchain e concerne opere d’arte di-
gitali pubblicate direttamente su una blockchain22 sotto
forma di Nft, che rende possibile la proprietà, il trasferi-
mento e la vendita di un’opera d’arte in modo crittografi-
camente sicuro e verificabile.
Neologismi come videoarte, computer arte, arte cibernetica,
realtà virtuale, arte multimediale, digitale, interattiva – oggi
preferibilmente accomunati nella definizione più ampia e
duttile di arte elettronica – si sono diffusi da alcuni decenni
nel linguaggio degli artisti, della critica e del pubblico23. L’arte
digitale tradizionalmente identifica opere d’arte contempo-
ranea, anche se vi possono essere digitalizzazioni, anche con
rivisitazioni creative, di opere d’arte classica.
L’arte digitale si declina in numerose applicazioni, richia-
mate nella tavola 124.
4. Nft e beni culturali, problematiche
giuridiche
Le problematiche giuridiche relative agli Nft, al metaverso,
e alla loro interazione con forme artistiche digitali ovvero
con beni culturali «fisici» che vengono affiancati a trasposi-
zioni digitali, sono particolarmente rilevanti e complesse,
anzitutto per la novità delle tematiche, difficili da normare.
L’obiettivo è quello di mantenere un equilibrio tra necessità
di una regolamentazione per delimitare gli abusi, soffocando
sul nascere con miopi restrizioni innovazioni che fatalmente
migrerebbero in ordinamenti più permissivi. Anche le te-
matiche fiscali, legate ad esempio all’interscambio tra mo-
nete virtuali e reali o all’imposizione delle plusvalenze sono
lungi dall’essere risolte.
Parlare di Nft e arte fa subito venire in mente problemati-
che legate al diritto di autore. In realtà è importante diffe-
renziare dagli Nft di solo codice, privi di qualsiasi link
all’opera originaria, quelli che, invece, contengono il link
all’opera, collegamento che dà la possibilità di accedere al
file e riprodurre l’immagine dell’opera:
1. Nel primo caso, quindi in assenza di link in grado di re-
perire nel web la versione digitale di quanto successiva-
mente tokenizzato, non sussistono problematiche legate
al copyright. Il codice che rappresenta l’opera sottostante
non è infatti equiparabile a una traduzione o a una di-
versa rappresentazione dell’opera sottostante che, quindi,
non è in alcun modo identificabile. Inoltre, l’attività in
sé di codificare un bene in un insieme di bits non ha
nulla di creativo. Si tratta, in questo caso, di Nft che ven-
gono acquistati dai collezionisti capaci di valutare e va-
lorizzare l’asset immateriale specifico e non sono
interessati ad avere o vedere la copia digitale di quanto
hanno acquistato.
2. Nel secondo caso, invece, la presenza del link e la possi-
bilità di accedere al file contenente la digitalizzazione
dell’opera originaria, necessita della preventiva autoriz-
zazione da parte del titolare dei diritti d’autore rispetto
agli specifici diritti concessi, almeno quelli atti a consen-
tire la riproduzione dell’opera e la comunicazione della
medesima a un pubblico nuovo, con la (dovuta) precisa-
zione che laddove gli Nft operino nel metaverso ci si do-
vrebbe interrogare sul significato di «pubblico», visto che
esso è rappresentato unicamente da avatar (non è questo
l’ambito per introdurre il tema e le problematiche legata
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13 https://www.theverge.com/22588022/mark-zuckerberg-facebook-ceo-me-
taverse-interview.
14 Per citarne alcuni Diesel, Maison Margiela, Gucci e Balenciaga nel settore
del lusso; Decentraland, Blocktopia, Sandbox e Star Atlas in quello del gaming
online, Facebook (oggi Meta) sta trasformando il suo social network in un me-
taverso, Microsoft e Amazon saranno i prossimi a presentare i propri spazi vir-
tuali interattivi.
15 A tal fine sono già operative organizzazioni che promuovono protocolli
per un Metaverso aperto e interoperabile, come l’Open Metaverse Interope-
rability Group e il Metaverse Interoperability Community Group della W3.org.
16 Su Decentraland, per esempio, è possibile acquistare terreni da utilizzare
per costruire, affittare, ecc. Si possono acquistare Nft (Land) che rappresentano
la proprietà dei terreni pagandoli in Mana, la criptovaluta utilizzata in Decen-
traland. Per dare un’idea del valore delle transazioni in questo metaverso, nel
novembre 2021 un appezzamento di 1.856 metri quadri è stato venduto per
2,43 milioni di Mana equivalenti a 913.000 dollari americani. L’economia di De-
centraland ha assunto una dimensione talmente importante al punto che
grandi marchi hanno iniziato a pubblicizzare e commercializzare i propri pro-
dotti sulla piattaforma. Coca Cola ha fatturato 575.000 dollari con la vendita
di giacche sportive con logo da far indossare agli avatar in Digiland.
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alla soggettività dell’avatar quale proiezione di un sog-
getto realmente esistente).
Rispetto alle opere d’arte, gli Nft hanno due pregi rile-
vanti, soprattutto per le opere d’arte native digitali di artisti
viventi e, cioè (i) sono in grado di accertare l’autenticità
dell’opera nel tempo, scongiurando il rischio del discono-
scimento o di pareri contrastanti e (ii) contribuirebbero a
risolvere in maniera concreta la corresponsione del diritto
di seguito per determinate categorie di opere o, più in ge-
nerale, agevolerebbero il sistema di pagamento delle royal-
ties senza la necessaria intermediazione da parte di terzi
soggetti.
Recentemente si è molto parlato dell’iniziativa che ha visto
l’Arco della Pace di Milano essere trasformato nella notte
dell’ultimo dell’anno 2021 in Nft ed entrare nel metaverso.
È stata un’operazione molto complessa, che abbraccia una
moltitudine di diritti. Sullo storico arco trionfale situato al-
l’inizio di Corso Sempione è stata proiettata la reinterpreta-
zione di circa ventimila opere d’arte che hanno caratterizzato
la storia italiana, incluse talune opere letterarie, comprendo
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17 Bloomberg, Investing in the Metaverse, 2 luglio 2021 in Bloomberg.com.
18 https://www.lieu.city/.
19 https://www.artcoffee.info/.
20 Cfr. R. Colson, The Fundamentals of Digital Art, London, 2007. Per un excursus
storico, si veda J. Drucker, «Is There a “Digital” Art History?», in Visual Resources,
2013, 29:1-2, pp. 5-13; L. Manovich, «Data Science and Digital Art History», in
Dah-Journal, Issue 1, 2015 https://journals.ub.uni-heidelberg.de/index.php/dah/
article/view/21631/15404.
21 L’Electronic art ha un significato più ampio dellaDigital art, in quanto coin-
volge molte interrelazioni tra arte e tecnologia.
22 Si veda M. Zeilinger, «Digital Art as “Monetised Graphics”: Enforcing Intel-
lectual Property on the Blockchain», in Philosophy & Technology, 2018, 31, pp.
15-41; McConaghy et al., «Visibility and digital art: Blockchain as an ownership
layer on the Internet», in Strategic Change, 2017, vol. 26, issue 5.
23 S. Bordini, Arte Elettronica, https://www.giunti.it/catalogo/arte-elettronica-
9788809016033.
Applicazione/
tipologia Descrizione
Fotografia digitale Procedimento per l’acquisizione di immagini statiche, proiettate attraverso un sistema ottico, su un dispositivo elet-
tronico (sensore) sensibile alla luce, con successiva conversione in formato digitale e immagazzinamento su supporto
di memoria.
Poesia elettronica Sperimentazione artistica che integra il testo poetico con l’arte dei nuovi media (videoarte, digital art, net.art, in-
stallazioni, ecc.). Si possono distinguere due grandi aree, spesso intrecciate nella ricerca: la video-poesia (video poetry),
e la computer poetry, che integra l’uso di tecnologie digitali.
Internet art Disciplina artistica contemporanea volta a creare opere d’arte con, per e nella rete Internet.
Musica elettronica Musica prodotta o modificata attraverso l’uso di strumentazioni elettroniche.
Pixel art Tipo di computer grafica, nonché forma di arte digitale. Si può parlare di pixel art quando il creatore di una immagine
può liberamente manipolare ogni pixel individuale della stessa.
New media art Composizioni artistiche disegnate e riprodotte con tecnologie dei new media (arte visuale; grafica computerizzata;
arte digitale; arte interattiva; arte del suono; cyborg art, ecc.)25.
Musei digitali Consentono l’effettuazione di tour virtuali nei musei. Utilizzando il mouse e la tastiera, cliccando sugli hotspot
inseriti negli ambienti e navigando le mappe interattive la visita si approfondisce con elementi di contesto: foto, video
e testi e il percorso è scelto liberamente dal visitatore. Si tratta di un’applicazione particolarmente rilevante per la
tutela dei beni culturali.
Digital imaging Creazione della rappresentazione visiva di un oggetto, attraverso l’acquisizione dell’immagine, il processamento, la
compressione, l’archiviazione, la stampa e la rappresentazione.
Editoria digitale Fenomeno editoriale in cui i contenuti, l’intero processo editoriale e l’accesso ai contenuti sono attuati attraverso
l’ausilio di tecnologie informatiche. L’editoria digitale ricopre diversi campi d’azione, dall’elaborazione per contenuti
da stampa alla capillare diffusione tramite Internet di contenuti digitali.
Letteratura
elettronica
La letteratura elettronica, anche conosciuta come letteratura digitale, e-Literature o eLiterature, è un particolare fe-
nomeno intersettoriale, ascrivibile a diversi ambiti, in primo luogo letterario, che tramite l’uso di innovative meto-
dologie creative e dei mezzi offerti dall’evoluzione tecnologica, ivi incluso il computer, il web e le Tic (tecnologie
dell’informazione e della comunicazione), produce lavori letterari innovativi.
Collezioni26/
banche dati digitali
Le banche dati caricate e salvate su supporti digitali consentono l’archiviazione e la consultazione online di collezioni
derivanti dai musei digitali o altri archivi.
Street Art27 Pur avendo connotazioni tipicamente «fisiche», l’arte di strada (urbana), rappresentata da graffiti, murales, ecc. offre
la possibilità di avere un pubblico potenzialmente vastissimo, con una fruizione amplificata dai media virtuali.
Tavola 1
Applicazioni dell’arte digitale
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un arco temporale di circa 17 secoli. L’Arco della Pace è stato
rielaborato virtualmente ed è rappresentato da un Nft che
costituisce, in prospettiva, un esempio per molti beni culturali
bisognosi di manutenzione e fruibilità anche a distanza. Il
monumento è stato «rivestito» di questa nuova opera digitale
in continuo movimento e trasformazione, risultato della
commistione reso possibile dall’uso di uno specifico algo-
ritmo. Da ventimila opere si è realizzata un’opera nuova, to-
talmente immateriale, tra land art e installazione digitale, di
cui l’Nft sarà in grado di attestare l’autenticità, potendo altresì
svolgere la funzione di passaporto richiesto dall’art. 64 del
Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio28.
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24Tratta, con adattamenti, da R. Moro Visconti (2021), La Valutazione dell’arte
digitale, Il diritto industriale, n. 5.
25 Si veda V. Catricalà, Media Art. Towards a New Definition of Arts in the Age of
Technology, 2015, https://www.academia.edu/11185472/Media_Art_Towards_
a_New_Definition_of_Arts_in_the_Age_of_technology.
26 Cfr. L.H. Hughes, Evaluating and Measuring the Value, Use and Impact of Di-
gital Collections, London, 2012; D.E. Marsh, R.L. Punzalan, R. Leopoldet al.,«Sto-
ries of impact: the role of narrative in understanding the value and impact of
digital collections», in Archival Science,2016, 16,pp. 327-372.
27 Le motivazioni che spingono molti artisti, prevalentemente giovani, a fare
ricorso a questa forma espressiva non canonica sono molteplici. Per alcuni si
tratta di una forma di critica verso laproprietà privata, rivendicando le strade
e le piazze come espressione di una «agorà» metaforica, anche per contesta-
zioni di natura sociale e politica. Per altri ar tisti, la street art rappresenta un
modo per esporre liberamente, senza i vincoli di gallerie e musei.La street art
può comportare delicate problematiche giuridiche, talora anche di rilievo pe-
nale, ove sconfini in tecniche di imbrattamento abusivo (si pensi alle carrozze
ferroviarie) o di espressioni artistiche che inneggiano, anche surrettiziamente,
alla violenza. La valorizzazione economica non rappresenta, in questo ambito,
una esplicita finalità dell’artista, che tipicamente firma le proprie opere con
acronomi o sigle.
28 La circostanza che l’ottocentesco Arco della Pace entri nel metaverso im-
plica che tale riproduzione sia autorizzata dal Mic e dagli altri enti pubblici ter-
ritoriali competenti ai sensi degli artt. 107 e 108 del Codice dei Beni Culturali,
perché la divulgazione con qualsiasi mezzo delle immagini di beni culturali ri-
prodotte a scopo di lucro (è pacifico che l’Nft sottenda tale scopo) devono
essere autorizzate e, laddove previsto, deve essere corrisposto lo specifico ca-
none. Ricordiamo che in Italia manca una disciplina specifica che regolamenti
la libertà di panorama (freedom of panorama) e la direttiva copyright (dir. Ue
2019/790, recepita dal d.lgs. 8 novembre 2021, n. 177) ha perso l’occasione
per colmare tale vuoto normativo. Ciò che appare interessante, al di là della
spettacolarizzazione di tali performance artistiche, è che gli Nft e il metaverso
possono rappresentare nuove forme di finanziamento per la conservazione
del patrimonio artistico e culturale; tuttavia, anche in questo caso sarebbe ne-
cessario un intervento normativo per rendere trasparente e tracciabile l’intero
sistema ed evitare fenomeni speculativi.
2 |2022BANCARIA
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