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Il contributo di Sergio Torsello alla renaissance salentina del primo quindicennio del 2000

Authors:
società di storia patriasezione di lecce
quaderni de lidomeneo
n. 43
collana diretta da
Mario Spedicato
comitato scientifico
Paul Arthur, Carlo Alberto Augieri, Giuseppe Caramuscio,
Pedro Cardim, Luisa Cosi, Hubert Houben, Eugenio Imbriani,
Marco Leone, Alberto Marcos Martín, Luigi Montonato,
José Pedro Paiva, Antonio Romano
www.storiapatriadilecce.it
storiapatrialecce@gmail.com
Pagine d’oro
e d’argento
Studi in ricordo di
Sergio Torsello
a cura di
Manuel De Carli
Paolo Vincenti
presentazione di
Francesca Torsello
prefazione di
Mario Spedicato
Ho riettuto molto in questi giorni sulla mia esistenza. E ho pensato
che ho scritto pagine d’oro e d’argento per gente che non ho neppure
conosciuto, per aver letto un libro, anche solo per lavoro talvolta.
Eppure non avevo mai speso nemmeno una parola per te.
Sergio Torsello
A mia madre, Giovanna Maritati,
cuore tenero, anima semplice, Alessano, 2008.
Edizioni Kurumuny
Sede legale
Via Palermo 13 – 73021 Calimera (Le)
Sede operativa
Via San Pantaleo 12 – 73020 Martignano (Le)
Tel.: 0832 801528 | info@kurumuny.it
www.kurumuny.it
Chiuso in stampa nel mese di luglio 2020
ISBN 9788885863637
© Edizioni Kurumuny – 2020
Indice
11 Presentazione
francesca torsello
13 Prefazione
mario spedicato
15 SergioTorsello(1965-2015).Notebio-bibliograche
manuel de carli, paolo vincenti
UN INTELLETTUALE
TRA CULTURA POPOLARE
E MICROSTORIA
27 Il contributo di Sergio Torsello alla renaissance salentina
del primo quindicennio del 2000
francesco attanasi
43 In ricordo di un caro amico: Sergio Torsello
francesco accogli
51 Di Sergio Torsello, del suo amore per la cultura popolare
maurizio nocera
55 Una conversazione con Sergio Torsello
sull’uso pubblico della cultura popolare
vincenzo santoro
68 Ricordo di Sergio Torsello e del suo impegno
per la cultura alessanese
raimondo massaro
73 Maria Brandon Albini e Ugo Baglivo
nelle pagine di Sergio Torsello
maria antonietta bondanese
78 Sergio Torsello: la memoria che resta
cristina martinelli
86 La collaborazione di Sergio Torsello
con la rivista «Annu Novu Salve Vecchiu»
paolo vincenti
CULTURA E SOCIETÀ
IN TERRA D’OTRANTO
95 Ossequi e scambi librari tra Napoli e Terra d’Otranto.
Le lettere inedite di Pietro Napoli Signorelli a Giacinto D’Elia
andrea torsello
103 UmanesimoelosoainTerrad’Otranto.
A proposito di alcune lettere di Quinto Mario Corrado
luana rizzo
113 Gerhard Cerull, pittore a Finibusterrae,
terra delle piante incantate
antonio lupo
121 Appunti e segnalazioni sul cognome “Torsello”
antonio ippazio piscopello
126 Feudi e feudatari angioini nel Capo di Leuca
francesco de paola
139 Da caput conteale a periferia urbana.
Alessano nella prima età moderna
mario spedicato
148 L’alessanese mons. Francesco Antonio Duca,
vescovo di Castro, in due atti notarili inediti del 1795
filippo giacomo cerfeda
scienze, mUsica
e tarantismo
171 Elementi di demonologia nelle opere di Giovan Battista
Della Porta e Giulio Cesare Vanini
donato verardi
180 “Andiamo errati, andiamo errati”. Sabatino de Ursis
e la questione dei riti cinesi nel nome di Dio (1610-1639)
francesco frisullo, paolo vincenti
199 Dissertazioni mediche sul ballo di san Vito, 1675-1875:
una proposta di lettura
alessandro arcangeli
212 Fra Storia e Antropologia. Osservazioni su illuministi
e giacobini davanti al mondo magico
giuseppe caramuscio
220 PerunaggiornamentodellabibliograadiCosimoDeGiorgi
ennio de simone
243 Identityows.Fotograa,identità,
narrazioni della contemporaneità
maria chiara spagnolo, luigi spedicato
256 Moduli ritmico-melodici nella trasmissione
orale del metro salentino tradizionale
antonio romano
269 Barbieri-musicisti nell’Italia del Quattro e Cinquecento
camilla cavicchi
282 Banchetti musicali
maria antonietta epifani
303 “Viva viva eternamente”. Quattro villanesche ‘salentine’
per la vittoria sui turchi
luisa cosi
325 Gli strumenti musicali del tarantismo
nella trattatistica gesuita d’età barocca
daniela rota
337 Wolferd Senguerd (1646-1724), la storia naturale
  elaspecicitàpugliesedeltarantismo
manuel de carli
351 Seguendo le tracce del tarantismo spagnolo:
casi medici di tarantismo nel XIX secolo
pilar león-sanz
374 Nancy, Dora e lo sguardo isterico
gabriele mina
380 Animali fantastici (e dove trovarne)
eugenio imbriani
390 Tarantismo en Aragón.
La Jota: la otra Tarantela
manuela adamo
27
Il contributo di Sergio Torsello alla renaissance salentina
del primo quindicennio del 2000
giuseppe attanasi*
abstract. This contribution aims to describe the three “souls” of Sergio Torsello – Artistic Director of “La
Notte della Taranta” Festival, Scientic Consultant of “Diego Carpitella” Institute, and Cultural Mediator
between and for the artistic talents of his territory. The starting point of the description is an article by Ser-
gio Torsello, published in 2011 in a book of which the author of the description was the editor. The author
highlights the close connection between the three souls of Sergio Torsello, which emerges not only from the
above-mentioned article, but also from the numerous interactions between Sergio Torsello and the author. The
description of the scientic signicance of Sergio Torsello’s gure is certainly partial, limited in time (the 8
years, from 2007 to 2015, in which he interacted with the author) and in space (in terms of set of topics of their
scientic and cultural conversations). But it gives merit to Sergio Torsello’s key contribution to the cultural
renaissance of Salento in the years from 2001 to 2015.
riassUnto. Questo contributo mira a descrivere le tre “anime” di Sergio Torsello – Direttore Artistico del
Festival La Notte della Taranta, Consulente Scientico dell’Istituto Diego Carpitella, e Mediatore Culturale
tra e per i talenti artistici del suo territorio. Il punto di partenza della narrazione è un articolo di Sergio Tor-
sello, pubblicato nel 2011 in un volume di cui l’autore della narrazione è stato curatore. L’autore sottolinea la
stretta connessione tra le tre anime di Sergio Torsello, che emerge non solo dal suo articolo del 2011 ma anche
dalle numerose interazioni avvenute tra Sergio Torsello e l’autore. La descrizione del rilievo scientico della
gura di Sergio Torsello è sicuramente parziale, circoscritta nel tempo (gli 8 anni, dal 2007 al 2015 in cui ha
interagito con l’autore) e nello spazio (inteso come insieme di argomenti delle loro conversazioni scientiche
e culturali). Ma rende merito del cruciale contributo di Sergio Torsello alla renaissance culturale salentina
degli anni dal 2001 al 2015.
Il Salento è una terra laboratorio, un emozionante workshop a cielo aperto,
una factory dove le idee corrono veloci sulle rotte di un nomadismo in cui
la tecnologia casalinga convive con la confusione, colorata ed eccitante, che
fa di questo lembo di Puglia una sorta di souk a tre dimensioni. Tutto si
sovrappone, i mondi collidono, i generi, soprattutto, diventano linguaggi1.
È
con questa citazione, fatta sua, che Sergio Torsello ha aperto il suo contribu-
to Il revival della pizzica, La Notte della Taranta e le politiche culturali locali su un
volume curato da me e Filippo Giordano2, in cui – insieme ad altri ricercatori e
studiosi di economia, sociologia e di tematiche culturali – abbiamo proposto una
riessionesultemadelrapportotraeventi,culturaesviluppodiunterritorio,
* Université Côte d’Azur, giuseppe.attanasi@unice.fr
1 T. polhemUs, p. pacoda, La rivolta dello stile, Alet, Padova, 2009, p. 172.
2 S. torsello, Il revival della pizzica, La Notte della Taranta e le politiche culturali locali, in G. attanasi,
f. giordano, a cura di, Eventi, Cultura e Sviluppo. Il caso de “La Notte della Taranta”, Milano, EGEA,
pp. 187-193, 2011.
28
Il contributo di Sergio Torsello alla renaissance salentina del primo quindicennio del 2000
a partire dai primi risultati di una ricerca riguardante l’impatto economico del
Festival La Notte della Taranta (edizioni 2007-2010) sul territorio salentino, pre-
sentati nello stesso volume.
Nel suo contributo al volume, Sergio Torsello, in qualità di direttore artistico
del Festival La Notte della Taranta, illustrava la traiettoria di sviluppo che nel
ventennio 1990-2010 aveva interessato il fenomeno della riscoperta delle tradi-
zioni popolari salentine, e in particolar modo rendeva conto di quei processi
che,inpocopiùdidiecianni(dal1998,primaedizionedelFestival,all’annodi
pubblicazione del volume), avevano fatto di un “genere” da tempo in disuso (la
pizzica) un nuovo linguaggio (non solo musicale) giovanile.
Avevo conosciuto Sergio Torsello presso l’Istituto “Diego Carpitella” a Melpi-
gnano (LE) nella primavera del 2007, quando per la prima volta avevo proposto
all’organizzazione del Festival La Notte della Taranta una ricerca sul campo allo
scopo di valutare l’impatto economico, sociologico e turistico del Festival. Il mio
obiettivo era duplice. Da un lato, (i) continuare l’opera di ricerca sul taranti-
smo di mio fratello Francesco, etnomusicologo scomparso solo due anni pri-
ma3,senzachedapartemiacifosselapretesadirispolverarelemiesuperciali
competenzemusicali,mafornendoinvece un’analisi dellamanifestazionepiù
recente del fenomeno – La Notte della Taranta appunto – basandomi sulla mia
formazione di economista sperimentale. Dall’altro lato, (ii) contribuire con un
supportoscienticoaldibattito,aqueitempimoltoaccesomaancoraconnato
a livello locale, tra chi vedeva nel Festival il principale vessillo della “tradizione”
del Salento e volano del turismo estivo nella zona e chi invece sosteneva che gli
ingentinanziamenti(provenientisoprattuttodaGrecìaSalentina,Provinciadi
Lecce e Regione Puglia) rappresentassero un inutile spreco di denaro pubblico.
All’epoca ero stato da poco assunto come ricercatore di economia matematica
alla Toulouse School of Economics in Francia e avevo terminato da un anno il
dottorato in economia all’Università Bocconi. Avevo ancora pochissima reputa-
zionescienticaall’estero,eancorameno(credozero)inItalia.Èperquestoche,
quando mi sono presentato al cospetto de “i due Sergi” (Sergio Torsello e Sergio
Blasi) che del Festival del 2007 e delle edizioni del quinquennio precedente era-
no la mente e l’anima, per chiedere un contributo economico all’Istituto “Diego
Carpitella” per realizzare la mia ricerca, credevo che non mi avrebbero nem-
menoascoltato.NatoecresciutonelSalento(equindiconsciodelladicoltàdi
recuperare risorse economiche in loco) ed essendo migrato “al Nord” dal 1994
senzaesserepiùrientratonellamiazonadiorigine(equindiconsapevoledella
mia carenza in quanto a referenze locali che avrebbero potuto eventualmente
supportarelamiadomandadinanziamento),hoavutodicoltàacelareilmio
stupore misto a entusiasmo alla vista e all’ascolto de “i due Sergi” che manife-
3 Cfr. F. attanasi, La musica nel tarantismo. Le fonti storiche, Pisa, ETS, 2007.
29
Giuseppe Attanasi
stavano un genuino interesse alla mia proposta. Dei due, Sergio Blasi, all’epoca
anche Sindaco di Melpignano, epicentro del Festival, aveva colto l’opportunità
politicadelmiocontributodiricercainterminiditrasparenzadeicostiebeneci
economico-sociali del Festival (mia motivazione (ii) di cui sopra), mentre Sergio
Torsellomostravaunostraordinariointeresse–chesarebbeduratonoalgiorno
dellasuaprematurascomparsaottoannidopo–nell’opportunitàscienticadel
mio contributo (mia motivazione (i) di cui sopra).
Da quel momento in poi, Sergio Torsello sarebbe diventato per me il principale
referente per tutte le questioni che, dal 2007 in poi, mi avrebbero legato al Festival
e a tutti gli attori (istituzionali e non) che avrebbero permeato l’anima e il corpo
della manifestazione. Negli otto anni successivi, non avrei vissuto Sergio solo nel-
la sua veste istituzionale di direttore artistico del Festival La Notte della Taranta
(a), ma ne avrei apprezzato da vicino anche il suo lato di studioso di storia locale
eculturapopolareinquantoconsulentescienticodell’Istituto“DiegoCarpitella”
(b),einne,distraordinariomediatoreculturale(c).Diquestetresueanimepar-
lerò nelle tre parti di questo mio breve contributo alla sua memoria.
Il direttore artistico del festival La Notte della Taranta
Non ricordo di preciso quante volte io abbia ringraziato negli ultimi 15 anni
Sergio Torsello, e insieme a lui Sergio Blasi, Massimo Manera e Luigino Sergio,
per l’adesione al mio progetto di indagine sull’impatto economico, sociologico
eturistico del FestivalLa Notte dellaTarantae per aver nanziato – tramite
l’Istituto “Diego Carpitella” – la prima edizione dell’indagine, quella del 2007.
Non mi dilungherò in questo contesto sul contributo degli altri “quattro attori”
all’implementazione delle prime edizioni dell’indagine. Ognuno di loro merite-
rebbe un capitolo a parte. Ma, non me ne vogliano, per quanto riguarda Sergio
Torsello, avrei dovuto ringraziarlo almeno il doppio delle volte in cui l’ho fatto
oralmente o per iscritto.
Da direttore artistico del Festival, oltre ad avere sempre permesso al mio grup-
po di ricerca di consultare tutti i documenti necessari alla comprensione della
struttura dell’evento (ad esempio, la suddivisione dei costi tra prime tappe e
concertonenale,olaripartizionedeinanziamentitrapubblicieprivati),Ser-
gio è stato il nostro principale intermediario da un lato con le istituzioni pubbli-
che e private alle spalle del Festival e dall’altro con studenti, laureandi e ricerca-
tori di scienze sociali e umanistiche interessati alla nostra ricerca.
Per me o per Giulia Urso – altra responsabile dell’indagine sul campo dal 2007
inpoi – chiamareal telefonoSergioTorsellopotevasignicareinformarci sul
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Il contributo di Sergio Torsello alla renaissance salentina del primo quindicennio del 2000
motivodideterminaticambiamentinellescelteorganizzativeonanziariedel
Festival rispetto alle edizioni precedenti, o chiedere di consultare i nuovi bilan-
ci del Festival, o l’autorizzazione a svolgere una nuova ricerca sul campo che
necessitasse di una maggiore libertà di azione da parte del nostro team durante
lo svolgimento dei concerti del Festival. Una chiamata da parte di Sergio pote-
vasignicareinveceunasuarichiestadipubblicazionedeirisultatidell’analisi
dell’impatto economico, sociologico e turistico dell’edizione precedente del Fe-
stival,odichiarimentosurisultatispecicidiquell’analisiinprevisionediuna
conferenza stampa in cui quei risultati sarebbero stati pubblicizzati. Ma molto
spesso Sergio ci chiamava anche per metterci in contatto con studenti o ricerca-
tori di atenei italiani interessati ai nostri lavori di ricerca sul Festival, per poten-
ziali collaborazioni o nuove ricerche su aspetti del Festival di cui il nostro team
non si era precedentemente interessato.
Sergio non solo ha creduto nel nostro lavoro sul Festival, ma lo ha sostenuto,
incoraggiato e pubblicizzato. Andando oltre il suo ruolo di direttore artistico del
Festival.Glisonoindirettamentedebitoriquei20epiùstudentidell’Università
del Salento, della Bocconi di Milano, della Sorbona di Parigi, dell’Università di
Strasburgo e dell’Università di Nizza che dal 2007 a oggi si sono laureati sotto la
mia direzione con una tesi relativa all’impatto economico-sociale del Festival La
Notte della Taranta, utilizzando i dati dell’indagine sul campo svolta consecuti-
vamente per 13 edizioni (dal 2007 al 2019).
Glisonodirettamentedebitoreiopergliarticoliscienticichehopubblicatoa
partire dal 2011 sulle varie componenti del Festival analizzate durante i 13 anni
di ricerche sul campo realizzate – durante i concerti del Festival – con interviste
guidate o con eld experiments. Sergio ha sempre avuto un atteggiamento costrut-
tivoognivoltacheglichiedevol’autorizzazioneaeettuareunanuovaricerca
sul campo che avrebbe comportato l’ennesima “perturbazione” dell’ambiente
dei concerti del Festival a causa di una ventina di intervistatori intenti a distur-
bare gli spettatori con domande relative non solo al loro apprezzamento del Fe-
stival, ma anche alla spesa giornaliera durante il soggiorno (turistico) nel Salento
oallaloroavversionealrischio,oallorotassodiducianeglialtrispettatorio
al loro consumo di alcool durante il Festival. Non mi ha mai detto di no, anche
quando i risultati della ricerca avrebbero potuto generare delle critiche oggettive
al suo operato come direttore artistico del Festival. Anzi, facendo leva sulla sua
approfondita conoscenza della storia e della struttura del Festival, Sergio mi ha
anche fornito negli anni interessanti spunti circa i contenuti dell’indagine e le
modalità di realizzazione della stessa.
E i risultati delle ricerche sul Festival svolte da me e Giulia Urso, coinvolgendo
negli anni almeno altri dieci ricercatori italiani e stranieri, hanno indirettamente
confermato gli importanti risultati degli anni della direzione artistica di Sergio
31
Giuseppe Attanasi
Torsello. Ad esempio, negli anni in cui Sergio è stato direttore artistico, abbiamo
rilevato un tasso di ritorno economico “minimo” sul territorio salentino di 3
euro per ogni euro investito nella manifestazione, minimo perché considerava
soltanto quei turisti non originari del Salento recatisi nella zona proprio a causa
del Festival4. Questo risultato è indice del fatto che investire denaro (all’epoca
per il 75% pubblico e per il 25% privato) nel Festival targato Sergio Torsello era
un investimento altamente redditizio per il territorio che lo ospitava.
Un altro importante risultato – stavolta di tipo sociologico – delle edizioni del Fe-
stival targate Torsello che è emersa dalle ricerche sul campo svolte dal nostro team
èladuciareciprocatraglispettatorideiconcertidelFestival5. Tale “capitale sociale
istantaneo”, legato all’entusiasmo generato dal ritmo della pizzica e alla percezione
di un ambiente “legato alla tradizione” e di una struttura organizzativa sana e tra-
sparente,sièdimostratoessereallabasesiadelraorzamentodelsensodiapparte-
nenza dei residenti della Grecìa Salentina6 e del boom economico-turistico rilevato
durante le estati salentine degli anni 2007-20117. Infatti, le edizioni in cui i turisti
“motivati” dal Festival hanno maggiormente contribuito allo shock positivo della
spesa turistica in termini di alloggi, ristorazione e svago durante il mese di agosto
(al di fuori del Festival) sono proprio quelle in cui abbiamo rilevato un capitale so-
cialeistantaneomediopiùelevato(duranteilFestival).Unrisultatostraordinario,
se si tiene anche conto che, nonostante raduni di massa a volte da 200.000 persone
duranteilconcertonenalediMelpignano,laquotadispettatoricheassociavanoa
questi raduni di massa un’accezione positiva era superiore ai 2/3.
Insomma, la direzione artistica di Sergio Torsello, costruendo sull’eredità la-
sciatale dai due musicologi Maurizio Agamennone e Gianfranco Salvatore,
ideatoridella prima edizionedel Festival(1998) econdirettoriartistici noal
20018,sembravaavertrovato,agliocchideisuoi300.000epiùspettatori,ilgiusto
equilibrio tra la riproposizione fedele della tradizione locale – rappresentata so-
prattuttodaiconcertidelleprimetappe–elasuasosticatacontaminazioneda
parte di maestri concertatori e artisti di fama nazionale e internazionale durante
ilconcertonenale.Ovviamente,questirisultatipositivinonsonosolodaim-
4 G. attanasi, e F. giordano, a cura di, Eventi, Cultura e Sviluppo. Il caso de “La Notte della Taranta”,
Milano, EGEA, 2011.
5 G. attanasi, F. casoria, S. centorrino, G. Urso, Cultural Investment, Local Development and Instanta-
neous Social Capital: A Case Study of a Gathering Festival in the South of Italy, in «Journal of Socio-Eco-
nomics», 47, 2013, pp. 228-247.
6 G. attanasi, G. Urso, Capitale sociale e senso di appartenenza: l’impatto sociale del Festival “La Notte
della Taranta” sulla comunità che lo ospita, in «Palaver», 4, 2, 2015, pp. 179-222.
7 G. attanasi, F. casoria, S. centorrino, G. Urso, Cultural Investment, Local Development and Instanta-
neous Social Capital: A Case Study of a Gathering Festival in the South of Italy, cit.
8ApropositodellacomplessaearticolataprogrammazionedelFestival dalleprimeedizioni no
al 2007, si vedano: S. torsello, La Notte della Taranta. Dall’Istituto Diego Carpitella al progetto della
fondazione, in «L’Idomeneo», 9, 2007, pp. 15-33; M. agamennone, Sulle origini del progetto La Notte
della Taranta. Un possibile modello: la terza edizione, quella del 2000, in «Palaver», 4, 2, 2015, pp. 61-114.
32
Il contributo di Sergio Torsello alla renaissance salentina del primo quindicennio del 2000
putare a Sergio Torsello, ma a tutto il gruppo direttivo della Notte della Taranta
di quegli anni. Ma Sergio, in quel gruppo direttivo, era quello che, ai miei occhi,
piùdituttiprestavaattenzioneacomeutilizzareirisultatidellenostrericerche
relative all’edizione dell’anno t per plasmare, migliorandola, l’organizzazione
dell’edizione dell’anno t + 1. Qui mi limiterò solo a due esempi, che aiutano a
capire l’intelligenza gestionale e la lungimiranza di Sergio Torsello.
Ricordo che dopo l’edizione del 2008, per cui rilevammo 4 milioni di euro di
impatto economico minimo con un tasso di ritorno del capitale superiore a 4 euro
per ogni euro investito nel Festival, qualcuno degli organizzatori del Festival e dei
responsabilidelleistituzionipubblichechelonanziavanoproposeinformalmen-
te di eliminare le prime tappe a partire dalle edizioni successive. Tale proposta
era motivata dal fatto che i 3/4 di quell’impatto economico derivava dai turisti
presentialconcertonenaleesolo1/4daquellipresentialle14tappeinizialidel
Festivalechequesteultimeassorbivano1/3delnanziamento.Conlacrisieco-
nomica globale oramai alle porte dell’Italia e i fondi europei delle edizioni prece-
dentichestavanopernire(l’edizionedel2009sarebbecostataquasi400.000euro
in meno rispetto a quella del 2007), a qualcuno quella sembrò l’unica soluzione
possibilepergarantirelasopravvivenzadelFestival.Sergiomicondòlasuaas-
solutacontrarietàaquestaipotesi,sicurocom’eracheunconcertonenalesenza
le prime tappe itineranti che gli tirassero la volata non avrebbe avuto senso. E i
dati in nostro possesso confermavano la sua teoria: nel 2008 il tasso di ritorno del
capitaleinvestitonelconcertonenaleerainferiorea4europerognieuroinve-
stito, mentre l’investimento nelle prime tappe riportava al territorio 5,50 euro per
ogni euro investito9.Inoltre,piùdel20%deituristinonoriginaripresentialcon-
certonenaledel2008avevaanchedichiaratodiesserenelSalentoperpartecipare
alle (prime) tappe precedenti, a conferma dell’importanza strategica dell’esistenza
delleprimetappeperl’esplosionedelconcertonenaleinterminidipubbliconon
locale e di popolarità a livello nazionale. E il tempo ha dato ragione alla posizione
di Sergio: nelle edizioni successive i comuni salentini che avrebbero aderito al cir-
cuito dei concerti delle prime tappe sarebbe addirittura aumentato (20 nel 2019),
con alcuni concerti delle prime tappe del Festival (ad es., Lecce, Torre Paduli e
Galatina) capaci di produrre da soli un ritorno economico e di attrazione turistica
indipendentedalconcertonenalediMelpignano.
Ricordo anche l’importante ruolo svolto da Sergio nel dibattito sulla formula
managerialeenanziariadel Festivalinquegli stessi annidicui sopra (2007-
2009), caratterizzati da un generale clima di instabilità dovuto alla grande reces-
sione del 2007. All’inizio della nostra indagine sul campo del Festival nel 2007,
lo stesso era interamente gestito da istituzioni pubbliche locali (secondo un ac-
9 Si veda G. attanasi, F. casoria, S. centorrino, G. Urso, Cultural Investment, Local Development and
Instantaneous Social Capital: A Case Study of a Gathering Festival in the South of Italy,cit.,p.237,g.1.
33
Giuseppe Attanasi
cordormatonel2005):RegionePuglia,ProvinciadiLecce,UnionedeiComuni
della Grecìa Salentina e Istituto “Diego Carpitella” (di cui Sergio Torsello era il
consulentescientico).Lespinteversounaprivatizzazione(anchesoloparziale)
delFestival eranomotivate dalla diminuzione dei nanziamentipubblici per
laculturaconseguenteallacrisinanziaria.IlFestivaleraquindioggettodiun
acceso dibattito pubblico locale e regionale sulle scelte che gli enti organizzatori
dello stesso stavano per fare tra il passaggio alla proprietà privata e la costitu-
zione di una fondazione pubblica, che cristallizzasse l’assetto proprietario a base
pubblica allora in essere. Durante il nostro primo incontro nella primavera del
2007, Sergio Torsello e Sergio Blasi mi informarono della necessità di capire l’o-
pinione degli utenti del Festival riguardo a una sua eventuale privatizzazione,
inmodocheladecisionenaletenesseanchecontodellepreferenzedeifruitori
di tale bene culturale. Per questo, nelle prime tre edizioni dell’indagine sul campo
(2007-2009), con la consulenza di Filippo Giordano, abbiamo inserito nel questio-
nario somministrato agli utenti del Festival delle domande che elicitassero l’even-
tuale disponibilità degli spettatori ad accettare la proprietà privata dello stesso. I
risultati della nostra indagine mostrarono come i turisti “culturali”, cioè quelli che
nei mesi di agosto di quei tre anni erano venuti nel Salento proprio o anche per il
Festival,percepisserounrischiomaggioredimercicazione(commodication) del
bene culturale nel caso di privatizzazione dello stesso. Sergio Torsello mostrò mol-
to interesse per i nostri risultati. Discutendo insieme con lui e Giulia Urso, conclu-
demmocheilturistacosiddetto“culturale”,essendoincercadiautenticità,nisce
egli stesso per essere portatore delle radici autentiche delle tradizioni locali. Egli
richiede valori originali e associa alla privatizzazione del bene culturale la mer-
cicazionedellostesso.Inbaseataleragionamento,lamaggioreattrattivitàche
una proprietà pubblica del Festival avrebbe rappresentato nei confronti dei turisti
culturali – quelli, per intenderci, che generano maggiore impatto economico per
il territorio – avrebbe permesso la sostenibilità economica dello stesso nel lungo
periodo10. Sergio si è fatto portatore di questo punto di vista all’interno dei dibat-
titiucialieinformalidiquegliannisultemadellaprivatizzazionevs.proprietà
pubblica del Festival. Mi piace pensare che, dopo il terzo anno della nostra ricerca
sul campo, la creazione della Fondazione (partecipativa) della Notte della Taranta
per la gestione dell’evento a partire dal 2010, e ancora in essere oggi nel 2020, sia
anche un po’ merito di ciò che è emerso dalla nostra ricerca, e dell’essenziale inter-
mediazione di Sergio Torsello, il quale si è fatto portavoce, all’interno del gruppo
direttivo dell’epoca, del rischio di perdere lo zoccolo duro dei turisti culturali che
una privatizzazione del Festival avrebbe comportato.
10 Si veda G. attanasi, F. passarelli, G. Urso, H. cosic, Privatization of a Tourist Event: Do Attendees
Perceive it as a Risky Cultural Lottery?. in «Sustainability», 11, 9, 2553, 2019, pp. 16.
34
Il contributo di Sergio Torsello alla renaissance salentina del primo quindicennio del 2000
Ilconsulentescienticodell’Istituto“DiegoCarpitella”
Dellacopiosaproduzionescientica (comestudioso di storialocale e cultu-
ra popolare) e divulgativa (come giornalista pubblicista) di Sergio Torsello non
parleròinquestomiocontributo.Essameriterebbeunpiùesteso contributoa
parte, e sono sicuro che altri autori di questo volume lo avranno fatto nei loro
contributi. Qui mi limiterò a descrivere il punto di vista di Sergio relativamen-
te al rapporto “Tarantismo – Festival La Notte della Taranta” espresso nel suo
contributo al volume curato da me e Filippo Giordano, pubblicato da EGEA,
casa editrice dell’Università Bocconi, nel 201111 . Il volume presentava i risultati
della ricerca sul campo relativa all’impatto del Festival nel Salento negli anni
2007-2010eleriessionididocentiestudiosididiversedisciplinerelativamente
aquei risultati. Irisultati ele riessioni contenutenel volumeevidenziavano
come investire in cultura e in eventi di qualità potesse essere determinante per lo
sviluppo di una comunità non solo per l’indotto economico generato nel breve
periodo.
Io e Filippo Giordano (all’epoca docente dell’Università Bocconi) avevamo
invitato Sergio Torsello a commentare i dati delle nostre ricerche sul Festival,
in qualità di suo direttore artistico. In tale contributo, Il revival della pizzica. La
Notte della Taranta e le politiche culturali locali, Sergio mostrò una encomiabile
indipendenza dalla creatura, il Festival appunto, di cui da 10 anni era direttore
artistico. Piuttosto che esaltare tout court il Festival e il suo impatto culturale,
sociale e economico sul territorio che lo ospitava, espresse un punto di vista
moltopiùcomplessoeoggettivo, più consonoquindiallasuaanima di stu-
dioso di storia locale e cultura popolare, maturata anche tramite la sua attività
scienticacomemembrodellaSocietàdiStoriaPatriaperlaPugliaprimae,
dal2003,comeconsulentescienticodell’Istituto“DiegoCarpitella”diMelpi-
gnano.
Da un lato, commentando i dati della ricerca sul campo svolta dal team Atta-
nasi-Urso et al., Sergio sosteneva che proprio l’ingresso sulla scena del Festival
aveva «inuenzato,siapurindirettamente,quellarenaissance salentina che si
riettenelcinema,nelteatroenellaletteratura».Ineetti,inostridatidiquel
periododicevano(equellipiùrecenticonfermano)proprioquesto.Dall’altro
lato, però, Sergio ritornava indietro nel tempo e, da profondo conoscitore del
tarantismo e delle sue origini12, ci donava una chiara prospettiva storica dei
11 G. attanasi, f. giordano, a cura di, Eventi, Cultura e Sviluppo. Il caso de “La Notte della Taranta”, cit.
12 Per un attraversamento critico della sterminata produzione letteraria sul tarantismo nelle sue
connessioni con il revival della pizzica, si veda G. mina, S. torsello, La tela innita. Bibliograa sul ta-
rantismo mediterraneo (1945-2006), Nardò, Besa, 2006. Sugli aspetti storico-culturali del tarantismo, si
vedano: F. attanasi, Il tarantismo in musica: preliminari storici per un’identicazione musicologica, in M.
agamennone, g.l. di mitri, a cura di, L’eredità di Diego Carpitella. Etnomusicologia, antropologia e ricer-
35
Giuseppe Attanasi
numerosi tentativi di recupero della memoria del tarantismo lungo tutto l’ar-
codeglianni’80enoametàdeglianni’90,soprattuttoattraversoilteatro.
Sergioricordava,in questocontesto, l’inuenza esercitata sullascena locale
dalle teorie di Jerzy Grotowski, introdotte nel dibattito salentino attraverso
la mediazione del suo allievo Eugenio Barba, il fondatore dell’Odin Teatret,
identicatogiustamentedaSergiocomeunodeimaestridelteatrocontempo-
raneo.Sergiocitavaanchel’esperimentopiùnotodiquestalungastagionedi
fermento creativo: il progetto teatrale “Il Ragno del Dio che danza” del 1981
(con la partecipazione di attori del “Living Theatre” e di Georges Lapassade),
cheluiidenticavacome«il primo tentativo di valorizzare in chiave moderna
ilpatrimonioetnogracolocalecoinvolgendounareteterritorialedientilocali
e un vasto pubblico di attori, intellettuali, musicisti»13. All’inizio degli anni
‘90, calato il sipario sulla stagione dell’etnoteatro appena descritta, e con il
folk revival degli anni ‘70 che aveva esaurito la sua spinta propulsiva, secondo
Sergio è stato «il sociologo francese Georges Lapassade a riaprire in termini
nuovilariessioneattornoalbinomiomodernità/tradizione,lavorandosull’i-
bridazione di linguaggi (non solo musicali) tra culture vernacolari e contro-
culture metropolitane, con la celebre “inchiesta sull’hip hop salentino” che di
fatto fungerà da terreno preparatorio per l’esplosione degli anni successivi».
A Georges Lapassade Sergio riconosceva «l’intuizione di connettere un’ipotesi
di rivitalizzazione della memoria del tarantismo alle culture musicali giovanili
e ai suoi canali di comunicazione anche extraistituzionali». La prima edizione
de La Notte della Taranta, ideata e curata da due musicologi dell’Università
del Salento, Maurizio Agamennone e Gianfranco Salvatore, si sarebbe tenuta
nel1998,allanediqueldecenniodiriessioniefermentocreativoinaugurato
da Lapassade14.
Quindi, seppure Sergio non mancasse di illustrare il ruolo chiave assunto dal
Festival in quel periodo di grande fermento culturale nel Salento, dall’altro lato
rendeva merito a quel processo culturale e sociale precedente alla nascita del Fe-
ca storica nel Salento e nell’area mediterranea (Atti del Convegno, Galatina, 21-23 giugno 2002), Nardò,
Besa, 2003, pp. 237-256; id., Il tarantismo in musica: prolo storico e connotati del repertorio tarantolesco,
in G. baroffio, a cura di, «Rivista Internazionale di Musica Sacra (RIMS)», 25, II, 2004, pp. 9-54; id.,
La musica nel tarantismo. Le fonti storiche, cit. Per ciò che attiene ai documenti sonori raccolti durante
la campagna condotta da Ernesto de Martino e Diego Carpitella, nella “mitica” estate del 1959, si
veda M. agamennone, a cura di, Musiche tradizionali del Salento. Le registrazioni di Diego Carpitella ed
Ernesto de Martino (1959, 1960), con 2 CD allegati, Roma, Squilibri, 2005.
13Perunaricostruzionepiùdettagliatadiquestipercorsi,sivedaS.torsello, Danza, musica e cultura
popolare. Giorgio Di Lecce e gli studi sul tarantismo, in O. tondo, I. giannUzzi, S. torsello, a cura di,
Corpi danzanti. Culture, tradizioni, identità, Nardò, Besa, 2009, pp. 17-34.
14SullaguradiGeorgesLapassade,ilsociologofranceseattivosullascenasalentinasindal1981,
si veda S. torsello, Lapassade e il Salento. Ricordi e riessioni, in G. zappatore, a cura di, All’ombra di
Georges Lapassade. Testimonianze e aneddoti dal Salento, Roma, Sensibili alle Foglie, 2008, pp. 194-198,
e gli altri contributi nello stesso volume collettivo curato da Zappatore.
36
Il contributo di Sergio Torsello alla renaissance salentina del primo quindicennio del 2000
stival,cheavevanitoperconsegnarealletradizionipopolariunruolocentrale
inchiave identitaria. Sergionel 2011deniva questo processo«un fenomeno
complesso, scaturito dalla convergenza di fattori diversi e talvolta contrastanti:
la crescente domanda di un nuovo legame sociale di fronte ai guasti della glo-
balizzazione; il successo planetario della world music,chedapiùdivent’anniè
“il petrolio dei poveri” come disse Manu Dibango; il controverso processo de-
nitodaGiacomoBecattinicomeilpassaggiodaunacoscienzadiclasseauna
coscienza di luogo». Tutto questo, secondo Sergio, «aveva innescato in numero-
secomunitàlocaliprocessivirtuosidivalorizzazionedeipatrimonietnograci
territoriali».
Ma la parte del suo contributo che stupì maggiormente me e Filippo Gior-
dano, quando da curatori del volume su cui sarebbe apparso, lo ricevemmo
per la pubblicazione, è quella in cui, in maniera lucida e appassionata, Sergio
elaboravalasuacritica(costruttiva)aglieettiperversichel’esplosionena-
zionale del Festival avrebbe potuto innescare. Anche qui, da un lato segna-
lava come il caso del Festival fosse studiato in molte università italiane ed
europeecomeunodegliesempipiùsignicatividiinterventopubbliconel
campo della valorizzazione dei patrimoni tradizionali e come il concertone
nalediMelpignanofosseoramaiuneventodistraordinariacapacitàattrat-
tiva per il Salento15, a cui faceva da riscontro una altrettanto forte capacità di
coinvolgimento rivolta alla popolazione locale16 e di impatto sull’economia
salentina17. Dall’altro lato, però, Sergio muoveva importanti critiche al turi-
smo legato all’attrazione esercitata dal revival della pizzica. In primo luogo,
ammoniva su come il turismo culturale legato al Festival fosse «ancora so-
stanzialmente un turismo di prossimità, con percentuali di presenze inter-
nazionali crescenti ma tutto sommato ancora limitate». E aveva ragione: in
tuttii13anni dirilevazionedellepresenzealFestivaleettuatedalnostro
gruppo di ricerca (2007-2019), non abbiamo mai riportato una percentuale di
turisti stranieri sul totale degli spettatori del Festival superiore al 5%. Inoltre,
cosapiùimportante,Sergio,inmanieralungimirante,dimostravadiessere
coscientedelrischiodimercicazione(commodication) del prodotto cultu-
rale “Notte della Taranta”, mostrando opinioni sorprendentemente in linea
con quegli intellettuali critici nei confronti della stessa manifestazione, che
evidenziavano il rischio che la riscoperta del tarantismo tramite il Festival
venisse derubricata a fenomeno modaiolo in assenza di processi culturali
15 E.g. G. attanasi, f. giordano, a cura di, Eventi, Cultura e Sviluppo. Il caso de “La Notte della Taranta”,
cit.
16 E.g. G. attanasi, G. Urso, Capitale sociale e senso di appartenenza: l’impatto sociale del Festival “La
Notte della Taranta” sulla comunità che lo ospita, cit.
17 E.g. G. attanasi, F. casoria, S. centorrino, G. Urso, Cultural Investment, Local Development and
Instantaneous Social Capital: A Case Study of a Gathering Festival in the South of Italy, cit.
37
Giuseppe Attanasi
duraturi di riappropriazione della tradizione18. Sergio, nel suo contributo,
muoveva le sue critiche alla supposta valorizzazione del tarantismo trami-
te il Festival a suo modo, con pacatezza, senza polemizzare, indicando allo
stesso tempo percorsi virtuosi da seguire. Indicava che «sarebbe poco lungi-
mirante pensare alla valorizzazione dei patrimoni culturali solo in funzione
del loro ritorno turistico». E aggiungeva che «ciò che è emerso in questi anni
didibattitoancheaccesotraglioperatoridelsettoreèlavistosadicoltàad
avviare una politica istituzionale complessiva di valorizzazione del patrimo-
nioetnogracolocale.Ilrecuperoascopoturisticodelleculturepopolariè
infattiunodegliaspettipiùcontroversideifenomenidirevival soprattutto se
nonècollegatoconunapiùampiastrategiadisviluppoevalorizzazionedei
territori interessati. Il rischio che i nuovi processi di globalizzazione possano
trasformare[…]le“cultureinmercieinvestirelemercidisignicaticultu-
rali” è davvero molto alto»19. In questo modo, a mio avviso, Sergio mostrava
diesserecoscientedeiprocessiperversidimercicazionedelbeneculturale
che minacciavano il Festival che lui stesso gestiva, e che tali processi non
fosserospecici del Festival, madituttiqueglieventiculturalidisuccesso
che pretendevano o meritavano di rappresentare le tradizioni del territorio
che li ospitava. Insomma, faceva buon uso della sua esperienza da direttore
artisticodelFestivale,analizzandolasottolalentedelconsulentescientico,
netraevadelleintuizionidicaratterepiùgenerale,applicabiliancheadaltri
eventi culturali.
E nel suo contributo al nostro volume del 2011 le critiche di Sergio non si fer-
mavano al Festival, ma si estendevano a tutto il settore delle politiche culturali
locali,investendoanchequellestrategiedinanziamentopubblicoedimarke-
tingterritorialedicuiilFestivalavevabeneciatonoadallora.
Relativamente alle politiche istituzionali di sostegno della cultura locale, Ser-
giospecicavache«inquestianninonsonomancatiingentiinvestimentidide-
naro pubblico destinati agli eventi spettacolari (La Notte della Taranta e, sia pur
in misura minore, la Fòcara di Novoli e la Notte di San Rocco a Torrepaduli). Ma
a fronte degli importanti obiettivi raggiunti (in termini di immagine, promozio-
nedelterritorioericadutaeconomica)siimponeoggiunaprogettualitàdipiù
ampiorespiro.Cheguardiallaculturapopolarenonpiùsolocomeaunprezioso
strumento di marketing territoriale, ma come un fattore decisivo di crescita indi-
viduale e collettiva, da collegare con pratiche concrete di tutela e valorizzazione
dei “beni comuni”»20.
18 Si veda, ad esempio, M. grimaldi, Di morsi, rimorsi, simboli e occasioni mancate, in G. attanasi, f.
giordano, a cura di, Eventi, Cultura e Sviluppo. Il caso de “La Notte della Taranta”, cit., pp. 195-200.
19 S. torsello, Il revival della pizzica, La Notte della Taranta e le politiche culturali locali, in G. attanasi, f.
giordano, a cura di, Eventi, Cultura e Sviluppo. Il caso de “La Notte della Taranta”, cit., p. 191.
20 Ibidem.
38
Il contributo di Sergio Torsello alla renaissance salentina del primo quindicennio del 2000
Relativamente al contributo del Festival nel primo decennio degli anni 2000 a
quella renaissance salentina a cui faceva riferimento nella sua ricostruzione sto-
rica, Sergio esprimeva un’opinione piuttosto negativa: «la cultura popolare […]
sembra quasi espunta dal dibattito locale. Rimane l’unanime riconoscimento
dell’importanza sul piano della ricaduta turistico/economica dell’evento spet-
tacolare. Ma il ruolo del patrimonio tradizionale nel quadro delle politiche della
cultura locali, che pure nel corso di quegli anni [gli anni ‘90] si era guadagnato
unospaziodiriconoscibilitàpubblica,sembraoggirelegatoinunaposizionepiù
delatarispettoagliambitiemergentidelcinema,delteatro,dellaletteratura»21.
Relativamente ai segnali positivi registrati nello stesso decennio a livello di ri-
cerca etnomusicologica in Puglia (e.g., la costituzione dell’Archivio Sonoro della
Musica Popolare Pugliese a Bari o l’inaugurazione della Casa della Musica a
Lecce),Sergiososteneva:«sitrattadiiniziativesporadiche,dovutepiùallapas-
sione e all’impegno tenace di singoli operatori che a una reale volontà di inter-
ventoprogrammatonelsettore.Suquestastrada,tuttavia,sigiocalasdaper
il futuro. Anche e soprattutto per la neonata Fondazione La Notte della Taranta.
Solo così, forse, la fertile primavera salentina (nella quale tanta parte ha avuto la
riscoperta del patrimonio etnomusicale) non si risolverà in un’altra, bruciante,
occasione mancata»22.
Anche alla luce di questi ultimi tre passaggi del suo contributo che ho ripor-
tato sopra, mi sento di poter sostenere che chi, negli anni dal 2001 al 2015, abbia
intravisto in Sergio Torsello il “braccio armato” della gestione pubblica – di un
determinato colore politico – del Festival La Notte della Taranta, ha sicuramente
preso un abbaglio. In tutte le conversazioni – pubbliche e private – che ho avuto
con lui riguardo al Festival, in tutte le sue dichiarazioni pubbliche in quanto di-
rettoreartisticodellostesso,intuttiisuoiarticoliesaggiscienticiedivulgativi
riguardanti il Festival e le tematiche a esso connesso, mi è risultato impossibi-
le non scorgere la forte indipendenza di Sergio dallo stesso ruolo direttivo che
gli era stato assegnato all’interno del Festival. Quel ruolo se lo era guadagnato
sul campo, grazie alla sua straordinaria competenza in termini di storia locale
ecultura popolare. E quel suo approccio scientico da studioso e ricercatore
delle tradizioni della sua terra, lui lo utilizzava anche nel suo lavoro da direttore
artistico: custode esperto di quella stessa tradizione che il Festival si proponeva
di far sopravvivere e di far rivivere in nuove forme.
21 Ivi, p. 192.
22 Ibidem.
39
Giuseppe Attanasi
Il mediatore culturale
Il mio racconto del contributo di Sergio alla renaissance salentina degli anni dal
2001 al 2015 è sicuramente parziale, circoscritto nel tempo (gli 8 anni, dal 2007
al 2015 in cui io e lui abbiamo interagito) e nello spazio (inteso come insieme di
argomentidelle nostreconversazioni scientiche e culturali).Esso non rende
quindigiustiziaallamoledell’attivitàscienticaeculturalecheSergiohasvolto
durantetuttoilcorsodellasuavitaealruoloessenzialechelasuaguraharap-
presentato e ancora rappresenta per il recupero della memoria del tarantismo,
per le politiche culturali a esso legate e per le ricadute economico-turistiche che
ilneo-tarantismodelFestivalLaNottedellaTarantahageneratonoraegene-
rerà in futuro.
Ma c’è un ultimo lato dell’attività culturale di Sergio che merita almeno di essere
menzionato.Edèquellopiùumano, densodiempatiaediintelligenza sociale.
Ne sono venuto a conoscenza a causa del fatto che, dopo la scomparsa di mio
fratello Francesco, compositore ed etnomusicologo, a soli 26 anni in un incidente
stradale all’inizio del 2005, ho preso in mano la gestione del suo gruppo di musica
popolare, gli Sciacuddhuzzi, e siamo entrati anche noi nell’orbita di quei gruppi
tradizionali “locali” – sebbene gli Sciacuddhuzzi siano stati il primo gruppo di piz-
zica salentina nato fuori dal Salento – che ambivano a esibirsi nei concerti minori
del Festival La Notte della Taranta. Questo mi ha permesso di interfacciarmi con
Sergio anche nel corso della sua attività di “mediatore culturale”.
Seriferitaall’attivitàdiSergioTorsello,ladenizionedi“mediatorecultura-
le” da Wikipedia potrebbe essere fuorviante: «è un agente bilingue che media
tra partecipanti monolingue a una conversazione, appartenenti a due comunità
linguistichedierenti.Èinformatosuentrambeleculture,siaquelladeinativi
siaquelladel ricercatoreanchese èpiùvicino auna delledue».Ma erapro-
prio questa l’attività di Sergio quando cercava di “mediare” e “far dialogare tra
loro”: gruppi locali semisconosciuti che erano nati qualche mese prima sull’on-
da dell’entusiasmo di potersi esibire al Festival; sindaci dei comuni della Grecìa
Salentina che pretendevano di avere nella scaletta della tappa del Festival nel
lorocomuneilgruppopopolarepiùinvogaalmomento,perattirarepiùturisti
opersoddisfarelerichiestedellapropriacomunità,echesiriutavanoinvece
di ospitare un gruppo balcanico semi-sconosciuto in cui però Sergio aveva in-
travisto degli interessanti legami sonori e/o narrativi con la pizzica salentina;
operatori del service audio-video del Festival che si lamentavano della totale as-
senza di professionalità da parte di musicisti che non erano mai saliti su un pal-
co prima; giornalisti di radio, tv e carta stampata che necessitavano giustamente
per ogni tappa del Festival di un diverso story telling in modo da pubblicizzarla
come “unica” e diversa dalle altre; ricercatori non originari della zona venuti
40
Il contributo di Sergio Torsello alla renaissance salentina del primo quindicennio del 2000
apposta nel Salento per conoscere il Festival e analizzarlo alla luce di categorie
antropologiche ed etnomusicologiche in cui Sergio, di volta in volta, avrebbe
dovuto inquadrare e inserire le storie e i “personaggi” di cui sopra.
Di quei “personaggi” ne ho fatto parte anche io, quando in ogni edizione del
Festival in cui siamo stati selezionati per esibirci, qualche giorno prima del con-
certo chiedevo a Sergio di permettermi di portare con me sul palco 15 elementi
(essendo gli Sciacuddhuzzi un ensemble) che non avevano mai suonato tutti insie-
meprima,eettuandotuttoilsound check nei 60 minuti di rito, magari presen-
tandoci in ritardo sull’orario concordato. Non ho mai visto Sergio arrabbiarsi,
perdere la pazienza, gettare la spugna, proibire categoricamente una soluzione
pseudo-artistica che gli fosse proposta, anche dal nulla, senza fondamento, da
chiunque avesse voglia di dare il suo personale contributo artistico al Festival.
Lo ricordo sorridere rilassato in un bar di Melpignano mentre qualche giorno
prima del Concertone di Melpignano, Pino Zimba, indimenticato mito del tam-
burello salentino scomparso nel 2008, cercava di convincerlo a voce alta nel suo
dialetto di Aradeo e con i suoi modi sanguigni a cambiare la scaletta del Concer-
tone per aggiungere un’esibizione col suo gruppo in apertura di serata.
Sergio era sempre capace di trovare una soluzione che accontentasse tutti, un
compromesso al rialzo, al rialzo soprattutto per gli artisti che gestiva, che poi
erano l’anima del Festival. E non perché gli piaceva piacere, ma perché in tal
modo tutelava quel patrimonio di talento artistico, di sonorità, di contamina-
zione tra passato e presente, di risorse immateriali locali che aveva reso grande
il Festival e che aveva fatto delle tradizionali sonorità della pizzica il nuovo lin-
guaggio che faceva dialogare tra loro giovani e meno giovani, nativi e turisti.
Traipiù appassionatie“aggiornati” studiosi delfenomenodella riscoperta
delle tradizioni popolari salentine, oltre a essere la memoria storica delle edizio-
ni precedenti del Festival, Sergio Torsello si è reso protagonista di una gestione
dello stesso tesa alla ricerca di un equilibrio tra legame con la tradizione e aper-
tura alla contaminazione, esaltando e mettendo sempre al centro della sua nar-
razione gli artisti locali. Basta ascoltare sul canale Youtube le sue presentazioni
dei concerti delle tappe minori del Festival realizzate a braccio il giorno prima o
qualche minuto prima dell’inizio del concerto, la sua descrizione appassionata
del contributo, degli stili espressivi e della storia di ognuno dei gruppi che si
sarebbe esibito, con la stessa enfasi per il primo gruppo (solitamente il meno
conosciuto)el’ultimogruppoinscaletta(quellopiùfamoso).Iostessomimera-
vigliavo della profondità della sua analisi quando presentava il nostro gruppo,
gli Sciacuddhuzzi. Mi chiedevo da chi avesse appreso tutte quelle informazioni,
come avesse fatto a descrivere la nostra personale rivisitazione della tradizione
musicale della nostra terra – che derivava da quella di mio fratello – in una ma-
nieramoltopiùinformativadiquantoiostessosareistatocapacedifare.
41
Giuseppe Attanasi
Anche in questo senso, Sergio Torsello era un mediatore culturale: permetteva
sia agli spettatori locali del Festival (nativi del Salento, ma che del tarantismo
spessoconoscevanosololamanifestazionipiùcommercialiemenoautentiche)
e a quelli che venivano da fuori apposta in Agosto per seguire i concerti del
Festival (che magari arrivavano in Salento con la sensazione, sbagliata, che tutti
i salentini suonassero il tamburello e ballassero la pizzica per strada durante
tutto il resto dell’anno solare) di apprezzare i contenuti culturali del Festival, pur
parlando, entrambi questi gruppi di utenti, una lingua diversa da quella della
valorizzazione della tradizione.
E Sergio mostrava di essere intimamente preoccupato dall’incapacità di nativi
e turisti di parlare la stessa lingua, che poi sarebbe dovuta essere quella del Fe-
stival che aveva contribuito a farli “incontrare”, seppure per quelle poche setti-
mane di Agosto.23 A tal riguardo, sempre nel suo contributo al volume Attanasi
e Giordano (2011), Sergio scriveva: «Sotto l’impatto del turismo le culture locali
diventano“oggettodiunaprogressivareicazioneemercicazionechelericon-
verte in oggetti di consumo estetico. Pratiche rituali trasformate in spettacolo,
manufatti tradizionali riprodotti su scala industriale, venduti, acquistati e ridotti
a souvenir”24.L’incontromancatotraturistienativi,perusarel’ecacemetafora
di Marco Aime, rischia di risolversi in una fastidiosa messa in scena dell’esotico,
all’interno della quale i «luoghivisitatinisconoperdiventaresemplicifondalie
iloroabitantialmassimodellecomparsedisecondala”»25. Io credo che Sergio,
con la sua attività di “mediatore culturale” tra nativi e nativi (nell’organizzazio-
ne del Festival) e tra nativi e turisti (nelle modalità di presentazione dello stesso),
abbiaecacementecontribuitoaminimizzareilrischiodimancato“incontro”
tra i fruitori della cultura locale, da cui egli stesso metteva in guardia.
Mi capita di ripensare a lui, al suo essenziale contributo alla renaissance cultu-
rale salentina del primo quindicennio degli anni 2000, quando rileggo l’abstract
del succitato libro curato da me e da Giordano nel 2011, nel quale lui ci ha fatto il
dono, da direttore artistico del Festival, del suo contributo: «La cultura impatta
positivamente sui comportamenti dei soggetti che di essa direttamente e indiret-
tamente usufruiscono, favorisce la creazione di capitale sociale e pone quindi le
condizioni per uno sviluppo economico sostenibile del territorio. Gli eventi cul-
23Sivedaladenizionedi“capitalesocialeistantaneo”inG.attanasi, F. casoria, S. centorrino, G.
Urso, Cultural Investment, Local Development and Instantaneous Social Capital: A Case Study of a Gathe-
ring Festival in the South of Italy, cit.
24 p. scardUelli, Per un’antropologia del XXI secolo. Tribalismo urbano e consumo dell’esotico, Roma, Squi-
libri, 2005, citato in S. Torsello, Il revival della pizzica, La Notte della Taranta e le politiche culturali
locali, in g. attanasi, f. giordano, a cura di, Eventi, Cultura e Sviluppo. Il caso de “La Notte della
Taranta”, cit., p. 191.
25 M. aime, L’incontro mancato. Turisti, nativi, immagini, Torino, Bollati Boringhieri, 2005, citato in S.
torsello, Il revival della pizzica, La Notte della Taranta e le politiche culturali locali, in G. attanasi, f.
giordano, a cura di, Eventi, Cultura e Sviluppo. Il caso de “La Notte della Taranta”, cit., p. 191.
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Il contributo di Sergio Torsello alla renaissance salentina del primo quindicennio del 2000
turali di successo sono quelli che riescono a costruire e alimentare il patrimonio
identitario di una comunità, rinnovando e rinsaldando i legami sociali in essa
esistenti». Io e Filippo avevamo scritto questo abstract pensando in generale a
cosa il Festival La Notte della Taranta avesse portato al suo territorio. Ma, rileg-
gendolo, mi rendo conto di come esso allo stesso tempo descriva anche l’enorme
impatto che l’opera di Sergio Torsello ha avuto nei confronti del Festival – da suo
direttore artistico –, nell’alimentazione del patrimonio identitario salentino – da
consulentescienticodell’IstitutoCarpitella–,enelprocessodivalorizzazione
dei saperi territoriali.
Dalmiopuntodivista,quest’ultimoeettoSergiolohoottenutograziealla
sua attività di “mediatore culturale” tra soggetti appartenenti a una stessa co-
munità, di diversa estrazione culturale e che parlavano “lingue” diverse. Il suo
contributo “culturale” in tal senso è stato quello di creare capitale sociale terri-
toriale aumentando la coesione tra l’eterogeneo capitale umano che il Salento
gli ha consegnato nella sua veste istituzionale. Smettendo spesso quella veste,
Sergio si è umilmente messo al servizio della sua comunità e dei suoi talenti,
realizzando,grazie alla sua enorme preparazioneculturaleeallasuattarete
di contatti personali, un accurato lavoro di tessitura di tradizione e innovazione
lacuitramaètangibileancoraoggiedicui,purtroppo,sisentiràsemprepiùla
mancanzanellavalorizzazionedellebreculturalisalentineneglianniavenire.
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Il caso de "La Notte della Taranta
  • M Si Veda
  • In G Eventi
  • Cultura E Sviluppo
Si veda, ad esempio, M. grimaldi, Di morsi, rimorsi, simboli e occasioni mancate, in G. attanasi, f. giordano, a cura di, Eventi, Cultura e Sviluppo. Il caso de "La Notte della Taranta", cit., pp. 195-200.
Il revival della pizzica, La Notte della Taranta e le politiche culturali locali, in G. attanasi, f. giordano, a cura di, Eventi, Cultura e Sviluppo. Il caso de "La Notte della Taranta
  • M Turisti
  • Bollati Torino
  • Boringhieri
M. aime, L'incontro mancato. Turisti, nativi, immagini, Torino, Bollati Boringhieri, 2005, citato in S. torsello, Il revival della pizzica, La Notte della Taranta e le politiche culturali locali, in G. attanasi, f. giordano, a cura di, Eventi, Cultura e Sviluppo. Il caso de "La Notte della Taranta", cit., p. 191.