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Procedure di analisi e modellazione urbana per la gestione dei centri storici. Betlemme, Solikamsk, Cattaro e Santo Domingo.

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Abstract

Procedure di analisi e modellazione urbana per la gestione dei centri storici. Betlemme, Solikamsk, Cattaro e Santo Domingo. Il tema della documentazione dei centri storici viene affrontato e declinato mediante una riflessione volta a definire banche dati affidabili e strumenti rappresentativi in contesti territoriali profondamente diversi tra loro. L'internazionalizzazione della ricerca viene messa in opera attraverso alcune applicazioni sul campo condotte su contesti e casi studio culturalmente differenti e geograficamente distanti, nei quali il disegno deve rispondere alla complessa esigenza di rappresentare patrimoni storici architettonici diffusi tra America Latina, Europa e Medio Oriente. The theme of the documentation of historic centres is analysed and declined through a reflection, which aims to define reliable databases and representative instruments in wide different territorial contexts. The internationalization of research takes place through some on-site applications, conducted on culturally different and geographically distant contexts and case studies. In such cases, the drawing must respond to the complex need of representing historical architectural heritages spread among Latin America, Europe and Middle East. https://www.paesaggiourbano.org/2020/07/01/procedure-di-analisi-e-modellazione-urbana-per-la-gestione-dei-centri-storici-betlemme-solikamsk-cattaro-e-santo-domingo/
Procedure di analisi e modellazione
urbana per la gestione dei centri
storici. Betlemme, Solikamsk,
Cattaro e Santo Domingo.
Il tema della documentazione dei centri storici viene
affrontato e declinato mediante una riessione
volta a denire banche dati afdabili e strumenti
rappresentativi in contesti territoriali profondamente
diversi tra loro. L’internazionalizzazione della ricerca
viene messa in opera attraverso alcune applicazioni
sul campo condotte su contesti e casi studio
culturalmente differenti e geogracamente distanti,
nei quali il disegno deve rispondere alla complessa
esigenza di rappresentare patrimoni storici
architettonici diffusi tra America Latina, Europa e
Medio Oriente.
The theme of the documentation of historic centres is
analysed and declined through a reection, which aims to
dene reliable databases and representative instruments in
wide different territorial contexts. The internationalization
of research takes place through some on-site applications,
conducted on culturally different and geographically distant
contexts and case studies. In such cases, the drawing must
respond to the complex need of representing historical
architectural heritages spread among Latin America, Europe
and Middle East.
Francesca Picchio
Raffaella De Marco
Anna Dell’Amico
Elisabetta Doria
Francesca Galasso
Silvia La Placa
Alessia Miceli
Sandro Parrinello
Urban analysis and modelling procedures
for the management of historic centres.
Bethlehem, Solikamsk, Kotor and Santo
Domingo.
Santo Domingo: la
documentazione discreta
del limite monumentale
nell’organizzazione del piano
della città.
Santo Domingo: the
discontinuous documentation of
the monumental bourder in the
organization of the city plan.
RILIEVO SURVEY
2.2020 paesaggio urbano 103
L’immagine dei centri storici: un
patrimonio che diventa spazio digitale
Il processo di analisi per la comprensione dei contesti
urbani risulta sempre più vincolato alla produzione
di banche dati afdabili per sviluppare strategie di
comunicazione e fruizione virtuale degli spazi. Le
informazioni contenute in un centro storico, la cui
immagine risulta essere il risultato dei molteplici
eventi che si sono susseguiti nel corso degli anni,
costituiscono un insieme eterogeneo e complesso di
dati. Le trasformazioni del tessuto urbano hanno un
impatto sociale ed economico oltre che meramente
stilistico e formale, pertanto la documentazione
di un sistema urbano deve riuscire ad esprimere
un paesaggio complesso in grado di riettere una
specica identità culturale. Documentare gli aspetti
tecnologici, le pratiche costruttive, i processi di
sviluppo, le evoluzioni e il cambiamento degli
aggregati comporta denire qualità, caratterizzare
gli aspetti monumentali e scandire le diverse fasi
di sviluppo che hanno qualicato l’attività di
pianicazione sul territorio.
La crescente richiesta di documentazione di
paesaggi urbani, motivata dalle possibilità offerte
dal rilievo digitale di tradurre in ambienti virtuali
e in sistemi numerici evidenze che caratterizzano
tali dimensioni culturali e sociali, è così destinata
a produrre un ampio catalogo di modelli nei quali
vengono sperimentate le diverse possibilità narrative
di ciascun luogo.
Le straticazioni della storia, sedimentate nelle
murature, sulla pelle degli edici e nell’immagine
del paesaggio urbano, divengono tracce e segni
di modelli che traducono linguaggi locali in una
rappresentazione “per tutti”. La ricerca di una
globalità rappresentativa del contesto, in grado di
esplicitare conoscenze speciche, è motivata sia
dall’impiego di strumenti relativamente simili, i
software, i cui meccanismi di disegno sottostanno
ad una logica costruttiva dell’immagine che
ha una propria struttura operativa, sia da una
standardizzazione dei linguaggi, dinamici e culturali,
che appartengono al digitale. Il metodo mira a
ottimizzare la logica costruttiva dei software nel
tentativo di garantire una migliore riproduzione della
complessità materica e spaziale della città.
Le congurazioni standardizzate della
rappresentazione vengono diversicate per rispondere
ad una esigenza descrittiva che si spinge oltre lo
spazio pubblico per raggiungere ogni anfratto del
costruito. Si istituisce una rete di informazioni che
qualicano lo spazio complesso, immaginando nelle
valenze descrittive aspetti utili alla conservazione,
alla gestione, al controllo e anche allo sviluppo della
città. Le banche dati non raccontano solamente
la morfologia di questi contesti e non descrivono
semplicemente il presente come espressione del
passato, ma tentano di proiettare nel presente
l’immagine della città futura, esplicitata nelle sintesi
di quei numeri che determinano azioni progettuali
tese alla denizione di sistemi smart di gestione.
La banca dati, che descrive e qualica il modello
sostanziando ogni aspetto geometrico e formale,
esplicita una congurazione per aree tematiche e
descrittori (relazioni orizzontali) ordinati secondo
livelli ambientali (relazioni verticali). Tali livelli
inquadrano e orientano ciascun elemento nella
complessa struttura di gestione del sistema
informativo - modello, con l’obiettivo di denire
una struttura associativa tra immagine della forma
urbana e organizzazione dei dati della città digitale.
Controllo e conoscenza attraverso i
sistemi informativi
I modelli così congurati offrono la possibilità
di orientare una certa complessità della realtà
urbana osservata. Fruendo la città digitale, secondo
diverse modalità di interazione con lo spazio
codicato, è possibile rintracciare le informazioni
riguardanti aspetti storico-costruttivi e tecnologici
del costruito. In questo quadro di attività, diventa
particolarmente rilevante l’afdabilità del dato. L’uso
di strumentazioni e metodologie digitali per il rilievo
è assunto come possibilità di controllo critico delle
variabili di acquisizione, risoluzione e comunicazione
delle forme urbane sul territorio, calibrando valori
ottimali di restituzione dell’immagine virtuale per la
fruizione conoscitiva remota del contesto analizzato.
Gli attributi della città sono acquisiti dagli strumenti
digitali, forme e colori dell’apparato costruito così
come infrastrutture e servizi, che possono essere
mappati divenendo ambito di sperimentazione per la
costituzione di elaborati tecnici altamente descrittivi.
Così declinato il modello informativo supporta
piani di gestione e sviluppo del territorio, banche
dati dinamiche e integrabili nel tempo in grado
di prevedere strumenti di comunicazione rivolti a
Santo Domingo: la saturazione
degli spazi urbani sulla matrice
insediativa nella nuvola di punti
del tessuto urbano.
Santo Domingo: the saturation
of urban spaces on the original
built matrix shown in the point
cloud of the urban fabric.
The analysis process for
the knowledge of urban
contexts is increasingly
linked to the production of
reliable databases to develop
communication strategies
and the virtual use of
spaces. The documentation
of technological
aspects, construction
practices, development
processes, evolutions and
transformations of aggregates
involves the denition
of specic qualities of
representation, characterizing
the monumental aspects
and identifying the different
development phases that have
qualied the planning activity
in the area.
The growing demand for
to protect the image of urban
contexts, raising awareness
of local government bodies
that have promoted extensive
documentations for areas at
risk or of undoubted cultural
value.
In particular, the declination
of programs related to fast
survey, able to adapt to the
uninterrupted dynamics of the
city to acquire a multitude of
metric reliable data in a short
time, has greatly contributed
to stimulating knowledge
initiatives on large portions of
historic centers. These data are
recorded in order to produce
an updated cognitive picture
of both the individual urban
sector and its relationship
with the surrounding
that qualies the complex
space, imagining in the
descriptive values some
aspects that are useful for the
conservation, management,
control and also for the
development of the city.The
database, which describes
and qualies the model,
transposing every geometric
and formal aspect, makes
explicit its conguration by
thematic areas and descriptors
(horizontal relationships)
ordered according to
environmental levels (vertical
relationships). These levels
are assumed to frame and
to orient each element in
the complex management
structure of the information
system-model, with the aim
and expansions of the city
apparatus, on the edge of the
surrounding landscape or in
its internal areas, allows to
understand the connection
between urban dimension,
building and monument, in
light of structures that have
inuenced the foundation or
expansion of the city.
From the understanding
of these growth dynamics,
a representation process
emerges, which adopts
adequate degrees of synthesis
for the restitution of spatial
complexity. The model
expresses a structured and
calibrated image on the
management purposes of the
specic context.
Even the simplest
the documentation of urban
landscapes, in particular, is
motivated in the possibilities
offered by digital survey to
represent the evidences that
characterize these cultural
and social dimensions into
virtual environments and
numerical systems. In this
way, it is destined to produce
a large catalog of models in
which the different narrative
possibilities of each place
are experimented. The
standardised congurations
of the representation
are diversied to meet a
descriptive need that goes
beyond the public space to
reach every corner of the
built context. A network of
information is established
settlement and the traditional
landscape.
The research approach to
the digital representation
of these historic centers,
distant from each other
not only geographically but
also as cultural images and
structures, recalls a more
marked chance to analyze and
evaluate the alphabet of signs
through which these cities,
in different visual languages,
express their meaning.
The observation of these
urban fabrics, conducted
also through aerial cameras,
requires a reection on
the distribution matrix of
the settlement system. The
signaling of contractions
of dening an associative
structure between the image
of the urban form and the
organization of the data in the
digital city.
The congured models offer
the possibility of orienting
a certain complexity of the
observed urban reality. Using
the digital city, according to
different interactions with the
codied space, it is possible to
trace information regarding
historical-constructive and
technological aspects of the
building. In this context, the
reliability of the data becomes
particularly relevant. The use
of digital instruments and
methodologies for survey is
congured as a possibility
conformations of structural
aggregates, public fronts and
collective spaces take a precise
role in the general descriptive
framework, where the paths
express the dynamics that
affect the landscape both
as a result of a stratication
process of signs and as a
support matrix for planning.
In this research, digital
representation becomes
an organizational vehicle
of complexity and urban
episodes, even accidental ones,
returning a logical and orderly,
critically organized image of
what can be interpreted in a
"simplied" form. Thus, the
urban landscape nds a bridge
of intercontinental connection
and cultural communion.
of critical control of the
acquisition, resolution and
communication variables
into urban forms, calibrating
optimal values for restoring
the virtual image for the
remote cognitive use of
the analysed context. The
attributes of the city are
acquired by digital tools,
shapes and colors of the
built apparatuses as well as
infrastructures and services,
which can be mapped
becoming an experimental
setting for the creation of
highly descriptive technical
works.
In recent years, the
development of digital
technologies has made it
possible to promote processes
The variable conformation
of the fabrics of the historic
city conditioned a combined
documentation strategy for
spatial relationships and
analysis objectives, applying
an integrated set of tools: a
process of "static" acquisition
of the architectural detail,
conducted from the ground
level and focused on the
survey of the open areas and
urban fronts, an extended
mobile acquisition by routes,
and an aerial mapping
aimed at the referencing of
the aggregates and at the
acquisition of roofs and
volumes that cannot be seen
from the ground.
The control processes between
the union of scans from static
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diverse tipologie di utenze.
Negli ultimi anni lo sviluppo delle tecnologie digitali
ha consentito di promuovere processi di tutela
dell’immagine dei contesti urbani, sensibilizzando
organi di governo del territorio che hanno promosso
documentazioni estensive per aree a rischio o di
indubbio valore culturale.
In particolare, la declinazione di programmi legati
al fast survey, in grado di adattarsi alle dinamiche
ininterrotte della città per acquisire una moltitudine
di dati metricamente afdabili in poco tempo, ha
notevolmente contribuito a stimolare iniziative di
conoscenza su ampie porzioni di centri storici. Questi
rilievi sono stati svolti in modo da produrre un quadro
cognitivo aggiornato sia del singolo comparto urbano
che del suo rapporto con l’insediamento circostante
ed il paesaggio tradizionale.
Negli ultimi anni il Laboratorio Sperimentale di
Didattica e Ricerca DAda-LAB, dell’Università degli
Studi di Pavia, ha condotto numerosi progetti di
ricerca tesi a denire strategie di rilievo integrato
per lo sviluppo di banche dati interattive concentrate
sulla produzione di immagini ed ambienti digitali
virtualmente fruibili. Con l'obiettivo di migliorare
l'efcienza dei processi di rappresentazione urbana
e delle metodologie di acquisizione ed integrazione
dei dati, sono stati confrontati contesti di analisi tra
loro molto diversi. L’analisi del complesso rapporto
Cattaro: nuvola di punti da
acquisizione speditiva mobile,
per l’analisi di limiti e spazi
architettonici della città.
Kotor: point cloud from fast
mobile acquisition, for the
analysis of architectural limits
and spaces in the city.
Cattaro: vista fotograca
aerea del tessuto densicato
all’interno delle mura.
Kotor: aerial photographic view
of the densied fabric inside
the walls.
and dynamic trajectories of
mobile survey are rened
following the scale of detail
and the morphological
parameters of the building,
ensuring the control of a 3D
database optimized for the
development of considerations
on forms, models and
structures of the city, also
preparing elds of interest on
the territorial scale.
In this way, the research
moves from a rst aspect
connected to the complexities
of the architectural survey
to a pre-eminent action of
management of the data set,
where the georeferenced
archiving and the digital
interaction processes are
aimed at the creation of
produced by the digital
survey operations represent
systems of immediate virtual
immersion, new places
of knowledge in which it
is possible to experiment
procedures for using the
digital city. However, these
databases require synthesis
processes which can take
place automatically, through
the connection between
themed information linked
to numerical descriptors, or
which may require a critical
and interpretive synthesis
regarding specic logical
elds. They can ultimately
require the intervention
of the drawer, who has to
order the information to
dene connection structures
representative tools of
the urban form that are
queryable at multiscale levels,
for planning its impact of
intervention on the territory.
These databases also project
the expectation of the smart
city towards a graphic system
that, through constant sensors
and interactions, can meet
tools for organizing dynamic
databases, as Big Data, whose
development, connected
to the models, would allow
a parameterization and
standardization of planning
processes to allow the
orientation of management,
control and territorial
development policies.
The databases and models
between the model and
the database, useful for
the development of project
actions.
The structuring of an
interactive spatial archive
requires the ability to
insert data and acquire
information for carrying
out planning interventions.
Thus, the digital model will
respond to management and
communication purposes, as
an interactive synthesis tool
for monitoring the possible
congurations of the city:
a "simulator" of virtual
scenarios capable of realizing
the planning "possibilities".
The information ows of
data on the characteristics
of the building and of the
public space, collected as
census cards and connected
through three-dimensional
thematic maps, determine
the infographic entities of
the model. These components
are broken into a semantic
organization that, increasingly
automated and mediated
between synthesis and
detail, denes a critical
interpretation of the urban
scene: a continuous drawing
that aims at the production of
information systems for the
prevention and conservation
of buildings and for the
dissemination and virtual use
of Cultural Heritage.
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tra monumento e tessuto urbano, anche in termini di
paesaggio, lo sviluppo di strumenti di pianicazione
per la promozione di azioni di tutela, oltre che
l’incoraggiamento di attività culturali e la gestione
dei processi costruttivi, vengono qui riassunti in
alcuni casi studio che hanno riguardato l’ultimo anno
di ricerche.
Il centro coloniale di Santo Domingo (Repubblica
Dominicana), il centro storico di Cattaro
(Montenegro), l’area monumentale di Solikamsk
(Russia) ed il centro storico di Betlemme (Territori
Palestinesi) rappresentano nuclei urbani storici
recinti, le cui mura sono ancora intatte, sono
scomparse o sono state recentemente costruite,
e nei quali, in ogni caso, si concentrano valori
e simboli che traducono in segni un’identità
culturale che appartiene a contesti territoriali anche
particolarmente estesi. In questi centri storici,
si radunano aspetti che è importante tradurre
per esplicitare qualità formali che possono avere
signicative ricadute sui contesti territoriali dei
quali fanno parte. Il confronto tra questi casi studio,
così diversi tra loro, incoraggia una riessione sugli
strumenti rappresentativi e su come questi possano
promuovere ulteriori forme di dialogo in un paesaggio
sicuramente più uniforme e meno denso di diversità,
digitale.
Tessuto urbano e percorsi conoscitivi per
la denizione di apparati descrittivi.
L’approccio del gruppo di ricerca alla
rappresentazione digitale di tali centri storici,
distanti tra loro non solo geogracamente ma anche
come immagine e impianto culturale, richiama una
più marcata impostazione di analisi e valutazione
dell’alfabeto di segni con cui tali città, in differenti
linguaggi visivi, esplicitano il loro signicato.
L’osservazione di tali tessuti urbani, condotta anche
attraverso camere aeree, impone una riessione
sulla matrice distributiva del sistema insediativo.
La segnalazione di contrazioni ed espansioni
dell’apparato della città, ai margini del paesaggio
circostante o nelle sue stesse aree interne, permette
di comprendere il collegamento tra dimensione
urbana, edicio e monumento, alla luce di strutture
che hanno condizionato la fondazione o la crescita
della città.
Dalla comprensione di tali dinamiche di crescita,
emerge un processo di rappresentazione che adotta
adeguati gradi di sintesi per la restituzione della
complessità spaziale. Il modello esplicita un’immagine
strutturata e calibrata sulle nalità gestionali dello
specico contesto.
Anche le più semplici conformazioni di aggregati
strutturali, fronti pubblici e spazi collettivi assumono
un preciso ruolo nel quadro descrittivo generale,
dove i percorsi esplicitano dinamiche che interessano
il paesaggio sia come risultato di un processo di
straticazione di segni che come matrice di supporto
alla pianicazione.
In questa ricerca, nella quale la rappresentazione
digitale diviene veicolo organizzativo della
complessità e degli episodi urbani, anche accidentali,
restituendo un’immagine logica ed ordinata,
criticamente organizzata di quanto interpretabile
in forma “semplicata”, il paesaggio urbano trova
un ponte di connessione intercontinentale e di
comunione culturale.
Santo Domingo. Caratteri europei e matrice
forticata nella città coloniale.
Il ridisegno seicentesco del perimetro difensivo
della città coloniale (patrimonio UNESCO) da
parte dell’ingegnere italiano Battista Antonelli ha
improntato la riorganizzazione dell’intero impianto
urbano di Santo Domingo a seguito delle scorrerie
dei pirati che avevano distrutto e saccheggiato la
città. La complessa storia della capitale dominicana
è vincolata alle guerre di indipendenza e il ruolo
delle mura ha determinato no ai giorni nostri la
pianicazione dell’insediamento che si è adattata
alle strategie difensive e all’orograa del suolo. Ciò
Solikamsk: integrazione del
dato metrico ed RGB per la
trasposizione digitale dei
monumenti urbani.
Solikamsk: integration of
metric and RGB data for the
digital transposition of urban
monuments.
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che resta oggi di queste mura sono tracce, porzioni che emergono tra gli edici
che le hanno inglobate. Le mura sono sepolte dentro la città del XX secolo ed è
lo sviluppo di un percorso di conoscenza che inizia dalla documentazione digitale
di tali resta che permette di comprendere le vicende storiche che ne hanno
determinato il progetto e la successiva realizzazione.
Cattaro. La difesa veneziana nel Mediterraneo orientale.
Il centro storico, di carattere medievale, è denito da una tta rete di percorsi che
si districano, tra piazze e monumenti, dalla riva portuale alle pendici delle pareti
rocciose che si affacciano sulle Bocche, delimitati in entrambi i lati dalla catena
forticata delle mura basse e alte. Le mura veneziane, perfettamente conservate,
cingono il centro storico (patrimonio UNESCO) e descrivono un’opera di difesa
territoriale abbracciando la montagna posta alle spalle della città.
Solikamsk. La capitale dei mercanti del sale nella Rotta Culturale dell’Upper
Kama.
Le mura in legno dell’antica città, fondata intorno al 1430, sono scomparse da
tempo; restano l’impronta della forma urbana, gli edici monumentali, costruiti
in laterizio, e i disegni storici che ne testimoniano l’immagine e il carattere di
insediamento produttivo e commerciale. La pogost di Solikamsk, i numerosi
monasteri e la trasformazione dei grandi complessi industriali hanno ancora oggi
inuenza su una vasta regione geograca individuata dal percorso del ume
Kama. In questi luoghi di conne, posti al margine tra due continenti, si mescolano
inuenze stilistiche e formali e vengono messe in opera sperimentazioni
architettoniche che danno vita ad una propria identità culturale. Esplicitare questa
identità è una necessità a seguito delle vicende dell’ultimo secolo che hanno
segnato e compromesso denitivamente la struttura di questo territorio e i simboli
dei suoi monumenti.
Betlemme. Il labirinto urbano attraverso percorsi e comparti storici.
La complessità morfologica dell’assetto urbano di Betlemme, dettata da uno
sviluppo irregolare e disomogeneo avvenuto nel corso di secoli, costituisce un
valore visuale dei caratteri tradizionali della città araba in Medio Oriente. Al
contempo, il tessuto informale è il risultato di un processo estraneo a forme
di pianicazione organica delle infrastrutture, denito da una lottizzazione
particellare che ha prodotto la saturazione di spazi e comparti edicati,
particolarmente incentivata poi nelle dinamiche di saturazione sociale dai recenti
avvenimenti che hanno riguardato l’edicazione del muro di divisione con Israele.
A partire dagli originari aggregati insediativi, denominati awash, gli edici più
antichi hanno vissuto nel corso dei secoli un processo di straticazione che ha
portato ciascun volume a subire sovrapposizioni e partizionamenti. Le recenti
intensicazioni dei processi costruttivi rischiano di cancellare quel valore storico
ed è necessario denire uno strumento di promozione culturale dell’immagine e, al
contempo, di gestione delle dinamiche di sviluppo della città.
Solikamsk: ricostruzione
Structure from Motion del
centro storico nel paesaggio
urbano.
Solikamsk: vista fotograca
aerea del tessuto urbano nella
pianicazione contemporanea.
Solikamsk: Structure from
Motion reconstruction of the
historical centre in the urban
landscape.
Solikamsk: aerial photographic
view of the urban fabric into the
contemporary planning design.
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paesaggio urbano 2.2020
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Digitalizzazione del paesaggio urbano.
Le strategie proposte per la documentazione
dei centri storici menzionati hanno previsto
l’integrazione tra sistemi di fast survey e metodologie
convenzionali di rilevamento digitale. Tale messa a
sistema di procedure ha supportato dinamicamente la
digitalizzazione multi-scala degli ambienti urbani nei
singoli contesti operativi.
La conformazione variabile dei tessuti della città
storica ha condizionato una strategia combinata di
documentazione per relazioni spaziali ed obiettivi
di analisi, applicando un set integrato di strumenti:
un processo di acquisizione “statica” del dettaglio
architettonico condotto dal livello del suolo ed
incentrato sul rilevamento delle aree aperte e dei
fronti urbani, un’acquisizione mobile estesa per
direttrici di percorsi, ed una ripresa aerea nalizzata
alla referenziazione degli aggregati e all’acquisizione
delle coperture e dei volumi non leggibili da terra.
Scansioni laser e mappature fotograche strutturano
il processo operativo di acquisizione, individuando
così una fase primaria nella trasposizione della
“forma” della città.
In particolare, la proporzione metrica, intesa
come conoscenza dimensionale delle componenti
architettoniche e dei rapporti tra architettura e
paesaggio, richiede numerosi processi di verica
sull’afdabilità che tali integrazioni di dati
necessitano per generare un database afdabile.
I processi di verica tra l’unione di scansioni
provenienti da riprese statiche e scansioni acquisite
mediante traiettorie dinamiche di ripresa mobile
sono afnati per scala di dettaglio e parametri
morfologici del costruito, garantendo il controllo
di una banca dati 3D ottimizzata per lo sviluppo di
considerazioni su forme, modelli e strutture della
città, predisponendo inoltre campi di interesse alla
scala territoriale.
All’interno di tale base geometrica la costante
variazione delle qualità e dei caratteri del costruito,
comprese le specicità materiche e connesse al
colore, implica la necessità di un monitoraggio
dinamico di ripresa fotograca. La ricostruzione
tridimensionale offerta dalla fotogrammetria close-
range, in particolare pianicata da UAV (Unmanned
aerial vehicle), garantisce output tridimensionali
calibrabili in densità di informazioni e qualità
geometriche, la cui integrazione nei
database
di
dettaglio completa l’archivio urbano con specici
caratteri visuali e morfologici del contesto
paesaggistico e territoriale.
In tal modo la ricerca si muove da un primo
aspetto connesso alle complessità del rilevamento
architettonico ad un’azione preminente di
gestione dell'insieme di dati, dove l’archiviazione
georeferenziata ed i processi di interazione digitale
sono nalizzati alla costituzione di strumenti
rappresentativi della forma urbana interrogabili
a livelli multiscala, per una pianicazione del suo
impatto di intervento sul territorio. Tali banche dati
proiettano inoltre l’aspettativa della smart city verso
un sistema graco che, mediante sensori e interazioni
costanti, possa andare incontro a strumenti di
organizzazione di banche dati dinamiche, Big Data,
il cui sviluppo, connesso ai modelli, permetterebbe
quella parametrizzazione e standardizzazione
dei processi pianicatori tale da consentire
l’orientamento delle politiche di gestione, di controllo
e di sviluppo del territorio.
Gestire la città storica, tra
semantizzazione e sintesi logica.
I database e i modelli prodotti dalle operazioni di
rilievo digitale rappresentano sistemi di immediata
immersione virtuale, nuovi luoghi della conoscenza
nei quali è possibile sperimentare procedure di
fruizione della città digitale. Tali banche dati
necessitano tuttavia di processi di sintesi che
possono avvenire in forma automatica, mediante la
connessione tra informazioni tematizzate collegate
a descrittori numerici, o che possono richiedere
una sintesi critica ed interpretativa riguardo a
Betlemme: vista aerea della città
densa ripresa da drone.
Betlemme: complessità digitale
nella compresenza di relazioni
spaziali della città straticata.
Bethlehem: aerial view of the
dense city captured by drone
camera.
Bethlehem: digital complexity
in the coexistence of spatial
relationships of the stratied
city.
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specici campi logici. Possono richiedere in denitiva
l’intervento del disegnatore, che si trova a dover
ordinare ulteriormente le informazioni per denire
strutture di connessione tra modello e banca dati utili
allo sviluppo di azioni progettuali.
La banca dati della città, caratterizzata da descrittori
omogenei articolati per livelli di analisi, arricchita
con keywords e interrogabile mediante query di
ricerca, deve essere ancorata a disegni e modelli
tridimensionali secondo speciche partizioni
architettoniche, tecnologiche e urbanistiche, di
pianicazione.
L’eterogeneità dei fabbricati architettonici,
semplicabili mediante forme geometriche quali
superci e volumi, assume un carattere tecnologico
e funzionale fornendo supporto per la conoscenza
e lo sviluppo attivo della città. L’immagine dello
spazio "virtuale" acquista essibilità e gerarchia nella
classicazione di forme e moduli all’interno di abachi
codicati ed estensivi, dove l’operatore può instaurare
relazioni partecipative con i contenuti della città no
ad arricchirli.
La strutturazione di un archivio spaziale interattivo
richiede la capacità di inserire dati e acquisire
informazioni per lo svolgimento di interventi
pianicatori. Il modello digitale risponderà così a
nalità gestionali e comunicative, come strumento
interattivo di sintesi per il monitoraggio delle
congurazioni possibili della città: un “simulatore”
di scenari virtuali capace di realizzare le “possibilità”
progettuali della pianicazione. I ussi informativi
di dati sulle caratteristiche del costruito e dello
spazio pubblico, raccolti come schede censuarie e
posti in relazione mediante mappe tematiche anche
tridimensionali, determinano le entità infograche
del modello. Tali componenti sono a loro volta
scomposte in un’organizzazione semantica che,
sempre più automatizzata e mediata tra sintesi e
dettaglio, denisce un’interpretazione critica della
scena urbana: un disegno continuo che mira alla
produzione di sistemi informativi per la prevenzione
e conservazione del costruito e per la diffusione e la
fruizione virtuale del patrimonio culturale.
Bibliograa
Balzani M., Maietti F. (2018). Urban Space and Places of Memory: The
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città ideali alla città virtuale. Viaggio nel mondo fantastico del Disegno
dell’utopia. Roma: Kappa Editore, pp. 381-399.
Crediti
Il progetto PROMETHEUS (PROtocols for information Models librariEs
Tested on HEritage of Upper Kama Sites) è nanziato dal programma EU
Horizon 2020-R&I-RISE-Research & Innovation Staff Exchange Marie
Skłodowska-Curie. Il progetto prevede la collaborazione tra tre università
internazionali (Università degli Studi di Pavia, Italia, Universitat
Politecnica de Valencia, Spagna, Perm National Polytechnic University
Research, Russia) e due imprese (EBIME, Spagna, SISMA, Italia).
This project has received funding from the European Union’s Horizon
2020 research and innovation programme under the Marie Skłodowska-
Curie grant agreement No 821870.
Il progetto “3D Bethlehem - Sistema di Gestione e controllo della
crescita urbana per lo sviluppo del patrimonio e il miglioramento della
vita nella città di Betlemme” è conanziato da AICS Agenzia Italiana per
la Cooperazione allo Sviluppo. Il capola del progetto è il Comune di
Pavia, il coordinamento scientico è dell’Università degli Studi di Pavia,
con un partenariato composto da Comune di Betlemme, Università di
Betlemme, Provincia di Pavia, Ordine degli Ingegneri della Provincia
di Pavia, SISTERR Sistema Territoriale Pavese per la Cooperazione
Internazionale A.P.S., ANCI Lombardia, VIS – Volontariato Internazionale
per lo Sviluppo e Palestinian Engineers Association - Jerusalem Center.
Il progetto è scienticamente coordinato dal laboratorio DAda LAB del
DICAr – Dipartimento di Ingegneria Civile e Architettura dell'Università
degli Studi di Pavia.
Il progetto “Le forticazioni venete nel bacino del Mediterraneo
Orientale” è stato co-nanziato dalla Regione Veneto attraverso il
bando “Iniziative e attività culturali per la valorizzazione e la tutela
della cultura veneta all’estero – anno 2019” DGR nr. 533 del 30 aprile
2019. Capola: Università di Pavia - Dipartimento di Ingegneria Civile
e Architettura, laboratorio di Ricerca Sperimentale DAda-LAB del
Dipartimento di Ingegneria Civile e Architettura; partenariato: Comune
di Verona - Assessorato Relazioni Internazionali, Assessorato UNESCO;
Università di Verona - Dipartimento Culture e Civiltà; Università
di Bergamo - Scuola di Ingegneria; Università di Firenze - DIDA -
Dipartimento di Architettura; Università del Montenegro - Facoltà di
Architettura.
Il progetto di ricerca per la documentazione delle mura di Santo
Domingo, promosso dall’Ambasciata italiana a Santo Domingo,
si svolge all’interno di una collaborazione scientica stipulata tra
l’Università degli Studi di Pavia e l’Universidad Nacional Pedro
Henriquez Urena. Alle attività di rilevamento, coordinate dal Prof.
Sandro Parrinello e dalla Prof. Mauricia Dominguez, hanno partecipato
la dottoranda Silvia La Placa in qualità di operatore rilevatore esperto
e gli studenti dominicani Anderson Batista, Namibia Batista, Michael
Checo e Brian Lugo.
Betlemme: automatizzazione
e classicazione dei moduli
costitutivi nella città
contemporanea.
Bethlehem: automation and
classication of the building
blocks in the contemporary city.
DAda-Lab.
Drawing Architecture Document-Action Laboratory,
Dipartimento di Ingegneria Civile e Architettura,
Università degli Studi di Pavia. Drawing Architecture
Document-Action Laboratory, Department of Civil Engineering and
Architecture, University of Pavia
dadalab@unipv.it
paesaggio urbano 2.2020
114 2.2020 paesaggio urbano 115
... Thanks to this methodology, it was possible to detail a sharp change of material to 2.4 m, which is understood as the original rock or foundation of the wall at this point in the city, something that, until now, had not been known, and that greatly facilitates our the understanding of this unique element cataloged and protected within this context [26,27]. ...
... Then, the detailed and non-invasive analysis of the urban settlement of the wall and its surroundings reflected data of great interest that, until now, remained hidden, either because they were not visible to the naked eye or because they did not have the visible spatial-dimensional relationship between different elements that, having them raised with clouds of points, it has been possible to understand their relationship. In fact, it was possible to sort the points in the layers in Thanks to this methodology, it was possible to detail a sharp change of material to 2.4 m, which is understood as the original rock or foundation of the wall at this point in the city, something that, until now, had not been known, and that greatly facilitates our the understanding of this unique element cataloged and protected within this context [26,27]. ...
Article
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Thanks to the use of non-invasive techniques and remote sensing in a 19th century building, it was possible to demonstrate that said building is a lost part of the Cáceres wall. This wall was believed to maintain the straight line from a known section, but remote sensing makes it clear that at that point the wall makes a break creating a door of which there was no record. Once this premise was confirmed, an ideal reconstruction hypothesis was developed. For this, the work base was taken on the data collected in an exhaustive data collection process, which launched millions of control points and facilitated in theorizing the original state of this lost section. The HBIM methodology greatly facilitated the process, and will allow for possible modifications with an IFC file as advances are made in that area. Finally, the research proposes an architectural project path that takes into account the data obtained remotely, and that achieves the inclusion of this part of the city in cultural interest and, of course, in a protected and cataloged area.
Chapter
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Questo volume raccoglie le attività di ricerca e cooperazione allo sviluppo condotte durante il terzo e ultimo anno del progetto “3D Bethlehem”. Si tratta di un periodo che ha subito delle variazioni a causa della pandemia e che ha previsto azioni di sviluppo del sistema informativo per la conoscenza e la gestione della città storica. Docenti e ricercatori dell’Università di Pavia, congiuntamente con gli altri partner del progetto, hanno lavorato assieme alla municipalità di Betlemme per costruire un sistema GIS sul centro storico della città. This volume collects the research and development cooperation activities carried out during the third and last year of the “3D Bethlehem” project. This is a period that has undergone changes due to the pandemic and which has provided for actions to develop the information system for the knowledge and management of the historic city. Lecturers and researchers from the University of Pavia, jointly with the other project partners, worked together with the municipality of Bethlehem to build a GIS system on the historic city center.
Chapter
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This volume collects the research and development cooperation activities carried out during the third and last year of the “3D Bethlehem” project. This is a period that has undergone changes due to the pandemic and which has provided for actions to develop the information system for the knowledge and management of the historic city. Lecturers and researchers from the University of Pavia, jointly with the other project partners, worked together with the municipality of Bethlehem to build a GIS system on the historic city center.
Article
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The work of the Antonelli family has determined the constructive characteristics of Spanish forti- fications in the new world. Their fame is due to Giovanni Battista, the military and hydraulic engineer of Italian origin, and training in the Spanish Crown service. During the second half of the six- teenth century, he designed and built the defense of the Iberian Peninsula’s borders, taking care of Cartagena’s port city, the coast of the Kingdom of Valencia, and the African ports of Oran and Mazalquivir. An extensive work, whose charac- ters are taken from the younger brother, Battista Antonelli, planned the defensive system of for- tresses and walls in the Caribbean and, more generally, in the Spanish colonies of Central America. In the first decades of the seventeenth century, the New World was a destination for explorations and observations by the great monarchies of the old continent: the English, French, Dutch, and Spanish fought over lands and businesses on a Caribbean sea that became international. In 1586 Philip II of Spain nominated Battista Antonelli as his engineer, with the specific aim of structuring the defense of the lands of the Corona overseas. Over the years, Antonelli inspects and presents design proposals for many cities in Central America, working from Colombia, Panama, Chile, the Dominican Republic, Cuba. The text addresses, in particular, the description of Cartagena de Indias and Santo Domingo, comparing them through the narration of two analysis, training, and docu- mentation projects conducted here by the DAda LAB Research Laboratory.
Article
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The present paper illustrates the documentation activities developed since 2013 on Upper Kama territories, preliminary to an extensive and joint research action within the European project “PROMETHEUS” (2019–2021), which aims to produce digitized databases and models for the management of the main religious monuments present on this Russian area, nowadays endangered by risk of conservation. The project is funded by the EU program Horizon 2020 – R&I – RISE – Research & Innovation Staff Exchange Marie Skłodowska-Curie, and it is aimed at the definition of inter-sectoral collaboration protocols for the development and promotion of a new methodology for the development of reliable 3D databases and models of monumental complexes in Upper Kama region. The project, that involves the collaboration between three Universities (University of Pavia, Italy, Polytechnic University of Valencia, Spain, Perm National Research Polytechnic University, Russia) and two enterprises (EBIME, Spain, SISMA, Italy), aims to promote actions to develop interdisciplinary activities for the documentation, management and production of collaborative H-BIM models, for the start-up of monitoring and development activities on this specific Cultural Heritage. Researches and initiatives conducted in the previous years on Upper Kama territory highlight potentialities and opportunities of digital survey to define a basis of knowledge that is both scientific and technical, for future interventions on endangered architectural heritage, where academies, companies and administrations promote actions to develop interdisciplinary documentation activities through collaborative management H-BIM models and an intervention protocol on Cultural Heritage.
Article
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In recent years, DAda Laboratory of University of Pavia has conducted numerous research activities in Holy Land aimed at defining operational strategies for the testing of documenting systems useful for the development of tools for the management and enhancement of historical heritage. The translation of the urban image into complex drawings is accomplished to replicate the characteristics of the real space, in order to entrust the virtual quality useful for configuring management tools and manipulating information. The synthesis of the data acquired from digital survey procedures, from the integration and post-production of a wide variety of instrumental out-puts, is expressed in models that reproduce morphological complexity and dimensional aspects in the desire to replicate the urban space of Middle Eastern cities, enhanced in their information content on the levels of decomposition and analysis of which the urban context is composed, to encourage the fruition of research results through the drawing-model. In particular, the paper will present the model of a portion of San Giovanni of Acre, relating to the area of Al-Jazzar Mosque, for the analysis of the historical stratification of religious and urban environments; a portion of Jerusalem adjacent to the monumental walls, for which it was built an interactive platform for the fruition in AR of the survey database; and a portion of the historical center of Bethlehem, for which an analysis of the characteristics of the ahwash quarters and buildings is addressed, useful for a semantic decomposition of the urban structure functional to the creation of an intelligent model for the monitoring of structural risk.
Article
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In the framework of the digital documentation of complex environments the advanced Geomatics researches offers integrated solution and multi-sensor strategies for the 3D accurate reconstruction of stratified structures and articulated volumes in the heritage domain. The use of handheld devices for rapid mapping, both image- and range-based, can help the production of suitable easy-to use and easy-navigable 3D model for documentation projects. These types of reality-based modelling could support, with their tailored integrated geometric and radiometric aspects, valorisation and communication projects including virtual reconstructions, interactive navigation settings, immersive reality for dissemination purposes and evoking past places and atmospheres. The aim of this research is localized within the “Torino 1911” project, led by the University of San Diego (California) in cooperation with the PoliTo. The entire project is conceived for multi-scale reconstruction of the real and no longer existing structures in the whole park space of more than 400,000 m², for a virtual and immersive visualization of the Turin 1911 International “Fabulous Exposition” event, settled in the Valentino Park. Particularly, in the presented research, a 3D metric documentation workflow is proposed and validated in order to integrate the potentialities of LiDAR mapping by handheld SLAM-based device, the ZEB REVO Real Time instrument by GeoSLAM (2017 release), instead of TLS consolidated systems. Starting from these kind of models, the crucial aspects of the trajectories performances in the 3D reconstruction and the radiometric content from imaging approaches are considered, specifically by means of compared use of common DSLR cameras and portable sensors.
Chapter
In the broader context of the survey and digital documentation of the urban scene, which applies traditional and advanced methodologies integrated, the metric-morphological data analysis and its representation can be assumed as an interesting research opportunity on processes of urban space modification. The topic of survey and representation of urban spaces is dealt with as a conservative action and as a tool for the protection of heritage and memory. The 3D laser scanner technology, which allows quantitative and qualitative surveys, allows to set up metric-morphological data in databases and to access, over time, to the “geometric memory” of architectures and urban spaces as a tool for knowledge, research, or as a basis for conservation and restoration works. The research, focused on the survey of urban spaces and places of memory, is the result of several experiments on historical contexts made in recent years, and resulted in the latest integrated three-dimensional survey of the public space of “Largo della Memoria”, in the city centre of Sao Paulo, Brazil. The main purpose was to define a methodology for documenting urban space in anticipation of restoration and conservation interventions, by enhancing the preservation of the “urban memory”.
Montepulciano 3D: modelli virtuali per l'urbanistica e lo sviluppo dell'ambiente urbano
  • S Bertocci
  • S Bua
  • S Parrinello
  • F Picchio
Bertocci S., Bua S., Parrinello S., Picchio F. (2014). Montepulciano 3D: modelli virtuali per l'urbanistica e lo sviluppo dell'ambiente urbano. DisegnareCON, 7 (13), pp.1-20.
Disegno digitale esplicito. Rappresentazioni responsive dell'architettura e della città
  • M Calvano
Calvano M. (2019), Disegno digitale esplicito. Rappresentazioni responsive dell'architettura e della città. Roma: Aracne editrice.
Rilievo urbano. Conoscenza e rappresentazione della città consolidata
  • D Coppo
  • C Boldo
Coppo, D., Boldo, C. (2010) Rilievo urbano. Conoscenza e rappresentazione della città consolidata. [Urban Survey. Knowledge and representation of the consolidated city] Firenze: Alinea.
Dalmazia e Montenegro. Le fortificazioni Venete nel Bacino del Mediterraneo Orientale. Procedure per la conoscenza e la Documentazione Digitale del Patrimonio Storico Fortificato
  • S Parrinello
  • F Picchio
Parrinello S., Picchio F. (a cura di) (2019). Dalmazia e Montenegro. Le fortificazioni Venete nel Bacino del Mediterraneo Orientale. Procedure per la conoscenza e la Documentazione Digitale del Patrimonio Storico Fortificato. Pavia: Pavia University Press, 2019.
Comportamenti digitali. Milano: Egea edizioni
  • L Proserpio
Proserpio L. (2011) Comportamenti digitali. Milano: Egea edizioni.
Architettura e cultura digitale
  • L Sacchi
  • M Unali
Sacchi L., Unali M. (a cura di) (2003) Architettura e cultura digitale. Milano: Skira Edizioni.