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IL MODELLO CAMALDOLESE NELLE FABBRICHE DEL SENARIO

Authors:
Atti del terzo Convegno internAzionAle di Studi
CAmAldoli 21-23 Settembre 2012
A CurA di
StefAno bertoCCi e SAndro PArrinello
ArchitetturA eremiticA
SiStemi progettuAli e pAeSAggi culturAli
La redazione ringrazia tutti coloro che hanno contribuito con il loro lavoro al convegno internazionale e dato
l’autorizzazione per la pubblicazione. Gli editori e gli organizzatori non possono essere ritenuti responsabili
né per il contenuto né per le opinioni espresse all’interno degli articoli. Inoltre, gli autori dichiarano che i
contenuti delle comunicazioni sono originali, o quando richiesta, hanno la relativa autorizzazione a includere,
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La presente pubblicazione è stata valutata con il metodo della “double blind peer review” da esperti nel campo
dell’architettura sacra. Le fonti e le informazioni che si trovano all’interno degli specici lavori sono state
vericate dalla commissione di valutazione. La commissione di valutazione è stata selezionata dal comitato
scientico della conferenza tra gli studiosi più esperti nel tema. Tale metodo è stato scelto per prevenire la
diffusione di risultati irrilevanti o interpretazioni scorrette.
Pubblicazione realizzata con fondi del Dipartimento di Architettura, Disegno, Storia, Progetto dell’Università
di Firenze.
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ISBN 978-88-7970-580-6
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Responsabile editoriale:
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Redazione:
Andrea Pagano
Fotolito e stampa:
Pacini Editore Industrie Grache, Ospedaletto (Pisa)
In copertina:
Monastero di Camaldoli
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Università degli Studi
di Firenze
Dipartimento di
Ingegneria Civile e
Architettura. Pavia
Università degli Studi
di Pavia
Dipartimento
di Architettura,
Disegno, Storia,
Progetto. Firenze
ringrAziAmenti
Si ringrazia la comunità dei camaldolesi per l’accoglienza ed il costante supporto alle attività condotte dai ricercatori
e dagli studenti della Facoltà di Architettura di Firenze e del corso di Ingegneria Edile e Architettura dell’Università di
PAvia. Si ringraziano inoltre i collaboratori e gli studenti dei corsi di Rilievo dell’Architettura per il costante impegno
profuso nelle operazioni di rilievo e documentazione dei complessi eremitici e monastici toscani.
Lab.
Landscape Survey
& Design
O.S.B.
Camaldoli
Provincia di Firenze
Unione dei Comuni Montani del Casentino
Provincia di Arezzo Comune di Poppi
Corso di Lauera
Magistrale in
Ingegneria Edile e
Architettura. Pavia
Banca Etruria
comitAto orgAnizzAtore
StefAno bertoCCi Università degli Studi di Firenze
SAndro PArrinello Università degli Studi di Pavia
don ugo foSSA Congregazione camaldolese dell’Ordine di San Benedetto
don roberto fornACiAri Congregazione camaldolese dell’Ordine di San Benedetto
ritA mezzetti PAnozzi Provincia di Arezzo
comitAto Scientifico
StefAno bertoCCi Università degli Studi di Firenze
mArCo bini Università degli Studi di Firenze
uliSSe trAmonti Università degli Studi di Firenze
Angelo bugAtti Università degli Studi di Pavia
SAndro PArrinello Università degli Studi di Pavia
roberto de rubertiS Università degli Studi di Roma
mArio mAngAnAro Università degli Studi di Messina
Ciro robotti Università degli Studi di Napoli II
nAdiA ekSArevA Odessa State Accademy of Architecture
luiS PAlmero igleSiAS Universidad Politecnica de Valencia
giuSePPA novello Politecnico di Torino
deniS de luCCA University of Malta
SuSAnA morA AlonSo Universidad Politécnica De Madrid
Scientific SecretAriAt
SAndro PArrinello
orgAnizing SecretAriAt
AndreA PAgAno
SArA buA
WebSite, grAphic deSign
AndreA PAgAno
AntonellA zAnni
INDICE
prefAzioni
don AleSSAndro bArbAn
StefAno bertoCCi,
SAndro PArrinello
preSentAzioni
ritA mezzetti PAnozzi
SAverio meCCA
uliSSe trAmonti
Angelo bugAtti
mArCo bini
1) relAzioni
SAndro PArrinello
CéCile CAby
niColAngelo d’ACunto
StefAno bertoCCi
AndreA PAgAno
elenA mArChiS,
giuSePPA novello
rodolfo m. Strollo,
ClAudio bAldoni
Priore Generale della Congragazione Camaldolese
dell’Ordine di San Benedetto 12
Gli sviluppi della ricerca sull’architettura eremitica:
Camaldoli 13
Assessore ai beni e attività culturali, pubblica
istruzione e turismo Provincia di Arezzo 16
Preside della Facoltà di Architettura di Firenze
Direttore del Dipartimento di Architettura, Disegno,
Storia, Progetto, Università di Firenze 17
Presidente del Corso di Laurea Magistrale in Ingegneria
Edile/Architettura, Università degli Studi di Pavia 19
Direttore del Dottorato di ricerca in Rilievo e
Rappresentazione dell’Architettura e dell’Ambiente della
Facoltà di Architettura di Firenze 21
Oltre il Modello architettonico. La misura delle architetture
a Camaldoli 24
Fonti testuali, fonti iconograche e topograa monastica: l’eremo
di Camaldoli e il monastero di Fontebuono nel Medioevo
38
Le architetture camaldolesi dei secoli XI-XVI dalla pluralità
all’uniformità (qualche linea di tendenza) 48
Le chiese del Sacro Eremo e del Monastero di Camaldoli:
rilievo e documentazione per la costruzione di un “sistema”
delle conoscenze 54
La realtà virtuale per la fruizione remota delle architetture
religiose del complesso di Camaldoli 64
Tracce dell’Eremo dei Camaldolesi di Torino: cose
scritte tratte da un’Istoria del 1877 e cose disegnate
lette sulla cartograa storica 72
L’eremo camaldolese alle porte di Roma 74
AndreA longhi,
StefAno borlA
giovAnni leonCini
AnnA giAnnetti
Ciro robotti
AdriAnA roSSi
elSA mArtinelli
fAbrizio Arrigoni
beAtriCe mAlorgio
PAolo giAndebiAggi,
ChiArA vernizzi
AndreA zerbi
Antonio Conte
SuSAnA morA AlonSo
PAblo rodríguez nAvArro,
tereSA gil PiquerAS
AleSSiA biAnCo,
diego bAttAgliA,
giuSePPe CAnnetti
mArio mAngAnAro
mArCello SCAlzo
quiteriA Angulo ibáñez,
ignACio huSilloS tAmArit,
JoSé l. SAntolAriA
monteSinoS
Eremi camaldolesi nel Seicento sabaudo: architettura,
vita religiosa e territorio 84
L’alternativa a Camaldoli: la certosa. Architettura
eremitica certosina in Toscana 94
Gli “accampamenti di Dio” della Nazione Napoletana:
la Congregazione dei Camaldolesi di Monte Corona
nel Regno di Napoli 102
Un romitagio laico alle falde del Vesuvio. Descrizioni
letterarie e tecniche gurative 112
L’eremo sopra l’inferno 120
Nigra sum: fede, architettura e musica nell’abbazia
benedettina di Montserrat 130
Domus Dei. Nuovi complessi monastici benedettini 138
L’architettura degli eremiti pulsanesi 148
Conventi e Monasteri a Parma: relazioni e ricadute sul tessuto
storico della città della costruzione degli organismi religiosi.
Lettura e analisi dall’iconograa storica al rilievo urbano 156
Conventi e Monasteri a Parma: la lettura della città attuale
attraverso l’analisi dei complessi religiosi non più esistenti 164
Monasteri come luoghi di controllo e difesa, osservazione
e dominio in Basilicata 170
Monasterios cistercienses en Castilla-León: el uso
y el abandono 178
Da struttura difensiva ad eremo: il caso di Santa Lucía i San
Benet in Alcalà de Xivert (Castellón, Spagna) 186
L’eremo che non è più: the Alamo-La Missione spagnola di
San Antonio de Valero, San Antonio City (Texas, USA) 192
Meditazione e spazi essenziali 200
Ascetismo reale, ascetismo immaginario:
alcuni eremi di Maria Maddalena in Europa 210
Architettura eremitica: I ‘Santi Deserti’ Carmelitani.
Il caso del “Desierto de Las Palmas” di Benicàssim,
Castellón, Spagna 218
mAríA del mAr Jiménez díAz,
frAnCiSCo JAvier SAnChiS
SAmPedro
fAuziA fArneti
giuliAnA riCCiArdi
JuAn CArloS nAvArro
fAJArdo,
luíS PAlmero igleSiAS
nAdiA ekSArevA,
vlAdimir ekSArev,
dmytro bAkhtin
CAterinA PAleStini
mArCello bAlzAni,
federiCo ferrAri,
luCA roSSAto,
AleSSAndrA turSi
giAmPiero mele,
miChelA roSSi
StefAno giAnnetti
nAdiA fAbriS
PAolo bedogni
Jorge gArCiA vAlldeCAbreS,
ConCePCión lóPez gonzález,
mAríA remedioS zornozA
zornozA
JAime llinAreS,
rAfAel emilio mArín,
mAnuel J. rAmírez blAnCo,
AnA vAllS
lAurA blotto
vinCenzo luCCheSe SAlAti
Eremtas rurales de Yecla, Spagna 228
Le decorazioni delle chiese del monastero e dell’eremo di
Camaldoli 236
Dall’eremo al cenobio: la vita di san Benedetto narrata
nel ciclo pittorico del monastero dei SS.Severino e Sossio 244
Le volte del secolo XV della Certosas do Porta Coeli in
Valencia (Spagna) 250
Actuality of conservation and renewal of orthodox cloister
in Ukraine 258
Insediamenti eremitici in Abruzzo: work in progress 266
A 3D database for the restoration and valorization of the San
Michele Archangel site, Olevano sul Tusciano (Salerno, Italy) 272
Dai disegni di rilievo un’ipotesi di ricerca per Santa Maria
presso San Satiro a Milano 280
Il processo creativo basso-medievale: l’analisi del disegno
di San Francesco ad Arezzo 290
La rotonda dell’eremita a Mallare 298
Comunità plurale 306
Estudios previos para la implantación del Monasterio
Cartujano en el Señorío de Adériz - Nagüiz, Valle de Ezcabarte,
Navara (España): una manifestación de Fe y Amor 316
Aplicación de los criterios clásicos intervencionistas a la
recuperación y mantenimiento de las ermitas de la Comunidad
Valenciana 324
La Trappa di Sordevolo: contesto storico - ambientale
e rilievo architettonico 332
L’Eremo bolognese di Ronzano. Da sede dei Frati Gaudenti a
residenza ottocentesca dell’archeologo conte Gozzadini 338
nAtAlyA tAdevoSyAn
2) contributi
SAndro PArrinello,
SArA buA,
riCCArdo CeCCArelli
giorgiA biAnChi,
AndreA zerbi
luigi Corniello
ChiArA odolini
giovAnni PAnCAni,
mArCo toCChi
Antonio W. bonAnno
Pietro minA
mArgheritA CriCChio
theodorA kAlAki
ulivA velo
giuliA gAleotti,
mArCo PAPerini
mArgAritA gAlCerán vilA
CArlA rAmunno
SAndro PArrinello,
SilviA bertACChi
StefAno bertoCCi,
grAziellA del duCA
Monasteries and eremitical structures in Armenia 346
Il rilievo per l’indagine storico-evolutiva della Chiesa dei
SS. Martiri Donato e Ilarino a Camaldoli 354
Il rilievo integrato per lo studio e la documentazione di un
patrimonio dimenticato: la certosa di Parma 358
Solitudine, preghiera e contemplazione in Costiera
Amaltana 368
Il ruolo delle acque nel sistema agricolo benedettino del
Quartiere della Piave 374
L’abbazia di San Fedele a Strumi presso Poppi 380
Il monastero di San Leonzio a Camini (RC) 388
L’Abbazia di Santa Maria del Bosco di Calatamauro 394
Sul ponte a Santa Trinita: il complesso di
San Iacopo sopr’Arno 400
Monasteri ortodossi e cattolici dell’isola di Tinos:
esempi di linguaggio architettonico e
religioso a confronto 406
Analogie fra paradigmi compositivi della forma
architettonica e musicale all’epoca di Guido
d’Arezzo (XI secolo), monaco a Pomposa 412
Eremiti e città nella Maremma medievale 418
La actualidad de dos monasterios. Santa Maria de
Escaladei y Sant Benet de Bages 424
Gli Eremi Pugliesi nella Valle Di Stignano 430
L’Eremo di Santa Bárbara nel castello di Alicante in Spagna:
ipotesi evolutiva dell’edicio a partire dai disegni degli
ingegneri militari 436
Il primo insediamento dei certosini in Italia: la Certosa di
Serra S. Bruno 444
Las eremitas de frontera en la España Cristiana Medieval.
Arquitecturas excavadas en los origenes de la arquitectura
Prerromanica 450
Il monastero basiliano di San Filippo di Fragalà. Interventi
di restauro e consolidamento di inizio Novecento 460
Evolución arquitectónica desde el punto de vista eremítico del
antiguo convento de Santo Domingo de Xàtiva 466
Puntos de contacto entre las arquitecturas
eremíticas y militares relacionadas con la Orden de
Santiago en la Provincia de Cuenca, España 474
Estudio historico constructivo y analisis gràco del edicio de la
hospederia en la cartuja de Vall de Cristo en Altura (Castéllón) 482
Estudios para la puesta en valor de la iglesia del convento
de San Francisco Benicarló. Castéllón. España 492
Ermita de la Boquera de el Carche 498
Camaldolesi e Vallombrosani nell’Italia medievale.
Modalità di insediamento e distribuzione geograca a confronto 504
Il modello camaldolese nelle fabbriche del Senario 510
I monaci benedettini di Cassino a Capua. La primitiva
sede e le ristrutturazioni della chiesa 516
Il monachesimo orientale nell’area salentina.
L’Abbazia di S. Mauro 522
Il Monastero di Vaals: lo spazio architettonico tra
ordine concettuale e costruzione 528
Il monastero benedettino di sant’Angelo a Casalrotto in
territorio di Mottola (Ta) 534
Jorge lloPiS verdú,
JoSé luiS higón CAlvet,
CArmelA CreSCenzi,
AnA torreS bArChino,
JuAn SerrA lluCh,
AngelA gArCíA Codoñer
giovAnni minutoli
PAblo CAmArASA bAlAguer,
frAnCiSCo mArtínez ruiz,
SAntiAgo tormo eSteve,
viCente torregroSA Soler
JoSé rAmón ruiz CheCA,
vAlentinA CriStini,
luiS teJero CAtAlá
ConSuelo mAgdAlenA
benedito,
mAríA luiSA nAvArro gArCíA,
ConCePCión lóPez gonzález
JoAquín oChoA PeriS,
ángeleS rodrigo molinA,
mArtA Pérez de loS CoboS
CASSinello,
mAríA iSAbel giner gArCíA
mAríA del mAr Jiménez díAz,
miguel gonzález felguerAS
frAnCeSCo SAlveStrini
SAndro PArrinello,
frAnCeSCA PiCChio,
mAruSkA noCenti,
odir J. diAS
AnnAmAriA robotti
mAtteo PASquini
fAbrizio f.v. Arrigoni,
SArA Porzilli
domeniCo CArAgnAno
giovAnni PAnCAni,
CArlo rAffAelli
enriCo Sorrentino
gAbrielA frulio,
mArCello SCAlzo
La chiesa del complesso di Santa Verdiana:
Rilievo digitale per la denizione di protocolli metodologici 540
Il radicarsi degli ordini religiosi a Treviso e la testimonianza
delle fonti archivistiche (Secc. XIII-XVII) 546
Ipotesi sulla rotonda di Montesiepi: persistenza della
tradizione eremitica e autenticità dei valori culturali 550
511
IL MODELLO CAMALDOLESE NELLE FABBRICHE DEL SENARIO
Sandro Parrinello*, Francesca Picchio*1,
Maruska Nocenti*1, Odir J. Dias*2
Pagina a fronte: Rappre-
sentazione complessiva
del’esterno del complesso
di Montesenario, in un
disegno del 1763. Il do-
cumento è contenuto nel
volume presente all’Ar-
chivio di Roma, intitolato
Memorie dell’ Origine et
progressi degli Eremi del-
la Congregazione di Mon-
te Senario dell’Ordine dei
Servi di Maria Vergine.
Le piante deLL’eremo di CamaLdoLi e di monte Senario
neLL’arChivio deLL oSm di roma
Ave Maria
Dalle qui annesse piante si potrà a pieno conoscere qual fusse la
struttura della nostra chiesa vecchia, e nova, e come usavasi prima
ufzziare.
Nell’ultima restaurazione di questo Sacro Eremo di Monte Senario,
in molte co- Se i nostri Padri antichi si uniformarono all’uso, e
consuetudini, de monaci di Camaldoli, si nel formarsi le nostre
regole, e constituzioni, si ancora nel di- Segno della chiesa per i
secolari, e coro per i religiosi.1
La citata descrizione, tratta da un inedito documento d’Archivio
dell’Ordine dei Servi di Maria, contenuto nel Faldone 124/201
“Interessi dei Conti di Lisbona 1724-1764”, costituisce un essenziale
acquisizione per il caso studio affrontato in questa sede: ovvero
l’evoluzione architettonica del complesso di Monte Senario in seguito
alla reintroduzione delle riforme sulla vita eremitica all’interno degli
ordini religiosi.
La Bolla “Decet Romanum Ponticiem” emanata da Clemente VIII
il 23 ottobre 1593 costituisce il primo documento ufciale di riforma
all’interno dell’Ordine dei Servi di Maria. Con esso non solo viene
approvato il progetto di fondazione eremitica, ma in seguito verranno
avviati importanti interventi di restauro alla struttura del convento che
ne muteranno le modalità di ufciare i riti sacri e, di conseguenza,
l’immagine architettonica.
La struttura originaria delle chiese eremitiche, come nei casi qui
analizzati di Monte Senario e della duecentesca chiesa del Ss. Salvatore
Trasgurato a Camaldoli, si presentava ad una sola navata a capriate
lignee. Nello sviluppo longitudinale di un edicio così strutturato il
coro occupava la parte centrale ed il celebrante, che stava dinanzi
all’altare nell’ufziare, volgeva le spalle alla chiesa e ai canonici.2
Col testamento del Signore Cavalier Donato dell’Antella e con
il consenso dei medesimi Padri Eremiti, nel 1706 si manifestò la
volontà di allungare ed ampliare il luogo per i secolari all’interno del
complesso di Monte Senario, in modo che l’ufzialità del coro non
fosse più, come per Camaldoli, all’interno della chiesa stessa, ma che
venisse edicato un secondo coro in un nuovo corpo di fabbrica e ciò
anco perché i Padri havessero più comodità nel celebrare.3 La chiesa
1
AGOSM, Negotia Relig. A
saec. XVII, 201, ff. 19 r-v e
22r - v.
2
AGOSM, Negotia Relig. A
saec. XVII, 201, ff. 31 r-v e
38r – v.
3
AGOSM, Negotia Relig. A
saec. XVII, 201, ff. 19 r-v e
22r - v
4
Cfr. SpineLLi r., 2003,
Giovan Battista Foggini
“Architetto Primario del-
la Casa Serenissima” dei
Medici (1652,1725), Edir,
Firenze.
* Dipartimento di Ingeg-
neria Civile e Architettu-
ra. Università degli Studi
di Pavia.
*1 Università degli Studi di
Firenze.
*2 Responsabile archivio
generale OSM.
512
fu ampliata di sei cappelle laterali, tre per
parte, successivamente terminate con i restauri
del 1716 ad opera di Giovan Battista Foggini.4
L’immagine che doveva avere il nuovo coro,
edicato nel 1707, è la stessa che vediamo
attualmente nel complesso di Montesenario:
una struttura regolare a pianta pressochè
quadrata, rivestita su tre lati con alte e austere
prospere di legno e aperta verso il corridoio (la
vecchia sagrestia) che lo collegava all’altare da
cui si accedeva alla chiesa.
Anche la duecentesca chiesa dell’eremo di
Camaldoli subì una radicale trasformazione
nel 1659, che la rese più afne alla forma
attuale, quando sotto la direzione del priore
del Ss. Eremo, Simeone Tedaldi da Cremona,
vennero sovraccaricate da decorazioni
barocche a stucco la volta dell’aula, le pareti
e le cappelle del coretto inferiore. Tuttavia la
struttura architettonica restava vincolata dal
modello eremitico dell’ofzialità. La chiesa si
presentava divisa in nartece, coro e presbiterio,
e solo attigue alla chiesa, ma non comunicanti
con essa, vi erano cinque cappelle.
Ma ben presto, con la riforma di vita eremitica
e la necessità di tornare ad ufziare all’interno
della chiesa secondo gli austeri usi e costumi
dei monaci Camaldolesi, la distribuzione
funzionale della fabbrica del Senario subì
altre importanti trasformazioni, mantenendo
tuttavia immutato l’aspetto architettonico
della struttura: il coro venne ripristinato
davanti all’altare provvedendo a chiudere le
sei cappelle laterali con alte prospere. Questi
arredi ssi, stabili e permanenti costituiti
da banchi semplici sse con alti tergali, in
legno o guisa, avrebbero dovuto sostituire
il muro divisorio tra il luogo di celebrazione
e il passaggio dei fedeli, perchè lì sarebbero
dovuti stare i frati mentre recitavano il divino
ufzio. Ma soprattutto non avrebbero dovuto
in alcun modo consentire l’accesso dal corpo
della chiesa in una qualsiasi delle sei cappelle
laterali.5
Il documento proveniente dall’Archivio dell’
Ordine dei Servi di Maria di Roma appartiene
al volume nel quale sono riportate le due
Pianta e sezione longitudinale degli ambienti attigui
alla chiesa del monastero di Montesenario. Dalla
Tesi di Laurea di Andrea Pagano.
Pianta e sezione longitudinale della chiesa del SS.
Salvatore Trasgurato a Camaldoli. Dalla tesi di
Laurea di Francesco Matta e Lorenza Racano.
513
piante a confronto: quella di Monte Senario e quella dell’Eremo di
Camaldoli6.
Tale documento risulta di fondamentale importanza per testimoniare
le modalità in cui i frati si trovavano ad ofziare all’anno 1716
nell’eremo di Monte Senario, mostrandoci una netta distinzione tra
Pianta della chiesa di Mon-
te Senario, come si presen-
tava nel 1726. Il documento
proveniente dall’Archivio
dell’ Ordine dei Servi di
Maria di Roma.
514
percorsi dei religiosi e quelli dei secolari.7 Ai secolari era stato infatti
riservato un percorso alternativo (quello che nella gura precedente è
indicato come puntinato in pianta), per assistere alle funzioni religiose
nella fabbrica del coro nuovo, rinominato “coro dei laici”.
Con una struttura così disposta, non potendo né i secolari né i visitatori
sentire la messa che viene celebrata nell’altare maggiore, era stata
Pianta della chiesa dell’E-
eremo di Camaldoli, come
si presentava nel 1726. Il
documento proveniente
dall’Archivio dell’ Ordine
dei Servi di Maria di Roma.
515
inoltra prevista l’apertura di due porte nei due piccoli corridoi laterali tra
le due ultime cappelle e la muraglia della facciata esterna della chiesa.8
Le sei cappelle laterali sarebbero dovute diventare i corridoi laterali
per il passaggio e la sosta dei secolari che, con la separazione dal coro
tramite alte prospere, non avrebbero distratto le funzioni dei monaci.
Tale adeguamento avrebbe maggiormente intensicato il rapporto
distributivo tra le due chiese eremitiche: nel vestibolo rappresentato
nella pianta sopra citata della chiesa di Camaldoli compare infatti una
breve nota: Questa è la chiesa e spazio per i secolari nell’Eremo di
Camaldoli e così stava prima anco nell’eremo del Senario e si vede in
che angustie ci troviamo di presente.
Una seconda descrizione che accompagna le due piante in questione,
e cioè il documento dal titolo Storia miseranda del nostro famoso
Santo Sepolcro del coro di Monte Senario9 ci descrive le condizioni
in cui i Padri si trovavano ad ufziare dopo l’ adattamento della chiesa
agli usi e costumi eremitici: una condizione talmente scomoda e
antifunzionale da spingerli a far richiesta nel 1729 di ripristinare il coro
nel corpo di fabbrica ad esso adibito. I frati nei documenti riportano e
fanno osservare come le numerose aperture di porte e nestre fossero
un disagio totale per le pratiche di celebrazione, visto il gran freddo e
i gelidi venti che nelle stagioni più dure colpivano il monastero “Si
rietta come stiamo l’inverno in sin gran vaso, che ci sentiamo piovere
su le faccie, per esser l’ambiente si frigido, umido, e sottile, e si diventa
tutti pavonazzi dalle lividiture, e quanto tempo stiamo senza cappuccio
in capo, secondo il Canto; Insomma non si può più dir chiesa né coro;
ma il suo vero nome è una, cantina fracida”.10
La richiesta di ripristinare il coro nel corpo di fabbrica Settecentesco
rimase inaccolta sino al 1768, nonostante Papa Benedetto XIV avesse
permesso agli eremiti già da tempo di poter ofziare dietro l’altare
maggiore, venedo incontro alle esigenze degli stessi monaci dell’ordine
dei Servi di Maria. La certezza che l’ufcio avvenisse ancora nel corpo
interno della chiesa compare in un documento inedito, contenuto nel
medesimo volume presente all’Archivio di Roma, Memorie dell’
Origine et progressi degli Eremi della Congregazione di Monte
Senario dell’Ordine dei Servi di Maria Vergine. Nell’illustrazione
che accompagna la descrizione del convento è testimoniato, in
una rappresentazione volumetrica dell’intero complesso, che la
sistemazione del coro nel 1763 si trovava ad essere ancora all’interno
al corpo di fabbrica della chiesa, come si evince anche dalla legenda
in basso, prima che nel 1768 venissero riaperte le cappelle laterali e si
riportasse la fabbrica alla sua attuale immagine11.
5
AGOSM, Negotia Relig. A
saec. XVII, 201, ff. 31 r-v e
38r – v.
6
Faldone 124/201 “Inte-
ressi dei Conti di Lisbona
1724-1764” . Pianta di Ca-
maldoli: Sopra lettera “B”:
questa è la chiesa e spazio
per i secolar nell’Eremo di
Camaldoli e così stava pri-
ma anco nell’Eremo del Se-
nario e si vede in che angu-
stie ci troviamo di presente.
7
Secolare: Laico, Civile,
non ecclesiastico.
8
AGOSM, Negotia Relig. A
saec. XVII, 201, ff. 31 r-v e
38r – v.
9
AGOSM, Negotia Relig. A
saec. XVII, 201, ff. 19 r-v e
22r - v.
10
AGOSM, Negotia Relig.
A saec. XVII, 201, ff. 19 r-v
e 22r – v. Il Sagro Eremo di
Monte Senario sta collocato
sopra d’un alto monte, iso-
lato da tutte le parti, vicino
e di simile altezze all’Ap-
penninin delle montagne
di Bologna, combattuto da
ogni parte da tutti i venti.
Si desidera il modo a noi
possibile di far qualche ri-
paro per l’inverno, per la
salute e comodità dell’e-
remitio che giorno e notte
stanno tre ore centinove s-
sati entro una prospera del
coro, che per verità ci gela-
no per il gran freddo che in
esso ci si prova[...]
[...] Direi di più, che ci
siamo quasi resi ridicoli a
orentini, che entrano in
chiesa, e senza avvederse-
ne si trovano in Coro, con
noi, e girano, e domando-
no dove è la nostra chiesa.
Anno passato ci venne una
Signora Principessa per la
festa di S. Filippo, e senza
mandarci altra previa imbasciata, ci comparve in Coro, che restassimo tutti ammutiti, e poi nel vedere ch’haveva seco
certi aborti di natura, di donne, et homini nani, non ci potevamo contenere dal ridere, e questo non sarebbe seguito,
se noi eramo rinchiusi nel nostro coro, e poi che bel vedere, che i secolari habbino a vedere quanti siamo in coro, chi
canti, e non canti, e fare le nostre postrazioni nel mezzo al coro, tutti distesi, o per errore, o per esser venuti tardi, e
veder tutte le nostre morticazioni, anco in faccia de secolari. In somma si vive alla rovescia.
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Memorie dell’ Origine et progressi degli Eremi della Congregazione di Monte Senario dell’Ordine dei Servi di
MariaVergine. MDCCLX, pag. 724.
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