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The catholic of stilo. Survey and analysis of a byzantine monument

Authors:

Abstract and Figures

The Cattolica di Stilo, one of the greatest monu-ments of Calabria, is the most important example of the secular Byzantine influence on this region. The Greek cross inscribed in a square, with its five domes, denounces his connection with an archi-tectural style of oriental origin. Although built in a remote province of the Empire, the Catho-lic is not the expression of a poor art; all poetics typical of Byzantine architecture are manifested with originality. The first paragraph, written by Domenico Mediati, analyzes the geometries and correlates with contemporary buildings (X-XI cen-tury) and similar in size and shape. The second paragraph, written by Marinella Arena, highlights the differences of construction compared to the theoretical form. The third paragraph, written by Daniele Colistra, reviews some representations of the monument trying to identify those who most influenced the collective imagination. © 2015 University of L'Aquila Department of Civil Construction Building and Architecture Environmental Engineering. All rights reserved.
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LE
MISURE
DELL’ARCHITETTURAvolume 8/n.15 - luglio 2015
ISSN 1828-5961
DISEGNARECON
http://disegnarecon.univaq.it
Marinella Arena
Ricercatore in Disegno, Dottore di Ri-
cerca in Rilievo e Rappresentazione,
docente del corso di laurea in Archi-
tettura dell’Università di Reggio Ca-
labria. Ha partecipato a diverse ricer-
che nazionali e internazionali relative
alle architetture vernacolari in Italia e
nei paesi del Maghreb. Ha coordinato
campagne di rilevamento in Tunisia e
in Marocco.
La Caolica di Slo. Rilievo e rileura di un monumento bizanno.
La Caolica di Slo, uno dei massimi monumen
calabresi, è la più alta tesmonianza della seco-
lare inuenza bizanna sulla regione. L’impianto
a croce greca inscria in un quadrato, con le sue
cinque cupole, denuncia la sua appartenenza ad
una tradizione architeonica picamente orien-
tale. Pur se costruita in una remota provincia
dell’Impero, la Caolica non è espressione di
un’arte povera; le poeche piche dell’architeu-
ra bizanna si manifestano tue con originalità.
Il primo paragrafo, scrio da Domenico Media,
analizza le geometrie meendole in relazione
con quelle di analoghi edici coevi (X-XI secolo).
Il secondo paragrafo, scrio da Marinella Arena,
evidenza le diormità costruve rispeo alla for-
ma teorica. Il terzo paragrafo, scrio da Daniele
Colistra, cerca di individuare le rappresentazioni
storiche della Caolica che hanno inuenzato
maggiormente l’immaginario collevo.
Daniele Colistra
Dottore di Ricerca in Rilievo e Rappre-
sentazione dell’Architettura, dal 2005 è
professore associato di Disegno pres-
so l’Università Mediterranea di Reggio
Calabria. Targa d’Argento dell’Unione
Italiana per il Disegno (2002), è autore
di numerose pubblicazioni sui temi del
disegno, dell’analisi grafica e della co-
municazione multimediale.
The Caolica di Slo, one of the greatest monu-
ments of Calabria, is the most important example
of the secular Byzanne inuence on this region.
The Greek cross inscribed in a square, with its ve
domes, denounces his connecon with an archi-
tectural style of oriental origin. Although built
in a remote province of the Empire, the Catho-
lic is not the expression of a poor art; all poecs
typical of Byzanne architecture are manifested
with originality. The rst paragraph, wrien by
Domenico Media, analyzes the geometries and
correlates with contemporary buildings (X-XI cen-
tury) and similar in size and shape. The second
paragraph, wrien by Marinella Arena, highlights
the dierences of construcon compared to the
theorecal form. The third paragraph, wrien by
Daniele Colistra, reviews some representaons of
the monument trying to idenfy those who most
inuenced the collecve imaginaon.
The Catholic of Slo. Survey and analysis of a Byzanne monument.
parole chiave: Calabria, architeura bizanna, pianta
a quinconce, rilievo strumentale, analisi geometrica,
decorazioni tarsiche.
key words: Calabria, byzanne architecture, quincun-
cial plant, instrumental survey, geometric analysis,tar-
sic decoraons.
Domenico Mediati
Dottore di ricerca in Rilievo e Rappre-
sentazione dell’architettura e dell’am-
biente presso l’Università Federico II di
Napoli, Ricercatore in Disegno presso
l’Università Mediterranea di Reggio
Calabria. I suoi interessi scientifici
sono rivolti all’analisi dell’architettura
attraverso il disegno, in un tenttivo di
integrazione tra storia, geometria e tec-
nologie digitali.
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La Cattolica di Stilo. Rilievo e rilettura di un monumento bizantino.
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La Caolica di Slo, uno dei massimi monumen cala-
bresi, sorge arroccata sulle pendici del monte Consoli-
no. I suoi volumi, caraerizza da singolari decorazioni
tarsiche, si stagliano sullo sfondo del cielo e della valla-
ta dello Slaro. Un’esile stradina, scavata sulla falda del
monte, conduce al suo varco d’accesso – posto a meri-
dione – mentre le tre absidi sono rivolte ad oriente, in
direzione del paese e della vallata soostante (Fig. 1).
La sua datazione è controversa, generalmente inqua-
drata tra la ne del X e gli inizi del XI secolo, comunque
prima della conquista normanna della Calabria. Anche
l’originaria desnazione del monumento appare in-
certa. Alcuni studiosi ritengono che fosse annessa alla
chiesa madre; altri – e tra ques Arnaldo Vendi – at-
tribuiscono al monumento il signicato di καθολικόν,
ovvero chiesa principale di un monastero o di una serie
di laure presen nel circondario.
Nell’Italia meridionale altre due chiese, sia pur senza
raggiungere la ricchezza espressiva della Caolica di
Slo, ripropongono analoghe caraerische formali
e dimensionali: San Marco a Rossano e San Pietro ad
Otranto. Esse sono accomunate dall’adozione di un im-
pianto centrico a croce greca inscria in un quadrato
– denito a quinconce – che denuncia la chiara appar-
tenenza ad una tradizione architeonica picamen-
te bizanna e si propone come replica, adaata alle
peculiarità locali, di schemi pologici diusi in terra
greca, prevalentemente nel periodo medio e tardo-bi-
zanno. Rispeo alle due chiese calabresi, S. Pietro si
disngue per una minore estensione dei quaro vani
angolari rispeo allo spazio cupolato centrale e per la
loro copertura con volte a boe invece che con cupole
emisferiche.
Un’analisi basata sull’aspeo esclusivamente icno-
graco porterebbe a considerazioni inesae. La con-
gurazione spaziale di molte delle chiese greche che
adoano lo schema planimetrico a quinconce presenta
diormità non trascurabili rispeo alle due chiese ge-
melle calabresi. In molte di esse (si ricordano tra le al-
tre il Monastero di Costanno Lips a Costannopoli, la
Chiesa del Myrelaion a Costannopoli, la Panagia tõn
Chalkeõn a Tessalonica, la Chiesa della Theotokos nel
monastero di S. Luca), su di un impianto planimetrico
analogo a quello delle chiese di Slo e Rossano, i quat-
tro vani angolari vengono coper con volte a crociera
(Fig. 2). Nelle due chiese calabresi, invece, essi presen-
tano una denizione dello spazio interno più arcolata:
al posto delle volte a crociera si ritrovano quaro cupo-
le d’angolo emisferiche su tamburi cilindrici, sorre da
pennacchi sferici. È una replica dell’impianto cupolato
posto sul vano centrale in corrispondenza dell’incrocio
dei bracci della croce (Fig. 2c). È chiaro che tali dior-
mità trasformano in maniera determinante la percezio-
ne della spazialità interna. Nella chiesa di Slo non vi è
uno spazio baricentrico con un punto di vista privilegia-
to ma in essa si determinano cinque possibili baricentri
ed altrean pun di osservazione gerarchicamente
dispos, seppur raccorda da una comune visione glo-
bale dello spazio.
Analogo schema a croce greca inscria con cinque
cupole si riscontra nella Panagia Cosmosoteira a Pher-
rai e in S. Giorgio della Mangana a Costannopoli. In
entrambi i casi, però, è evidente un più forte rapporto
gerarchico, accentuato dalla minore espansione de-
gli spazi angolari rispeo a quello baricentrico, il che
determina un diametro minore delle cupole angolari
rispeo a quella centrale (Fig. 2b). È un’organizzazio-
ne spaziale più arcolata, in cui l’integrazione tra i vari
moduli spaziali viene ostacolata dalla presenza di cor-
posi se murari in S. Giorgio e di voluminosi pilastri
pos vicino alla zona absidale nella Panagia. Diversa è
l’arcolazione dello spazio nella Caolica, dove la pre-Fig. 1 - Vista del prospetto sud della Cattolica.
Fig. 2 – Schemi esemplificativi di chiese a quinconce.
a) Monastero di Costantino Lips (Fener-i ‘Isa Cami), Costantinopoli; Chiesa del Myrelaion (Bodrun Cami), Costantinopoli; Panagia ton Chalkeon, Tessalonica;
Chiesa della Theotokos nel monastero di S. Luca, Osios Lukas.
b) Panagia Cosmosoteira, Pherrai; S. Giorgio della Mangana, Costantinopoli.
c) S. Marco, Rossano Calabro; Cattolica, Stilo.
senza di quaro esili colonne in marmo, che contribu-
iscono a sorreggere il complesso sistema delle cupole,
non impedisce una percezione simultanea di parte dei
moduli spaziali che deniscono l’involucro interno.
Altra non trascurabile dierenza è data dal rapporto
ELEMENTI D’IDENTITÀ: FORMA, GEOMETRIA,
DECORI.
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dimensionale tra le due chiese calabresi le due poste
sulla sponda opposta del Mediterraneo. La Caolica di
Slo potrebbe essere contenuta entro il modulo cen-
trale delle due chiese di Pherrai e di Costannopoli. Di-
versa sarà, di conseguenza, la percezione dello spazio
interno. La costrizione entro spazi più rido avvicina,
difa, l’osservatore ai limi delle superci interne che,
di conseguenza, segnano lo spazio con la loro forte pre-
senza e lo caricano di tensioni.
La Caolica di Slo, rispeo a San Marco a Rossano e a
San Pietro ad Otranto, si dierenzia per la complessità
dell’apparato tarsico che ne decora le superci ester-
ne. È proprio questa caraerisca che conferisce al
monumento quella ricchezza cromaca e geometrica
pica di chiese ani costruite in terre d’Oriente. La
sapienza costruva e decorava, che si esprime nella
ricca arcolazione delle superci della Caolica, ne fa
un unicum per l’Italia meridionale. L’uso esclusivo di
elemen laterizi1 e la cura dedicata alla loro messa in
opera, denunciano il caraere non vernacolare di tale
monumento e la rilevanza religiosa e sociale che tale
costruzione doveva avere nel suo contesto storico.
All’essenziale nudità del blocco di base, segnato da ri-
corsi orizzontali di maoni, fa da contrappunto il vivace
arcolarsi delle cinque cupole, arricchito dal prezioso
e accurato traamento delle superci cilindriche dei
tamburi. La matrice geometrica struurante per il di-
segno di tali paramen è data da eliche cilindriche che,
avvolgendosi al tamburo nelle due direzioni opposte,
descrivono una maglia entro la quale si collocano delle
lastrelle quadrate in coo, di dimensione pari a 10x10
cm (Figg. 3-5). Il Vendi aerma che in origine tali la-
strelle fossero di diverso colore, determinando […] spi-
rali di dicrome a zig-zag, purtroppo oggi non più visibili
ovunque, per la sostuzione del materiale originario
con altro più uniforme2.
Il disegno dei paramen murari viene sapientemen-
te interroo dall’introduzione – nelle quaro cupole
d’angolo – di alcune monofore sormontate da archi a
tuo sesto, che divengono bifore nella cupolea cen-
trale. In quest’ulma l’evidente slancio in altezza viene
soolineato dall’introduzione di un’ulteriore fascia di
decorazione a losanghe tra gli archi delle bifore e la
cornice di coronamento del tamburo. Il gioco decora-
vo viene arricchito dall’introduzione di ricorsi di laterizi
alterna a maoni dispos a den di sega che, avvol-
gendo l’intera supercie cilindrica, ruotano intorno agli Figg. 3,4 - Stilo, Cattolica. Individuazione delle matrici geometriche dei paramenti murari: foto frontale con costruzione dell’elica cilindrica; assonometria della
maglia di eliche cilindriche.
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archi delle bucature e si ripropongono con un ulteriore
ricorso posto al di soo dei coppi di copertura. Traa-
mento cromaco tramite il sapiente uso dei laterizi e
ricorsi di maoni dispos a den di sega, esprimono
una forte aderenza ai modelli tarsici delle architeure
religiose di Costannopoli e delle sue province.
Appare chiaro, pertanto, che pur essendo sorta in una
remota provincia dell’Impero la Caolica di Slo non
può considerarsi come espressione di un’arte povera
e marginale. Pur nelle ridoe dimensioni e nell’estre-
ma modesa dei mezzi, rivela un controllo dell’edicio
estremamente aento ai rappor proporzionali e spa-
ziali. Alcune apparen imperizie potrebbero sembrare
anomalie costruve: il vano d’ingresso non allineato
con l’asse della volta a boe; la vistosa deformazione
dell’angolo di sud-ovest; il piano della facciata d’in-
gresso non ortogonale alla direzione della volta a boe
centrale (Figg 6, 7). Tali episodi, però, potrebbero non
essere semplicemente addebita ad un’insipienza co-
struva o ad un’irrisolta necessità di adeguare la co-
struzione alla ristrea conformazione del sito. Come
aerma Corrado Bozzoni, sarebbero piuosto la rispo-
sta al desiderio di guidare l’aenzione dell’osservatore
verso la parete presbiteriale posta sulla destra, facen-
do uso di accorgimen visuali – diusi nella tradizione
tardoanca e medievale – e correzioni oche che mi-
rano ad un’espansione perceva dello spazio verso le
absidi e quindi verso oriente.
Nella Caolica, in diormità con la tradizione bizanna
più aulica, non sono presen opere musive. La deco-
razione delle pare è adata ad areschi di cui oggi
restano poche tracce. Non per questo, però, il tema
della luce e della dissoluzione cromaca, così rilevan-
 nelle architeure bizanne, assumono minor valore
nella denizione volumetrica dello spazio interno. La
povertà dei mezzi adoa non va confusa con la rinun-
cia alla qualità architeonica e spaziale, ma risponde
coerentemente all’ideale di povertà ed essenzialità
proprio dagli anacore che costruirono il monumento.
Nell’impossibilità di realizzare uno spazio trascenden-
te, tuo “disciolto nel colore”, mediante mosaici ed
areschi3, nella Caolica si cerca di esaltare uno spa-
zio che, grazie ad un accurato rapporto tra quantà
Fig. 5 – Stilo, Cattolica. Individuazione delle matrici geometriche dei para-
menti murari: proiezioni ortogonali.
Figg. 6, 7 – Stilo, Cattolica. Prospetti meridionale e orientale.
luminose e spaziali, diviene denso di capacità emo-
ve. Il tema picamente bizanno della gradazione lu-
minosa che smaterializza e dissolve nel colore i limi
dello spazio, trova nella Caolica una sua peculiare
applicazione, araverso un’accorta disposizione e un
aento dosaggio delle fon luminose. Tue le bucatu-
re principali, ad esclusione del varco d’accesso e delle
monofore disposte sulle absidi ad oriente, si trovano al
di sopra dell’imposta delle volte: le quaro aperture
sui terminali dei bracci della croce greca; le monofore
sulle cupole d’angolo; le bifore sulla cupola centrale.
In questo modonota Corrado Bozzoni – ri sulta esal-
tata la direrice vercale dello spa zio, mentre la zona
inferiore, quella percorsa dai fedeli, rimane sousa da
una chiara penombra di eeo assai misco, al con-
fronto della lumino sità acciecante (al mano) della
parete absidale, cui faceva riscontro un tempo, alla
tremula luce delle candele, lo splendore delle murature
are scate4. Si determina, pertanto, un usso lumino-
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so dominante che sembra calare dall’alto e crea ee
di penombra e atmosfere avvolgen squarciate dalle
quantà luminose di maggiore intensità provenien-
dalle quaro bifore poste sul tamburo della cupola
centrale. Le più esili monofore presen sulle quaro
cupole angolari una per ognuna sulle cupole rivolte
verso la parete rocciosa, due sulle altre – non riesco-
no a controbilanciare la maggiore forza spaziale della
luce proveniente dalla cupola mediana. È così, grazie
al dosaggio luminoso, che si ritrova una seppur vela-
ta organizzazione gerarchica, altrimen negata dalla
conformazione dell’impianto icnograco. La divisione
della pianta in nove spazi uguali viene, difa, smenta
da un’accorta disposizione gerarchica delle fon d’illu-
minazione arciale.È evidente che nella Caolica di
Slo, piccola tesmonianza presente in una periferia
dell’Impero, tue le poeche piche dell’architeura
bizanna sono presen e si manifestano con originale
espressività. Arcolazione spaziale, uso sapiente della
luce, accorgimen visuali e correzioni oche, traa-
mento cromaco delle superci, sono caraerische
che ne deniscono l’identà, adeguando al sito, alle
maestranze locali e alla piccola dimensione i temi clas-
sici dell’architeura bizanna (Fig. 8).
Fig. 8 – Stilo, Cattolica. Prospettiva a quadro inclinato da sud-est.
IL RILIEVO STRUMENTALE DELLA CATTOLICA.
ALCUNE CONSIDERAZIONI
Un varco, tre absidi con tre nestre, quaro colonne,
quaro volte a boe con quaro nestre, quaro bifo-
re, cinque cupole, cinque tamburi, sei nestrelle, oo
archi, un cubo, nove moduli. Numeri e geometrie di
un’architeura stereometrica, segnata dalla semplice
regola del quinconce: le cupole, pedine di una dama
immaginaria, si dispongono ai verci di un quadrato e
l’ulma occupa la posizione centrale. Il segno della cu-
pola è controbilanciato dal volume connuo delle vol-
te mentre esili colonne marcano la suddivisione dello
spazio sacro in nove moduli idenci (Fig. 9).
Altre architeure, coeve, dispongono degli stessi ele-
men ed elaborano soluzioni simili. Piante e sezioni
sembrano descrivere la stessa architeura ma, come
spesso accade, la percezione direa dello spazio e lo
studio degli elemen restuiscono un racconto pe-
culiare. La matrice geometrica, algida e immateriale,
prende corpo nel sito, nella materia, negli uomini che
hanno edicato queste forme. La sua rielaborazione è
evidente nell’uso di colonne di spoglio, tribuit sua mar-
mora Roma, o nelle iscrizioni islamiche che aorano
Fig. 9 – Stilo, Cattolica. Vista dal basso della nuvola di punti. Fig. 11 – Stilo, Cattolica. Vista assonometrica della nuvola di punti.
sulla supercie delle colonne: “Non c’è Dio all’infuori
del Dio unico”, “A Dio la lode”, indice della presenza di
maestranze musulmane5.
Il racconto è scrio su una tela faa di maoni6; di
marmi romani, di pietre locali e di intonaco aresca-
to (Fig. 10). Gli studiosi lentamente ne distendono le
bre aggrovigliate, setacciano ogni andito recondito,
riannodano trame scomposte e smarrite, elaborano
Fig. 10 – Stilo, Cattolica. Caratteri greci incisi sulla colonna di nord-ovest.
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nuove teorie. C’è distanza fra la regola e la sua appli-
cazione; la tela, faa di materia, spesso non riproduce
perfeamente la matrice geometrica e se ne discosta
lasciando, in questa incongruenza, spazio a ulteriori in-
terpretazioni (Fig. 11).
In questa fase del nostro studio abbiamo analizzato le
geometrie che soendono forme non omogenee, pro-
vando a evidenziare le eccezioni rispeo alla norma.
Il protocollo d’indagine prevede la realizzazione di un
rilievo scienco che restuisce un modello tridimen-
sionale perfeamente aderente al reale, adao quindi
ad essere successivamente invesgato e sezionato per
fornire elabora confrontabili con quelli tradizionali
(Fig. 12).
Le operazioni di rilievo, eseguite con un laser scanner
Cam Faro Focus 120, nel febbraio 20157, hanno richie-
sto 24 scansioni, di cui 15 all’esterno dell’edicio e 9
all’interno (Fig. 13).
La realizzazione del rilievo strumentale, in teoria mol-
to semplice viste le dimensioni del manufao, è sta-
ta ostacolata dalle condizioni orograche. La facciata
nord della Caolica, infa, prospea su un terreno
scosceso denso di vegetazione. La chiesa, come del re-
sto San Marco a Rossano, molto simile per impianto
e dimensioni, sorge su un terreno fortemente in de-
clivio e rispea l’orientamento delle chiese basiliane,
con absidi verso est (Fig. 14). La natura del terreno e la
giacitura della Caolica enfazzano il ruolo architeo-
nico delle absidi che, prolungate in altezza dal possente
muro di sostegno, sveano sul paesaggio circostante
come se fossero tre possen basoni aaccia sulla
vallata dello Slaro. Come già deo, la chiesa in pianta
forma un quadrato quasi perfeo, suddiviso in 9 cam-
Fig. 12 – Stilo, Cattolica. Riicostruzione assonometrica mediante sezioni oriz-
zontali distanti 50 cm.
Fig. 13 – Stilo, Cattolica. Punti di presa delle scansioni laser esterne. Fig. 14 – Stilo, Cattolica. Ubicazione dell’edificio rispetto al versante orientale del monte Consolino.
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pate (Figg 15, 16). La deformazione che il quadrato di
base ha subito ne ha alterato sia la forma che le dimen-
sioni. Le considerazioni che seguono sono riferite all’in-
terno della chiesa, dove la geometria degli elemen è
più nea e percepibile. Il quadrilatero che descrive lo
spazio interno ha i la sud e ovest rispevamente di
6,20 m9 e 6.14 m, il lato est è di 6,11 m e il lato nord
misura 6,08 m. Complessivamente c’è una dierenza di
12 cm fra il lato più lungo e il più corto, di conseguenza
gli angoli forma fra le pare non sono uguali fra loro.
La parete ovest e quella nord formano un angolo di
92,97° mentre quella ovest e quella sud 86,78°. Il pro-
lo interno della Caolica, quello che delimita lo spazio
percepito dal fedele, è dunque un quadrilatero irre-
golare. La deformazione metrica e angolare potrebbe
essere dovuta ad una precisa scelta delle maestranze,
come sosene Corrado Bozzoni, ma non è da escludere
che la complessa orograa del sito sia stata una causa
determinante, come asseriscono numerosi altri studio-
si che si sono occupa del monumento.
La costruzione, infa, poggia sul terreno solo per i due
terzi della sua ampiezza; la porzione orientale con le
absidi insiste su un terrazzamento arciale, mentre
l’angolo nord-ovest è soo la quota di campagna per
più di tre metri (Figg. 17, 18). L’irregolarità del perime-
tro interno è accentuata dalla disposizione delle quat-
tro colonne di spoglio che deniscono le nove campa-
te. In questo caso l’angolo maggiormente deformato è
quello posto a sud-est. La posizione delle colonne ge-
nera quaro assi che dovrebbero guidare la direzione
degli archi di sostegno delle volte a boe e delle cupo-
lee. Ma anche la posizione degli archi è ulteriormen-
te deviata: la distanza fra l’asse di riferimento e l’asse
dell’arcata raggiunge gli 8 cm sulla parte sud. I rilievi del
passato, primo fra tu quello di Paolo Orsi, avevano
registrato correamente le irregolarità planimetriche
dell’edicio. Quello che invece è stato possibile notare
solo tramite il rilievo strumentale è il fao che la posi-
zione delle bifore che si allargano nello spessore della
cupola centrale non è allineata ai raggi del cilindro su
cui si imposta la cupola stessa. Infa la direzione degli
assi delle bifore si allarga e forma angoli variabili fra gli
11° e i 4°. La posizione delle cupolee è tangente alle
arcate centrali, quelle che sostengono la volta a boe,
e si discosta leggermente dalle parelaterali. Questo
distacco è più evidente nella cupola della campata
sud-ovest (Figg. 19, 20). Un altro aspeo interessante Figg. 15, 16 – Stilo, Cattolica. Disposizione delle cupole e schema della pianta
a quinconce.
Figg. 17, 18 – Stilo, Cattolica. Sezione trasversale ovest-est e prospetto
nord.
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riguarda la morfologia delle cupole nel loro complesso.
Araverso il rilievo abbiamo potuto vericare la perfet-
ta aderenza del prolo al modello geometrico che le ha
generate. Esse disegnano cinque sfere pressoché rego-
lari. Le cupole adiacen alla facciata sud hanno un rag-
gio di 67-68 cm; quelle sul lato opposto sono un po’ più
grandi (74 cm di raggio), così come la cupola centrale.
Nella pianta riprodoa nella Fig. 15 è stata rappresenta
l’imposta del tamburo cilindrico, che è, mediamente,
più grande della cupola che sorregge. Per semplicare
la rappresentazione e la leura dell’impianto spaziale
sono state elaborate delle circonferenze che si avvici-
nano, per posizione e dimensione, alla realizzazione
materica. Queste ulme mostrano una discrepanza
fra la forma ideale e quella reale, molto contenuta
nel prolo delle cupole e più marcata nei tamburi. Ad
esempio, il tamburo che sorregge la cupola nord-est si
discosta di circa 8 cm dalla forma ideale. I tamburi me-
ridionali hanno una dimensione media di 2-3 cm supe-
riore a quella della relava cupola; l’alterazione deriva,
probabilmente, dalla deviazione dall’asse vercale dei
muri perimetrali, che in questa campata è pari a quasi
4°. A questo proposito è ule notare che, sezionando Fig. 19 - Stilo, Cattolica. Schema delle deformazioni rispetto alla forma ge-
ometrica ideale sovrapposto al rilievo strumentale.
Fig. 20 - Stilo, Cattolica. Schema relativo all’orientamento delle finestrelle
delle volte a botte e sui tamburi.
Figg. 21-23 – Stilo, Cattolica. Sezione est-ovest in mezzeria, sest-ovest della facciata sud e sezione ovest-est sulle cupole della facciata nord.
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l’edicio con un piano vercale passante per l’asse del-
la cupola centrale, la costruzione risulta inclinata di
gradi in corripondenza della colonna di nord ovest, di
1° grado all’altezza della parete ovest, di 1° rispeo alla
colonna opposta. La parete orientale, invece, appare
invece perfeamente vercale (Figg.21-23).
Osservando la sezione in direzione opposta noamo
che la colonna posta su un capitello rovesciato, posta
a sud-ovest, è inclinata di 2° mentre la colonna posta a
sud-est è inclinata di 1°. Osservando inoltre l’andamen-
to delle volte a boe e i piani d’imposta del tamburo,
noamo che anche ques sono dispos secondo un
piano inclinato che degrada sempre nella direzione est,
verso il terrazzamento. La dierenza di solo 1° produce
in 4,5 m di lunghezza una dierenza di 7,5 cm. L’impo-
sta delle cupole poste sul lato ovest è infa più alta
di 18 cm rispeo all’altezza di quelle sul lato est. Nella
direzione opposta, cioè sud-ovest, non si riscontrano
deformazioni di tale entà (Fig. 24). Infa la sommità
delle due cupole dierisce solo di 4 cm e la rea che
li unisce forma con l’orizzontale un angolo di soli 0.5°.
La posizione inclinata del piano d’imposta non basta a
giuscare la diversa collocazione delle cupole, infa
anche l’altezza dei tamburi è leggermente diversa e ac-
centua la dierenza di altezza complessiva.
Per completare l’analisi delle deformazioni sui piani
vercali, l’edicio è stato sezionato con un piano dia-
gonale ule a mostrare la successione spaziale di tre
cupole, quella a nord-est, quella centrale e quella a
sud-ovest (quest’ulma sorrea dalla colonna pog-
giante sul capitello rovesciato). Solo araverso que-
sto po di sezione è possibile visualizzare la forma dei
pennacchi sferici che sostengono il tamburo delle cu-
pole. Essi si discostano di poco dalla geometria teorica:
quelli della cupola centrale hanno un raggio di 1,25 m,
quelli della cupola nord-est di 1,16 m, quelli della cupo-
la sud-ovest di 1,20 m (Fig. 25).
Inne gli archi a tuo sesto che sostengono le volte a
boe, pur essendo regolari, hanno dimensioni diver-
se. Sul lato ovest, infa, hanno un raggio di 81 cm e
s’innestano direamente nel muro perimetrale; quelli
sul lato est poggiano su lesene ed hanno un raggio di
67 cm. L’arco che sosene la volta a boe della navata
centrale ha un raggio di 75 cm. Il pavimento presenta
una dierenza di livello di circa 5 cm fra la parte più
bassa (l’area che insiste sul terrazzamento), e la parte
più alta (lo spigolo nord-ovest), dove l’edicio è incas-
sato per oltre 3 metri nel terreno roccioso.
All’esterno possiamo notare che le deformazioni rela-
ve ai piani vercali sono meno eviden, forse a cau-
sa dei restauri subi dalla chiesa nel corso del tempo.
L’inclinazione media del piano di posa dei maoni è di
0.61° mentre la posizione dei tamburi delle cupole po-
ste a sud conferma l’entà delle deformazioni già evi-
denziate nella rileura geometrica dell’interno (Fig. 26).
Si potrebbe pensare che le deformazioni angolari dei
muri perimetrali della Caolica siano dovute alla cat-
va disposizione delle quaro colonne centrali. Ma
analizzando gli angoli che queste formano, possiamo
notare che essi non coincidono con le deformazioni dei
muri esterni e gli interassi sono relavamente unifor-
mi: 2,21 m sui la sud, est e nord, 2.19 m sul lato ovest.
Fra le deformazioni angolari presen nel quadrilatero
formato dalle colonne riscontriamo un valore di 3,7°
nell’angolo sud-est, mentre la deviazione sul corrispon-
dente muro perimetrale è di 2°.
Inoltre analizzando la disposizione dei buchi pontai
noamo che la facciata ad ovest è l’unica ad esserne
priva, probabilmente perché essendo collocata contro
terra non ha richiesto impalcature per essere realizza-
ta. Questo aspeo avrebbe potuto alterare la perfea
messa a piombo della parete stessa. Così come appare
probabile che la deformazione angolare della pianta
sia dovuta alle dicoltà riscontrate nella realizzazione
dello sbancamento.
Fig. 24 - Stilo, Cattolica. Sezione nord-sud. Fig. 25 - Stilo, Cattolica. Sezione sulla diagonale. Fig. 26 - Stilo, Cattolica. Prospetto sud.
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RAPPRESENTARE LA CATTOLICA. VEDUTE OB-
BLIGATE, STEREOTIPI E ALTERNATIVE DIGITALI.
Le immagini più anche che conserviamo della Cao-
lica sono alcune incisioni basate sui disegni di Heinrich
Wilhelm Schulz, studioso e viaggiatore tedesco che vi-
sitò il monumento nel 1840 e che pubblicò i risulta del
suo lavoro in un volume edito a Dresda nel 18608. Le
fon anteceden a quella data sono scarne e relava-
mente recen (le prime accertate sono del XVI secolo);
si sa che il conte Vito Capialbi ha redao dei disegni nel
1835, ma essi sono anda perdu. I disegni di Schulz,
oltre ad essere i più anchi, hanno avuto il merito di
diondere la fama del monumento in Europa e, quindi,
di suscitare curiosità e interesse da parte degli storici
dell’arte medievale. Si traa di graci molto sommari, a
metà fra il rilievo e un’ipotesi di restauro. Come si può
vedere dal disegno del prospeo sud (Fig. 27), Schulz
ragura un edicio idealizzato, astrao dal contesto e
con numerosi elemen di diormità rispeo alla situa-
zione reale dell’epoca; solo per fare un esempio, non è
riportata la nestra trilobata sovrastante l’ingresso, re-
alizzata nel Seecento e rimossa negli anni Ven del XX
secolo in occasione del restauro direo da Paolo Orsi.
Dopo la pubblicazione del lavoro di Schulz, numerosi
studiosi raggiungeranno Slo e descriveranno il mo-
numento nelle loro pubblicazioni (fra ques, Giuseppe
Abano, Émile Bertaux, Adolfo Venturi, Julius Grös-
chel, Charles Diehl), tuavia senza riportare disegni,
foto o rappresentazioni grache di alcun po.
Il primo studio di ampio respiro, graco oltre che cri-
co-descrivo, è di Paolo Orsi, che in qualità di Soprin-
tendente alle Anchità di Calabria si occupò dell’edi-
cio a parre dal 191110. A questa data, o comunque
non oltre il 1914, risalgono le fotograe che Orsi in-
serisce nel suo saggio e che documentano lo stato di
conservazione antecedente al primo dei tre interven
di restauro eeua nel corso del Novecento (Fig. 28).
Il monumento ritrao in queste fotograe è in uno
stato di totale abbandono; porta i segni delle ripetute
alterazioni subite nel corso dei secoli ed è parzialmente
invaso dalla vegetazione.
Tue e quaro le fotograe di Orsi rappresentano
delle “vedute obbligate”. A eccezione della prima, che
riprende l’edicio in vista frontale dal vioolo d’ac-
cesso, e della terza, che mostra la parte superiore del
prospeo ovest visto dal senero che si inerpica sul
monte Consolino, le altre sono condizionate dal forte
scorcio che la conformazione impervia del sito impone.
In parcolare, tre di queste (la vista frontale, la vista
delle absidi da sud-est e la vista dei tamburi da ovest)
propongono delle visuali che ancora oggi ricorrono con
frequenza e che sono ormai divenute parte dell’imma-
ginario collevo di chiunque conosca l’edicio, per
averlo visitato o per averlo studiato sui libri o sul web.
Alla documentazione fotograca relava allo stato di
Fig. 28 - Vedute della Cattolica prima dei restauri degli anni Venti del XX secolo. Prospetto sud, vista da sud-est, particolare del prespetto ovest e vista da nord.-est.
Fig. 27 - H.W. Schulz, Prospetto sud della Cattolica, 1860.
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fao prima del restauro, Orsi aanca alcuni elabora
reda da Rosario Carta e risalen al 1927; essi ripro-
ducono lo stato di fao immediatamente successivo al
restauro direo dallo stesso Orsi. Si traa di una pian-
ta, una sezione ovest-est, un prospeo del lato orien-
tale, tu provvis di scalimetro, e una piccola veduta
prospeca dell’interno (Figg. 29-31).
A ques elabora si aggiungono alcune fotograe,
sempre successive al restauro del 1927. Fra queste,
una vista frontale del prospeo sud (ingresso), una
vista dell’angolo sud-ovest, presa dall’imbocco del
senero che si arrampica sulle pendici del monte Con-
solino, più alcuni parcolari dell’interno e alcune viste
del monumento inserito nel suo contesto ambientale.
Il corpus di disegni e foto presen nell studio di Orsi è
suciente a denire tue le vedute “canoniche” della
Caolica, immagini che nel corso del tempo sono di-
venute dei veri e prorpi stereopi. A parte la pianta,
che dal punto di vista graco-proievo in ogni caso
è indipendente dalle caraarische morfologiche e
struurali di un edicio, in tue le pubblicazioni che,
nel corso del tempo, si sono occupate della Caolica
è evidente che:
- il prospeo sud (ingresso) si presta ad essere ripro-
doo ecacemente con una fotograa, vista la dimen-
sioni dell’edicio e le caraerische del sito. Questo
po di rappresentazione è in genere molto più fre-
quente dei disegni;
- il prospeo est (absidi) non è fotografabile, e quindi
per mostrarne l’intero sviluppo è necessario disegnarlo;
- il prospeo nord è in buona parte interrato e non è
fotografabile a causa della vegetazione; i disegni sono
poco signicavi in quanto non sono presen elemen-
di rilievo e il prolo generale è pressoché idenco
a quello degli altri, quindi viene riprodoo poco fre-
quentemente;
- il prospeo ovest, in parte interrato prima del restau-
ro di Orsi (che allarga l’’intercapedine esistente rispet-
to al pendio della montagna), è fotografabile solo per
la parte superiore; per quanto riguarda i disegni, essi
sono poco frequen, così come già deo per il prospet-
to nord;
- gli interni non sono fotografabili se non per piccole
porzioni, a meno che non si disponga di oche gran-
dangolari; in ogni caso, non è possibile nemmeno
gracamente oenere un’immagine unitaria adaa a
descrivere la spazialità dell’interno. Il disegno più ricor-
rente è la sezione lungo la direrice ovest-est, che però
non chiarisce mol aspe, primo fra tu il rapporto
fra la cupola centrale e le cupole angolari;
- la relazione fra edicio e contesto è adato a riprese
fotograche dallo spigolo sud-ovest, con punto di ri-
presa leggermente dall’alto per evidenziare la qualità
geometrica e cromaca dei rivesmen in laterizio e il
rapporto con la vallata soostante.
Il programma iconograco di Orsi, come già deo,
costuisce una sorta di “protocollo”, sinteco ma suf-
ecientemente esausvo, a cui si aerrà la maggior
parte degli studiosi della Caolica, inclusi quelli che
dedicheranno ad essa opere monograche. Ma già nel
1930, il rumeno Horia Teodoru pubblica un arcolo che
analizza l’edicio in modo ancora più approfondito di
quanto non avesse fao Orsi, correggendo alcuni errori
di interpretazione e suggerendo alcune ipotesi per in-
terven di conservazione più idonei alla natura dell’e-
dicio11. Le ipotesi di Teodoru saranno sostanzialmente
accolte nel restauro direo da Gisberto Marcelli, So-
Figg. 29-31 - Cattolica di Stilo: pianta, sezione sulle absidi e prospetto est. Disegni di Rosario Carta a corredo del progetto di restauro di Paolo Orsi, 1927.
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printendente ai Monumen e Gallerie della Calabria,
che fra il 1947 e il 1951 intervenne sulla Caolica ripri-
snando, fra l’altro, la copertura a tegole (che Orsi ave-
va rimosso) e ridisegnando il coronamento delle pare
laterali, in parcolare in corrispondenza delle quaro
volte a boe ortogonali ai fron stessi. Fra gli elabora
reda da Teodoru spicca una sezione lungo la diago-
nale del quadrato che denisce l’edicio in pianta (di-
segno che, pur scorciando le dimensioni degli elemen
pos sul piano orizzontale, è indispensabile per deni-
re i rappor fra la cupola centrale e le cupole laterali) e
un’interessante prospeva dal basso (Fig. 32).
Fra il 1968 e il 1970 la Caolica è oggeo dell’ulmo
intervento di restauro, avente per oggeo la tampona-
tura dell’arco in maoni sovrastante la porta d’ingresso
e la sistemazione del senero di accesso. La fama del
monumento è ormai grande e a quel periodo risalgono
numerosi studi ad esso dedica. Fra ques, il più au-
torevole è quello di Arnaldo Vendi12. L’apparato ico-
nograco a corredo del saggio inserito all’interno della
monumentale opera è però molto scarno: si traa di
una foto dal basso della facciata orientale (estrema-
mente scorciata e scarsamente descriva), una foto dal
basso (non assiale) di una cupolea, il parcolare di una
colonna e la classica vista dall’angolo di sud-ovest. Per
quanto riguarda gli elabora graci, sono presen solo
una pianta e una sezione secondo la direrice nord-
sud (a scala relavamente piccola e entrambe molto
schemache), più l’inserimento del già citato disegno di
Teodoru che Vendi denisce impropriamente “asso-
nometria centrale dal basso”.
Corrado Bozzoni, professore di Storia dell’architeura
negli anni Seanta presso l’Istuto Universitario di Ar-
chiteura di Reggio Calabria, ha dedicato numerosi e
appassiona saggi alla Caolica di Slo, tu vol a di-
mostrare l’esistenza di ranate geometrie costruve
e a confutare le tesi di coloro che, come Richard Krau-
theimer, l’avevano denita un esempio di “folk art”.
Fra le pubblicazioni di Bozzoni, il lavoro più completo
è quello redao insieme a Franco Taverni nel 1987.
L’apparato iconograco è tuavia molto carente. Oltre
Fig. 32 - Horia Teodoru, Veduta iposcopica della Cattolica di Stilo. Fig. 33 - Kjell Aage Nilson, rilievo della Cattolica.
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a riproporre alcuni dei disegni di Orsi, Bozzoni ulizza
i rilievi di Kjell Aage Nilson, uno studioso svedese che
si era occupato della Caolica fra gli anni Cinquanta e
Sessanta e che aveva pubblicato il volume Tua Kyrkor i
Kalabrien, da cui gli elabora in quesone sono tra.
I disegni di Nilson sono realizza a mano libera su base
geometrica, con sle fra il neorealisco e il vernaco-
lare; descrivono ecacemente l’edicio, ma sono as-
solutamente inuli a vericare i presun disposivi di
correzione oca di cui Bozzoni parla con insistenza nel
suo testo. Si traa di una pianta, una planimetria delle
coperture, dei quaro prospe e di due sezioni, una
secondo la direzione ovest-est condoa sulle cupole
ubicate sul lato sud e una secondo la direzione nord-
sud, condoa sulla cupola centrale (Fig. 33). Bozzoni
inserisce nel testo anche un grossolano disegno del
prospeo orientale realizzato da A.M. Ciucci (in verità
lo inserisce due volte, a p. 16 e poi, ribaltato secondo
l’asse vercale, a p. 39). Più interessan sono le foto-
grae, molte delle quali meono nella giusta evidenza
il rapporto fra l’edicio e l’aspro paesaggio della vallata
dello Slaro. Se il rapporto fra edicio e contesto è uno
degli obievi di qualunque rappresentazione, nel caso
della Caolica ciò è ancor più vero, in quanto essa rap-
presenta una mediazione fra l’informità della roccia, in
cui parzialmente si incastona, e la geometria cristallina
a cui fa riferimento e che materializza tramite una for-
ma solo apparentemente regolare.
Un contributo originale dal punto di vista graco è
quello fornito da Massimo Giovannini e dal suo gruppo
di ricerca nel 199813. L’originalità è dovuta al fao che
il monumento non è l’oggeo principale dell’indagine
graca, ma è inteso come pretesto per sperimentare su
di esso diverse declinazioni del disegno di architeura.
Il disegno, e non l’analisi storico-crica, costuiscono il
centro focale del ragionamento, e l’edicio viene rein-
terpretato araverso dieren categorie, fra cui il dise-
gno dal vero, il disegno di rilievo, l’analisi graco-geo-
metrica, l’analisi comparava (Figg. 34-38). Basandosi
su un rilievo direo, l’analisi graco-geometrica e lo
studio delle dierenze fra la geometria teorica e la for-
ma costruita si è dovuta necessariamente limitare alla
planimetria e ai prospe principali (Fig. 35), senza po-
ter raggiungere il livello di approfondimento, special-
mente dello spazio interno, che solo un accurato rilie-
vo strumentale può garanre. Molto più puntuali sono
invece i graci dal punto di vista comunicavo; essi si
sostuiscono alla descrizione verbale esplicitando con
maggiore immediatezza i principali elemen morfo-
struurali e la loro giustapposizione all’interno della
costruzione (Fig. 36). Analogamente il disegno delle
piante, abbandonando la logica della classica sezione
orizzontale a 120-150 cm dal piano del pavimento, sug-
gerisce interessan considerazioni sullo spazialità e sul
valore complessivo del monumento (Figg. 37, 38).
Tuavia solo grazie al rilievo strumentale è possibile
evidenziare il preciso ridisegno degli appara deco-
ravi delle superci esterne, l’esaa conformazione
spaziale e le diormità del costruito rispeo alle geo-
metrie di riferimento; elemen, ques, per i quali può
essere messa in evidenza l’irregolarità rispeo alla for-
ma e dimensione.
Allo stesso modo, le ortofoto ricavate dalla nuvola di
pun permeono di costruire viste impossibili da oe-
nere con una fotocamera tradizionale, come ad esem-
pio i prospe orientale e seentrionale, o le vedute
iposcopiche dell’intero edicio che tengano conto de-
gli eevi valori cromaci e dello stato di degrado del-
le superci murarie.
Fig. 34 - Cattolica di Stilo. Sezione condotta lungo la diagonale sudo-
vest-nordest.
Fig. 35 - Cattolica di Stilo. Analisi grafico-geometrica delle differenze fra
la forma teorica e l’edificio costruito (pianta, prospetto sud, prospetto est).
Fig. 36 - Cattolica di Stilo. Sequenza gometrico-costruttiva dei principali
elementi morfostrutturali.
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Fig. 38 - Cattolica di Stilo. Composizione sul profilo planimetrico dell’edificio
di quattro differenti tipi di pianta: “canonica”, con indicazione dei materiali,
con piano di sezione condotto alla quota dei tamburi sostenenti le cupole
e della copertura.
Fig. 37 - Cattolica di Stilo. Pianta “canonica”, pianta dell’impalcato, pianta
all’altezza delle volte a botte e pianta della copertura.
NOTE
[1] In altre architetture bizantine
calabresi si fa largo uso, oltre che
di laterizi, anche di pietre e ciottoli.
[2] Venditti, Arnaldo (1967), p. 859.
[3] Ivi, p. 856.
[4] Bozzoni, Corrado (1977), p. 37.
[5] Cuteri, Francesco Antonio, Ian-
nelli, Maria Teresa (2001), p. 9.
[6] La presenza del bollo RCM su al-
cuni dei mattoni nei muri perimetrali
è da riferire a edifici romani presenti
nell’area dello Stilaro. Il bollo può
essere riferito solo alle botteghe
presenti a Scolacium, dunque pos-
siamo ipotizzare che il materiale
impiegato per la costruzione della
chiesa risalge, almeno in parte,
all’età imperiale. A tale proposito si
veda D’Agostino, Enzo (1985), La
diocesi greca di Bova, in Calabria
bizantina. Il territorio grecanico da
Leucopetra a Capo Bruzzano, Atti X
Incontro di Studi Bizantini, Soveria
Mannelli, p. 104.
[7] Il rilievo è stato realizzato con
l’autorizzazione della Soprinten-
denza per i Beni Architettonici e
Paesaggistici per le Provincie di
Reggio Calabria e Vibo Valentia da-
gli autori del presente saggio.
[8] L’unità di misura in uso all’e-
poca di costruzione della Cattolica,
secondo più studiosi, dovrebbe es-
sere il piede bizantino, pari a 0.309
m. Si veda Schilbach, Erich (1970),
Byzantinische Metrologie, C.H.
Beck Verlag, München. La facciata
principale sarebbe così composta
da 20 piedi e la campata centrale
da 7 piedi bizantini.
[9] Schulz, Heinrich Wilhelm (1860),
pp. 353-358.
[10] Orsi, Paolo (1929), pp. 7-39.
[11] Teodoru, Horia (1930), pp.
149–180.
[12] Venditti, Arnaldo (1967), pp.
852-863.
[13] Giovannini, Massimo, (1998).
Pur nella condivisione delle posizio-
ni espresse, frutto di elaborazioni
comuni, la redazione del primo pa-
ragrafo (Elementi d’identità: forma,
geometria, decori) è da attribuire a
Domenico Mediati; il secondo pa-
ragrafo (Il rilievo strumentale della
Cattolica: alcune considerazioni) è
stato redatto da Marinella Arena;
il terzo paragrafo (Rappresentare
la Cattolica. Vedute obbligate, ste-
reotipi e alternative digitali) è da
attribuire a Daniele Colistra.
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forma nelle chiese basiliane della
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tolica di Stilo e i suoi affreschi, in
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la redazione del primo paragrafo (Elementi d'identità: forma, geometria, decori) è da attribuire a Domenico Mediati; il secondo paragrafo (Il rilievo strumentale della Cattolica: alcune considerazioni) è stato redatto da Marinella Arena
  • Frutto Pur Nella Condivisione Delle Posizioni Espresse
  • Di
  • Comuni
Pur nella condivisione delle posizioni espresse, frutto di elaborazioni comuni, la redazione del primo paragrafo (Elementi d'identità: forma, geometria, decori) è da attribuire a Domenico Mediati; il secondo paragrafo (Il rilievo strumentale della Cattolica: alcune considerazioni) è stato redatto da Marinella Arena;
Le chiese basiliane della Calabria
  • Paolo Orsi
Orsi, Paolo (1929), Le chiese basiliane della Calabria, Vallecchi, Firenze.
Les eglises a cinq coupoles en Calabrie: S. Marco de Rossano et la Catholique de Stilo
  • Horia Teodoru
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Archivio Storico per la Calabria e la Lucania" I
  • Charles Diehl
Diehl, Charles (1931), Chiese bizantine e normanne in Calabria, in "Archivio Storico per la Calabria e la Lucania" I (1931).
Architettura bizantina nell'Italia meridionale
  • Arnaldo Venditti
Venditti, Arnaldo (1967), Architettura bizantina nell'Italia meridionale. Campania, Calabria, Lucania, E.S.I., Napoli.
La Cattolica di Stilo. Guida storica -Artistica -Letteraria
  • Corrado Bozzoni
  • Taverniti
  • Franco
Bozzoni, Corrado, Taverniti, Franco (1987), La Cattolica di Stilo. Guida storica -Artistica -Letteraria, Frama Sud, Chiaravalle Centrale.
Il disegno dell'architettura. La Cattolica di Stilo
  • Massimo Giovannini
  • Arena
  • Marinella
  • Colistra
  • Daniele
  • Ginex
  • Gaetano
  • Paola Raffa
Giovannini, Massimo, Arena, Marinella, Colistra, Daniele, Ginex, Gaetano, Raffa, Paola (1998), Il disegno dell'architettura. La Cattolica di Stilo, Jason, Reggio Calabria.
Da Stilida a Stilo. Prime annotazioni su forme e sequenze insediative in un'area campione calabrese
  • Francesco Cuteri
  • Antonio
  • Maria Iannelli
  • Teresa
Cuteri, Francesco Antonio, Iannelli, Maria Teresa (2001), Da Stilida a Stilo. Prime annotazioni su forme e sequenze insediative in un'area campione calabrese, in Atti del II congresso nazionale di archeologia medievale, Edizioni all'Insegna del Giglio, Firenze.
Geometrie dello Spirito. Colore, luce e forma nelle chiese basiliane della Calabria, in Architectura ficta, parte di "XY Dimensioni del disegno
  • Domenico Mediati
Mediati, Domenico (2001), Geometrie dello Spirito. Colore, luce e forma nelle chiese basiliane della Calabria, in Architectura ficta, parte di "XY Dimensioni del disegno", anno XV, nn. 41-42-43, Gennaio-Dicembre 2001.
La Cattolica di Stilo e i suoi affreschi
  • Francesca Zago
Zago, Francesca (2009), La Cattolica di Stilo e i suoi affreschi, in "Zograf" 33 (2009).