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L'uomo e le zanzare: cosa c'è da sapere e, soprattutto, cosa c'è da fare.

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  • Ministry of Public Education, Universities, and Research

Abstract and Figures

Alzi la mano chi non ha esclamato in pubblico (o pensato…. ad alta voce!): ma le zanzare a cosa servono? Non staremo qui a convincervi sul ruolo ecologico svolto in natura da questi fastidiosi insetti, piuttosto… approfittiamo per alcune indicazioni su come ridurre, in modo relativamente semplice ed efficace, la presenza delle zanzare.
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4.1 L’uomo e... le zanzare: che cosa
c’è da sapere e soprattutto da fare
di David Fiacchini
Alzi la mano chi non ha esclama-
to in pubblico (o pensato…. ad
alta voce!): ma le zanzare a cosa
servono?
Non staremo qui a convincervi sul
ruolo ecologico svolto in natura da
questi fastidiosi insetti, piuttosto…
approfittiamo per alcune indica-
zioni su come ridurre, in modo
relativamente semplice ed effica-
ce, la presenza delle zanzare.
IN GENERALE
Per colpire in modo efficace ed
ecologico questi inset ti occorre
conoscere l’anello debole del loro
ciclo biologico: la fase acquatica.
Le femmine adulte, le uniche che
pungono, una volta consumato il
loro pasto se ne vanno alla ricer-
ca di un sito umido idoneo per la
deposizione delle uova. A diffe-
renza delle zanzare “nostrane”,
Aedes albopictus (questo il nome
scientifico della zanzara tigre) è
molto meno esigente e depone
le uova quasi sempre in ambienti
artificiali prossimi alle abitazioni,
in siti dove l’acqua è presente
anche per pochissimi giorni: sotto-
vasi, tombini, pezzi di plastica, ecc.
In pochissimo tempo le uova si
schiudono e fuoriescono delle
larvette: sembrano dei piccoli
“vermicelli grigiastri-marronci-
ni che si muovono inarcando il
corpo (formando delle “C”).
Dato che hanno bisogno di respi-
rare ossigeno devono portarsi
spesso in superficie, utilizzando
poi una sorta di sifone respi-
ratorio” posto nella parte finale
dell’addome.
È questo il momento migliore per
azzerare lo sforzo riproduttivo di
decine e decine di femmine adul-
te: per ridurre la presenza della
zanzara tigre e tutti gli altri insetti
molesti con fase larvale acquatica
è però indispensabile che tutti i
cittadini divengano “consapevoli”
del proprio ruolo nel combatte-
re in modo ecologico (e, quindi,
prevenire) la diffusione di questi
insetti negli ambienti poten-
zialmente ospitali che possono
diventare veri e propri “focolai”.
Ecco, allora, alcuni consigli utili
che avranno tanto più effetto ed
efficacia quanto maggiore sarà il
numero di condomini, di vicini e/o
di familiari che li metteranno in
pratica.
OVITRAPPOLE
Per creare dei siti riproduttivi otti-
mali per la zanzara tigre basta
procurarsi dei vasetti di plastica
(vanno bene i contenitori dello
yogurt o quelli del mascarpone e
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simili), disporli nel terreno in più
punti del giardino/area condomi-
niale, leggermente ombreggia-
ti, prossimi a piante, vasi di fiori,
grondaie, ecc.. Per facilitare l’in-
gresso delle femmine di zanzara
e la deposizione delle uova si p
inserire nel contenitore un piccolo
bastoncino o un ramoscello. Una
volta riempiti d’acqua, i conteni-
tori vanno controllati e svuotati
una volta alla settimana, così da
eliminare eventuali ovature/larve.
A questo punto la trappola può
essere nuovamente innescata
versando altra acqua e re-inse-
rendo il bastoncino.
Si tratta di un’azione semplice ma
di grande efficacia per eliminare
buona parte delle nuove genera-
zioni di zanzara.
SOTTOVASI
È l’oggetto più “amato” dalla
zanzara tigre per deporre le uova,
il focolaio più adatto alla sua
riproduzione. Evitate che l’acqua
vi ristagni per più di 4 – 5 gior-
ni consecutivi: basta svuotarlo
su terreno asciutto, su cemento
o sull’asfalto (non all’interno di
tombini o pozzetti!).
PNEUMATICI
Coloro che per qualsiasi ragio-
ne detengono pneumatici all’a-
perto devono fare particolare
attenzione affinché
non si formino picco-
le raccolte di acqua
al loro interno. Sa
utile stoccare gli
pneumatici a pira-
mide, aver cura di
lasciarli asciutti e
coprirli per evitare
che l’acqua piovana vi ristagni.
Nel caso di ristagno d’acqua, vale
la regola dello svuotamento ogni
4 – 5 giorni.
CONDOMINI, VIVAI,
ROTTAMATORI DI AUTOMOBILI,
CANTIERI EDILI, ORTI URBANI
Oltre ai sottovasi e agli pneuma-
tici, le larve di zanzara tigre si
possono trovare anche in tombini,
barattoli, lattine, bacinelle e conte-
nitori per l’irrigazione degli orti e
delle piante da fiore, innaffiatoi,
fogli di nylon, buste di plastica,
ecc.. Se non si tratta di “trappole
involontarie” per larve di zanzare
che riusciamo a svuotare ogni 3-5
giorni (eliminando intere genera-
zioni di questi insetti), serve una
particolare cura nel non lasciare
tali contenitori e recipienti abban-
donati, oggetti che permetta-
no il ristagno prolungato di acqua.
Qualora non si possa controllare
con frequenza settimanale questi
punti d’acqua, si può anche preve-
dere una copertura ermetica (con
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rete zanzariera, tappi o coper-
chi) di fusti, bidoni, vasche & co.
impiegati negli orti e nei giardini.
VASCHE E FONTANE
ORNAMENTALI
Non introdurre i “famigerati”
pesci rossi o le altrettanto famose
gambusie il cui effetto predatorio
sulle larve di zanzare è molto, ma
molto modesto e, anzi, contro-
producente poiché questi pesci
si nutrono anche e soprattutto di
insetti utili e larve di anfibi.
Favorire, invece, la presenza dei
veri e propri predatori specie-
specifici ed in particolare i cole-
otteri acquatici, che si trovano in
abbondanza negli ambienti natu-
rali (NB: ci sono anche i tritoni,
le rane ed i rospi, ma si trovano
a loro agio solo in stagni “natura-
li”, dove c’è ombreggiamento di
piante e dove vi sono numerosi
rifugi sulla terraferma).
In questo caso occorre coinvol-
gere lAmministrazione Comunale
per un programma di “natura-
lizzazione” delle vasche e delle
fontane ornamentali, favorendo la
presenza di insetti predatori delle
zanzare. Il loro effetto è duraturo
e permanente (a differenza delle
più o meno velenose sostanze
chimiche utilizzate sempre più
spesso che, in realtà, perdono
efficacia quasi subito: è infatti
sufficiente che giungano nel sito,
un paio di giorni dopo l’irrorazio-
ne chimica, anche soltanto una o
due zanzare a deporre le uova di
una futura generazione di
Aedes
albopictus
).
CIMITERI
I vasetti dei fiori in cui l’acqua
rimane per giorni sono ottimi
focolai di riproduzione. Quindi
anche nei cimiteri bisogna sfor-
zarsi di ricordare alcune regole:
non lasciare vasetti inutilizzati,
usare argilla espansa o sabbia
ove possibile, cambiare frequen-
temente l’acqua dei vasi con fiori
freschi.
PRODOTTI CON CUI COMBAT-
TERE LA ZANZARA TIGRE
Nei siti non di origine naturale
dove non sia possibile eliminare il
ristagno d’acqua per motivi strut-
turali (ma solo ed esclusivamente
in questi siti, altrimenti si perde in
efficacia), ad esempio nei tombi-
ni e nelle griglie di raccolta delle
acque piovane, si possono utiliz-
zare prodotti naturali a bassa
tossicità, come i formulati a base
di
Bacillus thurigensis israelensis
(si trovano nei consorzi agrari, nei
negozi specializzati in prodotti
biologici e anche nelle farmacie).
Aedes Albopictus
- Zanzara tigre
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COME COMPORTARSI IN CASO
DI “INVASIONI” DI INSETTI…
SENZA FARSI PRENDERE DAL PANICO?
Non è facile, anche in
considerazione delle
situazioni di emer-
genza e della paura
che spesso prende il
sopravvento, risolve-
re in modo semplice
ed immediato un’in-
vasione di insetti
(a casa, a scuola o
in ufficio) sui quali
si conosce poco o
nulla per quel che
riguarda biologia,
comportamento ed
eventuale “perico-
losità”. Ecco, allora,
un semplice e gene-
rale prontuario per…
agire senza farsi
prendere dal panico
(che, nelle situazio-
ni di allarme, fa più
danni dell’emergen-
za stessa! O no?).
t Mantenere sempre
la calma e verifica-
re il tipo di insetto, il
numero di esemplari,
il loro comportamen-
to, il luogo dove si
sono insediati (solo
se possibile, aprire le
finestre dell’ambien-
te “invaso” ed isolarlo
dal resto dell’edificio).
tEvitare compor-
tamenti che possa-
no essere ritenuti
“aggressivi” dagli
insetti, come agita-
re le mani, utilizza-
re giornali o scope
per scacciarli, ecc.,
evacuando la stanza
“invasa” seguendo
le regole e le proce-
dure valide per le
emergenze.
tQualora ci si doves-
se trovare in diffi-
coltà, non utilizzare
rimedi fai-da-te (es:
alcol, benzina o altre
sostanze infiamma-
bili e/o tossiche),
ma contattare subi-
to, anche solo per
Scutigera coleoptrata -
Scutigera
(foto: Luigi Giampieri)
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un consiglio, i Vigili
del Fuoco (115) o la
sala operativa della
Protezione Civile
della Regione Marche
(840.001111).
tÈ sempre preferibi-
le la lotta ecologica
e biologica all’uso
degli insetticidi!
t Nel caso si trat-
ti di uno sciame di
api, ricordarsi che la
normativa vigente
vieta la loro uccisio-
ne vista l’utilità per
l’uomo (produzio-
ne di miele, propoli,
ecc.) e… il fondamen-
tale ruolo ecologico
nellimpollinazione
delle piante.
t Ragni, opilioni e
scutigere sono utilis-
simi predatori di
zanzare e mosche,
quindi… evitate di
ucciderli (al limite,
metteteli in un conte-
nitore e spostateli
all’esterno).
tLe formiche posso-
no essere tenu-
te lontano da casa
s e m p l i c e m e n t e
creando una “barrie-
ra” con il sale da
cucina e attirando-
le lontano dall’abi-
tazione con qual-
che briciola messa
di giorno in giorno
sempre più distante.
t Per ulteriori consi-
gli, rivolgetevi ad un
esperto (naturalista,
biologo, ecc.) tramite
il Parco del Conero,
le facoltà scientifi-
che dell’Università
di Ancona (Scienze
e Agraria) e i Musei
di Scienze Naturali
(vedere indirizzi in
questo paragrafo).
DAVID FIACCHINI
Coccinella septempunctata
- Coccinella comune (foto: Francesco Ribes)
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