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Abstract and Figures

Grazie all’impetuoso sviluppo della generazione elettrica da eolico e fotovoltaico, in Sicilia è in corso una rivoluzione energetica che, ad esempio, il 10 Settembre 2017 azzerava il prezzo zonale dell’elettricità prodotta e venduta in Sicilia dalle 11.00 alle 17.00 quando la Sicilia esportava 1,3 milioni di kWh (chilowattora) verso il resto d’Italia attraverso il nuovo elettrodotto sottomarino che la collega alla Calabria. Grazie alla potenza eolica installata, che ad Ottobre ha superato i 1.800 MW (MegaWatt), ed alla concomitante potenza fotovoltaica che nello stesso mese ha superato i 1.365 MW, in Sicilia sono state spente e messe in vendita centrali termoelettriche a combustibili fossili come quella di Augusta, ed è calato significativamente il numero di ore di funzionamento delle altre, con il conseguente calo nell’uso dei combustibili fossili che le alimentano. Nel corso del 2016, più di 1 kWh su 4 fra quelli consumati in Sicilia, proveniva da vento, sole e acqua. Solarizzando con appena 5 kW (chilowatt) ogni edificio dell’enorme patrimonio edilizio siciliano, e conducendo un contenuto revamping degli aerogeneratori già installati portandone la potenza da 1 a 2 MW, la Sicilia potrà coprire l’intera richiesta di elettricità inclusa la quota esportata ogni anno verso Malta.
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Sicily Solar Report 2017
Sicily Solar Report 2017
Mario Pagliaro,1 Francesco Meneguzzo,2 Lorenzo Albanese,2 Mario Pecoraino3
1Istituto per lo Studio dei Materiali Nanostrutturati, CNR, via U. La Malfa 153, 90146 Palermo
2Istituto di Biometeorologia, CNR, via G. Caproni 8, 50145 Firenze
3via C. Giaquinto 14, 90135 Palermo
1. Sicilia, rivoluzione energetica
In Sicilia, Domenica 10 Settembre 2017, per ben 6 ore,
dalle 11.00 alle 17.00,1 la Sicilia ha esportato energia verso il
continente prevalentemente attraverso il nuovo elettrodotto
sottomarino che la collega alla Calabria. Quel giorno, la
combinazione di produzione fotovoltaica ed eolica ha costretto
alla fermata gli impianti termoelettrici alimentati dalle fonti
fossili e ha permesso l’esportazione di circa 1,3 milioni di
kWh.
Il giorno successivo, per vendere la propria energia
immessa nel mercato elettrico, nelle stesse ore in cui il giorno
prima i prezzi si erano azzerati, i produttori attivi in Sicilia
offrivano l’energia elettrica prodotta nei loro impianti a prezzi
molto più bassi della norma.
Un’autentica rivoluzione del sistema energetico avvenuta
nel corso degli ultimi dieci anni senza che nessuno o quasi ne
parlasse.
Studiandola invece da vicino, abbiamo trovato che
l'aumento verticale della produzione elettrica dalle fonti
rinnovabili ha fatto crollare il prezzo zonale dell’elettricità, che
già due anni fa2 si portava al di sotto di quello nazionale (il
Pun: che si compone della media fra i vari prezzi zonali
italiani).
Sono gli effetti della rivoluzione energetica in corso da un
decennio in Sicilia: dove alla fine del 2016 risultavano
installati 47.072 impianti fotovoltaici per una potenza
nominale di 1344 MW e 524 impianti eolici per una potenza
complessiva di 1795,2 MW, con un numero complessivo di
pale eoliche (aerogeneratori) stimato da Anev in 1498.
Figura 1. La centrale termoelettrica “Ettore Majorana” di
Termini Imerese: ha abbandonato l’olio combustibile in favore di
gruppi di generazione più piccoli alimentati a gas naturale con cui
è più semplice seguire i picchi di domanda quando la disponibilità
della generazione da rinnovabili si abbassa (Fotografia di Hervard
Dunkel, Flickr).
Nei primi nove mesi del 2017,3 poi la crescita della potenza
fotovoltaica installata in Sicilia è stata di altri 21,1 MW,
mentre è cresciuta di altri 12,93 MW la potenza eolica
connessa alla rete, e di 2,49 MW quella idroelettrica.
La taglia media degli impianti installati in Sicilia nel 2016 è
stata di 28,6 kW, in linea con la taglia media nazionale pari a
REPORT ABSTRACT
Sicily Solar Report 2017
23-Nov-2017
Grazie all’impetuoso sviluppo della generazione elettrica da eolico e fotovoltaico, in Sicilia è in
corso una rivoluzione energetica che, ad esempio, il 10 Settembre 2017 azzerava il prezzo
zonale dell’elettricità prodotta e venduta in Sicilia dalle 11.00 alle 17.00 quando la Sicilia
esportava 1,3 milioni di kWh (chilowattora) verso il resto d’Italia attraverso il nuovo elettrodotto
sottomarino che la collega alla Calabria. Grazie alla potenza eolica installata, che ad Ottobre ha
superato i 1.800 MW (MegaWatt), ed alla concomitante potenza fotovoltaica che nello stesso
mese ha superato i 1.365 MW, in Sicilia sono state spente e messe in vendita centrali
termoelettriche a combustibili fossili come quella di Augusta, ed è calato significativamente il
numero di ore di funzionamento delle altre, con il conseguente calo nell’uso dei combustibili
fossili che le alimentano. Nel corso del 2016, più di 1 kWh su 4 fra quelli consumati in Sicilia,
proveniva da vento, sole e acqua. Solarizzando con appena 5 kW (chilowatt) ogni edificio
dell’enorme patrimonio edilizio siciliano, e conducendo un contenuto revamping degli
aerogeneratori già installati portandone la potenza da 1 a 2 MW, la Sicilia potrà coprire l’intera
richiesta di elettricità inclusa la quota esportata ogni anno verso Malta.
I
ndice:
1. Sicilia, rivoluzione energetica
2. La Sicilia solarizza
3. La transizione energetica della Sicilia
4. La libertà energetica
5. Legge regionale sulla generazione distribuita
6. Discariche solari
2
26,3 kW. Ovvero, si tratta di sistemi installati sui tetti o sul
terreno antistante ad aziende, uffici o abitazioni dove la
produzione elettrica avviene in stretta prossimità con le utenze
che la consumano, realizzando la condizione della
“generazione distribuita”.
Eccezional nel 2016 la produzione di elettricità dal vento:
che in Sicilia ha superato i 3 miliardi di kWh (3,058 TWh)
corrispondenti a 1703 ore equivalenti di funzionamento degli
impianti alla potenza nominale: un risultato eccellente, che
mostra il miglioramento nel dispacciamento della grande
potenza eolica generata principalmente la sera e nei mesi
invernali dagli aerogeneratori da 1,19 MW di potenza media,
grazie anche alla capacità acquisita dall’Italia nel prevedere la
produzione energetica da sole e vento del giorno dopo
assicurandole la priorità di dispacciamento grazie al sofisticato
modello di previsione meteo-energetica che “gira” a Roma due
volte al giorno, al mattino e in serata.4
Figura 2. La domanda di elettricità in Sicilia nel 2016 è stata di
18,893 miliardi di kWh, di cui 16,84 consumati in Sicilia,
equivalenti ad un consumo medio per abitante pari a 3.327 kWh
(Fonte: Terna, 2017).
Naturalmente, con tutta questa energia rinnovabile prodotta
e immessa in rete, le centrali termoelettriche in Sicilia
funzionano per sempre meno ore (2833 ore nel 2016 alla
potenza nominale termoelettrica di 5.296 MW),5 e alcune sono
state spente e messe in vendita per usi non energetici, come nel
caso della storica centrale di Augusta ad olio combustibile da
210 MW i cui tre gruppi termoelettrici sono stati tutti spenti
(gruppo 1 fuori servizio dal gennaio 2016 e gruppi 2 e 3 “in
conservazione” dal 2014).6
O, ancora, come la centrale di Termini Imerese da 1340
MW, riconvertita dall’olio combustibile al gas naturale con
pontile e serbatoi del combustibile petrolifero messi in
vendita,7 e con la produzione energetica che adesso avviene in
gruppi più piccoli alimentati a gas naturale con cui è più
semplice soddisfare rapidamente la domanda di energia
quando la disponibilità della generazione da fonti rinnovabile
si abbassa.
Nel 2016 la domanda di elettricità in Sicilia è ulteriormente
diminuita (Figura 2) raggiungendo i 18,893 miliardi di kWh,5
di cui 16,84 consumati in Sicilia, equivalenti ad un consumo
medio per abitante pari a 3.327 kWh.
Nello stesso anno la produzione fotovoltaica in Sicilia è
diminuita del 3,2%: 1,744 miliardi di kWh a fronte di 1,802
miliardi di kWh l’anno prima,8 il che si traduce in un numero
di ore equivalenti di funzionamento degli impianti fotovoltaici
siciliani di 1298 ore: ben al di sotto delle 1500 attese.
Alcuni hanno associato la diminuzione della produzione
fotovoltaica in Sicilia nel 2016 all’aumento della nuvolosità. In
realtà, come ben sanno i proprietari degli impianti fotovoltaici
su tetto (specialmente quelli nella parte occidentale della
Sicilia), qualsiasi impianto fotovoltaico connesso alla rete
elettrica nazionale può essere disconnesso dalla rete dal gestore
di rete qualora sia necessario ai fini del corretto bilanciamento
dei flussi energetici (offerta e domanda).
Spesso la produzione fotovoltaica ed eolica in Sicilia risulta
talmente elevata rispetto alla domanda, che in Sicilia è in
costante calo ormai dal 2008 a causa della perdurante crisi
economica (Figura 2), che la rete elettrica non è in grado di
veicolarla altrove, nonostante il nuovo cavo sottomarino fra
Sicilia e Calabria abbia aumentato radicalmente la capacità di
interconnessione fra Sicilia ed Italia.
Il risultato, quando si abbassa ulteriormente la domanda di
elettricità e il sistema non riesce a far fronte al surplus di
elettricità rinnovabile generata nell’isola, è che uno specifico
dispositivo presente all’interno degli inverter di ogni impianto
fotovoltaico ne causa il distacco.
2. La Sicilia solarizza
A fine 2016, il totale degli impianti fotovoltaici istallati in
Italia era di 732.053 unità, di cui 47.072 in Sicilia. Nell’isola
nel 2016 sono stati installati 2.873 impianti, una media di quasi
8 impianti al giorno inclusi le giornate di Sabato e Domenica.
Tabella 1. Numero, potenza e produzione degli impianti
fotovoltaici nelle prime 5 regioni italiane per numerosità
impianti (Fonte: GSE, 2017).
Regione n. impianti Potenza
(MW) Produzione
(TWh)
Lombardia 109.108 2.178 2,168
Veneto 99.486 1.799 1,886
Emilia
Romagna 74.873 1.936 2,094
Piemonte 51.362 1.556 1,688
Sicilia 47.072 1.344 1,744
Com’è logico attendersi in base al reddito pro-capite,
Lombardia (109.108) e Veneto (99.486) sono le prime due
regioni italiane per numero di impianti, seguite da Piemonte ed
Emilia-Romagna ma ormai la Sicilia con 47.072 impianti
precede tutte le restanti 15 regioni (Tabella 1).
Tabella 2. Distribuzione provinciale degli impianti
fotovoltaici in Sicilia a fine 2016 per numerosità e potenza
(Fonte: GSE, 2017).
Posizione Provincia Numero
impianti Potenza
(MW)
1 Catania 8.869 213,7
2 Palermo 6.277 166,7
3 Siracusa 5.592 194,8
4 Agrigento 5.486 203,9
5 Trapani 5.198 136,2
6 Ragusa 5.131 205,2
7 Messina 5.087 61,3
8 Caltanissetta 3.436 90,2
9 Enna 1.996 72
Catania è di gran lunga la prima provincia con quasi 9mila
impianti, seguita da Palermo con quasi 6mila e 300 impianti e
da Siracusa che a fine 2016 ne ospitava quasi 5mila e 600
(Tabella 2). è la piccola provincia di Ragusa ad ospitare ben
205 MW di potenza installata, poco dietro a Catania che è
nuovamente prima con quasi 214 MW di installato.
Solo Caltanissetta ed Enna ospitano meno di 5mila impianti,
ma in entrambe le province si registrano tassi annuali di
crescita del numero di impianti superiori al 5%.
3. La transizione energetica della Sicilia
Se la Sicilia volesse completare la transizione energetica
dalle fonti fossili a quelle rinnovabili almeno per quanto
concerne i suoi consumi elettrici, prendendo a riferimento i
consumi del 2016, dovrebbe generare da nuova potenza
fotovoltaica e da nuova potenza eolica 14,4 mld di kWh:
ovvero poco più di 3 volte (3,12 volte) quanto prodotto da
aerogeneratori e moduli fotovoltaici nel 2016.
Per farlo, alcuni pensano che il ricorso a tecnologie come
l’eolico off-shore, cioè con le pale eoliche installate sul fondale
marino come avviene in numerosi Paesi del nord Europa, sia
inevitabile. Vediamo dunque cosa succederebbe solarizzando i
tetti dell’enorme numero di edifici esistenti nella regione più
grande d’Italia.
In Sicilia insistono ben 1.722.072 edifici: un numero
secondo (e non di molto) alla sola Lombardia, che ne conta
1.761.815 unità.9 Un patrimonio edilizio enorme, e oggi del
tutto sovrabbondante visto che da sola la Sicilia contribuisce
per il 17% degli edifici non utilizzati rispetto al totale
nazionale.
Se, in modo del tutto conservativo, assumiamo di dotare
ogni edificio siciliano esistente di un impianto da 5 kW (pari
alla copertura di una superficie del tetto pari a 25 mq, poiché i
moderni pannelli in silicio monocristallino hanno bisogno di
meno di 5 mq per generare una potenza nominale di 1 kW),
questo significa che otterremmo una potenza addizionale di 5
kW × 1.772.072, ovvero 8,61 GW. Utilizzando, di nuovo in
modo molto conservativo, il dato di ore di funzionamento
equivalenti del 2016 (1298 ore), si tratta di una potenza
sufficiente a produrre dal sole, senza alcun inquinamento e lì
dove sono in gran parte utilizzati, ben 11,17 TWh.
I restanti 3,23 TWh necessari a raggiungere i 14,4 TWh
mancanti la Sicilia li potrà ottenere semplicemente
raddoppiando la potenza eolica installata attraverso il
revamping dei parchi eolici esistenti, senza dover installare
alcuna nuova pala, semplicemente sostituendo ai vecchi
aerogeneratori da poco più di 1 MW attualmente installati con
quelli da 2 MW particolarmente adatti a venti incostanti, con
raffiche di vento forte, come quelli tipici delle regioni del
bacino Mediterraneo.
Riferendosi alle ore di funzionamento per l’eolico registrate
in Sicilia nel 2016 (1703 ore), la potenza eolica raddoppiata a
3600 MW genererebbe 6,13 TWh, sufficienti pure a coprire e
persino a far crescere l’export verso Malta (1,53 mld di kWh
nel 2016).
Di nuovo, si tratta di una valutazione conservativa visto che
nel mondo, dalla Cina agli Usa alla Germania, ormai si
installano aerogeneratori dalla potenza nominale di 5 MW.
E questo senza considerare che le ore di funzionamento,
tanto delle pale eoliche, che dei moduli fotovoltaici, non
potranno che aumentare al progredire dell’estensione e della
qualità della rete in alta tensione siciliana, notoriamente la più
rarefatta e bisognosa di interventi fra le reti in alto voltaggio
delle regioni italiane.
Ad esempio, la costruzione del nuovo cavidotto sottomarino
fra Sorgente in Sicilia e Rizziconi in Calabria, si è
accompagnata a importanti interventi di miglioramento della
rete elettrica nella parte nord orientale dell’isola. E’ stato
l’impetuoso sviluppo delle fonti rinnovabili in Sicilia nel corso
degli ultimi dieci anni che ha portato in Sicilia investimenti
pubblici da parte di Terna per lo sviluppo della rete elettrica di
trasmissione, per 700 milioni di euro relativi ad opere già
realizzate; e per circa 800 milioni per opera ancora da
realizzare.10
Fra queste ultime, la costruzione dell’elettrodotto a 380 kV
“Paternò - Pantano - Priolo”, nel sud est dell’isola, di recente
autorizzato dalla Regione Siciliana; mentre è in fase di
autorizzazione l’elettrodotto “Chiaramonte Gulfi - Ciminna”
che consentirà di consentirà di collegare la Sicilia orientale a
quella occidentale migliorando la capacità di trasporto della
corrente verso l’area occidentale dell’isola con conseguente
incremento non solo della qualità (continuità) della fornitura
ma aumentando la capacità di raccolta dell’energia generata ad
esempio dalle pale eoliche della Sicilia occidentale.
A questi si aggiungerà il nuovo elettrodotto a 380 kV
“Assoro - Sorgente 2 - Villafranca” che aumenterà
drasticamente la capacità di trasporto tra la Sicilia centrale e la
provincia di Messina, di nuovo eliminando i “vincoli di
esercizio” (i.e. la necessità di tener fermi gli impianti) delle
centrali a fonti rinnovabili siciliane.
Eolico e fotovoltaico sono perfettamente complementari dal
punto di vista dell’alternanza giorno-notte ed estate-inverno: le
pale producono molta più energia in inverno, e durante le ore
serali. Inoltre, una distribuzione geografica sempre più
omogenea sul territorio delle centrali eoliche e solari, unita alla
nuova capacità di trasmissione dei nuovi elettrodotti farà in
modo di ridurre le esigenze di accumulo dell’energia generata
ogni giorno da sole, vento ed acqua.
Testate da Terna a Ciminna (PA) nel corso degli ultimi 18
mesi in prossimità di una centrala eolica, i sistemi di accumulo
da 1 MW basati sulle batterie agli ioni di litio hanno dato
risultati eccellenti: sono in grado di sono in grado di garantire
dei tempi di risposta ultrarapidi (inferiori ai 200 ms)
subentrando rapidamente ad un calo repentino della
produzione, stabilizzando la rete e assicurando la continuità
della fornitura portando i tecnologi della società pubblica delle
reti elettriche a concludere che questi sistemi “si prestano ad
essere considerati come risorse pregiate”.11
4. La libertà energetica
Con il costo dei moduli approvvigionati dalle aziende
installatrici a prezzi intorno ai 30 centesimi di euro per Watt,12
ed il prezzo del kWh che supera i 15 centesimi di euro e casi
frequenti casi in cui il kWh è pagato 30 centesimi, è facile
comprendere come il fotovoltaico sia il futuro energetico della
Sicilia.
A Siracusa, ad esempio, un’azienda molitoria a Settembre
2015 commissionava la realizzazione di un impianto a terra
dalla potenza di picco di 320 kW (Figura 3).13 In poco più di
due mesi, l’azienda installatrice installava su circa 4mila mq di
terreno 1.280 moduli in silicio policristallino da 250 W
assemblati in Italia.
La corrente continua generata dai moduli è convertita in
alternata da 12 convertitori con efficienza >98%. La
connessione alla rete è avvenuta a gennaio 2016.
4
L’impianto completo (“chiavi in mano”) costava 414mila
euro, ovvero 1,29 €/W. La produzione attesa è superiore ai
500mila kWh annui (507.937 kWh/anno) e l’autoconsumo
stimato in misura del 72% dell’energia prodotta, con un
risparmio annuo in bolletta di circa 54.000 euro. Prendendo in
considerazione pure l’energia immessa in rete, il ritorno
dell’investimento era atteso in circa sei anni. Assumendo una
durata dell’impianto pari a 25 anni (in realtà supererà i 35
anni), il costo del kWh pagato dall’azienda è di 3,2 centesimi
di euro.
Due anni dopo (fine 2017) in Sicilia un impianto
fotovoltaico di analoga elevata qualità di potenza superiore ai
200 kW viene installato a 0,95 €/W: con un calo di oltre il 25%
sul prezzo del 2015. Mentre su scala domestica (fino a 6 kW)
gli impianti vengono venduti a 1,4 €/W (e a 1,25 €/W per
impianti di potenza nominale oltre i 10 kW).
Figura 3 L’impianto fotovoltaico da 320 kW a servizio
dell’Azienda Molitoria “San Paolo” di Siracusa (foto per gentile
concessione di Solare B2B).
Sono questi numeri che, uniti all’enorme disponibilità di
moduli fotovoltaici prodotti partendo dalla sabbia da cui si
ottiene il silicio cristallino, a spiegare perché -- nonostante
tutte le difficoltà create nel corso degli ultimi anni all’ulteriore
sviluppo del fotovoltaico in Italia -- i benefici innanzitutto
economici e sociali delle fonti di energia rinnovabile e delle
nuove tecnologie dello storage supereranno qualsiasi ostacolo.
Già nel 2016 il Gruppo di acquisto solare di Legambiente
Sicilia offriva a 3,133 €/W un impianto fotovoltaico con
sistema di accumulo basato su batterie agli ioni di litio capaci
di accumulare 6,4 kWh di energia elettrica.
Da allora, il costo degli accumulatori al litio è continuato a
scendere rapidamente. E già nel corso dei primi 10 mesi del
2017, ben 4.146 (l’11%) dei 37.876 nuovi impianti fotovoltaici
installati in Italia erano dotati di accumulatori al litio.14
Al progredire del calo dei prezzi e all’aumento dell’offerta
dovuto al continuo ingresso di nuove aziende sul mercato dello
storage, è facilmente prevedibile che tutti i nuovi impianti
solari fotovoltaici saranno dotati di accumulo.
In breve, dall’agricoltura ai trasporti, dalla nautica
all’industria delle costruzioni, l’intero sistema produttivo si
appresta ad essere rivoluzionato dalle tecnologie dell’energia
solare, dell’efficienza energetica e dello storage.
L’energia rinnovabile è ormai uno dei principali datori di
lavoro a livello mondiale: nel 2016 erano oltre 9,8 milioni le
persone a lavorare a tempo pieno nel settore delle energie
rinnovabili.15 Negli ultimi quattro anni, ad esempio, il numero
di posti di lavoro nel fotovoltaico ed eolico è più che
raddoppiato, ed è il fotovoltaico è il più grande datore di lavoro
green nel mondo, con 3,1 milioni di occupati (oltre un milione
nell'eolico): un ordine di grandezza in più di tutti gli occupati
delle Internet companies.
Occorre dunque assumere una prospettiva internazionale
portando nel mondo i risultati della solarizzazione accelerata
italiana; che includono, naturalmente, la capacità di coniugare
la generazione di energia pulita con gli aspetti estetici e
funzionali tipici del Made in Italy.
Nel fotovoltaico, come nel fototermico.
Figura 4. Collettore solare ad aria, installato sulla facciata di un
edificio a Pantelleria: fino a 250 mc/ora di aria calda, ricca di
ossigeno e asciutta che immessa ogni giorno nell'abitazione
durante le ore diurne la riscalda e sanifica gratuitamente.
Sono italiani, ad esempio, i collettori solari ad aria installati
su facciata capaci di creare un continuo ricambio d'aria negli
ambienti, giorno per giorno, sanificandoli e regolando in
maniera naturale la deumidificazione, che hanno iniziato a
diffondersi in Sicilia (Figura 4) con eccellenti risultati.
5. Legge regionale sulla generazione distribuita
Scrivevamo nel 2015 che “ad impedire a famiglie e imprese
di autoprodursi l’energia non sono quindi né il costo, né la
mancanza di imprese del solare qualificate. Ma la mancanza
d’informazioni e conoscenze, che unite a regole autorizzative
ottocentesche fanno sì che il Papa disponga sul tetto adiacente
a S. Pietro di un grande impianto da oltre 200 chilowatt;
mentre in buona parte di Modica, ad esempio, sussiste il
vincolo preventivo”.
Grazie alle sue immense risorse di ventosità e luminosità,
oggi che il costo di fotovoltaico ed eolico è crollato dando
luogo ad un vero e proprio “great solar boom” mondiale,16 la
Sicilia può puntare concretamente alla piena libertà energetica:
arrivando a produrre il suo intero fabbisogno di energia da
sole, vento ed acqua.
E potrà farlo concretamente con una nuova Legge regionale
sulla generazione distribuita dell'energia nel territorio della
Regione Siciliana per portare a tutti i residenti in Sicilia i
benefici dell'energia solare e delle fonti rinnovabili
dell’energia: sole, acqua, vento e terra.
Seguendo le nuove Linee guida contenute nella legge
famiglie, imprese e pubbliche amministrazioni potranno
installare gli impianti solari sui tetti di abitazioni, aziende ed
uffici pubblici rapidamente ed in piena armonia con le
esigenze di tutela e valorizzazione dell’immenso patrimonio
storico-artistico e paesaggistico della Sicilia.
Perché le nuove tecnologie del solare coniugano bellezza ed
efficienza energetica: in molteplici casi, l’Italia e la Sicilia
hanno fatto da scuola al mondo nella loro integrazione
architettonica e paesaggistica.
Ma sono in pochi a saperlo.
Ad esempio, pochisanno che il tetto della ex Chiesa di S.
Giovanni Battista di Gela (Figura 5) è stato rifatto alla fine del
2015 con tegole in cotto fotovoltaiche.
Tegole in cui l’eleganza si abbina all’efficienza energetica,
grazie alle celle in silicio cristallino e ai singoli di diodi di by-
pass installati in corrispondenza di ogni tegola; e alla
ventilazione naturale sul retro delle celle che le raffresca
durante la prolungata stagione afosa siciliana ed italiana,
aumentando di molto la produzione di energia.
Figura 5. Gela: il tetto della ex Chiesa di S. Giovanni Battista,
rifatto insieme agli interni nel 2015, è solarizzato con un impianto
fotovoltaico da 6 kW costituito da tegole in cotto fotovoltaiche.
La legge potrà contenere precisi obiettivi e scadenze che
portino alla solarizzazione di tutti gli edifici. Ad esempio, è
ragionevole che in 5 anni gli impianti fotovoltaici passino dagli
attuali poco meno di 50mila a 200mila. E poi, ancora, nei 5
anni successivi a 500mila.
E infine, al 2030, superino il milione.
Ed è ragionevole stimare che tutte le abitazioni mono e bi-
familiari della Sicilia usino il solare fototermico per produrre
l’acqua calda come avviene da tempo in Grecia, a Cipro e in
Israele.
6. Discariche solari
La Sicilia potrà quindi solarizzare con la guaina fotovoltaica
tutte le numerose discariche di rifiuti solidi urbani esauste,
come già avviene a Roma dal 2008 e nel trevigiano da fine
2012 quando ad entrare in esercizio nella ex discarica in
località Padernello di Paese è stato l’impianto da 998 kW con
moduli fotovoltaici flessibili in film sottile che fanno uso del
CIGS (diseleniuro di cadmio, indio e gallio) come
semiconduttore responsabile dell’effetto fotovoltaico.17
Figura 6. La discarica di Tiretta, nel Comune di Paese nei pressi
di Treviso, solarizzata a fine 2012 (foto da Google Earth).
Dopo i lavori preliminari di bonifica del sito con la messa in
sicurezza, la deposizione della guaina a bassa permeabilità, e la
sistemazione delle linee di linee captazione del biogas e del
percolato, veniva realizzato rapidamente l’impianto
fotovoltaico (Figura 6) incollando i moduli flessibili alla
geomembrana con un semplice sistema a velcro.
Con vantaggi enormi di ordine economico e ambientale. La
solarizzazione con la guaina fotovoltaica, infatti, pressoché
azzera l’emissione di sostanze gassose maleodoranti, e la
formazione del percolato grazie alla drastica riduzione delle
infiltrazioni d’acqua, con un drastico calo dei costi di gestione
della discarica legati al conferimento del percolato.
L’energia prodotta a costo combustibile zero (nella
discarica di Tiretta 3.813.400 kWh fra l’1 Gennaio 2013 e il 31
Dicembre 2016 con un numero di ore annue di funzionamento
alla potenza nominale pari a 1273 ore, ovvero prossimo alle
1298 ore del fotovoltaico in Sicilia nel 2016), potrà essere
facilmente venduta sul mercato elettrico, senza alcun incentivo
e senza una quota di autoconsumo, come già avviene con la
centrale fotovoltaica da 63 MW entrata in esercizio nella prima
parte del 2017 a Montalto di Castro.18
7. Riferimenti
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http://download.terna.it/terna/0000/0988/08.PDF, Milano,
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12. ENF, «Directory pannelli solari»,
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13. «In Sicilia la farina si produce col fotovoltaico», Solare
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14. « Fotovoltaico, in Italia più di un nuovo impianto su 10 è
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15. «Il fotovoltaico traina i posti di lavoro nelle rinnovabili»,
rinnovabili.it, 24 Maggio 2017.
16. F. Meneguzzo, R. Ciriminna, L. Albanese, M. Pagliaro,
«The Great Solar Boom: A Global Perspective into the Far
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Energy Science & Engineering 3 (2015) 499-509.
17. R. Ciriminna, L. Albanese, M. Pecoraino, F. Meneguzzo,
M. Pagliaro, «Solar landfills: Economic, environmental and
social benefits», Energy Technology DOI:
10.1002/ente.201700620.
18. «Fotovoltaico in market parity: il caso dei 63 MW a
Montalto di Castro», qualenergia.it, 30 Giugno 2017.
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Technical Report
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Nella prima settimana di maggio nelle ore di picco il MWh nella zona Sicilia è costato 9 euro meno del prezzo unico nazionale: un'inversione storica del differenziale. In questo ha avuto un ruolo determinante, accanto alla norma sugli impianti essenziali, la produzione fotovoltaica, spiegano i ricercatori del Polo Solare Sicilia del Cnr.
Article
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This study offers a unified perspective into the unexpected solar energy photovoltaic revolution, and its far reaching impact onto both energy generation and electricity markets. Practically relevant aspects, such as those related to the value of solar PV electricity, land consumption, energy return on energy invested, reliability of the technology, the structure of the global PV industry, the cost of Li ion batteries and related market trends are clarified. We identify the main barriers to overcome for solar PV to expand beyond a niche market (say, <10% of a country's power generation), and the related societal benefits with electrification of energy end uses.
Article
Ideally suited for hosting large solar photovoltaic arrays feeding electricity into the grid, closed landfills will play a significant role in the undergoing energy transition from fossil-fuel and nuclear energy to renewable energy. Aimed at sustainability scholars and policy makers, this study identifies the economic, environmental, and social benefits of solar landfills, suggesting avenues for the massive transformation of hazardous landfills into renewable-energy-generation plants. Thus, the landfills no longer pose threats to human health and to the ecosystem.
Article
The potential of weather forecasting is increasingly being exploited by renewable power generators and transmission system operators as renewable electricity generation has become a significant and increasing part of the energy mix in many countries. Showing how the forecasts are interpreted and actually used, we suggest avenues for policy makers on how to best utilize meteorology in the unfolding energy transition through new, integrated weather and energy services.
14. « Fotovoltaico, in Italia più di un nuovo impianto su 10 è con storage», qualenergia.it, 16 Novembre 2017. 15. «Il fotovoltaico traina i posti di lavoro nelle rinnovabili»
  • L Michi
L. Michi (Terna), «Ruolo e prospettive dello Storage nel Sistema Elettrico Italiano, http://download.terna.it/terna/0000/0988/08.PDF, Milano, Settembre 2017. 12. ENF, «Directory pannelli solari», https://it.enfsolar.com/pv/panel, Novembre 2017. 13. «In Sicilia la farina si produce col fotovoltaico», Solare B2B, Gennaio/Febbraio 2016, p.31. 14. « Fotovoltaico, in Italia più di un nuovo impianto su 10 è con storage», qualenergia.it, 16 Novembre 2017. 15. «Il fotovoltaico traina i posti di lavoro nelle rinnovabili», rinnovabili.it, 24 Maggio 2017.