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Nanotecnologie e Postura

Authors:
  • Posturalab research institute
  • Posturalab Research Institute

Abstract and Figures

Taopatch® are nanotechnological devices wich present themselves as a circular microchip shape. The constant stimulation induced by Taopatch® devices seems to be able to create an affected areas detensioning and it helps the proprioception to transmit coherent photons with the human body by the constant stimulation of out of balance focal points, and all with no chemical releasing. These devices are applied on specific points, following protocols of the Taopatch® technology. They immediately further the tonic-postural system reeducation and the improvement is measurable at the moment. The work we have done consists to verifying the effects produced by the device and how it can modulates antigravity muscle tone. Then we decided to test 45 asymptomatic subjects and 2 subjects with multiple sclerosis, with a stabilometric examination in static condition and in bipodalic orthostasis. We’ve tested the 45 subjects dividing them in three groups: 15 subjects to whom we applied the device; 15 to whom a we applied the placebo device; 15 control subjects to whom we applied no one device. With multiple sclerosis the central nervous system is attacked by individual’s own immune system; nerve fibers are surrounded by myelin, wich protects them. The myelin of a subject with multiple sclerosis disappears in multiple areas. So a part of our study investigated about the effects on the postural balance, in subjects with multiple sclerosis (RR relapse remitting) after the application of the device, trough the stabilometric examination. We have applied to the subjects with multiple sclerosis taopatch devices for 60 days. They removed the device 36 hours before the first stabilometric examination (T zero), and at the and of it, we applied it again. Five days later the new application of the device (T1), they repeat the stabilometric test. The results we obtained about these two subjects were very comforting; about the percentages, we’ve seen an improvement in all of the parameters considered.
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UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PALERMO
SCUOLA DELLE SCIENZE UMANE E DEL PATRIMONIO CULTURALE
MASTER IN POSTUROLOGIA E BIOMECCANICA
IV Edizione
NANOTECNOLOGIE E POSTURA
“Dalla ricerca alle applicazioni pratiche”
“Applicazioni su soggetti sani e con sintomatologia aspecifica”
“Applicazioni su pazienti affetti da Sclerosi Multipla”
Tesi di:
Dott. Genua Diego
Dott. Bruno Fabrizio
Dott. Caldarera Gaetano
Relatore
Ch.mo Prof. Messina Giuseppe
Correlatore
Dott. Ewan Thomas
Anno Accademico 2015/2016
La continua e costante ricerca di un equilibrio con la natura e con se stessi
ha contraddistinto da sempre l’evoluzione dell’essere umano
Diego Genua
INDICE
CAPITOLO 1
La Nanotecnologia
1.1 Le applicazioni della nanotecnologia pag. 3
1.2 Descrizione dei dispositivi Taopatch® pag. 5
1.3 Tecnologia del Taopatch® pag. 6
CAPITOLO 2
L’elettromagnetismo
2.1 Il campo elettromagnetico dell’uomo pag. 7
App. 1 Scopo del lavoro pag. 10
CAPITOLO 3
La Postura
3.1 Postura ed equilibrio pag. 11
3.2 Postura e catene muscolari pag. 13
3.3 Postura ed apparato stomatognatico pag. 15
3.4 Postura e disfunzione linguale pag. 16
CAPITOLO 4
Analisi e risultati su soggetti sani
4.1 Metodologia utilizzata pag. 19
4.2 Risultati pag. 23
CAPITOLO 5
Analisi e risultati su soggetti con sclerosi multipla
5.1 La sclerosi multipla pag. 25
5.2 Incidenza nel mondo pag. 26
5.3 Pazienti con sclerosi multipla pag. 26
5.4 Risultati pag. 28
App. 2 Conclusioni pag. 30
SITOGRAFIA E BIBLIOGRAFIA pag. 32
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ABSTRACT
I Taopatch® sono dispositivi nanotecnologici che si presentano come dei microchip di forma
circolare. La stimolazione costante indotta dai dispositivi Taopatch® sembra riesca a creare
un detensionamento delle aree interessate e favorisca la propriocezione è in grado di
trasmettere fotoni coerenti con il corpo umano, stimolando costantemente i punti nevralgici
che sono in squilibrio, il tutto senza rilasciare nessuna sostanza chimica. I Taopatch®
vengono applicati in alcuni punti specifici seguendo determinati protocolli redatti dalla ditta
costruttrice. Essi favoriscono un riequilibrio del sistema tonico posturale sin dal primo
minuto d’applicazione e misurabile subito. Il lavoro da noi svolto consta nel verificare gli
effetti prodotti dalle informazioni iscritte di questo dispositivo e come possa modulare il
tono muscolare antigravitario. Abbiamo deciso quindi, di sottoporre n 45 soggetti
asintomatici e 2 soggetti affetti da sclerosi multipla, ad un esame stabilometrico in statica
alla condizione di ortostasi bipodalica.
I 45 soggetti sono così stati suddivisi: 15 soggetti ai quali è stato applicato il dispositivo; 15
soggetti ai quali è stato applicato un dispositivo placebo; 15 soggetti controllo ai quali non è
stato applicato alcun dispositivo.
Nella sclerosi multipla si verifica un danno ed una perdita di mielina in più aree (da cui il
nome «multipla») del sistema nervoso centrale.
Parte del nostro studio ha indagato gli effetti sull’equilibrio su soggetti affetti da sclerosi
multipla di tipo RR (recidiva remittente) ai quali è stato applicato il dispositivo ed effettuata
una stabilometria statica.
I soggetti in esame sono già in trattamento con il dispositivo Taopatch® da 60 giorni circa.
- Al Tempo T0 si effettua un esame stabilometrico senza dispositivo, essi non lo applicano
da 36 ore circa; terminato l’esame, i soggetti applicano il dispositivo che terranno per 5
giorni.
- Al Tempo T1 si effettua un esame stabilometrico dopo 5 giorni dall’applicazione del
dispositivo da T0.
I risultati ottenuti sui due pazienti sono stati molto confortanti, in termini percentuali hanno
visto un miglioramento di tutti i parametri presi in considerazione.
- 2 -
ABSTRACT
Taopatch® are nanotechnological devices wich present themselves as a circular microchip
shape. The constant stimulation induced by Taopatch® devices seems to be able to create an
affected areas detensioning and it helps the proprioception to transmit coherent photons with
the human body by the constant stimulation of out of balance focal points, and all with no
chemical releasing. These devices are applied on specific points, following protocols of the
Taopatch® technology. They immediately further the tonic-postural system reeducation
and the improvement is measurable at the moment. The work we have done consists to
verifying the effects produced by the device and how it can modulates antigravity muscle
tone. Then we decided to test 45 asymptomatic subjects and 2 subjects with multiple
sclerosis, with a stabilometric examination in static condition and in bipodalic orthostasis.
We’ve tested the 45 subjects dividing them in three groups: 15 subjects to whom we applied
the device; 15 to whom a we applied the placebo device; 15 control subjects to whom we
applied no one device. With multiple sclerosis the central nervous system is attacked by
individual’s own immune system; nerve fibers are surrounded by myelin, wich protects
them. The myelin of a subject with multiple sclerosis disappears in multiple areas. So a part
of our study investigated about the effects on the postural balance, in subjects with multiple
sclerosis (RR relapse remitting) after the application of the device, trough the stabilometric
examination.
We have applied to the subjects with multiple sclerosis taopatch devices for 60 days. They
removed the device 36 hours before the first stabilometric examination (T zero), and at the
and of it, we applied it again. Five days later the new application of the device (T1), they
repeat the stabilometric test. The results we obtained about these two subjects were very
comforting; about the percentages, we’ve seen an improvement in all of the parameters
considered.
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CAPITOLO 1
LA NANOTECNOLOGIA
1.1 Le applicazioni della nanotecnologia
E’ un ramo della scienza applicata e della tecnologia che si occupa del controllo della
materia, della progettazione e della realizzazione di dispositivi su scala dimensionale
inferiore al micrometro, in genere tra 1 e 100 nanometri.
Poiché le nanotecnologie hanno come oggetto la manipolazione di materiali su scala atomica
e molecolare, la dimensione nanometrica del materiale manipolato dischiude orizzonti
applicativi impensabili in passato, si pensi, solo per fare alcuni esempi, alle possibilità
diagnostiche e terapeutiche (in particolare dispositivi miniaturizzati da impiantare nel corpo
umano a scopo di diagnosi precoce delle malattie o i materiali capaci di migliorare la
biocompatibilità degli organi trapiantati), alle applicazioni nel campo delle tecnologie
dell’informazione e della comunicazione.
Le nanotecnologie ricadono in un ambito di indagine multidisciplinare coinvolgendo
molteplici indirizzi di ricerca, tra cui: la biologia molecolare, la chimica, la scienza dei
materiali, la fisica, l’ingegneria meccanica, l’ingegneria chimica ed elettronica.
Lo studio e la ricerca, tutt’oggi, dei prodotti nano tecnologici puntano alla creazione e
all’impiego di materiali, dispositivi e sistemi con dimensioni a livello molecolare e
caratteristiche migliorative e innovative.
Sul piano progettuale, l’approccio multidisciplinare alle nanotecnologie ruota intorno a due
metodiche alternative. L’approccio top-down prospetta che i dispositivi siano fabbricati da
materiali macroscopici attraverso un attento controllo dei processi di miniaturizzazione a
livello atomico. L’approccio bottom-up prevede che i materiali e i dispositivi siano realizzati
partendo da componenti molecolari che si auto-assemblano tramite legami chimici,
sfruttando principi di riconoscimento molecolare.
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Le nanotecnologie consentono di costruire oggetti, dispositivi e materiali con le dimensioni
di un miliardesimo di metro. Dal punto di vista funzionale poggiano su nanostrutture che
consentono il risparmio di spazio, la possibilità di controllare le proprietà dei materiali, il
miglioramento della potenza e della capacità di memoria dei dispositivi elettronici.
L’applicazione delle nanotecnologie in campo biomedico si propone l’obiettivo di realizzare
un monitoraggio completo e continuo dell’organismo umano e di contribuire alla tutela della
salute, lavorando a livello molecolare per ottenere benefici medici e clinici mediante
l’utilizzo di nano-dispositivi e nanostrutture, in particolare, incentivando la ricerca sulla
produzione di nano-materiali e di nano-dispositivi per ottimizzare le tecnologie già esistenti
per una più completa applicazione nel settore medico; per lo sviluppo di nuovi sistemi
multifunzionali per la diagnosi delle malattie e per la somministrazione mirata di farmaci e
di informazioni biologicamente attive.
Nanotubi
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1.2 Descrizione dei dispositivi Taopatch®
I Taopatch® sono dispositivi nanotecnologici che si presentano come dei microchip di forma
circolare, con 16 mm di diametro e meno di 1 mm di spessore, il rivestimento è in materiale
anallergico (Mylar) al cui interno viene inglobata una miscela di nanotecnologia. I
componenti principali sono dei nanocristalli chiamati quantum dots, degli up-converting-
nano-chrystals e nanotubi di carbonio
Il presupposto con il quale sono stati ideati è creare un processo di “acquisizione energetica”
e la trasformazione di questa energia in altre forme energetiche utilizzabili come portanti per
veicolare informazioni biologicamente attive.
I Taopatch® favoriscono un riequilibrio del sistema tonico posturale sin dal primo minuto
d’applicazione e misurabile subito. Si applicano sulla cute con l’ausilio di un nastro cerotto,
possono essere tolti e riapplicati in altri punti, si possono portare continuativamente per il
tempo necessario, permettendo così di conservare a lungo termine un equilibrio posturale,
integrandosi agli effetti dei trattamenti in studio.
Dispositivo Taopatch®
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1.3 Tecnologia del Taopatch®
Sono dei dispositivi nanotecnologici che si presentano come dei microchip di forma
circolare, con 16 mm di diametro e meno di 1 mm di spessore. Si applicano sulla cute con
l’ausilio di nastro cerotto e si indossano per il tempo necessario al trattamento. Il
rivestimento è in materiale anallergico (Mylar) al cui interno viene inglobata una miscela di
nanotecnologia, i componenti principali sono dei nanocristalli chiamati quantum dots, degli
upconverting nanochrystals e nanotubi di carbonio. I nanocristalli vengono eccitati dal calore
del corpo (fotoni nell’infrarosso) e producono elettroni e fotoni di lunghezze d’onda simili a
quelle utilizzate nella Low-level-laser Therapy e nella Ultra-low-level-laser therapy (ad
esempio 904nm, 670nm). Scopo dell’emissione di elettroni e fotoni è quello di stimolare
determinati recettori e di agire sui dermatomeri, favorendo il detensionamento delle aree
dermatomeriche scelte dall’operatore, liberando tensioni muscolari. La stimolazione
attraverso fotoni di queste lunghezze d’onda sembra possa indurre l’attivazione di
determinati fotorecettori e di proteine fotosensibili, favorendo la trasmissione di
informazioni all’interno del corpo. La coerenza e la costanza dell’emissione e della
stimolazione favorisce la coerenza di fase dei sistemi, requisito fondamentale per migliorare
ogni forma di comunicazione di tipo elettromagnetico. I dispositivi non hanno quindi
nessuna azione chimica o farmacologica e non rilasciano quindi nessuna sostanza chimica
al corpo. Siamo in presenza di una stimolazione biofisica di bassissima intensità.
L’emissione del dispositivo ha come scopo quello di dare una stabilizzazione e una
migliorata efficacia del feedback vestibolare e dell'interfacciamento tra i sistemi e quindi un
miglioramento dell'equilibrio in stazione eretta e in movimento assieme ad una
decontrazione specifica dei gruppi muscolari pertinenti ai dermatomeri interfacciati.
L'interfaccia che si è rivelata semplice da raggiungere ed efficace per questo dialogo è la
cute e, più precisamente, le sue terminazioni neurali dermatomeriche. I dermatomeri sono le
regioni cutanee innervate da una singola radice spinale (radice sensitiva), sede degli archi
riflessi orizzontali.
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CAPITOLO 2
ELETTROMAGNETISMO
2.1 Il campo elettromagnetico dell’uomo
Secondo la biofisica l’uomo non è soltanto un composto chimico regolato da reazioni
chimiche ma come altro organismo vivente riceve ed emette radiazioni (Georges Lakhovsky
1870 1942) La fisica quantistica ci spiega che ogni corpo è un sistema oscillatorio, cioè
energia, quindi in grado di emettere un campo elettromagnetico. Da questo concetto non
esula il corpo umano, in quanto costituito da quegli oscillatori elementari che sono le cellule
è in grado di emettere e ricevere radiazioni elettromagnetiche. Il corpo umano può essere
paragonato ad una stazione sia di trasmissione che ricevente, ovvero sia come trasmettitore
che ricevitore di CEM (Campo Elettromagnetico) emesso e modulato con una banda che va
da circa 1,5 a 9,5 Megahertz. Da recenti studi con la Fisica quantistica si è arrivati a capire
che la banda del corpo umano non è solo nell'intorno delle onde Corte (1,5 - 9,5 MHz, questa
è quella relativa all'emissione di campo elettromagnetico generato dalle cellule e dagli
organi), ma si estende molto più su, almeno fino alla banda di emissione della luce; lo stesso
vale per tutti i corpi. In termini di frequenze, lo spettro visibile varia tra i 400 e i 790 Tera
hertz. La massima sensibilità media dell'occhio umano probabilmente si ha ai 560 nm (540
THz) dello spettro elettromagnetico. Se così non fosse, i nostri elettroni non potrebbero
scambiare informazioni con i quanti di luce che ci colpiscono. Dalla luce incidente sui corpi
(di qualsiasi tipo essi siano) avviene la continuità della vita: si pensi alla sintesi clorofilliana,
ma anche al fatto che nessuno di noi resisterebbe al buio per un periodo molto lungo. La vita
stessa dell'universo materiale si basa sulla luce retta, lo spazio è curvo, il tempo diventa
relativo alla terra. L’attività elettromagnetica che avviene all’interno del corpo umano crea
un unico, personale ma modificabile CEM - Campo Elettromagnetico che contiene
un’enormità di informazioni, queste vengono trasmesse anche con l’esterno. Si è scoperto
inoltre che l’energia elettromagnetica irradiata dall’uomo è in relazione diretta con la salute,
la vitalità e le reazioni emozionali. L’uomo ha una propria energia che interagisce
costantemente con l'Universo, vale a dire con le energie spaziali e terrestri. Gli antichi
orientali ritenevano che la persona è in continua collaborazione con l'universo e se l'armonia
è leggermente infranta, le persone si ammalano. La materia è energia che si manifesta con
una vibrazione, quindi possiamo intuire che anche il nostro corpo fisico è energia manifestata
in modo tale che i nostri sensi possono percepirla e riconoscerla in un determinato modo.
- 8 -
Tuttavia i nostri sensi hanno la capacità di percepire solo una piccola parte di tutte le
frequenze e vibrazioni che ci circondano e che corrispondono allo spettro cromatico visibile
dai nostri occhi.
Ogni organo del corpo umano è formato da un insieme di cellule che sono specializzate,
quindi diverse a seconda della natura dell’organo che vanno a formare. Ogni organo, quindi,
emette il suo campo elettromagnetico dato dalla somma dei campi generati dalle varie cellule
che lo compongono, determinando un’emissione con una certa lunghezza di banda occupata.
L’emissione di questo campo elettromagnetico ha una frequenza nell’intorno delle onde
radio sotto i 100 Mhz in quanto la lunghezza d’onda non può essere molto più grande delle
dimensioni delle cellule. Carlo Rubbia (premio Nobel 1984 per la fisica) ha dimostrato che
solo la miliardesima parte dell’universo esistente è fatta di “materia visibile” il resto è
energia.
- 9 -
La materia è sottoposta a delle forze energetiche interattive ed esiste una costante naturale:
il rapporto tra massa ed energia che è di uno ad un miliardo.
In pratica la materia che compone l’uomo è un miliardesimo di quello della sua energia.
Quindi un organismo recepisce come energia (informazione) tutto ciò che dall’esterno
influisce su di esso, a sua volta emette energia e quindi informazione.
Rupert Sheldrake descrive i nostri corpi come gerarchie annidate di frequenze vibratorie che
si manifestano come sistemi all’interno di sistemi più grandi e più complessi. Infatti, l’intero
universo può considerarsi come un gigantesco insieme di campi di risonanza di energia, tutti
sempre in costante interazione tra loro. Peraltro, è abbastanza plausibile credere che una
vibrazione imposta esternamente possa avere un’influenza sulla nostra fisiologia. Tutte le
cellule del corpo umano grazie al loro DNA che funziona come un trasmettitore-ricevitore
sono in continua connessione elettromagnetica e modificano se stesse a seconda dei
messaggi. La Medicina Quantistica grazie a tecnologie basate sulla Fisica Quantistica può
decodificare le trasmissioni intercellulari ed effettuare una diagnosi, quindi una terapia
adeguata.
Campo elettromagnetico del cuore dell’uomo
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Scopo del lavoro
Negli ultimi anni grazie all’incontro della fisica con la medicina e, le tecnologie basate sulla
fisica quantistica, la ricerca è impegnata nella decodificazione delle trasmissioni
intercellulari, analizzando i campi elettromagnetici che ogni organo o sistema fisiologico in
salute emette, mirando il suo studio ad una diagnosi e una terapia adeguata tentando di dare
coerenza informazionale ai sistemi patologici.
Nell'interazione campo elettromagnetico e strutture biologiche si inserisce la tecnologia di
questo studio.
Essendo l’equilibrio da posizione eretta indice di funzionalità posturale, il lavoro da noi
svolto consta nel verificare gli effetti prodotti dalle informazioni iscritte nel dispositivo
denominato Taopatch® e come possa modulare il tono muscolare antigravitario,
influenzando quindi la postura dei soggetti ai quali il dispositivo viene applicato. Il tutto si
è focalizzato nel verificare tali effetti prima e dopo l’applicazione del dispositivo su soggetti
sani, valutando tramite esame stabilometrico in statica la variazione di alcuni parametri come
la lunghezza del gomitolo, la superficie dell’ellisse, LFS con particolare approfondimento di
quest’ultimo il quale ci indica specificatamente il rapporto equilibrio e dispendio
energetico” del sistema tonico posturale.
Inoltre, parte del nostro studio ha indagato gli effetti sull’equilibrio (come sopra) su soggetti
affetti da sclerosi multipla di tipo RR (recidiva remittente).
Abbiamo deciso quindi, di sottoporre n 45 soggetti asintomatici e 2 soggetti affetti da sclerosi
multipla, ad un esame stabilometrico in statica.
- 11 -
CAPITOLO 3
LA POSTURA
3.1 Postura ed equilibrio
La postura è un automatismo neuro-muscolare e viene normalmente definita come
la posizione del corpo nello spazio e la relazione spaziale tra segmenti scheletrici, il cui fine
è il mantenimento di un Equilibrio.
La postura è un dato fisico oggettivo, ma anche soggettivo, espressivo che accomuna tutti
ed allo stesso tempo ci differenzia dagli altri. Infatti nessuno mai potrà dire di avere una
postura uguale ad un’altra persona, essa comunque rappresenta un mezzo di comunicazione
tra il nostro mondo interiore e quello che ci circonda, cui concorrono fattori neuro-fisiologici,
biomeccanici, psicoemotivi e relazionali, inoltre è determinata anche da fattori ereditari e
costituzionali, dalle esperienze motorie del soggetto, da caratteristiche psicologiche nonché
dal carattere stesso della persona. Il fattore principale della postura è il tono muscolare,
definito anche come il tessuto della relazione, che è non solo base dell’accomodamento
posturale, ma anche espressione delle emozioni e degli atteggiamenti.
Non esiste una postura “standard o ideale” in quanto la complessità dei meccanismi che la
regolano uniti all’insieme di forze con cui il corpo si trova a lottare rendono questa
Corpo in equilibrio
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condizione impossibile; esiste però una Postura efficace, in quanto consente di avere
Equilibrio e Sforzo Minimo nel mantenere una posizione o nel muoversi, determinando così
un buon allineamento posturale dando vita a quel confine fra essere in salute e non esserlo.
Da tutto ciò possiamo intuire lo stretto legame che intercorre tra postura ed equilibrio, dove
non necessariamente ad una lieve alterazione della prima vi sia un’interferenza con la
seconda anche se nel binomio problema posturale e disturbi dell’equilibrio ci siano molte
relazioni. L'equilibrio, tecnicamente, viene mantenuto fino a quando il centro di gravità cade
entro il perimetro del poligono di base e necessita dell’intervento di movimenti compensatori
elaborati automaticamente tramite archi riflessi sotto il controllo tronco-cerebellare che
prende il nome di sistema tonico posturale, il quale può essere inteso come un sistema
cibernetico, in cui le varie componenti interagiscono tra di loro, e il risultato delle loro
interazioni è l'azione antigravitaria esercitata dai muscoli del corpo.
Tutti i segnali assunti istante per istante dal sistema tonico posturale (input) vengono
integrati ed elaborati dal sistema nervoso centrale che in sede sotto corticale - quindi non
direttamente controllabile dalla volontà che dopo averle elaborate ed integrate, generano
una risposta motoria destinata ai fusi neuro muscolari, essi a loro volta modulano il tono di
base dei muscoli tonici e delle catene muscolari a cui appartengono, in tal modo,
modificando il tono anche di un solo muscolo, si modula la tensione di tutta la catene e ciò
modifica l’assetto posturale.
Sistema tonico posturale
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È compito del sistema nervoso centrale regolare e mantenere entro certi limiti la funzione
dell’equilibrio, infatti l’intero sistema cibernetico (sistema tonico posturale) si basa
principalmente sull’acquisizione e nell’elaborazione di informazioni sensoriali che integrate
con altre informazioni, anche di natura psichica proveniente dai centri nervosi della parte
più evoluta del nostro cervello (cioè la corteccia), completato il processo di elaborazione ed
integrazione, viene generata una risposta motoria tonica, quindi non di movimento ma di
regolazione della tensione destinata per mezzo del circuito dei neuroni gamma ai fusi
neuromuscolari dei muscoli tonici. Essi a loro volta essendo inseriti nelle catene miofasciali
la cui tensione reciproca genera successivamente l’organizzazione tridimensionale del
nostro corpo affinché si possa stare semplicemente in piedi, in equilibrio, e con il minimo
dispendio di energia.
Gestire quindi la propria postura significa obbligatoriamente gestire sistema nervoso
centrale, sistema nervoso periferico, sistema nervoso vegetativo e fattori psicoemotivi.
3.2 Postura e catene muscolari
Il nostro organismo riceve continuamente informazioni dall’ambiente attraverso i recettori,
che sono dei veri e propri sensori che captano le informazioni e le trasmettono ai centri
nervosi, i quali a loro volta attivano i meccanismi di adattamento agli stimoli esterni. Tra i
recettori più importanti dobbiamo citare:
a) il recettore oculare che attraverso la vista riferisce le informazioni dell’ambiente;
b) il recettore vestibolare che è situato nell’orecchio interno e che percepisce la
posizione del capo quando il corpo è in movimento;
c) il recettore podalico che trasmette informazioni per quanto riguarda il contatto con il
suolo;
d) i recettori propriocettivi che sono situati nei muscoli e hanno il compito di informare
il sistema nervoso riguardo lo stato di tensione del muscolo.
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Il nostro organismo sia in statica che in dinamica assume un equilibrio ottimale a seconda
degli stimoli ambientali che riceve e del programma motorio che adotta.
Gli adattamenti che il nostro corpo mette in atto si trasmettono ai muscoli, i quali si
organizzano tra loro attraverso le catene miofasciali. Il tessuto connettivo mette in
comunicazione i singoli muscoli tra loro, infatti l’elasticità o al contrario l’ipertono di un
singolo muscolo è strettamente collegato e trasmesso a tutti i muscoli che fanno parte della
stessa catena muscolare. Mèzières raggruppa il sistema tonico-posturale in quattro catene:
Le catene muscolari miofasciali
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1) la catena posteriore;
2) la catena antero-inferiore;
3) la catena anteriore del collo;
4) la catena anteriore del braccio.
Nel caso in cui un recettore è in disfunzione il nostro sistema nervoso applica delle strategie
per adattarsi a questa disfunzione e di conseguenza modificherà il modo di rapportarsi
all’ambiente e quindi la postura.
3.3 Postura ed apparato stomatognatico
L'apparato stomatognatico è un complesso anatomo-funzionale costituito da varie
strutture che svolgono funzioni di vitale importanza come la masticazione, la
deglutizione e la respirazione. Tale complesso apparato è integrato in maniera
importante con il sistema tonico posturale. Cranio, mandibola, denti, lingua e colonna
cervicale formano in realtà un'unità funzionale inscindibile e come tale va esaminata.
A sua volta tale uni è indissolubilmente legata all'intera postura. Occorre quindi
tener presente che qualunque intervento riguardante la bocca pot avere influenze
sull'intero corpo. La definizione delle classi dentarie, seppure rivisitata e corretta nel corso
degli anni, rimane sostanzialmente quella coniata a inizio ‘900 dal padre dell’ortodonzia
moderna: Angle. Si distingueranno una classe molare ed una classe canina. Angle distingue
le malocclusioni in tre classi:
Malocclusione di I classe:
molare: la cuspide mesio-vestibolare del I molare superiore occlude nel solco mesiale
del I molare inferiore;
canina: la cuspide del canino superiore occlude tra canino e I premolare inferiore
Entrambi i casi equivalgono ad una mesiocclusione inferiore di mezza cuspide.
Nel momento in cui le arcate si affrontano armonicamente, l’occlusione sarà detta normale.
Malocclusione di II classe: I molare superiore e canino superiore mesializzati rispetto a I
molare inferiore e canino superiore (mesiocclusione superiore).
Si distinguono ulteriormente:
I divisione: incisivi esoinclinati
II divisione: incisivi endoinclinati
Malocclusione di III classe: la mesiocclusione inferiore eccede la mezza cuspide.
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Per quanto riguarda la relazione tra malocclusioni e postura del capo, sembra esistere una
correlazione tra posizione mandibolare retrusa, ridotta lunghezza della mandibola sul piano
sagittale (entrambi aspetti caratteristici delle II classi scheletriche) e aumentata lordosi
cervicale. Inoltre, è stata descritta una relazione del grado di lordosi cervicale con la
morfologia cranio-facciale verticale (divergenza mandibolare) e con l’overjet dentale,
suggerendo che le malocclusioni di classe II siano associate a una posizione anteriorizzata
della postura del capo e del corpo mentre le classi III abbiano una postura posteriorizzata.
3.4 Postura e disfunzione linguale
La deglutizione è un atto fisiologico di importanza vitale per l'organismo umano: è attiva già
durante il quarto mese di vita intrauterina.
Protagonista principale della deglutizione, la lingua esercita una funzione formativa sulle
strutture ossee che la contengono ed è fondamentale per i corretti movimenti cranici, per la
respirazione corretta, per l’allineamento dei denti. Si deglutisce 1500/2000 volte durante le
24 ore, in genere ogni mezzo minuto durante la veglia e ogni minuto durante il sonno, ad
ogni atto deglutitorio la spinta della lingua è di circa un chilogrammo. Ogni atto deglutitorio
mette in funzione sinergicamente 56 muscoli ed è soltanto durante la deglutizione che si
Esempi di occlusione
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raggiunge la massima intercuspidazione (massimo contatto dei denti) e quindi la massima
tensione occlusale. Vi è una stretta relazione fra il frenulo linguale corto e le problematiche
posturali soprattutto sul tratto cervicale del rachide.
Il punto di unione è l’osso ioide che ha un ruolo di “pivot” nella biomeccanica dell’apparato
stomatognatico.
Esso non è articolato con nessun altro elemento scheletrico, è un osso cosiddetto fluttuante.
Ma è collegato da un lato ai muscoli linguali e dall’altro ai muscoli collegati con la colonna
vertebrale cervicale. Quindi una “tensione” da parte di una lingua, che a causa di un frenulo
corto si muove male e sotto sforzo, si può ripercuotere tramite lo ioide anche ad altri gruppi
muscolari ed in particolare a quelli che determinano la postura della colonna.
Noi sappiamo che un 7-10 per cento dei bambini nasce con un frenulo corto congenito,
determinando anchiloglossia, cioè postura linguale bassa. Poi ci sono i numerosi casi in cui
il bambino rimane con un frenulo linguale corto a causa delle cosiddette abitudini viziate,
come ad esempio uso del ciuccio troppo prolungato, determinando la deglutizione infantile
atipica con mancato sviluppo ed allungamento fisiologico del frenulo (che invece nei
primissimi anni di vita dovrebbe avvenire man mano che il bambino acquisisce il modello
di deglutizione dell’adulto). Sullo spot linguale esistono cinque tipi di esterocettori, la
Anteriorizzazione del capo in seguito a disfunzione linguale
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semplice stimolazione di questa zona mediante l’apice linguale permette un aggiustamento
posturale immediato prevalentemente sul piano antero-posteriore, ma anche su quello
frontale. Inoltre anche a livello chinesiologico, tramite vari test, si è dimostrato che portando
la lingua allo spot aumenta sia la forza che la qualità del gesto motorio.
- 19 -
CAPITOLO 4
ANALISI E RISULTATI SU SOGGETTI SANI
4.1 Metodologia utilizzata
Ci siamo serviti di una pedana Baropodometrica e Stabilometrica della Biopostural System
modello POD-PRO® (400 mm x 400 mm) con 2304 sensori calibrati di ultima generazione
con una frequenza di acquisizione superiore a 200 immagini al secondo, il tutto integrato da
un software della Microlab.
Abbiamo preso in esame n° 47 soggetti ambosessi di età compresa tra i 25 e i 65 anni (due
dei quali affetti da sclerosi multipla ed in terapia con copaxone 40mg fiale), raccolta la loro
anamnesi, calcolato il loro indice di massa corporea, e utilizzato la scala NRS (Scala di
valutazione numerica) per eventuali algie. La stabilometria è stata effettuata in ortostasi
Pedana stabilometrica della Biopostural
System
- 20 -
bipodalica alle condizioni sotto descritte. I soggetti in esame non devono aver subito traumi
(muscolari o ossei) nei 6 mesi antecedenti il test, non devono aver avuto ictus cerebrale, o
altre problematiche invalidanti. I 47 soggetti sono stati così suddivisi:
-n° 15 soggetti ai quali è previsto l’applicazione del TaoPatch® per 5 giorni. È stato effettuato
l’esame stabilometrico per un tempo di 51.2 secondi alle seguenti condizioni:
1) Occhi aperti con lingua in condizioni abituali;
2) Occhi aperti con lingua posizionata allo spot palatino;
3) Occhi chiusi con lingua in condizioni abituali;
4) Occhi chiusi con lingua posizionata allo spot palatino;
Eseguito l’esame stabilometrico sono stati applicati due dispositivi TaoPatch® in
corrispondenza del Processo Xifoideo e di C7;
-n° 15 soggetti ai quali è previsto l’applicazione di un dispositivo placebo (per rilevare
eventuali falsi positivi) per 5 giorni ed ai quali è stato effettuato l’esame stabilometrico per
un tempo di 51,2 secondi alle seguenti condizioni:
1) Occhi aperti con lingua in condizioni abituali;
2) Occhi aperti con lingua posizionata allo spot palatino;
3) Occhi chiusi con lingua in condizioni abituali;
4) Occhi chiusi con lingua posizionata allo spot palatino;
Eseguito l’esame stabilometrico sono stati applicati due dispositivi placebo (fornitici dalla
Tao Technologies s.r.l.s. stessa ditta di produzione TaoPatch®) in corrispondenza del
Processo Xifoideo e di C7.
Processo Xifoideo
- 21 -
-n° 15 soggetti utilizzati come gruppo di controllo ai quali non è stato applicato nessun tipo
di dispositivo. Sono stati effettuati esami stabilometrici (51,2 secondi) alle seguenti
condizioni:
1) Occhi aperti con lingua in condizioni abituali;
2) Occhi aperti con lingua posizionata allo spot palatino;
3) Occhi chiusi con lingua in condizioni abituali;
4) Occhi chiusi con lingua posizionata allo spot palatino;
-n° 2 soggetti affetti da sclerosi multipla ai quali è previsto l’applicazione del TaoPatch®
per 5 giorni. Effettuato l’esame stabilometrico per un tempo di 51.2 secondi (al termine del
quale sono stati applicati i dispositivi) alle seguenti condizioni:
1) Occhi aperti con lingua in condizioni abituali;
2) Occhi aperti con lingua posizionata allo spot palatino;
3) Occhi chiusi con lingua in condizioni abituali;
4) Occhi chiusi con lingua posizionata allo spot palatino;
C7
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Dopo 5 giorni sono stati ripetuti gli esami stabilometrici ai 47 soggetti alle medesime
condizioni rispetto al primo turno d’esami; i parametri presi in considerazione sono i
seguenti:
a) X medio e Y medio (espressi in mm): rappresentano il punto medio delle oscillazioni
fornendoci le coordinate del COP (centro di pressione) sul piano frontale e sagittale
rispettivamente le oscillazioni latero laterali (X medio) e le oscillazioni antero
posteriore (Y medio). Il loro valore corrisponde alla quantizzazione delle deviazioni
segmentario-toniche dell’asse corporeo che sono in diretta relazione con le vie
vestibolo-spinali.
b) L = Lunghezza del gomitolo (espresso in mm): rappresenta il percorso globale del centro
di pressione sulla piattaforma ed è un indice dell’energia spesa dal soggetto in esame
per tenere sotto controllo la propria postura ortostatica. I valori normali vanno da 300
mm a 600 mm ad occhi aperti e da 350 mm a 880 mm ad occhi chiusi;
c) S = Superficie del gomitolo (espressa in mm2): rappresenta la superficie dell’ellisse che
contiene il 90% dei punti campionati ed esprime la precisione del sistema posturale. I
valori normali vanno da 40 mm2 a 210 mm2 ad occhi aperti e da 80 mm2 a 650 mm2 ad
occhi chiusi;
d) Accelerazione antero posteriore (espressa in mm/s2): rappresenta il rapporto tra la
velocità di spostamento del baricentro ed il numero di rilevazioni. I valori normali sono
compresi tra 5 e 12. Tanto più basso è questo valore, tanto più uniforme risulta essere la
velocità, tanto più alto è il valore, tanto più ci saranno accelerazioni e decelerazioni negli
spostamenti. Questo parametro è importante per valutare problematiche sull’attività dei
muscoli antagonisti o problematiche a livello vestibolare.
e) LFS = Lunghezza in funzione della Superficie (espressa in mm-1): si tratta della funzione
di correlazione tra L ed S. Ci indica l’energia spesa dal sistema: due esami con uguale
superficie ma lunghezza del gomitolo differente, ci indicano che i due soggetti per
garantire la stessa performance posturale statica spendono quantità di energia differenti.
In pratica due esami stabilometrici possono avere uguale S ma diversi valori di L: un
soggetto può mantenersi in piedi con movimenti più brevi ma più frequenti e quindi con
una L complessivamente superiore. L’LFS è un buon indice di rendimento del sistema
posturale, i valori normali oscillano tra 0,72 e 1,39.
- 23 -
4.2 Risultati
I dati statistici ottenuti non hanno evidenziato nulla di rilevante come si evince dai seguenti
grafici:
di contro, i dati clinici dimostrano risultati notevoli. In termini percentuali, i risultati delle
stabilometrie sono evidenziati nei seguenti grafici:
Il parametro LFS ad occhi aperti rivela una sua stabilita nei soggetti che hanno avuto
D=-2.68% P=4.86% C=9,13%
LFS OA
T0 T1
- 24 -
applicato il dispositivo, di contro, nel gruppo placebo e controllo questo parametro risulta
essere peggiorato,
Stesso discorso vale per la stabilometria effettuata ad occhi chiusi
Di particolare rilevanza risulta il parametro LFS valutato a T0 con Occhi chiusi e lingua allo
spot ed a T1 con occhi chiusi: I soggetti con dispositivo migliorano di quasi il 9% rispetto al
placebo e controllo che peggiorano rispettivamente del 10% e del 3%.
D=-4%
P=6,14%
C=8,01%
LFS OC
T0 T1
D+LS T0 VS OC T1=-8,94% P+LS T0 VS OC T1=10,04% C+LS T0 VS OC T1=3,23%
LFS OC+LS T0 vs OC T1
T0 T1
- 25 -
CAPITOLO 5
ANALISI E RISULTATI SU SOGGETTI CON SCLEROSI MULTIPLA
5.1 La sclerosi multipla
Fra i pazienti presi in esame, due di essi sono affetti da sclerosi multipla. La sclerosi multipla
è una malattia neurodegenerativa demielinizzante, cioè con lesioni a carico del sistema
nervoso centrale. Per molti anni è stata considerata una malattia della sostanza bianca del
sistema nervoso centrale, tuttavia un numero crescente di studi ha dimostrato anche un
coinvolgimento della sostanza grigia. Nella sclerosi multipla si verificano un danno e una
perdita di mielina in più aree (da cui il nome «multipla») del sistema nervoso centrale.
Numerose evidenze sia cliniche che sperimentali indicano che alla base della perdita di
mielina c’è un’alterazione nella risposta del sistema immunitario che, in condizioni normali,
ha il compito di difendere l’organismo da agenti esterni, principalmente virus e batteri,
attacca i componenti del sistema nervoso centrale scambiandoli per agenti estranei. Questo
meccanismo di danno si definisce «autoimmune» o, più in generale, «disimmune». Uno dei
principali bersagli della risposta immunitaria alterata è la proteina basica della mielinache
è uno dei costituenti della mielina stessa. Le cellule del sistema immunitario e nello specifico
le cellule T, attraversano le pareti dei vasi sanguigni, superando la barriera emato-encefalica
e penetrano nel sistema nervoso centrale causando infiammazione e perdita di mielina. Prove
su cavie animali dimostrano un ruolo anche delle cellule B in aggiunta a quello delle cellule
T nello sviluppo della malattia.
Le cellule T riconoscono la mielina come estranea e vi si legano come se fosse un virus,
innescando processi infiammatori e stimolando il rilascio di altri componenti del sistema
immunitario, come le citochine e gli anticorpi. La loro presenza provoca, nella barriera
emato-encefalica, una serie di altri effetti dannosi quali edema, attivazione di macrofagi e
attivazione di ulteriori citochine e proteine citotossiche.
La barriera emato-encefalica è una rete di capillari, che divide la circolazione sanguigna del
cervello dal resto del torrente circolatorio, impedendo alla maggior parte delle sostanze e
delle cellule di entrare nel sistema nervoso centrale. Le cause di questa alterazione nel
funzionamento del sistema immunitario sono molte e sono argomento di innumerevoli
ricerche. Tale attacco consiste in un processo infiammatorio che colpisce aree circoscritte
del sistema nervoso centrale e provoca la distruzione della mielina e delle cellule
specializzate, gli oligodendrociti, che la producono. Queste aree di perdita di mielina (o
- 26 -
«demielinizzazione») dette anche “placche”, possono essere disseminate ovunque negli
emisferi cerebrali, con predilezione per i nervi ottici, il cervelletto e il midollo spinale. Alla
base della sclerosi multipla dunque vi è un processo di demielinizzazione che determina
danni o perdita della mielina e la formazione di lesioni (placche) che possono evolvere da
una fase infiammatoria iniziale a una fase cronica, in cui assumono caratteristiche simili a
cicatrici, da cui deriva il termine «sclerosi». Oltre alla demielinizzazione, il segno distintivo
patologico della malattia è l'infiammazione.
5.2 Incidenza nel mondo
Nel mondo si contano circa 2,5 - 3 milioni di persone con sclerosi multipla, di cui 600.000
in Europa e circa 110.000 in Italia. La distribuzione della malattia non è uniforme: è più
diffusa nelle zone lontane dall’Equatore a clima temperato, in particolare Nord Europa, Stati
Uniti, Nuova Zelanda e Australia del Sud. La prevalenza della malattia al contrario sembra
avere una progressiva riduzione con l’avvicinarsi all’Equatore.
La sclerosi multipla può esordire a ogni età della vita, ma è diagnosticata per lo più tra i 20
e i 40 anni e nelle donne, che risultano colpite in numero doppio rispetto agli uomini. Per
frequenza è la seconda malattia neurologica nel giovane adulto e la prima di tipo
infiammatorio cronico.
5.3 Pazienti con sclerosi multipla
I Pazienti da noi presi in esame sono affetti da sclerosi multipla a decorso Recidivante-
Remittente (RR). È la forma clinica più frequente, circa l’85% delle persone con sclerosi
multipla ha inizialmente questa forma, nella quale si presentano episodi acuti di malattia
(detti 'poussè' o 'ricadute', che insorgono nell’arco di ore o giorni e sono destinati a regredire
del tutto o in parte in un tempo variabile) alternati a periodi di benessere (definiti
'remissioni'). La sclerosi multipla a ricadute e remissioni o recidivante-remittente (SM-RR)
è definita da attacchi ben definiti che si risolvono completamente o parzialmente. La maggior
parte delle persone con SM-RR vengono diagnosticati tra i 20 e i 30 anni (anche se può
verificarsi durante l'infanzia o in età adulta successiva), il passaggio alla forma
secondariamente progressiva avviene in genere dopo circa 10 anni di forma a RR. I sintomi
che si possono presentare di volta in volta sono estremamente variabili, tra i più
- 27 -
frequentemente riportati vi sono per esempio problemi alla vista, spasticità o rigidità,
problemi intestinali e della vescica.
Nello specifico il paziente 1S da noi intervistato, rivela di aver diagnosticato la malattia nella
primavera del 2000 e, fino al 2016 non si è sottoposto ad alcun tipo di terapia se non solo
cortisonica all’occorrenza, ovvero solo durante gli attacchi di parestesia che nell’arco di 16
anni si sono verificati solo 3 volte con una durata variabile da una settimana ad un mese. Da
circa 6 mesi il paziente comincia terapia con COPAXONE 40 mg fiale, 3 iniezioni a
settimana sia a scopo preventivo ovvero atto a rallentare il decorso della malattia, sia a scopo
Segni e sintomi della sclerosi multipla
- 28 -
curativo. I soggetti in esame sono già in trattamento con il dispositivo TaoPatch® da 60 giorni
circa.
Si è proceduto secondo il seguente protocollo:
- Al Tempo T0 è stato effettuato un esame stabilometrico al termine del quale è stato loro
applicato il dispositivo che i pazienti avevano già tolto da 36 ore circa;
- Al Tempo T1 (dopo 5 giorni da T0) è stato effettuato un altro esame stabilometrico con il
dispositivo applicato
Al paziente viene effettuata una stabilometria al Tempo 0 (T0) ed a T1 (dopo 5 giorni) alle
seguenti condizioni:
- Occhi aperti;
- Occhi chiusi;
- Occhi aperti e lingua posizionata allo spot palatino;
- Occhi chiusi e lingua posizionata allo spot palatino;
5.4 Risultati
Nella tabella a seguire vengono riportati i risultati relativi ai soggetti rispettivamente 1S e
2S. Evidenziato in giallo e rosso vi sono i miglioramenti più significativi ottenuti i quali
risultano essere relativi alla condizione di occhi chiusi.
RISULTATI PARAMETRI SOGGETTO 1S T0 vs T1
Esame
Lung. gom.
Sup. ellisse
Velocità
Accel. AP
LFS
(OC+LS)
T0 = 399,2948
T0 = 376,6811
T0 = 7,79416
T0 = 46,226
T0 = 1,004698
T1=
485,25
T1=
232,66
T1 = 9,47
T1 =
58,29
T1 = 1,22
(OA+LS)
T0 = 332,7584
T0 = 314,1083
T0 = 6,493227
T0 = 34,78943
T0 = 0,837421
T1 =
341,35
T1 =
262,95
T1 = 6,66
T1 =
33,16
T1 = 0,86
(OC)
T0 = 730,3503
T0 = 432,5537
T0 = 14,25602
T0 = 89,6248
T0 = 1,836836
T1 =
541,20
T1 =
410,62
T1 =
10,56
T1 =
52,46
T1 = 1,36
(OA)
T0 = 273,4307
T0 = 94,54244
T0 = 5,332424
T0 = 19,17494
T0 = 0,688923
T1 =
294,35
T1 =
315,70
T1 = 5,75
T1 =
31,97
T1 = 0,74
- 29 -
Il soggetto 2S ha riportato miglioramenti notevoli su tutti i parametri presi in considerazione
da come si evince dalla seguente tabella:
Nella tabella a seguire vengono riportati in termini percentuali i miglioramenti ottenuti dai
due soggetti in esame. Evidenziato in giallo i miglioramenti ottenuti superiori al 20%
RISULTATI PARAMETRI SOGGETTO 2S T0 vs T1
Esame
Lung. gom.
Sup. ellisse
Velocità
Accel. AP
LFS
(OC+LS)
T0 = 529,7758
T0 = 221,5291
T0 = 10,33165
T0 = 62,96851
T0 = 1,333444
T1= 333,02
T1=
161,46
T1 = 6,49
T1 = 31,26
T1 = 0,84
(OA+LS)
T0 = 271,4431
T0 = 76,86619
T0 = 5,301623
T0 = 19,50682
T0 = 0,685041
T1 = 199,42
T1 =
53,31
T1 = 3,89
T1 = 16,41
T1 = 0,50
(OC)
T0 = 429,3827
T0 = 248,7187
T0 = 8,376238
T0 = 38,25035
T0 = 1,080836
T1 = 345,24
T1 =
119,81
T1 = 6,74
T1 = 37,63
T1 = 0,87
(OA)
T0 = 273,4307
T0 = 94,54244
T0 = 5,332424
T0 = 19,17494
T0 = 0,688923
T1 = 180,76
T1 =
77,88
T1 = 3,53
T1 = 14,13
T1 = 0,46
COND.
ELLISSE
LUNG. GOM.
ACCEL.
LFS
OC+LS
MIGLIORA 34,12%
MIGLIORA 11,93%
MIGLIORA 17,99%
MIGLIORA 11,86%
OA+LS
MIGLIORA 16,29%
MIGLIORA 2%
MIGLIORA 8,71%
MIGLIORA 10,52%
OC
MIGLIORA 22.14%
MIGLIORA 23.57%
MIGLIORA 29.55%
MIGLIORA 23,50%
OA
MIGLIORA 1.40%
MIGLIORA 26%
MIGLIORA 18.60%
MIGLIORA 25.85%
- 30 -
Conclusioni
Il lavoro da noi svolto risulta essere un test che ci rivela alcuni dati importanti e ci permette
di prendere spunto per i lavori futuri.
I risultati statistici riguardo i 45 soggetti non hanno evidenziato nulla di rilevante, a
differenza invece i dati percentuali dimostrano che vi è stato un miglioramento nel dispendio
energetico (parametro LFS) nei soggetti con dispositivo e di contro un peggioramento di
questo parametro nei soggetti placebo e controllo e sappiamo quanto un migliore dispendio
energetico periferico si riflette certamente su di una buona Sintropia corticale (G. Messina
ed al., 2017 in editing), poiché un sistema nervoso centrale che lavora con "adeguato
dispendio energetico" non coinvolge aree supplementari per sopperire alla disfunzione
posturale periferica. Si può considerare che il dispositivo, sfruttando i principi della
nanotecnologia quantistica volge a favorire un recupero energetico che il corpo può usare
per un aumento del benessere globale.
Tuttavia dal momento che lo studio è stato effettuato su soggetti asintomatici, che non
presentavano particolari disturbi di equilibrio o problematiche ad esso correlate, a nostro
parere tutto crisulta stimolante per un possibile studio futuro che potrebbe interessare
anche soggetti con algie sottoposti a protocolli di riabilitazione e di rieducazione motoria in
aggiunta o meno di sistemi di nanotecnologia.
Un'altra possibile applicazione della nanotecnologia potrebbe essere in soggetti sportivi, in
fase post traumatica, nei percorsi di recupero funzionale e riatletizzazione.
Riguardo i soggetti affetti da sclerosi multipla, benché i dati statistici non hanno evidenziato
nulla di rilevante per l’esiguo campione analizzato, molto confortanti sono stati invece i dati
percentuali che hanno visto un riposizionamento dei valori all’interno del range fisiologico,
miglioramento che ha visto coinvolti tutti i parametri presi in considerazione. Tutto ciò
potrebbe dare l’avvio ad uno studio più approfondito su un numero maggiore di soggetti,
concordando i lavori con associazioni di riferimento.
Infine possiamo constatare che i dati di questo studio tendono a confermare la potenzialità
che la fisica quantistica con i suoi prodotti nanotecnologici può riservare nel campo della
medicina.
- 31 -
Ringraziamenti
Sentitamente ringraziamo tutti coloro i quali hanno contribuito con la loro disponibilità e
partecipazione alla realizzazione di questo lavoro ed in particolare nelle persone del Prof.
Giuseppe Messina senza il quale ciò non si sarebbe potuto realizzare, il Dott. Ewan
Thomas fondamentale per le analisi statistiche, il Dott. Fabio Fontana il quale ci ha
fornito informazioni utili e materiale applicativo e, per ultimo (ma non per importanza) i
nostri Tutor Pasquale Isgrò, Vincenzo Lo Verso, Valerio Giustino, infine tutti i nostri
colleghi con i quali abbiamo condiviso questa magnifica e costruttiva esperienza del
Master
Le cose vere della vita non si studiano, né si imparano, ma si incontrano
(Oscar Wilde)
- 32 -
SITOGRAFIA E BIBLIOGRAFIA
Sitografia
- https://en.wikipedia.org/wiki/Quantum_dot
- https://en.wikipedia.org/wiki/Photon_upconversion
- https://en.wikipedia.org/wiki/Carbon_nanotube
- https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/20852910
-http://www.giovannichetta.it/catenemuscolari.html
-http://www.posturalab.com/index.php?option=com_content&view=article&id=26:
anatomia-della-lingua-e-deglutizione-scorretta&catid=16&Itemid=144
- https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=2846763
- http://notizieplus.it/taopatch-la-nanotecnologia-italiana-migliora-la-nostra-salute
- http://www.aism.it/index.aspx?codpage=tipi_sm
- https://it.wikipedia.org/wiki/Sclerosi_multipla#Anatomia_patologica
- http://notizieplus.it/taopatch-la-nanotecnologia-italiana-migliora-la-nostra-alute
- https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/20852910
- https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4570668/
- https://en.wikipedia.org/wiki/Quantum_dot
- https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4718669/
- https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Segni_e_sintomi_Sclerosi_Multipla.svg
- http://www.greenstyle.it/fotovoltaico-efficienza-celle-oltre-l80-con-i-nanotubi-di-
carbonio-69165.html
- http://www.visitadegliequilibri.it/wp-content/uploads/2016/01/sist-tonico-post.jpg
- http://medicinapertutti.altervista.org/argomento/neuromeri/
- 33 -
Bibliografia
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-Baratto L1, Calzà L, Capra R, Gallamini M,Giardino L,Giuliani A,Lorenzini L,Traverso S.
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p.528, 2011, Elsevier a cura di Jack S. Burks,Kenneth P. Johnson Multiple sclerosis:
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-Scoppa F. Posturologia: il modello neurofisiologico,il modello biomeccanico, il modello
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-Guidetti G.Diagnosi e terapia dei disturbi dell’equilibrio. Marrapese Edit.Roma1997:15-46.
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18 Ultra-low-level laser therapy.
-Baratto L1, Calzà L, Capra R, Gallamini M, Giardino L, Giuliani A, Lorenzini L.
-Effect of low-level laser therapy (904 nm) and static stretching in patients with knee
osteoarthritis: a protocol of randomised controlled trial Sarah Rubia Ferreira de Meneses,
David John Hunter, Eunice Young Docko, and Amelia Pasqual Marques.
-Descrizione tecnica e ricerche sui Quantum dota
-Similar Spectral Power Densities Within the Schumann Resonance and a Large Population
of Quantitative Electroencephalographic Profiles: Supportive Evidence for Koenig and
Pobachenko
-Kevin S. Saroka,1,2 David E. Vares,1,2 and Michael A. Persinger1,2,3
-G. Messina ed al., 2017 in editing
-Fabio Marino 2012 postura ed attività motoria Aracne edit.
-Fabio Marino 2014 A scuola di postura
-Tesi di master universitario di I livello in posturologia "Lananotecnologia può modificare
l’equilibrio posturale? Studio randomizzato in doppio cieco su un gruppo di ballerini
agonisti”, Bruni Daniele Claudio, Capponi Simone, Emili Giampaolo, Piscitelli Fabio,
relatore Prof.Fabio Scoppa, correlatore Dott. Gabriele Belloni, Sapienza - Università di
Roma, a.a 2012/2013.
-Appunti di lavoro della Tao Technology srls del dottor Fabio Fontana.
Article
Background: The aim of the study was to evaluate how muscular performances, balance and posture were influenced applying Occlusal Splints and Taopatch® devices in athletes. Methods: 18 athletes, 7 females and 11 males, with an average age of 23.8 years, were included.Two devices were used: (i) a customized soft occlusal splint to be applied to the lower ach;(ii) nanotechnological devices based on carbon nanotubules and quantum dots (Taopatch®)positioned on C7 and xiphoid process. Four functional tests were performed: Surface Electromyography (sEMG), Kinesiography,The Squat Jump and Counter Movement Jump, and Handgrip Test. The tests were performed in the following order: at the baseline (no treatments), and after having applied the bite alone, the occlusal splint and Taopatch® devices together, and the Taopatch® devices alone. Results: The sEMG showed an increased maximum clenching voltage in respect of the baseline for all treatments that included the occlusal splint. The kinesiography showed an improvement of the movements of the occlusal muscles. The squat jump increased the height of 10-14 mm, the best results registered with the bite. The hand-grip showed an increased strength, that was higher with the bite and the Taopatch® devices used alone (~5lbs.). Conclusions: The use of an occlusal splint and Taopatch® devices use alone or in conjunction immediately influenced strength and balance of the occlusal postural muscles.
static stretching in patients with knee osteoarthritis: a protocol of randomised controlled trial-Nicola Canal, Angelo Ghezzi, Mauro Zaffaroni Sclerosi multipla Attualità e prospettive Johnson Multiple sclerosis: diagnosis, medical management, and rehabilitation
  • Jack S Cura Di
  • Burks
  • P Kenneth
Effect of low-level laser therapy (904 nm) and static stretching in patients with knee osteoarthritis: a protocol of randomised controlled trial-Nicola Canal, Angelo Ghezzi, Mauro Zaffaroni Sclerosi multipla. Attualità e prospettive, p.528, 2011, Elsevier a cura di Jack S. Burks,Kenneth P. Johnson Multiple sclerosis: diagnosis, medical management, and rehabilitation, p. 598, 2000, Edizioni Demos.
il modello neurofisiologico,il modello biomeccanico, il modello psicosomatico:3-13. 2. Scoppa F.: Posturologia: dalla dinamica non lineare alla transdisciplinarietà
  • F Scoppa
  • Posturologia
Scoppa F. Posturologia: il modello neurofisiologico,il modello biomeccanico, il modello psicosomatico. Otoneurologia 2000 2002; 9:3-13. 2. Scoppa F.: Posturologia: dalla dinamica non lineare alla transdisciplinarietà. Otoneurologia 2000 2003; 15: 28-47.
Diagnosi e terapia dei disturbi dell'equilibrio. Marrapese Edit
  • G Guidetti
Guidetti G.Diagnosi e terapia dei disturbi dell'equilibrio. Marrapese Edit.Roma1997:15-46.
in editing -Fabio Marino 2012 postura ed attività motoria Aracne edit. -Fabio Marino 2014 A scuola di postura -Tesi di master universitario di I livello in posturologia "Lananotecnologia può modificare l'equilibrio posturale? Studio randomizzato in doppio cieco su un gruppo di ballerini agonisti
  • G Messina
-G. Messina ed al., 2017 in editing -Fabio Marino 2012 postura ed attività motoria Aracne edit. -Fabio Marino 2014 A scuola di postura -Tesi di master universitario di I livello in posturologia "Lananotecnologia può modificare l'equilibrio posturale? Studio randomizzato in doppio cieco su un gruppo di ballerini agonisti", Bruni Daniele Claudio, Capponi Simone, Emili Giampaolo, Piscitelli Fabio, relatore Prof.Fabio Scoppa, correlatore Dott. Gabriele Belloni, Sapienza -Università di Roma, a.a 2012/2013.