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Dialecticvs Nvncivs. Il punto di vista del Repubblicanesimo Geopolitico attraverso i Quaderni del Carcere e Storia e Coscienza di Classe per il rovesciamento della gerarchia della spiegazione meccanicistico-causale e dialettico-conflittuale, per il rinnovamento degli studi marxiani e marxisti e per l’ Aufhebung della gramsciana e lukacsiana Filosofia della Praxis

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Abstract

L’occasione per l’elaborazione di questo saggio, Dialecticvs Nvncivs. Il Punto di Vista del Repubblicanesimo Geopolitico attraverso i Quaderni del Carcere e Storia e Coscienza di Classe per il Rovesciamento della Gerarchia della Spiegazione Meccanicistico-causale e Dialettico-conflittuale, per il Rinnovamento degli Studi marxiani e Marxisti e per l’ Aufhebung della Gramsciana e Lukacsiana Filosofia della Praxis (URL ufficiali: https://archive.org/details/DialecticvsNvncivs e https://ia601504.us.archive.org/8/items/DialecticvsNvncivs/DialecticvsNvncivs.pdf – presso WebCite: http://www.webcitation.org/6n2UwCaE6 o http://www.webcitation.org/query?url=https%3A%2F%2Fia601504.us.archive.org%2F8%2Fitems%2FDialecticvsNvncivs%2FDialecticvsNvncivs.pdf&date=2016-12-26 –, sempre su Internet Archive i presenti https://archive.org/details/DialecticvsNvncivsMarxismo e https://ia601507.us.archive.org/24/items/DialecticvsNvncivsMarxismo/DialecticvsNvncivsMarxismo.pdf e, per quanto riguarda ResearchGate, https://www.researchgate.net/publication/311902115_DIALECTICVS_NVNCIVS_REPUBBLICANESIMO_GEOPOLITICO_GEOPOLITICAL_REPUBLICANISM: DOI: 10.13140/RG.2.2.26827.59683) oltre che dai precedenti lavori sul Repubblicanesimo Geopolitico, nasce originariamente come commento di Massimo Morigi in data 16 luglio 2016 all’intervista a Gianfranco La Grassa Intervista (teorica) a Gianfranco La Grassa (di F. Ravelli). Il commento all’intervista è agli URL http://www.conflittiestrategie.it/commento-di-massimo-morigi-allintervista-di-gianfranco-la-grassa-intervista-teorica-di-g-la-grassa-di-f-ravelli-pubblicata-su-conflitti-e-strategie; http://www.webcitation.org/6j4Ecswj9; http://www.webcitation.org/query?url=http%3A%2F%2Fwww.conflittiestrategie.it%2Fcommento-di-massimo-morigi-allintervista-di-gianfranco-la-grassa-intervista-teorica-di-g-la-grassa-di-f-ravelli-pubblicata-su-conflitti-e-strategie&date=2016-07-17 ed è presente pure come commento sulla pagina di presentazione dell’intervista stessa caricata su Internet Archive all’URL https://archive.org/details/IntervistateoricaAGianfrancoLaGrassaECommentoDiMassimoMorigi (l’intervista è poi scaricabile direttamente sempre su Internet Archive all’URL https://ia601204.us.archive.org/32/items/IntervistateoricaAGianfrancoLaGrassaECommentoDiMassimoMorigi/IntervistateoricaAG.LaGrassadiF.Ravelli.html). L’Intervista (teorica) a Gianfranco La Grassa (di F. Ravelli) è stata inizialmente pubblicata in data 15 luglio 2016 sul sito di “Conflitti e Strategie” e su questo sito è all’URL http://www.conflittiestrategie.it/intervista-teorica-a-g-la-grassa-di-f-ravelli e, vista la sua importanza si è pure provveduto di caricarla, oltre presso i già citati https://archive.org/details/IntervistateoricaAGianfrancoLaGrassaECommentoDiMassimoMorigi e https://ia801204.us.archive.org/32/items/IntervistateoricaAGianfrancoLaGrassaECommentoDiMassimoMorigi/IntervistateoricaAG.LaGrassadiF.Ravelli.html, anche ricorrendo alla ridondanza di WebCite all’URL http://www.webcitation.org/6jFLY1dNh. Si segnala anche che il Dialecticvs Nvncivs è stato preceduto, oltre che da tutta la precedente elaborazione presente nel Web sul Repubblicanesimo Geopolitico, specificatamente da tre lavori: la Teoria della Distruzione del Valore. (Teoria Fondativa del Repubblicanesimo Geopolitico e per il Superamento/conservazione del Marxismo, Repubblicanesimo Geopolitico. Intervista al professor Massimo Morigi e Repubblicanesimo Geopolitico Anticipating Future Threats. Saggio sulla Moralità del Repubblicanesimo Geopolitico più Breve Nota all’Intervista del CSEPI a La Grassa (di Massimo Morigi). La Teoria della Distruzione del Valore, oltre che essere sparsa in vari luoghi del Web, è recuperabile agli URL https://archive.org/details/MarxismoTeoriaDellaDistruzioneDelValore;https://ia800501.us.archive.org/20/items/MarxismoTeoriaDellaDistruzioneDelValore/MarxismoTeoriaDellaDistruzioneDelValore.pdf;http://www.webcitation.org/query?url=https%3A%2F%2Fia800501.us.archive.org%2F20%2Fitems%2FMarxismoTeoriaDellaDistruzioneDelValore%2FMarxismoTeoriaDellaDistruzioneDelValore.pdf&date=2015-12-04 e http://www.webcitation.org/6dWOlPr8n. L’intervista sul Repubblicanesimo Geopolitico, curata da Giuseppe Germinario, oltre ad essere visionabile su “Conflitti e Strategie” e su YouTube, rispettivamente agli URL http://www.conflittiestrategie.it/repubblicanesimo-geopolitico-intervista-al-professor-massimo-morigi e https://www.youtube.com/watch?v=VeOUHYC8zq8, è stata anche caricata su Internet Archive agli URL https://archive.org/details/RepubblicanesimoGeopoliticoIntervistaAlProfessorMassimoMorigi e https://ia600508.us.archive.org/8/items/RepubblicanesimoGeopoliticoIntervistaAlProfessorMassimoMorigi/RepubblicanesimoGeopoliticoIntervistaAlProfessorMassimoMorigi.mp4. Infine Repubblicanesimo Geopolitico Anticipating Future Threats. Saggio sulla Moralità del Repubblicanesimo Geopolitico più Breve Nota all’Intervista del CSEPI a La Grassa (di Massimo Morigi), prima parte sotto l’aspetto di una morale pubblica dialettica e di una conseguente filosofia della prassi che trovi la sua raggiunta entelechia in una pienamente manifestata epifania strategica di un trittico sul Repubblicanesimo Geopolitico che comprende oltre il presente lavoro anche il di prossima pubblicazione Glosse al Repubblicanesimo Geopolitico (cfr. in proposito la nota introduttiva di Repubblicanesimo Geopolitico Anticipating Future Threats), è anch’esso tramite motori di ricerca reperibile in vari luoghi del Web o può essere direttamente visionabile e scaricabile ai seguenti URL https://archive.org/details/RepubblicanesimoGeopoliticoAnticipatingFutureThreatsDialogoSulla_297;https://ia801501.us.archive.org/11/items/RepubblicanesimoGeopoliticoAnticipatingFutureThreatsDialogoSulla_297/RepubblicanesimoGeopoliticoAnticipatingFutureThreatsDialogoSullaMoralitaDelRepubblicanesimoGeopolitico.pdf;http://www.webcitation.org/6lXceRo2L;http://www.webcitation.org/query?url=https%3A%2F%2Farchive.org%2Fdetails%2FRepubblicanesimoGeopoliticoAnticipatingFutureThreatsDialogoSulla_297&date=2016-10-26; https://www.researchgate.net/publication/309427489_Repubblicanesimo_Geopolitico_Anticipating_Future_Threats_Dialogo_sulla_Moralita_del_Repubblicanesimo_Geopolitico_piu_Breve_Nota_all%27Intervista_del_CSEPI_a_La_Grassa_di_Massimo_Morigipdf:DOI: 10.13140/RG.2.2.11532.72320. Ultima notazione di bibliografia internettiana: prima dell’immissione nel Web – iniziata oggi 25 dicembre 2016 – tramite le piattaforme di conservazione e condivisione digitale (in particolare Internet Archive), il presente Dialecticvs Nvncivs è stato pubblicato sul sito di geopolitica e di teoria politica marxista “Italia e il Mondo”. Gli URL presso “Italia e il Mondo” dove è possibile prenderne visione e scaricarlo sono http://italiaeilmondo.com/2016/12/13/dialecticus-nuncius-di-massimo-morigi/ e http://italiaeilmondo.com/category/agora/, rispettivamente WebCite http://www.webcitation.org/6mn0wfXNh o http://www.webcitation.org/query?url=http%3A%2F%2Fitaliaeilmondo.com%2F2016%2F12%2F13%2Fdialecticus-nuncius-di-massimo-morigi%2F&date=2016-12-15 e http://www.webcitation.org/6mn1dOsRD o http://www.webcitation.org/query?url=http%3A%2F%2Fitaliaeilmondo.com%2Fcategory%2Fagora%2F&date=2016-12-15. (Ovviamente questa ultima notazione è assente nel file del Dialecticvs visionabile presso “Italia e il Mondo”). RAVENNA . DIES . NATALIS . SOLIS . INVICTI . ANNO . DOMINI . MMXVI . POST . CHRISTVM . NATVM
Massimo Morigi, Dialecticvs Nvncivs, p. 1 di 23, immesso nel Web il 25 dicembre 2016
RAVENNA . DIES . NATALIS . SOLIS . INVICTI . ANNO . DOMINI . MMXVI . POST . CHRISTVM . NATVM
Massimo Morigi
Dialecticvs Nvncivs
Il punto di vista del Repubblicanesimo Geopolitico
attraverso i Quaderni del Carcere e Storia e
Coscienza di Classe per il rovesciamento della
gerarchia della spiegazione meccanicistico-causale
e dialettico-conflittuale, per il rinnovamento degli
studi marxiani e marxisti e per l’ Aufhebung della
gramsciana e lukacsiana Filosofia della Praxis
Massimo Morigi, Dialecticvs Nvncivs, p. 2 di 23, immesso nel Web il 25 dicembre 2016
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Il momento dialettico è il superarsi proprio di tali determinazioni finite e il loro passare nelle determinazioni loro
opposte. La dialettica viene usualmente considerata come un’arte estrinseca che arbitrariamente porta confusione in
concetti determinati e produce una semplice apparenza di contraddizioni in essi, in modo che non queste
determinazioni, ma quest’apparenza sarebbe un nulla e l’intellettivo invece sarebbe il vero. Spesso la dialettica è anche
nient’altro che una sorta di altalena soggettiva di ragionamenti che vanno su e giù e dove manca ogni contenuto
effettivo e la nudità viene nascosta semplicemente dalla sottigliezza che produce un tale raziocinare. Nella sua
determinatezza peculiare la dialettica è piuttosto la natura propria, vera, delle determinazioni dell’intelletto, delle cose e
del finito in generale. La riflessione è dapprima l’oltrepassare la determinazione isolata e il metterla in relazione; così
questa determinatezza viene messa in rapporto e, per il resto, viene conservata nella sua validità isolata. La dialettica
invece è questo immanente oltrepassare, in cui l’unilateralità e la limitatezza delle determinazioni dell’intelletto si
espone per quello che è, cioè come la loro negazione. Ogni finito è il superare se stesso. La dialettica è quindi l’anima
motrice del procedere scientifico ed è il principio mediante il quale soltanto il contenuto della scienza acquista un nesso
immanente o una necessità, così come in esso in generale si trova la vera elevazione, non estrinseca, al di là del finito.
Georg Wilhelm Friedrich Hegel, Enciclopedia delle Scienze Filosofiche in Compendio, § 81
Massimo Morigi, Dialecticvs Nvncivs, p. 3 di 23, immesso nel Web il 25 dicembre 2016
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Dal punto di vista del Repubblicanesimo Geopolitico,1 oltre alla
“falsificazione” di Marx, innumeri volte rappresentata da La Grassa in tutta la
1 L’occasione per l’elaborazione di questo punto di vista, Dialecticvs Nvncivs, oltre che dai precedenti lavori sul
Repubblicanesimo Geopolitico, nasce originariamente come commento di Massimo Morigi in data 16 luglio 2016
all’intervista a Gianfranco La Grassa Intervista (teorica) a Gianfranco La Grassa (di F. Ravelli). Il commento
all’intervista è agli URL http://www.conflittiestrategie.it/commento-di-massimo-morigi-allintervista-di-gianfranco-la-
grassa-intervista-teorica-di-g-la-grassa-di-f-ravelli-pubblicata-su-conflitti-e-strategie;
http://www.webcitation.org/6j4Ecswj9;
http://www.webcitation.org/query?url=http%3A%2F%2Fwww.conflittiestrategie.it%2Fcommento-di-massimo-morigi-
allintervista-di-gianfranco-la-grassa-intervista-teorica-di-g-la-grassa-di-f-ravelli-pubblicata-su-conflitti-e-
strategie&date=2016-07-17 ed è presente pure come commento sulla pagina di presentazione dell’intervista stessa
caricata su Internet Archive all’URL
https://archive.org/details/IntervistateoricaAGianfrancoLaGrassaECommentoDiMassimoMorigi (l’intervista è poi
scaricabile direttamente sempre su Internet Archive all’URL
https://ia601204.us.archive.org/32/items/IntervistateoricaAGianfrancoLaGrassaECommentoDiMassimoMorigi/Intervist
ateoricaAG.LaGrassadiF.Ravelli.html). LIntervista (teorica) a Gianfranco La Grassa (di F. Ravelli) è stata
inizialmente pubblicata in data 15 luglio 2016 sul sito di “Conflitti e Strategie” e su questo sito è all’URL
http://www.conflittiestrategie.it/intervista-teorica-a-g-la-grassa-di-f-ravelli e, vista la sua importanza si è pure
provveduto di caricarla, oltre presso i già citati
https://archive.org/details/IntervistateoricaAGianfrancoLaGrassaECommentoDiMassimoMorigi e
https://ia801204.us.archive.org/32/items/IntervistateoricaAGianfrancoLaGrassaECommentoDiMassimoMorigi/Intervist
ateoricaAG.LaGrassadiF.Ravelli.html, anche ricorrendo alla ridondanza di WebCite all’URL
http://www.webcitation.org/6jFLY1dNh. Si segnala anche che il Dialecticvs Nvncivs è stato preceduto, oltre che da
tutta la precedente elaborazione presente nel Web sul Repubblicanesimo Geopolitico, specificatamente da tre lavori: la
Teoria della Distruzione del Valore. (Teoria Fondativa del Repubblicanesimo Geopolitico e per il
Superamento/conservazione del Marxismo), Repubblicanesimo Geopolitico. Intervista al professor Massimo Morigi e
Repubblicanesimo Geopolitico Anticipating Future Threats. Saggio sulla Moralità del Repubblicanesimo Geopolitico
più Breve Nota all’Intervista del CSEPI a La Grassa (di Massimo Morigi). La Teoria della Distruzione
del Valore, oltre che essere sparsa in vari luoghi del Web, è recuperabile agli URL
https://archive.org/details/MarxismoTeoriaDellaDistruzioneDelValore;https://ia800501.us.archive.org/20/items/Marxis
moTeoriaDellaDistruzioneDelValore/MarxismoTeoriaDellaDistruzioneDelValore.pdf;http://www.webcitation.org/quer
y?url=https%3A%2F%2Fia800501.us.archive.org%2F20%2Fitems%2FMarxismoTeoriaDellaDistruzioneDelValore%2
FMarxismoTeoriaDellaDistruzioneDelValore.pdf&date=2015-12-04 e http://www.webcitation.org/6dWOlPr8n.
L’intervista sul Repubblicanesimo Geopolitico, curata da Giuseppe Germinario, oltre ad essere visionabile su “Conflitti
e Strategie” e su YouTube, rispettivamente agli URL http://www.conflittiestrategie.it/repubblicanesimo-geopolitico-
intervista-al-professor-massimo-morigi e https://www.youtube.com/watch?v=VeOUHYC8zq8, è stata anche caricata su
Internet Archive agli URL
https://archive.org/details/RepubblicanesimoGeopoliticoIntervistaAlProfessorMassimoMorigi e
https://ia600508.us.archive.org/8/items/RepubblicanesimoGeopoliticoIntervistaAlProfessorMassimoMorigi/Repubblica
nesimoGeopoliticoIntervistaAlProfessorMassimoMorigi.mp4. Infine Repubblicanesimo Geopolitico Anticipating
Future Threats. Saggio sulla Moralità del Repubblicanesimo Geopolitico più Breve Nota all’Intervista del CSEPI a La
Massimo Morigi, Dialecticvs Nvncivs, p. 4 di 23, immesso nel Web il 25 dicembre 2016
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sua opera e ora per ultimo di nuovo molto opportunamente ripetuta nella
Intervista (teorica) a Gianfranco La Grassa (di F. Ravelli), cioè la nascita mai
avvenuta della nuova classe al potere del lavoratore collettivo cooperativo
associato, sulla quale ci soffermeremo fra poco, siamo di fronte a due ulteriori
“crampi” del pensiero marxiano che, uniti alla “falsificazione” di cui sopra ci
consentono davvero, alla luce dell’impostazione conflittuale-strategica
lagrassiana, di compiere un passo decisivo per lo sviluppo delle scienze sociali
e storiche che, non solo rivoluzionino gli attuali paradigmi teorici, ma anche
possano dare l’inizio ad una reale prassi sociale anch’essa rivoluzionaria
rispetto agli stantii paradigmi politici democraticistici. Partiamo, molto
semplicemente, dal passo fondamentale del Capitale dove Marx individua il
carattere del tutto ideologico dell’allora (e tuttora) imperante economia politica:
«Al possessore di denaro, che trova il mercato del lavoro come particolare
reparto del mercato delle merci, non interessa affatto il problema del perché
quel libero lavoratore gli compaia dinanzi nella sfera della circolazione. E a
questo punto non interessa neanche a noi. Noi, dal punto di vista teorico, ci
atteniamo al dato di fatto, come fa il possessore di denaro dal punto di vista
pratico. Però una cosa è evidente. La natura non produce da un lato possessori
di denaro o di merci e dall’altro semplici possessori della propria forza
lavorativa. Tale rapporto non risulta dalla storia naturale né da quella sociale ed
Grassa (di Massimo Morigi), prima parte sotto l’aspetto di una morale pubblica dialettica e di una conseguente filosofia
della prassi che trovi la sua raggiunta entelechia in una pienamente manifestata epifania strategica di un trittico sul
Repubblicanesimo Geopolitico che comprende oltre il presente lavoro anche il di prossima pubblicazione Glosse al
Repubblicanesimo Geopolitico (cfr. in proposito la nota introduttiva di Repubblicanesimo Geopolitico Anticipating
Future Threats), è anch’esso tramite motori di ricerca reperibile in vari luoghi del Web o può essere direttamente
visionabile e scaricabile ai seguenti URL
https://archive.org/details/RepubblicanesimoGeopoliticoAnticipatingFutureThreatsDialogoSulla_297;https://ia801501.u
s.archive.org/11/items/RepubblicanesimoGeopoliticoAnticipatingFutureThreatsDialogoSulla_297/RepubblicanesimoGe
opoliticoAnticipatingFutureThreatsDialogoSullaMoralitaDelRepubblicanesimoGeopolitico.pdf;http://www.webcitation.
org/6lXceRo2L;http://www.webcitation.org/query?url=https%3A%2F%2Farchive.org%2Fdetails%2FRepubblicanesim
oGeopoliticoAnticipatingFutureThreatsDialogoSulla_297&date=2016-10-26;
https://www.researchgate.net/publication/309427489_Repubblicanesimo_Geopolitico_Anticipating_Future_Threats_Di
alogo_sulla_Moralita_del_Repubblicanesimo_Geopolitico_piu_Breve_Nota_all%27Intervista_del_CSEPI_a_La_Grass
a_di_Massimo_Morigipdf: DOI: 10.13140/RG.2.2.11532.72320. Ultima notazione di bibliografia internettiana: prima
dell’immissione nel Web iniziata il 25 dicembre 2016 tramite le piattaforme di conservazione e condivisione
digitale (in particolare Internet Archive), il Dialecticvs Nvncivs è stato pubblicato sul sito di geopolitica e di teoria
politica marxista “Italia e il Mondo”. Gli URL presso “Italia e il Mondo” dove è possibile prenderne visione e scaricarlo
sono http://italiaeilmondo.com/2016/12/13/dialecticus-nuncius-di-massimo-morigi/ e
http://italiaeilmondo.com/category/agora/, rispettivamente WebCite http://www.webcitation.org/6mn0wfXNh o
http://www.webcitation.org/query?url=http%3A%2F%2Fitaliaeilmondo.com%2F2016%2F12%2F13%2Fdialecticus-
nuncius-di-massimo-morigi%2F&date=2016-12-15 e http://www.webcitation.org/6mn1dOsRD o
http://www.webcitation.org/query?url=http%3A%2F%2Fitaliaeilmondo.com%2Fcategory%2Fagora%2F&date=2016-
12-15. ( Ovviamente questa ultima notazione è assente nel file del Dialecticvs visionabile presso “Italia e il Mondo”).
RAVENNA . DIES . NATALIS . SOLIS . INVICTI . ANNO . DOMINI . MMXVI . POST . CHRISTVM . NATVM
Massimo Morigi, Dialecticvs Nvncivs, p. 5 di 23, immesso nel Web il 25 dicembre 2016
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esso non è comune a tutti i periodi della storia. È evidente come esso sia il
risultato d’uno svolgimento storico precedente, il prodotto di molte rivoluzioni
economiche, della caduta di una intera serie di più vecchie formazioni della
produzione sociale.»2 Marx ci dice quindi, al contrario di quanto sostenevano
gli economisti classici (e di quanto sostengono ancor oggi gli attuali
economisti), che è la storia e non la natura a produrre la società dominata dal
capitalismo e che, di conseguenza, le presunte leggi economiche non sono per
niente naturali ma totalmente dovute all’umana evoluzione storica. Questo
totale cambio di paradigma segna ad un tempo la grandezza ed anche l’enorme
ed invalicabile limite di Marx (e di tutte le varie scuole di pensiero e di azione
che da lui prenderanno origine). Detto in estrema sintesi: vero è che la società
capitalistica e le presunte leggi dell’economia non hanno affatto l’ineluttabilità
della natura ma sono di pura origine storico-sociale. Falso è, come invece
traspare chiaramente dal testo appena citato, che sussista una suddivisione reale
fra natura e storia. Come ho già affermato in altri luoghi, questa errata
epistemologia è l’errore più grande di tutta la tradizione filosofica occidentale,
alla quale, con risultati del tutto insoddisfacenti, cercarono di porre rimedio
Hegel e Schelling e che, quindi, non si può fare particolare biasimo a Marx per
esservi ricaduto. Ma se non si può certo biasimare in particolare Marx per
questo errore, sul piano del giudizio storico sono del tutto da deprecare i
problemi derivatine. La conseguenza, veramente nefasta, è stata una visione
terribilmente ristretta del metodo dialettico dove da una parte, cioè nel
cosiddetto Diamat sviluppo teorico finale delle cosiddette tre pseudoleggi
dialettiche di Engels illustrate nella sua Dialettica della Natura e nell’Anti-
Dühring (conversione della quantità in qualità, compenetrazione degli opposti e
negazione della negazione, tre leggi che sono la scimmiottatura della logica
aristotelica) , la dialettica è diventata una forma corrotta di pensiero
positivistico e che, sulla linea dell’ineluttabilità di queste leggi
pseudodialettiche engelsiane, ha smesso, appunto, di essere dialettica per
trasformarsi in instrumentum regni dei regimi totalitari del socialismo reale;
dall’altra parte, invece, cercando di preservare i limiti di libertà e di creazione
prassistica dell’azione che dovrebbe consentire la dialettica stessa, si è cercato
di staccare la dialettica dalla comprensione dei fenomeni naturali, gravissima
perdita gnoseologica il cui esempio più famoso è quello di György Lukács,
dove in Storia e Coscienza di Classe afferma che «Questa limitazione del
metodo alla realtà storico-sociale è molto importante. I fraintendimenti che
hanno origine dall’esposizione engelsiana della dialettica poggiano
essenzialmente sul fatto che Engels seguendo il falso esempio di Hegel
2 Karl Marx, Il Capitale, trad. it., Roma, Newton Compton, 1970, I, pp. 199-200.
Massimo Morigi, Dialecticvs Nvncivs, p. 6 di 23, immesso nel Web il 25 dicembre 2016
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estende il metodo dialettico anche alla conoscenza della natura. Mentre nella
conoscenza della natura non sono presenti le determinazioni decisive della
dialettica: l’interazione tra soggetto ed oggetto, l’unità di teoria e praxis, la
modificazione storica del sostrato delle categorie come base della loro
modificazione nel pensiero, ecc. Purtroppo è qui impossibile discutere di questi
problemi in modo più minuzioso.»3 Altrove, sempre in Storia e Coscienza di
3 György Lukács, Storia e Coscienza di Classe, Milano, Sugar Editore. p. 6. In Codismo e Dialettica, concepito per
rispondere alle accuse di chi aveva giudicato Storia e Coscienza di Classe di non essere opera marxista ma bensì
idealista, Lukács comincia a rispondere a questi problemi davvero in modo più minuzioso e, a proposito del problema
dell’applicabilità nei vari campi del sapere e dell’attività umana del metodo dialettico, fornisce una regola veramente
aurea che oggi è anche fatta propria ma poco merito, un po’ di storia, di tragedie, di filosofia, di scienze biologiche,
informatiche, fisiche, di epigenetica, di teoria del caos e di meccanica quantistica sono da allora passate sotto i ponti,
discipline per una trattazione delle quali, sotto l’aspetto del loro decisivo apporto per una rifondazione della dialettica, il
nunzio rimanda ancora a Glosse al Repubblicanesimo Geopolitico, cit., di imminente pubblicazione dalla dialettica
del Repubblicanesimo Geopolitico. Questa regola si esprime in questi termini: non è che la spiegazione dialettica debba
sostituire in toto la spiegazione meccanicistico-causale ma deve essere in testa, rispetto a quella meccanistico-causale,
nella gerarchia della preferenza fra le due (e oltre sotto l’aspetto dell’explanandum per il quale deve occupare questo
primo posto, dal punto di vista dell’explanans, cioè della dialettica dell’origine del modello teorico stesso, occupa
questo primato gerarchico perché 1) per quanto sia meccanico, un modello esplicativo esso come modello risale come
genesi alla struttura dialettica della totalità, se no si è in presenza, per la sua isolata e presunta autosufficienza, ad un
principio teologico, valido unicamente in ragione di una cieca fede nello stesso e quindi 2) esso è concretamente ed
operativamente costituito da elementi del mondo anch’essi rapportati empiricamente e dialetticamente con la totalità,
se no si ricade in fattispecie religiose già evidenziate in 1). Che poi non tutte le spiegazioni impiegate dalle scienze, allo
stato attuale dello sviluppo delle conoscenze e del conseguente concreto sviluppo della dialettica della filosofia della
praxis, non rispondano formalmente ad una legalità dialettica, poco importa. Quello che importa realmente è essere
consapevoli della necessità di questo rovesciamento nella gerarchia delle spiegazione e della dialetticità del reale,
quella dialetticità che se assunta come forma mentis ed agendi è la sola condizione necessaria e sufficiente per generare
mutamenti autenticamente rivoluzionari e quindi veritativi: «Nel materialismo dialettico il problema strutturale viene
risolto storicamente (cioè mostrando la genesi concreta, reale e storica della struttura data), e il problema storico viene
risolto teoricamente (cioè mostrando la legge che ha prodotto il contenuto concreto dato) [il Repubblicanesimo
Geopolitico dice: cioè mostrando che è il principio dell’azione/conflitto/dialettico/epressivo/strategico e non una
galileana meccanica e predestinante legalità esemplata sul modello di presunte leggi di natura ad avere prodotto il
contenuto concreto dato, ndr]. Ecco perché Marx, a proposito del susseguirsi delle categorie economiche, scrive: “La
loro successione è determinata dalla relazione in cui esse si trovano l’una con l’altra nella moderna società borghese, e
questo è esattamente l’inverso di quello che sembra essere il loro ordine naturale o di ciò che corrisponde alla
successione dello sviluppo storico”. [ndr: Karl Marx, Per la Critica dell’Economia Politica, introduzione di Maurice
Dobb, traduzione di Emma Cantimori Mezzomonti, Roma, Editori Riuniti, 1974, p. 196] Da ciò comunque, cioè dal
fatto che il processo oggettivamente reale è esso stesso dialettico e che l’origine reale e l’intreccio della conoscenza che
gli corrisponde adeguatamente siano essi stessi dialettici, non segue affatto che ogni conoscenza debba apparire nella
forma di conoscenza del metodo dialettico [corsivo di Lukács: nel Dialecticvs Nvncivs le evidenziazioni del testo delle
citazioni, dove non di mia espressa autoattribuzione, sono di Lukács]. L’affermazione del giovane Marx: “La ragione è
sempre esistita ma non sempre in forma razionale” [ ndr: lettera di Karl Marx ad Arnold Ruge scritta nel settembre 1843
da Kreuznach, in Arnold Ruge, Karl Marx, Annali franco-tedeschi, a cura di Gian Mario Bravo e traduzione di Anna
Pegoraro Chiarloni e Raniero Panzieri, Milano Edizioni del Gallo, 1965, p.81] vale anche per la dialettica. Dipende
dalla struttura economica della società e dalla posizione di classe che il conoscente assume in essa, se fino e a che punto
un rapporto oggettivamente dialettico assuma forma dialettica nel pensiero, se e fino a che punto gli uomini possano
diventare coscienti del carattere dialettico del rapporto dato. In determinate circostanze può accadere che esso non
appaia affatto dal punto di vista del pensiero conoscitivo; oppure può apparire sotto forma di contraddizione
irrisolvibile, come antinomia; può essere compreso adeguatamente sotto certi aspetti, senza che possa essere
determinato correttamente il suo giusto posto nello sviluppo complessivo etc. Da quanto abbiamo detto finora è chiaro
che tali conoscenze possano comunque essere, almeno in parte, oggettivamente giuste. Ma solo quando lo sviluppo
storico della società è progredito fino al punto che i problemi reali che stanno alla base di queste contraddizioni etc.
sono storicamente risolti, oppure che la loro soluzione non è lontana, solo allora può essere trovata la conoscenza
teoricamente giusta e dialettica. In altre parole: la soluzione, il superamento di una contraddizione dialettica viene
prodotta dalla realtà nel processo storico reale. Il pensiero può, a certe condizioni, anticipare mentalmente questi
Massimo Morigi, Dialecticvs Nvncivs, p. 7 di 23, immesso nel Web il 25 dicembre 2016
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processi, ma solo quando il loro superamento esiste oggettivamente nel processo storico effettivo come una reale
tendenza di sviluppo (anche se magari come tendenza ancora immatura dal punto di vista della prassi). E se questo
rapporto con il processo storico reale non è divenuto pienamente cosciente, se quel problema dialettico non viene
ricondotto al suo fondamento concreto e materiale, l’anticipazione mentale deve necessariamente rimanere incastrata
nell’astrazione e nell’idealismo (Hegel).»: György Lukács, Codismo e Dialettica (titolo originale del manoscritto:
Chvostismus und Dialektik), ed. it. Idem, Coscienza di Classe e Storia: Codismo e Dialettica, postfazione di Slavoj
Žižek, Roma, Alegre, 2007, pp. 86-88. Purtroppo, la succitata regola d’oro non doveva risultare, evidentemente, di
facile applicazione, perché costante è in Codismo la tensione fra la piena applicazione della predetto ordine gerarchico
fra i due tipi di spiegazione e un piegarsi agli idola fori della gnoseologia del tempo che, nonostante quanto avrebbe
voluto una conseguente ed integrale applicazione della appena esposta filosofia della prassi, finiva con l’accettare, de
facto, una divisione di ambiti usando un’area semantica compatibile con la Weltanschauung conflittuale/strategica
della dialettica del Repubblicanesimo Geopolitico, noi ancor meglio diremmo una divisione delle sfere d’influenza
fra spiegazione meccanicistica e spiegazione dialettica, con complementariamente inevitabile separazione ontologica fra
società e natura che da questa impostazione natural-meccanicistica consegue: «Fino a che, tuttavia, non siamo in grado
di mostrare in senso storico-genetico l’origine delle nostre conoscenze a partire dalla loro base materiale concreta – cioè
non solo il fatto “che” esse siano, ma anche “cosa” e “come” – come fece Marx per le nostre conoscenze storico-sociali,
la nostra visuale sarà manchevole di un importante e oggettivo momento della dialettica: la storia. Ribadisco che non mi
passa affatto per la testa di negare che le scienze della natura comprendano elementi della visione storica, che in essi ci
sono gli inizi (Kant-Laplace, Darwin etc.) di quella “scienza unitaria della storia” richiesta da Marx. Anche la
conoscenza sociale premarxista conteneva elementi storici (Steuart, Hegel, gli storici francesi etc.) ma una conoscenza
realmente e storicamente dialettica la si trova solo in Marx ed è sorta come conoscenza dialettica del presente in quanto
momento del processo complessivo. Nessuno vorrà però sostenere che questi elementi storici si trovino al centro delle
problematiche delle moderne scienze della natura o che proprio le scienze naturali più sviluppate e che fanno da
modello metodologico per le altre si occupino coscientemente di queste problematiche. Viste tali questioni, sarebbe
necessario, da un lato, chiarire per quali epoche o periodi valgano determinate conoscenze, poiché esse colgono col
pensiero i loro rapporti specifici, storici, oggettivi e reali; dall’altro comprendere dialetticamente la genesi necessaria
delle conoscenze a partire dallo stesso processo storico oggettivo e reale. (Per quanto concerne le conoscenze
economiche si esprime chiaramente Engels). In che misura le conoscenze della natura possono essere trasformate in
conoscenze storiche, ovvero, se si diano fatti materiali in natura che non mutano mai la loro struttura, oppure soltanto in
periodi di tempo così lunghi che essi non possono essere percepiti come mutamenti dalla conoscenza umana, non è
questione che possa essere trattata qui, poiché anche laddove ci sembra che sviluppi storici sono avvenuti, il loro
carattere storico può ora essere affermato solo in misura molto limitata. Ciò significa che noi siamo spinti fino a
conoscere che la storia dell’umanità deve essere preceduta da uno sviluppo storico oggettivo che copre un infinito lasso
temporale, ma le fasi di passaggio tra questa storia e la nostra ci sono tuttavia note solo in piccola parte o, addirittura,
per nulla. E ciò non avviene perché materiali a disposizione oggi siano ancora insufficienti o a causa del temporaneo
sottosviluppo dei nostri metodi di ricerca (molte scienze della natura surclassano le scienze della storia per quanto
concerne la precisione [sottolineatura nostra ad evidenziare quanto anche in Lukács agisse prepotentemente il
pregiudizio di una maggiore “scientificità” delle cosiddette scienze della natura rispetto alle scienze sociali e storiche:
per un definitivo e minuziosamente argomentato rigetto di questo fondamentale e fondante errore di tutta la tradizione
filosofica della modernità occidentale, errore che non è altro che il negativo fotografico dell’altro fondante e
fondamentale errore di questa tradizione, cioè l’illusoria e fantasmatica separazione ontologica ed empirica fra natura e
cultura, Dialecticvs Nvncivs rinvia per l’ennesima volta a Glosse al Repubblicanesimo Geopolitico, cit., di prossima
pubblicazione]) ; ciò avviene perché la capacità di scoprire i fondamenti materiali della conoscenza e di derivare
dialetticamente quest’ultima dalla sua base materiale, non è stata ancora prodotta dallo sviluppo oggettivo reale. Gli
scienziati migliori si trovano perciò dogmaticamente prigionieri, come ad es., Ricardo rispetto alla società capitalistica
(i peggiori sono divorati dallo scetticismo e possono essere qui considerati solo come sintomo di una crisi). Ciò non
impedisce loro affatto come mostra l’esempio di Ricardo di raggiungere conoscenze oggettivamente valide, lo
stesso Ricardo ne ebbe in alcuni campi. Ciò che è loro impossibile è di chiarire le contraddizioni che sorgono dal
materiale concreto e mostrarle come contraddizioni dialettiche, di mostrare i momenti singoli come momenti di un
processo storico unitario e, come è stato indicato prima, di ordinarli al tempo stesso teoricamente e storicamente in un
contesto complessivo. Una tale storicizzazione delle scienze della natura, una crescente penetrazione nella loro origine
(ad es., la consapevolezza del loro carattere geocentrico) le renderebbe tanto poco “relativiste” quanto lo sono diventate
le scienze sociali come risultato della penetrazione marxista nella genesi reale della [sic] loro conoscenze. Tutto
l’opposto. »: Ivi, pp. 96-97. È sempre difficile discernere in un autore (come nella vita di tutti i giorni) quanto una scelta
sia dettata da convinzione e quanto, invece, dalla preoccupazione molto concreta e realistica nel caso di Lukács
delle conseguenze personali e politiche del comportamento o del messaggio che si intende rendere pubblico. Le parole
conclusive di Codismo appena citate, nel loro incerto e tortuoso procedere teorico, ci fanno propendere per la seconda
ipotesi ma non nel senso di una egoistica tutela personale ma nel significato di un tentativo di tutela, anche se solo
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difensivistico, della dialettica dalla deriva positivistica che poi avrebbe definitivamente preso la forma del Diamat
staliniano: «Per Engels, dunque, l’aver parzialmente omesso le mediazioni che gli hanno reso possibile la sua
conoscenza dialettica e che appartengono oggettivamente a questa conoscenza, costituisce semplicemente un episodio.
E se si trattasse solo di Engels, si potrebbe tranquillamente lasciare cadere la questione, oppure essa potrebbe essere una
questione inessenziale da trattare in modo storico-filologico. Poiché però queste lacune vengono ampliate
entusiasticamente ed erette a Sistema del Marxismo allo scopo di liquidare la dialettica, allora bisogna sottolineare con
forza questi aspetti. La tendenza di Deborin e Rudas è evidente: essi vogliono usando le parole di Marx ed Engels
fare del materialismo storico una “scienza” nel senso borghese, poiché essi non possono rinunciare a ciò che tiene in
vita la società borghese e la sua concezione della storia, al carattere puramente spontaneo dell’accadere storico,
perché essi […: periodo non completo perché la pubblicazione di Codismo si è basata su un manoscritto mutilo di
alcune pagine, ndr ]. »: Ivi, p. 118. La realtà teorica e politica era invece molto più cruda e (in tutti i sensi) molto più
pericolosa di quella che in queste parole conclusive di Codismo Lukács si sforzava di voler rappresentare.
L’abbandono e/o il depotenziamento della dialettica con la conseguente deriva positivistica in Engels non era un
episodio ma la sua vera nota di fondo (vedi Anti-Dühring e Dialettica della Natura, opere nelle quale vengono
esplicitate, in una vera e propria inconsapevole parodia della logica aristotelica, le tre farlocche engelsiane leggi
dialettiche: la legge della conversione della quantità in qualità, la legge della compenetrazione degli opposti, la legge
della negazione della negazione) e Deborin e Rudas non intendevano affatto perpetuare culturalmente e socialmente la
società borghese ma criticando Storia e Coscienza di Classe (anche se la critica partiva dal corretto presupposto
dell’insostenibile e niente affatto dialettica contraddittorietà dell’impostazione lukacsiana di una divisione fra società e
natura separazione, fra l’altro, come abbiamo visto, molto “opportunistica” e alla quale nemmeno Lukács, ad attenta
analisi, mostra di credere dove per la natura non sarebbero valse le impostazioni dialettiche), agivano oggettivamente
e con convinzione nel senso di creare sì una dialettica unificata fra questi due ambiti ma una dialettica falsa e
positivizzata alla Engels. Il senso profondo quindi della reazione di Lukács, vero e proprio Defensor Dialecticae, era di
creare una sorta di ridotta gnoseologica dove almeno lì sarebbe valsa la vera dialettica. Evidenti ragioni storico-politiche
del secolo della violenza e degli sterminii organizzati su base scientifica e dei totalitarismi prima ancora che ragioni
teoriche, resero questa difesa impossibile. Compito di chiunque voglia lasciarsi benjaminiamente lo strazio
novecentesco alle spalle non è tanto proclamare vuoti slogan politici (oggi dopo la caduta dei regimi socialisti,
totalmente di marca democratico-liberal-liberista) ma raccogliere quella bandiera dialettica che all’insegna di una vera
filosofia della prassi possa costituire un reale progresso (per una volta sia consentito usare questo termine) rispetto agli
immani lutti che non solo non ci siamo lasciati alle spalle ma che continuano non contrastati se non dalle vuote
retoriche democraticistiche, una “distrazione/distruzione di massa” democraticistica vero frutto autentico e legittimo del
secolo che ci ha lasciati poco più di un decennio fa e che non contrastato continua nei suoi nefasti ma perciò pure
rivoluzionari effetti anche nel presente. (Per comprendere come un autore come Benjamin apparentemene così poco
politico e apparentemente così distante e da György Lukács e da ogni possibile altra declinazione della filosofia della
prassi fra poco, alla nota 8 ci occuperemo di quell’altro gigante della filosofia della prassi che va sotto il nome di
Antono Gramsci ci possa venire in soccorso per superare e quindi recuperare la filosofia della prassi stessa e con ciò
a prenderci dal Novecento un dialettico e non postmoderno commiato da fine di tutte le metanarazioni e da fine liberal-
liberista alla Fukuyama della storia, cfr. le Tesi di Filosofia della Storia, in particolare la tesi numero 1, con le figure
simboliche del fantoccio in veste da turco, del nano gobbo nascosto sotto la scacchiera asso nel gioco degli scacchi e
della teologia piccola e brutta ma indispensabile per far vincere sempre «il fantoccio chiamato “materialismo storico”»
e la tesi numero 9 con l’Angelus Novus di Klee, l’angelo della storia per Benjamin, al quale una tempesta che soffia dal
paradiso, trascinandolo via contro la sua volontà, gli fa sorvolare le rovine del progresso, volto fisso alle passate e
presenti sciagure, spalle rivolte al futuro e, pertanto, drammaticamente senza apparente possibilità di rendere pensabile
né un intervento immediato e nemmeno di guardare ed agire oltre l’ “orizzonte degli eventi” ma, però, traslucendo
da questa allegoria un’evidente fede soteriologica, noi diremmo un volontà di riscruttura ab imis delle “categorie del
politico” e della conoscenza che è propria del Repubblicanesimo Geopolitico; una riscrittura ab imis che dovrà
avvalersi non solo dei poeticamente dialettici simboli benjaminiani ma anche di quell’iperdecisionismo benjaminiano,
che è una delle più potenti e veritative “categorie del politicoe del “filosofico” prodotte dal pensiero occidentale
assai più integrale del timido decisionismo schmittiano e che costituisce uno dei più importanti pilastri per il
superamento/conservazione della filosofia della prassi del Repubblicanesimo Geopolitico, e rimandiamo ancora alle
prossime Glosse al Repubblicanesimo Geopolitico per una più approndita trattazione di questo fondamentale aspetto
iperdecisionista e prassistico del pensiero benjaminiano , e di cui abbiamo già scritto in Massimo Morigi, Walter
Benjamin, Iperdecisionismo e Repubblicanesimo Geopolitico: lo Stato di Eccezione in cui Viviamo è la Regola, in “Il
Senso della Repubblica nel XXI Secolo. Quaderni di Storia e Filosofia”, anno VIII, n.2, febbraio 2015. Questo numero
della rivista, oltre ad essere visionabile all’ URL presso il quale è stato caricato dall’editore della rivista stessa,
https://issuu.com/heos.it/docs/sr_febbraio_15, è stato caricato anche dallo scrivente su Internet Archive agli URL
https://archive.org/details/WalterBenjaminIperdecisionismoERepubblicanesimoGeopolitico e
https://ia800504.us.archive.org/33/items/WalterBenjaminIperdecisionismoERepubblicanesimoGeopolitico/WalterBenja
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Classe, Lukács sembra arrivare quasi ad un passo dallo scioglimento del nodo
gordiano fra storia e natura che lo ha bloccato nel passo appena citato. Ad un
passo senza mai arrivarci e non ci vuole molta immaginazione per vedere dove
poggiasse questa impossibilità di “discutere di questi problemi in modo più
minuzioso”: certamente non solo di natura teorica ma, soprattutto, di natura
molto, molto pratica 4 Torniamo ora a Marx, quando afferma nella prefazione
minIperdecisionismoERepubblicanesimoGeopolitico.pdf e quindi su WebCite agli URL
http://www.webcitation.org/6mudCd4pb e
http://www.webcitation.org/query?url=https%3A%2F%2Fia800504.us.archive.org%2F33%2Fitems%2FWalterBenjami
nIperdecisionismoERepubblicanesimoGeopolitico%2FWalterBenjaminIperdecisionismoERepubblicanesimoGeopolitic
o.pdf&date=2016-12-20; inoltre l’articolo, sempre dallo scrivente, è stato anche caricato direttamente sempre su
Internet Archive agli URL
https://archive.org/details/WalterBenjaminIperdecisionismoERepubblicanesimoGeopoliticoMassimo e
https://ia601501.us.archive.org/33/items/WalterBenjaminIperdecisionismoERepubblicanesimoGeopoliticoMassimo/Wa
lterBenjaminIperdecisionismoERepubblicanesimoGeopoliticoDiMassimoMorigi.2.pdf e quindi su WebCite agli URL
http://www.webcitation.org/6mugMchmd e
http://www.webcitation.org/query?url=https%3A%2F%2Fia601501.us.archive.org%2F33%2Fitems%2FWalterBenjami
nIperdecisionismoERepubblicanesimoGeopoliticoMassimo%2FWalterBenjaminIperdecisionismoERepubblicanesimoG
eopoliticoDiMassimoMorigi.2.pdf&date=2016-12-20).
4 Se non arrivò mai a compiere questo passo, Lukács, attraverso il magistero marxiano ed in asprissimo contrasto col
revisionismo, comprese assai bene la falsa “naturalità”, la farlocca “inevitabilità” ed il presunto “determinismo” delle
presunte “leggi naturali” dell’economia. Storia e Coscienza di Classe è totalmente percorsa da questa consapevolezza
prassistica e citando forse il più efficace di uno dei suoi tanti passaggi in proposito, il presente Dialecticvs Nvncivs
ribadisce con ancora maggiore energia e convinzione, se possibile, la ridicolaggine della credenza nell’esistenza di leggi
di natura economiche che non derivino dalle decisioni degli uomini (o, per meglio dire, da azioni/conflitti strategici che
vengono compiuti più o meno consapevolmente da agenti singoli o collettivi: per un primo approccio del
Repubblicanesimo Geopolitico sulla problematica del conflitto strategico, cfr. Teoria della Distruzione del Valore agli
URLhttps://archive.org/details/MarxismoTeoriaDellaDistruzioneDelValore;https://ia800501.us.archive.org/20/items/M
arxismoTeoriaDellaDistruzioneDelValore/MarxismoTeoriaDellaDistruzioneDelValore.pdf;http://www.webcitation.org/
query?url=https%3A%2F%2Fia800501.us.archive.org%2F20%2Fitems%2FMarxismoTeoriaDellaDistruzioneDelValor
e%2FMarxismoTeoriaDellaDistruzioneDelValore.pdf&date=2015-12-04;http://www.webcitation.org/6dWOlPr8n).
Ovviamente, tutta la filosofia della praxis del discorso marxiano e lukacsiano deve essere riorientato smontando la
controdialettica (e veramente oggettivamente controrivoluzionaria) divisione fra natura e cultura: «Solo in questa
coscienza [di classe, ndr] infatti viene in luce la profonda irrazionalità che sta in agguato dietro i sistemi razionalistici
parziali della società borghese e che si manifesta altrimenti in modo catastrofico, in eruzioni improvvise, e proprio per
questo senza modificare alla superficie la forma e la connessione degli oggetti. Si può senz’altro riconoscere questa
situazione negli avvenimenti più semplici della vita quotidiana. Il problema del tempo-lavoro che abbiamo considerato
provvisoriamente, dal punto di vista dell’operaio, come momento in cui nasce la sua coscienza in quanto coscienza della
merce (quindi come coscienza del nucleo strutturale della società borghese), mostra nell’istante in cui essa sorge ed
oltrepassa la mera immediatezza della situazione data, concentrato in un punto, il problema fondamentale della lotta di
classe: il problema della violenza, come il punto in cui, in seguito al fallimento delle “leggi eterne” dell’economia
politica, in seguito al loro dialettizzarsi, la decisione sul destino dello sviluppo viene necessariamente rimessa
all’attività cosciente degli uomini. Marx sviluppa questa idea nel modo seguente. “È evidente: prescindendo dai limiti
del tutto elastici, dalla stessa natura dello scambio delle merci non risulta nessun limite della giornata lavorativa, quindi
nessun limite al plus-lavoro. Quando cerca di prolungare al massimo la giornata lavorativa fino al punto di giungere, se
è possibile, a raddoppiarla, il capitalista non fa altro che affermare il proprio diritto di compratore. Dall’altra parte, la
natura specifica della merce venduta implica un limite del suo consumo da parte del compratore, e l’operaio afferma il
proprio diritto di venditore, quando vuole limitare la giornata lavorativa ad una grandezza normale determinata. Qui ha
dunque luogo un’antinomia: diritto contro diritto, entrambi consacrati dalla legge dello scambio delle merci. Fra diritti
eguali decide la violenza. Così nella storia della produzione capitalistica la regolazione della giornata lavorativa si
presenta come lotta per i limiti della giornata lavorativa lotta tra il capitalista collettivo, cioè la classe dei capitalisti,
e l’operaio collettivo, cioè la classe operaia. [Karl Marx, Il Capitale, cit., p. 284]”»: György Lukács, Storia e Coscienza
di Classe, cit., pp. 234-235.
Massimo Morigi, Dialecticvs Nvncivs, p. 10 di 23, immesso nel Web il 25 dicembre 2016
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alla prima edizione del Capitale con una evidente contraddizione (per niente
dialettica) rispetto al passo sempre del Capitale appena citato: «Una parola ad
evitare possibili malintesi. Non ritraggo per niente le figure del capitalista e del
proprietario fondiario in luce rosea. Ma qui si tratta delle persone solo in quanto
sono la personificazione di categorie economiche, che rappresentano
determinati rapporti e determinati interessi di classe. Il mio punto di vista che
considera lo sviluppo della formazione economica della società come processo
di storia naturale, non può assolutamente fare il singolo responsabile di
rapporti da cui egli socialmente proviene, pure se soggettivamente possa
innalzarsi al di sopra di essi.»5 Qui la società è quindi per Marx assimilabile ad
una sorta di processo naturale, gli uomini piuttosto che agire in esso sono agiti
da forze che li sovrastano e la loro natura, insomma, è quella del
Gattungswesen, un ente naturale generico determinato dalle leggi e dalle forze
che agiscono nella società stessa.6 In questo passaggio si sviluppa sì una linea di
pensiero che unisce società e natura ma è una linea di pensiero
similpositivistica, anticipatrice della Dialettica della Natura e dell’ Anti-
Dühring di Engels prima e poi del Diamat di cui abbiamo già detto. Veniamo
ora ai nostri giorni. Il conflittualismo strategico di Gianfranco La Grassa nasce
dopo la definitiva consunzione, filosofica prima che politica, di tutta la
tradizione marxista che, se a livello storico-politico, è crollata per la
tragicomica inefficienza economica dei vari sistemi socialisti effettivamente
storicamente realizzatisi unita alle lusinghe (totalmente) false del paese dei
balocchi della forma di stato “democratico-capitalistica”, sul piano teorico e
filosofico praticamente sin dal suo inizio aveva fatto bancarotta in ragione del
suo economicismo, prendendo poi successivamente le forme ideologiche di
una pseudodialettica di stato, il Diamat, che altro non era che una forma di
positivismo degradato, di pratiche e modelli economici meno inefficienti di
5 Karl Marx, Il Capitale, cit., pp. 6-7.
6 «Non è la coscienza degli uomini che determina il loro essere, ma è, al contrario, il loro essere sociale che determina la
loro coscienza. Ad un dato punto del loro sviluppo, le forze produttive materiali della società entrano in contraddizione
con i rapporti di produzione esistenti, cioè con i rapporti di proprietà (che ne sono soltanto l’espressione giuridica)
dentro i quali tali forze per l’innanzi s’erano mosse. Questi rapporti, da forme di sviluppo delle forze produttive, si
convertono in loro catene. E allora subentra un’epoca di rivoluzione sociale. Con il cambiamento della base economica
si sconvolge più o meno rapidamente tutta la gigantesca sovrastruttura.»: Karl Marx, Per la Critica dell’Economia
Politica, cit., p.5: per i due maggiori interpreti del marxiano Gattungswesen come un ente generico che proprio in
ragione di questa sua genericità non è meccanicamente determinato dalla società ma in questa consapevolmente,
culturalmente e pubblicamente vi agisce in analogia all’aristotelico Zoon Politikon e del marxismo come una teoria
della libertà in cui questa libertà è data dal rapporto dialettico dell’uomo con la storia e la società, confronta, in
particolare, Costanzo Preve e Giorgio Agamben e segnatamente: Costanzo Preve, L’Eguale Libertà. Saggio sulla
Natura Umana, Vangelista, Milano, 1994; Id., I Secoli Difficili. Introduzione al Pensiero Filosofico dell’Ottocento e del
Novecento, Petite Plaisance, Pistoia, 1999; Id., Marx Inattuale. Eredità e Prospettiva, Bollati Boringhieri, Torino, 2004;
Giorgio Agaben, Mezzi senza Fine. Note sulla Politica, Bollati Boringhieri, Torino, 1996; Id., La Comunità che Viene,
Bollati Boringhieri, Torino, 2001.
Massimo Morigi, Dialecticvs Nvncivs, p. 11 di 23, immesso nel Web il 25 dicembre 2016
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quelli del cosiddetto “libero mercato” capitalistico e, last but not the least, di
una visione filosofica dell’uomo come Gattungswesen, un ente naturale
generico completamente sottoposto alle determinazioni sociali, con la non
irrilevante conseguenza che alla mitizzata classe operaia (mito che era una
versione degradata del marxiano lavoratore collettivo cooperativo associato)
veniva riservato un trattamento da Gattungswesen, appunto, mentre alla
nomenklatura veniva, in pratica, violentemente concesso di “elevarsi al di
sopra” di essa; realizzando cioè nella prassi, a solo uso e consumo della
burocratica classe dominante, un compiuto modello conflittuale-strategico, in
cui il dominato era la tanto mitizzata (e presa per il fondelli) classe operaia-
gattungswesen. Il conflittualismo strategico di Gianfranco La Grassa, portando
esplicitamente il conflitto al centro dell’interpretazione della società, mantiene e
approfondisce la fondamentale critica marxiana sulla falsa naturalità
dell’economia politica, chiude quindi definitivamente con tutta questa
tradizione marxista economicistico-positivistica da una parte (diamat,
altrimenti detto marxismo orientale) o dialettico-dimidiata dall’altra (il
cosiddetto marxismo occidentale: uno dei massimi esempi di questa seconda
immensamente più feconda però per il futuro, nonostante le segnalate
contraddizioni, della deriva diamattina quella avanzata da György Lukács in
Storia e Coscienza di Classe) e però, per il completo sviluppo rivoluzionario
del suo paradigma, è per il Repubblicanesimo Geopolitico assolutamente
necessario un dialettico riorientamento gestaltico sia della prassi del conflitto
strategico che del suo stesso concetto.7 Questo riorientamento passa A)
7 Una interpretazione dialettica dimidiata quella di Lukács e, allo stesso tempo, in contraddizione, con una precisa
visione di quello in cui deve consistere il metodo dialettico. In vari luoghi successivi al passaggio citato alla nota 3,
Storia e Coscienza di Classe mostra ad un tempo la natura totale e “anticosale” della dialettica che sembra già una
prefigurazione della consapevolezza dell’intima natura dialettica del conflitto/scontro strategico che modella di
continuo e trasforma la realtà stessa unita, però, contraddittoriamente, ad una interpretazione del tutto “cosale” dello
scontro sociale che inevitabilmente da questa dialettica avrebbe dovuto scaturire (contro una lettura mitologica ed
ipostaticizzata delle due classi antagoniste capitalistica ed operaia, il conflittualismo strategico lagrassiano costituisce il
primo indispensabile passo per questo riorientamento. Per il Dialecticvs Nvncivs e come si vedrà poi più per esteso
nelle Glosse al Repubblicanesimo Geopolitico, di prossima pubblicazione sarà necessario poi riorientare a sua volta
anche il conflittualismo strategico di La Grassa sulla falsariga dell’abolizione della divisione fra natura e cultura): «Ma
anche in questo caso si deve sottolineare che la violenza, che appare come figura concreta dei limiti di irrazionalità del
razionalismo capitalistico, del punto di intermittenza delle sue leggi, è per la borghesia qualcosa di completamente
diverso che per il proletariato. Per la borghesia, la violenza è la continuazione immediata della sua vita quotidiana: essa
non rappresenta dunque un problema nuovo: d’altro lato, e proprio per questo, essa non è capace di risolvere nemmeno
una delle contraddizioni sociali che si autogenerano. Il suo intervento e la sua efficacia, la sua possibilità e la sua portata
dipendono del resto dal grado in cui è stata superata l’immediatezza dell’esistenza. Certo, la possibilità di questo
oltrepassamento, quindi la estensione e la profondità della coscienza stessa, è un prodotto della storia. Ma questo livello
storicamente possibile non consiste qui nella continuazione graduale e rettilinea di ciò che si trova già
nell’immediatezza (e delle sue “leggi”), ma nella consapevolezza, raggiunta attraverso molteplici mediazioni, sull’intero
della società, nella chiara intenzione diretta alla realizzazione delle tendenze dialettiche dello sviluppo. E la serie delle
mediazioni non può concludersi nella contemplazione immediata ma deve dirigersi alla novità qualitativa che scaturisce
dalla contraddizione dialettica: essa deve essere un movimento di mediazione tra il presente e il futuro. Tutto c
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presuppone ancora una volta che il rigido essere cosale degli oggetti dell’accadere sociale si scopra come mera
parvenza, che la dialettica la quale rappresenta un’autocontraddizione, un’assurdità logica, finché si tratta del
passaggio di una “cosa” ad un’altra, oppure di un concetto che ha la struttura di cosa ad un altro trovi la propria
conferma in tutti gli oggetti e che le cose si mostrino perciò come momenti che si risolvono nel processo. Siamo co
pervenuti al limite della dialettica antica, al punto che separa questa dialettica da quella del materialismo storico. (Hegel
rappresenta il momento di transizione metodologica, in lui si trovano cioè gli elementi di entrambe le concezioni in una
funzione non interamente chiarita in rapporto al metodo). Infatti, la dialettica eleatica del movimento indica appunto le
contraddizioni immanenti nel movimento in generale, ma essa lascia intatta la cosa che si muove. Sia che la freccia in
volo si muova o si trovi in quiete all’interno del vortice dialettico – essa resta nella sua oggettualità, come freccia,
come cosa. Stando ad Eraclito, è impossibile bagnarsi due volte nello stesso fiume: ma poiché lo stesso eterno
mutamento non diviene, ma è, non produce nulla di qualitativamente nuovo, esso è un divenire soltanto rispetto
all’essere rigido delle cose singole. […] In Marx, invece, il processo dialettico trasforma le forme di oggettualità degli
oggetti in un processo, in un flusso. Nella riproduzione semplice del capitale appare in tutta la sua chiarezza questa
sovversione delle forme di oggettualità che caratterizza in modo essenziale il processo. […] Non appena si abbandona
quella realtà immediata, che si presenta come già definita, nasce così l’interrogativo: “Un lavoratore in una fabbrica di
cotone produce soltanto cotone”? No, produce capitale. Produce i valori che serviranno di nuovo a comandare il suo
lavoro, a creare, per suo mezzo, nuovi valori” [Karl Marx, Lavoro Salariato e Capitale, Roma, Editori Riuniti, 1967, p.
51]»: György Lukács, Storia e Coscienza di Classe, cit., pp. 235-238. «Hegel stesso distingue tra dialettica meramente
negativa e dialettica positiva, dove per dialettica positiva si deve intendere l’emergere di un determinato contenuto, il
venire alla luce di una totalità concreta. Ed in sede di esecuzione effettiva, anch’egli percorre quasi sempre nello stesso
modo la via che conduce dalle determinazioni della riflessione sino alla dialettica positiva, benché ad esempio,
quest’ultima venga direttamente esclusa dal suo concetto di natura come “essere altro”, come essere “esterna a
stessa” dell’idea (e indubbiamente qui si potrà trovare uno dei motivi metodologici delle costruzioni spesso forzate della
sua filosofia della natura). D’altra parte, dal punto di vista storico, Hegel stesso vede chiaramente che la dialettica della
natura dove, almeno al grado finora raggiunto, il soggetto non può essere inserito nel processo dialettico non è in
grado di oltrepassare il piano di una dialettica del movimento che si presenta ad uno spettatore che non vi partecipa.
Egli sottolinea, ad esempio, che le antinomie di Zenone si sono elevate sino all’altezza conoscitiva delle antinomie
kantiane e che quindi non è possibile qui procedere oltre. Con ciò risulta la necessità della separazione metodologica
della dialettica del movimento puramente oggettivo della natura dalla dialettica sociale, nella quale anche il soggetto è
inserito nell’interazione dialettica, la teoria e la praxis debbono entrare in un reciproco rapporto dialettico ecc. (Va da sé
che lo sviluppo della conoscenza della natura come forma sociale è sottoposto alla dialettica del secondo tipo). Inoltre,
sarebbe tuttavia assolutamente necessario per la concreta costruzione del metodo dialettico illustrare concretamente i
diversi tipi di dialettica. In tal caso, le distinzioni hegeliane di dialettica positiva e negativa così come quelle relative ai
livelli dell’intuizione, della rappresentazione e del concetto (senza che ci si debba necessariamente attenere a questa
terminologia) caratterizzerebbero soltanto alcuni tipi di differenze. Per gli altri, nelle opere economiche di Marx si trova
un ricco materiale per un’analisi strutturale chiaramente elaborata. In ogni caso, una tipologia di queste forme
dialettiche, sia pure presentata con pochi cenni, andrebbe ampiamente oltre i limiti di questo lavoro. »: Ivi, pp. 272-273.
Prima Lukács afferma la necessità della separazione fra la dialettica della natura e la dialettica sociale improntata alla
filosofia della praxis e poi, sentendo tutta la debolezza di questo ragionamento, rimanda la precisazione del suo pensiero
ad un ulteriore lavoro. Conscio quindi della fragilità di tutto il suo ragionamento e conscio che se si vuole dare una
chance al proletariato è assolutamente indispensabile fuoruscire integralmente dal vecchio materialismo meccanicista
immediatamente dopo avere affermato che l’affrontare la questione della separazione fra dialettica della natura e quella
sociale sarebbe andare “oltre i limiti di questo lavoro”, riprende il ragionamento sminuendo l’importanza della predetta
distinzione dialettica e insistendo sull’importanza del processo di reificazione che, secondo Lukács, avrebbe un intimo
legame diretto con la dialettica della natura: «Ma ancora più importante di queste distinzioni metodologiche è il fatto
che anche quegli oggetti che si trovano manifestamente al centro del processo dialettico, possono rendere esplicita la
loro forma reificata solo in un lungo e difficile processo. In un processo, nel quale la presa del potere del proletariato e
la stessa organizzazione socialista dello Stato e dell’economia rappresentano soltanto tappe, certo molto importanti, ma
non il punto di arrivo. Sembra anzi che il periodo in cui il capitalismo entra in una crisi decisiva abbia la tendenza ad
accrescere ancor più la reificazione, a spingerla ai suoi estremi. All’incirca nel senso in cui Lassalle scriveva a Marx: “Il
vecchio Hegel soleva dire: immediatamente prima del sorgere di qualche cosa di qualitativamente nuovo, il vecchio
stato qualitativo si raccoglie nella sua essenza originaria puramente generale, nella sua totalità semplice, superando
ancora una volta e riprendendo in sé tutte le sue marcate differenze e le sue peculiarità che esso aveva posto quando era
ancora vitale”. D’altro lato, ha ragione anche Bucharin quando osserva che nell’epoca della dissoluzione del capitalismo
le categorie feticistiche falliscono, ed è necessario risalire alla “forma naturale” che si trova alla loro base. Questi due
modi di vedere sono contraddittori solo in apparenza. O più esattamente: il segno che contraddistingue la società
borghese al suo tramonto è proprio questa contraddizione: da un lato, il crescente svuotamento delle forme della
reificazione si potrebbe dire, il lacerarsi della loro crosta per via del loro vuoto interno , la loro crescente incapacità
Massimo Morigi, Dialecticvs Nvncivs, p. 13 di 23, immesso nel Web il 25 dicembre 2016
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attraverso un deciso abbandono della mainstream impostazione della cultura
occidentale che vede una suddivisione fra storia e natura (o cultura e natura:
sotto questo punto di vista, l’annullamento cioè dell’antidialettico discrimine fra
di comprendere i fenomeni, sia pure nella loro singolarità e secondo modi calcolistici-riflessivi; dall’altro la loro
crescita quantitativa, il loro vuoto diffondersi estensivamente sull’intera superficie dei fenomeni. E con il crescente
acuirsi di questo contrasto, aumenta per il proletariato sia la possibilità di sostituire i propri contenuti positivi a veli
svuotati e lacerati, sia il pericolo almeno temporaneo di soggiacere ideologicamente a queste vuote ed esautorate
forme della cultura borghese. In rapporto alla coscienza del proletariato, non vi è automatismo di sviluppo. Per il
proletariato è quanto mai vero che la trasformazione e la liberazione può essere solo opera della sua azione, che
“l’educatore stesso deve essere educato”: cosa che il vecchio materialismo meccanicistico-intuitivo non riuscì a
comprendere. Lo sviluppo economico oggettivo ha potuto soltanto creare la posizione che il proletariato occupa nel
processo di produzione e dalla quale viene determinato il suo punto di vista; esso può solo far sì che la trasformazione
della società diventi per il proletariato possibile e necessaria. Ma questa trasformazione può essere operata soltanto dalla
libera azione del proletariato stesso.»: Ivi, pp. 273-274. Lukács era completamente nel giusto nel dire che le forme
feticistiche e reificate abbiano un intimo legame con la dialettica della natura (volendo, però, così suggerire un legame
errato della filosofia della praxis con la filosofia della natura, attraverso cioè il negativo, o meglio, la negazione della
filosofia della praxis stessa, la reificazione e le forme di feticismo appunto; reificazione che, invece, non è che una
delle manifestazioni della dialettica del confronto/scontro strategico, che a sua volta non è che la traduzione in atto
concreto della filosofia della prassi, consapevoli o no che di questa Weltanschauung/Forma mentis/Forma mundi siano
gli attori alfa-strategici o omega-strategici, per i quali cfr. Teoria della Distruzione del Valore, cit. del
confronto/scontro strategico stesso), era però completamente in errore, ma questo è l’errore che attraversa praticamente
tutte le varie scuole marxiste, pensando che le forme feticistiche e la reificazione possano e debbano essere superate
nella rivoluzione prossima ventura in cui il proletariato avrebbe dovuto essere la classe universale che avrebbe dissolto
queste forme alienanti. Alla base di questo errore sta, lo ripetiamo, l’artificiale suddivisione marxiana (ma non di
origine marxiana, non ci stancheremo mai di ripetere) fra natura e cultura, uno scenario artificiale nel quale il
capitalismo frutto di una “cattiva” cultura umana avrebbe imposto agli uomini delle scelte del tutto innaturali, scelte
innaturali alle quali sarebbe stato compito del proletariato, la classe universale ed erede della filosofia classica tedesca,
porre rimedio. In realtà, questa suddivisione fra natura e cultura è del tutto innaturale; in realtà
l’alienazione/reificazione/feticismo non è, di per sé, un fatto negativo, ma rappresenta il fondamentale momento di
trasformazione dialettico-strategica del soggetto per venire incontro e incorporare l’oggetto che inizialmente gli si pone
di fronte: insomma, l’alienazione/reificazione/forme di feticismo non è che lo sviluppo concreto del processo
dell’Aufhebung; infine, in questo processo dialettico-strategico di superamento/conservazione del soggetto nell’oggetto
e viceversa, credere che il proletariato, nelle condizioni storiche di allora, fosse l’unica classe in grado di interpretarlo
e di dargli compiuta espressione è stato il più grande errore del marxismo essendo il processo dialettico-strategico un
processo giusto l’attualismo di Giovanni Gentile cognitivo/attivo/creativo, un processo che può essere sì guidato da
una classe storicamente non è mai stato guidato, ma semmai solo innescato, dalle classi subalterne ma per questo non
si può certo affermare che, in un futuro totalmente imprevedibile dal punto di vista di una conseguente
antideterministica filosofia della prassi, le classi subalterne, proprio per la natura dialettica e pantocratrice di questo
processo, non possano farlo proprio e recitarvi una parte da protagoniste: la dittatura del proletariato altro non è che
l’ingenua espressione utopico-mitologica di una potenzialità reale della dialettica del confronto/scontro strategico ma
che attraversa tutte le classi e categorie della società. E volendo far che questo processo alienanante/reificante di
trasformazione dialettica attraversi in senso rivoluzionario tutti gli strati della società, rende il Repubblicanesimo
Geopolitico l’erede diretto anche se sotto l’insegna dell’ Aufhebung, del suo, cioè, superamento/conservazione nel
quadro di un totale rinnovamento che abolisca la suddivisione fra natura e cultura di quella linea di realismo
dialettico-cognitivo che corre lungo Machiavelli, Vico, Hegel e che culmina in Marx, l’erede diretto, quindi, anche di
quella tradizione marxista ci riferiamo in specie al quel marxismo occidentale che al contrario del diamattino
marxismo orientale, oppose strenua resistenza alla deriva positivistica del marxismo che sempre fu ai ferri corti con
l’interpretazione meccanicistica e fatalistica del marxismo stesso, quest’ultima conseguenza inevitabile – ed anche
voluta per le ovvie ragioni di più facile dominio delle masse Gattungswesen composte da miriadi di esseri naturali
generici della versione positivistica e eterodiretta dall’alto della lezione del pensatore di Treviri. A suivre, anche in
Glosse al Repubblicanesimo Geopolitico, di prossima pubblicazione, ulteriore giustificazione di questa impegnativa
affermazione del Dialecticvs Nvncivs
Massimo Morigi, Dialecticvs Nvncivs, p. 14 di 23, immesso nel Web il 25 dicembre 2016
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natura e cultura, è possibile ricuperare e superare, rovesciandolo, il significato
del concetto di alienazione, facendolo, cioè, poggiare saldamente sui piedi di un
sodo realismo politico e di un’altrettanto concreta epistemologia politico-
filosofica prassistica anziché su una testa positivista e/o genericamente
gattungsweseniana; l’uomo, comunque si intenda il marxiano Gattungswesen
in senso deterministico-positivista o come un segno delle sue potenzialità e
libertà non è un ente generico, ma è, polarmente al contrario, un ente naturale
strategico, anzi il massimo ente strategico prodotto dalla natura, o per dare
conseguente e migliore definizione a quanto fin qui affermato, il massimo ente
strategico prodotto dalla natura/cultura per un approfondimento su questo
inestricabile rapporto natura/cultura e sull’uomo ente naturale strategico, il
presente nunzio anticipa Glosse al Repubblicanesimo Geopolitico per una
Fenomenologia della Dialettica della Natura e della Cultura attraverso il
Conflitto Espressivo-Cognitivo-Evoluzionistico-Strategico. Nuovo Nomos della
Terra, Nuovo Principe, Rivoluzione e Dialettica della Filosofia della Praxis
Espressiva, Conflittuale e Strategica del Repubblicanesimo Geopolitico
(Aufhebung della Rivoluzione e dell’Azione Strategica nello Sviluppo Storico-
Dialettico della Cultura e della Natura), di prossima pubblicazione , una
nuova semantica dell’alienazione così interpretata ed indagata, contrariamente
all’accezione negativa marxiana, attraverso il rioerientamento compiuto su di
questa dal concetto e dalla prassi dell’azione-conflitto strategico e, perciò, come
la felice concreta manifestazione della dialettica di tale conflitto; felice anche
da un punto di vista soggettivo solo se, è ovvio, questo processo alienante è
vissuto consapevolmente e strategicamente da un agente alfa-strategico e non
risulta, invece, dall’imposizione di un dominio esterno di un agente alfa-
strategico su un agente omega-strategico sulle dinamiche dei rapporti fra
agenti alfa-strategici e agenti omega-strategici, i portatori storici, quest’ultimi,
del negativo marxiano significato originario di ‘alienazione’ e, quindi, il
permanente lato “infelice” dell’alienazione, cfr. la Teoria della Distruzione del
Valore. Teoria Fondativa del Repubblicanesimo Geopolitico e per il
Superamento/conservazione del Marxismo, riferimenti bibliografici in nota 1) e
passa quindi B) attraverso un ripudio delle categorie positivistiche, in primis
quella di legge di natura deterministica e immodificabile ed immutabile.
Insomma, e qui dissento da La Grassa, il punto non è se il pensiero possa o
meno riprodurre la realtà, il punto è che il pensiero, se veramente pensiero e
quindi pensiero integralmente strategico e quindi strategia realmente in
azione, produce o, meglio, crea la realtà. E ora mi taccio, in parte perché la
giustificazione di questa mia ultima fondante e fondativa affermazione
dovrebbe essere trovata nelle parole che l’hanno qui preceduta (e che, oltre a
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quanto si è già precedentemente scritto o ora espresso nel presente Dialecticvs
Nvncivs che introduce le prossime Glosse al Repubblicanesimo Geopolitico
che svolgono, attraverso il taglio del nodo gordiano natura/cultura o
storia/natura, la dialettica del Repubblicanesimo Geopolitico stesso , seguono
il filo rosso di una filosofia della praxis che, partendo dalle marxiane Glosse a
Feuerbach, approda prima in Giovanni Gentile cfr. del filosofo
dell’attualismo La Filosofia di Marx del 1899 e poi nella filosofia della praxis
compiutamente espressa da Antonio Gramsci nei Quaderni del Carcere)8 e in
8 Dai Quaderni del Carcere emerge lo scarto decisivo gramsciano per una filosofia della praxis che non solo aveva
superato in maniera definitiva ogni residuo positivistico (consapevolmente ma, purtroppo, come abbiamo visto, in
maniera non del tutto conseguente ciò era avvenuto anche nel Lukács di Storia e Coscienza di Classe, di Codismo e
Dialettica, per terminare e in una prospettiva che, complici la sua travagliata vita personale sempre all’insegna, negli
anni che seguirono alle critiche a Storia e Coscienza di Classe e fino alla sua morte, di una straussiana ermeneutica
della reticenza e le non brillantissime prove che aveva dato il socialismo reale, aveva ridimensionato le originarie
speranze millenaristiche e rivoluzionarie del comunismo novecentesco nel Lukács di Ontologia dell’Essere Sociale
«É anche giusto, anche se del tutto evidente, ricordare che in Storia e Coscienza di Classe si riflette teoricamente il
carattere messianico ed ottimistico del comunismo degli anni Venti, mentre nella Ontologia dell’Essere Sociale è
presente l’inevitabile metabolizzazione della delusione staliniana e della sensazione di blocco e di crisi del processo
rivoluzionario. Sarebbe sciocco se una grande opera filosofica non rispecchiasse anche le attese, le illusioni e le
consapevolezze diffuse del tempo.»: Costanzo Preve, Il Testamento Filosofico di Lukács. II Parte, agli URL
http://www.kelebekler.com/occ/lukacs02.htm, WebCite: http://www.webcitation.org/6mHHmUGbL e
http://www.webcitation.org/query?url=http%3A%2F%2Fwww.kelebekler.com%2Focc%2Flukacs02.htm&date=2016-
11-25 , una Ontologia dell’Essere Sociale anch’essa preda di questa illusoria separazione fra cultura e natura o storia e
natura), ma anche che, sull’onda dell’attualismo gentiliano, additava il positivismo come uno dei principali nemici da
battere ma non ricadendo negli errori del filosofo di Castelveltrano di derivazione ficthiana dell’atto puro, dove in
Gentile l’atto puro soggettivistico era il creatore di tutta la realtà, la cosiddetta autoctisi, mentre in Gramsci,
correttamente, non poteva sussistere l’autoctisi, non poteva esservi un “atto puro” soggettivo che crea la realtà ma un
soggetto che agendo sull’oggetto trasforma e crea sé stesso e nel corso di questa attività morfogenetica interna/esterna
si unisce inscindibilmente e dialetticamente con l’oggetto: «Idealismo-positivismo [“Obbiettività” della conoscenza.]
Per i cattolici: “… Tutta la teoria idealista riposa sulla negazione dell’obbiettività di ogni nostra conoscenza e sul
monismo idealista dello “Spirito” (equivalente, in quanto monismo, al quello positivista della “Materia”) per cui il
fondamento stesso della religione, Dio, non esiste obbiettivamente fuori di noi, ma è una creazione dell’intelletto.
Pertanto l’idealismo, non meno del materialismo, è radicalmente contrario alla religione” (padre Mario Barbera, nella
“Civiltà Cattolica” del I°-VI-1929). Per la quistione della “obbiettività” della conoscenza secondo il materialismo
storico, il punto di partenza deve essere l’affermazione di Marx (nell’introduzione alla Critica dell’economia politica,
brano famoso sul materialismo storico) che “gli uomini diventano consapevoli (di questo conflitto) nel terreno
ideologico” delle forme giuridiche, politiche, religiose, artistiche o filosofiche. Ma questa consapevolezza è solo
limitata al conflitto tra le forze materiali di produzione e i rapporti di produzione come materialmente dice il testo
marxiano o si riferisce a ogni consapevolezza, cioè a ogni conoscenza? Questo è il problema: che può essere risolto
con tutto l’insieme della dottrina filosofica del valore delle superstrutture ideologiche. Né il monismo materialista né
quello idealista, né “Materia” né “Spirito” evidentemente, ma “materialismo storico”, cioè attività dell’uomo (storia)
[sottolineatura nostra] in concreto, cioè applicata a una certa “materia” organizzata (forze materiali di produzione), alla
“natura” trasformata dall’uomo. Filosofia dell’atto (praxis), ma non dell’ “atto puro”, ma proprio dell’atto “impuro”,
cioè reale nel senso profano della parola. [sottolineatura nostra] »: Antonio Gramsci, Quaderni del Carcere, ed. critica
a cura di Valentino Gerratana, vol. I, Torino, 1975, pp. 454-455. Gramsci, in altre parole, era fortissimamente
refrattario ad ammettere la separazione fra cultura e natura, e questo profondissimo rifiuto di uno dei più inveterati
paradigmi della civiltà occidentale veniva inquadrato in una Weltanschauung dove filosofia della prassi si traduceva
direttamente in una prassi, appunto, al contrario delle visioni elitaristiche alla Mosca, alla Pareto o alla Michels
dove il vertice non doveva regnare dispoticamente ma fra l’alto (il nuovo Principe, cioè il partito comunista, e con
questa immagine machiavelliana, unendo la filosofia della praxis con l’insegnamento del realismo politico del
Segretario fiorentino Antonio Gramsci si pone anche come il più grande erede, nella teoria e, appunto, nella prassi, del
magistero di Niccolò Machiavelli) e il basso della società (la classe operaia e contadina) si doveva dialetticamente
istituire un’azione politica e sociale di continuo mutuo arricchimento cognitivo ed accrescimento di potenza politica,
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che avrebbe costituito, ancor prima e premessa ineludibile della pur necessaria lotta di classe condotta su base ed in
prospettiva economicista, la vera ragion d’essere ed energia generatrice del costituito e sempre evolutivamente
costituendo partito comunista/Nuovo principe, una dinamica della conoscenza e del potere che è praticamente
sovrapponibile con la visione dialettico-conflittualistica-strategica del Repubblicanesimo Geopolitico: «“Marx e
Machiavelli”. Questo argomento può dar luogo a un duplice lavoro: uno studio sui rapporti reali tra i due in quanto
teorici della politica militante, dell’azione, e un libro che traesse dalle dottrine marxiste un sistema ordinato di politica
attuale del tipo Principe. L’argomento sarebbe il partito politico, nei suoi rapporti con le classi e con lo Stato: non il
partito come categoria sociologica, ma il partito che vuole fondare lo Stato. In realtà, se bene si osserva, la funzione
tradizionale dell’istituto della corona è, negli stati dittatoriali, assolta dai partiti: sono essi che pur rappresentando una
classe e una sola classe, tuttavia mantengono un equilibrio con le altre classi, non avversarie ma alleate e procurano che
lo sviluppo della classe rappresentata avvenga col consenso e con l’aiuto delle classi alleate. Ma il protagonista di
questo “nuovo principe” non dovrebbe essere il partito in astratto, una classe in astratto, uno Stato in astratto, ma un
determinato partito storico, che opera in un ambiente storico preciso, con una determinata tradizione, in una
combinazione di forze sociali caratteristica e bene individuata. Si tratterebbe insomma, non di compilare un repertorio
organico di massime politiche, ma di scrivere un libro “drammatico” in un certo senso, un dramma storico in atto, in cui
le massime politiche fossero presentate come necessità individualizzata e non come principi di scienza. [sottolineatura
nostra per evidenziare l’antipositivitismo e l’impostazione dialettica del conflittualismo strategico di Antonio
Gramsci]»: Ivi, vol. I, p. 432; «Il moderno Principe deve e non può non essere il banditore e l’organizzatore di una
riforma intellettuale e morale, ciò che poi significa creare il terreno per un ulteriore sviluppo della volontà collettiva
nazionale popolare verso il compimento di una forma superiore e totale di civiltà moderna. Questi due punti
fondamentali formazione di una volontà collettiva nazionale-popolare di cui il moderno Principe è nello stesso tempo
l’organizzatore e l’espressione attiva e operante, e riforma intellettuale e morale dovrebbero costituire la struttura del
lavoro. I punti concreti del programma devono essere incorporati nella prima parte, cioè dovrebbero
“drammaticamente”, risultare dal discorso, non essere una fredda e pedantesca esposizione di raziocini
[sottolineatura nostra sempre per le ragioni appena esposte]. Può esserci riforma cultuale e cioè elevamento degli strati
depressi della società, senza una precedente riforma economica e un mutamento nella posizione sociale e nel mondo
economico? Perciò una riforma intellettuale e morale non può non essere legata a un programma di riforma economica,
anzi il programma di riforma economica è appunto il modo concreto con cui si presenta ogni riforma intellettuale e
morale. Il moderno Principe, sviluppandosi, sconvolge tutto il sistema di rapporti intellettuali e morali in quanto il suo
svilupparsi significa appunto che ogni atto viene concepito come utile o dannoso, come virtuoso o scellerato, solo in
quanto ha come punto di riferimento il moderno Principe stesso e serve a incrementare il suo potere o a contrastarlo. Il
Principe prende il posto, nelle coscienze, della divinità o dell’imperativo categorico, diventa la base di una laicismo
moderno o di una completa laicizzazione di tutta la vita e di tutti i rapporti di costume.»: Ivi, vol. III, pp. 1560-1561;
«“La tesi XI”: “I filosofi hanno soltanto variamente interpretato il mondo; si tratta ora di cangiarlo”, non può essere
interpretata come un gesto di ripudio di ogni sorta di filosofia, ma solo di fastidio per i filosofi e il loro psittacismo e
l’energica affermazione di una unità tra teoria e pratica. […] Questa interpretazione delle Glosse al Feuerbach come
rivendicazione di unità tra teoria e pratica, e quindi come identificazione della filosofia con ciò che il Croce chiama ora
religione (concezione del mondo con una norma di condotta conforme) ciò che poi non è che l’affermazione della
storicità della filosofia fatta nei termini di un’immanenza assoluta, di una “terrestrità assoluta” – si può ancora
giustificare con la famosa proposizione che “il movimento operaio tedesco è l’erede della filosofia classica tedesca”, la
quale non significa già, come scrive il Croce: “erede che non continuerebbe già l’opera del predecessore, ma ne
imprenderebbe un’altra, di natura diversa e contraria ma significherebbe proprio che l’ “erede” continua il
predecessore, ma lo continua “praticamente” poiché ha dedotto una volontà attiva, trasformatrice del mondo, dalla mera
contemplazione e in questa attività pratica è contenuta anche la “conoscenza” che solo anzi nell’attività pratica è reale
conoscenza” e non “scolasticismo”. Se ne deduce anche che il carattere della filosofia della praxis è specialmente quello
di essere una concezione di massa, una cultura di massa e di massa che opera unitariamente, cioè che ha norme di
condotta non solo universali in idea, ma “generalizzate” nella realtà sociale. E l’attività del filosofo “individuale” non
può essere pertanto concepita che in funzione di tale unità sociale, cioè anch’essa come politica, come funzione di
direzione politica.»: Ivi, vol. II, pp.1270-1271; «La posizione della filosofia della praxis è antitetica a questa cattolica: la
filosofia della praxis non tende a mantenere i “semplici” nella loro filosofia primitiva del senso comune, ma invece a
condurli a una concezione superiore della vita. Se afferma l’esigenza del contatto tra intellettuali e semplici non è per
limitare l’attività scientifica e per mantenere una unità al basso livello delle masse, ma appunto per costruire un blocco
intellettuale-morale che renda politicamente possibile un progresso intellettuale di massa e non solo di scarsi gruppi
intellettuali. L’uomo attivo di massa opera praticamente, ma non ha una chiara coscienza teorica di questo suo operare
che pure è un conoscere il mondo in quanto lo trasforma. La sua coscienza teorica anzi può essere storicamente in
contrasto col suo operare. Si può quasi dire che egli ha due coscienze teoriche (o una coscienza contraddittoria), una
implicita nel suo operare e che realmente lo unisce a tutti i suoi collaboratori nella trasformazione pratica della realtà e
una superficialmente esplicita o verbale che ha ereditato dal passato e ha accolto senza critica. Tuttavia questa
Massimo Morigi, Dialecticvs Nvncivs, p. 17 di 23, immesso nel Web il 25 dicembre 2016
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concezione “verbale” non è senza conseguenze: essa riannoda a un gruppo sociale determinato, influisce nella condotta
morale, nell’indirizzo della volontà, in modo più o meno energico, che può giungere fino a un punto in cui la
contraddittorietà della coscienza non permette nessuna azione, nessuna decisione, nessuna scelta e produce uno stato di
passività morale e politica. La comprensione critica di se stessi avviene quindi attraverso una lotta di “egemonie”
politiche, di direzioni contrastanti, prima nel campo dell’etica, poi della politica, per giungere ad una elaborazione
superiore della propria concezione del reale [evidenziazione nostra]. La coscienza di essere parte di una determinata
forza egemonica (cioè la coscienza politica) è la prima fase per un’ulteriore e progressiva autocoscienza in cui teoria e
pratica finalmente si unificano. Anche l’unità di teoria e pratica non è quindi un dato di fatto meccanico, ma un
divenire storico, che ha la sua fase elementare e primitiva nel senso di “distinzione”, di “distacco”, di indipendenza
appena istintivo, e progredisce fino al possesso reale e completo di una concezione del mondo coerente e unitaria.
Ecco perché è da mettere in rilievo come lo sviluppo politico del concetto di egemonia rappresenta un grande
progresso filosofico oltre che politico-pratico, perché necessariamente coinvolge e suppone una unità intellettuale e
una etica conforme a una concezione del reale che ha superato il senso comune ed è diventata, sia pur entro limiti
ancora ristretti, critica [evidenziazione nostra]. Tuttavia, nei più recenti sviluppi della filosofia della prassi,
l’approfondimento del concetto di unità della teoria e della pratica non è ancora che ad una fase iniziale: rimangono
ancora dei residui di meccanicismo, poiché si parla di teoria come “complemento”, “accessorio” della pratica, di
teoria come ancella della pratica. [evidenziazione nostra]. Pare giusto che anche questa quistione debba essere
impostata storicamente, e cioè come un aspetto della quistione politica degli intellettuali. Autocoscienza critica significa
storicamente e politicamente creazione di una élite di intellettuali: una massa umana non si “distingue” e non diventa
indipendente “per sé” senza organizzarsi (in senso lato) e non c’è organizzazione senza intellettuali, cioè senza
organizzatori e dirigenti, cioè senza che l’aspetto teorico del nesso teoria-pratica si distingua concretamente in uno
strato di persone “specializzate” nell’elaborazione concettuale e filosofica. Ma questo processo di creazione degli
intellettuali è lungo, difficile, pieno di contraddizioni, di avanzate e ritirate, di sbandamenti e di riaggrupamenti, in cui
la “fedeltà” della massa (e la fedeltà e la disciplina sono inizialmente la forma che assume l’adesione della massa e la
sua collaborazione allo sviluppo dell’intero fenomeno culturale) è messa talvolta a dura prova. Il processo di sviluppo è
legato a una dialettica intellettuali-massa; lo strato degli intellettuali si sviluppa quantitativamente e qualitativamente,
ma ogni sbalzo verso una nuova “ampiezza” e complessità dello strato degli intellettuali è legato a un movimento
analogo della massa di semplici, che si innalza verso livelli superiori di cultura e allarga simultaneamente la sua cerchia
di influenza, con punte individuali o anche di gruppi più o meno importanti verso lo strato degli intellettuali
specializzati. Nel processo però si ripetono continuamente dei momenti in cui tra massa e intellettuali (o certi di essi, o
un gruppo di essi) si forma un distacco, una perdita di contatto, quindi l’impressione di “accessorio”, di complementare,
di subordinato. L’insistere sull’elemento “pratico” del nesso teoria-pratica, dopo aver scisso, separato e non solo
distinto i due elementi (operazione appunto meramente meccanica e convenzionale) significa che si attraversa una fase
storica relativamente primitiva, una fase ancora economico-corporativa, in cui si trasforma quantitativamente il quadro
generale della “struttura” e la qualità-superstruttura adeguata è in via di sorgere, ma non è ancora organicamente
formata. […] Una di queste fasi si può studiare nella discussione attraverso la quale si sono verificati i più recenti
sviluppi della filosofia della praxis, discussione riassunta in un articolo di D. S. Mirsckij, collaboratore della “Cultura”.
Si può vedere come sia avvenuto il passaggio da una concezione meccanicistica e puramente esteriore a una
concezione attivistica, che si avvicina di più, come si è osservato, a una giusta comprensione dell’unità di teoria e
pratica [evidenziazione nostra], sebbene non ne abbia ancora attinto tutto il significato sintetico. Si può osservare come
l’elemento deterministico, fatalistico, meccanicistico sia stato un “aroma” ideologico immediato della filosofia della
prassi, una forma di religione e di eccitante (ma al modo degli stupefacenti), resa necessaria e giustificata storicamente
dal carattere “subalterno” di determinati strati sociali. Quando non si ha l’iniziativa nella lotta e la lotta stessa
finisce quindi con l’identificarsi con una serie di sconfitte, il determinismo meccanico diventa una forza formidabile
di resistenza morale, di coesione, di perseveranza paziente e ostinata [evidenziazione nostra]. “Io sono sconfitto
momentaneamente, ma la forza delle cose lavora per me a lungo andare ecc.”. La volontà reale si traveste in atto di
fede, in una certa razionalità della storia, in una forma empirica e primitiva di finalismo appassionato che appare come
un sostituto della predestinazione, della provvidenza, ecc., delle religioni confessionali. Occorre insistere sul fatto che
anche in tal caso esiste realmente una forte attività volitiva, un intervento diretto sulla “forza delle cose” ma appunto in
una forma implicita, velata, che si vergogna di se stessa e pertanto la coscienza è contraddittoria, manca di una critica,
ecc. Ma quando il “subalterno” diventa dirigente e responsabile dell’attività economica di massa, il meccanicismo
appare a un certo punto un pericolo imminente, avviene una revisione di tutto il modo di pensare perché è avvenuto
un mutamento nel modo sociale di essere [evidenziazione nostra]. I limiti e il dominio della “forza delle cose”
vengono ristretti perché? perché, in fondo, se il subalterno era ieri una cosa, oggi non è più una cosa ma una persona
storica, un protagonista, se ieri era irresponsabile perché “resistente” a una volontà estranea, oggi si sente responsabile
perché non più resistente ma agente e necessariamente attivo e intraprendente. Ma anche ieri era egli stato mera
“resistenza”, mera “cosa”, mera “irresponsabilità”? Certamente no, ed è anzi da porre in rilievo come il fatalismo
non sia che un rivestimento da deboli di una volontà attiva e reale. Ecco perché occorre sempre dimostrare la futilità
Massimo Morigi, Dialecticvs Nvncivs, p. 18 di 23, immesso nel Web il 25 dicembre 2016
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parte perché, oltre La Grassa, altri grandi (vedi la teoria del rispecchiamento di
Lenin9 in Materialismo e Empiriocriticismo) hanno sempre espresso una
del determinismo meccanico, che, spiegabile come filosofia ingenua della massa e in quanto solo tale elemento
intrinseco di forza, quando viene assunto a filosofia riflessa e coerente da parte degli intellettuali, diventa causa di
passività, di imbecille autosufficienza, e ciò senza aspettare che il subalterno sia diventato dirigente responsabile
[evidenziazione nostra]. Una parte della massa anche subalterna è sempre dirigente e responsabile e la filosofia della
parte precede sempre la filosofia del tutto non solo come anticipazione teorica, ma come necessità attuale. Che la
concezione meccanicistica sia stata una religione di subalterni appare da un’analisi dello sviluppo della religione
cristiana, che in un certo periodo storico e in condizioni storiche determinate è stata e continua ad essere una
“necessità”, una forma necessaria della volontà delle masse popolari, una forma determinata della razionalità del mondo
e della vita e dette i quadri generali per l’attività pratica reale.»: Ivi, vol. II, pp. 1384-1389; «Non solo la filosofia della
praxis è connessa all’immanentismo, ma anche alla concezione soggettiva della realtà, in quanto appunto la
capovolge, spiegandola come fatto storico, come “soggettività storica di un gruppo sociale”, come fatto reale, che si
presenta come fenomeno di “speculazione” filosofica ed è semplicemente un atto pratico, la forma di un contenuto
concreto sociale e il modo di condurre l’insieme della società a foggiarsi una unità morale. L’affermazione che si
tratti di “apparenza”, non ha nessun significato trascendente e metafisico, ma è la semplice affermazione della sua
“storicità”, del suo essere “morte-vita”, del suo rendersi caduca perché una nuova coscienza sociale e morale si sta
sviluppando, più comprensiva, superiore, che si pone come sola “vita”, come sola realtà in confronto del passato
morto e duro a morire nello stesso tempo. La filosofia della praxis è la concezione storicistica della realtà, che si è
liberata di ogni rediduo di trascendenza e di teologia anche nella loro ultima incarnazione speculativa; lo storicismo
idealistico crociano rimane ancora nella fase teologico-speculativa. [evidenziazione nostra]»: Ivi, vol. II, pp. 1225-
1226. A parte la mitizzazione della classe operaia e contadina che costituisce la parte oggi caduca dei Quaderni ma nei
quali la gramsciana filosofia della praxis segna un decisivo distacco da una visione cosale delle classi e dove decisivo è
per queste classi, proprio come nel Repubblicanesimo Geopolitico, il processo cognitivo legato all’aquisizione,
mantenimento e creazione di nuovo potere, la forma della filosofia della praxis espressa nei Quaderni del Carcere
rappresenta uno dei capisaldi per il Repubblicanesimo Geopolitico. Per l’approfondimento della decisiva importanza
della filosofia della praxis per il conflittualismo dialettico-strategico del Repubblicanesimo Geopolitico (e su come sia
possibile far definitivamente evolvere questa filosofia della praxis in una dialettica in cui l’azione/scontro strategico
compiendo, sia individualmente che socialmente, la sua piena entelechia attraverso una consapevole ed attiva epifania
strategica sia il principio unificante dell’agire conoscitivo/teorico/pratico dell’uomo e perciò dissolvente della
illusoria diarchia cultura/natura e quindi, in ultima istanza, generante quella vera e profonda rivoluzione politica e
culturale inseguita con risultati del tutto deludenti ma non per questo inutili, anzi! durante tutto il Novecento), si
rinvia ancora a Glosse al Repubblicanesimo Geopolitico.
9 Riguardo la teoria leniniana del rispecchiamento, radicale è il rifiuto espresso in Storia e Coscienza di Classe: «La
coscienza del proletariato può chiamare in vita, nella sua riconversione pratica, soltanto ciò che viene spinto ad una
decisione dalla dialettica storica, ma non può disporsi “praticamente” al di sopra del corso della storia ed imporre ad
essa puri e semplici desideri e conoscenze. Infatti, essa stessa non è altro che la contraddizione divenuta cosciente dello
sviluppo sociale. D’altro lato, una necessità dialettica non è affatto identica ad una necessità meccanico-causale. Nel
passo citato in precedenza Marx dice: “la classe operaia non deve far altro che mettere in libertà gli elementi della
società nuova, che si sono sviluppati nel seno della società borghese nella fase del suo crollo”. Alla semplice
contraddizione che è un prodotto automatico secondo legge, dello sviluppo capitalistico deve dunque aggiungersi
qualcosa di nuovo: la coscienza del proletariato che si trasforma in azione. Tuttavia, poiché la semplice contraddizione
si eleva così ad una contraddizione dialettica, poiché la presa di coscienza si trasforma in punto di passaggio per la
praxis, appare ancora una volta e con maggior concretezza, il carattere essenziale, che abbiamo già più volte ricordato,
della dialettica proletaria: la coscienza non è qui coscienza di un oggetto che si contrappone, ma autocoscienza
dell’oggetto stesso – e per questo l’atto della presa di coscienza rovescia le forme di oggettività del proprio oggetto.»:
György Lukács, Storia e Coscienza di Classe, cit., p. 234; un rifiuto in cui il proletariato è la classe universale che
attraverso la sua dialettica realizza con la sua praxis l’unione fra soggetto ed oggetto e dove a sottolineare
l’improponibilità di una pensiero che rifletta meccanicamente la realtà, Lukács arriva a cogliere l’inizio dell’ errore
della teoria del riflesso nel mito della cosa in sé kantiana e nel mito platonico delle idee, entrambe posizioni che sono
queste sì il riflesso di una concezione mitica e cosale della realtà: «Soltanto se comprendiamo tutto ciò siano in grado
di penetrare sino all’ultimo residuo della struttura coscienziale reificata e della sua forma concettuale, del problema
della cosa in sé. Anche Friedrich Engels si è una volta espresso a questo proposito in modo facilmente equivocabile.
Descrivendo il contrasto che divedeva Marx e lui stesso dalla scuola hegeliana, egli dice: “Noi intendevamo i concetti
Massimo Morigi, Dialecticvs Nvncivs, p. 19 di 23, immesso nel Web il 25 dicembre 2016
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della nostra testa ancora una volta materialisticamente come riflessi (Abbild) delle cose reali in luogo di considerare le
cose reali come riflessi di questo o quel grado del concetto assoluto”. [Friedrich Engels, Ludovico Feuerbach e il Punto
di Approdo della Filosofia Classica Tedesca, Mosca, Edizioni in lingue estere, 1947, p. 41] Tuttavia, si deve porre qui
l’interrogativo che del resto si pone lo stesso Engels ed al quale egli dà anzi, nella pagine [sic] seguente, una risposta
del tutto conforme a ciò che noi pensiamo: “Il mondo non è da comprendere come un complesso di cose già definite,
ma come un complesso di processi”. Ma se non vi sono due cose che cosa viene “riflesso” dal pensiero? Qui non è
possibile, neppure per cenni, tracciare la storia della teoria della riflessione immaginativa, benché essa sola possa
mostrare tutta la portata di questo problema. Infatti, in questa teoria si oggettiva teoricamente la dualità insuperata per
la coscienza reificata tra pensiero ed essere, coscienza e realtà. E da questo punto di vista è lo stesso che le cose
vengano intese come riflessi dei concetti o i concetti come i riflessi delle cose, dal momento che in entrambi i casi
questa dualità riceve un’insuperabile fissazione logica. Il grandioso e coerente tentativo di Kant di superare logicamente
questa dualità, la teoria della funzione sintetica della coscienza in generale nella creazione della sfera teoretica, non
poteva portare alcuna soluzione filosofica alla questione, perché la dualità, allontanata dalla logica, veniva resa eterna
come problema filosoficamente insolubile nella forma della dualità tra fenomeno e cosa in sé. Che questa soluzione
kantiana possa difficilmente essere riconosciuta come soluzione in senso filosofico, è dimostrato dal destino della sua
teoria. Le radici di questo equivoco si trovano tuttavia nella teoria stessa: certo, non direttamente nella logica, ma nel
rapporto tra la logica e la metafisica, tra il pensiero e l’essere. Ora, bisogna comprendere che ogni comportamento
contemplativo, quindi ogni pensiero “puro” che si assume come compito la conoscenza di un oggetto che gli sta di
fronte, solleva al tempo stesso il problema della soggettività e dell’oggettività. L’oggetto del pensiero (come
contrapposto) si trasforma in qualcosa di estraneo al soggetto ed ha origine così il problema se il pensiero concordi con
l’oggetto. Quanto più il carattere conoscitivo del pensiero viene elaborato nella sua “purezza”, quanto più il pensiero
diventa “critico”, tanto più grande ed incolmabile appare l’abisso tra la forma “soggettiva” del pensiero e l’oggettivi
dell’oggetto (essente). Ora, è possibile, come accade in Kant, intendere l’oggetto del pensiero come “generato” dalle
forme del pensiero. Ma con ciò il problema dell’essere non viene risolto, ed in quanto Kant allontana questo problema
dalla teoria della conoscenza, sorge per lui la questione filosofica: anche i suoi oggetti pensati debbono concordare con
una “realtà” qualsiasi. Ma questa realtà viene tuttavia posta come cosa in sé al di fuori di ciò che è “criticamente”
conoscibile. Nei confronti di questa realtà (che anche per Kant, come dimostra la sua etica, è la realtà vera e propria, la
realtà metafisica) il suo atteggiamento resta lo scetticismo, l’agnosticismo: anche se l’oggettività gnoseologica, la teoria
della verità immanente al pensiero ha trovato una soluzione ben poco scettica. Non è dunque affatto un caso che
abbiano trovato un aggancio in Kant indirizzi agnostici di genere diverso (basti pensare a Maimon od a Schopenhauer).
E lo è ancora meno il fatto che proprio Kant cominciò a reintrodurre nella filosofia quel principio che si trova in netto
contrasto con il suo principio sintetico della “generazione”: la teoria delle idee di Platone. Infatti, questo è l’estremo
tentativo di salvare l’oggettività del pensiero, la sua concordanza con il suo oggetto, senza essere costretti a ricercare il
criterio della concordanza nell’essere empirico materiale degli oggetti. Ora è chiaro che in ogni conseguente
riformulazione della teoria delle idee un principio che, da un lato, connette il pensiero con gli oggetti del mondo delle
idee, dall’altro questo mondo con gli oggetti della conoscenza empirica (rimemorazione, intuizione intellettuale, ecc.)
Con ciò tuttavia la teoria del pensiero viene spinta oltre il pensiero stesso: essa si trasforma in teoria dell’anima, in
metafisica, in filosofia della storia. Anziché essere risolto, il problema assume una duplice o triplice forma. Infatti, la
comprensione dell’impossibilità di principio di una concordanza, di un rapporto di “riflessione immaginativa” tra forme
oggettuali che sono per principio eterogenee, è il motivo che guida ogni interpretazione di questo genere di teoria delle
idee. Essa intraprende il tentativo di dimostrare questa stessa ultima essenzialità come nucleo negli oggetti del pensiero
o nel pensiero stesso. Così Hegel caratterizza da questo punto di vista molto giustamente il motivo filosofico
fondamentale della teoria della rimemorazione: in essa il rapporto fondamentale dell’uomo verrebbe presentato
miticamente, “la verità si troverebbe in lui e si tratterebbe perciò soltanto di portarla alla coscienza”[Nota a piè di
pagina di Lukács: «Werke, XI, p.160»]. Ma in questo modo è possibile dimostrare nel pensiero e nell’essere questa
identità dopo che, per via del modo in cui si presentano necessariamente all’atteggiamento intuitivo e contemplativo,
il pensiero e l’essere sono stati già intesi nella loro reciproca eterogeneità di principio? Qui deve appunto intervenire la
metafisica, per unificare ancora una volta in qualche modo, attraverso mediazioni apertamente e implicitamente
mitologiche, il pensiero e l’essere, la cui separazione, oltre a formare il punto di vista di avvio del pensiero “puro”, deve
anche essere volenti o nolenti costantemente mantenuta. E questa situazione non muta minimamente, se la mitologia
viene capovolta e il pensiero viene spiegato a partire dall’essere empiricamente materiale. Rickert definì una volta il
materialismo un platonismo di segno rovesciato. A ragione. Infatti, finché il pensiero e l’essere mantengono la loro
vecchia e rigida contrapposizione, finché essi restano immodificati nella struttura loro propria, ed in quella dei loro
reciproci rapporti, la concezione secondo la quale il pensiero è un prodotto del cervello e concorda perciò con gli
oggetti dell’empiria, non è meno mitologica di quella della rimemorazione del mondo delle idee. Ed anche questa
mitologia non è in grado di spiegare a partire da questo principio i problemi specifici che qui emergono. Essa è
costretta ad abbandonarli irrisolti a mezza via oppure a risolverli con i “vecchi” mezzi: la mitologia entra in scena
soltanto come principio di soluzione del complesso non analizzato nel suo insieme. [nota a piè di pagina di Lukács:
Massimo Morigi, Dialecticvs Nvncivs, p. 20 di 23, immesso nel Web il 25 dicembre 2016
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«Questo rifiuto del significato metafisico del materialismo borghese non muta nulla nella sua valutazione storica: esso
fu la forma ideologica della rivoluzione francese e resta come tale praticamente attuale, finché resta attuale la
rivoluzione borghese (anche come momento della rivoluzione proletaria). Cfr. in proposito i miei saggi su Moleschott,
Feuerbach e l’ateismo in “Rote Fahne”, Berlino; e soprattutto l’ampio saggio di Lenin, Unter der Fahne des Marxismus,
in “Die kommunitische Internationale”, 1922, n. 21.»] Ma, come sarà ormai chiaro da quanto precede, è impossibile
anche togliere di mezzo questa differenza ricorrendo ad un progresso all’infinito. Allora ha origine una soluzione
apparente oppure si ripresenta in una forma modificata la questione della riflessione immaginativa. [nota a piè di pagina
di Lukács: «Molto coerentemente Lask introduce nella logica stessa una regione pre-immaginativa e post-immaginativa
(Die Lehre vom Urteil). Benché egli escluda criticamente il platonismo puro, la dualità riflessiva tra idea e realtà, essa
rivive in lui sul terreno della logica.»] Proprio nel punto in cui al pensiero storico si rivela la concordanza tra pensiero e
essere, il fatto che entrambi hanno nell’immediatezza (e solo in essa) una rigida struttura di cosa, il pensiero dialettico
viene costretto ad assumere questa insolubile impostazione del problema. Dalla rigida contrapposizione di pensiero ed
essere (empirico) segue, da un lato, che essi non possono trovarsi l’uno con l’altro in un rapporto di riflessione
immaginativa, ma dall’altro che solo in essa si deve ricercare il criterio del pensiero corretto. Finché l’uomo si comporta
in modo intuitivo-contemplativo, egli può riferirsi al suo proprio pensiero ed agli oggetti dell’empiria che lo circondano
solo in modo immediato. Egli li assume nel loro carattere di definitiva compiutezza, che è stato prodotto dalla realtà
storica. Poiché vuole soltanto conoscere il mondo e non modificarlo egli è costretto ad assumere come inevitabile sia la
fissità empirico-materiale dell’essere che la fissità logica dei concetti: e le sue impostazioni mitologiche dei problemi
non sono orientate nel senso di accertare da quale terreno concreto abbia avuto origine la fissità di queste due datità
fondamentali, quali siano i momenti reali che in esse si celano e che operano nel senso del superamento di queste fissità,
ma tendono unicamente ad accertare in che modo l’essenza immutata di queste datità possa essere ricomposta nella sua
immutabilità e spiegata in quanto tale. La soluzione che Marx indica nelle sue tesi su Feuerbach è la conversione della
filosofia nella praticità. Tuttavia, come abbiamo visto, l’aspetto complementare ed il presupposto strutturale oggettivo
di questa praticità è la concezione della realtà come un “complesso di processi”, la concezione secondo cui le tendenze
evolutive della storia rappresentano una realtà superiore, la vera realtà rispetto alle fatticità rigide e cosali dell’empiria,
pur emergendo dall’empiria stessa, e quindi senza essere al di là di essa. Ora, per la teoria del riflesso ciò significa
che il pensiero, la coscienza deve orientarsi appunto alla realtà, che il criterio della verità consiste nell’incontro con la
realtà. Tuttavia, questa realtà non è per nulla identica all’essere empirico fattuale. Questa realtà non è, essa diviene. Ed
il divenire va inteso in due sensi. Da un lato, in quanto divenire, in questa tendenza, in questo processo si scopre la vera
essenza dell’oggetto. E precisamente nel senso – si pensi agli esempi citati, che possono essere moltiplicati a piacere
che questa trasformazione delle cose in un processo porta concretamente a soluzione tutti i problemi concreti posti dal
pensiero dai paradossi della cosa essente. Riconoscere che è impossibile bagnarsi due volte nello stesso fiume è soltanto
un’incisiva espressione per indicare l’incolmabile contrasto tra concetto e realtà, ma non aggiunge nulla di concreto alla
conoscenza del fiume. Invece, riconoscere che il capitale come processo può essere soltanto capitale accumulato o
meglio capitale che si accumula, rappresenta una concreta e positiva soluzione di un complesso di problemi concreti e
positivi, di contenuto e di metodo, che concernono il capitale. Quindi soltanto se viene superata la dualità tra filosofia e
conoscenza particolare, tra metodologia e conoscenza dei fatti, si può aprire la via verso il superamento nel pensiero
della dualità tra pensiero ed essere. Ogni tentativo orientato come nel caso di Hegel, nonostante i molti sforzi nella
direzione opposta verso il superamento dialettico di questa dualità nel pensiero liberato da ogni rapporto concreto con
l’essere, nella logica, è condannato al fallimento. Infatti, ogni logica pura è platonica: è pensiero separato dall’essere e
fissato in questa separazione. Solo nella misura in cui il pensiero appare come realtà, come momento del processo
complessivo, esso può andare dialetticamente al di là della propria fissità, assumere il carattere del divenire. [nota a piè
di pagina di Lukács: «Le indagini puramente logiche e puramente metodologiche non fanno dunque altre che
contrassegnare il punto nel quale storicamente ci troviamo: la nostra provvisoria incapacità di afferrare e presentare i
problemi categoriali nel loro complesso come problemi della realtà che si trasforma storicamente.»] D’altro lato, il
divenire è al tempo stesso mediazione tra passato e futuro: tra il passato concreto, cioè storico ed il futuro altrettanto
concreto, cioè altrettanto storico. Il concreto qui ed ora nel quale il divenire si risolve nel processo, non è più un istante
passeggero ed inafferrabile, sfuggente immediatezza [nota a piè di pagina di Lukács: «Cfr. in proposito, la
Fenomenologia di Hegel (in particolare Werke, II, pp. 73 sgg) dove questo problema viene trattato con maggiore
profondità, ed anche la teoria di Ernst Bloch dell’ “oscurità del momento vissuto” e del “sapere non ancora
cosciente”.»], ma il momento della mediazione pprofonda ed articolata, il momento della decisione, della nascita del
nuovo. Finché l’uomo rivolge intuitivamente e complessivamente il proprio interesse verso il passato o verso il futuro,
entrambi si fissano in una estraneità d’essere – e tra soggetto ed oggetto si estende l’incolmabile “dannoso spazio” del
presente. Soltanto se l’uomo è in grado di afferrare il presente, in quanto riconosce in esso quelle tendenze dal cui
contrasto dialettico egli è capace di creare il futuro, il presente, il presente come divenire diventa il suo presente.
“Infatti, la verità – dice Hegel consiste nel non atteggiarsi nell’oggetto come verso qualcosa di estraneo”. [nota a piè
di pagina di Lukács: «Werke, XII, p. 207.»] Ma se la verità del divenire è rappresentata dal futuro non ancora sorto, che
deve essere reso prossimo, dal nuovo che emerge dalle tendenze che si realizzano (con il nostro ausilio cosciente),
Massimo Morigi, Dialecticvs Nvncivs, p. 21 di 23, immesso nel Web il 25 dicembre 2016
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allora la questione della riflessività immaginativa del pensiero appare completamente priva di senso. Il criterio della
correttezza del pensiero è appunto la realtà. Ma questa non è, diviene non senza l’intervento del pensiero. Qui si
realizza dunque il programma della filosofia classica: il principio della genesi e di fatto il superamento del dogmatismo
(in particolare nella sua massima figura storica, nella teoria platonica del riflesso). Ma la funzione di questa genesi può
essere svolta soltanto dal divenire concreto (storico). Ed in questo divenire, la coscienza (la coscienza di classe divenuta
pratica nel proletariato) è un elemento costitutivo necessario ed indispensabile. Il pensiero e l’essere non sono quindi
identici nel senso che essi si “corrispondono” reciprocamente, si “riflettono” l’uno nell’altro, procedono
“parallelamente” o “arrivano a coincidere” (tutte queste espressioni sono soltanto forme dissimulate di un rigido
dualismo): la loro identità consiste piuttosto nel loro essere momenti di uno stesso processo dialettico storico-reale. Ciò
che la coscienza del proletariato “riflette” è quindi il positivo e il nuovo che scaturisce dalla contraddizione dialettica
dello sviluppo capitalistico. Non dunque qualcosa che il proletariato trova o “crea” dal nulla, ma una conseguenza
necessaria del processo di sviluppo nella sua totalità: qualcosa che, non appena arriva alla coscienza del proletariato e
viene da esso reso pratico, si trasforma da astratta possibilità in realtà concreta. Questa trasformazione non è tuttavia
meramente formale, dal momento che il realizzarsi di una possibilità, l’attualizzarsi di una tendenza significa appunto
trasformazione oggettuale della società, modificazione delle funzioni dei suoi momenti e quindi modificazione sia
strutturale che contenutistica di tutti gli oggetti particolari. Ma non si deve dimenticare: soltanto la coscienza di classe
divenuta pratica del proletariato possiede questa funzione trasformatrice. In ultima analisi, ogni comportamento
contemplativo puramente conoscitivo si trova in un rapporto duplice rispetto al suo oggetto: e la semplice introduzione
della struttura qui riconosciuta in un altro comportamento qualsiasi che non sia l’agire del proletariato dal momento
che solo la classe nel suo riferirsi allo sviluppo complessivo può essere pratica riconduce necessariamente ad una
nuova mitologia del concetto, ad una ricaduta nel punto di vista della filosofia classica superato da Marx. Infatti, ogni
comportamento puramente conoscitivo resta affetto dalla macchia dell’immediatezza: cioè, in ultima analisi, trova di
fronte auna serie di oggetti finiti, non risolubili in processi. La sua essenza dialettica può consistere soltanto nella
tendenza alla praticità, nell’orientamento verso le azioni del proletariato. Nel fatto che esso si rende criticamente
cosciente di questa sua tendenza all’immediatezza, insita in ogni comportamento non-pratico e tende di continuo a
chiarire criticamente le mediazioni, i rapporti con la totalità come processo, con l’azione del proletariato in quanto
classe. Il sorgere ed il realizzarsi del carattere pratico nel pensiero del proletariato è tuttavia anch’esso un processo
dialettico. In questo pensiero, l’autocritica non è soltanto autocritica del suo oggetto, la società borghese, ma è anche il
riesame critico tendente ad accertare in che misura la propria natura pratica sia realmente arrivata a manifestarsi, quale
grado di vera praticità sia oggettivamente possibile e quanto sia stato praticamente realizzato di ciò che era
oggettivamente possibile. È chiaro infatti che la comprensione del carattere processuale dei fenomeni sociali ed il
disvelamento della parvenza della loro rigida cosalità, per quanto possano essere corretti, non possono tuttavia
sopprimere praticamente la realtà di questa parvenza nella società capitalistica. I momenti in cui questa comprensione
può realmente convertirsi nella praxis sono determinati appunto dal processo sociale di sviluppo. Perciò il pensiero
proletario è anzitutto soltanto una teoria della praxis, per trasformarsi poi a poco a poco (e indubbiamente spesso a
salti) in una teoria pratica che trasforma la realtà. Solo le singole tappe di questo processo che non è possibile qui
neppure schizzare potrebbero mostrare in piena chiarezza la via dello sviluppo della coscienza proletaria di classe (del
costituirsi del proletariato in classe). Soltanto qui si illuminerebbero le intime interazioni dialettiche tra la situazione
oggettiva, storico-sociale, e la coscienza di classe del proletariato; solo qui si concretizzerebbe realmente l’affermazione
che il proletariato è il soggetto-oggetto identico del processo di sviluppo sociale.»: Grgy Lukács, Storia e Coscienza
di Classe, cit., pp. 263-271. Per quanto la critica lukacsiana alla teoria del rispecchiamento arrivi con estrema
precisione a minarne le fondamenta filosofiche e, come abbiamo visto, pagando un inevitabile pesantissimo pedaggio al
mito del proletariato come classe universale, in Storia e Coscienza di Classe non si troverà un passo dove verrà
attaccato Materialismo ed Empiriocriticismo. Nella edizione impiegata nel Dialecticvs Nvncivs di Storia e Coscienza di
Classe, alla prefazione, alle pp. XXXV-VI, Lukács fornisce il seguente ritratto di Lenin come interprete della filosofia
della praxis che, oltre ad avere una indubbia aderenza col personaggio storico reale, rappresenta anche una sorta di
Imitatio Lenini, dalla quale ogni vero rivoluzionario per Lukács avrebbe dovuto trarre ispirazione seguendo una
corretta e concreta filosofia della praxis (ma avrebbe dovuto trarre, pure questo traspare dalle parole di Lukacs, se
non dalla vita di Lenin, dalla storia del movimento comunista anche motivi di meditata e sorvegliata prudenza: questa
prefazione fu apposta da Lukács all’edizione di Storia e Coscienza di Classe del 1967 e dal 1923 fino all’anno
dell’edizione del 1967 utilizzata nel presente lavoro Lukács non aveva autorizzato nessun’altra edizione ufficiale: fra
l’edizione del 1923 e quella del 1967 tutta l’operato di Lukács fu teso – se escludiamo l’episodio di Codismo e
Dialettica, opera, fra l’altro, rimasta per oltre settant’anni solo manoscritta, che se fu verosimilmente conosciuta,
direttamente o indirettamente, nei circoli ristretti degli addetti ai lavori della rivoluzione, non poté mai dispiegare quella
carica dirompente che avrebbe avuto se, in occasione delle critiche paleodiamattine di Rudas e Deborin a Storia e
Coscienza di Classe, fosse stato data allora alle stampe a smorzare sul piano personale e su quello politico le
gravissime potenzialità di frattura che all’interno di un movimento comunista dominato dall’incipiente sovietico
Diamat recava con sé Storia e Coscienza di Classe): «Già nella prefazione che scrissi recentemente per la riedizione
Massimo Morigi, Dialecticvs Nvncivs, p. 22 di 23, immesso nel Web il 25 dicembre 2016
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differente opinione, un contraddittorio che necessita acribia e anche una puntuta
analisi delle relative fonti e non certo il presente discorso da intendersi solo
come inquadramento generale anche se con tutta la dignità ed autorevolezza
che, in via di consolidata storica consuetudine, ogni nunzio merita che gli si
accordi del necessario e, ormai, non più rinviabile dibattito.
Massimo Morigi, luglio-25 dicembre 2016
time crystal; programmable matter;TEORIA DELL A DISTRUZION E D EL VALORE
(TEORIA FONDATIVA DEL REPUBB LICA NESIMO GEOPOLI TICO E PER IL
SUPERAMENTO/CONSERVAZIONE DEL MARXISMO)
Polemos è di tutte le cose padre, di tutte re, e gli uni rivela
dei e gli altri uomini, gli uni fa schiavi e gli altri liberi.
Eraclito, Frammento 53
La ‘Teoria della Distruzione del Valore’, pur insere ndosi dire ttamente e a pieno titolo nella tra dizione del la critica marxiana e marxis ta all’econom ia politica clas sica e neoc lassic a e all’individualismo metodologico a q ueste inere nte, inten de roves ciare la teoria marxia na del plusvalore vizia ta alla radice dall’economicis mo dell ’economia clas sica di Adam Smi th e David Ricardo, ec onomicis mo che pur Mar x intendeva r espin gere , s ostenendo, con trariamente alla teoria del plus valore, che il modo di produzi one capi talistico non si car atterizza per una sottrazi one del plusval ore generato dal pluslavoro erogato dal lavora tore e di cui si a ppropria il capi tale ma che, bensì, at traverso il nuovo ra pporto sociale materia lizzatosi con l ’avvento del capi talismo (“Al poss es sore di denaro, che trova il mercato del lavoro co me particol are re parto del mercato delle mer ci, non interes sa affatto il problema del perché q uel libero la voratore gli co mpaia dinanzi nella sfera del la circola zione. E a q uesto punto non interes sa neanche a noi. No i, dal punto di vis ta teorico, ci a tteniamo al dato di fatto, co me fa il poss ess ore di denaro dal punto di
vista pratico. Però una cosa è evidente. La natura no n produce da un lato posses sori di denaro o d i merci e dal l’altro s emplici pos ses sori della propria forza lavorat iva. Tale rappor to non risu lta dalla stor ia naturale né da quella soc iale ed esso non è comune a tutti i periodi della storia. È evidente come ess o sia il risulta to d’uno svolg imento storico pre cedente, i l prodotto di molte rivoluzio ni economiche, della ca duta di u na intera s erie di più vecchie formazio ni della produzio ne s ociale.”: Karl Marx, Il C apitale, trad. i t., Ro ma, Newton Comp ton, 1970, I , pp. 199-200; “Ma il cap itale non è una cosa, bens ì un ce rto rapporto di produzione s ociale che rie ntra in una deter minata formazione storica della società. Q uesto rappor to si pres enta in un ogge tto e confer isce ad es so uno specifico carattere s ociale. I l capitale non è la so mma dei mez zi di pro duzione material i e prodo tti. Esso è forma to dai mezz i di produzione che sono divenu ti capitale, che i n se s tess i non sono capitale, come oro e argento non sono i n se stess i denaro. Il capitale è for mato dai mezzi d i produzione mo nopolizza ti da una certa p orzione della soc ietà, dai pro dotti e
dalle condizioni in cui agisce la forza lav orativa, resis i indipen denti nei con fronti della v iva forza lavorativa che tra mite ques ta contrapposizio ne s i incorporano nel cap itale.” : Idem, I II, pp.1086-10 87), si o pera una dis truzione r eale e concr eta del valore del lavoro r ic hiesto al dipendente o peraio dell’im presa c apitalista. La ‘Teor ia della Dis truzio ne del Valore ’ si colloca nell’a mbito della dot trina filosofico -politica den ominata ‘Repubblicanesim o Geopol itico’ (o ‘Lebensraum Re pubblicanes imo’) ed è comple mentare, special mente per le epoche storic he e d i rapporti sociali prec edenti o non r iconduci bili al pri mo capitalismo indus triale e succe ssive sue evoluzioni, ad una p iù generale ‘Teoria della Predazione/D istruzione/E quilibrio /Incremento del Valore’, a sua vol ta afferente al la ‘Teoria Polemo dinamica Evolu tiva dei Cicli di Creaz ione/Cons ervaz ione/Trasformazione del Con flitto’, teorie anche ques t’ultime due cos titu tive del ‘Repu bblicanesi mo Geopolitico ’. Fondame ntale corollar io. Alla luce del la decis iva categor ia di Gian franco La Gras sa degli ‘agen ti strategici’, la distr uzione del valor e del la voro d istruzione
consustanziale alla nascita dell’impresa capita lista che dà forma al nuovo ra pporto sociale c he vede l’ incontr o sul mercato , su un pia no di formale libertà per entra mbi, del lavorat ore s alariato e del l’agente capi talista, in re altà in u n rapporto t otalmente squ ilibra to a favore del s econdo, il quale proprio per la disparità di forze a suo van taggio acquista un lavoro ‘svalorizzato ’ – deve a nche in tendersi para llela, conco mitante e com plementare alla distruzione agente i n q uell’altro vers ante del potere, d is truzione, cioè, della capaci tà di agire s epp ur in senso la to po liticamente dei ‘non agen ti strategici -operai/lavoratori d i bassa fas cia/non capi talisti’ ( da adesso in poi de finiti ‘decis ori omega-stra tegici’ o ‘omega -strategic decis ors’). In questo modo, la ‘Teoria della Dis truzione del V alore ’, affine per molti vers i al conce tto di Jos eph Schumpeter di ‘distr uzione cre atrice’, è l o strume nto fondamenta le per com pletare la mess a a fuoco e l’in quadramento teor ico del l’operato degli ‘agen ti strategici’ lagras siani (da ades so in poi defi niti ‘decisor i alfa-strategici ’ o ‘alpha-strategic decisors ’), che agiscono (o, meglio, decid on o )
costantemente per accrescere il loro potere at travers o mosse strategiche indirizz ate sia sul vers ante appare ntemente solo eco nomico e mosse apparentemente s olo politiche, en trambi am biti che però, s e guarda ti attravers o l’univoca ed unica finalità di conq uista dell a supremazia tipica dei ‘ decisor i alfa-strategici’, rivelano il loro consusta nziale lega me, cement ato dalla loro co mune politicità. Nel la presente s ituazione post democratica che ac comuna t utte le democrazie oc cide ntali elettoralist ico-rapprese ntative, siam o in pre senza di una reale e stensione formale dei di ritti politici e civili a fron te di una r eale distr uzione sos tanziale della loro e fficacia e v igenza politica (l’Italia – mor e solito è un caso a parte : in questo paese, l ’arretratezz a politica è d i un tale li vello che anc he dal punto di vista formale as sistiamo ad una con trazione/distr uzione no n dissim ulata, esplicita e s macca ta, dello s pazio politico di azione dei ‘decis ori omega-stra tegici-lavoratori di bass a fascia/non capi talisti’). Per tornare alle maggiori “democrazie” occide ntali, questo sig nifica, per i ‘ decisor i omega-stra tegici-lavoratori d i bass a fascia/non
capitalisti’, un’estensione formale dei diritti politici e, s oprattutto, dei diritti civili (esemplare, a tal proposi to, l’ideologia del “politica mente corretto” e dei “diri tti alla diversità” – di genere o cul turali c he siano , che trovano la loro massima realizzaz ione e simbolo nel diritto a l matrimonio fra o moses suali), una estensio ne formale del loro a mbi to di decisio ne/azione a fronte, però, di una sostanziale dis truzione del valor e dei loro diritti e tu tele lavora tivi per opera dei ‘decisori al fa-strategici’, distr uzione del valore il cui unico e ffetto è un ’ulteriore contrazione/ distruzione dei già miser i a mbiti di azione poli tica reale dei ‘decisor i o mega-strategici’, fa tti salvi, ovvia mente, gli “im portantiss imi” diritti afferen ti al “politica mente corret to”, al “diritto alla d iver sità” – comunq ue lo si voglia declinare e alla sfer a dell’orientamento s ess uale. La ‘Teor ia della Distruzione del Valore ’ co nsente così di ripercor rere un filo ross o continuo fra la nascita in Occ idente delle pri me socie tà industriali/capitaliste (con il co ntemporaneo af fermarsi del s ummenzio nato rapporto soc iale, plas mato dal capi talismo, di for male libertà s ul mercato e
conseguente ingannevole vicendevole autonomia fra capi talisti e ‘decisori omega -strategici- lavoratori di bassa fascia/non capitalisti’ afferenti all’ impresa capitalista, formalmente liberi nello s cambiare con i ‘decisori alfa stra tegici-impren ditori cap italisti’ la loro forz a lavoro ma con un’incomme nsurabile d isparità di forza c ontratt uale in questo mercato a c ausa della d istruzione del v alore oper ata dal nuovo ra pporto sociale i ngenerato dal capitalismo, una distruzione del val or e del tutto simile a quell a che avviene fra i comba ttenti nelle g uerre ar mate, dove, per giungere al r isultato strategico voluto, la vittoria o la non sconfitta, si distrug ge non solo la vita del nemico ma anc he di quella carne da ca nnone che per convenzione s i suole chi amare am ico: non a cas o l’economista austriaco Kurt. W. Rotschil d ha afferma to che se s i vuole compren dere l’economia, pi uttosto che s tudiare Adam Smith e t utti gli altri allegri s tudiosi della triste s cienza, meglio è concen trars i nella lettura del Vom Kr iege di Carl von Cl ausewitz… e viene facile not are la profo nda analogia e lega me fra la prima fase del capitalismo e la n ascita della g uerra
assoluta analizzata da Clausewitz, dove in entram be la distrutt ività veniva por tata a livelli mai prima conosc iuti dal l’umanità, fino a gi ungere ai giorn i nostri, nei quali le pos sibilità di a nnientame nto manu m ilitari e manu scientif ica, con la nuova generazio ne di armi s empre più basate s ulla ciber netica fino ad arrivare al c omputer q uantistico e alle s ue potenzial mente numi nose capacità co mputazionali e di conseguen te produz ione/riprod uzione/creazione d i un potere un tempo s olo riser vato agli dei oli mpici, e alle forme s empre più evol ute di intell igenza arti ficiale e alla pos sibilità di manipolazion i della pubblica opinione e del la na tura fisica e biologica, “ un lavoro c he, lung i dallo sfr uttare la natura, è in gra do di sgravarla dalle creature che dor mono l atenti nel suo grem bo”–, rend ono persino la guerra to tale di sett anta anni fa, com pres a la stess a arma atomica, un gioco da ragazzi e dove i l capit alismo del XX I se colo non solo ha eli minato, al meno in tempi com mensurabili con l’uma na esistenza, ogni realis tica poss ibilità di poter costruire un diverso r apporto s ociale ma ha ormai a ddiri ttura annientato l a stess a memoria
storica dei tentativi portati avanti dai ‘decisori o mega-strategici ’ – o, meglio, dalle b urocrazie s ocialistiche che s ostenevano, i n parte in bu ona e in parte i n cattiva fede, di agire in nome e per conto del proletariato e per ins taurarne l’os simorica di ttatura ma che, a tu tti gli ef fetti, altro non e rano che una divers a forma di ‘decisor i alfa-strateg ici’ – per cos truire un’a lternativa al cap italismo) e le od ierne s ocietà indus triali/capital iste, caratterizzate q uest’u ltime – come le pri me soc ietà industriali /capitaliste da ‘decisori alfa -strategici ’ che costan temente agis cono – e per ora, nonostan te tutta la diss imulativa retorica democratica, con grande e d inar res tabile succe ss o e senza alcun reale avvers ario per una distruz ione del valore del l avoro s ull’apparen temente libero merc ato e dei diri tti dello s tesso a livello gi uridico dei ‘decisori o mega-strategici ’. ‘Decisori al fa-strategic i’ che – og gi come sempre ed in par ticolare, per qu anto riguarda l ’epoca moderna, dall’i nizio della rivoluzio ne in dustriale, in altre epoche s tor iche poss ono esse re s tate prevalenti modalità preda torie, e.g. la sc hiavitù a ntica e la s ervitù della gleba o perano, in
definitiva, per annichilire sfrontatamente o più o meno nascostamente ma sempre con modalità distr uttivamente del t utto analog he a quella dei sum menziona ti confli tti armati, per una critica dei qua li è quindi fondamentale, oltre che per l’ec onomia, la po litica e la cultura, la ‘Teoria dell a Distruzione del Valore i g ià infimi e d unicamente co nsolatori spazi d i decisione/azione dei ‘decisori o mega-s trategici’. ‘Decis ori omega -strategici’ per i q uali, ne siano consapevoli o meno, vale sem pre, indi pendentemen te dall’epoca storica e predazio ne o distruzio ne del valore che s ia, la c ondizione vitale ed esis tenziale “d ove anche i morti non saranno a l sicuro dal ne mico, se e gli vince. E q uesto nemico non ha s mes so di vincere.”– des critta dall’iperde cisionista Walter Benjamin l’Angelus Novus per un rinnovame nto ab imis della geopo litica e del repubblicanes imo, soterio logicamente ben più radicale e realista del “t imido” e katech ontico decis ionista gi uspubblicista nazi fascista Carl Sch mitt alla o ttava tes i di Tesi di filosof ia della storia: la terribile e m ortale condiz ione di ‘stato di ec cezione permane nte’.
Massimo Morigi - Ravenna, 21 marzo 2015
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tenuto dal Duca Valentino nello ammazzar e Vitellozzo Vitelli, Olive rotto da Fermo, il Signor Pagolo e il duca di Gravina Ors ini” ; “Teoria dei cicli di con flitto”; “ Teoria dei cicl i economici”; “J ohn Mayna rd Keynes ”; “Il Capita le”; “Keynes”; “Max Weber”; “Weber ”; “Robert Michels ”; “Geor ges Eugène Sorel”; “Georges Sore l”; “Sorel”; “ Michels”; “Teo ria delle élites ”; “Teo ria della élite”; “ Teoria delle clas si politiche”; “ Teoria della cla sse polilitica” ; “Teoria della class e dirigente”; “ Teoria del le clas si dirigenti”; “élite”; “elita rismo”; “ Legge ferrea dell’oligarch ia”; “Individ ualismo metodolo gico” ; “individualismo met odologico”; “ economia clas sica ”; “economia neo clas sica” ; “economia neo-clas sica ”; “economia ne oclass ica”; “ma rginalismo”; “economia marginalista” ; “marginalismo”; “econo micis mo”; “critica all ’economia poli tica” ; “critica dell ’economia poli tica”; “Ca rl Schmitt”; “dec isione”; “de cisionismo”; “de cision”; “decis ionism”; “Dez isionismus” ; “Entschloss enheit”; “Entsche idung”; “Lenin”; “Vlad imir Ilyich Ul yanov”; “R udolf Hilferding” ; “Hilferding”; “ Karl K autsky” ; “Kautsk y”; Thorstein Bunde Veblen”; “Thorstein Veb len”; “Veblen ”; “James B urnham” ;
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Materialism”; “Historischer Materialismus ”; “matér ialisme histor ique”; “mater ialismo h istór ico”; “DI AMAT”; “d iamat”; “Di amat” ; “mater ialismo dialettico ”; “dialektis che Materialismus ”; “dialektis cher Mater ialismus”; “dialekt ischen Mater ialismus”; “matérialisme diale ctique”; “Dialectical mater ialism” ; “materialism o dialectico” ; “mater ialismo dialéctico” ; “Dialettica ”; “dialectique”; “Dialectic” ; “dialec tics”; “dialectical method”; “Dialek tik ”; “Dialéctica” ; “Aufhebun g”; “aufhebun g”; “super amento conse rvaz ione”; “superame nto-conser vazione”; “super amento/conse rvaz ione”; “repubblicanesimo c on flittuale”; “repubblicanes imo confl ittualista”; “Conflictual Repub licanism”; républicanis me conflictuel ”; “Spinoz a”; “Baruch Spinoza” ; “ Bene dictus de Spinoza”; “ Bento de Espinos a”; “Be nedicto De Espinoza ”; “T rattato teologico-p olitico”; “Tractatus Theologico -Politicus ”; “Trat tato dei tre impos tori”; “D e tribus imposto ribus”; “T ractatus De tribus impos to ribus”; “ La vie et l'es prit de M r Benoît de S pinoza”; “T raité des trois imp os teurs”; “Ca pitalismo”; “Ca pitalisme” ; “Kapitalismus” ; “Capitalis m”; “Turbo-capitalismo” ; “ Turbo capitalismo ” ;
“Turbocapitalismo”; “Turbo-capitalism”; “Turbo-capital isme”; “ Turbokapitalismus ”; “Turbo-Kapitalismus ”; “ Edward Nicolae Lu ttwak”; “Luttwak”; “ Edward Luttwak ”; “Preve”; “Costanz o Preve”; “Democr azia”; “Democrac y”; “Démoc ratie” ; “Demokratie”; “Democrac ia”; “ Liberalismo”; “L ibéralis me”; “Liber alism”; “Libéralis me”; “Liber alismus”; “Liber ismo”; “ Liberism”; “ Libér isme ”; “Liberism us”; “Socialismo”; “soc ialisme”; “s ocialism”; “ “Sozialis mus”; “comunismo”; “communisme”; “Communism ”; “Kom munismus ”; “Eterotopia” H étérotopie”; “Heterotopy ”; “Heterotop ie”; “Repubblicanesimo e terotopico” ; “Repubblicanes imo quantico e ter otopico”; “Repubblic anesimo quanto-eter otopico ”; “Repubbl icanesimo dialettico qua ntico ete rotopico” ; “Repubblicanes imo dialettico quanto -eterotopico”; “Repubblicanesimo dialettico”; “Dialectical Republicanism”; “Républicanism e dialectique” ; “Dialek tische Republikanismus ”; “re publicanismo dialéctico ”; “republican is mo dialetico”; “guer ra”; “be llum”; “polemos” ; “war”; “guerr e”; “Krieg”; “Libertà”; “Freedom” ; “Liber ty”; “Liberté”; “ Freiheit”; “ Libertad”; “ Liberdade”; “ Libertade”; “conf litto” ;
“conflicte”; “conflict”; “conflito”; “conflicto”; “Konfli kt”; “sublation”; “s ublazione”; “ Francis F ukuyama”; “Fukuyama”; “democr azia rappr es entativa”; “democrazie r appre sentative”; “repr esentative democr acy”; “démocratie r epr ésentative”; “democracia repr es entativa”; “repräse ntativen Demokr atie”; “rivoluzione industr iale”; “Industrial Revolution” ; “révolution i ndustrie lle”; “industrie lle Revolution”; “Revolução Industrial”; “Revolución Industr ial”; “rivoluz ione; “Revolution ”; “r évolution”; “Revolução ; “Revolución” ; “Repubblica Italiana”; “Italian Repub lic”; “ré publique italienne ”; “Italienis che Republik”; “Repúb lica Italiana” ; “Italia” ; “Italy” ; “Italien”; “Italie”; “Itália”; “De te fabula nar ratur ”; “Orazio”; “Quinto Oraz io Flacco”; “Quintus Hor atius Flac cus”; “Quin tvs Hor ativs Flaccvs ”; “Horatius”; Horativs” ; “Il morto affer ra il vivo”; “le mort s aisit le vif”; “Ka rl Heinrich M arx”; “Jenny von W estphale n”; “proletaria to”; “proleta riat”; “Proletariat”; “pro létariat”; “pro letariado”; “lot ta di clas se” ; “clas s struggle”; “lutte des clas ses ”; “lutte des class e”; “Klassenk ampf”; “luta de classe” ; “Lucha de Clas es” ; “Lucha de Clas e”; “polemos”; “Polemo logia” ;
“Polemology”; “polémologie”; “polemología”; “ Polemologie”; “fet icismo de lla merce ”; “commodity fetishism ”; “Warenfetisc hismus ”; “fétichisme de la marchandis e”; “fetichiz ação dos be ns”; “fetichismo de la mercanc ía”; “reificazione”; “V erdinglichung” ; “ reification”; “ réification”; “reificaçã o”; “cos ificación”; “alienaz ione”; “ Entfremdung”; “ alienation”; “aliénation”: “ alienação” ; “alienación” ; “Gattungswe sen; “ente umano generico”; “essenza umana generica”; “Ve rstand und Vernun ft”; “Verstand vs Vernun ft”; “intelle tto e ragione ”; “intelletto vs ragione”; “ György Lukács ”; “Lukács ”; “Ontol ogia dell’ess ere socia le”; “Alexis de Tocqueville”; “Alexis Henri Cha rles de C lérel de Tocquevi lle”; “Tocquevi lle”; “La de moc razia in America”; “De la démoc ratie en Amér ique”; “La démoc ratie en Amérique”; “Henri-Benjamin Constant de Rebe cque”; “B enjamin Cons tant”; “De la liberté des Anciens comparée à c elle des Modernes ”; “La libertà de gli antichi pa ragonata a quella de i modern i”; “Gramsci”; “ Antonio G ramsci”; “intellettuale o rganico”; “ intellettua li organici”; “ moderno principe”; “ egemon ia”; “ egemonia Gramsc i”; “Hegemony”; “ egemonia gramscia na”; “gramsc ian
hegemony theory”; “Teoria gramsciana dell’egemonia”; “ gramscian hege mony” “Gramsci he gemon y”; “egemonia c ulturale”; “Quader ni del ca rcere”; “Quade rni dal ca rcere”; “Gobetti”; “Pie ro Gobetti”; “Rivol uz ione Liberale” ; “La Rivoluzione Liberale”; “cos cienza infelice” ; “La coscienz a infelice”; “unhappy c onscious ness ”; “unglückliche Bewußts ein”; “unglückliche Bewuss tsein”; “La conscience m alheureus e”; “ conscie nce malheur euse”; “ Consciência Infeliz”; “conoc imiento in feliz”; “servo padr one”; “s erv o-padrone”; “serv o/padrone”; “rapporto s ervo padr one”; “rapporto se rvo -padrone”; “rap porto ser vo/padrone ”; Hegel rapporto s erv o padrone”; “ Hegel rappor to ser vo-padrone ”; “ Hegel rapporto se rvo/padr one”; “master–s lave dialectic”; “Hegel maste r-slave dialectic”; “Dialektik von H err und Knecht”; “Hegel D ialektik v on Herr und Knec ht”; “dialética Mestre -Servo”; “Hegel d ialética Mestr e-Servo”; “dialectique du Maître et de l'Esc lave”; “He gel dialectique du Maître et de l'Esclave”; “ dialéctica del Am o y el Esclavo” ; “ dia léctica del amo y del es clavo”; “Hegel dialéc tica del Amo y el Esclavo”; “Hegel dialéctica del amo y del esclavo”; “ Herrschaft und
Knechtschaft”; “Hegel Herrschaft und Knec htschaft”; “E dmund Bu rke”; “B urke”; “A Philosophical Enqui ry into the O rigin o f Ou r Ideas o f the Sublime and B eautiful”; “Re flections on the Re volution in F rance, And on the P roceedings in Certain Societies in London Rela tive to tha t Event. In a Letter Intended to Have Be en Sent to a Gentleman in Pa ris”; “ Reflections on the R evolution in France ”; “Rifless ioni sulla rivoluzione in Franc ia”; “Rifless ioni sulla rivoluzione frances e”; “Henry S t John, 1s t Viscount Bolingbr oke”; “B olingbroke” ; “Henry St John, Viscount B olingbroke” ; “The Idea of a Pa triot King”; “L ’Idea di un Re Pat riota”; “Die p rotestantis che Eth ik und de r Geist des Kapital ismus” ; “L'etica protes tante e lo spiri to del capital ismo”; “ The Protestant Ethic an d the Spirit of Ca pitalism”; “Rifless ioni sulla vi olenza” ; “Réflexions s ur la vio lenc e”; “Re flections on Violence; “Über die Gew alt”; “ Reflexão sobr e violência” ; “ Reflexiones s obre la Violencia”; “estetizza zione della pol itica”; “ aesthe ticization of polit ics” ; “es thétisation du politique”; “Zur Kritik die Gewalt”; “politicizzazione dell ’este tica”; “politicizatio n of aesthetics ”; “Politisation de l'e sthétique ” ;
“Politisierung der Ästhetik”; “Ästhetisierung der P olitik”; “ Politisier ung der Kunst”; “ politicizzazione dell ’arte”; “pol iticization o f art”; “es tetizzazione della vi olenza”; “ Ästhetisier ung der Gew alt; “aesthe ticization of violence”; “esthétisation de la violence”; “Schöpferis che Zer störung”; “ kreative Zerstörung”; “ distruzione c reatrice”; “C reative destr uction”; “destruction cré atrice”; “Destrucción C readora”; “destruição criativa”; Randolfo Pacciardi; “Pacciardi” ; “socialismo maz ziniano” ; “Belloni ”; “Giulio Andrea Bel loni”; “ Felice Albani” ; “Repubblica pre sidenz iale”; “Rosselli” ; “Carlo Rosse lli”; “Giustizia e liber tà”; “Arnaldo Guer rini”; “ULI”; “Un ione dei Lavor atori Italiani”; “Unione del Lavoro Ita liano”; “ PIL”; “Partito Italiano dei Lavorator i”; “Partito Itali ano del Lavoro”; “ Partito d’Azione ”; “Neue Sl owe nische K unst”; “N SK”; “Laibach”; “M ilovan Gilas”; “ La teoria della c lass e agiata”; “ La class e agiata ”; “The Theory o f the Leisure Clas s: An Economic Study o f Institutions”; “ The Theory of the Leisure Class ”; “The Leisure Cla ss ”; “Charles Bettelheim”; “B ettelheim”; “Leon Trotsky”; “ Trotsky”; “ rivoluzione pe rmanente”; “Perm anent rev olution ;
révolution permanente”; “Trotsky Daue rhaft-Revolution”; “Dauerhaft-Revolution” ; “Dauer haft Revolution”; “rev olução permane nte”; “Revolución Permane nte” ; “Immanuel Kant”; “Kant ”; “Per l a pace pe rpetua” ; “Progetto pe r la pace pe rpetua”; “Zum ew igen Frieden. Ein philosophisc her Entwur f”; “Zum ewigen Friede n”; “Louis Althusser ”; “Althus ser ”; “James Burnham” ; “Burnham”; “The Managerial Revolution : What is Happe ning in the Wor ld”; “The Managerial Revolut ion”; “La r ivoluzione mana ge riale”; “La r ivoluzione dei ma nage r”; “La ricchez za delle naz ioni o Indagine s ulla na tura e le caus e della ric chezz a delle naz ioni”; “La r icchez za delle naz ioni”; “ An Inquir y into the Nature a nd Cause s of the Wealt h of Nations”; “ Indagine sull a natur a e le caus e dell a ricc hezz a delle nazioni” ; “ The Wealth of Nations ”; “Wealth of Nat ions”; “Teor ia de lla distruz ione del valore ”; “Theo ry of Value Destruction”; “Theory of the Destruct ion of the Va lue”; “Teo ria del Minus V alore”; “Teoria de l Minusva lore” ; “Theo ry of the M inus Value” ; “ Teoria dell’Ip o Valore”; “Teoria dell ’Ipovalore”; “Teo ria P olemodinamica Evolutiva de i C icli d i
Creazione/Conservazione/Trasformazione del Confli tto”; “Teo ria Polemodinamica Evoluti va dei Cicli di Creaz ione-Cons ervazione-Trasformazione del Conflitto”; “Lebensraum Repubblicanes imo”; “Repubblica nesimo dello s pazio vitale”; “Lebens raum R epublicanis m”; “Lebensraum Re publika nismus”; “ Lebensraum ré publicanisme” ; “républicanis me de l'es pace vital” ; “Lebensraum r epublicanismo” ; “republicanis mo de Espaço vital ”; “republican ismo de el es pacio vital ”; “stato di ecc ezione”; “state of exce ption”; “Ausnahme Und No rmalitat”; “Ausnahme n entsche idet”; “stato d i ecc ezione be njaminiano”; “stato di eccez ione per manente benjaminiano”; “stato d i eccez ione di Walter Benjamin” ; “stato di ec cezione permane nte di Walter Benjamin”; “ Benjaminian s tate of exception ”; “Benjaminian per manent state of ex ception”; “State o f exc eption of Walter Benjamin; “Permanent s tate o f exception of Walter Ben jamin” ; “stato di ec cezione ”; “stato di ecc ezione pe rmanente ”; “Permanent s tate of exce ption”; Ausnahmen ents cheidet Wal ter Benjamin ”; “Hyperdecis ionism”; “Hyper -decisionism”; “Hyper Decisionis m”; “Iper de cisionismo”; “Iperdecis ionismo”; “Iper -
decisionismo”; “Iper decisionismo di Walter Benjamin” ; “Iperde cisionismo di Walter Benjamin ”; “Iper -decisionism o di Walter Benjamin”; “Iper decis ionismo benjamin iano” ; “Iperde cisionismo be njaminiano”; “ Iper-decis ionismo benjaminiano ”; “Hype rdec isionism of Walter Benja min”; “Hype r-decis ionism of Walter Benjami n”; “Hyper Decis ionism of Walter Benjamin” ; “Benjamini an Hyper decisionis m”; “Benjaminian H yper -decisionism”; “ Benjaminian Hype r Dec isionism”; “ipe r decis ionismo mirac olo”; “Miracle Hype r De cisionism” ; “Iper Decisionismo dei mi racoli di saba to”; “Hyper Decis ionism of sa turday miracles ”; “ Iper Decisionis mo del mirac olo di sabato”; “H yper D ecisionis m of Saturday m iracle”; “Iper Decis ionismo di Gesù C risto dei miracol i di sabato”; “ Hyper Decisionis m of Jesus Christ of the Saturday miracles”; “Hype r Decisionism o f Je sus C hrist of the Saturday miracle ”; “Je sus C hrist”; “Iper Decisionis mo del c ristianesimo”; “ Hyper Decisionis m o f Christianity” ; “Hyper Decis ionism o f Chris tendom”; “iperdecisionismo miracolo”; “Miracle Hyperdecisionism”; “ Iperdecisionismo dei miracoli di sa bato”; “Hyperdecis ionism o f saturday mi racles ” ;
“Iperdecisionismo del miracolo di sabato”; “Hyperdecis ionism of Saturday miracle”; “ Iperdecis ionismo di Ges ù Cristo dei mi racoli di saba to”; “Hyperdecis ionism o f Jesus Christ of the Saturday miracles”; “H yperdecisionism of Je sus C hrist of the Saturday miracle” ; “Jes us C hrist”; “Iperdecisionismo del c ristianesimo”; “Hype rdecisionism of Christianity”; “ Hype rdecisionism of Chr istendom”; “iper-decisionismo miracolo”; “Miracle Hyper-Decis ionism”; “Iper -Decisionismo dei mi racoli di sa bato”; “ Hyper-Dec isionism of saturday m iracles ”; “ Iper-Decisionismo del miracolo d i sa bato”; “Hyper-Decis ionis m of Saturday miracle”; “ Iper-Decis ionismo di Gesù C risto dei m iracoli di sabato”; “H yper -Decisionism of Jes us C hrist of the Saturday mi racles ”; “ Hyper-Decis ionism of Jesus Christ of the Saturday mirac le”; “Je sus Christ”; “Iper-Decisionismo de l cristianesimo”; “H yper -Decisionism of Christian ity”; “Hyper-Decisionis m of Chr istendom”; “iperdec isionismo della r ivoluzione”; “Hyper de cisionism of the Revolution”; “Hyper de cisionism of Revolution”; “plus lavoro”; “plus-lavoro” ; “pluslavoro” ; “Theorien über den Mehrw ert”; “Arbe it plus”; “plus w ork”; “Plusw ork”; “p lus-
work”; “plus-travail”; “plus travail”; “plustr avail”; “plus tr abalho”; “plus-trabalho ”; “plustr abajo”; “plus tr abajo”; “ plus-trabajo” ; “margina lismo”; “Marginalism us” ; “Marginalism”; “marginalisme ”; “economia po litica” ; “political Economy”; “économie pol itique” ; “Volkswi rtschaftslehre”; “e conomia”; “Econ omy”; “éc onomie”; “Wi rtschaft”; “C lass ical economics ”; “éc onomie class ique”; “klas sische Nationalökonomie” ; “klass ische Ökonomie” ; “Ökonomie”; “ Economia Po lítica Clás sica” ; “economia politica c lásica ”; “Economia Política Clásica ”; Neocla ssic al economics ”; “économie néo-classique ”; “neoklas sisc her Theorie”; “neoklassischer Nationalökonom ie” ; “neoklass ische r Ökonomie”; “Ökonomie”; “ Economia Política Clás sica ”; “economia politica c lásica ”; “neoklas sisc he Theorie”; “neoklass ische Nationalökonomie”; “neokla ssis che Ökonomie” ; “Econom ia Política ne ocláss ica”; Economia Po lítica neoclás ica”; “Theorie ze rstör ung wer t” “; “Theorie zer stör ung wer ts”; “Theorie wert ze rs törung” “; “Theorie werts Zer stör ung”; “Catechon”; “Catéchon” ; “Katechon ”; “Katéchon ”; “amico ne mico” ; “amico-nemic o”; “amico/nemico ”; “Carl Schm itt amico
nemico”; “Carl Schmitt amico-nemico”; “Carl Schmitt amico/nemico” ; “friend foe”; “friend-f oe”; “friend/foe” ; “Carl Schm itt friend f oe”; “C arl Schmitt friend-foe”; “C arl Schmitt friend/foe”; “F reund Feind”; “F reund-Feind”; “Freu nd/Feind”; “Ca rl Schmitt Freund Feind”; “ Carl Sch mitt Freund-Feind”; “ C arl Schmitt F reund/Feind”; “ ami ennemi”; “ami -ennemi”; “a mi/ennem i”; “Carl Schmi tt ami ennemi”; “ Ca rl Schmit t ami-ennem i”; “Ca rl Schmitt ami/ennem i”; “amigo ene migo”; “ami go-enemigo”; “am igo/enemigo”; “C arl Schmitt amigo ene migo”; “Carl Schmitt a migo-enemigo” ; “Carl Schm itt amigo/ene migo”; “amigo ini migo”; “amigo -inimigo”; “amigo/in imigo”; “Ca rl Schmitt am igo inimigo”; “C arl Schmitt amigo -inim igo”; “Carl Scm itt amigo/inimigo”; “amicus hostis inimicus”; “amicus -hostis-inimicus”; “a micus/hostis /inimicus ”; “Ca rl Schmitt amicus hos tis inimicus”; “ Carl Schmitt amicus -hostis-ini micus” ; “Carl Schmitt a micus/hostis /inimicus”; “San Paol o”; “S. Paolo”; “Seconda lettera ai Tessa lonicesi”; “ San Paolo Catechon”; “ S. Paolo Catechon ”; “C atechon Seconda lettera ai Tessalonicesi”; “San Paolo Catéchon”; “S. Paolo Catéchon” ; “Catéchon Sec onda lettera a i
Tessalonicesi”; San Paolo Katechon”; “S. Paolo Katechon”; “K atechon Seconda lettera ai Tessalonicesi”; “San Paolo Katéchon”; “S. Paolo” K atéchon; “Katéc hon Seconda lettera ai Tessalonicesi”; “San Paolo”; S. Paolo, Seconda lettera ai Tess alonices i, Catechon, C atéchon, Katechon, K atéchon”; “Saint Pau l, Second Epistle to the Thessalonians , Second Letter to the Thessalonians ”; “C atechon, Catéc hon, Katechon, K atéchon; “Saint Paul, Second Epistle to t he Thessa lonians, Second Letter to the Thessa lonians”; “Saint Paul”; “Sec ond Epis tle to the Thessalonians ”; “Second Letter to the Thessa lonians”; “ Gerhar d Ritter”; “Il volto demonia co del potere”; “Die D ämon ie der Macht” ; Der N omos de r Erde im Völker recht de s Jus Publicum Europaeum”; “ Der Nomos der Erde ”; “Il Nomos della Ter ra”; “Il nomos de lla terra ne l diritto internazionale de llo Jus publicum eur opaeum ”; “Il Nomos della Terr a”; “Politisc he Theologie : Vier Kapitel zur Lehre von der Souveräni tät”; “Politische Theologie I I. Die Legende vo n der Erledigung jeder Po litischen Theolo gie”; “Teologia p olitica I I. La leggenda del la liquidazione di ogni teolog ia politica”; “Po litisc he Theologie ”; “Teologia pol itica” ;
“Politische Romantik”; “Romanticismo politico” ; “Le categorie del po litico” ; “Der Begriff des Politischen”; “Tesi n. 8 di Tesi di f ilosofia della s toria”; “ Tesi numero 8 di Tes i di filosofia del la s toria”; “Punto n. 8 di Tesi di fi losofia della s toria”; “Punto nume ro 8 di Tesi di filos ofia della storia”; “ Punto ottavo di Tesi di filosofia della storia”; “Tesi ottava di Tes i di filosofia della s to ria”; “Punto 8° di Tesi di filos ofia della stor ia”; “Tesi 8° di Tes i di filos ofia della storia”; “Tesi n. 8 d i Tesi di filosofia della sto ria di Walter Benja min” ; “Tesi numer o 8 di Tes i di filosofia de lla storia di Walter Benjamin”; “P unto n. 8 di Tesi di filos ofia della storia di Walter Benja min”; “Punto nume ro 8 di Tesi di fil osofia della storia d i Walter Be njamin”; “P unto ottavo di Tes i di filosofia del la s toria di Walter B enjamin”; “Tesi ottava di Tesi di filosofia della storia di Walter Benjamin”; “Punto 8° di Tesi di f ilosofia della stor ia di Walter Benja min”; “ Tesi 8° di Tes i di filosofia del la s toria di Walter B enjamin”; “ava nguardia”; “avangua rdia artistica ”; “avangua rdia storica”; “avangua rdi e”; “ava nguardie artistiche”; “ava nguardie sto riche”; “ava nt-garde”; “Rena to Poggioli”; “ The Theo ry of the Ava nt-Garde” ;
“Peter Bürger”; “Theory of the Avant-Garde”; “ava nguardie artistiche del N ovec ento”; “ava nguardie artistiche del 9 00”; “Ava ntgarde”; “Avant G arde; “avant garde”; “ avanguardia stor ica” ; “avanguardie artistiche de l ‘900”; “a vanguardie art istiche del ’900”; “Nic os Pou lantzas ”; “Poulantzas ”; “B ob Jes sop”; “Jessop”; “s trategic relational approach”; “St rategic-Relational App roac h”; “Strategic Relational Approac h”; “Appr occio Strateg ico Relaz ionale”; “Approccio St rategico-Rela zionale”; “temporal s overeignty”; “time soverei gnty”; “Ne w Deal”; “ The New Deal”; “ Auguste B lanqui”; “Blanqui”; “G aston B a chelard”; “B achelard”; “ Friedrich List”; “List”; “Walt Wh itman R ostow”; “R ostow”; “Teoria degl i sta di”; “Teoria deg li stadi di Rostow” ; “Rostow's stages theory” “stage s theor y”; “Herbert Alexander Simon”; “raz ionalità limitata” ; “teoria della razionalità li mitata”; “theory of limited ratio nality”; “lim ited ratio nality”; “dittatu ra del proletariato”; “dic tato rship of the proleta riat”; “Diktatur des Proletariats”; “dictature du prolétariat”; “ditadura do proleta riato”; “dictadura del pr oletariato ”; “dittatura”; “dic tato rship”; “Diktatur” ; “dictature”; “ ditadura”; “dictad ura”; “guer ra totale” ;
“totalische krieg”; “totaler krieg”; “guerre totale”; “guerr a total”; “total war” ; “guerra ass oluta”; “abs olute war”; “Absolu ter Krieg”; “guerr e absolue ”; “guerra absoluta”; “guerra abs oluda”; “buroc raz ia”; “Bürokratie”; “bureaucracy” ; “bu reaucratie”; “buroc racia” ; “capitalismo di stato”; “sta te capitalism”; “ Staatskapitalismus ”; “capital isme d'État” ; “Capitalismo do Estado”; “capitalismo de Estado”; “Staatkap italismus ”; “Stato”; “State”; “ Staat”; “ État”; “Estado” ; “state”; “natura” ; “Nature”; “Nature”; “Natur”; “Naturez a”; “naturaleza ”; “ma terialismo s torico”; “Historical M aterialis mus”; “matérialisme his torique” ; “Historis cher Materialismus ”; “materialismo histórico”; “to talitarismo”; “ Totalita rismus”; totalitaris me”; “Total itarism”; “ Totalitarianism ”; “autoritarismo”; “a uthoritarian ism”; “Autorita rismus” ; “autoritaris me”; “stato autoritario”; “stati autoritari”; authoritarian state”; “Autoritar ische s taat”; “Autoritaris che Re gime”; “etat autoritarie”; “rég imes autor itaires”; “régime autoritarie”; “regime autoritario”; “regimi autoritari” ; “estado autor itario”; “ fascis mo”; “fascis me”; “fasc hismus” ; fascismus”; “nazis mo”; “naziona lsocialismo” ; “nazional
socialismo”; nazional-socialismo”; “Nazis m”; “National Socialism”; “ Nationalsocia lism”; Nati onal-socia lism”; “nazis me”; “national-s ocialisme”; “N ationalsocialis me”; “National Socialis me”; “naz ismus”; “ Nationalsoz ialismus”; “nazionalsocial ismo”; Nac ional Soc ialismo” “Charles Robert Da rwin”; “Cha rles Darwin”; “Darw in”; “ Teoria dell’evo luzione”; “ theory of evolution ”; “evolution theory” ; “théorie de l ’évolution” ; “Evolutionstheor ie”; “Darw ins Evolut ionstheorie ”; “Darwin Evolutionstheorie” ; “teoria da evoluç ão”; “teoría de la evolución” ; “evoluz ionismo”; “evol utionism”; “ Evolutio nismus”; “ Evolutionisme”; “evoluc ionismo”; “evoluzione” ; “evolution”; “Entwicklung” ; “Evolução ”; “evoluc ión”; “teoria del ca os”; “C haos Theor y”; “Chaos theorie”; “théorie du c haos”; “Teor ia do caos” ; “caos ”; “Chaos”; “computer quantico”; “ compu ter quantistico”; “q uantum compu ter”; “qua ntum c omputing”; Quantencomputer ; “computer quantique”; “computador quântico”; “computad or cuántico”; “quantistica ”; “fisica quantis tica”; mecc anica quantis tica”; “Quantum Phys ics”; “Quantum m echanics ”; “quantu m theory ”; “Teoria dei quant i”; “Teor ia quantis tica ”;
“Quantentheorie”; “Quantenphysik”; “Quantenmechanik” ; “physique qua ntique” ; “mécanique qu antique” ; théorie quantique ”; “ teoria quântica” ; “mecânica quântica” ; “físic a quântica”; “física cuán tica”; física quántica ”; “mecánica cuántica” ; “mecánica quá ntica”; “me cánica cuántica ”; “mecánica quántica ”; “f rattali”; “ fractals”; “fraktale”; “ fractais” ; “fractales”; “ bomba atom ica”; “atom bomb”; “a to mic bomb”; “ato mbombe”; “bombe at omique”; “Bomba nuclear”; “bomba a tômica” ; “Bomba Atómica” ; “bomba all ’idrogeno”; “hydr ogen bomb”; “H-bomb ”; “bom ba H”; “ Wasse rstoffbombe”; “ Bomba de hidrogénio ”; “Bomba de hidróge no”; “Bom ba termonucle ar”; “Niels He nrik Da vid Bohr”; “Niels B ohr”; “Bohr”; “Jo hn Archibald Wheeler ”; “John W heeler ”; “Wheeler”; “ Wheele r’s U" ; “U di Whee ler”; “ Teoria del pa rtigiano”; “Teoria del Partig iano. Integraz ione al concetto del Politico”; “ Theor ie des Partisanen. Zwis chenbeme rkung z um Begriff des Politischen” ; “Theorie des Partisanen” ; “ Theory of the Partisan ”; “ Théorie du par tisan”; “Teor ía del partisano” ; “Teoria do Partisan” ; “partigiano” ; “Partisanen” ; “Partis an”; “partis ano”; “guer riglia” ;
“guerrilla”; “guérilla”; “buschkrieg”; “guerrille”; “klein krieg”; “guer rilha”; “ Il concetto del p olitico”; “ Ex captivitate s alus. E rinnerungen de r Zeit”; “E x captivitate sa lus”; “illumi nazione profana” ; “profane illuminatio n”; “Éclairage pr ofane” ; “Profane Erleuc htung ”; “iluminación profana” ; “iluminação pr ofana”; “repub blicane simo eterotop ico”, “repubblicane simo dialet tico quantico eter otopico”, “ repubblica nesimo dialetto -quanto-eter otopico”, “repubb licane simo dialettico”; “hete rotopic repu blicanis m”; “dialectical-quantu m-heter otopic repub licanism”; “dia lectical repub licanis m quantum me chanics heterotopic; “dialectical republicanis m”; “heterot opical republ icanism”; “ dialectical republicanis m quantum mechanics heterot opical; “Il Co rriere della C ollera”; “Po rtogallo”; “ Portugal”; “R epubblica porto ghese ”; “Repubblica del Portogallo” ; “República por tuguesa”; “Portuguese Repub lic”; “République por tugaise”; “Portug ies ische Republik” ; “Coimbra”; “Coïmb re”; “C oímbra”; “Un iversità di Coim bra”; “Unive rsità di Coimbra Fac oltà di Lettere”; “Facoltà d i Lettere” ; “Faculdade de Let ras” ; “Faculdade de Letras da Universidade de Coimbra”; “M ass imo Morigi Fac uldade de
Letras”; “Massimo Morigi Faculdade de Letras da Universidade de Coimbra”; “Ma ss imo Morigi Univers idade de Coimbra”; “M as simo M origi Università di Coim bra”; “M as simo Morigi Facoltà di Lette re dell’Università di C oimbra” ; “Mas simo Morigi University o f Coimb ra”; “Ma ss imo Morigi Facoltà di Lettere”; “ Mas simo Morigi, Faculdade de Letras” ; “Mas simo M origi, Faculdade de Letras da Universidade de Coim bra”; “M ass imo Morigi, Universidade de Coi mbra”; “Ma ssimo M origi, Università di C oimbra”; “Mas simo Morigi, Facoltà di Lettere dell ’Università di C oimbra”; “Mas simo M origi, Univers ity of Coimbra”; “M ass imo Morigi, Facoltà di Lettere”; “Mas simo Morigi Coi mbra”; “M ass imo Morigi, Coimbra”; “Catroga”; “ Fernando J osé de Almeida Catroga”; “ Fernando Cat roga”; “Universida d de Coímb ra”; “Universität C oi mbra”; “Univ ers ität von Coimbra”; “University of Coimb ra”; “Univers idade de Coimb ra”; “U niversità di Coi mbra”; “Univer sité de Coimbra”; “Université de Coïmb re”; “M as simo Morigi Univer sité de C oimbra”; “Mass imo Morigi Unive rsité de C oïmbre”; “Mas simo Morigi, U niver sité de C oimbra”; “Mas simo Morigi, Unive rsité de C oïmbre” ;
“Massimo Morigi, Coïmbre”; “Massimo Morigi Coïmb re”; “ M ass imo Morigi Universität Coimb ra”; “ Massimo Morigi Unive rsität von C oimbra”; “ Mas simo M origi, Universität C oimbra”; “Mass imo Morigi, Univers ität von Coimbr a”; “Mass imo Morigi Unive rsidad de Coímbra”; “M as simo Morigi, Uni versidad de C oímbra”; “Mas simo Morigi Unive rsity of Coi mbra”; “M ass imo Morigi, University of Coimb ra”; “M as simo Morigi Ravenna ”; “Ma ssimo M origi, Ravenna”; “s oteriologia”; “Soterio logy”; “Sote riologie”; “sotério logie”; “sote riología”; “Mes sia”; “ Messiah”; “ Mes sie”; “Messias ”; “Mesías ”; “messias ”; “messianico”; “me ssia nisch”; “messia nic”; “messianique”; “ mesiánico” ; “messiânico”; “religione”; “ religião”; “religión”; “ religio”; “sac ro”; “sac red”; “heilig”; “sa cré”; “s agrado”; “sa cer”; “s alvezza ”; “salvation”; “Heil”; “s alut”; “sa lvação” ; “salvación”; “sa lus”; “salutem”; “ange lus”; “ange lo”; “angel”; “ Engel”; “ange”; “anjo” ; “Angelus Novus ”; “ánge l”; “nazifas cismo”; “na zi-fascis mo”; “nazi fasc ismo”; “Naz i-Fascism” ; “Nazifasc ism”; “Nazifaschis mus”; “Nazi Faschismus; “Nazi –Fasc hismus ”; “Nazi-fascisme ”; “Nazi fascisme”; “Nazifascisme”; “Ernst Paul Klee”;
“Paul Klee”; “Klee ”; “Life is Life”; “Laibach” ; “Opus”; “ Live is life”; “ Wandervogel”; “Parados so del gatto di Schrödinger”; “gatto di Schrödinger”; “Schr ödinger's cat”; “Schrödingers Katze ”; “chat de Schr ödinger”; “gato de Schrödinge r”; “Erwin Schrödinger”; “Schrödinger”; “double-slit experimen t”; “es per imento della doppia fenditura”; “Doppels paltexper iment”; “double fente ex périenc e”; “e xperiência da dupla fenda” ; “ experimento de la doble rendija”; “Qua ntum superposition”; “sovrapposizione quantis tica”; “Quantum e ntanglement”; “ Qua ntum s pooky ac tion at a distanc e”; “Entanglement quantistico”; “C orre lazione quantistica”; “Intrappolamen to quantistico”; “ag grov igliamento quantistico” ; “az ione spettr ale quantistica a distanz a”; “Quantum spook y action”; “Quantum s pooky action at distance ”; “Teoria della Dis truzione/Sottrazione/Equilibrio/Inc remento de l Valore”; “Theory of Des truction/Subtraction/ Equilibrium/Increa se of Value”; “ Theory of Destruction/Subtraction/Balance /Increas e of Value”; “Theory of Destruction/Subtrac tion/Equilibrium/G rowth of Va lue”; “Theory of Des truction/Subtraction/Ba lance/Grow th of V alue” ;
“Theorie Zerstörung/Subtraktion/Gleichgewicht/Erhöhen We rt”; “Theor ie Zerstörung/Subtraktion/Gleichgewicht/Ansteigen Wert”; “Théorie de la Des truction/Soustraction/ Équilibre/ Incrément du Val ue”; “Teoria de la De strucción/Sust racción/Equilibrio /Incremento de Valor”; “ Teoria de la Des truiçã o/Subtração/Equil ibrio do Valor”; “ Il Capitale . Critica del l’Economia Po litica”; “Il capitale. C ritica dell’economia politica”; “Il Capitale”; “Il capitale” ; “Il Capitale. Cri tica dell’ Economia Politica, I, 3”; “Il capi tale . Critica dell ’economia poli tica, I, 3”; “ Il Capitale, I, 3”; “Il capitale, I, 3”; “Il Capitale . Critica dell’Economia Politica, settima sezione, i redditi e le loro font i, capitolo qua rantottesimo, la formula trinitaria ”; “ Il capitale. C ritica de ll’economia politica” ; “Il Capitale”; “ Il capitale, s ettima se zione, i redditi e le loro fonti, capito lo quaranto ttesimo, la fo rmula trinita ria; “Il Capitale. C ritica dell’ Economia Politica” , settima se zione; “Il capitale. C ritica dell ’economia po litica”, se ttima sezione; “Il Ca pitale, settima s ezione”; “Il capi tale” , settima s ezione; “Il Capitale. C ritic a dell’Economia Po litica”; “i redd iti e le lo ro fonti”; “Il capita le . Critica dell ’economia poli tica, i redditi e le lo ro
fonti”; “Il Capitale, i redditi e le loro fonti”; “Il capitale , i redditi e le loro fonti ”; “ settima se zione, i redditi e le loro fonti, capitolo quaran tottes imo, la formula trinitaria”; “Il Capitale . C ritica dell ’Economia Polit ica, capitolo quarant ottesimo” ; “Il capi tale. Critica dell ’economia poli tica”; “ca pitolo quarantottes imo”; “Il Capitale, ca pitolo quarant ottes imo”; “Il capita le, ca pitolo quarantottes imo”; “Il C apitale. Critica dell ’Economia Poli tica, la for mula trinitaria”; “ Il capitale. C ritica de ll’economia p olitica, la formula trini taria”; “Il Capitale”, “la formu la trinitaria” ; “I l capitale, la formula t rinitaria”; “Il C apitale. Critica dell’Economia Politica, Massimo Morigi, Karl M arx, Walter Benjamin”; “Il capitale. C ritica de ll’economia politica, Mas simo M origi, Karl Ma rx, Walter Benjam in”; “Il Capitale, M ass imo Morigi, Ka rl Marx, Walter Benjamin”; “ Il capitale, Mas simo M origi, Karl Ma rx, Walte r Benjamin”; “Il Capitale. C ritica dell’Econo mia Politica , I, 3, Mass imo Morigi, Ka rl Marx, Walter Benj amin”; “Il capitale. C ritica dell ’economia poli tica, I, 3, Mas simo M origi, Karl Ma rx, Walter B enjamin”; “Il Capitale, I, 3, M ass imo Morigi, Ka rl Marx, Walter Benjam in”; “Il capitale , I, 3, Mass imo
Morigi, Karl Marx, Walter Benjamin”; “Il Capitale. C ritica dell’Econom ia Politica, settima s ezione, i redditi e le lo ro fonti, c apitolo qua rantottesimo, la formula trinitaria, M ass imo Morigi, Kar l Marx, Walter Benjamin”; “ Il capitale. Critica dell’economia politica, Massimo Morigi, Karl Marx, Wa lter Be njamin”; “I l Capitale, M as simo Morigi, Karl Marx, Walte r Benja min”; “Il capita le, settima s ezione, i redditi e le l oro fonti, capitol o qua rantottesimo, la formula tr initaria, Mass imo Morigi, Ka rl Marx, Walter Benjami n”; “Il Ca pitale. Cri tica dell’Economia Po litica, Ma ss imo Morigi, Karl Marx, Walter Benjam in”; “ settima se zione, Ma ssimo M origi, Karl Marx, Walter Benjamin; “ Il capitale. Critica de ll’economia pol itica, s ettima se zione, Ma ssimo M origi, Karl Marx, Walter B enjamin; “Il Capitale, s ettima sezione , Mas simo Morigi, Karl Ma rx, Walter Benjamin”; “ Il capitale”, s ettima se zione, Ma ssimo M origi, Karl Marx, Walter B enjamin”; “Il Capitale. C r itica dell’Economia Politica, Ma ssimo M origi, Karl Ma rx, Walter Benjamin ”; “i redditi e le loro fonti, Mass imo Morigi, Karl Ma rx, Walter Benjamin”; “Il capitale . Critica dell’economia p olitica, i redditi e le loro fon ti”, Mas simo Morig i,
Karl Marx, Walter Benjamin; “Il Capitale, i redditi e le lo ro fonti, M ass imo Morigi, Karl Marx, Wal ter Benjamin”; “ Il capitale , i redditi e le lo ro font i, Karl Marx, Mas simo M origi, Walter Be njamin”; “se ttima sezione, i reddi ti e le loro fonti, ca pitolo quarantottes imo, la formula t rinitaria, M ass imo Morigi, Karl Marx, Wal ter Benjamin”; “ Il Ca pitale. Critica dell ’Economia Polit ica, capitolo quaranto ttes imo, Mas simo Morigi, Karl Marx, Walter Be njamin”; “Il c apitale. Critica dell ’economia pol itica, ca pitolo quarantottes imo, Mas simo Morigi, Karl Marx, Walter Benjamin”; “Il Capitale, capitolo quarantottesi mo, M ass imo Morigi, Karl Marx, Walter Benjam in”; “ Il capitale, capito lo quaranto ttesimo, M ass imo Morigi, Karl Marx”, Walte r Benja min”; “Il Capitale. C ritica dell’ Economia Politica, la formula trinitaria, M ass imo Morigi, Karl M arx, Walter Benjamin”; “ Il capitale. C ritica dell’economia po litica, la formula t rinitaria , Mas simo Morigi, Karl Marx, Walte r Be njamin”; “Il Capitale, la for mula trinitaria, Mas simo Morigi, Kar l Marx, Wa lter Benjamin” ; “Il capitale, la formula trinitaria, Ma ss imo Morigi, Karl Marx, W alter Benjamin”; “Da s Kapital. Kr itik der p olitischen Ökonomie” ; “Das
Kapital”; “Capital. A Critique of Political Economy” ; “Capital”; “Le C apital. Critique de l ’économie politique”; “Le Capita l”; “O Ca pital. Crítica da Econom ia Po lítica”; “El capi tal. Crítica de la Economía P olítica”; “Das Kapital. Krit ik der politisc hen Ökonomie, Ma ssimo M origi, Karl Ma rx, Walter Benjamin”; “D as Ka pital, Mas simo Morigi, Karl Marx, Walter Be njamin” ; “Capital. A C ritique of Po litical Economy, Mass imo Morigi, Karl M arx, Walter Benjamin”; “C apital”, M ass imo Morigi, Ka rl Marx, Walter Be njamin; “ Le Capital. Critique de l’économ ie politique, Mas simo Morigi, Karl Marx , Walt er Be njamin”; “Le Capital, M ass imo Morigi, Karl M arx, Walter Benjamin”; “ O Capital. Cr ítica da Economia Polí tica, Ma ssimo M origi, Karl Marx, Wal ter Benjamin” ; “El capital. C rítica de la Economía Política, Mass imo Morigi, Kar l Marx, Walter Benja min”; “ Il Capitale. Crit ica dell’Economia Politica, R epubblicanes imo, Repubblicane simo Geopoli tico”; “Il capitale. C ritica de ll’economia politica, Repubblicane simo, Repub blic anesimo Ge opolitico”; “Il Ca pitale, Repubblica nesimo, Re pubblicanesimo Ge opolitico”; “ Il capitale, Repubblica nesimo, Repu bblicanes imo Geopo litico” ;
“Il Capitale. Critica dell’Economia Politica, I, 3, Repubbl ica nesimo, Re pubblicanesimo Geopolit ico”; “ Il capitale. Critica dell ’economia po litica, I, 3, Repubblica nesimo, Re pubblic anesimo Ge opolitico”; “ Il Capitale, I, 3, Repubb licanes imo, Repubblica nesimo Geopoli tico”; “Il capitale , I, 3, R epubblicanes imo, Repubblicanes imo Geopo litico”; “ Il Capitale. C ritica dell’Economia Politica, setti ma s ezione, i reddi ti e le loro fonti, capitolo qua rantottes imo, la for mula t rinitaria, Repubb licanes imo, Repubblicanes imo Geopol itico”; “Il capitale. Crit ica dell’econom ia politica, R epubb licanes imo, Repubblicane simo Geopolitico”; “Il Capitale, Repubblicanesimo, Repubbl icane simo Geopolitico”; “Il capitale, s etti ma sez ione, i redditi e le loro fonti, capi tolo qua rantottesimo, la for mula trinitaria, Repubblicane simo, Repubblica nesimo Geopol itico; “I l Capitale . Critica dell’Economia Politica, Re pubb licanes imo, Repubblicanes imo Geopoli tico ; “settima s ezione, Re pubblicanes imo, Repubb licanes imo Geopolitico ; “Il capi tale. Critica del l’economia p olitica, s ettima sez ione, Repubblicane simo, Repubb lica nesimo Geopolitico ; “Il Capitale, s ettima s ezione, Re pubblicanes imo, Repubblicanes imo
Geopolitico”; “Il capitale”, settima sezione, Repubblicane simo, Repubblica nesimo Geopolit ico”; “Il Ca pitale. Critic a dell’Economia Pol itica, Re pubblicanesimo, R epubblicanes imo Geopolitico” ; “i redditi e le loro fonti, Repubblica nesimo, Re pubblic anesimo Ge opolitico”; “Il capi tale. Critica dell’econo mia polit ica, i redditi e le loro fonti, Ma ssimo M origi, Karl Marx, W alter Benjamin”; “I l capitale. C ritica dell’ec onomia politica , i redditi e le loro fonti, Repubbl icane simo, Repubblica nesimo Geopolitico”; Ab raham M oriah; Ilius Auropaliss andro; Ivlivs Avropalis sandro;
“Il Capitale, i redditi e le loro fonti, Repubblicane simo, Repubbl ica nesimo Geopolitico”; “ Il capitale , i redditi e le loro fonti, R epubblicanes imo, Repubblicane simo Geopoli tico”; “s ettima sez ione, i redd iti e le loro f onti, capitol o quarantot tesimo, la fo rmula trinita ria, Repubblicane simo, Repubblica nesimo Geopol itico”; “ Il Ca pitale. Critica dell ’Economia Pol itica, capitolo q uarantottes imo, Repubb licane simo, Repubblicane simo Geopolit ico”; “Il capitale. C ritica dell’economia politica, capitolo quarantottesimo, Repubblican esimo, R epubb licanes imo Geopolitico”; “ Il Capitale, capitolo quarantot tes imo, Repubblicanes imo, Repubblicane simo Geopolitico”; “Il capitale , capito lo quaranto ttesimo, Repubblica nesimo, Re pubblicanesimo Ge opolitico” ; “Il C apitale. Critica dell ’Economia Pol itica, la formula trinitaria, Re pubblicanesimo, R epubblicanes imo Geopo litico”; “I l capitale. Critica del l’economia po litica, la formu la trinitaria, Re pubblicanes imo, Repubbl icanes imo Geopolitico”; “ Il Capitale, la f ormula trinitaria, Repubblica nesimo, Re pubblicanes imo Geopo litico” ; “ Il capitale, la formula trin itaria, Repubblicane simo, Repubbl ica nesimo Geopolitico”; “D as Ka pital. K ritik der poli tischen
Ökonomie”; “Das Kapital”; “Capital. A Critique of Poli tical Econ omy”; “Capital”; “ Le Capital. Critique de l’économie politique”; “Le Cap ital”; “O Ca pita l. Crítica da Economia Po lítica”; “ El capital. Crítica de la Economía Política”; “Das Kapital. Krit ik der politisc hen Öko nomie, Repubbl ica nesimo, Re pubblicanes imo Geopoli tico”; “Das Kapital, Ma ss imo Morigi, R epubblicanes imo, Repubbl icanes imo Geopolitico”; “Ca pital. A Cr itique o f Political Economy, R epubblicanes imo, Repubblicane simo Geop olitico” ; “Capital”, R epubblicanes imo, Repubblicanes imo Geopo litico; “ Le Capital. Cr itique de l’économie p olitique, Repubblica nesimo, R epubblicanes imo Geopo litico”; “Le Cap ital, R epubbl icanes imo, Repubblicanes imo Geopoli tico ”; “O C apital. Crítica da Economi a P olítica, Repubb licanes imo, Repubblicane simo Geopol itico” ; “ El capital. C rítica de la Economía Política, Repubbl icanes imo, Repubblica nesimo Geopoli tico”; “Teo ria della Sott razione/Distruzione/ Equilibrio/ Incremento del Valo re”; “Teo ria della Sottrazione/D istruzione/ Equilibrio/Aumen to del Valo re”; “T heory o f Subtraction/Des truction/ Equilibrium/ Increase of Value”; “ Theory o f Su btractio n
Destruction/Balance/Increase of Value”; “Theory of Subtraction/De struction/Equil ibrium/Growth of Value”; “T heory o f Destruction/ Subtraction/B alance/Growth of Value”; “Theorie Subtraktion/Zerstörung/Gleichgewicht/Erhöhen Wert”; “Theorie Subt raktion/ Zerstörung/Gleichge wicht/Ansteigen We rt”; “ Théorie de la Soustraction / Destruction/ Équilibre/Inc rément du Value”; “ Teoria de la Sustracción/ De strucción/ Equilibrio/Incremento de V alor”; “Teo ria de la Sub tração/Destruição/ Equilibrio do Valo r”; “Teo ria della P redazione/Dis truzione/Equilib rio/Incremento del Val ore”; “Teo ria della P redazion e/Dis truzione/Equilibrio/Aumento del Va lore ”; “Theo ry of Predation /Destruction/ Equilibrium/Increas e of Value”; “T heory of Predation/Des truction//Balance/Inc reas e of Value”; “ Theory of Predation/Destruc tion/Equilib rium/Growth o f Value”; “Theo ry of Predation/Des truction/Ba lance/Growth o f Value”; “ Theor ie Ra ub/ Zerstörung/Gleichgewic ht/Er höhen Wert”; “Theorie R aub/Zerstörung/Gleichge wicht/A nsteigen W ert”; “Théorie de la Préda tion/Destructio n/Équilibre/Incrément d u Va lue”; “Teoria de la Depredac ión/Destrucción/ Equilibrio /Incremento de V alor”; “ Teoria de la
Predação/Destruição/Equilibrio do Valor”; “Predazione/Dis t ruzione”; “P redation/Destructio n”; “Ra ub/Zerstörung”; “ Prédation/Des truc tion”; “Depredación/Des trucción”; “Predação/De struição”; “ Predazione ”; “Distruzione”; “Predation”; “D estruction”; “R aub”; “ Zerstörun g”; “P rédation”; “Des truction”; “Dep redación”; “D estrucción”; “P redaç ão”; “Des truição”; “s chiavo”; “s lave”; “ escla ve”; “Sklave”; “ escravo” ; “servus” ; “esclavo”; “s chiavitù”; “slave ry”; “thrall”; “escla vage”; “Sklaverei”; “ esc lavitud”; “ Escr avidão”; “servo”; “s ervant”; “knecht”; “ servi teur”; “se rvidor”; “s ervil”; “sirviente”; “ se rvidor”;“padrone”; “maste r”; “Meis ter”; “maît re”; “maes tro”; “mestre”; “amo”, “ rapporto schiavo-padrone”; “dialettica schiavo-padrone”; “rapp orto servo -padrone”; “d ialettica s ervo-pad rone”; “maste rslave dialectic”; “dialectique du maître et de l’esclave”; “Meister /Sklave-Dialektik” ; “Her r-Knecht -Dialektik”; “dia lética do se nhor e do e scr avo”; “dialéctica del amo y el e sclavo”; “He rrschaft und Knechtsc haft”; “se rvitù della gleba ”; “produz ione/riproduzione/creaz ione del potere”; “p roduction/ reproduction/crea tion of power”; “He rstellung/Wiedergabe/ Schaffung Mac ht” ;
“production/reproduction/création du pouvoir” “ produção/rep rodução/criação do poder”; “producción/rep roducción/creación del p oder”; “soc ietà industriale/capitalista” ; “socie tà industrial-capitalista”; “s ocietà indus triali/capitaliste”; “società industrial-capitaliste” ; “industrial capitalist soc iety”; “industr ial capitalistic society ”; “industrial capitalist-s ociety”; “industrial-capitalistic society”; “Gemeins chaft industrielle Kapitalist”; “s ociété industr ielle capitaliste”; “sociedad indus trial capitalista”; “soc iedade industr iale capitalista”; “Teoria Polemodinamica Evolu tiva dei Cicli di Creazione/Conservazione /Trasformazione del C onflitto”; “Teoria Polemodina mica Evoluzionistica dei C icli di C reazione/Cons ervazione/Trasformazione del Conflitto”; “Teoria Polem odinamica” ; “Polemodinam ica”; “Polemodynamics ”; “polémodynamique”; “pole modynamique”; “Polemodyna mik”; “Polemodinámica ”; “Polemodinâmica”; “Polemodyna mic Theory of the C ycles of C reation/Conservation/Transoformation of Conflict”; “Polemod ynamical Theory of the C ycles of Crea tion/Conservation/Transoformation of C onflict”; “ Polemodyna mic Evolutive Theory of the Cycles of
Creation/Conservation/Transoformation of Confl ict”; “Polemod ynamic Evolutionary Theory o f the Cycles o f Creation/Conservatio n/Trans oformation of Conflict”; “Polemodyna mical Ev olutive Theo ry of the Cycles of C reation/Conse rvation/Transfo rmation of Con flict”; “Po lemodynamical Evolut ionary Theory of the Cycles of Creation /Conservation/ Transforma tion of Confl ict”; “Polemo dynamic Theory”; “ Polemodynamical Theo ry”; “ Théorie polémodyna mique ”; “Théorie p olémodynamiq ue év olutive du Cyc les de c réation/c onservation/t ransformation du con flict”; “Po lemodynamik Theo rie”; “Te oria Polemodinâmica ”; “Teo ria Polemodiná mica”; “Gepoli tica R epubblicana” ; “Republican G eopoli tics”; “géopoli tique Républicaine” ; “Republikanische Geopoli tik”; “Repu blikanischer Geopolitik” ; “Geopo lítica Republicana ”; “Geopolitica Republicana”; “Geopolitica ne orepu bblicana”; “Ge opolitica neo-repubb licana”; “Ge opolitica neo repubblicana”; “ Neo-republican Geopo litics ”; “Geopolítica neo-re publicana”; “Geop olitica neo -re publicana”; “ géopolitique néo-républicaine” ; “neo re publikanische Ge opolitik”; “neue r epubl ikaniske Geopolitik”; “neuer republika niske
Geopolitik”; “Il Corriere della Collera”; “Antonio de M artini”; “Anton io De Martini”; “Robe rto Stefanini”; “Sau ro Mattarelli”; “ Wheeler ”; “ Wheeler’s U ”; “U di Whee ler” ; Gianfranco La Grassa; M ass imo Morigi; Morigi; La Grass a; Abraham M oriah; M oriah; Ivlivs Avropal iss andro; Iulius A uropalissandro; Av ropaliss andro; Auropalis sandro; Zoon Politikon ; Homo Strategicus; Zoon Strategikon; Gattungswe sen; gattungs wese n; strategischw esen; prhones is; Vita Activa; repu bblica nesimo; neo- repubblicanes imo; neorepubblica nesimo; neo repubblicanes imo; repubblica nismo; neo- repubblicanismo; neorepubblicanis mo; neo repubblicanismo; republ icanism; neo-repu blicanism; neo republica nism; neorep ublicanism; repu blikanismus ; neorepub likanismus; neo -re publikanismus; neo republikanismus; neue Republikanismus; neue r Republikanismus ; républica nisme; néorépu blicanis me; néo répub licans ime; néo-republicanis me; rep ublicanismo; neo republicanis mo; neo republicanismo; neo -republ icanismo; marxismo ; neomarxismo ; neo marx ismo; neo- marxismo; marxism; neo -marxism; neomarxism; neo marxism; marxismus; neoma rxismus; neo marxismus; neo-marxismus; neue
marxismus; neuer marxismus; marxisme; néo ma rxisme; néo-ma rxisme; néoma rxisme; post mar xismo; pos tmarxis mo; post-ma rxismo; post marxism; post -marxism; pos tmarxism; post marxisme; pos tmarxis me; post-marxis me; post marxismus; p os t-marxismus; post -marxismus; pós -marxismo; posmarxismo; nuovo marxismo; novo marxismo; nouveau ma rxisme; nuevo marxismo; Nuevo marxismo; new marxism; nuo vi marx isti; i nuov i marxisti; nouvea ux marxis tes, Les nouveaux marxistes ; Dialettica; d ialectique; dialec tics; dialectic; d ialé ctica; dialética; Diama t; D ialektik; Filosofia della pras si; Filosofi a della Prass i; Geopolitica; Geo po litica; Geo-p olitica; Geopol itics; Géopolitiq ue; geopolítica ; Geopolit ik; Repubblicanesimo geo- politico ; Repubblicanes imo geopolitico ; Repubblicane simo geo poli tico; Repubblicanismo geo -politico ; Repubblicanismo ge opolitico; Repubblicanismo ge o p olitico; Repubbl icanesimo s trate gico; Repubblicanes imo Strategico; Geopo litica re pubblicana ; Républicanis me géopolitiq ue; géopolitique républicaine; Geopolitical re publica nism; republican ge opolitics ; Geopolit ische Republikanism us; republikanis che Geopolit ik; Re publicanismo geopol ític o ;
geopolítica republicana; geopolitica republicana; Repu bblicanesimo s tratetico; Repubblicanesimo Str ategico; Repubblicanesimo d ialettico; Repubblic anesimo Dialettico; Repubbl icanesimo dialettico ; Repubbl icanesimo Dialettico ; Repubbl icanesimo quantico; Repubbl icanes imo Quantico; Repubblicanes imo Qua ntico; Repubblicanesimo quan tico; Repubblicanesimo quan tico-dialet tico; Repubblicanes imo Quant ico-Dialet tico; Repubblicanesimo quant ico-strate gico-dialettico; Repubblicanesimo quan to-str ategico-diale ttico; Repubblicanes imo etero topico ; re pubblicanesimo quanto -eter otopico-dialettico; eter otopia; Verstand; Vernun ft; intelletto; ragione; deduzione filosofica dei conc etti na turali; deduz ione dialettica dei conc etti na turali; deduz ione filoso fica delle cate gorie; deduzione d ialettica delle ca tegorie; dis truzione filos ofica dei concetti nat urali; d istruzione filos ofica delle ca tegorie; dis truzione dialett ica dei conc etti naturali; distruzione diale ttica delle categorie; distruzione s trategica dei conc ett i naturali; distruzione s trategica delle ca tego rie; distruzione strategico-dialet tica de i concetti natural i; distruzione strategico-dialett ica delle c ategorie; ciò che è reale è razionale e ciò c he è
razionale è reale; ciò che è reale è strategico e ciò che è strategico è reale ; Machiave lli; Niccolò Machiave lli; Il Principe ; De Princ ipatibus; Tucidide; La Guerra del Peloponnes o; La Gue rra nel Peloponne so; Carl Sch mitt; Karl M arx; Karl Hei nrich Marx; Marx ; Il Capitale; Das Kapital; Althuss er; Louis Althus ser; Mt 20, 1-16 ; Il Vangelo di Matteo; M atteo l’evangelista; San M atteo apos tolo ed evangelis ta; parabola dei lavo ratori de lla vigna; u ltimi saranno i primi e i pr imi ultimi; Il Vangelo; Claus ewitz; Carl von Claus ewitz; Von Cla usewitz; De lla Guerra; Sulla Guer ra; Vom K riege; von k rieg; On War; Geo rg Wilhelm Friedrich Hege l; Hegel; Ca rl Philipp Go ttlieb von Clause witz; Bernar d Brodie; Peter Paret; M ichael Howard; Ros alie Wes t; Princeton Univers ity Press ; Princeton Un iversity; Carl Philipp Gottlieb vo n Cla usewitz, On War, e dited and t ranslated by M ichael Howa rd an Peter Paret, in troducto ry essays by Peter Paret, Michael How ard and Bernard Brod ie; with a commen ta ry by Berna rd Brodie; index by R osalie W est, Princeton, N.J., P rinceton Uni versity P ress , 1984; Hobbes; Thomas Hobbes; Il Leviatano; Leviathan; Leviathan or The Ma tter, Forme and Power o f a Commo n
Wealth Ecclesiastical and Civil; scontro strategico; con flitto st rategico; teoria del conflitto s trategico; teo ria dello scontro strategico; az ione strategica ; teo ria dell’azione st rategica; teoria di La Gras sa de llo scontro strategico; teoria di La Grass a del conflitto s trategico; s trategia; st rategy; St rategie, stratégie; C onflitti e Strategie; Teoria della distruzione del valo re; Teo ria del plusvalore; Teoria del plus -valore; Teor ia marxiana del valo re; Teo ria marxiana del plusvalore; Teoria ma rxiana del plus-valo re; confl itto dialettico-strategico-espress ivo; Complex Adap tive Systems ; Caos ; Frattali; Fractals, CA S; Fra ctal; Teoria del Caos ; pendolo d i Clause witz; Caos Theory, catastrofi; teoria del le c atastrofi; catastrophe theo ry; frattale; F rattale; f rattali; kairos; Ka iros; comun ismo; liberal ismo; guer ra; war; kriege; krieg; bellum; p olemos; guer re; Der Nomos der Erde im Völker recht des Jus Publicum Europaeum; The Nomos of the Earth in the International Law of the Jus Publicum Europaeum ; Il Nomos de lla Terra nel Diri tto Internazional e dello Jus Publicum Eu ropaeum; Raffael lo; Raffaello Sanzio; La Scuola di Atene; La scuola di Ate ne; Platone ; Aristotele; Etica Nicomachea ; Etica nicomac hea ;
Timeo; Quintus Horatius Flaccus; Horatius; Horativs; Quint vs Horativs Flaccvs; Odi; C armina; J ohann Wolfgang v on Goe the; Johann Wolf gang Goe the; von Goethe; Goethe; Antoni o Frances co Gramsci; Antoni o Gramsc i; Grams ci; Für ewig; Lette re del ca rcere; Giovanni Placido Agostino Pasc oli; Giovanni Pas coli; Pascoli; Tania Schucht; Tatiana (Tania) Schucht; Tat iana Schuc ht; Matteo; Matteo Evangelis ta; Matteo a postolo ed evange lista; San Ma tteo apostolo ed eva ngelista; epi fania s trategica; metanoia s t rategica; Per la Cr itica dell’Economia Politica; L’Ideologia Tedesc a; L’ideologia tedes ca; Per la critica dell’econom ia politica; epi fania; metanoia; e pifanìa; e pifanìa s trategica; epiphanīa; ἐ πιϕάνε ια; Strategic Epi phany; Epiphany; Épiphanie s tratégiq ue; Epifanía es tratégica; Epifania e stratégica; s trategisch epiphanie; metànoia ; metanoia; metanoia strategica ; metànoia s t rategica; Strategic metanoia; Strategica l metamoia; metanoique; metanoique s tratégique; μετανοῖεν ; metanoia estratégica ; strategisc h metanoia; De M artini; de M artini; Antonio De M artini; Antoni o de M artini; America; USA; US; S tati uniti d’Amer ica; Stati un iti; Uni ted States of Ame rica; Napoli; Italia; analis i
concreta della situazione concreta; Angelina Jolie; Angelina J olie Pitt; Wil liam Bradley Pitt; B rad Pitt; pendolo di Claus ewitz; magne te di Clause witz; Dialecticus Nuncius; Diale cticvs Nvnc ivs; G loss e al Re pubblicanesimo Ge opolitico; Glosse a l repubblica nesimo geopolit ico; orgog lio di poeta ; Brave New Worl d; Aldous Leona rd Huxley; Aldous Huxley; Huxley; Karl Heinrich Ma rx; Karl Ma rx; M arx; WebCite; Internet A rchive; archive.o rg; Rese archGate; DO I; Terzo Reich; Third R eich; Drit tes Re ich; Dritte Reich; Time Crystal; time crystal; D igital Object Identi fier; YouTube; Yo u Tube; Nihil sub s ole novum; Nihil s vb sole novvm; gnoseologia ; gnoseology ; Gnos éologie; G nosiologia; Gnoseologie ; ont ologia; ontolo gy; onto logie; ontolog ía; Ontologie; episte mologia ; episte mology; épistémo logie; epis temología; Erac lito; Polemos; Epistemolog ia; Episte mologie ; Timeo; positiv ismo; pos itivism; Posit ivismus; positivisme; Karl Marx; Karl Heinrich Marx; Friedrich Engels; Engels; Georg Wi lhelm Friedrich Hegel; Hegel ; Ludwig Feuerbac h; Feuerbach; Karl Eugen Dühring; Dü hring, Vla dimir Ilyic h Ulyanov; Lenin ; György Lukács; Lukács; Giovan ni
Gentile; Gentile; Repubblicanesimo; Republicanism; Republica nismo; Repub blicanesimo ; R epu blikanismus; rép ublica nisme; neo -repubblicanis mo; neorepub blicanismo; neo rep ubblic anismo; neo repu bblica nesimo; neo-repubblicanesi mo; neo-re pubblicanesimo ; neo r e publicanism; neo-republicanism ; neorepu blican ism; neo r epublicanismo; neorepublicanismo ; neo -republicanismo; néo-répu blican isme; néo r épublicanisme; néorépublicanisme; neuer republikanismus; neue republikanismus; neo republika nismus; Re pubblicanesimo geopolitico; Geopoli tical republica nism; Geopolitic republica nism; repubblicanismo geopoli tico; rep ublicanismo geop olitico; Geop olitischen Republikan ismus; R ép ublicanisme Géo politique; Républicanisme Géo-pol itique; geo politica ; geopo litik; geo politics ; Géopol itique; marxismo; marxism; marxismus; marxisme; neo marxismo; neo-marxismo; neomarxismo; neomarxism; neo marxism; neo- marxism; néomarxisme; néo marxisme; néo-marxisme; neo marxismus; neo- marxismus; neomarxismus; neuer marxismus; neue marxismus; post marxis mo; postmarxismo; post-
marxismo; post marxisme; postmarxisme; post marxism; postmarxis me; postmarxism; post- marxism; Il Capitale; Das Kapital; Glosse a Feuerbach; Thesen über Feuerbac h; T esi s u Feuerbach; g attungswe sen; L a dialettica della natura; D ialettica del la na tura; A nti-Dühri ng; A nti Dühring ; AntiDühri ng; A nti dühring; Dia lektik der Nat ur; Ge schichte und Klassenbewußtsein. Studien über marxistisc he Diale ktik; Ge schich te und Klass enbewussts ein; Gesc hichte und Klas senbewuss tsein. Studien ü ber marxistische Dia lekti k; Gesc hichte un d Klassenbewu ßtsein; Materialismo e empiriocriticismo; Mach; Ernst Mach; a ttualismo; Quaderni del carce re; prassi, praxis; filosofia della prassi; fi losofia della praxis ; rispecchiamento; teoria del ris pecchia mento; teoria leniniana del ris pecchiamento; teoria d i Le nin del rispec chiamento; Diamat; diamat; materialismo dialettico; Dialek tischer Materialism us; M atérialis me dialec tique ; Dialectical ma terialism; M aterialismo dialético; Materialismo dialéctico; Dialettica; D ialektik; D ialec tics; Dia lectic; D i alectiq ue; Dialé tica; Di aléctica; sc ontro strategico ; con flitto
strategico; teoria del conflitto strategico ; teoria dello s contro strategico; azione strategica; teoria dell’azione strategica; teoria d i La Gras sa dello scontro s trategico; teoria di La Grassa del conflitto strategico; strategia; strategy; Stra tegie; s tratégie; Conflitti e Strategie; Teoria della distruzione del valore; Friedrich Sc helling; Schell ing; "Repubblica nesimo" , “Mas simo M origi”, “Aristotele”,“Platone”, Machiavelli”, “Thomas Hobbes”, “Karl Ma rx”, “Carl Schmitt”, “Carl von Claus ewitz”, H annah Arendt”, “A dam Smith”, “David Ricardo”, “ Alexander Wendt” ,“Georges Sorel”, “G aetano Mos ca” , “Vilfredo Pareto”, “ Jose ph Alois Schumpeter”,“W alter B enjamin”, “Iperdecis ionismo”, “Hyperdecisionism”, “Robert Michels”, “M ass imo Morigi”, “Karl Marx”, “M arx”, “Gianfranco La Grassa”, “Gianfranco la G rassa ”, “La Grass a”, “Jose ph Alois Schumpeter”, “dis truzione creatrice”, “Teoria del plus valore”,“ Teoria del plus valore”, Teo ria de l plus-valore”, “Theo ry of plus va lue”, Theory of plus -value”, “théo rie de plus-value” , “Theorie des Mehrwerts”, “teoria do mais-valor”, “teoria do mais valor”, “théorie de plus value ”, “teoria de
plusvalor”, “plusvalore”, “Theorien über den Mehrwe rt”, “Teor ie sul plusvalore” , “plus valore”, pl us -valore”, “plus value ”,“plus-value” , “plusvalor”, “mais valor”, “mais-valor”, “Schumpeter”, “Jose ph Alois Schumpeter”, “J oseph Schumpete r”, “distruzione creatrice”, “Creative destruction”,“destruction c réatrice”, “de struição criativa”, “ destruição c riadora”, “D estrucción Crea tiva”, “sc höpferische Zerstörung”, “Schu mpeter”, “R epubblicanesimo”, “Neo-repubblicanesimo”, “repubblicanesimo”, “Neo repubbl icanes imo”,“Ne orepubblicanesimo”, “Republicanism”, “Neo-republicanism”, “Neorepublicanism” ,“Neo republicanis m”, “républicanisme” , “néo-républicanisme”, “Republikanismus”, “Neo-Republikanismus” , “Neo Republikanismus”, “Neue Republikanismus”, “Neue r Republikanismus” , “Republica nismo”, “Neo-republicanismo”, “Neo republicanismo”,“marxismo”, “marxism”, “marxisme” , “marxismus”, “neo marxismo”, “neo-marxismo”,“neo marxismo”, “néo-ma rxisme”, “N eo-marxism”, “Neo marxism”, “Neomarxismus”,“Neo marxismus”, Neo-ma rxismus”, “N eue marxismus” , “Neuer marxismus ”, “post marx ismo” , “post-marxismo”, postma rxismo”, “ post marxisme”, “post-
marxisme”,“Postmarxismus”, “Post marxismus ”, “Post-marxismus”, “ Post marx ism”, “Post-marxism”, “ P ostmarxism”, pós-marxismo”, “pós marxismo”, “Lebensraum”,“Lebensraum repubb licanesimo” , Lebensraum republicanism”, “ Lebensraum republikanismus” , “Lebensraum républicanis me”, “Lebens raum republicanis mo”,“Re pubblicanes imo Geopol itico”, “Repubblica nesimo Geo-Po litico”, “Re pubblicanes imo Geo Politico” , “Geopolit ical Re publicanism”, “G eo-Political Republicanism”, “Geo Political Republicanism”, “Républica nisme Géo-poli tique”, “R épublicanis me Géopolitiq ue”, “Ge opolitische Re publikanismus” , “Republicanis mo Geopolitico”,“R epublicanismo Ge o-politico”, “ Republicanis mo Geo Po litico”, “Republica nismo Geopolí tico”, “Teor ia della Dis truzione del Valore”, “T heory o f Value Des truction”,“ Theory of the Minus Value”, “ Teoria del M inus Valo re”, “ Teoria dell’Ipo valore”, “Teoria dell’Ipo Valo re”, “Teoria dell ’Ipo-Valore”, “ theorie de la destructio n du value” , “teor ia da des truição do val or”, “Teo ria de la destrucción do valor”, Leviathan or The Matter, Forme and Power of a C ommon Wealth Eccles iasticall and C ivil”, “Leviat han”,“ Leviatano” , “ Il
Leviatano”, “Decisore alfa-strategico”, “Decisore omega-strateg ico” ,“Agente s trategico”, “De cisori alfa-strategici”, “De cisori o mega-strategici”, “A genti strateg ici”, “Alpha -strategic Decisor”, “Omega-strategic Decisor”, “Strategic Agent”,“Alpha -strategic Decisors ”, “Omega -strategic Decisors”, “Strategic Agents”, “Alpha-strategical Decisor”, “Omega-st rategical Dec isor”, “Strategical Agent”, “ Alpha -strategical Decisors ”, “Omega -strategical Decisors”, “Strategical Agents”, “Distruzione del valore”, “des truction du value ”, “Des truction of value”, “destrucción do va lor”,“destruição do valo r”, “z erstörung wert”, “wert zerstörung”, “z erstörung w erts”, “we rts zerstörung”, “Re publican Inc rease d Common Domination”, “Do minio repubblicano di ffusivo”, “RICD” , “Republican Diffusive Domination”, “Aumentato dominio comune repubb licano”, “R DD”, “Anarchy is What States Make of it”, “Friedrich Ratzel”, “Ra tzel”,“Karl Haushofer”, “Haushofer”, “Alfred Thayer Mahan”, “Thayer Mahan”, “Alexa nder Wendt”, “cos truttivis mo”, “Cons tructivism”, “Konstruktivismus”, “constructivisme”,“constructivismo”, “cons trutivismo”, Geopolitica”, “Geo-politica”, “Geo politica”,“Geopolitics”,
Géopolitique”, “Geopolitik”, “ Géo-politique”, “G eopolítica”, “post democrazia”, “post-democrazia”, “postdemocrazia” , “Post-democracy”,“Postdemokratie”, “post-démocratie”, “ pós-democracia”, “ post democrazia ”,“Poliarchia”, “Polia rchy”, “polyarchie” , “poliarquía”, “Poliarquia”, “Colin Crouch”, “Robert Dahal”, Aristotele”, “Zoon Politikon”, “Zoon Strategikon”, “Vita Activa” , “Homo Oeconomicus ”, “H omo Strateg icus ”, “homo homini lupus”, “Thomas Hobbes” , “Hobbes ,“Niccolò Machiavelli”, “Machiavelli”, “Marx”, “Hannah Arendt”, “ Walter Benjamin”, “ Stato di ec cezione” , “iperdecisionismo”, “iperdecis ionismo benjaminiano”, “B enjamin”,“Gaetano Mosca”, “Vilfredo Pareto”, “Ada m Smith”, “D avid Ricardo”, “e conomia clas sica” , “economia ne oclassica”, “ economia marginalista”, marginalismo”,“individualismo metodologico”, “methodological individualis m”, “ind ividualisme méthodolog ique”, “ Methodologisc he Individualismus”, “ methodologis cher individualismus” , “individual ismo metodológico”, “indiv idualismo metodologico” ,“Rif less ioni s ulla violenza” , “Réflexions s ur la violence”, “ Reflections on Violenc e, “Über die Ge walt”, “Re flexão sobre
violência”, “Reflexiones sobre la Violencia”,“e stetizza zione della politica”, “ aes theticization of politics ”, “es thétisation du politique”,“Zu r Kritik die Ge walt”, “polit icizzaz ione dell’estetica” , “politicization o f aesthetics ”,“Politisation de l'e sthétique” , “Politisie rung der Ästhetik”, “Äs thetisierun g der Politik”,“Pol itisierung de r Kunst” , “politicizzazione de ll’arte”, “ politicization of a rt”,“e stetizza zione della violenza ”, “Äs thetisierung der Gewalt, “a estheticiz ation of violence ”, “es thétisation de la violenc e”, “Schöpferische Zers törung”, “ k reative Zerstörung”, “ distruzione c reatrice”, “ Creative des truction”, “dest ruction créatr ice”,“ Destrucción C readora”, “des truição criativa”, Randolfo Paccia rdi, “Pacciardi”,“soc ialismo mazziniano” , “Belloni”, “ Giu lio Andrea Bellon i”, “Felice A lbani”, “Re pubblica presidenziale ”, “Ros selli”, “Carlo Rosselli”, “Giustizia e libertà”, “Arnaldo Guerrini”,“ULI”, “Uni one dei Lavo ratori Italiani”, “Unione de l Lavoro Italiano”, PIL”, “Partito Italiano dei Lavoratori”, “Partito Italiano del Lavoro”, “Partito d ’Azione”, “ Neue Slowenisc he Kunst” , “NSK”, “Laibach” , “Milovan Gilas”, “La teoria della classe agiata”,“La clas se a giata”, “The Theory of the Leisure C lass :
An Economic Study of Institutions”, “The Theory of the Leisure Clas s” , “The Leisure Class ”, “C harles B ettelheim”, “B ettelheim”, “Leon Trotsky”, “Trotsky”, “rivoluzione permanente”,“Permanent revoluti on”, “révolutio n permanente”, “ Trotsky Daue rhaft-Revolut ion”, Dauerhaft-Revolution”, “Dauerhaft Revolution”, “revolução permanente”, “R evolución Permanente”, “Im manuel Ka nt”, “Kant”, “ Per la pa ce perpetua” , “P rogetto pe r la pace perpetua”, Zum ewigen Frieden. Ein philosophischer Entwurf”, “ Zum ewigen F rieden”,“ Louis Al thusse r”, “Althusse r”, “James Burnham”, “Burnham”, “The Managerial Revolution: What is Ha ppening i n the Wo rld”, “The Mana gerial Revolution”, “La rivoluzio ne manageriale” , “La rivoluzione de i manager”, “ La ricchezz a delle nazioni o In dagine s ulla natura e le caus e della ricche zza de lle nazioni”, “ La ricchezz a delle naz ioni”, “An Inqui ry into the Natu re and C ause s of the Wea lth of Nations ”, “Indag ine sulla na tura e le caus e della ricchez za delle naz ioni”, “ The Wealth o f Nations” , “Wea lth of Nations ”, “Teoria della distruzione del valore”, Theory of Value Destruction”, “Theory of the Des truction of t he Value ”, “Teoria del Minus
Valore”, “Teoria del Minusvalore”,“Theory of the M inus Value” , “Teoria dell’Ipo Val ore”, “Teor ia dell’Ipovalore”, “ Teoria Polem odinamica Ev olutiva dei Cicli di Creaz ione/Conse rvazione/Tras formazione del Con flitto”, “ Teoria Polemodinamica Evolutiva dei Cicli di Creaz ione-Conservaz ione-Trasformazione del Conflitto”, “Lebensraum Repubblicanes imo”, “Repubblica nesimo dello spa zio vitale”, “Lebens raum Republicanis m”, “ Lebens raum Republikanismus ”,“Lebens raum républicanis me”, “républicanis me de l'es pace vital”, “Lebensraum republicanis mo”, “repu blicanismo de Espaço vital”, “ republica nis mo de el es pacio vital”,“s tato di ecce zione”, “s tate of exception”, “ Ausnahme Und Normalitat”, “Ausna hmen entsche idet”, “s tato di eccez ione benjaminiano”, “s tato di ecce zione permanente be njaminiano”, “stato di eccezione di Walter Benjamin”, “stato di eccez ione permanente di Walter Be njami n”, “Be njaminian state of exce ption”, “Benja minian pe rmanent state of exce ption”, “S tate of exception o f Walter Benjamin, “ Permanent state of except ion of Walte r Benja min”, “stato di ec cezione” , “stato di ec cezione pe rmanente”, “Permanent s tate of exception”, Aus nahmen ents cheide t
Walter Benjamin”, “Hyperdecisionism”,“Hyper -decisionis m”, “Hyper Decisionism”, “Iper decisionismo”, “Iperdecisionismo”,“Ipe r-decisionismo”, “ Iper dec isionismo di Walter Be njam in”, “Iperdecisionis mo di Walter Benjamin ”, “I pe r-decisionismo di Wa lter B enjamin”, “Ipe r decis ionismo benjam iniano”,“Iperdecis ionismo benjaminiano”, “ Iper-decisionismo be njaminiano”, “Hyperdecisionism of Walter Benjamin”, “Hype r-decisionism o f Walter Benjamin”, “ Hyper Decisionis m of Wa lter Benjamin”, “B enjamin ian Hyperdecis ionism”, “Be njaminian Hyper-decisionism”, “ Benjaminian Hyper Dec isi onism”, “ iper decisionismo m iracolo”, “M iracle Hyper Dec isionism”, “Iper Dec isionismo dei m iracoli di saba to”, “Hyper Dec isionism of saturday mi racles ”, “ Iper Decisionis mo del mirac olo di s abato”, “ Hyper Decisionis m of Satu rday mi racle”, “Iper Dec isionismo di Ges ù Cristo dei mi racoli d i sabato” , “Hyper Decis ionism o f Jes us Christ of the Sat urday miracles” , “Hyper Decis ionism o f Jes us Christ of the Satu rday m iracle”, “J esus Christ”, “ Iper Decisionismo del c ristiane simo”,“H yper Decisionism o f Christiani ty”, “ Hyper Decis ionism of Ch ristendom”,“iperdecis ionismo
miracolo”, “Miracle Hyperdecisionism”, “Iperdecis ionismo dei mi racoli di sabato” , “Hyperdecis ionism o f saturday mi racles” , “Iperdecisionismo de l miracolo di sa bato”, “Hype rdecisionism o f Satu rday miracle”, “Ipe rdecisionis mo di Gesù C risto dei miracoli di sa bato”, “H yperdecisionism of Je sus C hrist of the Saturday miracles ”,“Hype rdecisionism of Jes us C hrist of the Saturday miracle”, “ Jes us Christ” ,“Iperdecisionismo del c ristianesimo”, “H yperdecisionism of Christianity”, “ Hype rdecisionis m of Christe ndom”, “iper-decisionis mo miracolo”, “Miracle Hype r-Decisionism”, “Iper-Decisionismo dei mirac oli di sabato”, “ H yper-Decisionism of saturday mi racles ”, “ Iper-Decisionismo de l miracolo di s abato”, “H yper-Decisionism of Saturday miracle”, “Iper-Decisionismo di Gesù Cristo dei miracoli d i sabato” , “Hyper-Decisionis m of J esus Christ of the Saturday miracles ”, “ Hyper-Decisionism o f Je sus C hrist of the Saturday mi racle”, “ Jes us C hrist”, “Iper-Decisionismo del cristiane simo”,“Hype r-Decisionism of Christianity”, “Hyper-Decisionism of Christendom”,“ipe rdecis ionismo della ri voluzione”, “Hype r decisionism o f the Re volution”, “ Hyper decisionis m of R evolution”, “plus
lavoro”, “plus-lavoro”, “pluslavoro”, “Theorien über den Me hrwert”, “Arbeit plus”, “plus work”, “Pluswork”, “plus -work”, “plus-travail”, “plus travail”, “plustravail”, “plus trabalho”, “plus -trabalho”, “plustrabajo”, “plus trabajo”, “plus-trabajo”, “marginalis mo”, “M arginalismus”, “Marginalism”, “marginalisme”, “economia politica”, “polit ical Economy”, “éc onomie politique”, “Volkswi rtsc haftslehre”, economia”,“Economy”, “économie”, “Wirtschaft”, “Classical e conomics”, “ économie clas sique” ,“klassische Nationalökonomie”, “klas sis che Ökonomie” , “Ökonomie”, “Economia Política Clás sica ”, “economia politica c lásica ”, “Economia Política Clásic a”,Neoc lassical economics”, “économie néo-classique”, “neoklassischer Theorie”,“neoklas sisc her N ationalökonomie”, “neokla ssischer Ökonomie”, “Ö konomie”,“Economia Política Clássica”, “economia politica clás ica”, “ neoklassische Theorie”,“neoklass ische Nationalökonomie”, “neokla ssis che Ökonomie” , “Economia Política ne ocláss ica”, “ Economia Política neoc lásica” , “Theorie zerstörung wert” “, “Theorie zerstörung werts” , “Theorie we rt ze rstörung” “ , “Theorie werts Zerstörung”, “Catec hon”,"Repubblicanesimo
Geopoliltico", "Marxismo", "Neo-marxismo", "Karl Ma rx", Walter Benja min" , "Iperdecisionis mo";conflitto”; “ Teoria dei cic li e conomici”; “J ohn Maynard Ke ynes ”; “Il Cap itale”; “Keyne s”; “Max Weber ”; “Weber ”; “Robert Michels”; “Georges Eugène Sor el” ; “Georges Sorel”; “Sorel” ; “Michels ”; “Teo ria delle éli tes”; “ Teoria della é lite”; “Teo ria delle class i politiche ”; “Teoria de lla class e polilitica”; “ Teoria della clas se dirigente”; “ Teoria delle cla ss i dirigenti”; “é lite”; “elita rismo”; “Legge fer rea dell’oliga rchia”; “Ind ividualismo metodologico”; “individualismo metodolog ico”; “ec onomia cla ss ica”; “ economia neo c lass ica”; “e conomia neo-clas sica”; “ economia neocla ssica”; “marginalismo”; “e conomia marg inalista”; “ma rginalismo”; “economicis mo”; “crit ica all’economia politica”; “c ritica de ll’economia poli tica” ; “Carl Schm itt”; “decis ione”; “decis ionismo”; “dec ision”; “de cisionism” ; “Dezis ionismus”; “Entsc hlosse nheit”; “Entscheidung”; “Lenin ”; “Vladimi r Ilyich Ulya nov”; “Rudol f Hil ferding”; “H ilferding”; “K arl Kauts ky”; “K autsky”; Thorstein Bunde Veblen”; “Thorstein Veblen”; “Veblen”; “James Burnham”; “Burnham ”; “Teoria dei cicli di confl itto” ;
“Aufhebung”; “conservazione/supe ramento”; “conser vaz ione-superam ento”, “Teoria Polemodinamica Evolut iva dei C icli di C reaz ione/Cons erv azione/Trasformaz ione del Conflitto”; “Polemodinamic a”; “ Polemodynamics”; “Evolutive Polemodynam ic Theory of Cycles of Cre ation/Conser vation/Transfor mation of Con flict”; “ Eraclito”; “Eraclit o, frammento 53” ; “Her aclitus” ; “Héraclite” ; “Heraclito” ; “Her áclito”; “Her áclito”; Her aclitus, Fragment 53; “Herak lit”; “Heraklit, Fragmente 53”; “Conr ad”; “Jos eph Conr ad”; “Cuor e di tenebra”; “Heart o f Dar knes s”; “Cuore di tenebr e”; “Sol e ne ro”; “Schwarz e Sonne”; “Black Sun ”; “Kali”; “Dea K ali”; “Kal ì”; “Dea K alì”; “Goddess Kali”; “K ali Yuga”; “dec isionismo miracolo”; “m iracle dec isionism”; “De cisionismo de i miracoli di sa bato”; “Dec isionism of sa turday miracles ”; “De cisionismo del miracolo di sa bato”; “Dec isionism of Saturday mirac le”; “Dec isionismo di Ges ù Cristo dei mi racoli di sabato”; “ Decisionis m of J esus Christ of the Satu rday miracle s”; “De cisionis m of Jesus Christ of the Satu rday miracle ”; “Jes us C hrist”; “Decis ionismo del cristianes imo”; “Dec isionism of Christianity”; “De cisionism o f
Christendom”; “Hans Baron”; “Isaiah Berlin ”; “Libertà negativa ”; “ Libertà positiva; “Liber tà di”; “Libertà da ”; “Liber tà come non dipende nza”; “Liber tà come non dominio” ; “non dominio ”; “non dipedenz a” ; “Libertà c ome dominio cond iviso”; “ dominio cond iviso”; “ Libertà come non s oggezione ”; “non soggez ione” ; “Quantum Mechanic s Republicanism” ; “Quantum dialectic-mechan ics republicanis m”; “Repubblicanesimo quan to-mec canico” ; “Repubblicanes imo dia letto-quanto-meccanic o”; “Jame s Har rington”; “Har rington”; “La Repubblica di Oceana”; “La re pubblica di Oceana” ; “Oc eana”; “The Comm onwealth of Oceana”; “Repubblica”; Res Pu blica”; “ Res Pvblica” ; “Republicanismus Geopoliticus” ; “ Repvblicanismvs Geopoliticvs”; “Republicanis mus”; “ Republic”; “Répu blique ”; “Republik ”; “República”; “Nuova R epubblica”; “Nova Res Publica”; “New R epublic”; “N ouvelle Répu blique” ; “Nova República”; “Nueva R epública”; “ Pacciardi”; “Ra ndolfo Pacciardi”; “Filme r”; “Robe rt Filmer”; “Patria rcha, or the Natu ral Powe r of Kings ”; “Patria rcha”; “Patria rca”; “Libertà co me Dominio Repubblicano D iffusivo”; “L iberty as Republican Incr eased
Common Domination”; “Freedom as Republican Increas ed Comm on Domination”; “RICD, Repub lican Incre ased C ommon Domination ”; “Liberty as Republican Diffusive Dom ination”; “Freedom as Republ ican Diffusiv e Dominat ion”; “Libertà come aumenta to dominio comune r epubblicano” ; “Mazz ini”; “Giuseppe Mazzini”; “John G reville Agard P ocock ”; “Pocock”; “The M achiavellian Moment: Florentine Political Thought and the Atlantic Republican Tradition” ; “The Machiavelli an Moment ”; “Il momento machiave lliano”; “ Il momento mach iavelliano: il pens iero politico f ior entino e la tradi zione r epubblicana anglosas sone ”; “Leo Strauss”; “er meneutica de lla reticenz a”; “Aristotele”; “ Aristotle”; “Aristote” ; “ Aristoteles ”; “Aristóteles ”; “Machiavel”; “O Príncipe" ; “Ge opoliticus Child ”; “Geopoliticvs Child” ; “G EOPOLITICVS CHI LD SIVE R EPVBLICANISMVS G EOPO LITICVS AMICI S (ET HO STIBVS) MITTO”; “GEOPO LITICUS CH ILD SIVE R EPUBLICANISMUS GEOPO LITICUS AM ICIS (ET HOSTIBUS ) MITTO”; “Italia”; “ Italy”; “Ital ien”; “Italie”; “ Itália” ; “Ravenna ”; “Ra venne”; “R avêna” ; “Rávena”; “Romagna”; “Rumâgna ”; “Romagne ” ;
Skinner”; “Quentin Robert Duthie Skinner”; “Quentin Skinner ”; “Philip Noel Pettit”; “Philip Pettit”; “Pettit”; “Friedrich August von H ayek”; “Friedrich von Hay ek”; “Von Hayek ”; “von Haye k”; “J ürgen Habermas”; “ Habermas” ; “Walter Bendix Schoe n flies Benjamin”; “Urs prung des deutsche n Trauer spiels”; “Il dramma baroc co tedes co”; “The Origin of Ger man Tragic Dr ama”; “L'ope ra d'ar te nell'epoca della s ua riproduc ibilità tecnica”; “ L'opera d'ar te nell'epoc a della sua ripr oducibilità mecc anica”; “Das K unstwe rk im Zeitalter s einer technisc hen Reproduzie rbarkeit”; “The Work of Art in the Age of Mechan ical Reproduction ”; “Tes i di filosofia de lla storia”; “Über den Begr iff der Ges chichte”; “On the Concept of History”; “ These s on the Philosophy o f History”; “ Zur Kritik der Gewal t”; “Per la cri tica della violenz a”; “Sulla c ritica della violenz a”: “C ritique of Vio lence” ; “Frammento Teologico -politico ”; “theologisch-pol itische n Fragments”; “Theologisch-po litisches Fragme nt”; “Theologica l-Political Fragment”; “Theologico-Political Fragment” ; “Angelus N ovus”; “materialismo s torico”; “Historical Materialism ”; “Histor ischer Materialismus ”; “matérialisme
historique”; “materialismo histórico”; “DI AMAT”; “diamat”; “D iamat” ; “mater ialismo dialett ico”; “dialektisc he Materialismus ”; “dialektischer Materialismus”; “dialektische n Materialismus”; “matérialisme dialectique ”; “Dialectical m aterialism” ; “materialis mo dia lectico”; “mater ialismo d ialéctico”; “Dialettica”; “diale ctique”; “Dialectic ”; “dialectics”; “dialec tical method”; “Dialektik”; “Dialéctica ”; “Au fhebung”; “au fhebung” ; “superame nto conser vaz ione”; “superamento-cons erv azione”; “super amento/conse rvaz ione”; “repubblicanesimo c onflittuale”; “r epubblicanes imo confl ittualista”; “Conflictual Republicanis m”; républicanis me conflictuel ”; “Spinoza”; “Ba ruch Spinoza ”; “ Bene dictus de Spinoza” ; “Bento de Espinos a”; “B enedicto De Espin oza ”; “Trat tato teolog ico-politico”; “T ractatus Theologico-Po liticus”; “T rattato de i tre impostori”; “ De t ribus imposto ribus”; “T ractatus De tribus impos to ribus”; “ La vie et l’espri t de Mr Be noît de Spinoza”; “ Traité des trois i mposteurs ”; “Capitalis mo”; “Ca pitalisme”; “Ka pitalis mus”; “C apitalism”; “Tu rbo-capitalismo”; “Tu rbo capitalismo”; “Tu rbocapitalismo”; “ Turbo -capitalism”; “ Turbo-ca pitalisme” ;
“Turbokapitalismus”; “Turbo-Kapitalismus”; “Edwa rd Nicolae Lut twak”; “Luttwak ”; “ Edward Luttwak ”; “Preve”; “Costanz o Preve”; “Democr azia”; “Democrac y”; “Démocratie” ; “Demok ratie”; “Democrac ia”; “L iberalismo”; “Li béralis me”; “Liberalis m”; “Libéralis me”; “Liberalis mus”; “Liber ismo”; “Liberism”; “ Libérisme ”; “Liberism us”; “Socialis mo”; “soc ialisme”; “social ism”; “ “Soz ialismus”; “comunismo”; “communisme ”; “Communis m”; “Kommunis mus”; “Eterotopia” H étérotopie” ; “Heterotopy ”; “Heter otopie”; “ Repubblicanesimo ete rotopico ”; “Repubblicanes imo q uantico eterotopico”; “ Repubblicanesimo qu anto-eter otopico ”; “Repubblica nesimo dialettico q uantico ete rotopico” ; “Repubblicanes imo di alettico quanto -eterotopico” ; “Repubblicanes imo diale ttico”; “Dia lectical Repu blicanism”; “Républicanism e dialectique” ; “Dialek tische Republikanis mus” ; “republicanismo d ialéc tico”; “republicanis mo dia letico”; “guer ra”; “bel lum”; “polemos ”; “war”; “guerr e”; “Krieg”; “Libertà”; “ Freedom”; “Liberty”; “Liberté ”; “F reiheit”; “ Libertad”; “ Liberdade”; “ Libertade”; “con flitto”; “con flicte”; “confl ict”; “confli to”; “conflicto”; “Konflikt” ;
“sublation”; “sublazione”; “Francis Fukuyama” ; “Fukuyama”; “democraz ia rappr esentativa”; “democr azie r appres entative”; “repres entative dem ocracy ”; “démocratie re pré sentative”; “democrac ia repr ese ntativa”; “repräsentative n Demokr atie”; “rivoluzione industriale” ; “ Industrial Revolution” ; “révolution industrielle”; “industrielle Revolution” ; “Revolução Industr ial”; “Revolución Industrial” ; “rivoluzione; “Revolu tion”; “rév olution”; “Revolução; “Revolución” ; “Repubblica Italiana”; “Italian Republic”; “républiq ue italienne” ; “ Italienische Republik”; “ República Italiana”; “Ital ia”; “Italy”; “ Italien”; “Italie” ; “Itália ”; “De te fabul a narr atur”; “Orazio” ; “Quin to Oraz io Flacco”; “Quintus Horatius Flacc us”; “Quintvs Horativs Flaccvs”; “Horatius”; Horativs ”; “I l morto afferr a il vivo ”; “le m ort sais it le vif”; “Kar l Heinr ich Marx”; “J enny von We stphalen”; “pro letariato”; “p roletariat”; “ Proleta riat”; “proléta riat”; “prole tariado”; “lo tta di clas se”; “ class struggle”; “lutte des class es”; “lutte des clas se”; “Klass enkampf”; “luta de clas se”; “ Lucha de Clase s”; “Lucha de Clase ”; “polemos” ; “ Polemologia”; “Polemology”; “polémologie ”; “polemología ” ;
“Polemologie”; “feticismo della merc e”; “commodity fet ishis m”; “Warenfetis chismus ”; “fétichisme de la marc handise”; “fetichiz ação dos bens”; “fetichismo de la merca ncía”; “reif icazione” ; “Verdinglichun g”; “reifica tion”; “réi fication”; “ reificação”; “cos ificación”; “aliena zione”; “ Entfremdung”; “alienation”; “aliénation”: “alienação”; “alienación” ; “Ga ttungswe sen; “e nte umano generico”; “e ss enza umana generica”; “V erstand und Vernun ft”; “Versta nd vs Ver nunft”; “i ntelletto e ragione”; “in telletto vs ragione” ; “Györg y Lukác s”; “Lukács ”; “Ontologia dell ’ess ere soc iale”; “Alexis de Tocquev ille”; “Alexis Henri Char les de Clérel de Tocqueville”; “ Tocqueville” ; “ La democrazia i n America”; “D e la démocratie en Amérique”; “ La démoc ratie en Amé rique”; “Henri -Benja min Constant de R ebecque ”; “Benja min Constant”; “D e la liber té des Anc iens comparée à celle des Mode rnes”; “La libertà degl i antichi paragona ta a q uella dei m oderni”; “G rams ci”; “Antonio G ramsci” ; “intellettuale organico”; “in tellettuali organici”; “m oderno p rincipe”; “ege monia”; “egemonia G ramsci”; “He gemony”; “egemonia gra ms ciana”; “grams cian hegemony theo ry”; “Teo ria gramscia na
dell’egemonia”; “gramscian hegemony” “Gramsc i hegemony”; “ege monia cultu rale”; “Quade rni del carcere”; “Quade rni dal ca rcere”; “Gobetti”; “ Piero Gobett i”; “R ivoluzione Liberale”; “La Rivo luzione Libe rale”; “cos cienza infelice” ; “La coscie nza infelice”; “unha ppy consci ousnes s”; “unglückliche Bewußtsein”; “unglückliche Bewusstsein”; “La conscience m alheureus e”; “c onscienc e malheure use”; “ Consciência Infeliz”; “conocimie nto infeliz ”; “servo padr one”; “servo -padrone”; “s ervo/padr one”; “rapporto se rvo padr one”; “rapporto se rvo-padrone ”; “rapporto ser vo/padrone”; Hegel r apporto s ervo padr one”; “ Hegel rappor to ser vo-padrone”; “ Hegel rappor to ser vo/padrone ”; “master–s lave dialectic”; “Hegel master -slave dialec tic”; “Dia lektik von He rr und Knecht”; “Hegel Dialektik von H err und Knec ht”; “dialética Mestre -Servo”; “Hegel dia lética Mestre -Servo”; “d ialectique du Maître et de l'Esc lave”; “He gel dialectique du Maître et de l' Esclave”; “dialéc tica del Amo y el Esclavo”; “ dialéctica del amo y del esclavo” ; “Hegel dialéctica del Amo y el Esclavo” ; “Hegel dia léctica del a mo y del esclav o”; “ Her rschaft und Knechts chaft”; “Hege l Herrschaft und
Knechtschaft”; “Edmund Burke”; “Burke”; “A Philosophica l Enquir y into the O rigin of Our Idea s of the Sub lime and Beautiful”; “R eflections on the R evolution in France, And on the Procee dings in Certain Societies in London Relative t o that Event. In a Letter Intended to Have B een Sent to a Gent leman in Pa ris” ; “Reflections on the Revolution i n France”; “Rifles sioni sulla ri voluzione in Francia”; “R iflessioni sulla rivo luzione f rances e”; “Henry St John, 1s t Viscount Bolingbr oke”; “B olingbroke”; “Henr y St John, Visc ount Bolin gbroke”; “ The Idea of a Patriot King”; “L ’Idea di un Re Pat riota”; “Die p rot esta ntische Ethik und der Geist des Kapitalismus ”; “L'etica protes tante e lo spi rito del capitalismo” ; “ The Protesta nt Ethic and the Spi rit of Ca pitalism”; “Rifless ioni sulla violenz a”; “Réflexions s ur la violenc e”; “R eflections on Violence; “Über die Ge walt”; “ Reflexão sobr e violênc ia”; “Reflexiones s obre la Violenc ia”; “estetizz azione della politica” ; “aes theticization of politics ”; “es thétisation du politique”; “Zur Kritik die Gewalt”; “politicizzazione de ll’estetica”; “politicizati on of aesthetics ”; “Po litisation de l'esthétique” ; “ Politisier ung der Ästhetik”; “Ästhe tisierung de r Politik” ;
Politisierung der Kunst”; “politicizzazione dell’a rte”; “politicizatio n of a rt”; “estetizza zione della violenza ”; “Ästhetis ierung der Gewalt; “ae stheticization of violence”; “esthétisation de la violence”; “Schöpfe risc he Zers törung”; “ kreative Zerstö rung”; “distruzione c reatrice”; “Creative destruction”; “destruction créatrice ”; “Destruc ción Cre adora”; “destruição c riativa”; Rando lfo Pacciardi; “Pacciar di”; “socialis mo mazz iniano”; “ Belloni”; “Giulio Andrea Bellon i”; “Fel ice Albani ”; “Repubb lica pres idenziale”; “Ross elli”; “Car lo Rosselli”; “Gius tizia e li bertà”; “Arnaldo Gue rrini” ; “ULI”; “Unione dei Lavorator i Italiani ”; “Unione del Lavor o Italiano”; “ PIL”; “Partito Italiano de i Lavoratori” ; “Partito Italiano del Lavoro” ; “Partito d ’Azione” ; “Neue Slowenis che Kuns t”; “NSK”; “Laibach” ; “Milovan G ilas ”; “La teoria del la clas se a giata”; “La clas se a giata”; “The Theory of the Leisure Cla ss: An Economic Study of Insti tutions”; “The Theory of the Leisure Cla ss” ; “The Leisure Clas s”; “C harles Be ttelheim”; “Bettelheim”; “ Leon Trotsky”; “T rotsky”; “rivo luzione permanente”; “ Permanent revolution”; “révolution permanente”; “Trotsk y Dauer haft-Revolution” ;
“Dauerhaft-Revolution”; “Dauerhaft Revolution”; “revolução permane nte”; “Revolución Permane nte”; “Immanuel Kant ”; “Kant”; “Per la pace pe rpetua” ; “Progetto pe r la pace pe rpetua”; “Zum ew igen Frieden . Ein philosophisc her Entwur f”; “Zum ewigen Friede n”; “Louis Althus ser ”; “Althusser ”; “James Burnham”; “Burnham”; “ The Managerial Revolution : What is Happe ning in the Wor ld”; “The Managerial Revolution”; “ La rivoluzione manage riale”; “La rivoluzione dei ma nager” ; “La ricchez za delle naz ioni o Indagine s ulla natura e le caus e della r icchezz a delle naz ioni”; “La ricchez za delle na zioni”; “An Inquiry into the Nature and Cause s of the Wealt h of Nations” ; “Indagine s ulla natura e le caus e della ricc hezz a delle naz ioni”; “The Wealth of N ations” ; “Wealth of Nations” ; “Teor ia della distruz ione del valore ”; “Theory of Value Destruction”; “ Theory o f the Destruction of the Value”; “ Teoria del M inus Valore”; “ Teoria del Minus valore”; “ Theory of the M inus Value” ; “Teoria de ll’Ipo Valore”; “ Teoria dell ’Ipovalore”; “Teoria Polemodina mica Evolu tiva dei Cicli di Creazione /Conservazione /Trasfo rmazione de l Conflitto”; “Teo ria Polemo dinamica Ev olutiva
dei Cicli di Creazione-Conservazione-Trasformazione del Confl itto”; “Lebensraum Repubblica nesimo”; “R epubblicanes imo dello spazio vitale” ; “ Lebensraum Republica nism”; “ Lebensraum Repub likanis mus”; “Lebens raum républicanis me”; “r épublicanisme de l'espac e vital”; “Lebensr aum re publicanismo”; “republican ismo de Espaço vital ”; “republican ismo de el e spacio vital” ; “stato di eccez ione”; “state of exception”; “Ausnahm e Und Normalitat”; “Ausnahmen entscheidet”; “stato di eccez ione benjaminiano ”; “stato di ec cezione permanente benjaminiano”; “stato di ecc ezione di Walter Ben ja min”; “stato d i eccez ione per manente di Walter Benj amin”; “Ben jaminian state o f exce ption”; “Benjaminian per manent s tate of exception ”; “State of exception o f Wal ter Benjamin ; “Permane nt state of exc eption of Walter Benjamin”; “stato di eccez ione”; “s tato di eccez ione per manente”; “Per manent state of ex ception” ; Ausnahmen entsche idet Walter Benjamin”; “Hyperde cisionism ”; “Hyper-decisionis m”; “Hyper Decis ionism”; “Iper decisionis mo”; “Iperde cisionismo”; “Iper-decis ionismo”; “Iper de cisionism o di Walter Benjamin”; “Iperdecisionis mo di Walter Benjamin ” ;
“Iper-decisionismo di Walter Benjamin”; “Iper de cisionism o benjaminiano”; “ Iperdecis ionismo benjaminiano” ; “ Iper-decisionis mo benjaminiano ”; “Hyperdecis ionism of Wa lter Benjamin ”; “Hyper-decisionis m of Walter Benjamin”; “Hyper Decisionis m of Walter Benjam in”; “Benjaminian Hype rdec isionism”; “Benjamin ian Hype r-decis ionism”; “ Benjami nian Hyper Decis ionism”; “iper decisionismo miracolo”; “M iracle Hype r Dec isionism”; “Iper Decis ionismo dei miracoli di sabato”; “ Hyper Decisionis m of satu rday miracles” ; “ Ipe r Decisionismo del mi racolo di sa bato”; “Hyper Dec isionism o f S aturday miracle”; “I per Decisionismo di Gesù C risto dei miracoli di s abato”; “Hype r Decisionism of Je sus C hrist of the Saturday mi racles ”; “Hyper Dec isionism of Je sus C hrist of the Saturday mi racle”; “ Jes us Christ”; “ Iper Decisionismo del cristiane simo”; “Hype r Decisionism o f Christianity”; “ Hype r Decisionis m of Christendom ” ; “iperdecisionismo mi racolo”; “M iracle Hyperdecis ionism”; “ Iperdecis ionismo dei mi racoli di sabato”; “Hype rde cisionism of sa turday miracle s”; “Iperdecis ionismo del m iracolo di sabato” ; “Hype rdecisionis m of Saturday mi racle”; “Iperdecis ionismo d i
Gesù Cristo dei miracoli di sabato”; “Hyperdec isionism of Jes us C hrist of the Saturday mi racles” ; “Hyperdecisionis m of Jesus Christ of the Satu rday mi racle”; “J esus Christ”; “Iperdecis ionismo del cristianes imo”; “Hyperdecisionis m o f Christianity”; “ Hy perdecis ionism of Chris tendom” ; “iper-decis ionismo miracolo”; “Mi racle Hype r-Decisionism”; “Ipe r-Decisionis mo dei m iracoli di s abato”; “ Hype r-Decisionism o f saturday mi racles ”; “ Iper-Decisionismo del miracolo di sa bato”; “Hyper-Decis ionism of Saturday miracle”; “ Iper-Decis ionismo di Gesù C risto dei miracoli di s abato”; “H yper-Decisionism of Je sus C hrist of the Saturday miracles ”; “ Hyper-Decis ionism o f Jesus Christ of the Satu rday mirac le”; “Je sus Christ”; “Iper-Decisionis mo del cristianesimo”; “ Hyper -Decisionism of Chris tianity”; “Hyper -Decisionism of Chr istendom”; “iperdec isionismo della r ivoluzione”; “Hyper de cisionism of the Revolution”; “Hyper de cisionism of Revolution ”; “ plus lavoro”; “plus-lavoro”; “pluslavoro”; “Theorien über den Mehrw ert”; “Arbe it plus”; “plus w ork”; “ Pluswork”; “p lus-work ”; “plus-travail”; “plus trav ail”; “plustrav ail”; “plus trabalh o”; “plus-trabalho ”; “plustrabajo ” ;
“plus trabajo”; “plus-trabajo”; “marginalismo”; “Marginalismus”; “Marginalis m”; “marginalism e”; “econom ia politica”; “political Economy” ; “économie poli tique”; “Volkswirts chaftslehre”; “ economia”; “Economy”; “é conom ie”; “Wirtscha ft”; “Class ical economics ”; “é conomie clas sique”; “ klassische Na tionalökonomie”; “klass ische Ökonomie”; “Ökonomie”; “Economia Pol ítica Clás sica ”; “economia politica clásic a”; “Economia Política Clás ica”; Neoc lass ical economics ”; “éc onomie néo-class ique”; “neoklassis cher Theorie”; “neoklass ische r Nationalökonomie”; “neoklas sisc her Ökonomie”; “Ökonomie”; “Economia Política Clá ssic a”; “ec onomia politica clásica ”; “neoklas sis che Theorie”; “neoklas sisc he Nationalökonomie”; “neoklass ische Ökonomie” ; “Economia Política neoclás sica” ; Economia Política neoclás ica”; “Theorie ze rs törung wer t” “; “Theorie zerstör ung wer ts”; “Theorie wert zers törung” “; “ Theorie werts Zerstör ung”; “Catec hon”; “Catéchon”; “Katechon”; “Katéchon”; “amico nemico” ; “amico -nemico”; “amico/nemic o”; “Car l Schmitt am ico nemico”; “Carl Schmitt amico -nemico”; “Carl Schm itt amico/nemico ”; “friend foe”; “ friend-foe”; “friend/foe ” ;
“Carl Schmitt friend foe”; “Carl Schmitt friend-foe”; “C arl Schmitt f riend/foe”; “Freund Fein d”; “Freund -Feind”; “F reund/Feind” ; “Carl Schmi tt Freund Feind”; “C arl Schmitt Freund -Feind”; “ Carl Schmitt Freund /Feind”; “ami enne mi”; “ ami-ennemi”; “ami/ennemi”; “C arl Schmitt am i ennemi”; “ Carl Schmitt ami-ennemi”; “C arl Schmitt ami/ennemi”; “ ami go enemigo”; “amigo -enemigo”; “a migo/ene migo”; “Ca rl Schmitt am igo enemigo”; “Ca rl Schmitt a migo-enemi go”; “Ca rl Schmitt amigo/enem igo”; “amigo i nimigo”; “ami go-ini migo”; “amigo/ inimigo”; “C arl Schmitt amigo in imigo”; “Carl Schmitt amigo-inimigo”; “C arl Scmitt amigo /inimigo” ; “amicus hos tis inimicus”; “ amicus-hostis -inimicus”; “amicus/hostis/inimicus”; “Carl Schmitt amicus hostis inimicus ”; “Carl Schmi tt amicus-hostis -inimicus” ; “Carl Schmi tt amicus/hostis /inimicus”; “San Paolo”; “S. Paolo”; “Sec onda lette ra ai Tess alonicesi” ; “San Paolo Catechon” ; “S. Paolo C atechon ”; “C atechon Seconda lettera ai Tessalonicesi”; “San Paolo Catéchon”; “S . Paolo Catéchon ”; “Catéchon Seconda lettera ai Tessalonicesi”; San Paolo K atechon”; “S. Paolo Katechon”; “Katechon Seconda lettera ai Tess alonices i”; “San
Paolo Katéchon”; “S. Paolo” Katéchon; “Katéchon Seconda lettera ai Tess alonices i”; “San Paolo”; S. Paolo, Seconda lettera ai Tess alonices i, Catechon, C atéchon, Katec hon, Katéchon”; “Saint Paul , Second Epistle to the Thessa lonians, Second Letter to the Thessa lonians”; “ Catechon, C atéchon, Katec hon, Katéchon; “Saint Paul, Second Epistle to the Thess alonians, Second Letter to the Thess alonians” ; “Saint Paul”; “ Second Epistle to the Thessa lonians”; “Sec ond Letter to the T hess alonians” ; “Ger hard Ritter”; “Il volto demoniaco del po tere”; “D ie Dämonie der Macht”; Der Nomos der Erde im Völkerrec ht des Jus Publicum Europaeum”; “ De r Nomos der Erde”; “Il Nomos della Ter ra”; “Il nomos della terr a nel diritto internaz ionale dell o Jus publicum europaeum”; “Il Nomos della Ter ra”; “Politische Theo logie: Vier Kap itel zur Lehre von der Souveräni tät”; “Polit ische Theologie I I. Die Legende von der Erledigung jede r Politische n Theologie” ; “Teologia politica I I. La leggenda del la liquidazione di ogni teolog ia politica” ; “Politisc he Theologie”; “ Teologia pol itica”; “Politisc he Roman tik”; “Romanticis mo politico ”; “Le categor ie del politic o”; “Der Begriff des Poli tischen” ;
“Tesi n. 8 di Tesi di filosofia della storia”; “Tesi numer o 8 di Tesi di filoso fia della storia”; “Pun to n. 8 di Tes i di filos ofia della storia”; “ Punto nume ro 8 di Tes i di filosofia della s toria”; “Punto ottavo d i Tesi di filosofia della s to ria”; “Tesi ottava di Tesi di filos ofia della storia”; “P unto 8° di Tesi di filoso fia della storia”; “Tes i 8° di Tesi di fi losofia della storia”; “ Tesi n. 8 di Tesi di filosof ia della s toria di Walte r Benjamin”; “Tesi nume ro 8 di Tesi di filos ofia della storia d i Walter Be njamin”; “P unto n. 8 di Tesi di f ilosofia della s toria di Wa lter Benjamin”; “Punto nu mero 8 di Tes i di filosofia della s toria d i W alter Benjamin”; “Punto o ttavo di Tesi di filoso fia della storia di Walte r Benjamin”; “ Tesi ot tava di Tesi di filosofia della sto ria di Walter Benja min” ; “Punto 8° di Tesi di filosofia della s toria d i Walter Benjamin”; “ Tesi 8° di Tesi di filosofia della sto ria di Walter Benja min”; “ avanguardia”; “a vanguardia ar tistica”; “a vanguardia storica”; “ avanguardie” ; “avanguardie a rtistiche” ; “avanguardie s toriche”; “avant -garde”; “R enato Poggio li”; “The Theory of the Avant-Ga rde”; “Peter Bür ger”; “Theo ry of the Avant-Garde”; “avangua rdie a rtistiche del Novece nto”; “avangua rdie a rtistiche de l
900”; “Avantgarde”; “Avant Garde; “avant garde” ; “avanguardia s torica”; “avanguardie ar tistiche del ‘900”; “avanguar die artistiche de l ’900”; “N icos Poulantza s”; “Poulantza s”; “B ob Jes sop”; “ Jessop”; “ strategic relational approach”; “ Strategic-Relational Approach”; “St rategic Rela tional Approa ch”; “Approccio St rategico Re lazionale”; “A pproccio Strategico-Re lazionale”; “te mporal s overeignty”; “t ime sovereignty”; “ New Dea l”; “The New Dea l”; “Auguste B lanqui”; “Bla nqui”; “Gas ton Bachela rd”; “Bache lard”; “Friedrich List”; “L is t”; “Walt Whitman R ostow”; “ Rostow” ; “Teoria degli stadi”; “ Teoria degli stadi di Ros tow”; “Rostow's stages theory ” “stages theor y”; “Herbert Alexander S imon”; “razionali tà limitata”; “teo ria della razionali tà limitata”; “theo ry of limited rationality”; “l imited rationality”; “di ttatura del p roletariato”; “ dictatorship o f the proletariat”; “ Diktatur des Proletariats” ; “dictature du pr olétariat”; “ditadu ra do pr oletariato”; “dictad ura de l proletariato”; “di ttatura”; “dictato rship”; “Dik tatur”; “dictature”; “ditadura”; “dictadura”; “guerra totale”; “totalis che krieg”; “totaler k rieg”; “guer re totale”; “g uerr a total”; “total war”; “gue rra ass oluta”; “abs olute war” ;
Absoluter Krieg”; “guerre absolue”; “guerra abs oluta”; “g uerr a absoluda”; “burocraz ia”; “Bürok ratie”; “bureauc racy”; “bu reaucratie”; “ burocracia”; “capitalismo d i stato”; “s tate capitalis m”; “Staatskapit alismus ”; “capitalisme d'État”; “C apitalismo do Estado”; “capi talismo de Estado ”; “Staatkapitalis mus”; “Stato” ; “State” ; “Staat”; “ État”; “Estado” ; “state” ; “natura”; “Nature”; “Nature ”; “Natur” ; “Nature za”; “na turaleza”; “materialis mo storic o”; “Histor ical Materialismus”; “ma térialisme historique ”; “Histor ischer Materialismus ”; “materialismo históric o”; “totalitarismo”; “ Totalitarismus”; totalitarisme”; “Totalitarism”; “Totalitarianis m”; “autoritarismo”; “a uthorita rianism”; “Autor itarismus” ; “autoritaris me”; “stato autoritario”; “stati autoritari”; authoritarian state”; “Autoritarische s taat”; “Auto ritaris che Regime” ; “etat autoritarie ”; “régimes autor itaires”; “régime autoritarie”; “regime autoritario”; “re gimi autoritari” ; “estado autoritario ”; “fascis mo”; “fascis me”; “fas chismus” ; fascismus ”; “nazis mo”; “naziona lsocialismo” ; “nazional s ocialismo”; naziona l-socialismo” ; “Nazis m”; “National Socialism”; “N ationalsocia lism”; National -socialis m” ;
“nazisme”; “national-socialisme”; “Nationals ocialisme” ; “National Socialisme” ; “nazismus ”; “N ationalsozialismus ”; “nazionals ocialismo”; Naciona l Socialismo” “C harles Robe rt Da rwin”; “Charles Da rwin” ; “Darwin”; “ Teoria dell ’evoluzione”; “theor y of evolution”; “evolution theory”; “théorie de l’évolution”; “Evolutionsthe orie”; “Darwins Evolutionstheorie” ; “Darwin Evolutionstheor ie”; “teoria da e volução ”; “teor ía de la e volución” ; “evoluzionismo” ; “evolu tionism”; “E volutionis mus”; “Evolutionisme” ; “evolucion ismo”; “ evoluzione”; “e volution”; “Entw icklung”; “ Evolução”; “evolución”; “teoria del caos”; “Chaos Theory”; “Chaostheor ie”; “théor ie du chaos”; “Teoria do caos ”; “caos ”; “C haos”; “computer q uantico” ; “computer quantistico”; “quantu m computer”; “qua ntum comp uting”; Qu antencomputer ” ; “computer quant ique”; “computador quân tico”; “computador cuánt ico”; “quantis tica”; “fisica quantistica”; mec canica qua ntistica”; “Q uantum Physics”; “Quantum mechanics ” ; “quantum theor y”; “Teoria de i quanti” ; “Teoria qu antistica” ; “Quantentheor ie”; “Quantenphy sik”; “Quantenmechanik ”; “physique quan tique”; “mécanique quan tique”;
théorie quantique”; “teoria quântica”; “mecânica quân tica”; “física quânt ica”; “física cuántica” ; física quántica ”; “mecánica cuá ntica” ; “mecánica quántic a”; “mecánica c uántica”; “mecánic a quán tica”; “frattali”; “ fractals” ; “fraktale”; “frac tais”; “fractales ”; “bomba atomica ”; “atom bo mb”; “atomic bomb”; “a tombombe” ; “bombe ato mique” ; “Bomba nuclea r”; “bomba atômica ”; “ Bomba Atómica” ; “bomba all ’idrogeno”; “hydroge n bomb”; “H-bomb” ; “bomba H”; “Was ser stoffbombe”; “Bomba de hidrogé nio ”; “Bomba de hidrógeno ”; “Bomba ter monuclear ”; “Niels Henr ik David Bohr”; “Ni e ls Bohr”; “B ohr”; “John Archibald Whee ler”; “Joh n Wheeler”; “Wheeler”; “ W heeler’s U"; “U di Wheeler”; “Teo ria del part igiano”; “Teo ria del Partigiano. I ntegrazione a l concetto del Politico”; “T heorie de s Partisane n. Zwischenbe merk ung zum Begriff des Politischen”; “Theor ie des Partisanen”; “Theory of the Partisan”; “Théor ie du partis an”; “Teoría del par tisano ”; “Teoria do Partis an”; “pa rtigiano”; “Partis anen”; “P artisan”; “par tisano”; “guer riglia”; “guer rilla”; “guérilla”; “ buschkrieg”; “gue rrille”; “kleink rieg”; “gue rrilha”; “Il concetto del politico”; “ Ex captivita te
salus. Erinnerungen der Zeit”; “Ex captivitate s alus”; “ illuminazione profana” ; “profane illuminat ion”; “Écla irage profane”; “Profane Erle uchtung”; “ilum inación profana ”; “iluminação pr ofana”; “repubbl ica nesimo eterotopico”, “ repubblicane simo dialett ico quantico ete rotopico”, “repubblicanesimo dialetto-quanto-eterotopico”, “repu bblicanes imo dialettico”; “heterotopic republicanism” ; “dialectical -quantum -heterotopic republicanism”; “ dialectical republicanis m quan tum mechanics heterotopic ; “dialectical republicanis m”; “heteroto pical republ icanism”; “ dialectical republ icanis m quantum mechanics heterotopical; “Il Corriere della C ollera”; “ Portogallo” ; “Portugal”; “R epubblica po rtoghese ”; “Repubblica del Po rtogallo”; “ República por tuguesa”; “ Portuguese Republic ”; “République por tugaise”; “Portugies ische Republik” ; “Coimbra”; “Coï mbre”; “C oímbra” ; “Università di Coimbra”; “Uni ve rsità di Coim bra Facoltà di Lettere” ; “Facoltà di Lette re”; “Faculdade de Letras” ; “Faculdade de Letras da Universidade de Coim bra”; “M ass imo Morigi Faculdade de Let ras”; “M as simo Morigi Faculdade de Let ras da Universidade de Coimb ra”; “M ass imo Morigi Unive rsidade de
Coimbra”; “Massimo Morigi Università di Coimbra”; “M as simo Morigi Facol tà di Lette re dell’Università di C oi mbra”; “Mas simo Morigi Unive rsity of Coi mbra”; “Ma ssimo M origi Facoltà di Lette re”; “ Mas simo Morigi, Faculdade de Let ras” ; “Mas simo M origi, Faculdade de Letras da Universidade de Coimbra”; “M ass imo Morigi, Uni versidade de Coimb ra”; “Mas simo M origi, Università di Coimbra”; “ Mas simo Morigi, Facoltà di Let tere dell’Università di C oimbra” ; “Mas simo M origi, University of Coim bra”; “M ass imo Morigi, Facoltà d i Lettere”; “ Mas simo Morigi Coimbra”; “M ass imo Morigi, Coimbra”; “Catroga”; “ Fernando J osé de Almeida Catroga”; “ Fernando Cat roga”; “Universida d de Coímb ra”; “Universität C oi mbra”; “Un ivers ität von Coimbra”; “University of Coim bra”; “Universida de de Coimb ra”; “Unive rsità di Coimbra”; “Univer sité de Coimbra”; “Université de C oïmbre”; “ Mas simo Morigi Univer sité de C oimbra”; “Massimo Morigi Un iversité de C oïmbre” ; “Mas simo Morigi, Univer sité de C oimbra”; “Mas simo Morigi, Un iversité de Coïmb re”; “Massimo Morigi, Coïmb re”; “Massimo Morigi C oïmbre”; “ Mas simo Morigi Universität Coi mbra”; “ Massimo
Morigi Universität von Coimbra”; “ Massimo M origi, Universität C oimbra” ; “Massimo Morigi, Univer sität von Coimbr a”; “Mas simo Morigi Un iversidad de C oímbra” ; “Mas simo Morigi, Universidad de C oímb ra”; “Mas simo M origi University of Coimb ra”; “M ass imo Morigi, University o f Coimbra” ; “Mas simo Morigi Rave nna”; “M ass imo Morigi, Ravenna” ; “soteriologia”; “Soteriolo gy”; “Soteriologie” ; “sotério logie”; “s oteriología”; “Mes sia”; “ Mess iah”; “Messie”; “Messias”; “Mesías”; “messias”; “messianico”; “me ssia nisch”; “messianic ”; “messianique”; “me siánico”; “ messiânico”; “religione”; “r eligião”; “religi ón”; “religio”; “sac ro”; “sacred” ; “heilig”; “sa cré”; “sa grado”; “sa cer”; “sa lvezza”; “salva tion”; “Heil”; “sa lut”; “sa lvação”; “salvac ión”; “sa lus”; “salutem”; “ange lus”; “ange lo”; “angel”; “ Engel”; “ange”; “a njo”; “Angelus Novus ”; “ánge l”; “nazifas cismo”; “na zi-fascis mo”; “nazi fasc ismo”; “Na zi-Fascism”; “ Nazifasc ism”; “Nazifaschis mus”; “Nazi Faschis mus; “Nazi –Fasc hismus”; “Nazi-fasc isme”; “Nazi fascisme”; “Nazifascisme”; “Ernst Paul Klee”; “Paul Klee ”; “Klee”; “ Life is Life”; “ Laibach”; “Opus ”; “Live is li fe”; “Wa ndervogel”; “Paradoss o del gatto d i
Schrödinger”; “gatto di Schrödinger”; “Schrödinger's cat”; “Schr ödingers Katze ”; “chat de Schrödinger ”; “gato de Schr ödinger”; “Erwin Schrödinger”; “Schrödinger”; “double-slit experiment”; “esper imento della dopp ia fenditura” ; “Doppelspaltexper iment”; “doub le fente ex périenc e”; “experiência da dupla fenda” ; “experimento de la d oble rendija”; “Qua ntu m superposition”; “s ovrapposizione quant is tica”; “Quantum e ntanglement”; “ Qua ntum s pooky action at a distanc e” ; “Entanglement qu antistico” ; “Corre lazione quantistica”; “Intrappolament o quantistico” ; “aggrovigl iamento quant istico”; “az ione spettr ale quantistica a distanz a”; “Quantum spook y action” ; “Quantum s pooky action at distance ”; “Teor ia della Dis truzione/Sottrazione/ Equilibrio/ Incremento del Valore”; “Theo ry of Destruction/Sub traction/ Equilibrium/Increas e of Value”; “ Theory of Destruction/Subtraction/Balance/Increase of Value”; “Theory of Destructio n/Subtraction/ Equilibrium/G rowth of Value ”; “Theory of Des truction/Subt raction/Balanc e/Growth o f Value”; “ Theorie Zerstörun g/Subtraktion/Gleichge wich t/Erhöhen Wert”; “Theorie Zerstö rung/Su btraktion/Gleichge wicht/Ansteigen W ert”; “ Théorie
de la Destruction/Soustraction/Équilibre/Incrément du Val ue”; “Teoria de la De strucción /Sustracción/ Equilibrio/ Incremento de Valo r”; “Teor ia de la Des truição/Subtração/Equi librio do Valor”; “I l Capitale . Critica dell ’Economia Polit ica”; “Il capitale. C ritica dell’ec onomia politica ”; “Il Capitale”; “Il capi tale ”; “Il Capitale. Critica dell ’Econ omia Pol itica, I, 3”; “Il ca pitale. Critica dell ’economia poli tica, I, 3”; “I l Capitale, I, 3”; “I l capitale, I, 3”; “ Il Ca pitale. Critica dell ’Economia Polit ica, se ttima sezione, i redditi e le lo ro fonti, ca pitolo qua rantottesimo, la formula trinitaria ” ; “Il capi tale. Critica dell’econo m ia politica”; “Il Capitale ”; “Il capi tale, se ttima sezione, i redditi e le lo ro fonti, c apitolo qua rantottesimo, la formula trinitaria; “I l Capitale . Critica dell ’Economia Polit ica”, s ettima sezione; “ Il capitale. Critica dell’econo mia politica”, s ettima sez ione; “Il Capitale, s ettima sezione ”; “Il capitale”, s ettima sezione ; “Il Capitale. C ritica dell’Economia Politica”; “i redditi e le loro fonti”; “Il capitale. Cr itica dell’econom ia politica, i redditi e le lo ro fonti”; “Il Capitale , i redditi e le l oro f onti”; “Il capi tale, i redditi e le loro fonti ”; “settima s ezione, i redd iti e le lor o fonti, ca pitolo quarantottes imo,
la formula trinitaria”; “Il Capitale. Critica dell’Economia Politica, capito lo quarantot tesimo”; “Il capitale . Critica dell’econom ia politica”; “c apitolo qua rantottesimo”; “ Il Capitale, ca pitolo qua rantottesimo”; “ Il capitale, ca pitolo quarantottes imo”; “ Il Capitale. Critica dell ’Economia Poli tica, la fo rmula t rinitaria”; “Il capitale. C ritica de ll’economia po litica, la f ormula trinita ria”; “Il Capitale”, “la fo rmula t rinitaria” ; “Il capitale, la formula trinitaria”; “I l C apitale. Critica dell’Economia Politica, Massimo Morigi, Karl Marx, Walte r Benjamin”; “Il capita le. C ritica dell’ec onomia politic a, Mas simo M origi, Karl Ma rx, Walter Benjamin”; “Il Capitale, M ass imo Morigi, Ka rl Marx, Walter Benjam in”; “ Il capitale, Mas simo M origi, Karl Ma rx, Walter Benjam in”; “Il Capitale. C ritica dell’Economia Politica, I, 3, M ass imo Morigi, Karl Marx, Wal ter Benj amin”; “Il c apitale. Critica dell ’economia pol itica, I, 3, Mas simo M origi, Karl Ma rx, Walter Benjam in”; “Il Capitale, I, 3, M ass imo Morigi, Karl M arx, Walter Benjamin”; “ Il capitale , I, 3, M ass imo Morigi, Karl Marx, Walte r Benjamin”; “ Il Ca pitale. Critica dell ’Economia Politica, s ettima sez ione, i redditi e le loro fonti, capitol o quarantotte simo, la
formula trinitaria, Massimo Morigi, Karl Marx, Wal ter Benjamin”; “I l capitale. C ritica dell’ec onomia politica , Mas simo Morigi, Karl Marx, Walte r Be njamin”; “Il Capita le, M ass imo Morigi, Karl Marx, Walter Benjamin”; “ Il capitale, setti ma s ezione, i redditi e le loro fonti, capitol o quarantot tes imo, la formula trinitaria, Ma ss imo Morigi, Ka rl Marx, Walter Benjam in”; “Il Capitale . Cr itica dell’Economia Politica, Ma ss imo Morigi, Karl M arx, Walter Benjamin”; “s ettima sez ione, Mas simo M origi, Karl Marx, Walter Benjamin ; “Il capitale. Cri tica dell’econom ia politica, s ettima sez ione, Mas simo M origi, Karl Marx, Wa lter Benjamin; “Il C apitale, se ttima sezione, M as simo Morigi, Karl Marx, Wa lter B enjamin”; “Il capitale”, s ettima sez ione, Mas simo Morigi, Karl Marx , Wa lter Benjamin”; “ Il Capitale. C ritica dell ’Economia Pol itica, Mas simo M origi, Karl Marx, Walte r Benjamin ”; “i redditi e le lo ro fonti, Mas simo M origi, Karl Marx, Walter Benjamin”; “ Il capitale. C ritica dell’economia po litica, i redditi e le lo ro fon ti”, Mas simo Morigi, Karl Marx, Walte r B enjamin; “I l Capitale, i reddi ti e le loro font i, Ma ssimo M origi, Karl Marx, Walte r Benjamin”; “Il capi tale, i reddi ti e le loro fonti,
Karl Marx, Massimo Morigi, Walter Benjamin”; “settima s ezione, i redditi e le lo ro fonti, capitolo quarantottesimo, la for mula trinitaria, Ma ss imo Morigi, Ka rl Marx, Walter Benjami n”; “Il Capitale . Critica dell’Economia P olitica, capitolo quarantottes imo, Mass imo Morigi, Ka rl Marx, Walter Benjamin”; “ Il capitale. Cr itica dell’econo mia politica, capito lo quarantot tesimo, M assimo Morigi, Karl Marx, Walter Benjamin”; “Il Capitale, capitolo quaran tottesimo, Ma ss imo Morigi, Karl M arx, Walter Benjamin”; “ Il capitale, capitolo quarantottesimo, Massimo Morigi, Karl Ma rx”, Walter Benjami n”; “Il Capita le. C ritica dell’Economia P olitica, la f ormula trinita ria, Mas simo Morigi, Karl Marx, Wa lte r Benjamin”; “I l capitale. Critica dell ’economia poli tica, la fo rmula t rinitaria, Mass imo Morigi, Ka rl Marx, Walter Benjamin”; “Il Ca pitale, la formula trinitaria, M ass imo Morigi, Karl M arx, Walter Be njamin” ; “Il capitale, la formula trini taria, Mas simo Morigi, Karl Marx, Walter Be njamin”; “Das Kapital. Kr itik der politisch en Ökonom ie”; “Da s Kapital”; “C apital. A Critique o f Political Econom y”; “C apital”; “Le C apital. Critique de l ’économie polit ique”; “Le Capital”; “ O Capital. C rítica da
Economia Política”; “El capital. Crítica de la Economía Política”; “Da s Kapital. Kr itik der p olitischen Ökonom ie, Ma ss imo Morigi, Karl Marx, Walter Benjamin”; “ Das Ka pital, Mas simo Morigi, Karl Marx, Walte r Be njamin”; “Ca pital. A Critique of Political Economy, Mass imo Morigi, Karl Marx, Walter Benja min”; “Capital”, M ass imo Morigi, Karl Marx, Walte r Be njamin; “Le Capi tal. Critique de l’économ ie politique, Massimo Morigi, Karl Marx, Walter Benjam in”; “Le Capital, M ass imo Morigi, Karl M arx, Walter Benjamin”; “O Capital. Cr ítica da Econom ia Política, Ma ssimo M origi, Karl Ma rx, Wa lter Benjamin”; “ El capital. Crítica de la Economía Pol ítica, M ass imo Morigi, Karl Marx, Walte r Benjamin”; “ Il Capi tale. Critica dell ’Economia Politica, R epubblicanes imo, Repubblicanes imo Geopolitico”; “ Il capitale. C ritica de ll’economia politica, R epubblicanes imo, Repubblica nesimo Geopoli tico”; “ Il Capitale, Repubbl icane simo, Repubblica nesimo Geopolitico”; “ Il ca pitale, Repubblicane simo, Repu bblicanesimo Ge opolitico” ; “Il Capitale. Cr itica dell’ Economia Politica, I , 3, Repubblica nesimo, Re pubblicanesimo Ge opolitico” ; “Il capitale. Cr itica dell’econo mia politica, I, 3 ,
Repubblicanesimo, Repubblicanesimo Geopolitico”; “Il Capitale, I, 3, Re pubblicanes imo, Repubbl icanes imo Geopolitico”; “I l capitale, I, 3, Repubb lica nesimo, Re pubblicanesimo Geopolitico”; “ Il Capitale. Critica dell’Economia Politica, settima sezione , i redditi e le loro fonti, capi tolo quarantottes imo, la formula t rinita ria, Repubblicane simo, Repubblicanesimo Geopolitico”; “Il capitale. Critica dell’economia politica, R epubblicanes imo, Repubbl icane simo Geopolitico”; “ Il Ca pitale, Repubblica nesimo, Re pubblicanesimo Geopolit ico”; “ Il capitale, settima s ezione, i redditi e le lo ro fonti, ca pitolo quarantott es imo, la formula trinitaria, Re pubblicanesimo, R epubblicanes imo Geopol itico; “Il Capi tale. Critica dell ’Economia Politica, R epubblicanes imo, Repubblicane simo Geopolitico ; “se ttima sezione, R epubblicanes imo, Repubblicane simo Geopolitico; “ Il capitale. C ritica dell’ec onomia politica , settima se zione, Repubblica nesimo, Re pubblicanes imo Geopolitico; “ Il Capitale, se ttima sezione, R epubblicanes imo, Repubblicane simo Geopoli tico”; “Il capitale” , settima se zione, Re pubblicanesimo, R epubblicanes imo Geopol itico”; “Il Capitale. C ritica dell’Economia Politica, Repubblicanesimo ,
Repubblicanesimo Geopolitico”; “i redditi e le lo ro fonti, Repubblica nesimo, Re pubblicanesimo Geopoli tico”; “ Il capitale. C ritica dell’econo mia polit ica, i reddit i e le loro fonti, Ma ssimo M origi, Karl Ma rx, Walte r Benjamin”; “Il capi tale. C ritica dell’ec onomia politica , i redditi e le lor o fonti, R epubblicanes imo, Repubblicane simo Geopolit ico”;“Il Capitale , i redditi e le l oro fonti, Repubblicanes imo, Repubbl icanes imo Geopolitico”; “I l capitale , i redditi e le lo ro fonti, R epubblicanes imo, Repubblicanes imo Geopoli tico”; “s ettima sezione , i redditi e le lor o fonti, c apitolo qua rantottesimo, la formula trini taria, R epubblicanes imo, Repubblicane simo Geopolitico”; “Il Capi tale . Critica dell ’Economia Polit ica, capitolo quarant ottesimo, R epubblicanes imo, Repubblicanes imo Geopol itico”; “Il capi tale. C ritica dell ’economia politica , capitolo quaran tottesimo, Repubblica nesimo, Re pubblicanes imo Geopo litico”; “Il C apitale, capitolo qua rantottes imo, Repubblicane simo, Repubblica nesimo Geopo litico”; “Il capitale, c apitolo qua rantottesimo, Repubblica nesimo, Re pubblic anes imo Geopolitico”; “I l Capitale. Critica dell ’Econo mia Politica, la fo rmula t rinitaria, Repubb licanesimo, R epubblicanes imo
Geopolitico”; “Il capitale. Critica dell’economia politica, la formula trinitaria, Repubblica nesimo, Repubbl ica nesimo Geopolitico”; “I l Capitale, la fo rmula trinitar ia, Repubblicane simo, Repubblica nesimo Geopolitico” ; “ Il capitale, la formula trinitaria, R epubblicanes imo, Repubblicane simo Geopol itico”; “Da s Kapital. Kri tik der po litischen Ökonomie”; “ Das Ka pital”; “Capital. A C ritique of Polit ical Economy”; “ Capital”; “ Le Capital. Critique de l’éc onomie politique ”; “Le Capital”; “O C apital. Crítica da Econom ia Po lítica”; “El capi tal. Crítica de la Economía Política”; “Das Kapital. Kri tik der politisc hen Ökonomie, Repubblicanesimo, Repubblicanesimo Geopoli tico”; “Das Kapital, Mas simo M origi, Repubblicanesimo, R epubblicanes imo Geopoli tico”; “Capital. A C ritique of Po litical Economy, Repubblicanes imo, Repubbl icane simo Geopolitico”; “C apital”, Re pubblicanesimo, R epubblicanes imo Geopo litico; “Le Capi tal. Cr itique de l’économ ie politique, Repubb lica nesimo, Re pubblicanesimo Ge opolitico” ; “Le Capital, Re pubblicanes imo, Repubblicanes imo Geopoli tico ”; “O Ca pital. Crítica da Economia Política, Repubb licanes imo, Repubblicanes imo Geopolitico ”; “ El capital.
Crítica de la Economía Política, Repubblicanes imo, Repubbl icane simo Geopolitico”; “Teoria della Sottraz ione/Distruzione /Equilibrio /Incremento de l Valo re”; “Teoria della Sottrazione /Distruzi one/Equilibrio/Aume nto de l Valore”; “ Theory of S ubtraction/Dest ruction/ Equilibrium/Increas e of Val ue”; “ Theory of Subtraction De struction/Balance /Increas e of Value”; “ Theory o f Su btraction/Destr uction/Equilib rium/Growth o f Value”; “ Theory o f Destruction /Subtraction/Bala nce/Growth of Value”; “Theorie Subt raktion/ Zerstörung/Gleichge wicht/ Erhöhen Wert”; “Theorie Subtraktion/ Zerstörung/Gleichgewicht/Ansteigen Wert”; “Théorie de la Sous traction/ De struction/ Équilibre/Incrément du Va l ue”; “Teoria de la S ustracción/ De strucción/ Equilibrio/Incremento de Va lor”; “ Teoria de la Subtraçã o/Destruição/Equ ilibrio do Valo r”; “Teo ria della Predazione/Distruzio ne/Equi librio/Increment o del Valo re”; “Teor ia della P redazione/Dis truzione/ Equilibrio/Aumento del Va lo re”; “Theo ry of Predat ion/Destruction/ Equilibrium/Increas e of Value”; “ Theory of Predation/De struction//Balance/Inc reas e of Value”; “ Theory o f Predation/Des truction/Equ ilibrium/Grow th of Va lue”; “Theo ry o f
Predation/Destruction/Balance/Growth of Value”; “Theorie R aub/ Zerstörung/Gleic hgewicht/ Erhöhen Wert”; “Theorie Raub/Ze rstörung/Gleichgewich t/Ans teigen Wert”; “Théor ie de la Prédation/Destruction/Équilibre/Incrément du Value”; “Teor ia de la De predación/Des trucción/Equilibrio/ Incremento de Valo r”; “Teo ria de la Predação/De struição/ Equilibrio do Valor”; “P redazione/Distruzione” ; “Preda tion/Destructio n”; “Raub/Zerstö rung”; “Prédat ion/Destruction”; “De p redación/Destrucción” ; “Predação/De struição”; “Predazione”; “Distruzione”; “Predation”; “Destruction”; “Raub” ; “ Zerstörung”; “Prédation”; “D estruction”; “Depre dación”; “De strucción”; “Predaçã o”; “Des truição”; “schia vo”; “slave ”; “es clave”; “ Sklave”; “escravo”; “s ervus”; “es clavo”; “schiavitù”; “slavery”; “thrall”; “e sclava ge”; “Sklaverei”; “e sclavitud”; “ Escravidão”; “se rvo”; “servant”; “kne cht”; “se rviteur”; “servido r”; “servil”; “sirviente”; “ servido r”;“padrone”; “mas ter”; “Me ister”; “maître”; “mae stro”; “mes tre”; “amo”, “ rapporto schia vo-padrone”; “dialettica schiavo-padrone”; “rapporto servo-padrone” ; “dialettica se rvo-padrone”; “m asterslave dialectic”; “dialectique du maître et de l’esclave” ;
“Meister/Sklave-Dialektik”; “Herr-Knecht-Dialektik” ; “dialé tica do senhor e do es crav o”; “dialéctica del amo y el es clavo”; “He rrsc haft und Knechtscha ft”; “ servitù della g leba” ; “produzione /riproduzione/creazione del potere”; “p roduction/ reproduction/creation of powe r”; “Hers tellung/Wiede rgabe/Schaff ung Mac ht”; “product ion/reproduction/c réation du pouvoir” “produção/rep rodução/criação do poder”; “p roducc ión/reproducción/c reac ión del poder”; “socie tà industriale/capitalis ta”; “s ocietà indust rial-capitalista” ; “società indust riali/capitaliste”; “s ocietà indust rial-capitalis te”; “industrial capit a list s ociety”; “indus trial capitalistic soc iety” ; “industr ial capitalist-society”; “ indus trial-capitalistic soc iety”; “Gemeinscha ft indus trielle Kapita list”; “société indus trielle capit aliste ”; “sociedad industrial capi talista” ; “sociedade indus triale cap italista” ; “Teo ria Polemodinamica Evoluti va dei Cicli d i Crea zione/Cons ervazione/Tras formazione del Conflitto”; “Teo ria Po lemodinamica Evoluzion istica dei Cicli di Creazione/C onservazione /Trasformazione del C onflitto”; “Teo ria Pole modinamica”; “Po lemodinamica” ; “P olemodynamics”; “polé modyna mique”; “polem odynamique” ;
“Polemodynamik”; “Polemodinámica”; “Polem odinâmica”; “ Polemodyna mic Theory of the Cycles of Creati on/Conse rvation/Transofo rmation of Con flict”; “P olemodynamica l Theor y of the Cycles of C reation/Conse rvation/Transofo rmation of Con flict”; “ Polemodynamic Evol utive Theory of t he Cycles of Creation /Conse rvation/Transofor mation o f Conflict”; “Pole modynamic Evolut ionary Theory of the Cycles of Creati on/Conse rvation/Transofo rmation of Con flict”; “Po lemodynamica l Evolu tive Theory of the Cyc les of Creati on/Cons ervation/Transfor mation o f Conflict”; “Po lemodynamica l Evolutionary Theory of t he Cyc les of Creation /Cons ervation/Transfor mation o f Conflict”; “Pole modynamic Theory”; “Polemodyna mical Theo ry”; “Théor ie polémodynamique”; “Théorie polémodynamique évolutive du Cy cles de création/conse rvation/transfo rmation du conflict” ; “Polemodyna mik Theor ie”; “Teor ia Polemo dinâmica”; “Teo ria Po lemodinámica”; “ Gepol itica Repubblica na”; “Re publican Geopo litics” ; “géopol itique Républicaine ”; “Republika nische G eopolitik”; “ Republikanischer Geopolitik ”; “Geopolítica Republ icana”; “Geopoli tica Republicana” ; “Geopoli tica
neorepubblicana”; “Geopolitica neo-repubblicana”; “Geopolitic a neo repubblicana” ; “Neo- republican Geopolit ics ”; “Geopolítica neo-re publicana ”; “Geopolitica neo-republ icana”; “géopolit ique néo-républicaine” ; “neo republikan is che Geopolitik”; “neue re publikaniske Ge opolitik”; “neuer republikanis ke Geopolitik”; “repubblicanes imo italiano”: “italian r epublicanism”; “Italienisc he Republikanismus”; “républicanis me italien” ; “Republicanismo ita liano” ; “Italiener Republika nismus ”; “Italienisch Repub likanis mus”; “Republicanismo i taliano ”; “Il Co rriere della C ollera”; “Antonio de Martini”; “Antonio De M artini”; “Roberto Stefanini”; “Sauro Mattarell i”; “ Wheeler”; “ Wheeler ’s U”; “ U di Wheeler”; “Übe r die ästhetisc he Erziehung de s M ensche n”; “Schiller, Über die ästhetis che Erziehun g des M ensc hen”; “Friedrich Schiller, Über die äs thetische Erziehung des Me nschen, 6. Brief”; “Schiller, Übe r die ästhetisc he Erziehung de s Me nsche n, 6. Brief”; “Friedrich Schiller, Über die ästhetis che Erziehun g des M ens chen”; “repubblicane simo es tetico”; “Aes thetic Republica nism”; “r épublicanisme esthétique”; “ästhetis ch republikanismus” ; “republicanismo es tético”; “Schille r,
Lettres sur l’éducation esthétique de l’homme, let tres IV, V I, XIV, XV I, XXIIIXXV”; “ Lettres s ur l’éducation es thétique de l ’homme, lettres IV, V I, XIV , XVI, XX IIIXXV”; “ Lett res s ur l’éducation e sthétique de l’ho mme”; “Schille r, Let tres sur l’éducati on es thétique de l’ homme”; “Douglas M oggach, Schi ller’s Aes thetic Republica nism; “Doug las Mogga ch”; “Douglas Moggac h, Schiller’s Aesthetic R epublicanism, His tory of Politica l Thought, Vol. 2 8, no. 3, 2 007, pp. 52 0-541”; “ Elizabeth Wilk inson a nd L.A. Willoughby , Int roduction, in F riedrich Schiller, On the Ae sthetic E ducation of Man in a S eries of Letters, Oxford, 1967”; “On the Ae sthetic Education of Man in a Series of Letters”; “ On the Aesthe tic Education of Ma n”; “Schille r, On the Aes thetic Education o f Man in a Se ries of Letters”; “Schille r, On the Aes thetic Education o f Man”; “Wheeler ”; “ Whee ler’s U ”; “U di Wheele r”; “F riedrich Schiller”; “Schiller”; “Joha nn Wolfgang von G oethe”; “Goe the”; “Joha nn Wol fgang Goethe”; “ Ora e sempre”; “ Für ewig”; “Massimo Morigi”, “Karl Marx”, “Ma ssimo M origi”, “Aristotele”, “Platone” ,“Machiavelli”, “Thomas Hobbes”, “Karl Marx”, “Carl Schmitt”, “Ca rl von
Clausewitz”,Hannah Arendt”, “ Adam Smith”, “David Rica rdo”, “Alexander We ndt”, “Georges Sorel” ,“Gaetano M osca ”, “Vilfredo Pareto”, “Jos eph Alois Schumpete r”, “Walter Benjamin”,“ Iperdecis ionismo”, “Hyperdec isionism”, “Robert Michels”, “Mass imo M origi”, “Karl Marx”, “M arx”, “Gianfranco La Grassa”, “Gianfranco la Gras sa” , “La Grass a”, “J oseph A lois Schumpeter”, “distruzione c reatrice”, “Teor ia del plus valore”, “ Teoria del plus valore”, Teo ria de l plus -valo re”, “Theory o f plus va lue”, Theo ry of plus-val ue ”,“théorie de plus -value”, “Theo rie des M ehrwerts”, “teoria d o mais -valor”, “teoria do ma is valor”, “théorie de plus value”, “ teoria de plusvalor”, “p lus valore”, “Theorie n über den Mehrwert”, “ Teorie sul plus valore”, “plus va lore”, plus-va lore”, “plus value ”, “plus-value” ,“plusvalor”, “mais valor”, “mais-valor”, “Schumpeter”, “Jos eph Alois Schumpeter”,“J ose ph Schumpeter”, “dist ruzione creatrice” , “Creative des truction”, “des truction créatrice” , “destruição c riativa”, “destruição c riadora” , “Des trucción C reativa”,“s chöpferische Zerstör ung”, “Schumpeter”, Repubblicanesimo”, “Neo-repubblicanesimo”, “repubblicanesimo”, “ Neo
repubblicanesimo”,“Neorepubblicanesimo”, “Republicanis m”, “Neo-republicanism”, “Neorepublicanism”,“Neo republicanism”, “répub licanis me”, “néo-républicanisme , “Republikanismus”, “Neo-Republikanismus”, “Neo Republikanismus ”, “Neue Republikanis mus”, “N euer Republikanis mus”, “R epublicanismo”, “Neo-republicanismo”, “Neo republicanismo”,“marxismo”, “marx ism”, “ma rxisme”, “marxismus”, “neo marxismo”, “neo-marxismo”,“neo marxismo”, néo-marxisme”, “Neo-marxism”, “Neo marxism”, “Neomarxismus”,“Ne o marxismus”, Ne o-marxismus ”, “ Neue marxismus ”, “Neue r marxismus ”, “pos t marxismo”, “post-marxismo”, pos tmarxis mo”, “post marxisme ”, “post-marx isme” ,“Postmarxismus” , “Post marxismus”, “Post-marxismus”, “Post marxism”, “Post-marxism”, “Postma rxism”, “pós-marxismo”, “pós ma rxismo”, “Lebens raum”,“Lebensraum repubblicanesimo”, Lebensraum republicanism” , “Lebensraum republikanismus ”, “Lebensraum républicanis me”, “Lebens raum republica nismo”,“R epubblicanes imo Geopoli tico”, “Re pubblicanes imo Geo-Politico”, “R epubblicanes imo Geo Po litico”, “Geopolitical Re publicanism”, Geo-Political Republicanism”, “Geo
Political Republicanism”, “Républicanisme Géo -politique” , “Républica nisme Géopolitique” , “Geopolit ische R epublikanismus ”, “R epublicanismo Ge opolitico”,“Republica nismo Geo -politico”, “Re publicanismo Geo Pol itico”, “R epublicanismo Ge opol ítico”, “Teoria della Dist ruzione del Va lore” , “Theo ry of Value De structio n”,“Theory of the M inus Va lue”, “Teo ria del Minus Valo re”, “Teoria dell’Ipovalore”, Teoria dell’Ipo Valore”, “Teoria dell’Ipo-Valore”, “theor ie de la des truction du va lue”, “teoria da de struição do valor”, “ Teoria de la des trucción do valo r”, “Leviathan or The Matter, Forme a nd Power of a Common We alth Ecclesias ticall and Civ il”, “Leviathan” ,“Leviatano”, “Il Leviatano”, “Decisore alfa-strategico”, “ Decisore omega -strategico”,“Age nte st rategico”, “ Decisori alfa-st rategici”, “ Decisori omega-s t rategici”, “Agenti s trategici”, “Al pha-strategic D ecisor”, Omega-strategic Decisor”, “Strategic Agent”,“Alpha-strateg ic Decis ors”, “Omega -strategic Decisors”, “Strategic Agents”, “Alpha-strategical Decisor”, “Omega-s trategic al Decis or”, “Strategical Agent”, “Alpha-s trategical Decis ors”, “Omega -strategical Decisors”, “Strategical Agents”, “Distruzione de l
valore”, “destruction du value”, “Destruction of value”, “ destrucción do valor”,“de struição do val or”, “z erstörung we rt”, “wert zerstör ung”, “ze rstörung werts ”, “werts z erstörung”, “Re publican Increased C ommon Do mination”, “Domi nio repubb licano diffusivo” , “RICD” , “Republican Diffusive Domination”, “Aumentato dominio comune repub blicano”, “R DD”, “Anarchy is What States Make of it”, “Friedrich Ratzel”, “Ra tzel”,“Karl Haushofer”, “Haushofer”, “Alfred Thayer Mahan”, “Thayer Maha n”, “Alexande r Wendt”, “cos truttivismo” , “Cons tructivism”, “Konstruktivismus”, “constructivisme”,“constructivismo”, “construtivismo”, “ Geopol itica”, Geo-politica”, “Geo politica”,“Geopolitics”, “ Géopolitique”, “Geopolitik”, “ Géo-politique” , “Geopolítica”, “ post democrazia ”, “post-democ razia” , “postdemocrazia” , “Post-democracy”,“Postdemokratie”, “post-démocratie”, “ pós-democracia” , “post democrazia ”,“Poliarchia”, “Pol iarchy”, “polya rchie”, “poliarquía”, “Poliarquia”, “Colin Crouch”, “Robert Dahal”, “A ristotele”, “Zoon Politikon” , “Zoon Strategiko n”, “Vita A ctiva”, “Homo Oe conomicus”, “ Homo Strategicus”, “homo ho mini lupus”, “ Thomas Hobbes ”, “Hobbes ,“Niccolò
Machiavelli”, “Machiavelli”, “Ma rx”, “Hannah Arendt”, “Walter Benjamin”, “Stato di ec cezione” , “iperdecis ionismo”, “iperdecisionismo benjaminiano”, “Benjamin”,“Gaetano Mosca”, “ Vilfredo Pareto”, “Ada m Smith”, “Da vid Ricardo”, “e conomia clas sica” , “economia ne oclassica”, “economia marginalista”, “marginalismo”,“ individualis mo metodologico”, “methodo logical individual ism”, “ individualisme méthodolo gique”, “ Methodologische Individualismus”, “me thodologis cher individualismus”, “ individualis mo metodológico”, “indi vidualismo metodolog ico”, Marx”,“Gianfranco La Grassa”, “Gianfranco la Grassa ”, “La Grassa”, “ Joseph Alois Schumpeter”, “dis truzione creatrice”, “Teoria del plus valore” , “Teoria de l plus valore”,Teo ria del plus-valore”, “Theor y of plus value”, Theory of plus -value”, “théo rie de plus-value” , “Theorie des Mehrwerts”, “teoria do mais -valor”, “teoria do mais valor”, “théorie de plus value ”, “teoria de plusva lor”, “plusvalore”, “Theorien über den M ehrwert”,“Teorie s ul plusvalore”, “ plus valore”, plus-valore”, “ plus value”, plus-value”, “plusvalor”,“mais valor”, “mais-valor”, “Schumpeter”, “J oseph Alois Schumpeter”, “Jos eph
Schumpeter, “distruzione creatrice”, “C reative destruction”, “ destruction c réatrice”,“de struição criativa”, “ destruição criado ra”, “D estrucción Crea tiva”, “sc höpferische Zerstörung” , “Schumpeter”, “R epubblicanesimo”, “Neo-repubblicanesimo”,“repubblicanesimo”, “Neo repubblica nesimo”, “N eorepubblicanesimo”, “Republicanism”,“Neo-republicanism”, “Neorepublicanis m”, “Neo republicanism”, “républicanisme”, “néo-républicanisme” , “Republikanismus”, “Neo-Republikanismus”, “Neo R epublikanismus ”,“Neue Republikanismus ”, “Ne uer R epublikanismus ”, “R epublicanismo”, “Neo-republicanismo”, “Neo republicanismo”, “marxismo”, “marx ism”, “marxisme ,“marxismus”, “neo marxismo”, “neo-marxismo”, “neo marx ismo” , “néo-marxisme”, “Ne o-marxism”, “Neo marxism”, “Neomarxismus”, “ Neo marxismus” , Neo-marxismus”, “N eue marxismus” , “Neue r marxismus ”, “pos t ma rxismo”, “post-marxismo” , postmarxismo”,“post marxisme”, “post-marxisme” , “Postmarxismus” , “Post marxismus”, “Post-marxismus”, “Post ma rxism”, “Post-marxism”, “Pos tmar xism”, pós-marxismo”, “pós marxismo”, “Lebensraum”, “Lebensraum repubblicanesimo”, Lebensraum
republicanism”, “Lebensraum republikanismus ”, “Lebensraum républicanis me”,“Lebens raum republica nismo”, “R epubblicanes imo Geopo litico”, “R epubblicanes imo Geo-Politico”, “Repubblica nesimo Geo Poli tico”, “Ge opolitical Republ icanis m”, “Geo-Political Republicanis m”, “Ge o Political Re publicanism”, “ Républicanis me Géo-pol itique”, “R épublicanisme G éopolitique” , “Geopolitisc he Republikanis mus”,“ Republicanis mo Geopolit ico”, “Re publicanismo Geo-poli tico”, “R epublicanis mo Geo P olitico”, “Republica nismo Geopo lítico”, “Teo ria della Dis truzione de l Val ore”, “Theor y of Va lue Des truction”, “ Theory of the Minus Value”, “Teoria del M inus Valore”, “Teo ria dell ’Ipovalore” , “Teoria de ll’Ipo Valo re”, “Teoria dell’Ipo-Valore”, “ theo rie de la destruction du value” , “teoria da des truição do va lor”, “Teoria de la destrucción do valor”, “Leviathan or The Matter , Fo rme and Power o f a Com mon Wealth Eccles iasticall and C ivil”, “Lev iathan”, “Leviatano” , “Il Leviatano”, “Decisore alfa-strategico”, “Decisore omega-st rategico” , “Agente s trategico”, “De cisori alfa -strategici”, “Dec isori omega -strategici”, “Age nti stra tegici”, “Alpha-s trategic Decisor”, “ Omega -strategic
Decisor”,“Strategic Agent”, “Alpha-strategic Dec isors”, Omega-strategic Decisors”, “Strategic Agents”, “Alpha-strategical Decisor”, Omega-strategica l D ecisor”, “Strategical Age n t”,“Alpha-strategica l Decisors” , “Omega-strategica l Decisors ”, “St rategical Agents ”,“Dis truzione del valore”, “des truction du value ”, “Des truction of val ue” , “des trucción do valor”, “ destruição do val or”, “z erstörung wert”, “wert ze rstörung”, “z erstörung werts”,“we rts zerstörung”, “R epublican Increase d Common Domination”, “Do minio repubblicano d iffusivo”, “RICD” , “Republican Diffusive Domination”, “Aumentato dominio comu ne repubbl icano”, RDD”, “Anarchy is What States Make of it”, “Friedrich Ratz el”, “Ra tzel”, “Karl Haushofer”, “Haushofer”, “Alfred Thayer Mahan”, “Thayer Ma han”, “Alexa nder Wendt”, “c ostruttivis mo”, “Cons tructivism”, “Konstruktivismus”,“constructivisme”, “constructivismo”, “cons trutivismo”, “Geopolitica”, “Geo-politica”,“Geo politica”, “Geopolitics”, “ Gé opolitique”, “Geopol itik”, “ Gé o-politique”,“ Geopolít ica”, “ post democrazia ”, “post-democrazia , “postdemocrazia”, “Post-democracy”, “Postdemokratie”, “post-démoc ratie”, “ pós-democracia , “post
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Friedrich List”,“Friedrich List”, “List”, “ Carl Philipp Gott lieb von Cla usewitz” , “Della guerra”, “V om K riege”, “Sulla gue rra”, “Ca rl von Clausewitz” , “Von Claus ewitz”, “ Kurt Wilhelm R othschild”, “K urt W. Rothschild”, “H alford John M ackinder”, “ Halford M ackinder”,“M ackinder”, “Il Principe”, “Discorsi sopra la prima deca di Tito Livio”, “Descrizione del modo tenuto dal Duc a Valenti no nello am maz zare Vitellozzo Vitelli, O liverot to da Fermo, il Signor Pagolo e il duca di Gravina O rsini”, “Teoria dei cicli di con flitto”, “ Teoria dei cicli economici”, “ John Ma ynard Keynes ”, “Il Capitale” , “Keynes , “Max Weber”,“Weber”, “Robert Michels”, “Georges Eugène Sorel”, “Georges Sorel”, “Sorel”, Michels”, “Teoria delle élites”, “Teoria della élite”, “Teoria delle clas si politiche”, “ Teoria della class e polilitica ”, “Teoria della clas se dirigente”, “ Teoria delle c lass i dirigenti”,“é lite”, “elitarismo”, “Legge ferrea dell’oligarchia”, “Individualismo metodologico”,“ind ividualismo meto dologico” , “economia cla ssica ”, “ec onomia neo clas sica” ,“economia ne o-classic a”, “economia neoclassica”, “marginalismo”, “economia marginalista”, “marginalismo”, “economicis mo”, “critica all’economia
politica”, “critica dell’economia politica”, “C arl Schmit t”, “de cisione”, “decisionismo”, “decision”,“decisionism”, Dezisionismus”, “Entschlossenheit”, “Entscheidung”, “Lenin”, “Vladimir Ilyich Ulyanov”, “R udol f Hilferdin g”, “Hilferding” , “Karl Kauts ky”, “Kauts ky”, “Thorstein Bunde Veblen”, “Thorstein Veblen”, Veblen”, “James Burnham”, “Burnham”; Ho portato a termine un monumento più duraturo del bronzo, più a lto de lla regale mole delle piramidi, c he non la pioggia c he corrode, non il ve nto a quilonare che non è padrone di s é possono diroccare o l’infinita serie degli anni e la fuga delle sta gioni. Non morirò del tutto, a nzi, gran pa rte di me e viterà Lubitina: cresc erò sempre rinnovato nella lode dei poteri, finché il pontefice sa lirà in Ca mpidoglio con la tacita vestale. Si dirà di me che , là dove l’Ofanto violento s trepita e dove Dau no regnò pove ro d’acque su popoli agresti, da umile divenuto potente, pe r primo ho trasferito la lirica eolica ai ritmi italici. As sumi l’orgoglio che hai ac quistato con i tuoi meriti e cingimi be nigna, o Melpomena , le chiome con l’alloro delfico. Quinto Oraz io Flac co, libro III, ode 30. O RGOGLIO D I POE TA
(Libro III, Ode 30, vv.1-15). Ho innalzato un monumento più duratu ro del bronzo e p iù alto della regale maes tà delle piramidi, che né la pi oggia c he corrode, né il vento im petuoso potrà abbattere né l ’inte rminabile corso degl i anni e la fuga de l te mpo. Non morirò del tutto, anzi una g ran parte di me eviterà la mo rte; per semp re io cres cerò rinnovato da lla lode dei poster i finché il p ontefice salirà in Ca mpidoglio con la p rocess ione silenzios a delle vergini. Si dirà che io, dove strepita sc rosciante l’O fanto e dove Dauno pove ro d’ac que regnò su popo li agresti da umi li ori gini fatto potente, per p rimo h o portato a rit mi italiani la poesia e olica. Ass umiti questo tragua rdo conquistato pe r tuo meri to e con l’all oro di Delfi, Me lpomene, di bu on grado cing imi i capelli. Exegi monumentum ae re pe rennius/ regalique situ py ramidu m altius,/ quod non imber edax, non aquilo imp otens/ pos sit diruere aut in numerabilis/ anno rum series et fuga temporum. / non omnis mo riar multaque pars mei/ vi tabit Libitinam ; usque e go postera/cresc am laude recens , dum Ca pitolium/ scandet cum tacita v irgine pon tifex./ dic ar, qua violens obs trepit Aufidus /et qua pa upe r aquae Da unus agres tium/ regnavit populor um, ehumil i
potens, /princeps A eoliu m carmen ad Italos /deduxiss e modos. sume superbiam /quaes itam meritis et mihi Delp hica/ lauro cinge volens, Melpomene, comam. Qu into Orazio Flacc o, libro III, ode 30. ORGO GLIO DI PO ETA
(Libro III, Ode 30, vv.1-15). Dialecticus Nuncius , Orgoglio di poeta, Ode III, 30;
Il regno dei cieli è simile a un padrone di cas a che us cì all'alba pe r prendere a giornata la voratori per la sua vigna. Acco rdatosi c on loro per un denaro al gio rno, li ma ndò nella sua vigna . Usc ito poi vers o le nove del mattino, ne vide alt ri che s tavano sulla piaz za disoc cupati e diss e loro: Andate anche voi ne lla mia vigna; quello che è giusto ve lo darò. Ed essi a ndarono. Uscì di n uovo verso mez zogio rno e verso le t re e fece a ltrettanto. Us cito ancora ve rso le cinque, ne vide altri che se ne stavano là e diss e loro: Pe rché ve ne s tate qui tutto il gi orno oziosi? G li rispos ero: Pe rché ness uno ci ha pres i a giornata . Ed egli diss e loro: Andate anche voi nel la mia vigna. Quand o fu se ra, il padrone de lla v igna disse al suo fattore: Ch iama gli ope rai e dà loro la paga, inc ominciand o dagli ul timi fino ai p rimi. Venu ti quelli de lle cinque del po meriggio, ricevettero c iascuno un de naro. Quando a rrivarono i p rimi, pensava no che avrebbe ro ricevuto di più. Ma anch'es si ricevettero un dena ro per ciascuno. Nel ritirarlo però, mormoravano contro il padrone dicendo: Q ue sti ultimi ha nno lavorat o un'ora soltanto e li hai t rattati come no i, che a bbiamo soppor tato il peso della g iornata e il ca ldo. Ma il padron e ,
rispondendo a uno di loro, disse: Amico, io non ti faccio torto. Non hai forse convenuto con me per un de na ro? Prendi il tuo e vattene; ma io voglio dare anche a quest'ultimo quanto a te. Non posso fare delle mie cose quell o che voglio? Oppure tu sei invidioso perché io sono buono? Così gli u ltimi saranno primi, e i primi ultimi; De nn was der Mensc h in s einen Erdeschranken
Von hohem Glück mit Götternamen nennt:
Die Harmonie der Treue, die kein Wanken,
Der Freundschaft, die nicht Zweifelsorge kennt,
Das Licht, das Weisen nur zu eins amen Gedanken,
Das Dichtern nur in schönen Bildern brennt,
Das hatt' ich all in meinen besten Stunden
In ihr entdeckt und es für mich gefunden.
Quella somma felicità che nei suoi limiti terreni
l'uomo con nomi divini chiama,
l'armonia della fedeltà che non vacilla,
dell'amicizia che non conosce dubbio,
la luce che solo ai saggi s'accende nei soli tari pensieri
e solo ai poeti nelle loro belle immagini,
tutto questo avevo, nelle mie ore migliori,
scoperto in lei e trovato per me.
separata di questo breve studio ho tentato di mettere in luce con una certa precisione ciò che io ritengo ancora vitale ed
attuale nel suo atteggiamento di fondo. Ciò che importa a questo proposito è anzitutto intendere Lenin nella sua vera
peculiarità spirituale, senza considerarlo come un prosecutore rettilineo sul piano della teoria di Marx e di Engels e
neppure come un geniale e pragmatico “politico realistico”. Nel modo più conciso si potrebbe formulare questo ritratto
di Lenin come segue: la sua forza teorica poggia sul fatto che egli considera qualsiasi categoria per quanto possa
essere astrattamente filosofica dal punto di vista della sua efficacia all’interno della praxis umana e al tempo stesso
porta l’analisi concreta della situazione concreta data di volta in volta, su cui si basa costantemente ogni sua azione, in
una connessione organica e dialettica con i principi del marxismo. Così egli non è nel senso stretto del termine, né un
teorico né un pratico, ma un profondo pensatore della praxis, un uomo il cui penetrante sguardo è sempre rivolto al
punto in cui la teoria trapassa nella praxis e la praxis nella teoria. Il fatto che la cornice storico-spirituale di questo mio
vecchio studio all’interno del cui ambito si muove questa dialettica, porti ancora in sé i tratti tipici del marxismo degli
anni venti, altera indubbiamente alcuni elementi della fisionomia intellettuale di Lenin, dal momento che soprattutto nei
suoi ultimi anni di vita egli sviluppò molto più di quanto faccia il suo biografo la critica del presente, ma riproduce
anche i suoi lineamenti fondamentali in modo sostanzialmente corretto, poiché l’opera teorico-pratica di Lenin è anche
oggettivamente inscindibile dai momenti preparatori del 1917 ed associata alle loro conseguenze necessarie. Oggi io
credo che il tentativo di cogliere la peculiarità specifica di questa grande personalità riceva una sfumatura non del tutto
identica, ma non per questo completamente estranea, attraverso l’illuminazione compiuta a partire dalla mentalità degli
anni venti.»: György Lukács, Storia e Coscienza di Classe, cit., pp. XXXV-VI. Gramsci, a differenza di Lukács, non
ebbe la felice sorte di vivere abbastanza a lungo per vedere il fallimento dei regimi che iniziarono dalla Rivoluzione
d’ottobre; ebbe però la fortuna di consegnarci un pensiero che giganteggia, forse anche per le sue eccezionali sventure
personali, su tutti quanti coloro, fra questi indubbiamente Lukács, diedero fondamentali contributi per la fondazione di
una filosofia della praxis che sapesse rompere definitivamente con tutti i positivismi e meccanicismi (e,
conseguentemente, con tutti i postmodernismi liberal-liberisti) che hanno sempre tarpato le ali a coloro che vollero
cogliere il vivo dell’insegnamento di Marx (e, ovviamente, della dialettica di Hegel: fra i giganti di quel marxismo
occidentale che felicemente seppero far evolvere l’idealismo in una feconda filosofia della prassi nominiamo qui solo di
sfuggita Karl Korsch e il suo Marxismo e Filosofia: autore ed opera che troveranno una ben più completa disamina in
Glosse al Repubblicanesimo Geopolitico). Il conflittualismo dialettico-strategico del Repubblicanesimo Geopolitico,
forse immodestamente ma, si spera, anche con la consapevolezza di Bernardo di Chartres, a questo aspira.