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Abstract

Uno, due, tre, pronti e… via!! Certo, cominciamo la scuola con un gioco, perché no? Anzi, con una serie di giochi non scelti a caso, ma finalizzati alla progressiva costruzione di un gruppo classe aperto alla conoscenza di sé e dell'altro, dapprima quasi " in punta di piedi " e poi sempre più in profondità, per sviluppare un senso di appartenenza e di fiducia reciproca. Giochi che ci consentano di dedicare tempo alla costruzione di relazioni positive, oltre i soliti codici verbali, per favorire tra gli studenti un senso di accoglienza, stupore e voglia di fare insieme. Giochi che ci permettano di creare gradualmente un gruppo classe collaborativo, in cui poter proporre attività didattiche in un'atmosfera di gioioso apprendimento. Così immagino l'inizio della scuola. Ma questa non è solo la mia visione. Da oltre trent'anni a Findhorn, una fondazione educativa olistica a nord della Scozia, si ritrovano persone provenienti da ogni parte del mondo per sperimentare modelli di apprendimento esperienziale finalizzati alla facilitazione di uno " sviluppo equilibrato ed integrato di corpo, mente, emozioni e spirito " , come si può leggere nella mission dichiarata nel sito web della Findhorn Foundation (www.findhorncollege.org). In particolare David Earl Platts 2 (1998; 2015), uno dei primi membri della Comunità, ha raccolto una serie di proposte orientate alla graduale facilitazione di un clima di fiducia, rispetto reciproco e coesione all'interno di un gruppo, affinché ogni diversità possa diventare una risorsa per tutti. E le sue sessioni di giochi sono particolarmente adatte ai contesti educativi in cui i docenti operano ogni giorno. Ma quali sono i presupposti dei giochi di Findhorn?
http://scintille.it/didattica-e-sviluppo-professionale/comunita/995-giocando-si-impara-come-costruire-in-classe-un-clima-inclusivo
Giocando si impara: come costruire in classe un clima inclusivo
1
Giovanna Malusà (settembre 2016)
Uno, due, tre, pronti e… via!!
Certo, cominciamo la scuola con un gioco, perché no? Anzi, con una serie di giochi non scelti a caso,
ma finalizzati alla progressiva costruzione di un gruppo classe aperto alla conoscenza di e
dell’altro, dapprima quasi in punta di piedi e poi sempre più in profondità, per sviluppare un senso
di appartenenza e di fiducia reciproca.
Giochi che ci consentano di dedicare tempo alla costruzione di relazioni positive, oltre i soliti codici
verbali, per favorire tra gli studenti un senso di accoglienza, stupore e voglia di fare insieme.
Giochi che ci permettano di creare gradualmente un gruppo classe collaborativo, in cui poter proporre
attività didattiche in un’atmosfera di gioioso apprendimento.
Così immagino l’inizio della scuola. Ma questa non è solo la mia visione.
Da oltre trent’anni a Findhorn, una fondazione educativa olistica a nord della Scozia, si ritrovano
persone provenienti da ogni parte del mondo per sperimentare modelli di apprendimento esperienziale
finalizzati alla facilitazione di uno sviluppo equilibrato ed integrato di corpo, mente, emozioni e
spirito”, come si può leggere nella mission dichiarata nel sito web della Findhorn Foundation
(www.findhorncollege.org).
In particolare David Earl Platts
2
(1998; 2015), uno dei primi membri della Comunità, ha raccolto una
serie di proposte orientate alla graduale facilitazione di un clima di fiducia, rispetto reciproco e
coesione all’interno di un gruppo, affinché ogni diversità possa diventare una risorsa per tutti. E le
sue sessioni di giochi sono particolarmente adatte ai contesti educativi in cui i docenti operano ogni
giorno.
Ma quali sono i presupposti dei giochi di Findhorn?
- Sono giochi cooperativi senza perdenti, ovvero tutti vincono (win-win)
- Favoriscono un coinvolgimento gioioso nel rispetto dell’altro
- Facilitano la conoscenza di sé, della relazione e della capacità di lavorare in team
- Considerano in modo olistico ciascuna persona
Per questo immagino l’inizio della scuola, primaria o secondaria, con una serie di giochi cooperativi
finalizzati a costruire o ridefinire un clima accogliente in cui poter fondare un apprendimento efficace
per tutti.
Ho incontrato per la prima volta questi giochi a Torino nel 1998-99 durante la formazione
esperienziale “Nuovi modelli di leadership” condotta da Isabella Popani, Gabriella Delfante e Joshua
Nicolosi, rappresentanti allora in Italia della Comunità di Findhorn. E ho ritrovato molti elementi
comuni con alcuni percorsi - che ho avuto l’opportunità di seguire - promossi dal Gruppo Abele di
Torino, da Daniele Novara (1989) o da Sigrid Loos (1994a, 1994b).
1
Il contenuto del presente contributo è tratto dal paper "Giocando si impara: i giochi di Findhorn come
strumento di crescita personale e professionale per gli insegnanti" presentato alle Giornate Nazionali di
Psicologia Positiva, IX edizione "Culture della Positività. Attualità e prospettive", Università degli Studi di
Bologna, sede di Cesena, 9-11 giugno 2016.
2
David Earl Platts, consulente di gestione, formatore e scrittore, è membro del Dipartimento di Educazione
alla Fondazione Findhorn (Scozia) e counselor presso la Psychosynthesis and Education Trust di Londra.
Svolge attività didattica e conferenze in tutto il mondo.
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E da allora a scuola e nei corsi con i docenti introduco sempre questi giochi, verificandone
costantemente l’efficacia (Malusà, 2016). E continuo a trovare insegnanti che si stupiscono della
semplicità e dell’efficacia di queste proposte.
Ma perché il gioco?
Con il gioco, sosteneva Platone (427-347 a.C.) già migliaia di anni fa, impariamo a conoscere davvero
noi stessi e gli altri: “Si può scoprire di più su una persona in un'ora di gioco che in un anno di
conversazione”. E la ricerca conferma che il gioco sviluppa l’intelligenza emozionale e l’autostima,
favorisce la cooperazione, il problem solving, la creatività e lo sviluppo cognitivo (Giovannini &
Riva, 2015).
L’inizio della scuola è un momento di riflessione e di forte progettazione e, come ogni inizio, richiede
una particolare cura. Ma verso che cosa? Saper accogliere, creare un clima inclusivo è un processo
che merita tempi e spazi adeguatamente progettati e pensati, una base sicura su cui fondare efficaci
processi di apprendimento. E come docenti abbiamo sicuramente sperimentato come la presenza di
relazioni armoniche all’interno di un gruppo classe sia uno sfondo imprescindibile in cui anche le
proposte formative apparentemente più complesse possano svilupparsi.
Ma come creare un clima inclusivo? E come promuovere relazioni di fiducia tra gli studenti? E quale
potrebbe essere il ruolo del docente?
L’apprendimento esperienziale (Kolb & Fry, 1975; Kolb & Lewis, 1986) ci fornisce utili indicazioni
in tal senso: imparare facendo si profila come una metodologia molto efficace per interiorizzare le
proposte educative, in ogni fascia di età.
E se questo apprendimento esperienziale comprendesse anche il gioco?
I giochi di Findhorn prevedono sessioni con progressive proposte per favorire l’apertura agli altri,
l’esplorazione, la fiducia, la mediazione dei conflitti e la sintonia con il gruppo. Sono giochi con
varianti differenti a seconda delle fasce di età e delle caratteristiche del gruppo; per questo
presuppongono una precisa progettazione con gli opportuni aggiustamenti in base a quanto emerge
dall’esperienza.
Ciascuna sessione richiede alcune ore di tempo, la predisposizione di un setting adeguato ed
un’armonica alternanza di attività più dinamiche con altre che favoriscano una maggiore
introspezione e uno scambio anche verbale (debriefing) con i “compagni di gioco”.
David Earl Platts (1998, pp. 23-30) consiglia, nel pianificare ciascuna sessione, di:
- prevedere una maggiore introspezione nei giochi solo se il gruppo si conosce da tempo e tutti
i componenti si trovano a loro agio;
- decidere l’obiettivo delle proposte in modo graduale: dapprima facilitare la conoscenza, poi
la fiducia o la sintonia nel gruppo;
- stabilire dettagliatamente una scaletta di proposte, il tempo previsto per ciascuna, i materiali
necessari e la sequenza di ciascun gioco.
L’autore prevede:
- Giochi di APERTURA, per favorire una iniziale unificazione del gruppo;
- Giochi sui NOMI, per cominciare una prima conoscenza reciproca partendo dal nome di
ciascuno;
- Giochi di AZIONE, per scaricare tensioni e sciogliere il gruppo attraverso il movimento;
- Giochi LEGGERI, per continuare a sciogliere riserve personali e facilitare un primo contatto
con l’altro;
- Giochi CREATIVI, per supportare l’immaginazione personale e di gruppo verso un prodotto
creativo comune;
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- Giochi di FIDUCIA, per guidare gradualmente i partecipanti a sperimentare un senso di
fiducia in sé e nell’altro;
- Giochi di STRETTO CONTATTO, per assorbire maggiormente la fiducia già sperimentata,
prevedendo un contatto anche fisico;
- Giochi di SCOPERTA, per andare oltre i pregiudizi di sé o dell’altro;
- Giochi di SINTONIZZAZIONE E ATTENZIONE RECIPROCA, per permettere una
comunicazione anche non verbale in sintonia con l’altro e con il gruppo;
- Giochi di CHIUSURA, per completare il percorso;
- Momenti di FEED-BACK, per condividere, elaborare ed integrare l’esperienza vissuta.
La sensibilità e la preparazione del conduttore permetteranno di scegliere le proposte più adatte ad
ogni gruppo, con l’opportuna flessibilità che ogni situazione educativa richiede.
E sicuramente aver prima sperimentato direttamente come docenti quanto vogliamo riproporre ai
nostri studenti ci consentirà di gestire con maggiore consapevolezza le numerose dimensioni
coinvolte nelle proposte che abbiamo previsto, modulando con elasticità e rispetto l’incontro con
l’altro in un clima di accoglienza e di fiducia reciproca.
E allora, giochiamo?
Riferimenti
Kolb, D. A., & Fry, R. (1975). Towards an Applied Theory of Experiential Learning. In C. Cooper
(Ed.), Theories Of Group Processes (pp. 33-57). London: John Wiley.
Kolb, D. A., & Lewis, L. (1986). Facilitating Experiential Learning: Observation and Reflection. In
L. Lewis (Ed.), Experiential and Simulation Techniques for Teaching Adults (pp. 99-107).
San Francisco, CA: Jossey-Bass.
Loos, S. (1994a). Novantanove giochi cooperativi. Torino: EGA.
Loos, S. (1994b). Viaggio a Fantàsia. Giochi creativi e non competitivi a scuola e in famiglia. Torino:
EGA.
Malusà, G. (2016). Giocando si impara. I giochi di Findhorn come strumento di crescita personale e
professionale per gli insegnanti Giornate Nazionali di Psicologia Positiva, IX Edizione.
Culture della positività. Attualità e prospettive. Atti del congresso SIPP. Università degli
Studi di Bologna, Cesena, 9-11 giugno 2016 (pp. 29). Cesena: SIPP.
Novara, D. (1989). Scegliere la pace. Educazione ai rapporti. Torino: EGA.
Platts, D. E. (1998). I giochi di Findhorn: trovare l'armonia del gruppo e scoprire se stessi con il
gioco Cesena: Macro.
Platts, D. E. (2015). Giochi che trasformano. Trovare l'armonia del gruppo e scoprire se stessi con
il gioco - Prefazione di Lucia Giovannini e Nicola Riva. Bellaria: Libreria strategica.
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La presenza di docenti motivati e competenti nella gestione della complessità e della differenza rappresenta uno dei fattori determinanti per la costruzione di contesti di apprendimento inclusivi. Una ricca normativa nazionale ed internazionale richiede sempre più agli insegnanti competenze interculturali, che necessitano di una specifica formazione anche esperienziale che permetta di impadronirsi di strumenti di mediazione e di leadership. Questo lo sfondo del presente contributo, che intende presentare alcune direzioni di senso emergenti da un’esperienza formativa che, dal 2013 al 2015, ha coinvolto complessivamente 98 docenti in servizio presso alcune scuole primarie e secondarie di diversi Istituti Comprensivi del Trentino. Con un approccio connesso all’Experiential Learning Model della Findhorn-Foundation, gli interventi hanno previsto - con un progressivo livello di coinvolgimento - giochi di apertura, esplorazione, fiducia, mediazione dei conflitti, sintonia del gruppo e attività cooperative, alternando a simulazioni osservazioni riflessive sui vissuti e una rielaborazione teorica dell’esperienza. In ciascun modulo (di 10-16 ore) sono stati proposti un questionario sui bisogni formativi, un questionario di valutazione e un incontro di debriefing, che hanno evidenziato il valore del percorso come crescita personale e professionale dei docenti, con una iniziale ricaduta operativa sulla loro prassi didattica. I risultati sottolineano come questo approccio favorisca un incremento motivazionale, lo sviluppo di competenze relazionali in un clima di fiducia reciproca e la creazione di un team collaborativo e suggeriscono l’importanza di promuovere percorsi formativi esperienziali sulla gestione della classe, convalidando l’ipotesi che la facilitazione di competenze sociali negli studenti presupponga la presenza di insegnanti socialmente competenti.
Scegliere la pace. Educazione ai rapporti
  • D Novara
Novara, D. (1989). Scegliere la pace. Educazione ai rapporti. Torino: EGA.
Novantanove giochi cooperativi
  • S Loos
Loos, S. (1994a). Novantanove giochi cooperativi. Torino: EGA.
Giochi che trasformano. Trovare l'armonia del gruppo e scoprire se stessi con il gioco -Prefazione di Lucia Giovannini e Nicola Riva. Bellaria: Libreria strategica
  • D E Platts
Platts, D. E. (2015). Giochi che trasformano. Trovare l'armonia del gruppo e scoprire se stessi con il gioco -Prefazione di Lucia Giovannini e Nicola Riva. Bellaria: Libreria strategica.
I giochi di Findhorn: trovare l'armonia del gruppo e scoprire se stessi con il gioco Cesena: Macro
  • D E Platts
Platts, D. E. (1998). I giochi di Findhorn: trovare l'armonia del gruppo e scoprire se stessi con il gioco Cesena: Macro.
Giocando si impara. I giochi di Findhorn come strumento di crescita personale e professionale per gli insegnanti Giornate Nazionali di Psicologia Positiva, IX Edizione. Culture della positività. Attualità e prospettive. Atti del congresso SIPP
  • G Malusà
Malusà, G. (2016). Giocando si impara. I giochi di Findhorn come strumento di crescita personale e professionale per gli insegnanti Giornate Nazionali di Psicologia Positiva, IX Edizione. Culture della positività. Attualità e prospettive. Atti del congresso SIPP. Università degli Studi di Bologna, Cesena, 9-11 giugno 2016 (pp. 29). Cesena: SIPP.
Giochi creativi e non competitivi a scuola e in famiglia
  • S Loos
Loos, S. (1994b). Viaggio a Fantàsia. Giochi creativi e non competitivi a scuola e in famiglia. Torino: EGA.