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Introduzione. Il perché di una scelta: ri-comporre le differenze

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Abstract

L’idea generale è stata quella di costituire una riflessione sull’alterità, che al di là delle singole declinazioni assunte, permetta di esplorare i meccanismi che si istaurano su piani differenti (individuale, sociale e culturale) ogni qualvolta la relazione è con un “Altro da Sé”: dai sentimenti di apertura e curiosità ‒ che fondano per esempio le politiche dell’accoglienza e dell’integrazione ‒ a sentimenti di manifestata intolleranza, che spingono (in maniera spesso nemmeno tanto velata) a discriminare l’altro, inteso come diverso, ovvero come colui che appartiene a ciò che è “non familiare”. Alla sociologia è, tuttavia, affidato il compito di tenere insieme le riflessioni poiché fin dalla sua nascita il suo statuto epistemologico la caratterizza come scienza interdisciplinare capace di integrare al suo interno i diversi punti di vista delle scienze umane e sociali. E ciò in considerazione del fatto che riflettere sull’alterità implica un’azione intellettuale che si pone oltre i punti di vista “disciplinari”, coniugando le molteplici riflessioni attraverso una prospettiva che non è solo orientata ai fenomeni di carattere macro-sociale (relativi ai sistemi sociali e alle forme di organizzazione degli stessi), escludendo fenomeni di carattere micro-sociale (relativi al rapporto individuo/società e alle azioni sociali) o meso-sociale (relativi alle relazioni tra sistema sociale e mondo della vita, inteso quest’ultimo come l’insieme dei significati e delle rappresentazioni della cultura).

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