ArticlePDF Available

"I registri battesimali di Marciana (isola d'Elba) nei secoli XVI-XVII" , Ricerche storiche - A. XXXIV, N. 2-3, maggio-dicembre 2004

Authors:
  • Liceo "Foresi", Portoferraio

Abstract and Figures

Analysis of approximately 4300 entries from the baptismal records of the village of Marciana on Elba Island, in the period 1586-1752. Are examined: the progressive use of surnames and the ppearance of foreign surnames; the time series of baptisms; the birth rate; seasonal pattern of births; anomalies in the relationship between male and female births; number of children per family; duration of the breeding period of the family.
Content may be subject to copyright.
1
I REGISTRI DEI BATTESIMI DI MARCIANA NEI SECOLI XVI-XVII
INTRODUZIONE
Marciana è uno dei più antichi paesi dell’isola d’Elba, ma la sua origine non è nota con certezza.
Sorge, a quasi 400 m di altezza, sui fianchi del monte Capanne (1019 m.), principale rilievo
dell’isola, in una posizione che domina tutta la costa settentrionale; nelle giornate terse lo sguardo
abbraccia tutto il litorale toscano, fino alle Alpi Apuane e ai primi contrafforti della costa ligure.
Nell’epoca oggetto del presente lavoro, tra la fine del XVI e la metà del XVIII secolo, la comunità
faceva parte del piccolo principato di Piombino, dapprima in mano agli Appiani, poi ai Ludovisi e
ai Boncompagni. Uno stato debole, che resisteva all’abbraccio del Granducato solo grazie alla tutela
degli Spagnoli, per i quali esso costituiva un tassello fondamentale nel sistema dei Presidi. L’Elba,
per la sua importanza strategica, fu continuamente teatro delle lotta tra Spagna e Francia, che
assunse spesso la forma della guerra di corsa. Marciana, vera isola nell’isola, avvertiva la presenza
del principe di Piombino quasi solo tramite le sue gabelle: per il resto era di fatto abbandonata a sé
stessa(1).
L’economia della comunità era fondata principalmente sulla coltivazione della vite, che veniva
praticata mediante la tecnica dei terrazzamenti, le cui tracce sono tuttora visibili. Ad essa era
affiancata un’economia marittima, legata in buona parte al commercio del vino e del grano, che fu
rafforzata durante il Seicento con la costruzione di alcune tonnare, rimaste in funzione fino alla
metà del ‘900. Potremmo dire che Marciana rappresenta un esempio ideale di quel mondo a metà
tra mare e montagna mirabilmente descritto da Braudel (2).
Nella Parrocchia di S. Caterina è conservata la serie quasi completa dei registri di battesimi,
matrimoni e defunti, che offrono un ricco terreno di studio. In attesa di sviluppare la costruzione
degli alberi familiari, il presente lavoro costituisce il resoconto di una prima analisi del registro dei
battesimi, ottenuta mediante il suo trasferimento completo su un database informatico(3).
LE FONTI
In conformità ai dettami del Concilio di Trento, anche a Marciana, sul finire del XVI secolo, inizia
la registrazione sistematica dei battesimi su un apposito libro. La serie giunge, senza rilevanti
lacune, fino ai giorni nostri; tuttavia, per gli scopi del presente lavoro, ci siamo limitati a
considerare i primi tre registri, che coprono gli anni dal 1586 al 1752, e contengono in totale circa
4.300 battesimi.
Il formato delle registrazioni è generalmente ripetitivo: sono riportati in successione la data, il nome
del battezzato, quello del padre e della madre, quello del sacerdote e, infine, dei testimoni. Talvolta
il padre è qualificato come “mastro”, “padrone”, “signore”, ecc., ma più spesso tale indicazione è
assente. La madre è quasi sempre la “legittima consorte” ma sono pure presenti sporadici casi in cui
si specifica che il figlio è “naturale”. La lingua utilizzata è prevalentemente l’italiano, anche se in
certe fasi si ha un’alternanza con il latino e ciò ha facilitato la comparsa di cognomi di origine
patronimica.
Per quanto riguarda la varietà dei nomi che compaiono, c’è da osservare che essa è piuttosto
limitata: i cinque nomi maschili più utilizzati, cioè Domenico, Francesco, Antonio, Giuseppe e
Giovanni, totalizzano da soli oltre 1/4 dei casi(4). E’ assai diffusa l’usanza di attribuire al
primogenito maschio il nome del nonno paterno e, agli altri figli, spesso quello di altri parenti e
1 In appendice è riportata una breve cronologia.
2 F. Braudel, op. cit. parte I: L’ambiente
3 Allo scopo è stato utilizzato il programma Microsoft Access©
4 Per le esigenze dell’elaborazione informatica, è stato necessario procedere preliminarmente alla standardizzazione dei
nomi e dei cognomi.
2
affini, oppure il nome di un fratello morto. Ciò ovviamente rende più difficile il lavoro di
ricostruzione degli alberi familiari.
Nel periodo più antico, il nome del padre generalmente è accompagnato dal patronimico anziché dal
cognome, mentre la madre è indicata sempre solo con il nome. L’uso dei cognomi, come mostra la
fig. 1, inizia ad affermarsi durante i primi decenni del ‘600, anche se, sporadicamente, si osserva in
epoca precedente, forse riservato alle famiglie più in vista. Verso il 1680, ormai, compare in quasi
tutte le registrazioni. I testimoni invece, perlomeno i forestieri, vengono indicati quasi sempre con il
cognome (5).
Fig. 1: progressivo utilizzo dei cognomi; è riportata in ordinata la frequenza percentuale di
utilizzo del cognome del padre nelle registrazioni dei battesimi. Si ha un sensibile incremento tra il
1610 e il 1620; verso il 1680 l’uso del cognome è ormai generalizzato.
La variabilità dei cognomi è ancora minore di quella dei nomi: basti pensare che i 6 cognomi più
frequenti totalizzano metà delle registrazioni; questo fatto da solo indica che, nell’epoca
considerata, la popolazione è rimasta piuttosto stabile.
Non è facile valutare con precisione il livello di affidabilità dei registri dei battesimi di Marciana, in
termini di copertura e accuratezza. Per farlo sarebbe necessario un confronto sistematico con le altre
fonti disponibili, sia parrocchiali che di altro genere. Poiché un lavoro di tale portata va al di là delle
nostre attuali possibilità, abbiamo effettuato un’analisi campione, limitandoci a ricostruire una
singola famiglia (6) attraverso quasi 200 anni e 6 generazioni. Il linkage è stato effettuato a mano,
sfruttando i risultati di queries sul database.
Dall’analisi del campione considerato, abbiamo riscontrato che circa il 90% delle persone che compaiono nel registro
delle sepolture o in quello dei matrimoni, si trovano anche in quello dei battesimi. Per il restante 10%, invece, non è
stato possibile identificare la registrazione del battesimo. La comunità di Marciana disponeva di un unico fonte
battesimale, e i casi di battesimi effettuati in altre località dovevano essere piuttosto rari. Possiamo quindi ritenere che
in questo margine del 10% siano compresi gli errori di accuratezza della fonte, le sporadiche lacune nella
documentazione e anche gli errori commessi durante il linkage.
5 Riguardo ai testimoni, si osserva un fatto curioso: spesso sono entrambi di sesso maschile, soprattutto nel caso di
forestieri; le “madrine” invece sono quasi sempre marcianesi e la stessa donna frequentemente si ritrova in molti
battesimi.
6 Si tratta della famiglia Berti, scelta perché , con oltre 300 battesimi, è una delle più numerose e rappresenta un
campione significativo, pari a circa il 7% del totale dei battesimi.
0
20
40
60
80
100
1580 1600 1620 1640 1660 1680
3
L’ANALISI DEI COGNOMI E I FLUSSI MIGRATORI
Spesso nelle registrazioni troviamo l’indicazione della provenienza dei genitori e dei testimoni. Per
i genitori, nella gran parte dei casi è specificato “di Marciana”; in assenza di indicazioni è sottintesa
l’origine locale. L’arrivo di famiglie forestiere può essere studiato seguendo la comparsa di nuovi
cognomi. Nella tabella 3, in appendice, è riportato l’elenco dei cognomi dei genitori secondo
l’ordine temporale con cui compaiono per la prima volta; in esso è indicata anche la frequenza e,
quando è nota, la provenienza.
In questo elenco possiamo distinguere tre categorie: la prima è quella dei cognomi di origine locale,
cioè quelli che, durante il ‘600, nascono come derivazione del patronimico, quali per es. Berti e
Anselmi. Di questa categoria fanno parte anche quei cognomi, per es. Lupi e Bianchi, che si trovano
già nelle registrazioni più antiche, riferite a persone sicuramente di Marciana; probabilmente si
tratta dei discendenti di nuclei familiari immigrati in epoca precedente. I cognomi del primo gruppo,
pur essendo una minoranza, sono quelli che compaiono con maggior frequenza, e rappresentano
infatti i ¾ del totale delle registrazioni.
Un secondo gruppo di cognomi, il più numeroso, compare solo una o due volte nei battesimi; la
provenienza, quasi sempre specificata in questi casi, indica che si tratta di forestieri che si
trattengono a Marciana per un po’ di tempo e poi fanno ritorno ai luoghi di origine. Possono essere
funzionari governativi, quali i Commissari del principe, oppure artigiani che lavorano alla marina o
alla tonnara, o cerusici, o maestri assunti dalla Magnifica Comunità.
Una piccola parte di questi forestieri alla fine si stabilisce definitivamente a Marciana: questo terzo
gruppo, cui appartengo per esempio le famiglie Vai e Ricci, è rappresentato da pochi cognomi a cui
corrispondono però numerosi battesimi.
Fig. 2: comparsa di cognomi forestieri. E’ rappresentato il numero di cognomi di origine non
locale che per la prima volta compare durante ciascun periodo decennale.
Nella fig. 2 è rappresentata la comparsa nelle registrazioni di nuovi cognomi forestieri, che può
darci un’idea dei flussi migratori; si notano due fasi relativamente più intense verso gli anni ’30 dei
due secoli.
L’origine dei flussi migratori riflette abbastanza bene il contesto politico-economico; infatti nella
prima fase, nel corso del ‘600, i forestieri provengono soprattutto dalla piazzaforte medicea di
Portoferraio, dalla Spagna, dal Napoletano, dalla Toscana. E’ probabile che si trattasse di
0
2
4
6
8
10
12
14
16
1580
1600
1620
1640
1660
1680
1700
1720
1740
4
funzionari, oppure di militari della vicina fortezza spagnola di Longone, edificata nei primi anni del
secolo XVII. Nel corso ‘700, si ha una seconda ondata di immigrazione, verosimilmente legata a
una fase di sviluppo economico. I forestieri vengono dalla Riviera ligure, in particolare da Camogli,
dalla Corsica, da Napoli e Capri; i Napoletani erano probabilmente pescatori di coralli, come risulta
dal registro dei movimenti del porto(7); i Liguri forse commercianti di grano o lavoranti della
tonnara, come talvolta troviamo citato nelle Anzianate (8) . Dei numerosi Corsi non sappiamo nulla:
forse gente che fuggiva dai disordini provocati dalla lotta per l’indipendenza. Ma quanti erano i
forestieri a Marciana? L’unica informazione in proposito è uno “stato di anime” del 1745 (9) che
riporta 25 forestieri su 1213 abitanti, pari al 2% del totale.
Per quanto riguarda il flussi in uscita, possiamo ottenere una stima di massima dall’analisi della
famiglia-campione che abbiamo ricostruito. Se le registrazioni degli archivi parrocchiali fossero
assolutamente accurate e prive di lacune, e se non fossero stati commessi errori durante il linkage,
si potrebbe calcolare il tasso di emigrazione considerando le persone che compaiono nel registro dei
battesimi ma non in quello dei defunti. Effettivamente, dal nostro limitato campione (10), risulta che
il 27% dei nati non si trova tra i defunti; deducendo un 10% almeno a titolo di errore, potremmo
stimare il flusso in uscita a circa il 17%.
LA SERIE TEMPORALE DEI BATTESIMI
Nella fig. 3 è rappresentato il numero annuo di battesimi; si tratta di un andamento complesso nel
breve periodo, caratterizzato da oscillazioni talvolta notevoli, come i 52 battesimi verificatisi nel
1644, corrispondenti ad oltre il doppio della media annua, che nel periodo era pari a 22.
Fig. 3: Numero annuo di battesimi. Per tutto il ‘600 esso rimane mediamente costante; con il ‘700
inizia una fase di crescita decisa.
7 Leggendo le prime 2 pagine del registro degli arrivi (FONTII 5) si vede che in una sola settimana, nell’ottobre del
1752, entrano nel porto di Marciana 24 feluche, di cui 20, napoletane, che trasportano corallo.
8 Per esempio a pag. 112V delle Anzianate (FONTI 4), nel maggio del 1649 un certo Padrone Gio Schiaffino di
Camogli si offre di costruire una tonnara nella zona di S. Andrea da gestire in compartecipazione con la Magnifica
Comunità
9 Vedi FONTI n. 2
10 Sono stati presi in considerazione, nell’ambito della famiglia Berti, solo i battesimi avvenuti tra il 1607 e il 1700,
perché la registrazione dei defunti inizia con il 1607 ed è stata da noi studiata solo fino al 1772; il campione così
ottenuto è di 137 individui.
0
10
20
30
40
50
60
1580 1630 1680 1730
5
Sulle cause di queste forti oscillazioni si possono avanzare varie ipotesi. In primo luogo influivano
le dimensioni relativamente ridotte della comunità, che nel corso del XVII secolo,
secondo i calcoli che vedremo tra breve, superava di poco le 600 persone. Poi le ricorrenti crisi di
mortalità che colpivano la comunità, causate da carestia ed epidemie, gli stessi flagelli che, come
descritto da Del Panta (11), imperversavano nel resto della Toscana.
Un ulteriore elemento da non trascurare è l’incidenza dell’immigrazione, che detto sopra, nei primi
decenni del ‘600 e del ‘700 ebbe due flussi abbastanza consistenti.
Comunque sia, il trend generale può essere suddiviso in due fasi successive: inizialmente, durante
tutto il ‘600, il numero di battesimi annui rimane mediamente stazionario; in seguito, durante il
‘700, si ha una crescita netta, sostanzialmente lineare.
Se fosse nota la popolazione complessiva di Marciana, potremmo calcolare l’indice di natalità,
almeno nell’ipotesi che il numero di battesimi coincidesse con quello delle nascite. Tuttavia, fino al
‘700 inoltrato non disponiamo di alcuna informazione diretta sul numero di abitanti; a partire dal
1735 invece abbiamo alcuni stati di anime e altre notizie sulla popolazione dovute Coresi Del
Bruno, un erudito del XVIII che riporta numerose notizie di carattere storico e geografico
sull’Elba(12).
Utilizzando i pochi dati disponibili, riportati in tabella 1, abbiamo calcolato un indice di natalità del
34,6‰ annuo, in ottimo accordo con il dato medio per la Toscana riportato da Del Panta (13).
Nell’ipotesi che il valore dell’indice di natalità non fosse cambiato sensibilmente nel tempo, e
tenendo conto che durante il ‘600 la media annua dei battesimi è pari a 22, siamo giunti a calcolare
per tale epoca una popolazione di circa 630 persone.
Tabella 1: Calcolo coefficiente di natalità per 1000 abitanti
Fonte Anno Popolazione Battesimi Coeff.
Coresi Del Bruno cit. 1735 1030 31 30,1
Stato anime (FONTI 3) 1736 1090 46 42,2
Coresi Del Bruno cit. 1738 1180 41 34,7
Coresi Del Bruno cit. 1739 1129 38 33,6
Stato anime (FONTI 2) 1745 1213 39 32,2
MEDIA 34,6
ANOMALIE NELL’ANDAMENTO STAGIONALE
Nel tentativo di individuare eventuali variazioni stagionali, abbiamo preso in considerazione i
battesimi registrati in ciascun mese dell’anno, per tutto l’arco di tempo che va dal 1586 al 1752. Il
risultato, abbastanza sorprendente, è riportato in fig. 4.
Da un punto di vista puramente statistico, il numero di battesimi dovrebbe essere sostanzialmente
lo stesso in ciascun mese dell’anno; le eventuali fluttuazioni casuali dovrebbero essere
sensibilmente appiattite a causa dell’elevato numero di registrazioni considerate (circa 4300, come
si è detto). I nostri dati mostrano invece una variazione stagionale nettissima: con la primavera i
battesimi iniziano a diminuire, fino a raggiungere un minimo, in giugno e luglio, che è poco più
della metà del valore invernale.
Per spiegare un andamento di questo tipo, a nostro avviso si possono avanzare due ipotesi. In una
prima interpretazione, una parte consistente della popolazione maschile o femminile è soggetta a
11 Del Panta 1987 op. cit.
12 Coresi Del Bruno op. cit. pag. 154
13 L. Del Panta 1974, op. cit., pag. 51
6
spostamenti stagionali in località remote, per motivi legati all’attività economica prevalente,
cosicché i nuclei familiari restano separati per lunghi periodi e la natalità ne viene influenzata. Una
situazione di questo tipo dovrebbe essere riscontrabile in comunità in cui prevalgono attività quali il
bracciantato stagionale, la pastorizia transumante o la pesca stagionale in territori remoti.
Un’ipotesi di questo appare tuttavia improbabile per l’Elba, in quanto mancano notizie su
spostamenti stagionali consistenti verso la terraferma e, d’altra parte, l’intera isola può essere
traversata con una giornata di cammino o poco più.
Figura 4: Andamento stagionale dei battesimi. In ordinata è riportato il numero di battesimi
registrati in ciascun mese dell’anno. E’ evidente una forte diminuzione durante il periodo estivo
Figura 5: Percentuale mensile di battesimi femminili. In ordinata è riportata la percentuale di
femmine rispetto al totale dei battesimi. Si nota che nei mesi estivi si ha una netta diminuzione nel
rapporto tra femmine e maschi.
0
50
100
150
200
250
300
350
400
450
500
123456789101112
40
41
42
43
44
45
46
47
48
49
50
51
123456789101112
7
La seconda ipotesi è che le nascite venissero controllate in modo da evitare i mesi estivi,
probabilmente per non interferire con la coltivazione della vite, che era l’attività prevalente, e
richiede il massimo impegno di tutti i membri della famiglia proprio nel periodo tra fine estate e
inizio autunno.
Per cercare di chiarire la situazione abbiamo preso in considerazione il rapporto di mascolinità alla
nascita. Dal registro dei battesimi risultano 2262 maschi e 2044 femmine, cui corrisponde un
rapporto di mascolinità pari a 110,6. E’ un valore molto elevato, anche se statisticamente ancora
compatibile con quello di una popolazione normale (14), nell’intervallo di confidenza del 95%.
Successivamente abbiamo esaminato l’andamento stagionale del rapporto di mascolinità. A priori la
ripartizione tra maschi e femmine dovrebbe mantenersi sostanzialmente costante durante l’arco
dell’anno; in realtà, come mostra la fig. 5, dai dati in nostro possesso emerge una notevole
variazione stagionale. Durante il periodo estivo la percentuale di femmine si abbassa e raggiunge un
minimo, rispecchiando quasi esattamente la curva di diminuzione della natalità.
Si tratta solo di una coincidenza, o dobbiamo supporre che la diminuzione della natalità e il
contemporaneo aumento del rapporto di mascolinità durante l’estate, fossero entrambi da attribuire
alla pratica dell’infanticidio femminile?
L’analisi statistica, riassunta nella tabella 2, mostra che, assumendo un rapporto di mascolinità pari
a 105,5 , le anomalie riscontrate non sono sufficienti per giustificare, con livello di confidenza del
95%, un’ipotesi così traumatica come quella dell’infanticidio femminile.
Possiamo quindi concludere, sulla base dei pochi dati a nostra disposizione, che l’apparente
correlazione tra la diminuzione estiva della natalità e la contemporanea diminuzione della
percentuale di femmine rimane solo un’inquietante coincidenza.
Tabella 2: Confronto tra i maschi effettivamente riscontrati rispetto al totale dei battesimi e
l’intervallo di variazione previsto in base ad un rapporto di mascolinità pari a 105,5 e un livello di
confidenza del 95%
Mese Totali Maschi Intervallo di variazione
Min Centrale Max
1 424 209 198 218 238
2 371 189 172 190 209
3 452 230 211 232 253
4 361 188 167 185 204
5 316 158 145 162 180
6 246 135 111 126 142
7 238 133 107 122 137
8 307 165 140 158 175
9 351 193 162 180 199
10 388 210 180 199 218
11 399 208 185 205 224
12 392 198 182 201 221
LA DIMENSIONE DELLE FAMIGLIE
Per uno studio esauriente dei parametri demografici della popolazione sarebbe necessario procedere
alla ricostruzione di tutti gli alberi familiari della comunità: un processo molto lungo, in gran parte
manuale, che come già detto, va al di là delle nostre attuali possibilità. Vedremo, tuttavia, che è
possibile ottenere già da ora alcune informazioni significative utilizzando metodi più diretti.
14 Del Panta (1994), pag. 61 suggerisce un valore compreso tra 104 e 107
8
Dall’archivio informatizzato dei battesimi abbiamo selezionato tutte le registrazioni in cui compare
la stessa coppia di genitori e lo stesso cognome. Benché la variabilità di nomi e cognomi, come già
detto, sia piuttosto limitata, combinando insieme i tre elementi e sfruttando inoltre l’ordinamento
temporale, si raggiunge una discriminanza sufficiente a individuare i nuclei familiari. Il che tutto
sommato è abbastanza ovvio, visto che i membri della comunità dovevano pur essere in grado di
identificarsi tra di loro!
Nel processo di selezione abbiamo scartato tutte le famiglie il cui primogenito è nato prima del
1680, poiché prima di allora l’uso del cognome, essenziale per la selezione, non era ancora
sufficientemente generalizzato.
Parimenti abbiamo scartato le famiglie il cui primogenito è nato dopo il 1730, perché nei nostri
archivi abbiamo solo le registrazioni fino al 1752, quindi era necessario fermarsi molti anni prima
per evitare gli effetti di “coda” che avrebbero ridotto artificiosamente il numero di nati per
famiglia. Alla fine della selezione abbiamo ottenuto 291 nuclei familiari per un totale di 1280
battesimi, che abbiamo utilizzato per studiare la dimensione delle famiglie e l’intervallo tra le
nascite (prescindendo qui dalla differenza tra nascite e battesimi).
Figura 6: Numero di figli per famiglia. In ascissa il numero di battesimi per famiglia e in ordinata
la corrispondente percentuale sul totale del campione di 291 famiglie
In fig. 6 è rappresentata la distribuzione percentuale delle famiglie in base al numero di battesimi. A
prima vista spicca il numero relativamente elevato di famiglie che hanno uno solo o pochi figli. Ma
è necessaria qualche cautela nell’interpretare questo risultato, in quanto vi sono vari fattori che
concorrono a far apparire più alto del reale il numero di famiglie con pochi figli.
Per esempio i movimenti della popolazione: i forestieri che si fermavano solo qualche anno a
Marciana battezzavano pochi figli. Lo stesso si può dire delle famiglie da poco immigrate,
abbastanza numerose nei primi decenni del ‘700, che avevano battezzato una parte dei figli nei loro
luoghi d’origine.
Anche i vedovi e le vedove che si risposavano appaiono nella selezione come nuovi nuclei familiari,
abbassando la media.
Infine sono da considerare anche le limitazioni insite nel processo di elaborazione dei dati, che porta
a scartare un piccolo numero di battesimi in cui il cognome è mancante o illeggibile.
Il risultato che emerge, nonostante le limitazioni di cui sopra, è la tipica famiglia contadina con una
in media 4,4 figli. Le famiglie numerose, con almeno 7 figli, sono parecchie e sono anche quelle
che danno il maggior contributo alla popolazione della comunità: infatti in esse avviene circa la
0
5
10
15
20
25
1 2 3 4 5 6 7 8 9 101112131415
9
metà di tutte le nascite. Il massimo numero di figli per famiglia che abbiamo trovato nel campione è
pari a 15. L’intervallo medio tra le nascite è risultato pari a 2,97 anni.
L’analisi della durata del periodo riproduttivo richiede le stesse cautele viste sopra, in quanto
tendono ad essere artificialmente favoriti i periodi brevi. I risultati, rappresentati nella fig. 7,
forniscono una durata media del periodo riproduttivo pari 12,94 anni, con un massimo di ben 26
anni.
Figura 7: Distribuzione della durata del ciclo riproduttivo. In ascissa la durata in anni e in
ordinata il numero di famiglie.
I risultati ottenuti con l’analisi dei cognomi e, ancor più, quello sulla durata del periodo
riproduttivo, mostrano che è possibile seguire i nuclei familiari per lunghi periodi, segno che
durante secoli XVII-XVIII la popolazione della comunità di Marciana rimase piuttosto stabile.
Sfruttando anche gli altri registri parrocchiali dei matrimoni e dei defunti, si apre dunque la
prospettiva di studiare la popolazione attraverso più generazioni.
RINGRAZIAMENTI
Desideriamo esprimere la nostra gratitudine a Ivan Tognarini e Andrea Zagli del Dipartimento di
Storia dell’Università di Siena, per i preziosi consigli e le critiche costruttive.
0
2
4
6
8
10
12
14
16
18
1
3
5
7
9
11
13
15
17
19
21
23
25
10
Tabella 3: Elenco dei cognomi
I cognomi sono riportati secondo l’ordine temporale con cui per la prima volta compaiono nei
battesimi; nella III colonna è indicata la frequenza totale con cui il cognome compare; nella IV
colonna vi è il riferimento documentale (il primo numero dopo la lettera B indica il numero del
volume, il secondo numero della pagina). Nell’ultima colonna è riportata la provenienza;
l’asterisco indica l’origine locale, attestata dal fatto che la persona viene indicata come tale; in
alcuni casi la provenienza non è indicata nella prima registrazione, ma in una successiva ovvero in
un altro documento, di cui viene riportato il riferimento. In qualche caso non vi sono elementi per
stabilire l’origine della famiglia.
COGNOME ANNO FREQ. RIF. PROVENIENZA
BIANCHI 1587 70 B1.4 *
PAGANETTI 1588 2 B1.9
PETROCCHI 1588 1 B1.7 Rio (Elba)
CORSO 1590 22 B1.163 Corsica
MANESCOLTI 1590 1 B1.15 S. Croce TM.5
PULINI 1590 8 B1.19
MILIANI 1591 1 B1.23 Poggio (Elba)
CEPPARELLI 1593 1 B1.27 Pisa
FORNI 1594 2 B1.30 Milano
LUPI 1598 405 B1.6 *
PAVOLINI 1598 294 B1.35 *
SARDI 1598 232 B1.33 *
COGNO 1600 2 B1.37 Genova
ROSAVERMIGLIA 1600 2 B1.37
BERNOTTI 1602 88 B1.52 *
PILOTO 1603 6 B1.41
MURATORE 1606 1 B1.49
BARZALINI 1607 65 B1.39 *
PACALO 1607 1 B1.55 Pietrasanta
AICARDO 1610 2 B1.64 Finale
MURZI 1610 288 B1.64 *
ZECCHINI 1610 71 B1.61 *
PIERUZZI 1611 32 B1.68 *
SANNA 1611 5 B1.68 *
GENTILI 1613 56 B1.78 *
GONZALES 1613 1 B1.79 Spagna
PANEDES 1613 1 B1.80 Maiorca
ZERBINI 1613 3 B1.77 Genova
PIASAN 1614 3 B1.85 Spagna
PARMIGIANO 1615 3 B1.88
TORRA 1616 6 B1.94
BARTALI 1617 6 B1.101
LEONI 1617 9 B1.97
CHIARI 1619 32 B1.110 *
CARPANI 1620 1 B1.115 Portoferraio
GALEAZZI 1620 41 B1.113 *
TESTA 1620 31 B1.115 *
BALESTRINI 1621 3 B1.119 Portoferraio
UGOLIN 1623 1 B1.129 Scarlino
FIORINI 1625 8 B1.137
GARBATI 1625 20 B1.138 *
MONTEMERLI 1627 1 B1.142 Campiglia (continua)
11
Tabella 3 (continuazione)
COGNOME ANNO FREQ. RIF. PROVENIENZA
MAGNI 1628 1 B1.146 Pistoia
PAVONI 1628 51 B1.150 Rio (Elba)
PISANI 1628 109 B1.146 *
BERTI 1631 231 B1.159 *
IALTANI 1631 1 B1.158 Portoferraio
PERNO 1631 1 B1.156 Napoli
ANSELMI 1632 174 B1.163 *
TACCONI 1632 1 B1.164 Pisa
DE LA CRUZ 1633 1 B1.170 Spagna
PALA 1634 1 B1.173 Napoli
PETRILLI 1634 1 B1.172 Pisa
PINOZZO 1635 6 B1.178
SPANNOCCHIA 1635 34 B1.180 Spannocchia (SI)
CERVINI 1636 9 B1.183 Portoferraio
FRANCANO 1636 1 B1.184 Napoli
PALODI 1637 3 B1.188
SCAFETTI 1637 1 B1.187 Populonia
PERINI 1638 1 B1.174
PERIA 1641 4 B1.215 Napoli
PALMIERI 1644 2 B1.202 S. Margherita
PARODI 1645 4 B1.223
PETRIA 1646 3 B1.226
DELLA SALA 1647 1 B1.229 Francia
PIGLIOLO 1647 3 B1.229 Corsica
SANCES 1647 1 B1.229 Piombino
PARDI 1649 18 B1.235
FERRINI 1650 69 B1.237 *
SORENTINI 1653 1 B1.245 Napoli
BACCELLI 1655 6 B1.252 Portoferraio
COSTI 1660 6 B1.262 Portoferraio
MAZZEI 1660 10 B1.262 Poggio
VAI 1660 54 B1.261 Milanese
BRASCHI 1662 53 B1.266 Portoferraio
ALESSANDRINI 1665 6 B1.271 Corsica
BORLETTI 1667 6 B1.276 Siena
CASALTA 1667 2 B1.277 Corsica
CATTA 1669 48 B1.282 *
COSTA 1669 48 B1.282 *
CURGAIA 1670 1 B1.284 Piombino
PIERUZZINI 1673 53 B1.297 *
LEONARDI 1675 15 B1.302 *
PISO 1675 1 B1.304
SCHIATTA 1677 1 B1.312
FRANGIOTTI 1680 3 B1.205
MARTINI 1681 1 B1.317 Medicina
SALCI 1681 1 B1.315 Piombino
FOSSI 1686 52 B2.5 Poggio M2.54
CIANCHINI 1687 14 B2.9 Portoferraio
LALTESINI 1687 1 B2.8
RICCI 1688 41 B2.11 Villa Franca
GIBELLINI 1693 1 B2.26 (continua)
12
Tabella 3 (continuazione)
COGNOME ANNO FREQ. RIF. PROVENIENZA
BARDI 1696 3 B2.36
CARNEVALI 1696 38 B2.38 S.Margherita
LUNARDI 1699 5 B2.50
ZANETTI 1700 2 B2.57
CIANGAROTTI 1702 19 B2.67 Portoferraio
LORENZI 1705 17 B2.77
POGGIOLI 1705 10 B2.79
MONTEBRUNI 1707 2 B2.87
ARLANDI 1708 3 B2.95
MARCHI 1711 9 B2.105 Sarzana
BENARDI 1715 1 B2.131
ARNALDI 1719 9 B2.149
BONAGLI 1720 3 B2.151
PIACENTINI 1720 5 B2.152
IANDA 1721 8 B2.157
PULIDORI 1723 7 B3.6 Prato
TANCREDI 1723 6 B3.4 Corsica
MANNUCCI 1724 11 B3.8 Capoliveri M2.104
FLORES 1725 1 B3.15 Spagna
TORALTA 1726 1 B3.22 Spagna
VELASCO 1727 7 B3.25 Gaeta
FERANDI 1730 5 B3.41
MARCHISONE 1730 1 B3.44
PICCHI 1730 1 B3.44 Portoferraio
CATALDI 1731 1 B3.50
CASABIANCA 1732 2 B3.52 Corsica
CARLETTI 1734 1 B3.60 Rio Elba M2.124
GIUSTI 1736 1 B3.72 Capoliveri
MARCHIANI 1736 4 B3.72 Camogli
PALILLO 1738 6 B3.81 Capri
PIERANGELI 1738 7 B3.79 Portoferraio
AMBROGINI 1739 5 B3.87 Sarzana M2.140
NATALI 1739 7 B3.86 Corsica
PELAGALLO 1739 4 B3.85 Camogli
TAGLIAFERRO 1739 5 B3.84 Porto Longone
BISACCIA 1740 1 B3.91 Corsica
PARILLO 1740 1 B3.90 Capri M2.142
PELIANO 1740 5 B3.89 Camogli
FRANCHI 1741 1 B3.98 Napoli
MONTAUTI 1741 1 B3.99 S.Ilario M2.41
REGALI 1742 2 B3.106 Pontadeia
OLIVARI 1745 4 B3.123 Camogli
BISSO 1747 2 B3.135 Uscio (GE)
DAL PELO 1747 2 B3.132 Camogli
FRANCO 1747 7 B3.134 Capri
CAUVI 1748 1 B3.140 Camogli
SCHIAFFINO 1748 1 B3.140 Camogli
PONTI 1749 2 B3.149 Portoferraio
VALERI 1749 2 B3.152 Livorno
TIRATI 1750 2 B3.156 Arezzo
PIOLA 1751 1 B3.164 Genova
CAPURO 1752 1 B3.174 Genova
13
CRONOLOGIA
1548 Edificazione di Cosmopoli (Portoferraio). L’Elba è sotto il dominio di Cosimo dei
Medici.
1553-1558 I pirati Turchi, alleati dei Francesi nella lotta contro la Spagna, assaltano
ripetutamente l’Elba, le altre isole dell’arcipelago e la Corsica.
1574 I Medici restituiscono l’Elba agli Appiani, tranne Cosmopoli, che rimane in loro
possesso.
1590 Alessandro Appiani viene ucciso in una congiura di palazzo. Gli Spagnoli
sembrano intenzionati ad impossessarsi di Piombino e dell’Elba.
1592 Si diffonde all’Elba un’epidemia di peste
1603 Dopo la morte di Giacomo VII Appiani manca un erede diretto. Gli Spagnoli ne
approfittano e sbarcano a Longone (Porto Azzurro) dove costruiscono una poderosa
fortezza. A questo punto tutta l’Elba, tranne Cosmopoli, è sotto il loro controllo.
1626 Il principato di Piombino e l’Elba tornano ad essere governati da un ramo
collaterale degli Appiani, nella persona di Don Belisario, sotto l’influenza spagnola.
1646 I Francesi, sotto il governo di Mazzarino, assalgono i Presidi spagnoli; attaccano
anche Piombino e l’Elba e riescono a impadronirsi della fortezza di Longone dopo
un duro assedio
1647 Raggiunge il culmine una crisi di mortalità, forse un’epidemia portata dalle truppe
francesi, che tra il ’46 e ’47 miete 184 vittime, quasi un terzo della popolazione
stimata per Marciana
1650 Gli Spagnoli, dopo violenti scontri, riconquistano Longone
1655 Il feudo piombinese passa a Niccolò Ludovisi, genero di Isabella Appiani; l’Elba
attraversa una fase relativamente tranquilla, a parte qualche tentativo di attacco,
fallito, da parte dei corsari
1701 Lo stato di Piombino passa per matrimonio al duca Boncompagni di Sora
1708 Durante la guerra di successione spagnola, gli Austriaci tentano di occupare l’Elba
ma, dopo aspri scontri con gli Spagnoli che coinvolgono anche gli Elbani, vengono
sconfitti
1709 Anche l’Elba, come il resto d’Europa, è colpita da un’ondata di freddo anomala che
provoca una grave carestia
1731 I Medici, ormai in declino, non riescono a sottrarsi all’influenza sempre più
pressante degli Spagnoli e sono quindi costretti ad accettare la presenza di un
presidio anche a Cosmopoli
1735 Con la pace di Vienna il Granducato, e con esso Cosmopoli, passa ai Lorena; gli
Spagnoli conservano Longone e Eleonora Boncompagni il resto dell’Elba. Sotto i
Lorena la piazzaforte di Cosmopoli viene progressivamente rafforzata e si avvia a
diventare una delle più importanti del Mediterraneo.
FONTI
1. Registri dei battesimi – Voll. I, II e III – Parrocchia di S. Caterina – Marciana (LI)
2. “Stati di anime di diverse Cure dell’isola dell’Elba” – ASCP Comune di Piombino (LI), n. 137, 1745, c.68 r
3. “Stato delle anime che si ritrovano nella terra di Marciana” – 1736 – Archivio Vescovile – Massa Marittima (GR).
4. “Delibere degli Anziani 1638 – 1654” – Archivio storico comunale – Marciana
5. “Registro degli arrivi alla spiaggia 1752 – 1770” – Archivio storico comunale - Marciana
14
BIBLIOGRAFIA
1. ACTON H., Gli ultimi Medici, Torino, 1987
2. ALLEGRA L., Il parroco: un mediatore fra alta e bassa cultura, in Storia d’Italia. Annali 4. Intellettuali e potere, a
cura di C. Vivanti, Torino, 1981.
3. APPLEBY A. B., Epidemics and Famine in the Little Ice Age, “The Journal of Interdisciplinary History”, Vol. X, n.
4, History and Climate: Interdisciplinary Explorations, Spring, 1980
4. ARCAMONE M. G., La tipologia dei cognomi italiani, in Dictionnaire historique des noms de famille romans, Actes
du Ier Colloque (Tréves, 10-13/12/1987), a cura di D. Kremer, Tubinga, 1990.
5. BELLETTINI A., La popolazione italiana. Un profilo storico, Torino, 1987
6. BELLETTINI A., La démographie italienne au XVIe siècle: sources et possibilités de recherche, “Annales de
Démographie Historique”, 1980 (adesso pub. in “Bollettino di Demografia Storica”, n. 18, 1993).
7. BENIGNO F., Famiglia mediterranea e modelli anglosassoni, “Meridiana”, n. 6, 1989
8. Branchi, Corografia fisica, storica e statistica dell’isola d’Elba, manoscr. 1839
9. Braudel, Fernand.: “Civiltà e imperi del Mediterraneo nell’età di Filippo II” – Einaudi 1986
10. BRESCHI M. - LIVI BACCI M., Stagione di nascita e clima come determinanti della mortalità infantile negli Stati
Sardi di Terraferma, “Genus”, XLII, 1-2, 1986.
11. BRESCHI M., La popolazione della Toscana dal 1640 al 1940. Un’ipotesi di ricostruzione, Firenze, Dipartimento
Statistico - Università degli Studi di Firenze, 1990.
12. BRESCHI M., Inventarsi una fonte virtuale? Tecniche per la ricostruzione e la simulazione di scenari demografici,
“Quaderni Storici”, XXVI, n. 78, Informatica e fonti storiche, a cura di R. Derosas e R. Rowland, 1991
13. BURKE P., Sociologia e storia, Bologna, 1982.
14. BURKE P., Scene di vita quotidiana nell’Italia moderna, Bari, 1988.
15. CIPOLLA C. M., Contro un nemico invisibile. Epidemie e strutture sanitarie nell’Italia del Rinascimento, Bologna,
1985.
16. CONTI G., Firenze dai Medici ai Lorena. Storia, cronaca aneddotica, costumi (1670-1737), Firenze, 1909 (rist.
Firenze, Giunti, 1993).
17. Coresi Del Bruno: “Zibaldone di memorie dell’isola d’Elba” – copia dal manoscritto del XVIII secolo realizzata
nel 1927 - Biblioteca Foresiana – Portoferraio (LI)
18. CORRADI A., Annali delle epidemie occorse in Italia dalle prime memorie fino al 1850 compilati con varie note e
dichiarazioni, Voll. I-III, Bologna, 1865 (Rist. Forni, 1973).
19. CORSINI C.A., Lignes d'un programme pour l'étude de la population de la Toscane aux XVIIe et XIXe siècles, in
Pour connaitre la population de la Toscane aux XVIIe et XIXe siècles, Firenze, 1974.
20. CORSINI C. A. (a cura di), Vita Morte e Miracoli di Gente Comune. Appunti per una storia della popolazione della
Toscana fra XIV e XX secolo, Firenze, 1988.
21. DE FELICE E., Dizionario dei cognomi italiani, Milano, 1978.
22. DEL PANTA L. - RETTAROLI R., Introduzione alla demografia storica, Bari, 1994
23. DEL PANTA L., Una traccia di storia demografica della Toscana nei secoli XVI-XVIII, Firenze, 1974.
24. DEL PANTA L., Cronologia e diffusione delle crisi di mortalità in Toscana dalla fine del XIV agli inizi del XIX
secolo, “Ricerche Storiche”, VII, n. 2, 1977.
25. DEL PANTA L., Le epidemie nella storia demografica italiana (secoli XIV-XIX), Torino, 1980.
26. DIAZ F., Il Granducato di Toscana. I Medici (1530-1737), in Storia d'Italia, diretta da G. Galasso, Torino, 1976.
27. FUMAGALLI V., L'uomo e l'ambiente nel Medioevo, Bari, 1992.
28. GOODY J., Famiglia e matrimonio in Europa. Origini e sviluppi dei modelli familiari dell’Occidente, Bari, 1984 (1a
ed. inglese, Cambridge, 1983).
29. Herlihy, La famiglia nel Medioevo, Laterza, 1989
30. Kamen, Il secolo di ferro, Laterza 1975
31. LASLETT P., La famiglia e l’aggregato domestico come gruppo di lavoro e gruppo di parenti: aree dell’Europa
tradizionale a confronto, in WALL R., J. ROBIN, P. LASLETT (a cura di), Forme di famiglia nella storia europea...
32. LE ROY LADURIE E., Times of Feast, Times of Famine: a History of climate since the year 1000, London, 1972 ( tr.
it. Tempo di festa, tempo di carestia. Storia del clima dall'anno mille, Torino, 1982).
33. Ninci, Giuseppe: “Storia dell’isola d’Elba”, 1814 – stampa anastatica Arnaldo Forni Ed., 1979
34. SERENI E., Storia del paesaggio agrario italiano, Bari, 1987
35. TOGNARINI I., Piombino città e stato dell'Italia moderna nella storia e nell'arte, Piombino, 1978.
36. TOGNARINI I., La questione del ferro nella Toscana del XVI secolo, in I Medici e lo Stato Senese 1555-1609. Storia
e territorio, a cura di L. Rombai, Roma, 1980.
37. VANAGOLLI, Turchi e Barbareschi all’Elba nel Cinquecento, Le Opere e i Giorni, 1997
38. ZAGLI A., Proprietari, contadini e lavoratori dell'“incolto”. Aspetti e problemi dell'accesso alle risorse nell'area
del Padule di Fucecchio fra XVII e XIX secolo, in A. PROSPERI(a cura di), Il Padule di Fucecchio
39. Zuccagni: “Corografia fisica, storica e statistica dell’Italia e delle isole” - Firenze 1842
15
AUTORI:
Patrizia Solero, nata a Poggiardo (LE) il 19/02/59; laureata in Lettere presso l’università di Genova
nel 1983. Pubblicazioni: “Produzione olearia in Liguria – un modello” in: Miscellanea storica
ligure – anno XV, n. 2
Carlo Anselmi, nato a Genova il 21/5/55; laureato in Fisica presso l’università di Genova nel 1987
Indirizzo:
Via della Fonderia 49
57037 Portoferraio
tel. 0565 914507
e-mail: solerop@vodafone.it
ResearchGate has not been able to resolve any citations for this publication.
storica e statistica dell'isola d'Elba
  • Corografia Branchi
  • Fisica
Branchi, Corografia fisica, storica e statistica dell'isola d'Elba, manoscr. 1839
Civiltà e imperi del Mediterraneo nell'età di Filippo II
  • Fernand Braudel
Braudel, Fernand.: "Civiltà e imperi del Mediterraneo nell'età di Filippo II" -Einaudi 1986
Stagione di nascita e clima come determinanti della mortalità infantile negli Stati Sardi di Terraferma
  • Breschi M. -Livi Bacci M
BRESCHI M. -LIVI BACCI M., Stagione di nascita e clima come determinanti della mortalità infantile negli Stati Sardi di Terraferma, "Genus", XLII, 1-2, 1986.
Inventarsi una fonte virtuale? Tecniche per la ricostruzione e la simulazione di scenari demografici
  • Breschi M
BRESCHI M., Inventarsi una fonte virtuale? Tecniche per la ricostruzione e la simulazione di scenari demografici, "Quaderni Storici", XXVI, n. 78, Informatica e fonti storiche, a cura di R. Derosas e R. Rowland, 1991
Epidemie e strutture sanitarie nell'Italia del Rinascimento
  • C M Cipolla
CIPOLLA C. M., Contro un nemico invisibile. Epidemie e strutture sanitarie nell'Italia del Rinascimento, Bologna, 1985.
Zibaldone di memorie dell'isola d'Elba " – copia dal manoscritto del XVIII secolo realizzata nel 1927-Biblioteca Foresiana – Portoferraio (LI)
  • Coresi Del
Coresi Del Bruno: " Zibaldone di memorie dell'isola d'Elba " – copia dal manoscritto del XVIII secolo realizzata nel 1927-Biblioteca Foresiana – Portoferraio (LI)
Una traccia di storia demografica della Toscana nei secoli XVI-XVIII
  • Del Panta
DEL PANTA L., Una traccia di storia demografica della Toscana nei secoli XVI-XVIII, Firenze, 1974.
Cronologia e diffusione delle crisi di mortalità in Toscana dalla fine del XIV agli inizi del XIX secolo
  • Del Panta
DEL PANTA L., Cronologia e diffusione delle crisi di mortalità in Toscana dalla fine del XIV agli inizi del XIX secolo, "Ricerche Storiche", VII, n. 2, 1977.