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Conclusioni. In ogni viaggio si varca un confine

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Abstract

In ogni viaggio si varca un confine. Dogane e passaporti sono coinvolti solo in parte, però. È quel limite sottile, fatto di odori che si arrotolano nell’aria, e colori che dipingono le strade. Il richiamo dei passanti distratti, che stringono in mano un incarto, o un bicchiere di plastica. O meglio, il senso sospeso che divide a metà ogni giornata. Quel confine che segna così profondamente culture distanti, è in ogni soglia di ristorante, o in ogni finestra di cucina lasciata aperta nell’ora di pranzo, o in un banco improvvisato che vende cibo preparato là per là.

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