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ANALISI DELL’ANDAMENTO DELLE POPOLAZIONI DI BIANCONE CIRCAETUS GALLICUS E FALCO PECCHIAIOLO PERNIS APIVORUS IN MIGRAZIONE NELLA ZPS “BEIGUA-TURCHINO” (GE)

Authors:
a cura di
FRANCESCO MEZZAVILLA e FRANCESCO SCARTON
Quaderni Faunistici - n. 3
II CONVEGNO ITALIANO
RAPACI DIURNI E NOTTURNI
ASSOCIAZIONE FAUNISTI VENETI
ASSOCIAZIONE FAUNISTI VENETI II CONVEGNO ITALIANO RAPACI DIURNI E NOTTURNI
L’Associazione Faunisti Veneti (www.faunistiveneti.it, e-mail: asfave.msn@fmcvenezia.it),
fondata nel 1994 conta attualmente oltre 200 soci ed ha sede presso il Museo di Storia Naturale
di Venezia.
Gli obiettivi dell’Associazione sono quelli di: 1) diffondere l’interesse per la fauna
selvatica a Vertebrati del Veneto, anche organizzando conferenze, visite guidate, mostre e corsi
di aggiornamento; 2) coordinare le attività di ricerca dei singoli o dei gruppi organizzati; 3)
promuovere iniziative di conservazione e gestione del patrimonio faunistico regionale; 4)
cooperare con Enti ed Amministrazioni al fine di incrementare le conoscenze di base atte ad
avviare una gestione scientificamente corretta del patrimonio faunistico.
Tra le più significative attività organizzate dall’As.Fa.Ve. si ricordano il I e II Convegno
Nazionale Rapaci Diurni e Notturni (Treviso, 2000 e 2012), l’Atlante degli Anfibi e Rettili
del Veneto (2007), i Progetti Atlanti degli Uccelli nidificanti delle province di Venezia (2000),
di Rovigo (2003) e di Treviso (2007), i censimenti degli uccelli acquatici svernanti nelle zone
umide della provincia di Venezia (dal 1996), il X Convegno Italiano di Ornitologia (Caorle
1999), il I e II censimento delle garzaie nel Veneto (2002 e 2013).
Francesco Mezzavilla (Treviso, 1951), laureato in Scienze Biologiche, da trentacinque anni
opera in campo ambientale come faunista. Le attività di studio hanno riguardato soprattutto
alcune indagini a lungo termine come la migrazione degli uccelli rapaci sopra le Prealpi
Trevigiane, la biologia riproduttiva della civetta capogrosso, la migrazione post riproduttiva
dei Passeriformi attraverso i valichi montani. Attualmente libero professionista, ha redatto
circa un centinaio di pubblicazioni scientifiche. Si occupa di Piani di Gestione e Valutazioni
di Incidenza. Da qualche anno coordina per il Veneto il Progetto MITO2000 e l’Atlante degli
Uccelli nidificanti e svernanti (Ornitho.it).
Francesco Scarton (Venezia, 1962), laureato in Scienze Naturali, da trent’anni è attivo nel
campo delle indagini faunistiche, con particolare attenzione all’avifauna delle zone umide.
Libero professionista, consigliere dell’Associazione Faunisti Veneti, ha al suo attivo circa 200
pubblicazioni scientifiche di interesse ecologico. Ha curato con F. Mezzavilla e M. Bon gli Atti
del Primo Convegno Italiano Rapaci Diurni e Notturni.
Il Convegno ha avuto il patrocinio dei seguenti Enti ed Istituti: Centro Italiano Studi
Ornitologici, Museo di Storia Naturale di Venezia, Museo Zoologico “G. Scarpa” di Treviso,
Società Trevigiana di Scienze Naturali, Ordine dei Dottori Agronomi e Forestali della Provincia
di Treviso, Ordine dei Medici Veterinari della Provincia di Treviso.
Comitato Scientifico
G. Bogliani, M. Bon, A. Borgo, M. Brunelli, P. e L. Fasce, P. Galeotti, F. Mezzavilla, M. Pandolfi,
E. Pascotto, P. Pedrini, F. Perco, M. Sarà, F. Scarton
Comitato Organizzatore
M. Bon, F. Mezzavilla, F. Scarton, A. Borgo, G. Zanata, E. Pascotto, A. Nardo, E. Stival
Un particolare ringraziamento al Seminario Vescovile di Treviso per la disponibilità delle sale e
a R. Trabucco (Museo di Storia Naturale di Venezia) per l’editing dei testi.
Copertina: foto di L. Sebastiani, progetto grafico di L. Mezzavilla.
Citazione bibliografica raccomandata:
Mezzavilla F., Scarton F. (a cura di), 2013. Atti Secondo Convegno Italiano Rapaci Diurni e
Notturni. Treviso, 12-13 ottobre 2012. Associazione Faunisti Veneti, Quaderni Faunistici n. 3:
312 pagg.
ANALISI DELL’ANDAMENTO DELLE POPOLAZIONI
DI BIANCONE CIRCAETUS GALLICUS
E FALCO PECCHIAIOLO PERNIS APIVORUS IN
MIGRAZIONE NELLA ZPS “BEIGUA-TURCHINO” (GE)
luCA BAGhino
Centro Ornitologico e di Educazione Ambientale del Parco del Beigua,
via Marconi 165, I-16011 Arenzano (GE), biodiv@parcobeigua.it
Keywords: trend, migration, population, Circaetus gallicus, Pernis apivorus
Tra i siti “storici” in Italia dall’inizio dei primi controlli sulla migrazione pre-
riproduttiva dei Falconiformes risalenti alla metà degli anni ’80 del secolo scorso,
i contrafforti e le vallate appenniniche di Arenzano (GE) continuano ad essere
luogo di conteggi sistematici e standardizzati tali da offrire una serie temporale
di dati ormai relativamente estesa (Baghino 1996, Zalles & Bildstein 2000).
Nel 2000, la designazione della Zona di Protezione Speciale (istituto previsto
dalla Direttiva 2009/147/CE) IT1331578 “Beigua-Turchino”, sovrapposta al
Parco Naturale Regionale del Beigua, e gli obblighi di monitoraggio imposti
dalla Direttiva hanno infatti richiesto l’acquisizione di dati aggiornati inerenti il
fenomeno migratorio dei rapaci diurni oggetto di tutela.
Il presente contributo mira ad analizzare gli andamenti delle popolazioni di
biancone Circaetus gallicus e falco pecchiaiolo Pernis apivorus, specie di interesse
comunitario, regolarmente controllate in migrazione nel sito mediante conteggi.
I dati sono stati acquisiti in postazioni ubicate ai limiti meridionali della Zona
di Protezione Speciale IT1331578 “Beigua-Turchino” nella Liguria occidentale
(Comune di Arenzano, GE: posizione UTM-WGS84 32 T 473300 4918300);
per la migrazione pre-riproduttiva si è fatto riferimento, per il biancone, all’arco
temporale 5-29 marzo negli anni dal 1988 al 2011 e per il falco pecchiaiolo
all’arco 1-20 maggio negli anni dal 1989 al 2011; per la migrazione post-
riproduttiva del biancone si è considerato il medesimo periodo di 12 giorni dal
15 al 26 settembre, negli anni dal 2000 al 2011.
Allo scopo di standardizzare i dati derivati dai conteggi compiuti nel corso degli
anni, rendendoli omogenei e comparabili, si è usato un indice di migrazione così
calcolato: numero di individui conteggiati/numero di ore d’osservazione.
Si è impiegato il software TRIM (TRends and Indices for Monitoring data)
vers. 3.53, sviluppato da Statistics Netherlands per stimare indici e andamenti
di popolazione, con osservazioni mancanti. TRIM, basandosi su un modello
di regressione log-lineare di Poisson, produce stime di indici e tendenze di
popolazione annuali, utilizzando il modello di tipo lineare. L’indicazione della
tendenza in atto viene restituita su base statistica (calcolando l’errore standard e
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verificando dove si collocano i valori del limite inferiore e superiore dell’intervallo
di confidenza rispetto al valore centrale), distinguendo tra aumento marcato,
aumento moderato, stabilità, diminuzione moderata, diminuzione marcata,
andamento non certo. Nell’elaborazione i changepoints, anni contraddistinti da
cambiamenti di tendenza, sono stati selezionati con la modalità “stepwise”.
Al fine di ottenere un modello con una più alta bontà di adattamento, per le
due serie storiche più lunghe si è fatto ricorso a due covariate: una relativa al
differente sforzo di osservazione attuato nel tempo e una alla diversa tipologia
di monitoraggio (periodi di copertura continuativa/periodi di osservazioni
sistematiche ma non in forma continuativa).
L’andamento degli effettivi di biancone in transito primaverile nel sito è stato
inizialmente investigato con analisi di regressione applicata ai risultati dei conteggi
e agli indici di migrazione su archi temporali più brevi (2004-2008) e anche
di durata sufficientemente lunga ma senza l’impiego di TRIM (Baghino 2009);
esistono lavori che utilizzano TRIM per l’analisi del trend sulla base del tasso di
cattura giornaliero di specie ornitiche in migrazione non appartenenti all’ordine
dei Falconiformes (assiolo Otus scops: Centili 2008).
Per quel che riguarda il biancone in migrazione pre-riproduttiva a marzo, con
popolazioni composte in modo preponderante da soggetti adulti e destinate ad
insediarsi in massa prevalentemente in Italia (Baghino & Premuda 2005, 2007,
Baghino 2009, Premuda et al. 2010), l’analisi degli indici di migrazione evidenzia
un trend positivo con forte aumento e un tasso di incremento annuale calcolato
nella misura di oltre l’11%, significativamente tra il 2001 e il 2005 (Wald-
test=35,3, g.l.=1, P<0,01; Fig. 1). È da segnalare altresì il dato di un individuo del
quarto anno di calendario, dotato in Spagna di trasmettitore satellitare e diretto
in Croazia, che è stato osservato in migrazione il 25/3/2011 (Baghino 2011,
Yañez Vega com. pers.).
Il numero medio annuo conteggiato dal 2004 al 2011 è stato di 1.478 individui
± 82,5 ES (e ben 1.908 ± 123,4 ES dal 2008 al 2011), superiore alle stime tuttora
riportate in bibliografia relativamente alla popolazione nidificante in Italia
(350/400 coppie e meno di 1.000 individui maturi: Brichetti & Fracasso 2003,
Peronace et al. 2012), che già da qualche anno alcuni lavori hanno iniziato a
rivedere in senso estensivo (480/520 coppie: Baghino & Premuda 2005; 560
coppie: Petretti 2008; 600/700 coppie: Campora & Cattaneo 2009).
Informazioni che valutano in aumento popolazioni nidificanti di varie zone d’Italia
sono da tempo reperibili in bibliografia (Occhiato 1997 per la Toscana, Campora
& Cattaneo 2005 per l’Alta Italia, Petretti 2008); in tal senso, e parallelamente
all’affinamento delle conoscenze, sono stati chiamati ipoteticamente in causa il
concorso di fattori positivi per la demografia della specie quali la protezione legale
accordata e gli andamenti climatici favorevoli, almeno a medio termine e per
una parte delle regioni (Baghino 2009); inoltre è stata considerata una possibile
dinamica di colonizzazione in corso nella penisola italiana (Agostini & Mellone
2008).
134
Quanto alla migrazione post-riproduttiva delle popolazioni di biancone, anche
in questo caso di origine italiana (Agostini et al. 2002a, 2002b, 2004, Ruggieri et
al. 2006, Baghino et al. 2012), ma di diversa fenologia per classi di età (Baghino
2008, 2009) rispetto al periodo di marzo, l’analisi degli indici di migrazione
ottenuti lungo un arco temporale (sia di anni che di giorni controllati) meno
esteso mostra comunque un aumento marcato con tasso di variazione annuale
pari a +6,9% (Wald-test=195,42, g.l.=2, P<0,01). Il numero medio annuo
conteggiato dal 2000 al 2011 è pari a 675 individui ± 57,15 ES.
Anche i conteggi sullo Stretto di Gibilterra indicano, dal 1999 al 2008, un
aumento degli effettivi, sebbene in questo sito transitino anche altre popolazioni,
importanti per dimensione, di vaste aree dell’Europa occidentale quali la Penisola
Iberica e la Francia (Yañez Vega 2009).
Diverso appare il caso delle popolazioni di falco pecchiaiolo anch’esse composte
da soggetti adulti in migrazione a maggio la cui destinazione geografica,
ragionevolmente distribuita in seno a Paesi europei a nord dell’Italia (Micheli &
Leo 2010), non è esattamente nota; TRIM denota un andamento sostanzialmente
stabile nell’ambito di riscontrate fluttuazioni annuali degli indici di migrazione
dei contingenti in movimento verso Nord-Est (tasso di variazione annuo: +0,2;
Fig. 2). Il numero medio annuo conteggiato dal 2004 al 2011 è risultato essere di
3.035 individui ± 488,1 ES.
Queste prime indicazioni del trend impongono comunque la necessaria cautela
soprattutto nel passaggio alla non facile valutazione, con stime numeriche,
delle popolazioni coinvolte, in considerazione sia della vastità geografica sia
dell’incertezza dell’areale di distribuzione a cui i vari contingenti possono
Figura 1 Andamento annuo degli effettivi in migrazione pre-riproduttiva del biancone nel
mese di marzo dal 1988 al 2011 (linea continua: modello lineare; tratteggio: modello
interpolato). Annual trend of migrating Short-toed Eagle populations from March, 1988
to 2011 (continuous line: model indices; point-line: imputed indices).
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appartenere, nonché della struttura demografica delle popolazioni migranti e
dell’efficienza dei campionamenti stessi.
Ringraziamenti. Si ringraziano i numerosi osservatori che negli anni hanno
validamente preso parte ai conteggi in affiancamento, e tra questi in particolare
per la loro assiduità: G. Lovato, R. Pedemonte, C. Rapetti.
Summary. Trend analysis of Short-toed Eagle Circaetus gallicus and Honey Buzzard
Pernis apivorus migrating over the Special Protection Area “Beigua-Turchino”
(Genoa, NW Italy).
Population trends of the Short-toed Eagle Circaetus gallicus and Honey Buzzard
Pernis apivorus migrating through the SPA IT1331578 “Beigua-Turchino”, 25
km west of Genoa (NW Italy) are investigated by migration indices obtained
yearly from 1988 to 2011 (March period: Short-toed Eagle), 1989 to 2011 (May
period: Honey Buzzard) and 2000 to 2011 (12-day period of September, for
Short-toed Eagle again). Data analyzed by the software TRIM have highlighted
a positive trend with marked increase in Short-toed Eagles migrating at the site
particularly in March (+11.7%), but also in September (+6.9%), whereas the
Honey Buzzards migrating in May show a rather more stable (+0.2%) trend.
In the case of the Short-toed Eagle, despite the different age compositions of
birds moving in both season, the geographic origin (Italy) is ascertained and such
findings suggest a reasonable increase in estimated national population numbers,
whilst for the Honey Buzzard the exact destination/distribution area within
Europe is not well known.
Figura 2 Andamento annuo degli effettivi in migrazione pre-riproduttiva del falco pecchiaiolo
nel mese di maggio dal 1989 al 2011 (linea continua: modello lineare; tratteggio:
modello interpolato). Annual trend of migrating Honey Buzzard populations from May,
1989 to 2011 (continuous line: model indices; point-line: imputed indices).
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... In Italy the Status is " VU = Vulnerable " (Peronace et al. 2012 ) and " Stable " (Birdlife International 2004), considering the " Criterion = D1 " with a population of less than 1000 adult individuals: 700-800 (350-400 pairs) (Brichetti & Fracasso 2003) and no evidence of immigration from other regions is reported (Peronace et al. 2012). However, Baghino (2013) and Premuda et al. (2015) recently reported significant increasing trends of the species in Italy. The aim of this review is to discuss the hypothesis about the root causes of the increasing population trends and to provide an evaluation of the potential population increase yearly rate (PPIYR) in Italy. ...
... This review is mainly based on results of the studies performed at the Apuane Alps (Lucca, Tuscany) raptor migration watch-site over a ten-year period (Premuda et al. 2015), but also at Arenzano (Genova, Liguria) (Baghino et al. 2009, Baghino 2013) and Latium (Petretti 2008). In addition, bibliographic references have been consulted to investigate the productivity of the species, the status of agricultural landscapes and woods in Italy, the trends in other geographical regions. ...
... High productivity rate, availability of broader hunting territories and new suitable nesting sites are probably not sufficient to explain the Short-toed Eagle population increase in Italy. Considering the circuitous migration of this species in Italy in spring (Premuda 2004b ), the wintering areas revealed by satellite tracking (Mellone et al. 2011) and the studies carried out in Greece (Panuccio et al. 2012), the western origin of the Italian population is evident and it reflects a possible recent colonization (Agostini & Mellone 2008, Baghino 2013, Panuccio et al. 2014). In Spain, despite the fact that the population size is not well known, data from the last atlas suggest a remarkably higher estimate, with increase in some regions (2772 pairs; Mañosa 2003), compared to the previous situation (1700- 2100 pairs; De Juana 1989). ...
Article
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This review discusses a hypothesis about the root causes of the increasing trend of the Short-toed Eagle Circaetus gallicus population in Italy, such as: the high productivity rate of the Italian population, the withdrawal of farming and the agricultural landscapes exploited as hunting areas for the species, the increasing maturity of woods exploited as new nesting sites, and the immigration from other areas due to the expansion of the species. In addition, this paper provides an evaluation of the potential population increase yearly rate (PPIYR = 9.5%) in Italy.
... Vagrant, with 1 record known for the Entella river: 1 ind from 9 to 11 October 2006 (Bertolone, 2007). . The scarce number of data reflects the status of the species at a regional level, with few individuals observed annually, and fits with the low ratio existing between (annually) migrating raptors over the area and migrating raptors (annually) counted at the major Ligurian bottlenecks (Baghino, 2013;Bottero, 2015Bottero, , 2016. ...
Article
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This work presents the first assessment of the birds of the Entella river (Genoa, Liguria), a small wetland embedded in an urbanized matrix. Data were collected through standardized in situ censuses from April 2012 to June 2017 and integrated with historical and recent data from other verified sources. A total of 278 species are known from the site; 53 species (19.06%) breed in the area, whereas 62 (22.30%) species are vagrant and 81 species (29.14%) are included in the Annex I of the Birds Directive (79/409/CEE). We determined the following indices: NP/P ratio = 1.48, O.V.I. (Ornithological Value Index) = 20.53. In-depth data are provided for vagrant species and for species of conservation concern, to prioritize conservation efforts. The results underline the importance of the Entella river as a local biodiversity hotspot and suggest a possible role of the area as a stepping stone in the regional ecological network. The study highlights a dichotomy between urbanization and high bird diversity in the area and acts as a first step towards its conservation and implementation.
... Despite the most recent estimate published -350-400 (Brichetti & Fracasso 2003), 480-520 (Baghino & Premuda 2005), 500 (Campora & Cattaneo 2006), 560 (Petretti 2008), 600-700 (Baghino et al. 2009) -an update of the of-ficial estimate of the entire Italian Short-toed Eagle population is highly recommended (Baghino 2013), considering at least the above-mentioned range of 626-1025 pairs. ...
Article
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The aim of this study is the monitoring of the Short-toed Eagle population breeding in the Italian Peninsula, through visual counts performed at the Apuane Alps raptor migration watch-site. The "circuitous migration" performed by the species makes it possible to know the source and destination of the migrating eagles. Total migration counts were collected at the site over a six-year period 2008-2013 in March (max 1845, average 1472) and September (max 1934, average 1459). The total spring and autumn counts are compared to validate the reliability of the observations. Data about Short-toed Eagle population trends are analyzed over a ten-year spring sample period 2004-2013, showing the median date (average on 16 March and 21 September) and the peak passage (on 14 March and 21 September). Two samples of 12-day peak periods in spring and autumn over nine years (2005-2013) are compared to validate the trends and the reliability of the counts. Trends of the mean hourly rate over a nine-year period (2005-2013) in spring and autumn are also analysed. Our results allow us to estimate the population size of Short-toed Eagles breeding in Central-Southern Italy (514-872 pairs) and to provide an updated estimate of the entire Italian population (626-1025 pairs). Our data show that Short-toed Eagle population trends have been positive over the last ten years (+102.5%, +10.25% yearly average) and we recommend that the population trend status of the species in Italy be upgraded to "Increasing".
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Texte bilingue italien-français. La guide représente une synthèse des résultats jusqu’à aujourd’hui obtenus par le vaste et complexe « projet biodiversité » commencé par le Parco del Beigua. Le but de chercher de rendre compréhensible au plus grand nombre de personnes l’importance des directives Habitat et Oiseaux est une des finalités qui se propose le volume, en concert avec la divulgation des informations sur certains des aspects du patrimoine naturel encore peu connus, et la présentation aux personnes intéressées d’un instrument qui permet l’acquisition de nouvelles connaissances sur les espèces est sur les milieux naturels qui sont présents sur le territoire du Parco del Beigua dont la conservation est considérée l’une des finalités de l’Union Européenne. L’aire d’étude est concentrée sur le territoire du Parco Naturale Regionale del Beigua, et notamment sur les aires de la Rete Natura 2000 à lui liées : SIC IT1331402 Beigua – Monte Dente – Gargassa – Pavaglione, IT1321313 Foresta della Deiva – Torrente Erro, IT1330620 Pian della Badia e ZPS IT1331578 Beigua – Turchino. Les différences climatiques marquées entre les versants maritimes et ces qui sont à nord ; les altitudes relativement hautes et la présence de micro climats froids permettent la vie d’espèces boréales en proximité de la Méditerranée, et le substrat, pour la plus partie ophiolitique, conditionne la fleure en offrant l’opportunité de refuge à des espèces serpentinophiles. En considération des éléments contemplés dans les annexes de la Directive Habitat on trouve 31 typologies d’environnement recensées comme habitat dans l’annexe I et qui intéressent une grande partie de l’aire; en ce qui concerne les espèces incluses dans les annexes II ou IV, on trouve des plantes comme le Gladiolus palustris et Spiranthes aestivalis, et bien 43 espèces animales, dont deux (Callimorpha quadripunctaria et Loup) sont d’intérêt prioritaire. La valeur ornithologique du Parco del Beigua est reconnue, désormais par plusieurs années, et a emmené en premier compte à l’inclusion de l’aire dans les Important Bird Areas italiennes et à une suivante désignation comme ZPS par la Région Ligurie ; cela est reconductible soit à l’abondance des espèces nidifiantes, soit à l’entité du flux migratoire qui concerne plusieurs espèces, qui comprennent soit oiseaux de proie diurnes, pour lesquels cette-ci est une des principales zones de migration de la Méditerranée occidentale, soit des oiseaux d’espèce Moineau. La faune d’oiseaux inclue aujourd’hui 204 espèces, qui représentent le 49,8% de ces qui sont connues pour la Ligurie et le 38,8% des italiennes; entre les espèces recensées, bien 51 sont incluses dans l’annexe I de la Directive Oiseaux et 13 d’eux nidifient là.
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Il modello di gestione del Parco naturale regionale del Beigua, scaturito nel biennio 2000-2001 nella complessa fase di redazione del piano dell'area protetta, era fondato sui concetti base della conoscenza, della divulgazione delle conoscenze acquisite e della conservazione-valorizzazione. Oltre dieci anni di costante presenza sul territorio, unitamente ad azioni mirate di ricerca approfondita e metodologicamente appropriata, hanno prodotto un ragguardevole bagaglio di dati e conoscenze. Nel recente biennio, l'adesione del Parco del Beigua al progetto di Cooperazione delle Reti Ecologiche del Mediterraneo (Co.R.E.M.; in partnership con il Parco di Portofino, il Parco della Maremma e la Provincia di Oristano), ha impresso una nuova e vigorosa sferzata di energie ai monitoraggi delle specie viventi nel territorio del Parco e dei siti della Rete Natura 2000 ad esso connessi (quattro Siti di Importanza Comunitaria - SIC - ed una Zona di Protezione Speciale - ZPS). Il risultato è costituito da una mole decisamente significativa di nuovi dati e conoscenze, ma anche dal coinvolgimento di molteplici realtà, dagli enti locali, al mondo scolastico e dell'università, dall'associazionismo, alle forze di pubblica tutela, nei progetti di divulgazione e di conservazione-valorizzazione. Il volume "Ambienti e Specie del Parco del Beigua e dei Siti della Rete Natura 2000 funzionalmente connessi" rappresenta quindi una sintesi dei risultati sino ad ora conseguiti dal vasto e complesso "progetto biodiversità" intrapreso dal Parco. Le aree protette del Beigua, che nell'insieme si estendono per quasi 200 Km2 ed interessano i territori di due Province e 14 Comuni, sono caratterizzate da ampie superfici boscate, praterie, arbusteti ed aree rocciose o con vegetazione rada. Anche se meno rappresentate in quanto a superficie, zone umide, corsi d'acqua e mosaici agrari rivestono però notevole importanza per ciò che concerne biodiversità e valore conservazionistico. Le marcate differenze climatiche tra i versanti marittimi e quelli settentrionali; le quote relativamente elevate e la presenza di microclimi freddi consentono la vita di specie boreali in vicinanza del Mar Mediterraneo, ed il substrato, per gran parte ofiolitico, condiziona la flora offrendo opportunità di rifugio ad interessanti serpentinofite. Considerando gli elementi contemplati negli allegati della direttiva Habitat troviamo ben 31 tipologie ambientali censite come habitat dell'allegato I e che interessano gran parte dell'area; per ciò che riguarda le specie incluse negli allegati II o IV, sono presenti le piante Gladiolus palustris e Spiranthes aestivalis, e ben 43 specie animali, due delle quali (Callimorpha quadripunctaria e Lupo) sono di interesse prioritario. L'avifauna che caratterizza il Parco del Beigua risulta poi particolarmente importante, sia in periodo riproduttivo (possiamo stimare che ogni anno nidifichino tra le 33.100 e le 36.300 coppie di uccelli, un importante patrimonio da conoscere e salvaguardare!) che durante le migrazioni; delle 204 specie di uccelli attualmente censite ben 51 sono infatti incluse nell'allegato I della Direttiva Uccelli e 13 di esse (Falco pecchiaiolo, Biancone, Aquila reale, Falco pellegrino, Gufo reale, Succiacapre, Martin pescatore, Picchio nero, Tottavilla, Calandro, Magnanina comune, Averla piccola ed Ortolano) vi nidificano. Di notevole importanza è poi la presenza di specie vegetali endemiche, ad elevato valore fitogeografico o minacciate di scomparsa e di specie animali rilevanti dal punto di vista scientifico o conservazionistico. Le Direttive Habitat e Uccelli costituiscono attualmente i più importanti strumenti normativi rivolti alla conservazione delle specie animali e vegetali, in quanto, oltre a tutelare gli individui delle specie segnalate, sanciscono contemporaneamente la protezione degli habitat in cui tali specie vivono, assumendo inoltre notevoli risvolti pratici sulla pianificazione e la gestione del territorio. Cercare di rendere comprensibile ad un maggior numero di persone il significato degli elenchi di nomi contenuti negli allegati delle Direttive Habitat e Uccelli è una delle finalità che si propone la pubblicazione, unitamente a quella di divulgare informazioni su alcuni aspetti del patrimonio naturale ancora poco conosciuti, e fornire alle persone interessate uno strumento che permetta loro di acquisire nuove conoscenze sulle specie e sugli ambienti naturali presenti sul territorio del Parco del Beigua la cui conservazione è considerata una delle finalità dell'Unione Europea. La pubblicazione è disponibile on line sul sito istituzionale dell'Ente Parco del Beigua www.parcobeigua.it.
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Abstract – New data on the circuitous spring migration of short-toed eagle Circaetus gallicus in Italy. The spring migration of the short-toed eagle Circaetus gallicus was studied from 6th to 21st March 2004-2006 at two coastal sites in northwestern Italy, Arenzano (Liguria) and Capriglia (Tuscany). During this 3-years period, 3007 and 2481 short-toed eagles were recorded at Arenzano and Capriglia, respectively, confirming these sites as the major “hotspots” for this species during spring migration over Italy. All the birds observed at Arenzano were migrating towards east-northeast, while at Capriglia towards the southeast. Counts at the two sites were positively correlated. These observations confirm that, during spring migration, short-toed eagles breeding in central Italy (and probably in southern Italy as well) perform a “circuitous migration” from the northwest along the Ligurian coast, moving south through the Italian peninsula. Thus, during northward migration, they seem to avoid crossing the Sicilian Channel, in order to minimize the energy expenditure and risks of the sea crossing.
Research
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Survey of the post-reproductive migration of diurnal raptors in the Special Protection Area IT 1331578 “Beigua-Turchino” (Aves, Accipitriformes et Falconiformes)
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The 2011 Red List of Italian breeding birds. The purpose of Red Lists is to assess the short-term risk of extinction in a given taxon, and they are drafted according to guidelines produced by the IUCN. The guidelines make it possible to draft both global and regional or sub-global lists, keeping in mind the relationship between the populations being assessed and neighbouring populations. The present work results from the application of this methodology. It aims to update the previous Red List of breeding birds in Italy and to bridge the methodological and temporal gap that for many years has prevented Italy from availing itself of an important tool for bird conservation and planning. We considered a totol of 270 specie: 51.1% were classified as Least Concern (LC),9.6% as Near-Threatened (NT), while 27.3% are in one of the three threatened categories: 2.2% Critically Endangered (CR), 8.1% Endangered (EN) and 17% Vulnerable (VU). The data for 3.3% of the species assessed was not sufficient to assign them to a threat category, and they were thus classified as Data Deficient (DD). Finally, three species that were classified as Regionally Extinct (RE) in the previous Red List of Breeding Birds in Italy were confirmed as such. A total of six species were classified as Critically Endangered (CR), of which four are raptors (Lammergeier, Egyptian Vulture, Griffon Vulture, Bonelli’s Eagle) and two are passerines (Sedge Warbler, Barred Warbler). At the level of orders, Anseriformes is the taxon with the highest percentage of threatened or near-threatened species (55.6%), followed by Gruiformes (54.6%) and Accipitriformes (53.8%). Unfortunately it was not possible to effectively compare the current Red List with the previous one, as there are significant methodological differences between them. The current work follows IUCN guidelines for regional red lists, which had not yet been drafted when the previous Red List of Breeding Birds in Italy was prepared. Nevertheless, it clearly emerges that the number of threatened passerines increased from 21.7% to 31%. This finding may in part depend on improved knowledge about population trends in widespread species, or it may truly reflect the worsening of the conservation status of many passerine species over the last decade. Current knowledge on breeding birds in Italy has made it possible to classify the vast majority of the species that were assessed, in spite that information is still limited for many species.
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The short-toed eagle Circaetus gallicus is a summer resident in Europe, wintering in tropical Africa (Cramp and Simmons 1980). In Italy, a breeding population of about 400 pairs has been estimated, mostly distributed in the Alps, pre-Alps, Ligurian Apennines and along the western slope of central Italy (Cattaneo and Petretti 1992, Cattaneo 1998). During migration, this species uses mostly soaring flight over land, avoiding long sea crossings (Kerlinger 1989, Meyburg et al. 1998). In the Mediterranean basin, the greatest concentration of migrating individuals is observed at the Strait of Gibraltar, both during autumn and spring movements (Finlayson 1992). On the other hand, spring movements appear to be virtually non-existent over the central Mediterranean area (Beaman and Galea 1974, Agostini and Malara 1997, Agostini and Logozzo 1998, Agostini 2001). Individuals breeding in central Italy use a circuitous route both during autumn and spring migration, cross-ing the Mediterranean at the Strait of Gibraltar and migrating along the Ligurian Apennines (northwest-ern Italy), where the greatest concentration of migrat-ing short-toed eagles occurs (Baghino and Leugio 1989, 1990, Baghino 1996, Agostini and Malara 1997, Agostini et al. 2002a, b, Premuda 2002, Baghino 2003). They limit the flight over water (only 14 km across the Strait of Gibraltar), probably favouring a safe migration, as a result of a conservative strategy (Agostini et al. 2002b). During autumn, in southern continental Italy the migratory flow of this species is very limited, simi-larly to that observed during spring at the Strait of Messina (between southern continental Italy and Sicily; Giordano 1991, Agostini and Logozzo 1995a, 1995b, 1997); some birds are also observed over the islands of Malta during the second half of September and early October (Beaman and Galea 1974, Sultana and Gauci 1982, Agostini et al. 2002a), and occasion-ally in late autumn (late October-November) (Coleiro 1999 and C. Coleiro, pers. comm.). The aim of this study was to provide information on the autumn migration of the short-toed eagle along the western slopes of central Italy, through systematic observations on the Apuane Alps (Tuscany, central