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Le piante endemiche italiane - uno studio in corso

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Aquilegia lucensis E.Nardi
Aquilegia lucchese
Specie endemica dell’Appennino
settentrionale (Emilia-Romagna,
Toscana), dove cresce solamente sulle
creste rocciose delle cime più elevate.
In Italia, sono presenti ulteriori 14
specie endemiche di aquilegia.
Appartiene alla famiglia delle
Ranunculaceae.
Le piante
endemiche
italiane
Uno studio in corso
di
Lorenzo Peruzzi
[neLLa foto:] Aquilegia lucensis
L’insieme di specie vegetali
di una certa area geografi-
ca (anche denominato “flo-
ra”) può essere costituita sia
da piante “autoctone”, cioè presenti da
sempre in quel territorio per dinamiche
naturali, che “alloctone”, cioè origina-
riamente introdotte, più o meno vo-
lontariamente, dall’uomo per alimen-
to, ornamento etc.
Tra le specie e sottospecie autoctone,
certamente quelle di maggior pregio na-
turalistico sono quelle cosiddette “en-
demiche” di un territorio, che cioè non
esistono al mondo in nessun’altro luogo.
A titolo di esempio, tra le specie più
belle e interessanti, possiamo citare:
Morisia monanthos (Viv.) Asch. – Erba
de oro, Vicia serinica R.Uechtr. & Hu-
ter ex Huter – Veccia del Sirino, Aqui-
legia lucensis E. Nardi – Aquilegia luc-
chese, Gentianella columnae (Ten.) Ho-
lub – Genzianella del Colonna.
Cynoglossum apenninum L.
Lingua di cane appenninica
Specie endemica dell’Appennino
centro-meridionale e della Sicilia.
In Italia, sono presenti ulteriori 3
specie e sottospecie endemiche di
Cynoglossum.
Crocus siculus Tineo ex Guss.
Zafferano siciliano
Specie endemica della Sicilia.
Il genere Crocus è lo stesso del
costosissimo zafferano coltivato
(Crocus sativus L.). In Italia, sono
presenti ulteriori 5 specie endemiche
di zafferano selvatico.
Primula palinuri Petagna
Primula di Palinuro
Specie endemica delle coste
rocciose tirreniche tra Capo Palinuro
(Campania), a cui deve il suo epiteto
specifico, e Praia a Mare in Calabria.
In Italia, sono presenti ulteriori 7
specie endemiche di Primula, ma
questa è l’unica adattata all’ambiente
costiero. Tutte le altre, crescono
in ambienti montani delle Alpi o
dell’Appennino settentrionale.
Onosma echioides (L.) L.
subsp. echioides
Viperina comune
Sottospecie endemica della penisola
italiana (dalla Toscana alla Calabria
nord-occidentale), sostituita in
Calabria nord-orientale e Gargano
dalla subsp. angustifolia (Lehm.)
Peruzzi & N.G.Passal. e in Sicilia
dalla subsp. canescens (C.Presl)
Peruzzi & N.G.Passal., anch’esse
endemiche. Appartiene alla famiglia
delle Boraginaceae, la stessa della
borragine.
1. Onosma echioides subsp. echioides
2. Cynoglossum apenninum
3. Crocus siculus
4. Primula palinuri
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Vicia serinica R.Uechtr. &
Huter ex Huter
Veccia del Sirino
Specie endemica della Basilicata, dove
si rinviene soltanto in poche località
nel complesso montuoso Sirino-Papa.
Nel territorio italiano vi sono ulteriori
4 specie e sottospecie endemiche di
Vicia. Appartiene alla famiglia delle
Fabaceae (o Leguminosae), la stessa
di piante comunemente coltivate
come fagioli, piselli, ceci, fave (queste
ultime, Vicia faba L., appartengono
allo stesso genere!) etc.
Gentianella columnae (Ten.)
Holub
Genzianella del Colonna
Specie endemica dell’Appennino
centro-meridionale (dalle Marche
alla Calabria), dove cresce nei prati
alto-montani. È l’unica genzianella
endemica della flora italiana.
L’epiteto specifico è dedicato al
famoso naturalista e botanico Fabio
Colonna (Napoli 1567 – Napoli
1640). Appartiene alla famiglia delle
Gentianaceae, come la genziana
maggiore, nota pianta aromatica.
Bellevalia webbiana Parl.
Giacinto di Webb
Specie endemica di Toscana (colline
fiorentine) ed Emilia-Romagna
(colline faentine), dedicata da
Filippo Parlatore al suo collaboratore
Philip Barker Webb (Milford House
1793 – Parigi 1854), naturalista
inglese. Il suo importante Erbario
(ca. 90.000 piante essiccate), grazie
all’amicizia e all’interessamento
di Parlatore fu lasciato in eredità al
Granduca Leopoldo II, e si trova oggi
custodito presso il Museo Botanico
dell’Università di Firenze. In Italia
vi sono altre due specie endemiche
di Bellevalia, entrambe in Sicilia.
Appartiene alla famiglia delle
Asparagaceae, la stessa degli asparagi
e dei comuni giacinti coltivati.
Specie autoctone: piante
naturalmente presenti nel territorio
1. Vicia serinica 2. Gentianella columnae 3. Bellevalia webbiana
1
2
3
È estremamente importante conoscere
e conservare questo peculiare patrimo-
nio di biodiversità. Pertanto, nel 2010
– anno internazionale della biodiversità
– è stato avviato un progetto atto a cen-
sire tutte le specie e sottospecie endemi-
che del territorio italiano.
Lo studio si è protratto per 4 anni (e,
per alcuni aspetti, è ancora in corso),
portando nell’aprile dello scorso anno
alla pubblicazione, sulla prestigiosa ri-
vista internazionale Phytotaxa, di un
primo elenco di 1371 piante vascolari
(cioè felci e affini, conifere, piante a fio-
re) esclusive italiane. In questo primo
lavoro, per ognuna di queste piante, è
stata presentata la distribuzione nota a
dettaglio regionale.
Scopriamo, quindi, che alcuni di questi
endemiti, in tutto pari a quasi il 19%
dell’intera flora nazionale, risultano
esclusivi di una sola regione (o spesso
di porzioni ristrette di una regione, a
volte anche una singola località!), altri
di aree geografiche più vaste.
Le regioni in assoluto più ricche, che
da sole ospitano oltre la metà di queste
piante sono Sardegna e Sicilia, seguite in
questa ideale classifica da Calabria, To-
scana e Abruzzo.
Loci Classici
Il lavoro, portato avanti dal Gruppo
per la Floristica, Sistematica ed Evo-
luzione della Società Botanica Italia-
na, non si è fermato. Durante tutto
lo scorso anno si è arrivati, grazie agli
sforzi congiunti di una quarantina di
botanici italiani, a censire per ognu-
na di queste piante (divenute 1400 nel
frattempo, con
il progredire
delle conoscen-
ze distributive
e la descrizione
di alcune nuo-
ve specie) i co-
siddetti “Loci
Moltkia suffruticosa (L.) Brand subsp.
bigazziana Peruzzi & Soldano
Erba perla rupestre.
Sottospecie endemica della Toscana. Nelle Prealpi venete
è presente invece, anch’essa endemica, la sottospecie
tipica (subsp. Suffruticosa).
Classici”, cioè le località dove una cer-
ta specie è stata descritta per la prima
volta. Questo secondo lavoro, pubbli-
cato proprio in questi giorni sulla stes-
sa rivista, da un lato mette di nuovo
in evidenza come alcune regioni italia-
ne (le stesse sopra citate) giochino un
ruolo fondamentale (ospitando anche
un gran numero di “Loci Classici”),
dall’altro dimostra in modo inequivo-
cabile che ancora conosciamo pochis-
simo la nostra flora spontanea, e che
molti studi saranno necessari prima di
avere un quadro esauriente della ric-
chissima biodiversità vegetale presente
in Italia.
Moltkia suffruticosa
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Galium baldense Spreng.
Caglio del Monte Baldo
Specie endemica dell’Italia nord-
orientale (Lombardia, Trentino-Alto
Adige, Veneto, Friuli-Venezia Giulia).
In Italia, sono presenti ulteriori 13
tra specie e sottospecie endemiche
di Galium. Diverse specie di questo
genere posseggono un enzima
utilizzato tradizionalmente dall’uomo
per far cagliare il latte. Inoltre, queste
piante appartengono alla stessa
famiglia del caffè (Coffea arabica L.).
Campanula fragilis Cirillo
subsp. fragilis
Campanula napoletana
Sottospecie endemica dell’Appennino
meridionale (Campania, Basilicata,
Calabria). All’interno del genere
vi sono anche numerose specie di
interesse ornamentale. In Italia è
presente, nell’Appennino centrale,
anche la subsp. cavolinii (Ten.)
Damboldt (Lazio, Abruzzo, Molise).
Nel territorio italiano vi sono, inoltre,
ulteriori 17 specie e sottospecie
endemiche di Campanula.
Pinguicula fiorii
Tammaro & Pace
Pinguicola di Fiori
Pinguicula è uno dei soli quattro
generi “carnivori” della flora italiana,
assieme a Aldrovanda, Drosera,
Utricularia. In particolare, le foglie
delle pinguicole sono modificate in
modo tale da invischiare piccoli insetti
(con effetto “carta moschicida”),
che vengono poi pian piano digeriti
ed assimilati. La specie raffigurata
nella foto, dedicata al noto botanico
Adriano Fiori (Casinalbo 1865
– Casinalbo 1950), è endemica
dell’Abruzzo (Majella). In tutto, sono
presenti in Italia altre 10 specie e
sottospecie endemiche di Pinguicula,
tra cui anche una in Sardegna scoperta
solo pochi mesi fa!
Morisia monanthos (Viv.)
Asch.
Erba de oro
Specie endemica del sistema sardo-
corso, è l’unica esistente nell’ambito
del genere Morisia, dedicato al
famoso botanico ottocentesco
Giuseppe Giacinto Moris (Obrassano,
1796 – Torino, 1869), in giovane età
professore di botanica all’Università
di Cagliari, e dopo il 1829
all’Università di Torino. Appartiene
alla famiglia delle Brassicaceae
(o Cruciferae), la stessa di piante
comunemente coltivate come cavoli,
rape, ravanelli etc.
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3 4
1. Campanula fragilis
2. Galium baldense
3. Morisia monanthos
4. Pinguicula fiorii
Gagea tisoniana Peruzzi,
Bartolucci, Frignani & Minut.
Cipollaccio di Tison
Specie endemica dell’Italia centrale
(Toscana, Marche, Umbria, Lazio). Il
genere Gagea, di piccole dimensioni,
è imparentato con i tulipani (Tulipa)
e con i gigli (Lilium). In Italia, sono
presenti ulteriori 3 specie endemiche
di cipollaccio.
Viola eugeniae Parl. subsp.
eugeniae
Viola di Eugenia
Sottospecie endemica dell’Italia
centrale, dal sud della Toscana al nord
della Campania. In Abruzzo è presente
anche una seconda sottospecie
(subsp. levieri (Parl.) Arcang.). Per la
sua bellezza e particolarità, la viola
di Eugenia è stata scelta da tempo
come simbolo della Società Botanica
Italiana, fondata a Firenze nel 1888.
Tale scelta fu fatta anche per onorare
Filippo Parlatore (Palermo 8 Agosto
1816, Firenze 9 Settembre 1877),
uno dei maggiori botanici italiani,
che più di altri ha contribuito alla
modernizzazione e diffusione della
disciplina. Infatti, questa specie fu
descritta dallo stesso Parlatore, che la
dedicò alla consorte Eugenia.
Carduus nutans subsp.
perspinosus (Fiori) Arènes
Cardo ad ali strette
Sottospecie endemica dell’Appennino,
dall’Emilia-Romagna alla Calabria.
Nel territorio italiano vi sono ulteriori
8 specie e sottospecie endemiche di
Carduus. Come molte altre piante
spinose comunemente denominate
“cardi” (non tutte, tra l’altro, realmente
classificate nel genere Carduus!),
appartiene alla famiglia delle
Asteraceae (o Compositae), la stessa
di margherite, girasoli, crisantemi,
gerbere, zinnie etc.
2
3
1
Specie
endemiche:
piante presenti
solo in
quel territorio
1. Gagea tisoniana
2. Viola eugeniae
3. Carduus nutans subsp. perspinosus
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1
2
3
L’importanza della ricerca
In tempi nei quali, purtroppo, la ricer-
ca di base (quella, cioè, fatta soltanto
per il progredire della conoscenza, sen-
za un immediato utilizzo prati-
co) è vista dai nostri governanti
come sabbia negli occhi, porta-
re avanti questo tipo di studi di-
venta sempre più difficile. Tale
scelta risulta comunque miope,
anche per chi ritiene non “serva
a niente” studiare la storia natu-
rale: una percentuale significati-
va (ca. 15%) delle piante ende-
miche italiane risultano “paren-
ti” selvatiche di piante coltivate
dall’uomo per vari utilizzi. Co-
noscerle e conservarle potrebbe
significare anche poter attingere
in futuro da queste preziose ri-
sorse naturali.
Polygala pisaurensis Caldesi
Poligala di Pesaro
Specie endemica di Marche ed Emilia-
Romagna. In Italia, sono presenti ulteriori
8 specie endemiche di Polygala.
Paeonia officinalis L. subsp.
italica N.G.Passal. & Bernardo
Peonia italica
Sottospecie endemica dell’Italia centrale
(Marche, Umbria, Lazio, Abruzzo).
Forse, uno dei più fiori più belli e vistosi
della flora italiana. Un’ulteriore peonia
endemica di trova in Sardegna e Corsica
(Peonia di Moris, P. morisii Cesca,
Bernardo & N.G.Passal.).
Dianthus guliae Janka
Garofano di Gulia
Rara specie endemica dell’Appennino
centro-meridionale. In Italia, sono
presenti ben 27 ulteriori specie e
sottospecie endemiche di garofano, ma
questa è l’unica a fiori di colore giallo-
aranciato. Appartiene alla famiglia delle
Caryophyllaceae, proprio come i comuni
garofani coltivati, anch’essi afferenti al
genere Dianthus.
Loci Classici: località dove
una certa specie è stata descritta
per la prima volta
1. Paeonia officinalis subsp. italica
2. Polygaa pisaurensis
3. Dianthus guliae
Linaria capraria Moris
& De Not.
Linaria di Capraia
Descritta per la prima volta nel 1839
per l’Isola di Capraia, questa specie
è stata successivamente rinvenuta in
gran parte delle isole dell’Arcipelago
Toscano. Nel territorio italiano vi
sono ulteriori 7 specie e sottospecie
endemiche di Linaria. Appartiene alla
famiglia delle Plantaginaceae,
la stessa di digitali e piantaggini.
Lorenzo Peruzzi
Dipartimento di Biologia
Università di Pisa
lorenzo.peruzzi@unipi.it
www.biologia.unipi.it
Linaria capraria
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