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La mente umana: un'introduzione alla scienza cognitiva

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Abstract

Il libro rappresenta un percorso d'introduzione alla scienza cognitiva secondo una prospettiva psicologica neuro-cognitiva, rivolto a studenti e studiosi di varie discipline interessati alla mente umana. Pur avendo una struttura sostanzialmente manualistica, all'interno della quale vengono trattati i temi centrali della scienza cognitiva, come la percezione, la memoria e l'attenzione, l'opera cerca di mantenere una propria continuità narrativa attraverso lo studio del significato della mente, delle sue caratteristiche e delle sue funzioni. Partendo da un approccio esperienziale che si radica nella prospettiva evoluzionistica, la mente viene descritta come un processo che dal sostrato biologico emerge verso la luce della coscienza.
Thesis
Full-text available
Numerosi filosofi descrivono la coscienza come l'ultimo mistero che la scienza si trovi a fronteggiare e tale fenomeno oggi costituisce il centro di un acceso dibattito che coinvolge sia le neuroscienze cognitive che la filosofia della mente. I neuroscienziati spesso si propongono di spiegare la coscienza semplicemente identificandone i correlati neurali, i filosofi d'altro canto obiettano che la scienza non è in grado di risolvere il problema della coscienza a causa dell'aspetto più soggettivo e fenomenico che la caratterizza: la coscienza fenomenica e l'esperienza cosciente costituiscono, a detta di alcuni, l'unico vero “problema difficile” che la scienza si trovi ad affrontare. Fra le diverse spiegazioni, solo i cosiddetti “modelli della coscienza” sono soddisfacenti, in quanto essi propongono legami esplicativi fra i suoi correlati neurali e i suoi aspetti fenomenici. Per questa ragione, nella prima parte della mia tesi ho effettuato un'analisi di due fra le più recenti e promettenti teorie neurobiologiche della coscienza, la Integrated Information Theory (IIT) proposta da Giulio Tononi e il Global Neuronal Workspace (GNW) proposto da Stanislas Dehaene, finalizzata a mostrare se tali teorie costituiscono veri e propri modelli della coscienza o mere ipotesi sui suoi correlati neurali. Nel mio lavoro ho discusso gli approcci teoretici e sperimentali di queste teorie volti a indagare due dimensioni del fenomeno in questione: il livello e il contenuto di coscienza. Dall'analisi svolta è emerso che entrambe le teorie conducono ad applicazioni cliniche nella diagnosi dei disordini di coscienza (coma, stato vegetativo, ecc.), ma da un confronto fra le due è risultato che la teoria del GNW propone una spiegazione della sola dimensione del contenuto di coscienza, mentre la IIT è in grado di rendere conto anche dei livelli di coscienza e degli aspetti fenomenici di essa. Date le parziali analogie fra le due teorie, nella seconda parte del mio lavoro ho ipotizzato la possibilità di ridurre il GNW nei termini della IIT, la quale rappresenta un modello completo ed esaustivo. Nella terza parte del la mia tesi ho condotto un'analisi filosofica della IIT, del tutto assente nella letteratura odierna. Partendo dalla tassonomia di posizioni filosofiche proposta da David Chalmers nel suo articolo del 2002 intitolato Consciousness and its place in nature, è stato possibile concludere che la IIT è compatibile con il materialismo di Tipo-B e con il monismo di Tipo-F. Come forma di materialismo di Tipo-B, la IIT supererebbe il problema difficile sposando una forma di funzionalismo, la quale afferma che l'identità fra stati fenomenici e stati fisici è simile all'identità fra acqua e H2O, in quanto entrambe sono identità necessarie “a posteriori” (in senso kripkeano). Come forma di monismo di Tipo-F la IIT risulta compatibile, alla luce della mia analisi, con la Teoria del Doppio Aspetto proposta da Chalmers, la quale considera la coscienza fenomenica come una proprietà fondamentale della realtà. In conclusione, il mio lavoro mostra che la IIT è un modello esplicativo al contempo scientifico e filosofico, perché rigoroso dal punto di vista neuroscientifico e con una solida base metafisica, e che tale modello oggi risulta l'unico in grado di affrontare e di proporre una soluzione soddisfacente al problema difficile della coscienza.
Article
The growing use of brain imaging technology and the developing of cognitive neuroscience pose unaccustomed challenges to legal systems. Until now, the fields of Law much affected are the civil and criminal law and procedure, but the constitutional dimension of "neurolaw" cannot be easily underestimated. As the capacity to investigate and to trace brain mechanisms and functional neural activities increases, it becomes urgent the recognition and definition of the unalienable rights and fundamental values in respect of this new techno-scientific power, that must be protected and safeguard at "constitutional level" of norms such as: human dignity, personal identity, authenticity and the pursuit of individual "happiness". As the same as for the law regulating research and experimentation on human genome adopted in the past years, one may also argue if the above mentioned fundamental principles of "neurolaw" must be fixed and disciplined also at European and International level.
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