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Il colubro lacertino, Malpolon monspessulanus, nell’Italia Nord Occidentale: distribuzione, dieta e morfometria

Authors:
  • Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente Ligure
  • CESBIN Srl

Abstract and Figures

Malpolon monspessulanus monspessulanus raggiunge in Liguria il limite orientale del suo areale di distribuzione. Fra settembre 2004 ed agosto 2006 sono stati esaminati 83 esempla- ri di Colubro lacertino in parte trovati morti su strade carrabili o conservati nella collezione del Museo di Storia Naturale di Genova. Sono state annotate per ogni esemplare lunghezza totale, lunghezza dall’apice del muso alla cloaca, data e luogo di rinvenimento e sesso. Inoltre, ne è stata studiata la dieta mediante dissezione: il contenuto dello stomaco e dell’intestino è stato rimosso e analizzato al microscopio binoculare. I gruppi animali identificati sono Uccelli, Mammiferi, Rettili soprattutto Sauri. Tra questi Podarcis muralis rappresenta ben il 92% delle prede estrat- te dagli esemplari giovani. Gli esemplari adulti sembrano mostrare una variazione stagionale delle prede. Per lo studio della distribuzione sono state considerate altre 65 osservazioni estra- polate dall’Atlante degli Anfibi e dei Rettili della Liguria. La maggior parte delle osservazioni è compresa tra il livello del mare ed i 200 metri, ma la specie è presente fino a 700 metri s.l.m. L’esemplare di maggiori dimensioni è un maschio che presentava una lunghezza totale di 170 cm, mentre la femmina di maggiori dimensioni raggiungeva i 106 cm.
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Atti del 6° Congresso Nazionale della Societas Herpetologica Italica (Roma, 27.IX-1. X.2006)
173
Il colubro lacertino, Malpolon monspessulanus, nell’Italia Nord
Occidentale: distribuzione, dieta e morfometria
D. OTTONELLO1, F. ONETO1, S. SALVIDIO1, L. LAMAGNI2
1 DIP.TE.RIS, Università degli Studi di Genova, Corso Europa 26 - 16132 Genova, Italy,
E-mail: salvidio@dipteris.unige.it
2 PRO NATURA GENOVA, Via Brigata Liguria 9 - 16121 Genova, Italy
Riassunto. Malpolon monspessulanus monspessulanus raggiunge in Liguria il limite orientale del
suo areale di distribuzione. Fra settembre 2004 ed agosto 2006 sono stati esaminati 83 esempla-
ri di Colubro lacertino in parte trovati morti su strade carrabili o conservati nella collezione del
Museo di Storia Naturale di Genova. Sono state annotate per ogni esemplare lunghezza totale,
lunghezza dall’apice del muso alla cloaca, data e luogo di rinvenimento e sesso. Inoltre, ne è stata
studiata la dieta mediante dissezione: il contenuto dello stomaco e dell’intestino è stato rimosso
e analizzato al microscopio binoculare. I gruppi animali identificati sono Uccelli, Mammiferi,
Rettili soprattutto Sauri. Tra questi Podarcis muralis rappresenta ben il 92% delle prede estrat-
te dagli esemplari giovani. Gli esemplari adulti sembrano mostrare una variazione stagionale
delle prede. Per lo studio della distribuzione sono state considerate altre 65 osservazioni estra-
polate dall’Atlante degli Anfibi e dei Rettili della Liguria. La maggior parte delle osservazioni è
compresa tra il livello del mare ed i 200 metri, ma la specie è presente fino a 700 metri s.l.m.
L’esemplare di maggiori dimensioni è un maschio che presentava una lunghezza totale di 170
cm, mentre la femmina di maggiori dimensioni raggiungeva i 106 cm.
Parole chiave: Malpolon monspessulanus, dieta, distribuzione, morfometria, Liguria.
I
Il Colubro lacertino, Malpolon monspessulanus (Hermann, 1804), è una spe-
cie ad ampia distribuzione nei paesi del Mediterraneo e del Vicino Oriente, con
tre sottospecie valide, secondo de Haan (1997, 1999): M. monspessulanus mon-
spessulanus, M. monspessulanus insignitus (Geoffroy, 1827) e M. monspessulanus fu-
scus (Fleischmann, 1831). Recenti studi del DNA mitocondriale suggeriscono pe-
rò di considerare come specie valida la sottospecie M. m. insignitus (Carranza et al.
2006). Secondo gli stessi autori esisterebbero quindi due specie distinte Malpolon
monspessulanus e Malpolon insignitus, quest’ultima includerebbe la sottospecie M.
insignitus fuscus. In questo lavoro abbiamo deciso di seguire la tassonomia proposta
da de Haan (1997, 1999) in attesa di ulteriori approfondimenti riguardanti gli stu-
di genetici eseguiti da Carranza et al. (2006).
La sottospecie nominale raggiunge in Liguria (Italia nord-occidentale) il limite
orientale del suo areale di distribuzione (Ferri 1994), dove è strettamente legata ad
un bioclima di tipo mediterraneo (Salvidio et al. 1996). E’ comunque un serpente
con una buona plasticità ecologica (Guillaume 1976) ed in Liguria frequenta pre-
ferenzialmente le garighe e le macchie costiere, le boscaglie di leccio (Quercus ilex),
pino d’Aleppo (Pinus halepensis) e pinastro (Pinus pinaster), i terrazzamenti coltivati
a ulivo e vite ed i boschi misti di latifoglie su pendii aridi e soleggiati (Ferri 1994).
Nonostante la specie sia il serpente più comune lungo la fascia costiera della Liguria
centro-occidentale (Salvidio & Doria 1994) non è stata mai oggetto di studi appro-
fonditi riguardanti la sua ecologia, ad eccezione di Bruno (1977). Lo scopo di que-
sto lavoro è quello di fornire informazioni riguardanti l’ecologia generale, la distri-
buzione e la morfometria di Malpolon monspessulanus nell’Italia Nord-occidentale.
M  
Lo studio della distribuzione in Liguria si è basato su 148 osservazioni puntiformi.
Di queste, 65 segnalazioni sono quelle riportate nell’Atlante degli Anfibi e Rettili
della Liguria (Doria & Salvidio 1994), di cui si sono potuti utilizzare i soli riferi-
menti sulla localizzazione, mentre delle restanti 83 segnalazioni si è potuto dispor-
re degli esemplari raccolti e conservati in alcool od in formalina: 60 sono stati rin-
venuti morti lungo strade carrabili e 23 sono conservati nella collezione del Museo
Civico di Storia Naturale di Genova (con sigla CE). Di questi esemplari sono state
annotate, quando possibile, lunghezza totale (Ltot), lunghezza dall’apice del muso
alla cloaca (Lmc), lunghezza della coda (Lc), data di rinvenimento, luogo di rinve-
nimento e sesso. Gli adulti sono stati distinti dai giovani in base ai differenti patter-
ns cromatici (Pleguezuelos & Moreno 1988). Degli 83 esemplari disponibili è stata
studiata la dieta mediante dissezione: lo stomaco e l’intestino sono stati asportati
per provvedere ad un’analisi degli eventuali residui alimentari al microscopio bino-
culare. Le prede o le parti restanti di esse sono state determinate fino al più basso
livello tassonomico possibile, confrontandole con una collezione di riferimento.
L’analisi del periodo di attività è stata effettuata in base alla data di ritrovamento dei
singoli esemplari a disposizione degli autori e presenti nella collezione del Museo
di Storia Naturale di Genova. Va comunque rilevato che questo tipo di analisi può
presentare un difetto in quanto non tiene conto dello sforzo di campionamento co-
me suggerito da Rugiero et al. (1998).
Per analizzare un’eventuale variazione nella composizione stagionale della die-
ta si è deciso di ragruppare i dati degli individui adulti, senza effettuare una distin-
zione per sesso, a causa del basso numero di campioni. Tutti i dati sono stati im-
portati sul programma di Desktop Mapping MapInfo Professional 7.0™, in modo
da poter sovrapporre i punti alla cartografia e delineare in modo dettagliato l’areale
del Colubro lacertino nella Liguria Occidentale. Le informazioni climatiche sono
state elaborate a partire dai dati del progetto Ecozero della Regione Liguria. La di-
stribuzione delle osservazioni puntiformi rispetto alle temperature medie annuali e
del mese di Luglio sono state analizzate tramite il test del chi quadrato per verifica-
re se si discostano dalla distribuzione teorica. Per l’elaborazione dei dati biometrici
174
175
sono stati utilizzati: Microsoft® Excel e Minitab® Release 13.0. Il dimorfismo ses-
suale è stato analizzato utilizando il test “t” di Student, che permette di comparare
la media di due campioni indipendenti. Al fine di eliminare il fattore dimensionale
è analizzato il rapporto tra le singole variabili e la lunghezza totale (Ltot).
R
La maggior parte delle osservazioni raccolte in questo studio è compresa tra il
livello del mare ed i 200 metri (78% delle osservazioni); la specie è comunque rin-
venibile fino a 700 metri s.l.m. Occorre però segnalare un giovane esemplare con-
servato al Museo Civico di Storia Naturale di Genova (CE 50348), raccolto nei
pressi di Verdeggia nel Comune di Triora (IM) a circa 1000 metri s.l.m. Se con-
fermato, questo dato rappresenterebbe il limite altitudinale assoluto per la specie in
Italia. La distribuzione del Colubro lacertino è continua dal confine francese sino
al Comune di Arenzano (GE), e risulta quindi presente nelle Provincie di Imperia
e Savona, dove è abbastanza comune e si può rinvenire anche nei centri abitati, e
nella parte più occidentale della Provincia di Genova (Figura 1).
Confrontando la distribuzione della specie sul territorio regionale con l’anda-
mento delle isoterme emerge che il 75% delle osservazioni ricade all’interno del-
l’isoterma dei 13°C se si considera la temperatura media annuale (Figura 2) (Chi-Sq
= 25,445; DF = 1; p < 0,001). Invece il 92% delle osservazioni ricadono all’interno
dell’isoterma dei 21°C (Chi-Sq = 13,838; DF = 1; p < 0,001) ed il 43% all’inter-
no dell’isoterma dei 22 °C (Chi-Sq = 13,091; DF = 1; p < 0,001) se si considera la
temperatura media del mese di Luglio (Figura 3).
Figura 1. Distribuzione del Colubro lacertino nella Liguria Occidentale. Il punto interrogativo indi-
ca l’esemplare rinvenuto a Verdeggia nel Comune di Triora e conservato al Museo di Storia Naturale.
Gli animali sembrano essere attivi a partire dalla seconda metà di Marzo e l’at-
tività aumenta nei mesi tardo primaverili fino alla prima metà di Luglio. Nel perio-
do più caldo (metà Luglio/metà Agosto) il numero di osservazioni diminuisce per
ritornare su valori più alti nei mesi di Settembre ed Ottobre (Figura 4). L’attività
sembra interrompersi fra Dicembre e Marzo, salvo rare osservazioni in giornate ec-
cezionalmente calde (Ottonello, com. pers.).
Figura 2. Distribuzione delle osservazioni di Malpolon monspessulanus (cerchi neri) rispetto
all’isoterma dei 13°C della temperatura media annuale.
Figura 3. Distribuzione delle osservazioni di Malpolon monspessulanus (cerchi neri) rispetto alle
isoterme dei 21°C e dei 22°C della temperatura media del mese di Luglio.
= isoterma 13°C
= isoterma 22°C
= isoterma 21°C
176
I maschi presentano una coda proporzionalmente più corta delle femmine (t =
3,9501; P < 0,01; GL = 52). Considerando la Lmc si può notare che i maschi sono
mediamente più grandi delle femmine (t = 5,4743; P < 0,01; GL = 52), questi pre-
sentano inoltre una lunghezza (Ltot) media di 111,9 cm (range 75 - 170 cm) contro
i 77.3 cm (range 50 - 106 cm) delle femmine (Figura 5). L’esemplare di maggiori
dimensioni è un maschio (CE 51356) che presenta una Ltot di 170 cm (Lmc 134
cm), mentre la femmina (CE 44944) di maggiori dimensioni raggiunge i 106 cm
(Lmc 81 cm).
20
18
16
14
12
10
8
6
4
2
0
Gennaio
Febbraio
Marzo
Aprile
Maggio
Giugno
Luglio
Agosto
Settembre
Ottobre
Novembre
Dicembre
Figura 4. Numero di osservazioni di Malpolon monspessulanus suddivise per mese.
Figura 5. Confronto delle lunghezza totale media (Ltot) tra maschi (M) e femmine (F) di
Malpolon monspessulanus della Liguria.
Sesso
Boxplots of Ltot (cm) by Sesso
F M
Ltot (cm)
150
100
50
177
Gli esemplari giovani presentano ben evidente la cicatrice del riassorbimento
del sacco vitellino fino ad una Ltot di circa 36 cm. Degli 83 esemplari esaminati
per lo studio della dieta, 40 presentavano almeno una preda. I taxa di prede identi-
ficati sono dieci: Podarcis muralis, Lacerta bilineata, Tarentola mauritanica, Anguis
fragilis, Chalcides sp., Malpolon monspessulanus, Hierophis viridiflavus, Rattus sp.,
Pitymys sp. e Turdus merula. In generale la dieta è caratterizzata da una prevalenza
di Sauri (Tabella I). Tra questi la Lucertola muraiola (Podarcis muralis) rappresenta
ben il 92% delle prede estratte dagli esemplari giovani. Gli esemplari adulti sem-
brano invece mostrare una variazione stagionale nella dieta che in estate è costituita
esclusivamente da Rettili (Figura 6).
D
Il Colubro lacertino è una specie che si nutre quasi esclusivamente di Vertebrati
(De Haan 1999; Bruno 1977). Nella sua dieta è preponderante la presenza di
Rettili, soprattutto Sauri, anche se sembrerebbe esistere un certo opportunismo
nella scelta delle prede, in base alla più facile reperibilità ed alle esigenze legate al pe-
riodo di attività come già messo in evidenza per alcune popolazioni spagnole (Diaz-
Panigua 1976). La presenza nella dieta di animali con un alto valore calorico (es.
Mammiferi), è stata rilevata solo in M. monspessulanus adulti raccolti in Maggio e
Giugno, quando gli animali hanno bisogno di un maggiore apporto calorico ed in
autunno prima del periodo
178
Figura 6. Composizione stagionale della dieta in 30 esemplari adulti di Malpolon monspessulanus.
100
90
80
70
60
50
40
30
20
10
0
Maggio Giugno Luglio Agosto Settembre Ottobre
%
RETTILI MAMMIFERI UCCELLI
di latenza invernale. Invece Sauri e Serpenti sembrano rappresentare gli elementi
principali della dieta di adulti e giovani nei mesi estivi (Luglio-Settembre). Come
già osservato in altre ricerche (Postel 1968; Rijst 1990) anche in questo studio è
stato riscontrato il fenomeno del cannibalismo. Gli uccelli - osservato un solo pul-
lo di Turdus merula - sembrano invece rivestire un ruolo marginale nella dieta della
specie, almeno nell’area di studio.
Nella popolazione ligure di M. m. monspessulanus è confermato il dimorfismo
sessuale descritto in studi precedenti con maschi dimensionalmente più grandi del-
le femmine (de Haan 1999). Inoltre è stata osservata una differenza nella coda, che
risulta proporzionalmente più lunga nelle femmine rispetto ai maschi di uguali di-
mensioni.
I dati riguardanti la distribuzione confermano quanto già osservato da studi
179
Tabella I. Taxa rinvenuti nell’analisi dei residui stomacali e loro distribuzione negli esemplari studiati
(n = numero di esemplari determinati; %n = percentuale rispetto al totale delle prede determinate).
Podarcis muralis
Lacerta bilineata
Tarentola mauritanica
Anguis fragilis
Chalcides sp.
Non identificato
Malpolon monspessulanus
Hierophis viridiflavus
Non identificato
Rattus sp.
Pitymys sp.
Non identificato
Turdus merula (pullo)
n
15
13
6
0
1
1
3
2
2
1
0
1
7
1
0
6
1
1
0
23
%n
65.2
56.5
26.1
0.0
4.3
4.3
13.0
8.7
8.7
4.3
0.0
4.3
30.4
4.3
0.0
26.1
4.3
4.3
0.0
n
12
10
8
1
1
0
0
0
2
1
1
0
3
0
3
0
0
0
0
15
%n
80.0
66.6
53.2
6.7
6.7
0.0
0.0
0.0
13.4
6.7
6.7
0.0
20.0
0.0
20.0
0.0
0.0
0.0
0.0
n
11
11
10
0
1
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
1
12
%n
91.7
91.7
83.4
0.0
8.3
0.0
0.0
0.0
0.0
0.0
0.0
0.0
0.0
0.0
0.0
0.0
0.0
0.0
8.3
Maschi Femmine GiovaniTipo di preda
RETTILI
MAMMIFERI
UCCELLI
PREDE NON
IDENTIFICATE
TOTALE
Sauri
Serpenti
precedenti (Doria & Salvidio 2006); la specie ha infatti una distribuzione conti-
nua dal confine italo-francese sino alla porzione più occidentale della Provincia di
Genova (Comune di Arenzano). M. monspessulanus risulta essere strettamente lega-
to al bioclima mediterraneo ed è più frequente tra il livello del mare ed i 200 metri
di altitudine, anche se esitono alcune segnalazioni a quote decisamente più elevate.
Bruno (1977) ha segnalato la specie in diverse località con un altitudine superiore ai
1000 metri s.l.m (Monte Beigua, Colle del Melogno e Monte Toraggio) ma in nes-
suna di queste è stata recentemente confermata la presenza di Malpolon monspessu-
lanus, nonostante le intense ricerche degli autori. Va inoltre rimarcato che Doria e
Salvidio (2006), in base alle ricerche degli ultimi anni (Andreone & Sindaco 1999;
Caldonazzi et al. 2002), considerano errate o dovute ad animali rilasciati dalla catti-
vità o introdotti ma non acclimatati le segnalazioni della specie in Piemonte (Bruno
1977), Veneto (Vanni & Lanza 1988) e Trentino (Bruno 1965, 1967). Allo stato
attuale delle conoscenze si può affermare che la sottospecie nominale è presente in
Italia unicamente lungo la fascia costiera della Liguria centro-occidentale per cir-
ca 140 km dal confine Italo-Francese. La maggior parte delle osservazioni ricado-
no all’interno dell’isoterma dei 13°C di temperatura media annuale. Inoltre, secon-
do Saint-Girons (1982), l’isoterma dei 22°C della temperatura media del mese di
Luglio marca il limite settentrionale dei serpenti del paleartico occidentale a ciclo
spermatogenetico primaverile. Quanto osservato in questo studio conferma parzial-
mente le ipotesi di Saint-Girons (1982), tuttavia i dati a nostra disposizione porte-
rebbero ad indicare come limite settentrionale l’isoterma dei 21°C della temperatu-
ra media del mese di Luglio.
Ringraziamenti. Si ringrazia il Dott. Giuliano Doria per la possibilità di visionare e utilizzare
gli esemplari presenti nella collezione del Museo di Storia Naturale di Genova e la Sig.ra Bruna
Invernici per l’aiuto fornito nello studio di questi esemplari. Si ringraziano inoltre la Dott.ssa
Patrizia Gavagnin, la Dott.ssa Francesca Brezzi e la Dott.ssa Cinzia Lombardi per il ritrovamen-
to di alcuni esemplari in Provincia di Imperia ed in Provincia di Savona.
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... (Hijmans et al., 2005) at 10 arc-minutes resolution. We chose these variables to take into account the thermophily of Montpellier snakes (Ottonello et al., 2006;Moreno-Rueda et al., 2009) and to capture climate-habitat relationship at this spatial resolution via correlation (McGill, 2010;Mangiacotti et al., 2013). The two variables were weakly correlated (Spearman correlation coefficient: r s = 0.22), indicating their ability to load different kind of environmental information. ...
... Herpetologists have usually related head shape modification in snakes to diet and prey size (Shine, 1991;Grudzien et al., 1992; Bon- net King, 2002;Aubret et al., 2004;Boback, 2006;Vincent et al., 2006a, b;Hampton, 2011), but this idea does not seem to fit the Malpolon case because of two main reasons: firstly, the head features associated with prey size are mainly related to head width and snout length/ width (Shine, 1991;Bonnet et al., 2001;Hampton, 2011); these traits are expected to mould the shape of the parietal scales, while our results focused mainly on the pre-parietal area. Secondly, the (scanty) data about Malpolon diet do not highlight any sort of difference between eastern and western populations and describe Montpellier snake as an opportunistic predator of items of various sizes (De Haan, 1999;Ottonello et al., 2006;Plezueguelos et al., 2009). The occurrence of a systematic difference in the size of available prey is a prerequisite for a diet-shape relationship (Aubret et al., 2004). ...
Article
The Montpellier snake Malpolon monspessulanus is a wide-ranging species that inhabits Western and East-ern Europe, North Africa and Middle East. Four clades have been recognised as two species, M. insignitus and M. monspessulanus, each with two subspecies. Clades have been substantially identified on the basis of molecular data, pholidosis and colouration, while morphometric traits have been ignored. We compared head shape of 54 specimens belonging to three out of the four clades (M. insignitus insignitus, M. i. fuscus, and M. monspessulanus monspessu-lanus) by means of geometric morphometrics. We found a significant differentiation: the supraocular and frontal area showed the largest amount of variation, being respectively much thinner in M. i. insignitus, a bit less thin in M. i. fuscus and definitely wider in M. m. monspessulanus. Our findings are fully in agreement with the genetic studies and phylogeny explains more than 20% of the observed variation, supporting the taxonomic distinction inside the genus Malpolon. The functional and/or adaptive meaning of the observed differences is not clear, but it seems unlikely that it may be related to diet. Combining morphological data with phylogeography and environmental features, we formu-lated an explanatory hypothesis that allowed a precise and testable prediction.
... The eastern Montpellier snake is one of only two representatives of the species in Europe the other being Malpolon monspessulanus; neither species usually exceed 200 cm in length and both eat a wide range of prey including reptiles, birds, and mammals (Speybroeck et al., 2016). To date the two Malpolon spp have been recorded as predators of at least seven snake species (Corti et al., 2014;Amr & Disi, 1998;Safaei-Mahroo et al., 2017) and even cannibalism has been recorded (Ottonello et al., 2006). ...
... No hay datos ibéricos. Ottonello et al. (2006) indican la depredación de Malpolon monspessulanus sobre Hierophis viridiflavus en Italia noroccidental. En las zonas humanizadas se ha descrito su captura por parte de gatos y aves de corral, además de la propia especie humana (Vanni y Nistri, 2006). ...
... It was a male of 52 cm SVL and 72 cm total length. Considering the body length and colour pattern, we estimated its age at 4-5 years (Ottonello et al., 2007). During half an hour of handling the snake remained completely motionless and flaccid. ...
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Thanatosis is a behaviour observed in several animal species that consists of feigning death in order to avoid undesired attention and subsequently preyed on. This behaviour is well known in many snakes belonging to various genera (e.g.
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Reproductive cycles of male snakes may be classified into 4 major types: 1) Aestival (summer) and postnuptial, found only in temperate and subtropical regions. Spermatogenesis occurs in the warm season and spermatozoa are stored throughout the winter. 2) Mixed type, found only in temperate and subtropical regions, and is characterized by spermatogenesis beginning in late spring and being completed one year later. 3) Prenuptial type, found everywhere except in cool and cold temperate regions. Spermatogenesis is completed towards the end of the mating period, and always occurs in the spring in temperate and subtropical regions but at any time in intertropical zones. In polyestrous species, male sexual activity may last through most of the year. 4) Continuous reproductive activity, found only in polyestrous species from intertropical regions without a very marked dry season. Of the climatic factors likely to influence reproduction, only temperatures low enough to require prolonged hibernation play any part in the determination of the reproductive cycle of the males, which then have a spermatogenesis of the aestival or mixed type. The reproductive cycle of the females, however, is always dependent upon climate. -from Author
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Variation in 815bp of mitochondrial DNA from two gene fragments (300bp of cytochrome b and 395-515bp of 12S rRNA) for 26 Malpolon monspessulanus, and cytochrome b for a further 21 individuals, indicates that this species originated in the Maghreb area of Northwest Africa. Here, an estimated 3.5-6Mya, it divided into the western M. m. monspessulanus, and an eastern clade including M. m. insignitus and M. m. fuscus. The very limited genetic differentiation between Maghreb and Southwest European populations of this form suggests that it arrived in the Iberian Peninsula only recently. Population genetics and demographic tests indicate subsequent expansion in this area around 83,000-168,000 year ago. Because present populations of Malpolon arrived recently, mid-Pliocene and at least some Pleistocene fossils of the genus Malpolon in Southwest Europe are probably derived from an earlier invasion from the Maghreb, possibly as early as the end of the Miocene period, 5.3-5.9Mya, when there was a temporary land bridge across the site of the Strait of Gibraltar and the Mediterranean Sea desiccated. The descendants of this earlier invasion must have eventually become extinct, perhaps during one of the Pleistocene glaciations. In contrast to the western M. m. monspessulanus, the greater genetic divergence found in the eastern clade of M. monspessulanus suggests that it dispersed at an earlier date and probably over a longer period, spreading eastwards through northern Libya and Egypt to Syria, Iraq, and Iran, and around the Mediterranean Sea through Turkey into the Aegean archipelagos and the Balkan peninsula. The western and eastern units of M. monspessulanus have different dorsal color pattern, differences in skull structure and exhibit an 8.4% uncorrected genetic divergence in the combined gene fragments investigated here. It is consequently recommended that they should be treated as separate species: M. monspessulanus (sensu stricto) and Malpolon insignitusstat. nov., the latter including the subspecies Malpolon insignitus fuscuscomb. nov. The same combined mitochondrial gene fragments used in Malpolon were investigated in 20 individuals of Hemorrhois hippocrepis, and of cytochrome b alone in a further 17. They indicate that this species also originated in the Maghreb and again invaded the Iberian Peninsula quite recently. Some of the most recent invasions of the Iberian Peninsula by reptiles and amphibian taxa could probably be anthropogenic in origin. Some other species including M. monspessulanus and H. hippocrepis, may have crossed naturally, by "hopping" across the Strait of Gibraltar via temporary islands on the shallowest parts that were exposed during sea-level fall associated with Pleistocene glaciations.
Colubro lacertino, (Malpolon monspessulanus)
  • Doria G Salvidio
Doria g, Salvidio S. 2006. Colubro lacertino, (Malpolon monspessulanus). In: Sindaco R., Doria g., Razzetti E. & Bernini F.(Eds) 2006, Atlante degli Anfibi e Rettili d'Italia, Societas Herpetologica Italica, Edizioni Polistampa, Firenze: 552-555.
giuliano Doria per la possibilità di visionare e utilizzare gli esemplari presenti nella collezione del museo di Storia Naturale di genova e la Sig.ra Bruna Invernici per l'aiuto fornito nello studio di questi esemplari
  • Ringraziamenti
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Ringraziamenti. Si ringrazia il Dott. giuliano Doria per la possibilità di visionare e utilizzare gli esemplari presenti nella collezione del museo di Storia Naturale di genova e la Sig.ra Bruna Invernici per l'aiuto fornito nello studio di questi esemplari. Si ringraziano inoltre la Dott.ssa Patrizia gavagnin, la Dott.ssa Francesca Brezzi e la Dott.ssa Cinzia Lombardi per il ritrovamento di alcuni esemplari in Provincia di Imperia ed in Provincia di Savona.