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La Social Card: una valutazione di targeting

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Abstract and Figures

The introduction of the Social Card benefit represents an important innovation in the Italian welfare system, otherwise lacking a means tested social assistance programme. This article aims at assessing the benefit targeting, based on eu-silc 2010 data. First, we analyse the socio economic characteristics of programme participants; second, we provide a first estimate of the take-up rate, that is the proportion of entitled households who actually receive the benefit. Results show that, one year after the programme introduction, the benefit assignment mechanism fails to reach more than half of the target population. In order to improve targeting success, policy makers should pay attention not only to the chance that undeserving individuals might receive the payment, but also to the possibility that deserving households are excluded from the programme.
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Analisi e strumenti
di politica sociale
a cura di
Dino Rizzi, Francesca Zantomio
politiche
sociali
studi e ricerche
politiche
sociali
studi e ricerche
Politiche sociali: studi e ricerche
Collana scientifica del Centro di Ricerca sulle Politiche Sociali (cps)
Dipartimento di Economia
Università Ca’ Foscari Venezia
Direttore
Stefano Campostrini
Comitato Scientifico
Luigi Benvenuti
Giovanni Bertin
Silvio Giove
Fabrizio Panozzo
Dino Rizzi
Gaetano Ziliograndi
Alex Robertson, Edinburgh University, Scotland
David McQueen, Emory University, Atlanta, usa
Volume 3. Analisi e strumenti di politica sociale
Autori
Giovanni Bertin, Università Ca’ Foscari Venezia
Elenka Brenna, Università Cattolica del Sacro Cuore
Agar Brugiavini, Università Ca’ Foscari Venezia
Ludovico Carrino, Università Ca’ Foscari Venezia
Enrica Croda, Università Ca’ Foscari Venezia
Cinzia Di Novi, Università Ca’ Foscari Venezia
Anna Marenzi, Università Ca’ Foscari Venezia
Davide Minniti, Direzione Sanitaria OO.RR. di Rivoli, ASL TO3, Torino
Andrea Pastore, Università Ca’ Foscari Venezia
Noemi Pace, Università Ca’ Foscari Venezia
Vincenzo Rebba, Università degli Studi di Padova
Dino Rizzi, Università Ca’ Foscari Venezia
Stefano Federico Tonellato, Università Ca’ Foscari Venezia
Maria Gabriella Zampirolo, Azienda Ospedaliera-Universitaria
San Giovanni Battista, Torino
Francesca Zantomio, Università Ca’ Foscari Venezia
Analisi e strumenti di politica sociale
a cura di
Dino Rizzi e Francesca Zantomio
© 2013 Edizioni Ca’ Foscari - Digital Publishing
Università Ca’ Foscari Venezia
Dorsoduro 1686
30123 Venezia
edizionicafoscari.unive.it
isbn 978-88-97735-46-5
7 Presentazione
9 Introduzione
15 Politiche sociali e sviluppo locale: il ruolo del capitale sociale
Giovanni Bertin
45 L’esclusione sociale in Italia: approcci alternativi per un’indagine
regionale
Ludovico Carrino
107 Un’analisi del welfare regionale italiano mediante metodi
di classificazione basati su modelli statistici
Andrea Pastore, Stefano Federico Tonellato
135 Crisi economica e riduzione del reddito: effetti sullo stato di salute
Enrica Croda, Noemi Pace
151 Riforme nel settore sanitario in Cina: rassegna degli effetti
sulla domanda di cure sanitarie, spese out-of-pocket e risparmio
familiare
Noemi Pace
176 Ticket o franchigia? Considerazioni per una riforma
delle compartecipazioni alla spesa sanitaria
Vincenzo Rebba, Dino Rizzi
211 Trattamento del tumore della prostata con tecnologie avanzate:
la salute percepita dai pazienti
Cinzia Di Novi, Davide Minniti, Maria Gabriella Zampirolo
282
La Social Card: una valutazione di targeting1
Dino Rizzi, Francesca Zantomio
1. Introduzione
Nella maggior parte dei paesi occidentali, i sistemi di welfare inclu-
dono programmi di assistenza sociale che forniscono un supporto mo-
netario di ultima istanza a soggetti che si trovino in uno stato di bisogno,
indipendentemente da eventuali contributi versati, o una volta esauriti
i trasferimenti ottenibili su base contributiva, oppure a complemento di
questi. Il carico fiscale dei programmi di assistenza sociale, principale
deterrente alla loro introduzione, dipende in modo cruciale dalla selet-
tività delle regole di accesso, ed in particolare dalla presenza o meno di
un meccanismo di «prova dei mezzi» che condizioni il trasferimento al
(mancato) superamento di determinate soglie reddituali e patrimoniali.
I programmi universali, che non utilizzano la prova dei mezzi, non iden-
tificano i più poveri, e dunque rappresentano la modalità di intervento
più dispendiosa per combattere la povertà. D’altro canto, la supposta
superiorità dei programmi basati sulla prova dei mezzi – che, allocando
le risorse alla sola popolazione target, comportano un minor carico fi-
scale – si basa sull’ipotesi di piena «partecipazione», ovvero sull’ipotesi
che ogni soggetto che supera la prova dei mezzi, richieda il sussidio.
Tuttavia, l’evidenza empirica suggerisce che la mancata partecipazio-
ne ad un programma monetario di assistenza sociale a cui si ha diritto,
anche se apparentemente frutto di una scelta irrazionale, rappresenta
un fenomeno diffuso e non trascurabile nelle economie avanzate (Currie
2004; Hernanz et al. 2004; Matsaganis et al. 2008). Con riferimento ai
programmi basati sulla prova dei mezzi (in cui, presentata la richiesta,
l’ottenimento del sussidio è tipicamente automatico una volta superata
la prova dei mezzi), la mancata richiesta di sussidio da parte di un aven-
1. Questo lavoro si basa sull’utilizzo dei dati eu-silc 2010 (versione udb it silc), ottenuti
con permesso dall’istat.
La Social Card: una valutazione di targeting 283
Analisi e strumenti di politica sociale Pol itic he s oci ali
te diritto viene descritta in termini di mancato take-up del programma.
Il tasso di take-up di un programma, ovvero la proporzione di aventi
diritto che ottiene effettivamente il trasferimento, rappresenta dunque
un indicatore cruciale dell’efficacia di un programma selettivo nel rag-
giungere la popolazione obiettivo. Il mancato take-up si traduce inoltre
in trattamenti differenziati per riceventi e aventi diritto non riceventi,
che appaiono particolarmente ingiusti alla luce dello stato di indigenza
in cui versano i potenziali beneficiari.
I tassi di take-up stimati per una varietà di programmi di welfare nelle
economie avanzate oscillano tra il 20% e l’80% degli aventi diritto. Cifre
simili sono indicative di come il mancato take-up rappresenti un fenome-
no strutturale, più che marginale, dei programmi selettivi. L’importanza
quantitativa del fenomeno, e la sua rilevanza per il mancato raggiun-
gimento di determinati obiettivi di policy, ha attirato l’interesse di nu-
merosi studiosi nell’ambito delle scienze sociali; inizialmente, a partire
dagli anni Sessanta del secolo scorso, soprattutto nei paesi anglosassoni,
in cui la selettività rappresenta un tratto caratterizzante dei sistemi
nazionali di welfare; successivamente anche in altri paesi dell’Europa
occidentale, dove l’utilizzo della selettività è andato crescendo.
Gli studi sociologici si sono focalizzati sull’investigare il processo che
conduce alla scelta di fare domanda o meno. Questo processo è stato
inizialmente rappresentato come una sequenza di soglie (percezione
del bisogno, consapevolezza dell’esistenza del sussidio, consapevolezza
dell’avere diritto, percezione dell’utilità del sussidio, giudizio positivo
sul programma di supporto, stabilità della propria situazione) che il po-
tenziale beneficiario deve superare, in successione, per decidere di fare
domanda (Kerr 1982). Modelli successivi (van Oorschot 1991) hanno in-
cluso trade-offs (equilibri tra gli elementi che favoriscono o scoraggiano
la domanda) e meccanismi d’innesco (triggers, ovvero eventi dirompenti
che inducono a fare domanda), oltre ad aspetti dinamici del proces-
so. L’evidenza empirica a supporto di questi modelli deriva soprattutto
dall’uso di tecniche di focus group e interviste in profondità condotte con
gruppi di riceventi e potenziali beneficiari non riceventi, con l’obiettivo
di ricostruire come ciascun percorso individuale abbia portato a una
decisione di fare domanda o meno, in modo da comprendere il ruolo e
le interazioni tra soglie, trade-offs e triggers.
Gli economisti hanno invece rappresentato la sconcertante evidenza di
comportamenti incompatibili con il principio di non sazietà come risultato
di una scelta ottima, che massimizza l’utilità individuale. In altre parole,
si assume che il soggetto avente diritto confronti razionalmente i costi
e i benefici del fare domanda (Moffitt 1983) e decida di fare domanda
se i secondi (le risorse finanziarie ottenibili) superano i primi (reperire
284 Rizzi, Zantomio
Pol itic he s oci ali Analisi e strumenti di politica sociale
le informazioni necessarie, procurarsi la documentazione, compilare i
moduli, sottoporsi alla prova dei mezzi, l’eventuale costo psicologico di
dipendenza dal welfare e dello stigma sociale percepito etc.). La stima dei
tassi di take-up si è basata su indagini campionarie che permettessero di
ricostruire la posizione di avente diritto o meno dei soggetti intervistati,
fornendo al tempo stesso informazioni riguardanti l’ottenimento o meno
del sussidio. Oltre a quantificare il tasso di non take-up di determinati pro-
grammi, alcuni studi econometrici hanno investigato come la probabilità
di ricevere un sussidio a cui si ha diritto vari rispetto alle caratteristiche
dei potenziali beneficiari e dei diversi programmi (Haider et al. 2003,
Hanratty 2006, Kabbani, Wilde 2003, Moffit 2003).
Questo contributo si propone di quantificare il tasso di take-up della
Carta Acquisti, nota anche come Social Card, nel 2009. La Social Card è
un programma di assistenza sociale introdotto nell’ottobre del 2008 nel
sistema di welfare italiano, da sempre caratterizzato dalla vistosa man-
canza di un programma di supporto al reddito di ultima istanza. Ispirata
al modello dei Food Stamps americani, la Social Card offre un sostegno
economico ai nuclei familiari in cui sia presente almeno un minore di 3 anni
o un ultrasessantacinquenne, e che soddisfino la prova dei mezzi (Gori et
al. 2010). Nonostante precedenti studi abbiano quantificato, sulla base di
dati campionari sui mezzi finanziari della popolazione italiana, l’estensione
della platea dei potenziali beneficiari (cies 2009), non vi è finora stato un
tentativo di valutare l’efficacia di targeting della Social Card quantificando
in che misura gli aventi diritto abbiano effettivamente partecipato al pro-
gramma. In parte questo dipende dalle peculiarità del contesto nazionale,
in cui, riflettendo l’orientamento socio-culturale prevalente, le valutazioni
di efficacia di targeting sono tipicamente rivolte alla ricerca dei cosiddetti
falsi positivi (coloro che ricevono il sussidio immeritatamente) piuttosto che
dei falsi negativi (coloro che non ricevono il sussidio, pur avendone diritto).
Eppure, se l’obiettivo del programma è quello di combattere la povertà, e
non quello minimizzarne la spesa, valutare il take-up rappresenta un aspet-
to di primaria importanza per poter giudicare l’efficacia del programma e
affinché vengano eventualmente predisposti interventi volti ad incentivare
la partecipazione meritevole.2
Il prossimo paragrafo sarà dedicato ad un’illustrazione più approfon-
dita delle regole di accesso alla Social Card. Successivamente, saranno
presentati i dati eu-silc 2010, su cui si baserà la successiva analisi em-
pirica, riferita all’anno 2009. I dati raccolgono, per un campione rappre-
2. A maggior ragione a fronte della nuova Social Card , introdotta con il decreto
interministeriale del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali del 10 gennaio 2013,
«Attuazione della sperimentazione della nuova Carta Acquisti» .
La Social Card: una valutazione di targeting 285
Analisi e strumenti di politica sociale Pol itic he s oci ali
sentativo della popolazione italiana, informazioni relative alla situazione
abitativa, reddituale e patrimoniale, a indicatori degli standard di vita
familiare e, inoltre, informazioni relative all’eventuale partecipazione
al programma Social Card.
Dopo un’analisi descrittiva delle caratteristiche socio-economiche
dei partecipanti al programma, che verrà illustrata nel paragrafo 4, nel
paragrafo 5 sarà derivata una misura del successo di targeting della
Social Card , quantificando la percentuale di aventi diritto che ottengono
effettivamente il sostegno economico (il tasso di take-up). A conclusione
saranno proposte alcune riflessioni sull’ efficacia del programma come
strumento di lotta alla povertà.
2. Il programma Social Card
La legge 133/2008 ha introdotto la possibilità, per i cittadini che ne
fanno domanda e che hanno i requisiti di legge, di disporre di una carta di
pagamento elettronico prepagata, la Carta Acquisti, utilizzabile per la spe-
sa alimentare, sanitaria e il pagamento delle bollette della luce e del gas.
L’importo a disposizione dei beneficiari è di 40 euro al mese, caricati ogni
due mesi. Il decreto interdipartimentale n. 15964/2009 ha definito i limiti
reddituali e i parametri dell’isee per l’anno 2009,
3
considerato per l’analisi
del programma nel presente lavoro. Oltre al superamento della prova dei
mezzi isee, e al requisito di età, l’accesso al trasferimento è condizionato
al soddisfacimento di ulteriori requisiti «categoriali». Ai soggetti di età
superiore ai 65 anni, è richiesto di essere cittadini italiani, di non godere
di trattamenti pensionistici e assistenziali superiori a 6.192 € (o 8.256 €
se di età superiore ai 70 anni); di non detenere, insieme al coniuge, un
patrimonio mobiliare superiore ai 15.000 euro; di non possedere immobili
oltre all’abitazione di residenza; di non possedere più di un autoveicolo;
e infine, di essere fiscalmente incapienti. Ai soggetti di età inferiore ai 3
anni è richiesto che i genitori soddisfino gli stessi requisiti (ad eccezione
di quello relativo ai trattamenti pensionistici ed assistenziali).
La titolarità della Carta è individuale, ovvero all’interno di uno stesso
nucleo familiare ciascun soggetto che soddisfi i requisiti può essere tito-
lare della Carta; è dunque possibile che all’interno di uno stesso nucleo
familiare vi siano più titolari di Carta Acquisti.
Rispetto al 2008, anno in cui il programma è stato introdotto, dal 2009 le
possibilità di utilizzo delle Carta sono state estese all’acquisto di medicine o
3. La prova dei mezzi isee per accedere alla Carta Acquisti nel 2009, prevede che siano
ammessi al trasferimento i soggetti il cui isee non supera i 6.192 €.
286 Rizzi, Zantomio
Pol itic he s oci ali Analisi e strumenti di politica sociale
materiale sanitario presso farmacie o parafarmacie, con sconti e prestazio-
ni di servizi gratuiti di base. È previsto inoltre che Regioni, Comuni e Pro-
vince possano estendere l’accesso al trasferimento in favore dei residenti.
L’ottenimento della Carta dà inoltre accesso a tariffe energetiche agevolate.
Come riporta il Rapporto Annuale inps, nel 2009 i titolari della Carta
Acquisti sono stati 636.962, di cui il 21,2% residenti nella sola regione
Campania ed il 21% in Sicilia. Seguono la Puglia con il 9,8% ed il Lazio
con il 9,2% del totale nazionale. Guardando, invece, ai tassi di parteci-
pazione (ovvero il rapporto tra beneficiari e residenti), la distribuzione
regionale presenta valori al di sopra della media italiana (l’1,05%) in
Sicilia (2,65%), Campania (2,31%), Calabria (2,21%), Puglia (1,62%) e
Sardegna (1,18%), mentre tutte le altre regioni sono sotto la media con
i valori più bassi registrati nelle province di Trento e Bolzano, dove solo
lo 0,21% di residenti risulta titolare di Carta Acquisti (Figura 1).
Figura 1. Tassi di partecipazione alla Social Card, per regione (2009)
Fonte: inps, 2009
Osservando come la distribuzione regionale dei tassi di partecipazione ri-
specchi a grandi linee la distribuzione delle risorse economiche regionali in
termini di pil pro capite (Figura 2) e la distribuzione dell’indice di diffusione
di povertà relativa (Figura 3), sembrerebbe emergere una prima valutazio-
ne positiva sul targeting del programma, a livello macro, per quanto attiene
alla capacità di focalizzare le risorse sui soggetti più bisognosi.
La Social Card: una valutazione di targeting 287
Analisi e strumenti di politica sociale Pol itic he s oci ali
Figura 2. Relazione tra tasso di partecipazione e pil pro capite per regione (2009)
Fonte: inps (2009), istat (2013)
Figura 3. Relazione tra tasso di partecipazione e indice di diffusione di povertà relativa,
per regione (anno 2009)
Figura 2. Relazione tra tasso di partecipazione e
PIL
pro capite, per regione (2009)
Fonte:
INPS
(2009),
ISTAT
(2013).
0,0%
0,5%
1,0%
1,5%
2,0%
2,5%
3,0%
15.000
17.000
19.000
21.000
23.000
25.000
27.000
29.000
31.000
33.000
35.000
pil regionale pro capite
Italia
1
Figura 3. Relazione tra tasso di partecipazione e indice di diffusione di povertà relativa, per
regione (anno 2009)
Fonte:
INPS
(2009),
ISTAT
(2013).
0,0%
0,5%
1,0%
1,5%
2,0%
2,5%
3,0%
0,0
5,0
10,0
20,0
25,0
30,0
15,0
indice di pover
Italia
1
288 Rizzi, Zantomio
Pol itic he s oci ali Analisi e strumenti di politica sociale
Una fonte utile per analizzare le caratteristiche delle famiglie che
nel corso del 2009 hanno effettivamente beneficiato del programma è
l’indagine europea eu-silc (eurostat 2007) che ha raccolto, a partire dal
2004, rilevazioni annuali sul reddito e sulle condizioni di vita di campioni
rappresentativi della popolazione nei diversi paesi europei, con la fina-
lità di monitorarne la situazione socio-economica e l’eventuale stato di
povertà. In Italia, l’indagine è curata dall’Istat (istat 2008). L’intervista
è strutturata in un questionario familiare, a cui risponde il componente
maggiormente informato sulle circostanze del nucleo, che raccoglie
informazioni sulla situazione abitativa ed economica, sull’accesso a de-
terminati servizi, e informazioni sui componenti minori di 15 anni; segue
il questionario individuale. Questo è somministrato a tutti i componenti
di età superiore ai 14 anni e raccoglie informazioni su istruzione, salute,
situazione occupazionale corrente e passata, sui redditi percepiti e sul
patrimonio mobiliare detenuto nell’anno solare precedente a quello del-
la rilevazione. L’ultima rilevazione disponibile al momento in cui è stato
scritto questo lavoro è quella del 2010 che ha raccolto informazioni su
un campione di 19.147 nuclei familiari e 47.551 individui.
Il quesito relativo al percepimento della Social Card è posto nel que-
stionario familiare, al termine della sezione riguardante la situazione
economica del nucleo. La domanda è così formulata: «Nel corso del 2009,
qualcuno della Sua famiglia ha usato la Social Card, cioè la Carta Acqui-
sti per le spese alimentari, sanitarie e per il pagamento delle bollette
della luce e del gas che viene concessa ai cittadini che siano in possesso
di particolari requisiti?», senza alcuna menzione alla natura reddituale
dei requisiti di accesso al programma, in modo tale da disincentivare
reticenze nel comportamento di risposta dell’intervistato. Viene inoltre
chiesto «Quanto ha speso con la Social Card ?». È plausibile che, data
l’esiguità della cifra ricevuta, la cifra riportata dell’intervistato corri-
sponda al sussidio ottenuto.
Nella rilevazione, il numero di famiglie che risponde di ricevere la
Social Card è di 416 (rappresentative, nel campione, del 2,45% della
popolazione italiana); sono interessati dal beneficio i 1.010 individui che
vivono in tali nuclei (a livello di totali di popolazione, questo corrispon-
de al 2,3% della popolazione italiana). Il numero di beneficiari rilevati
appare in linea con il dato amministrativo (inps 2009), per quanto non
direttamente confrontabile con esso, a motivo della diversa unità di
misura assunta: il dato amministrativo riporta infatti il numero di Carte
erogate. Queste possono essere erogate a più componenti di uno stesso
nucleo, se rispettano i requisiti di accesso. I dati a nostra disposizione
permettono invece di osservare il numero di nuclei in cui almeno un
componente riceve la Social Card (una sorta di limite inferiore al numero
La Social Card: una valutazione di targeting 289
Analisi e strumenti di politica sociale Pol itic he s oci ali
di carte erogate), ed il numero di individui che vivono in tali nuclei (una
sorta di limite superiore al numero di carte erogate), ma non invece il
numero di carte erogate.
Nel corso del 2009, le famiglie di beneficiari osservate riportano di
aver ricevuto da 40 € (corrispondenti a un trasferimento erogato per
un solo mese) a 960 € (corrispondenti al trasferimento ricevibile da
due carte per 12 mesi ciascuna), con una media 355 €, cioè circa 30 € al
mese. Circa il 52% delle famiglie beneficiarie ha ricevuto un ammontare
inferiore al totale annuo ricevibile con una Carta, ovvero 480 €, mentre
il 35% ha ricevuto esattamente 480 €.
Un primo tentativo di analisi, a livello micro, del programma Carta
Acquisti può essere svolto tramite un’analisi multivariata della parteci-
pazione al programma; utilizziamo una regressione probit per investi-
gare come la probabilità di ricevere la Social Card vari al variare delle
risorse economiche a disposizione del nucleo e di altre caratteristiche
familiari, al fine di investigare come queste variabili siano correlate alla
probabilità di ricevere il sussidio.
Nella Tabella 1 è riportata l’elasticità della probabilità di ricevere la
Social Card, stimata sia sull’intero campione, sia per le sole famiglie con
reddito disponibile equivalente
4
inferiore a 7.265 € l’anno, limite che de-
finisce il primo decile di reddito familiare equivalente. Si può notare co-
me, coerentemente con la presenza di un meccanismo di prova dei mezzi,
la probabilità di ricevere la Social Card si riduca al crescere del reddito
equivalente familiare: l’elasticità di -1,31 indica che un aumento di red-
dito dell’1% riduce la probabilità di ricevere la Social Card dell’1,31%. Il
coefficiente non risulta invece significativo quando l’analisi è ristretta
alle famiglie nel primo decile di reddito. Nuovamente in accordo con la
normativa sulla prova dei mezzi e con gli ulteriori requisiti, la probabi-
lità di ricevere la Social Card è inferiore per i nuclei proprietari dell’a-
bitazione, proprietari di altri immobili, e al crescere dell’ammontare di
patrimonio finanziario equivalente. Rispetto alle famiglie residenti nel
Meridione e nelle Isole, quelle che risiedono nelle altre aree del Paese
hanno una minore probabilità di ricevere la Social Card. La probabilità
4. Il reddito equivalente familiare è stato calcolato come rapporto tra tutte le entrate
monetarie, al netto delle imposte, e la scala di equivalenza isee, in cui la famiglia di
riferimento è composta da un solo membro. La scala di equivalenza isee attribuisce peso 1 a
nuclei monopersonali, 1,57 a nuclei di due componenti, 2,04 a nuclei di tre componenti, 2,46
a nuclei di 4 componenti, 2,85 a nuclei di 5 componenti e un peso aggiuntivo di pari a 0,35
per ciascun componente aggiuntivo. Questa grandezza differisce dalla misura delle risorse
finanziarie familiari utilizzata per la prova dei mezzi isee (ai fini di accesso al sussidio) ma
è stata scelta perché rappresenta quella tipicamente utilizzata nelle analisi empiriche di
povertà e disuguaglianza.
290 Rizzi, Zantomio
Pol itic he s oci ali Analisi e strumenti di politica sociale
aumenta invece all’aumentare del numero di componenti, della quota
di minori, di anziani e di donne in famiglia.
La probabilità di ricevere la Social Card non risulta invece influenzata
dal genere del capofamiglia, mentre, in coerenza con i requisiti cate-
goriali, l’età del capofamiglia aumenta significativamente la probabili-
tà di partecipazione, nel campione ristretto al primo decile di reddito
equivalente. Rispetto ai nuclei in cui il capofamiglia è pensionato, le
famiglie con capofamiglia dipendente hanno una maggior probabilità
di ricevere il beneficio nel campione completo, ma non nel campione
ristretto al primo decile. Se il capofamiglia è un lavoratore autonomo
la probabilità di ricevere il sussidio è sempre inferiore a quella dei pen-
sionati. Una probabilità maggiore risulta, invece, se il capofamiglia non
è in condizione lavorativa. Il titolo di studio non ha effetti nel campione
ristretto al primo decile, mentre, nel campione rappresentativo di tutta
la popolazione, la probabilità di partecipazione diminuisce soprattutto
per i capofamiglia con diploma di maturità o universitario, rispetto a
capofamiglia senza titolo di studio.
La Social Card: una valutazione di targeting 291
Analisi e strumenti di politica sociale Pol itic he s oci ali
Tabella 1. Probabilità di ricevere la Social Card – Stime Probit
campione completo nuclei nel primo decile
di reddito equivalente
elasticitàap-value elasticità p-value
caratteristiche della famiglia
reddito equivalente -1,3106 0,000 0,1083 0,665
proprietà dell’abitazione* -0,0111 0,000 -0,0301 0,001
proprietà di altri immobili* -0,0039 0,003 -0,0129 0,288
patrimonio finanziario equivalente -0,2144 0,005 -0,1540 0,111
nordovest* -0,0066 0,000 -0,0306 0,003
nordest* -0,0026 0,029 -0,0289 0,008
centro* -0,0047 0,000 -0,0228 0,018
numero di componenti 0,9708 0,000 0,7528 0,004
quota di minori 0,0775 0,000 0,2054 0,000
quota di anziani 0,6860 0,000 0,1873 0,059
quota di femmine -0,0004 0,998 0,0400 0,890
caratteristiche del capofamiglia
genere maschile* -0,0021 0,144 0,0081 0,465
età -0,0346 0,932 1,4081 0,023
lavoratore dipendente* 0,0013 0,0070 -0,0015 0,0205
lavoratore autonomo* -0,0018 0,0046 -0,0011 0,0191
condizione non lavorativa* 0,0099 0,0162 0,0250 0,0445
licenza elementare* -0,0014 0,395 0,0098 0,491
diploma di maturità* -0,0043 0,017 -0,0005 0,978
diploma universitario* -0,0054 0,014 -0,0175 0,459
Numero osservazioni 19.147 1.730
LR chi2(19) 702,25 115,34
Prob > chi20,000 0,000
Log -1.653,28 -334,85
Pseudo R2 0,1752 0,1469
Note: a Per le variabili dummy (*) si riporta l’aumento di probabilità a seguito di un
cambiamento discreto da 0 a 1.
Fonte: eu-silc 2010.
292 Rizzi, Zantomio
Pol itic he s oci ali Analisi e strumenti di politica sociale
Tabella 2. Condizioni abitative ed economiche: un confronto tra i beneficiari
di Social Card ed il resto del campione eu-silc (percentuali sul totale)
percentuale
di beneficiari
percentuale di
non beneficiari
abitazione unifamiliare 19,04 25,13
in affitto o in subaffitto 42,22 18,45
numero di stanze: 1 o 2 34,21 21,00
superficie (in metri quadri) 77,12 95,84
cucina abitabile ad uso esclusivo 85,68 88,20
gabinetto interno ad uso esclusivo 98,72 99,54
lavatrice 97,87 97,13
tv colori 98,36 97,04
antenna satellitare 16,03 34,63
telefono (anche cellulare) 89,94 96,28
automobile 47,90 79,31
personal computer 18,46 54,07
accesso a internet 13,88 46,84
una settimana di vacanza all’anno lontano da casa 20,30 61,18
può mangiare carne, pollo o pesce (o equivalente vegetariano)
almeno una volta ogni due giorni 77,33 93,50
può riscaldare adeguatamente l’abitazione in cui vive 64,49 89,13
riesce «con difficoltà» ad arrivare alla fine del mese 74,93 35,15
negli ultimi 12 mesi, per far fronte a momenti di particolare
difficoltà economica, ha ricevuto aiuto da qualcuno (non
coabitante) attraverso prestiti o regali in denaro
25,62 10,13
Fonte: eu-silc 2010.
La Tabella 2 illustra invece come determinate condizioni abitative
ed economiche distinguano i beneficiari di Social Card dal resto della
popolazione rappresentata dal campione eu-silc. I beneficiari di Social
Card si caratterizzano per risiedere in percentuale minore in abitazioni
unifamiliari (19% contro 25%) e per una maggior quota di affitti o subaf-
fitti (42% contro 19%). I beneficiari risiedono in percentuale maggiore in
abitazioni con 1 o 2 stanze (34% contro il 21%) e con una minore superfi-
cie (77 mq contro 96). Non sembrano molto diverse, invece, la dotazione
di cucina abitabile e di gabinetto interno ad uso esclusivo.
Allo stesso modo, sono molto simili le quote di beneficiari e non bene-
ficiari in possesso di lavatrice, di tv a colori e di telefono, mentre la do-
tazione dei beneficiari appare sensibilmente minore per quanto riguarda
l’antenna satellitare (16% contro 34,6%), l’automobile (47,9% contro
79,3%) e, soprattutto, per il possesso di personal computer (18% contro
La Social Card: una valutazione di targeting 293
Analisi e strumenti di politica sociale Pol itic he s oci ali
54%), l’accesso a internet (13,9% contro 4,8%) e la possibilità di tra-
scorrere una settimana di vacanza lontano da casa (20,3% contro 61%).
Inoltre, i beneficiari si differenziano in misura significativa in quanto
hanno un’alimentazione meno ricca, riscaldano meno l’abitazione, arri-
vano a fine mese più frequentemente con difficoltà (75% contro il 35%)
e ricevono maggiormente aiuti in denaro da altre persone (25% contro
il 10%).
Questi indicatori fanno pensare che il programma Carta Acquisti ab-
bia raggiunto effettivamente le famiglie con le maggiori difficoltà eco-
nomiche. Ciò non toglie che anche i non beneficiari, seppure in quota
minore, possano soffrire di condizioni economiche e di deprivazione
meritevoli di aiuto da parte della collettività. Questo si spiega, ovvia-
mente, con il carattere fortemente selettivo del programma, che, come
introdotto nel 2008, non è stato pensato per aiutare tutte le famiglie
in difficoltà, ma solo quelle con bambini minori di 3 anni o per anziani
ultrasessantacinquenni.
Tabella 3. Quota di beneficiari per decile (percentuali sul totale)
decili di reddito familiare
equivalente
limite del decile
(in € annui)
percentuale di beneficiari
nel decile
1 7.265,0 22,19
2 9.361,0 27,38
3 11.403,8 13,28
4 13.300,0 13,69
5 15.315,0 9,36
6 17.556,7 3,71
7 20.099,0 5,64
8 23.633,8 2,79
9 29.877,0 1,63
10 - 0,33
Totale 100,00
Fonte: eu-silc 2010.
Più difficile da spiegare è invece la presenza di beneficiari oltre il
quarto decile di reddito familiare equivalente, sia pur in proporzione
inferiore al 10% dei nuclei in ciascun decile (Tabella 3). Questo fenomeno
è già stato messo in luce dalla Commissione di Indagine sull’Esclusione
Sociale nel Rapporto 2009 (p. 80), da cui risulta che circa il 10% dei be-
neficiari di Carta Acquisti non appartiene ai primi due decili di reddito
294 Rizzi, Zantomio
Pol itic he s oci ali Analisi e strumenti di politica sociale
familiare equivalente.5 Oltre alle differenze tra le due misure di mezzi
finanziari (aggregato isee e reddito familiare disponibile), all’accuratez-
za del dato reddituale rilevato dall’indagine e alla mancata sovrapposi-
zione temporale tra l’anno di rilevazione del dato reddituale (riferibile al
2009) e l’anno fiscalmente rilevante (il 2008) per l’accesso al sussidio nel
2009, il fenomeno è probabilmente in parte spiegabile con la presenza
di evasione fiscale, che nemmeno la valutazione isee, che tiene conto
anche del patrimonio, riesce ad eliminare completamente.6 Nella Tabel-
la 4 sono riportate le quote di reddito da lavoro dipendente, da lavoro
autonomo e da pensione dei nuclei di beneficiari e non. Il sospetto di
evasione fiscale è confermato dall’osservazione che la quota di reddito
da lavoro autonomo, maggiormente esposto al fenomeno, nei primi due
decili risulta inferiore per i beneficiari, mentre nel decimo decile è del
43,8% per i nuclei beneficiari e solo del 30,4% per le altre famiglie.
Tabella 4. Percentuale di reddito familiare derivante da lavoro e pensione
(media nel decile)
beneficiari 1 decile 2 decile 9 decile 10 decile
lavoro dipendente 38,2% 15,5% 30,9% 4,2%
lavoro autonomo 15,8% 1,1% 2,8% 43,8%
pensione 46,0% 83,4% 66,4% 52,1%
non beneficiari 1 decile 2 decile 9 decile 10 decile
lavoro dipendente 40,4% 36,8% 54,3% 44,9%
lavoro autonomo 27,2% 11,5% 17,1% 30,4%
pensione 32,4% 51,7% 28,7% 24,8%
Fonte: eu-silc 2010.
5. Il Rapporto della Commissione (2009, p. 77) utilizza dati eu-silc del 2006, aggiornando
i valori monetari al 2009; i redditi familiari sono resi equivalenti con la scala di equivalenza
ocse modificata. I beneficiari sono stati individuati simulando l’applicazione della normativa
e dunque si tratta di aventi «diritto», non di effettivi beneficiari (rilevati in base al
questionario o a dati amministrativi).
6. La componente reddituale considerata ai fini isee corrisponde al reddito complessivo
come definito a fini fiscali e differisce dunque dal reddito disponibile familiare perché non
include componenti reddituali esenti da tassazione, mentre include la rendita figurativa
sull’abitazione di residenza, se di proprietà.
La Social Card: una valutazione di targeting 295
Analisi e strumenti di politica sociale Pol itic he s oci ali
3. Il take-up della Social Card
L’analisi empirica del comportamento di take-up rappresenta una sfida
ambiziosa. Per ottenere una stima del tasso di take-up è infatti neces-
sario ricostruire la posizione di avente diritto o meno di ciascuna unità
osservata nel campione. Avendo identificato le unità di aventi diritto, si
procede calcolando la percentuale di queste che risulta effettivamente
beneficiaria del sussidio.
La principale difficoltà che si incontra riguarda i requisiti che i dati
sui si basa l’analisi devono soddisfare affinché si possa osservare il
comportamento individuale di take-up. A questi fini, non è sufficiente
osservare se l’individuo riceva o meno il sussidio. Al fine di identificare
gli aventi diritto, occorre ricostruire la posizione di ciascun individuo
rispetto alla prova dei mezzi e alle altre condizioni di accesso al sussidio.
È dunque necessario disporre di sufficienti informazioni reddituali e pa-
trimoniali, oltre ad informazioni su altre caratteristiche individuali (quali
età, composizione familiare, situazione occupazionale, etc.). Anche la
dimensione del campione può rappresentare un ostacolo all’analisi, da-
to che la popolazione degli aventi diritto rappresenta tipicamente una
quota minoritaria della popolazione totale che il campione di intervistati
intende rappresentare. Il campione eu-silc 2010 offre una buona nume-
rosità campionaria e molteplici informazioni sulla posizione reddituale
e sul patrimonio mobiliare degli intervistati, necessarie a ricostruirne la
posizione isee, oltre a raccogliere informazioni sul percepimento della
Social Card. Pur mancando di informazioni relative alla consistenza del
patrimonio immobiliare e delle relative rendite catastali, rimane la fonte
dati più idonea allo studio del take-up della Social Card.
Un’altra difficoltà che si incontra dipende dalla mancata corrispon-
denza temporale tra il momento dell’intervista, in cui vengono raccolte
le informazioni relative alla situazione finanziaria e al ricevimento del
sussidio, e il momento in cui l’amministrazione verifica il superamento
della prova dei mezzi. Tipicamente, il fatto che un individuo riceva un
sussidio in un dato istante temporale riflette una domanda presentata
nel passato, sulla base di circostanze passate. I dati raccolti tramite
indagini campionarie, su cui il ricercatore basa la ricostruzione della
prova dei mezzi, riflettono invece la posizione finanziaria del potenziale
beneficiario rilevata al momento dell’intervista e non necessariamente
quelle esistenti al momento in cui può essere stata presentata la doman-
da. Nei dati eu-silc 2010, il percepimento della Social Card viene rilevato
con una domanda riferita al 2009. Il percepimento della Social Card nel
2009 implica che la prova dei mezzi si sia svolta con riferimento alla
posizione reddituale e patrimoniale del precedente anno fiscale, ovvero
296 Rizzi, Zantomio
Pol itic he s oci ali Analisi e strumenti di politica sociale
il 2008. Tuttavia, le informazioni patrimoniali e reddituali rilevate, e da
noi utilizzate per ricostruire la posizione isee dei soggetti, si riferiscono
al 2009. La nostra analisi si basa dunque sull’ipotesi che le circostanze
finanziarie non siano significativamente variate tra il 2008 e il 2009. Ove
questa ipotesi non fosse rispettata, e presumibilmente, dato il contesto
congiunturale sfavorevole, è ragionevole ipotizzare un eventuale peg-
gioramento delle circostanze finanziarie tra il 2008 e il 2009, la nostra
analisi potrebbe sovrastimare la popolazione degli aventi diritto, e sot-
tostimare dunque il tasso di take-up della Social Card.
Un’ulteriore complicazione riguarda l’accuratezza delle informazioni
riportate durante l’intervista, su cui ci si basa per ricostruire la posizione
finanziaria dei soggetti al fine di valutarne il superamento della prova
dei mezzi. Informazioni non accurate o inesatte possono riguardare an-
che l’ottenimento del sussidio, nei casi in cui chi risponde all’intervista
lo confonda con altri sussidi che vengano corrisposti congiuntamente o
dalla stessa amministrazione. La possibilità che il nucleo beneficiario di
Social Card non si riconosca come tale, o che invece celi volutamente
il proprio stato in sede di intervista per motivi di stigma sociale, risulta
nuovamente in una possibile sottostima del tasso di di take-up.
Ai fini dell’identificazione degli aventi diritto, è necessario da un lato
verificare il possesso dei requisiti categoriali, dall’altro il superamento
della prova dei mezzi isee. Per quanto riguarda i requisiti categoriali (età,
cittadinanza italiana, limite massimo di 15.000 euro al patrimonio mobilia-
re detenuto con coniuge, proprietà immobiliare limitata all’abitazione di
residenza, incapienza fiscale, limite massimo al livello di prestazioni pen-
sionistiche e assistenziali individuali, proprietà di non più di un autoveicolo),
è da notare come alcuni di questi risultino in parte ridondanti rispetto alla
prova dei mezzi, in particolare nel caso di nuclei monopersonali (ad esem-
pio il requisito dell’incapienza fiscale) e delle soglie massime consentite per
determinati trattamenti pensionistici e assistenziali. La verifica del posses-
so di tali requisiti, per gli individui osservati nei dati eu-silc 2010 non pone
particolari difficoltà,7 con l’unica eccezione del criterio che richiede di non
essere proprietari di più di un autoveicolo, informazione non disponibile in
eu-silc, ma che sembra rappresentare un requisito marginale, rispetto agli
altri requisiti categoriali. Si ottiene una buona corrispondenza tra nuclei
che riportano di aver ricevuto la Social Card e nuclei in cui vi sia almeno
7. In base alle informazioni disponibili in eu-silc, il possesso del requisito della
cittadinanza è basato sull’informazione relativa all’anno di arrivo in Italia per i soggetti che
siano nati all’estero. L’indagine raccoglie informazioni sul possesso di terreni e fabbricati
diversi dall’abitazione principale, sul patrimonio mobiliare, su diverse tipologie di redditi
(nella versione lorda e, ove applicabile, netta).
La Social Card: una valutazione di targeting 297
Analisi e strumenti di politica sociale Pol itic he s oci ali
un soggetto che risulta soddisfare congiuntamente tutti i criteri. La per-
centuale di nuclei beneficiari in cui si riscontra che almeno un componente
soddisfa congiuntamente tutti i requisiti categoriali è un soddisfacente8
90% per i nuclei in cui sia presente almeno un minore di 3 anni e 87% nel
caso di nuclei in cui sia presente almeno un ultrasessantacinquenne.
Per quanto riguarda la prova dei mezzi isee, si è innanzi tutto proce-
duto a ricostruirne la scala di equivalenza, in base alla numerosità di
componenti di ciascun nucleo ed alle caratteristiche dei componenti a
cui siano associate eventuali «maggiorazioni» (nuclei monogenitoriali,
nuclei in cui siano presenti soggetti con handicap o invalidità9 e nuclei
in cui entrambi i genitori o l’unico genitore svolgano attività di lavoro
o impresa). La scala di equivalenza si applica all’aggregato che risulta
dalla somma di una componente reddituale e di una componente patri-
moniale. La componente reddituale include il reddito complessivo, come
definito a fini fiscali,
10
ed il reddito figurativo da attività finanziarie (otte-
nuto applicando il tasso di rendimento medio annuo dei titoli decennali
del Tesoro al patrimonio mobiliare), a cui si sottrae il canone annuo di
locazione per gli affittuari dell’abitazione di residenza.
11
A questo valore
si somma il 20% dell’aggregato patrimoniale, che include oltre alla com
-
ponente mobiliare (a cui si riconosce una franchigia di 15.493,71 euro),
la componente immobiliare. Il riconoscimento di una franchigia per il
valore dell’abitazione di residenza di proprietà e la presenza del requi-
sito categoriale che esclude i proprietari di immobili oltre l’abitazione di
residenza, permettono di superare l’ostacolo derivante dalla mancanza
di dati sul patrimonio immobiliare nei dati eu-silc.
8. L’esatta corrispondenza non è verificata neppure con riferimento esclusivo al requisito
basato sull’età, ovvero quello replicabile con maggior affidabilità a partire dai dati: anche
in questo caso una parte dei nuclei beneficiari non contiene alcun componente che soddisfa
i requisiti di età. Va peraltro riconosciuto come i requisiti di accesso possono essere stati
estesi (nella direzione di una maggiore generosità) da politiche regionali o comunali: è
infatti significativo, a questo riguardo, che la distribuzione regionale dei nuclei che non
paiono soddisfare il requisito d’età mostri dei picchi nelle regioni dove è nota l’esistenza di
tali estensioni o di programmi similari coesistenti.
9. Handicap psicofisico permanente di cui all’art. 3, comma 3, della legge 5 febbraio
1992, n. 104, o invalidità superiore al 66%. A fronte delle informazioni disponibili nei dati
eu-silc, la maggiorazione è attribuita ai soggetti che abbiano 16 anni o più che riportano
di avere una malattia cronica o con stato di salute che comporta severe limitazioni nella
attività quotidiane.
10. L’aggregato reddituale include anche la rendita catastale sull’abitazione di residenza,
per i proprietari, per la quale si è utilizzata la variabile eu-silc relativa alla rendita figurativa
dell’abitazione di residenza. Analisi di sensitività hanno considerato proporzioni inferiori
all’unità di questo ammontare, senza che venisse alterata la natura dei risultati.
11. Entro il limite massimo di 5.164,57 euro annui.
298 Rizzi, Zantomio
Pol itic he s oci ali Analisi e strumenti di politica sociale
In base alla ricostruzione della posizione isee per i nuclei in cui almeno
un individuo soddisfi i requisiti categoriali, il numero di nuclei aventi
diritto (ovvero in cui sia presente almeno un soggetto che soddisfa i re-
quisiti categoriali e supera la prova dei mezzi isee) risulta pari a 971.550
nuclei familiari. A livello individuale, il numero di aventi diritto (ovvero
di individui che soddisfano i requisiti categoriali e la prova dei mezzi), ri-
sulta pari a 1.225.689 (di cui 340.734 minori di 3 anni e 884.955 ultrases-
santacinquenni). Simulazioni analoghe condotte su dati riferibili ad anni
solari precedenti (redditi 2007) stimavano 722.524 nuclei di famiglie
aventi diritto (cies 2009). Il fatto che la nostra simulazione identifichi un
maggior numero di potenziali beneficiari è in linea con il peggioramento
delle condizioni economiche verificatosi a partire dal 2008.
È infine possibile ottenere una stima del tasso di take-up della Social
Card nel 2009, che risulta essere pari a 19,27%: in altre parole, solo uno
su cinque nuclei familiari aventi diritto alla Social Card ottiene effetti-
vamente il sussidio. Questo valore è stato calcolato come rapporto tra
il numero di aventi diritto beneficiari del sussidio, e il numero totale di
aventi diritto (riceventi e non riceventi). In altre parole, il numeratore
del rapporto è dato dal numero di nuclei, tra quelli identificati come
aventi diritto in base alla microsimulazione effettuata, che riportano
di aver ricevuto il trasferimento; il denominatore corrisponde invece
al totale del nuclei identificati come aventi diritto. L’unità di riferimen-
to per il calcolo del tasso è in questo caso il nucleo familiare, poiché
l’informazione relativa al’ottenimento della Social Card viene rilevata
esclusivamente a livello familiare.12
Come precedentemente illustrato, ci sono diverse ragioni per ipo-
tizzare che la nostra analisi, basata su dati campionari di cui riflette i
limiti, fornisca un valore sottostimato del vero tasso di take-up. Un utile
termine di paragone è offerto dalla stima del tasso di take-up effettuata
con riferimento alla sperimentazione del Reddito Minimo di Inserimento
(rmi) svoltasi alla fine degli anni ’90. Il tasso stimato era risultato pari al
67% (Saraceno 2002). Tuttavia, la diversa generosità dei due programmi
e il diverso metodo di calcolo del sussidio a cui si ha diritto nei due casi
rendono plausibile l’ipotesi che il take-up della Social Card possa essere
inferiore a quello del rmi. Infatti, mentre nel caso della Social Card l’am-
montare del sussidio è costante, per le famiglie aventi diritto (480 euro
annui), nel caso del rmi il sussidio aumentava al crescere dello stato di
bisogno familiare (ovvero a ciascun nucleo era corrisposta la differenza
12. Seguiamo la letteratura precedente nel prescindere, ai fini del calcolo del tasso di
take up, dalla considerazione dei cosiddetti falsi positivi, ovvero di nuclei che si dichiarano
beneficiari pur non risultando come aventi diritto in base alla simulazione effettuata.
La Social Card: una valutazione di targeting 299
Analisi e strumenti di politica sociale Pol itic he s oci ali
tra l’ammontare di risorse disponibili pre-trasferimento e un determina-
to valore soglia), sino ad un massimo di 4.059 euro annui per un nucleo
monopersonale. La letteratura è concorde nel mettere in evidenza come
la probabilità di take-up, per gli aventi diritto, cresca significativamente
al crescere dell’ammontare a cui si ha diritto e come l’ammontare rice-
vibile costituisca la prima determinante del comportamento di take-up.
L’esiguità del sussidio ricevibile con la Social Card, il disegno stesso del
sussidio (che, soprattutto a fronte di una distribuzione dei nuclei aventi
diritto concentrata su valori lontani dalla soglia isee rilevante, fornisce
un minor incentivo al take-up, rispetto al caso del rmi) e infine la natura
maggiormente stigmatizzante della Carta Acquisti (rispetto al caso di
un sussidio erogato come reddito disponibile), rendono assai plausibile
l’ipotesi di un minor take-up nel caso della Social Card.
Peraltro, l’ammontare del tasso di take-up calcolato per la Social
Card non è sorprendente se confrontato con i tassi registrati per altri
programmi a pochi mesi dalla loro introduzione. Infatti, anche se la let-
teratura disponibile conferma che il take-up di istituti simili alla Social
Card è tendenzialmente superiore al 30-40% (Matsaganis et al.2008),
si è allo stesso tempo osservato come i potenziali beneficiari impieghino
tipicamente del tempo per reagire all’introduzione di un programma
(Hernandez et al. 2007), registrando tassi di partecipazione partico-
larmente bassi, e decisamente inferiori a quei valori, nei primi mesi
dall’introduzione di un nuovo sussidio.
Nel complesso, pur ammettendo la possibilità di una sottostima, resta
l’impressione di un insoddisfacente in raggiungimento degli obiettivi
di targeting del programma, ovvero che larga parte della popolazione
obiettivo non sia stata raggiunta dal programma nel 2009. In effetti, la
scarsa efficacia di questo intervento nel combattere la povertà, già evi-
denziata in cies (2009), risulta confermata da un’analisi degli indici di
povertà, che mostrano riduzioni marginali una volta che la Social Card
ricevuta è inclusa nel reddito disponibile familiare.13
5. Conclusioni
Nonostante l’esiguità delle risorse dedicate al programma, l’introdu-
zione della Social Card nel 2008 ha rappresentato un’importante novità
nel panorama del welfare italiano, caratterizzato dalla vistosa mancanza
di un programma di supporto ai redditi di ultima istanza.
13. Questo risultato riflette non solo il basso tasso di take-up, ma anche l’esiguità delle
risorse dedicate al programma e i requisiti categoriali che ne limitano l’accesso ai minori
di 3 anni o agli ultrasessantacinquenni.
300 Rizzi, Zantomio
Pol itic he s oci ali Analisi e strumenti di politica sociale
A pochi anni dalla sua introduzione, questo contributo si è proposto
di valutare empiricamente l’efficacia di targeting della Social Card, con
particolare riferimento alla possibilità di mancato take-up del trasferi-
mento da parte di soggetti aventi diritto. Anche se questo può rappresen-
tare una scelta individualmente razionale, quando carenze informative,
costi di transazione o costi psicologici agiscono da barriere alla presen-
tazione della domanda di sostegno, da un punto di vista sociale si tratta
senza dubbio di un fallimento di equità orizzontale, poiché comporta che
si realizzino differenze indesiderabili tra di nuclei beneficiari e aventi
diritto non beneficiari, ma ugualmente meritevoli.
Il quadro che emerge dall’analisi dei dati eu-silc 2010 è quello di un
meccanismo di assegnazione del trasferimento che se da un lato, come
messo in evidenza anche da contributi precedenti, ammette al program-
ma anche casi che non appaiono bisognosi di supporto, in termini di
reddito disponibile rilevato tramite indagine campionaria, dall’altro non
riesce a raggiungere gran parte della popolazione obiettivo. Le nostre
stime, sia pur soggette a tutti i limiti e le assunzioni che il calcolo di un
tasso di take-up tipicamente sottende, indicano che, a poco più di un
anno dall’introduzione del programma, tra le famiglie aventi diritto, solo
una su cinque riceveva effettivamente la Social Card.
Sfortunatamente, la dimensione campionaria non ha permesso di svol-
gere un’analisi multivariata del comportamento di take-up. Né sono al
momento disponibili micro dati più aggiornati che permettano una stima
del tasso di take-up nell’anno successivo a quello considerato, per poter
valutare se vi sia stato un successivo aumento nella partecipazione al
programma da parte dei nuclei meritevoli. Tuttavia, questa prima mi-
sura del tasso di take-up costituisce un importante indicatore dell’(in)
efficacia nel targeting della Social Card e mette in evidenza come, se
finora l’attenzione di ricercatori e analisti di policy si è concentrata sul-
la possibilità che il sussidio venisse erroneamente allocato a nuclei di
immeritevoli, non meno attenzione merita la possibilità di fallimento di
targeting relativo ai falsi negativi. Da questo punto di vista sono emersi
ampi margini di miglioramento dell’efficacia della Social Card come
strumento di lotta alla povertà. Aumentare la consapevolezza dell’esi-
stenza del programma e dell’averne diritto, semplificare le procedure
di accesso, e rendere più appetibile la carta, in termini ad esempio di
flessibilità di utilizzo, sono alcuni tra i primi passi che sarebbe auspica-
bile effettuare in questa direzione.
La Social Card: una valutazione di targeting 301
Analisi e strumenti di politica sociale Pol itic he s oci ali
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302 Rizzi, Zantomio
Pol itic he s oci ali Analisi e strumenti di politica sociale
Abstract
The introduction of the Social Card benefit represents an important
innovation in the Italian welfare system, otherwise lacking a means
tested social assistance programme. This article aims at assessing the
benefit targeting, based on eu-silc 2010 data. First, we analyse the socio
economic characteristics of programme participants; second, we provide
a first estimate of the take-up rate, that is the proportion of entitled
households who actually receive the benefit. Results show that, one
year after the programme introduction, the benefit assignment mecha-
nism fails to reach more than half of the target population. In order to
improve targeting success, policy makers should pay attention not only
to the chance that undeserving individuals might receive the payment,
but also to the possibility that deserving households are excluded from
the programme.
Article
Full-text available
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The federal government requires states to recertify most participants in the Food Stamp Program at least once a year. In recent years, many states have dramatically increased their use of short recertification periods (three months or less) in an effort to lower their food stamp error rates. This trend has been especially pronounced for working households. This article investigates the impact of recertification regimes on error rates and program participation rates, for households with and without earnings. Based on these estimates, it quantifies the tradeoff that states faced during the 1990s between maintaining low error rates and encouraging program participation.
Article
The phenomenon of non-take-up of social security benefits has social policy implications and is therefore a relevant subject for study for social policy analysts. This article starts with a discussion of the arguments in support of this general statement, followed by an overview of available data on non-take-up in various western European countries. Britain, and to a lesser extent the former West Germany and the Netherlands, are exceptions to the general rule that in European countries very little is known about the incidence of non-take-up. Not only from an academic point of view, but also from the viewpoint of any policy- maker trying to take measures which could solve the problem, the reasons for non-take- up are of great relevance. Research into the factors affecting (non)take-up is reviewed and the actual 'state of the art' in the theoretical modelling of the phenomenon of (non)take-up is presented and discussed. At the end of this article an alternative 'three-t-model' is presented, on factors affecting the decision whether or not to put in a claim for.a social security benefit.
Article
Estimates imply that only one-third of elderly persons who are eligible for food stamps actually participate in the program, which is half the rate that exists among younger people. This study investigates potential reasons for the relatively low take-up rate among the elderly. Analyzing new data, we conclude that the low take-up rate is not explained by measurement error and little is explained by various behavioral factors. Despite this much lower take-up rate, elderly who are eligible for assistance but not enrolled in the program do not appear to be especially needy.
Article
Research into the non-claiming of supplementary pensions and related means-tested benefits has indicated that there are six general cognitive factors which can be used to explain the phenomenon. However, previous research has been hindered by both conceptual and methodological problems. This paper presents the results of a feasibility study designed to construct and to determine the empirical validity of a cognitive model incorporating these six factors which would account for differential claiming. Substantive research findings are discussed as are the assumptions underlying the model.
Article
This paper uses data from the 1996 and 2001 panels of the Survey of Income and Program Participation to assess the impact of recent policy initiatives intended to increase access to Food Stamps. It finds that reductions in state certification requirements increased Food Stamp participation rates of income-eligible families with children by one to two percentage points from 2001 to 2003, a change that is comparable to the impact of changes in economic conditions over this period. It did not find consistent evidence of an impact of relaxing vehicle asset limits, or of offering continuous eligibility through the Semi-Annual|Simplified Reporting option. © 2006 by the Association for Public Policy Analysis and Management
Article
We estimate parametric and semi-parametric binary choice models of benefit take-up by British pensioners and use a revealed preference argument to infer the cash-equivalent value of disutility arising from stigma or complexity of the claims process. These implicit costs turn out to be relatively small, averaging about £3-4 per week across Income Support recipients. Using the Foster-Greer-Thorbecke measure of poverty among pensioners, we find that allowing for implicit claim costs incurred by benefit recipients raises the measured degree of poverty by not more than 13%. Copyright © 2007 John Wiley & Sons, Ltd.
The take-up of Social Benefits, «iza discussion paper» Food Stamps and the Elderly: Why Is Par-ticipation so Low?, «Journal of Human Resources»
  • La Sociale
  • Roma
  • . J Novembre
  • C Currie
  • M Gori
  • E Baldini
  • P Ciani
  • S Pezzana
  • P Sacchi
  • Spano
la povertà e l'esclusione sociale, Roma, Novembre 2009. J. Currie, The take-up of Social Benefits, «iza discussion paper», Bonn, 103, 2004. Eurostat, Comparative eu statistics on Income and Living Conditions: Issues and Challenges, «Proceedings of the eu-silc conference» *Helsinki, 6-8 November 2006), 2007. C. Gori, M. Baldini, E. Ciani, P. Pezzana, S. Sacchi, P. Spano, U. Trivellato, Per un piano nazionale contro la povertà, Roma, Carocci, 2010. S. Haider, A. Jacknowitz, R. Schoeni, Food Stamps and the Elderly: Why Is Par-ticipation so Low?, «Journal of Human Resources», 38, 2003, pp. 1080-1111.
Take-up of welfare benefits in oecd countries: a review of the evidence, «oecd Social Employment and Migration Working Papers
  • V Hernanz
  • F Malherbet
  • M Pellizzari
V. Hernanz, F. Malherbet, M. Pellizzari, Take-up of welfare benefits in oecd countries: a review of the evidence, «oecd Social Employment and Migration Working Papers», 17, 2004. Inps, Rapporto annuale, Roma, 2009. Istat, L'indagine europea sui redditi e le condizioni di vita delle famiglie (eu-silc), «Metodi e Norme», 37, 2008.