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Ipoacusia a scuola: il contributo delle nuove tecnologie

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Questo contributo presenta il progetto "Camminando Comunicando. Lo strumento multimediale per migliorare l'apprendimento di tutti", il cui obiettivo principale è di studiare e sperimentare l'impiego di tecnologie informatiche per migliorare la scolarizzazione degli alunni ipoacusici. Il progetto si è sviluppato secondo tre fasi: progettazione, formazione e sperimentazione. Durante la prima fase, è stata realizzata una postazione computerizzata innovativa, la postazione bifronte, atta a favorire la partecipazione dell'alunno ipoacusico alle attività didattiche. Inoltre, è stato creato un dvd contenente software educativi per questa tipologia di utenti. Durante la seconda fase, gli insegnanti coinvolti nel progetto sono stati addestrati all'utilizzo del materiale preparato. Durante la terza fase, la postazione bifronte e il dvd sono stati sperimentati con alcuni alunni ipoacusici. La sperimentazione ha dato ottimi risultati.
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Ipoacusia a scuola:
il contributo delle nuove tecnologie
Francesco Fusillo, Ornella Mich
1
, Maria Stella Mazzi
2
Ufficio Scolastico Provinciale di Verona
Viale Caduti del Lavoro 3, 37124 Verona)
Francesco.fusillo1@istruzione.it
1
Fondazione Bruno Kessler)
Via Sommarive 18, 38123 Povo TN
mich@fbk.eu
2
Istituto Comprensivo Statale di Lugagnano di Sona
Via Carducci 10, 37060 Lugagnano di Sona VR
nerifili@libero.it
Questo contributo presenta il progetto “Camminando
Comunicando. Lo strumento multimediale per migliorare
l’apprendimento di tutti”, il cui obiettivo principale è di
studiare e sperimentare l’impiego di tecnologie informatiche
per migliorare la scolarizzazione degli alunni ipoacusici. Il
progetto si è sviluppato secondo tre fasi: progettazione,
formazione e sperimentazione. Durante la prima fase, è
stata realizzata una postazione computerizzata innovativa,
la postazione bifronte, atta a favorire la partecipazione
dell’alunno ipoacusico alle attività didattiche. Inoltre, è stato
creato un dvd contenente software educativi per questa
tipologia di utenti. Durante la seconda fase, gli insegnanti
coinvolti nel progetto sono stati addestrati all’utilizzo del
materiale preparato. Durante la terza fase, la postazione
bifronte e il dvd sono stati sperimentati con alcuni alunni
ipoacusici. La sperimentazione ha dato ottimi risultati.
1 Introduzione
Lo scopo di questo contributo è di presentare il progetto “Camminando
Comunicando. Lo strumento multimediale per migliorare l’apprendimento di
tutti”, di seguito indicato con CCSM. Il progetto, finanziato dalla Fondazione
CariVerona [CariVerona, Web] ha coinvolto tre istituti comprensivi della
provincia di Verona (S.Pietro in Cariano, Lugagnano e Negrar), l’Ufficio
Scolastico Provinciale (USP) di Verona e il rispettivo Centro Territoriale di
Supporto (CTS). L'obiettivo principale del progetto è stato quello di studiare e
sperimentare l’impiego di tecnologie informatiche per migliorare la
scolarizzazione degli alunni ipoacusici. Hanno partecipato attivamente al
progetto, oltre ai bambini sordi frequentanti gli istituti coinvolti, anche i rispettivi
insegnanti e i compagni di classe udenti.
A. Andronico, A. Labella, F. Patini (Eds.): DIDAMATICA 2010 – ISBN 978-88-901620-7-7
DIDAMATICA 2010
I proponenti il progetto si sono impegnati a creare un ambiente tecno-digitale
innovativo per gli alunni sordi, utilizzando hardware standard, facilmente
reperibile sul mercato, e software prevalentemente libero (Open Source - OS).
L'idea di utilizzare tecnologie informatiche per favorire l'integrazione
scolastica degli alunni ipoacusici non è nuova [Conte, 1990; Volterra, 1991;
Cagliani, 2004; Borro, 2006]).
La novità dell'approccio proposto consiste, primo, nell’utilizzo di un hardware
dedicato, che mira a superare l'isolamento di cui spesso l'alunno ipoacusico
soffre in una classe normale; secondo, nel proporre l'utilizzo di software
normale, cioè pensato per alunni udenti, per risolvere difficoltà speciali.
Il progetto si è sviluppato secondo tre fasi: (1) progettazione del materiale
tecnico informatico, (2) formazione degli insegnanti, (3) sperimentazione.
Durante la prima fase, è stata progettata una postazione computerizzata
ottimale per l'alunno ipoacusico (la postazione bifronte). Poi, è stato creato un
dvd contenente una serie di software educativi per l'alfabetizzazione informatica
e per migliorare la letto-scrittura, opportunamente scelti tra quelli disponibili in
rete o sul mercato. Durante la seconda fase, di durata pari a circa due mesi, gli
insegnanti delle classi coinvolte hanno seguito diversi incontri di formazione sui
seguenti argomenti: aspetti pedagogici nell’intervento con i bambini ipoacusici,
loro alfabetizzazione informatica, presentazione e addestramento all’uso della
postazione bifronte e del software scelto, esempio di unità didattiche con il
materiale predisposto. Durante la terza fase, la postazione bifronte e il dvd sono
stati sperimentati con alcuni alunni ipoacusici, sia durante le normali attività
didattiche che durante le attività specificatamente dedicate a loro con
l'insegnante di sostegno.
Il presente contributo è strutturato come segue. Nella Sezione 2 vengono
introdotte le problematiche generali relative ai bambini con deficit uditivo. Nella
Sezione 3 viene introdotto il tema dell'utilizzo delle nuove tecnologie in ambito
scolastico, evidenziandone potenzialità e peculiarità in generale e riportando
alcuni criteri per una scelta ottimale del software didattico. Alcune
considerazioni relative agli alunni sordi concludono questa sezione. Nella
Sezione 4 viene descritta la postazione bifronte. La Sezione 5 presenta una
selezione di programmi software da utilizzare per migliorare la familiarità dei
bambini sordi con le tecnologie informatiche e una selezione di programmi
software propedeutici alla conquista della letto – scrittura. I risultati di una prima
sperimentazione della postazione bifronte con due alunni sordi e di una
sperimentazione di alcuni dei software proposti, vengono presentati in Sezione
6. Infine, la Sezione 7 conclude questo contributo sintetizzando i risultati
principali e riportando alcune idee sul come continuare il lavoro iniziato.
2 Il bambino ipoacusico
La sordità è un deficit sensoriale che induce, in chi ne è affetto, diverse
difficoltà sul piano sociale. Chi nasce sordo o perde l'udito entro i primi due anni
di vita non riesce ad imparare un linguaggio verbale in modo naturale [Kuhl,
1992]. Ciò causa spesso una condizione di isolamento culturale, alla base di
Ipoacusia a scuola: il contributo delle nuove tecnologie
equivoci e pregiudizi sulle potenzialità cognitive, sociali e professionali delle
persone sorde.
Il livello di sviluppo linguistico del bambino sordo è influenzato da diversi
fattori: dal contesto familiare, dal codice usato a casa (parlato, segnato o
combinazione delle due modalità), dagli interventi logopedici per
l'apprendimento della lingua vocale e scritta [Caselli e Volterra, 2003; Pizzuto et
al, 2001]. I bambini sordi conoscono generalmente un vocabolario ridotto
[Mayne et al, 2000]. Hanno seri problemi nel capire le frasi idiomatiche in
quanto interpretano in senso letterale le parole. Inoltre, hanno problemi con gli
omonimi, (ad esempio, porta egli porta), gli omografi (pésca, il sostantivo e
pèsca, il verbo), gli omofoni (allora … all’ora).
In molti casi i sordi hanno adottato una comunicazione alternativa al
linguaggio verbale, basata sul senso della vista, utilizzando segni al posto delle
parole. Le lingue dei segni sono lingue naturali, ciascuna con una grammatica
propria. Una comunicazione bilingue è comunque ritenuta la soluzione ottimale
[Caselli et al, 2006]. Ci sono studi che dimostrano che l’uso dei segni in
contesto didattico consente l'acquisizione di contenuti scolastici e abilità di base
in modo più rapido, riducendo il divario tra udenti e sordi nei tempi di
apprendimento [Maragna, 2003; Rinaldi e Caselli, 2008].
Lavorare con alunni sordi nella scuola normale è difficile. Spesso gli
insegnanti non riescono ad interagire con loro in modo efficace [Conte, 1990;
Scanzano, 2009]. Per gli alunni sordi, la fatica di apprendere durante le lezioni è
molto superiore a quella dei normo-udenti. Ciò fa crescere in loro la sfiducia e
l’idea di non farcela; tendono a demotivarsi; gli insuccessi scolastici li portano a
progettare percorsi di studio poco impegnativi, perché nonostante l'impegno
non vedono i risultati. Uno dei problemi principali è legato al fatto che gli
apprendimenti vengono offerti principalmente in lezioni frontali, difficili da
seguire per un alunno sordo.
Molti sono i comportamenti che possono essere adottati in classe per
aumentare le opportunità di apprendimento e crescita degli alunni ipoacusici.
Tra questi, si segnalia: usare un vocabolario comune e condiviso; usare frasi
minime, esplicitando sempre il soggetto; usare immagini, grafici, o mappe;
all'inizio della lezione, esplicitare per punti scritti sulla lavagna il contenuto che
verrà affrontato durante la lezione; al termine della lezione, riassumere gli
argomenti trattati; trascrivere in una rubrica le parole nuove incontrate.
Oltre all’applicazione di queste regole, un utilizzo meditato delle nuove
tecnologie è di grande aiuto, come spiegato di seguito.
3. Le nuove tecnologie e l’attività didattica
Le nuove tecnologie stanno acquisendo sempre più credito nel mondo della
scuola. Esse stanno abilitando un altro modo di apprendere, più congeniale alla
natura umana, basato sull’esperienza, sul fare e sul giocare [Antinucci, 2003;
Chizzali, 2005; Papert, 1980; Piaget, 1951]. Esse mettono a disposizione nuove
modalità di comunicazione tra insegnanti e alunni. Questo è particolarmente
importante nel caso di alunni ipoacusici, i quali possono avvalersi della
multimodalità per migliorare la loro partecipazione alle attività scolastiche.
DIDAMATICA 2010
Le nuove tecnologie hanno molte potenzialità e peculiarità: (1) permettono
una maggiore offerta di stimoli, simultaneamente, rinforzando il messaggio o la
comunicazione che il docente vuole trasmettere al bambino; (2) permettono di
trovare un livello di interazione adatto alle diverse capacità dei bambini, i quali
possono lavorare a diversi livelli sullo stesso compito, anche in modo
cooperativo (scrittura di giornalini, disegni, foto-racconti, raccolta di poesie e
testi); (3) godono di un intrinseco interesse e curiosità da parte dei bambini e
ragazzi, i quali si approcciano volentieri all'uso delle tecnologie; (4) permettono
di realizzare il compito assegnato in modo virtuale e non direttamente scritto su
carta. Gli elaborati si possono poi recuperare, modificare e, solo alla fine,
stampare; (5) sono anaffettive, cioè percepite come fredde e quindi la reazione
del bambino di fronte all'attività è meno inquinata dal gioco affettivo - relazionale
che si innesca sempre quando un adulto collabora su un compito con un
bambino.
Tab. 1. Regole per una scelta ragionata di un software didattico
La larga disponibilità di software educativo, OS o proprietario, impone la
conoscenza di alcuni criteri di valutazione dei programmi che si intendono
utilizzare in ambito didattico. Il progetto SD2 [sd2], sviluppato presso il Consiglio
Nazionale delle Ricerche (CNR), dopo lunga e attenta, ha individuato 12 criteri
di qualità da rispettare nella scelta di un software didattico (vedi Tab. 1).
Tra i criteri riportati, nel caso di utenti sordi molto importanti sono il 7 e il 9.
Ci sono però anche altri fattori che devono essere considerati quando si
seleziona un software per alunni ipoacusici. Primo, a causa dei loro problemi
1
avere una coerenza grafica, cioè mantenere, per tutta la durata dell'impegno del bambino,
gli stessi font, sfondi e colori; inoltre, deve essere stabile la posizione dei comandi di
accesso, di chiusura e di movimento. Le stesse icone dovrebbero essere presenti su tutte
le pagine che compongono il programma
2
avere uno schermo pulito, cioè i programmi devono avere il minor numero possibile di
distrattori grafici; l'inquinamento grafico è un elemento che rende difficile per il bambino
individuare il focus cognitivo
3
dare un feedback immediato: il software dovrebbe dare al bambino immediatamente il
risultato degli esercizi, utilizzando sempre la stessa modalità
4
permettere l’archiviazione dei risultati per una ripresa del compito, per una valutazione
dei progressi, o per un riscontro da parte del bambino e dell'insegnante
5
permettere una sola richiesta per volta, cioè l'esercizio non deve esigere più interazioni
contemporanee con la macchina
6
permettere la stampa dei risultati per documentare e gratificare il bambino
7
permettere di regolare gli elementi portanti della difficoltà dell'esercizio; è inoltre
indispensabile poter controllare luminosità, font, dimensioni del font, volume del sonoro,
tempi di risposta
8
permettere di uscire e rientrare dai programmi per poter riprendere e continuare in
qualsiasi momento
9
veicolare le istruzioni dei comandi sia con il sonoro che con la sottotitolatura per
consentire a ciascun bambino di utilizzare l'afferenza sensoriale preferita
1
0
non avere elementi lampeggianti, in quanto questi sono gravi distrattori che possono
favorire crisi epilettiche in soggetti a rischio
1
1
avere il focus, cioè l'obiettivo cognitivo, chiaramente identificabile, anche in modo
iconico, non solo dall'insegnante ma anche dal bambino
1
2
avere la documentazione che riguarda il software reperibile in formato accessibile
dall'interno del software
Ipoacusia a scuola: il contributo delle nuove tecnologie
con il linguaggio verbale scritto, è importante che il software presenti testi scritti
in modo molto semplice. Se possibile, vanno utilizzati quei software che
propongono la traduzione della parte testuale in lingua dei segni mediante video
[Fajardo et al, 2008]. Infine, andrebbero scelti quei software che usano in modo
appropriato i segni grafici, soprattutto le icone, le quali andrebbero migliorate
con l’aggiunta di spiegazioni in lingua dei segni o mediante immagini più grandi
[Petri et al, 2004].
4 Una postazione innovativa per alunni ipoacusici
Come visto nella Sezione 2, gli alunni sordi hanno molte difficoltà a seguire
una lezione tradizionale. Per facilitare la loro partecipazione, il progetto CCSM
propone una postazione computerizzata innovativa, la postazione bifronte.
Essa è costituita da un normale personal computer (PC), corredato però di una
speciale scheda video che permette di collegare allo stesso PC,
contemporaneamente, due monitor che lavorano in modalità clone. In questo
modo insegnante e bambino vedono le stesse cose sui rispettivi schermi,
lavorando uno di fronte all'altro. La postazione comprende anche due tastiere e
due mouse che consentono la gestione del computer contemporaneamente
all'alunno e all'insegnante, situazione assimilabile ad un pianoforte suonato a
quattro mani. La postazione bifronte si può utilizzare sia in classe che in aula
studio (vedi Fig. 1).
Fig.1 – La postazione Bifronte, in
classe (a sinistra) o con insegnante di sostegno (a destra).
Molti sono i vantaggi della postazione bifronte. Primo, essa consente
all'insegnante e all'alunno di condividere il lavoro guardandosi in faccia.
Secondo, permette di utilizzare al meglio la funzione visiva da parte del
bambino sordo: Il bambino può contemporaneamente utilizzare il PC, per
inserire dati, seguire l'insegnante mediante lettura labiale e osservare il monitor
sul quale verifica ciò che viene eseguito. Con programmi software di
digitalizzazione del parlato, il bambino può inoltre contemporaneamente leggere
il labiale dell’insegnante e la trascrizione del parlato sul monitor. In questo
modo, la comunicazione e le consegne di lavoro si arricchiscono di
informazioni, per cui il bambino avrà minori incertezze. Un altro vantaggio della
DIDAMATICA 2010
postazione bifronte è che l'insegnante può comandare il PC senza togliere di
mano il mouse al bambino e questo fatto ne migliora l'autostima. E infine,
l'insegnante può eseguire delle operazioni osservato dal bambino che poi le
potrà svolgere per semplice imitazione.
La postazione bifronte può essere efficacemente usata anche in occasione
di interazioni con la famiglia del bambino sordo nel caso i genitori del bambino
ipoacusici siano a loro volta sordi; in questo caso, la postazione bifronte
agevola la comunicazione, perché la digitalizzazione dei messaggi verbali degli
insegnanti viene letta a monitor dai genitori, i quali potranno rispondere
scrivendo sulla tastiera. Successivamente, la stampa della conversazione
consentirà ai genitori di riflettere ulteriormente, a casa, sulle questioni trattate.
5. Software per l’alfabetizzazione informatica del bambino
ipoacusico
All’interno del progetto CCSM, per facilitare l’apprendimento degli alunni
ipoacusici, oltre alla postazione bifronte, si è lavorato ad una raccolta di
software didattici su dvd. Per non dover affrontare investimenti economici
sostenuti, è stato utilizzato prevalentemente software OS. In particolare, si è
selezionato ITD SO di Linux [Linux], un sistema operativo completo di 134
programmi educativi. Tra questi, meritano di essere citati G Compris, Frozen,
Kavlon, Tux Typing, Woody Fishing Hole, Gtans, e Sticker Book. Questi
software sono indicati per l'acquisizione di strumentalità, coordinamento e
competenza nell'utilizzo dei comandi classici dei PC, mediante l'uso di mouse e
tastiera. Altri software selezionati con le medesime finalità provengono da una
raccolta offerta dall'USP di Bologna [USP Bologna] e da una risorsa Freewere
dell’IPRASE di Trento [ipraseTN].
Alla raccolta preparata all’interno del progetto CCSM sono stati aggiunti altri
software propedeutici alla conquista di competenze di letto-scrittura. Tra questi,
interessante è Imparo Giocando, di IPRASE Trento [ipraseTN]. Questo software
propone attività ludico-educative sia sulle singole lettere che su singole parole
La grafica accattivante e i contenuti mirati sono particolarmente adatti per un
lavoro efficace con i bambini ipoacusici. Il dvd è stato completato con alcuni
programmi commerciali, ritenuti particolarmente validi per alunni sordi, come
Superquaderno e Supermappe [Anastasis].
6. Sperimentazione didattica
Durante la terza fase del progetto CCSM si sono sperimentati con alunni
sordi la postazione bifronte e alcuni dei software selezionati e proposti su dvd.
La sperimentazione con la postazione bifronte ha inizialmente coinvolto 10
ragazzi sordi, di cui 5 frequentanti la scuola media e 5 la primaria. Per questa
prima sperimentazione con la postazione bifronte non si è seguito un protocollo
unico per tutti i ragazzi coinvolti. Si è preferito lasciare ai singoli insegnanti la
libertà di individuare la modalità migliore per testare questa strumentazione,
adeguandola alle diverse necessità ed abilità di ciascun ragazzo. In diversi casi,
purtroppo, la sperimentazione ha avuto una durata limitata soprattutto a causa
Ipoacusia a scuola: il contributo delle nuove tecnologie
del trasferimento degli insegnanti formati. In due casi, comunque, la
sperimentazione è stata particolarmente proficua: nel primo caso, essa ha
riguardato un bambino di 6 anni, sordo profondo con protesi, frequentante la
classe prima; nel secondo caso, ha riguardato una ragazza di 12 anni, con
sordità bilaterale media, protesizzata. Nel caso del bambino di 6 anni,
l'insegnante di sostegno ha osservato che il bambino aumentava i tempi di
attenzione con l'uso della postazione ed era facilitata la comunicazione in
assenza di traduttrice LIS. Il bambino ha accolto con entusiasmo l'uso della
postazione per diverse ragioni: primo, perché considerata una cosa sua;
secondo, perché utilizzandola può operare con tempi personali; terzo, perché
può capire i messaggi e le consegne di lavoro da più canali, in particolare per
imitazione. La ragazza di 12 anni coinvolta nella sperimentazione compensa
bene il proprio deficit con le protesi, parla e capisce normalmente, riuscendo ad
affrontare qualsiasi argomento, seppure con una proprietà di linguaggio
elementare e un lessico molto povero e talvolta inappropriato. Per lei la
postazione bifronte ha avuto un valore diverso, l’ha vista come uno strumento
per lo sviluppo, per l'arricchimento, per riuscire a rappresentarsi le parole che
non sente completamente, ma che capisce nella loro completezza se le vede
scritte a monitor. L’utilizzo del testo digitalizzato si è rivelato un esercizio
piuttosto faticoso da riservare a momenti di alta qualità e necessità
comunicativa. Si può comunque concludere che in questo caso specifico la
sperimentazione ha dato un risultato ottimale, in quanto la postazione bifronte è
diventata uno strumento didattico di uso quotidiano da ormai 3 anni.
Riguardo alla sperimentazione del software proposto, tre sono i programmi
che sono risultati particolarmente efficaci se utilizzati con alunni sordi:
Superquaderno, Supermappe e OpenOffice. Supermappe è stato utilizzato
durante il lavoro individuale con l’assistente allo studio. Esso è stato molto utile
per approfondire argomenti di storia o scienze, per schematizzare unità
didattiche e memorizzarne i concetti principali. Superquaderno è stato utilizzato
sia insieme con l’insegnante di supporto che autonomamente dall’alunno sordo
per verifiche scritte in classe. Entrambi i programmi sono dotati del
riconoscimento automatico del parlato. Questa funzionalità però non è mai stata
usata durante la sperimentazione per le difficoltà incontrate nella loro gestione
con i bambini sordi. Nel complesso, gli insegnanti sono rimasti molto soddisfatti
dai risultati raggiunti con l’utilizzo di questi tre software.
7. Conclusioni
Il progetto CCSM ha elaborato la postazione bifronte e una raccolta di
programmi educativi da utilizzarsi con alunni ipoacusici.
La postazione bifronte è costituita da un normale PC. Una speciale scheda
video permette di collegare contemporaneamente a questo PC due monitor,
uno visto dal bambino sordo e l’altro dall’insegnante. In questo modo,
insegnante e bambino vedono le stesse cose sui rispettivi schermi, lavorando
uno di fronte all'altro e condividendo il lavoro guardandosi in faccia.
DIDAMATICA 2010
I risultati del progetto hanno dimostrato che anche l’utilizzo di tecnologia non
molto sofisticata, se ben organizzata, consente di facilitare notevolmente la
partecipazione degli alunni ipoacusici alle normali attività didattiche.
Per dimostrare l’effetto a lungo termine delle tecnologie proposte anche
sull’apprendimento, si prevede come lavoro futuro una sperimentazione piu’
strutturata e un’analisi approfondita degli effetti di un utilizzo prolungato della
postazione bifronte.
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Article
Full-text available
We evaluated language development in deaf Italian preschoolers with hearing parents, taking into account the duration of formal language experience (i.e., the time elapsed since wearing a hearing aid and beginning language education) and different methods of language education. Twenty deaf children were matched with 20 hearing children for age and with another 20 hearing children for duration of experience. Deaf children showed a significant delay in both vocabulary and grammar when compared to same-age hearing children yet a similar development compared to hearing children matched for duration of formal language experience. The delay in linguistic development could be attributable to shorter formal language experience and not to deafness itself. Deaf children exposed to spoken language accompanied by signs tended to understand and produce more words than children exposed only to spoken language. We suggest that deaf children be evaluated based on their linguistic experience and cognitive and communicative potential.
Book
Developmental and child psychology remains a vital area in modern psychology. This comprehensive set covers a broad spectrum of developmenal issues, from the psychology of the infant, the family, abilities and disabilities, children's art, imagination, play, speech, mental development, perception, intelligence, mental health and education. In looking at areas which continue to be very important today, these volumes provide a fascinating look at how approaches and attitudes to children have changed over the years. The set includes nine volumes by key development psychologist Jean Piaget, as well as titles by Charlotte Buhler and Susan Isaacs.
Article
A study involving 113 children (ages 24-37 months) with hearing impairments found expressive vocabulary was related to the child's age, the age of identification of the child's hearing loss (before or after 6 months), the child's cognitive quotient, and the presence or absence of one or more additional disabilities. (Contains extensive references.) (Author/CR)
Bridging the Digital Divide for Deaf Signer Users Infants's perception and representation of speech: Development of a new theory
  • Fajardo
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L'insegnamento dell'informatica agli audiolesi: la labiolettura, la lingua scritta e la lingua italiana dei segni (LIS). L'Educazione dei Sordi , s. 9
  • F Antinucci
  • A Borro
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Disabilità e tecnologie didattiche: un sostegno reciproco. Golem , a. 3, n. 1-2, gen
  • V Volterra
http://www.sd2.itd.cnr.it/BSDindex.php [Volterra, 1991] Volterra, V. Disabilità e tecnologie didattiche: un sostegno reciproco. Golem, a. 3, n. 1-2, gen feb 1991. pp. 24-26. [tux paint] http://www.tuxpaint.org/ [USP Bologna] http://provvbo.scuole.bo.it/ele/