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Migrazione a Software Open Source nella Pubblica Amministrazione: Un Caso di Studio Empirico

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Abstract and Figures

L'elaborato presenta la valutazione di una migrazione ad un Software Open Source (OSS) in una Pubblica Amministrazione. In particolare, l'ambito considerato è stato quello critico di office automation, con l'introduzione della suite OpenOffice.org. Per la valutazione, sono stati raccolti dati qualitativi e quantitativi tramite costante monitoraggio permesso da differenti software di raccolta dati. L'analisi è stata svolta tenendo in considerazione il punto di vista di diversi stakeholder, quali utenti, manager IT, e tecnici IT. I risultati sono stati soddisfacenti, ma non possono essere generalizzati per via di alcuni limiti, quali le particolarità dell'ambiente considerato e l'uso in parallelo della soluzione preesistente. Ciò nonostante, i risultati ottenuti sono certamente utili come primo supporto ad una modalità di migrazione verso gli OSSs che vorremmo proporre e della quale stiamo valutando l'efficacia.
Incremento dell'utilizzo di OpenOffice.org. Sull'asse delle X vengono rappresentate le settimane in cui si è tenuto il progetto – OpenOffice.org è stato inserito durante la decima settimana e l'associazione automatica è stata attivata durante la 23esima settimana. In blu è rappresentata la percentuale di file aperti usando OpenOffice.org mentre in arancione è rappresentata la percentuale del tempo medio che veniva dedicato ad OpenOffice.org tra gli utenti che effettivamente usavano OpenOffice.org Dai dati raccolti si può notare in particolare due effetti: Come previsto, il livello di adozione del nuovo software è stato incrementato dalla decisione di associare il formato dei file Microsoft Office con OpenOffice.org. Ci si aspettava di avere lamentele e rapporti di incompatibilità derivanti da questa decisione. Quello che è successo è che invece gli utenti hanno appreso quando era conveniente per ragioni di compatibilità adottare una soluzione o l'altra. Anche dopo 32 settimane di sperimentazione, il tempo speso con OpenOffice.org era sotto il 25% del tempo totale dedicato alle due suite di office automation. É da notare anche il fatto che il tempo e i documenti di Figura 4 sono inclusivi dei documenti Microsoft Office aperti con OpenOffice.org. É inoltre da notare che durante la sperimentazione non si è beneficiato completamente degli effetti del network che può essere aumentato dal crescente numero di documenti in un formato e dal conseguenti scambio fra utenti[19]. c. Analisi Ex-post Alla fine della sperimentazione è stata effettuata la valutazione dell'attitudine verso OSS e una valutazione generale del progetto. É stato sottoposto un questionario agli utenti al fine di valutare l'attitudine verso OSS e la conoscenza che era stata acquisita dopo la transizione. Anche in questo caso abbiamo sottoposto lo stesso questionario al gruppo di controllo per assicurarci che effetti esogeni avessero intaccato i risultati. Le due domande alle quali il questionario era progettato per rispondere erano le seguenti: -Qual è la percezione dell'utente del OSS alla fine della sperimentazione? -L'utente ha modificato la sua percezione dell'OSS alla fine della sperimentazione Il risultato finale individuato dai questionari è stata una maggiore consapevolezza degli utenti riguardo ad Open Source Software ed una maggiore importanza data al training come strumento per migliorare le propria produttività con gli strumenti software. 5. CONCLUSIONI CONSIDERAZIONI E LAVORI FUTURI In particolare la migrazione descritta in questo elaborato è stata ristretta alla piattaforma OpenOffice.org in una pubblica amministrazione. L'approccio di migrazione si è avuto mantenendo la soluzione proprietaria ed aperta installate in parallelo. I risultati ottenuti dalla sperimentazione sono stati incoraggianti per l'introduzione di OSS dal lato desktop. I dati raccolti durante la sperimentazione hanno mostrato che l'utilizzo delle nuove piattaforme è incrementato durante tutto il periodo, raggiungendo alla fine una percentuale di un quarto dell'intero utilizzo di software per office automation. Il software
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Migrazione a Software Open Source nella Pubblica
Amministrazione: Un Caso di Studio Empirico
Fabio Mulazzani, Bruno Rossi, Barbara Russo, Giancarlo Succi
Center for Applied Software Engineering, Free University of Bolzano-Bozen
Piazza Domenicani 3, 39100 Bolzano-Bozen, Italy
{Fabio.Mulazzani, Bruno.Rossi, Barbara.Russo, Giancarlo.Succi}@unibz.it
Abstract. L’elaborato presenta la valutazione di una migrazione ad un Software Open Source (OSS) in
una Pubblica Amministrazione. In particolare, l’ambito considerato è stato quello critico di office
automation, con l’introduzione della suite OpenOffice.org. Per la valutazione, sono stati raccolti dati
qualitativi e quantitativi tramite costante monitoraggio permesso da differenti software di raccolta dati.
L’analisi è stata svolta tenendo in considerazione il punto di vista di diversi stakeholder, quali utenti,
manager IT, e tecnici IT. I risultati sono stati soddisfacenti, ma non possono essere generalizzati per via di
alcuni limiti, quali le particolarità dell’ambiente considerato e l’uso in parallelo della soluzione
preesistente. Ciò nonostante, i risultati ottenuti sono certamente utili come primo supporto ad una modalità
di migrazione verso gli OSSs che vorremmo proporre e della quale stiamo valutando l’efficacia.
1. INTRODUZIONE
Gestire l’informazione coerentemente con gli obiettivi di business è un compito
estremamente delicato; un trattamento dell’informazione non rispondente alle esigenze
può compromettere gli obiettivi di business della Pubblica Amministrazione. L'adozione
di un business model basato sull'allineamento fra IT e business è potenzialmente in grado
di fornire al settore pubblico un maggior numero di servizi di qualità più elevata,
migliorandone al tempo stesso, la modalità di erogazione[14,15,21,22].
Le pubbliche amministrazioni tendono a migrare verso soluzioni Open Source, si
potrebbe pertanto sostenere l’idea che tale processo avvenga inizialmente secondo una
gradualità dettata dal livello di allineamento tra il business system e l’IT raggiunto.
Quello che si vorrebbe proporre è una metodologia di transizione/migrazione
accettabile/accettata che propone come primo obiettivo un’analisi di allineamento e
successivamente l’introduzione di sistemi OSS per raggiungere od ottimizzare il “gap” di
allineamento. Il primo step che si è compiuto a supporto di questa visione è stato nel
condurre misurazioni di una migrazione verso un OSS che viene esposta in dettaglio in
questo elaborato.
L’esperienza maturata negli ultimi anni conferma che sia il Software Open Surce sia gli
Open Data Standards sono una fattibile alternativa alle soluzioni Proprietarie. In molti
casi l’adozione di software Open Source si è rivelata una soluzione conveniente per le
compagnie sia ad integrazione che come alternativa. Il limite di queste migrazioni è
anche dovuto probabilmente al fatto che si sono svolte molto spesso lato server e non
supportate da prove empiriche dei benefici derivanti dalla nuova soluzione, ad esempio
tramite il monitoraggio costante del processo di migrazione. Pochi sono i casi di studio
che dimostrano una transizione desktop-side avvenuta con successo. Probabilmente la
ragione dell’apparente differenza di risultato nei due ambiti è dovuta alla stessa natura dei
software Open Source[7], in ambiti nei quali l’usabilità è fattore importante, questo tipo
di software sta gradualmente maturando e raggiungendo i livelli del software proprietario,
mentre in fatto di stabilità e performance, proprietà richieste lato server, non ha nulla da
invidiare a soluzioni proprietarie.
La difficoltà di eseguire questo tipo di valutazioni, è data dal fatto che quando si
comparano soluzioni software, e più in particolare quando lo si fa tra OSS e software
proprietari, è impossibile comparare le due soluzioni con un unico metro di
valutazione[8].
L’elaborato è così strutturato: come primo passo, forniamo un’introduzione alla
problematica dell’allineamento strategico, come le piattaforme open possano costituire un
valido supporto al riallineamento ed allo stato attuale di processi di migrazione verso
questo tipo di piattaforme. Come secondo passo, inseriamo in questo contesto la
valutazione di un processo di migrazione e di sperimentazione verso soluzioni open. La
valutazione che viene fatta è sull’impatto in termini di interdipendenze del sistema,
training, motivazione e livelli di produttività del personale interessato dalla migrazione.
2. STATO DELL’ARTE
Dire che esiste allineamento strategico significa che in una determinata organizzazione la
struttura dell’information system è in armonia con gli obietti organizzativi, le attività ed i
processi[6]. Un effettivo allineamento strategico influenza positivamente l’efficacia
dell’IT e produce delle prestazioni migliori.
1
Attualmente esistono diverse metodologie di verifica dell’allineamento. Si può affermare
che, in linea generale, il primo passo prevede l’identificazione e la definizione degli
obiettivi strategici dell’organizzazione. Il perseguimento degli obiettivi strategici avviene
mediante una politica d’azione operativa e tattica che può essere rappresentata, per
semplicità d’uso, in un framework. L’utilità di quest’ultimo è che può essere mappato e
confrontato con l’infrastruttura dell’IT fornendo come risultato il livello di
allineamento[1,3,6,19].
La determinazione del costo di riallineamento con sistemi OSS può essere effettuata
tramite la tecnica del Total Cost Ownership(TCO). Il TCO è un modello che è stato
progettato per supportare il management nel valutare i costi diretti e indiretti di una certa
soluzione hardware/software[9]. L’interesse per questo modello, nasce dal fatto che è
possibile valutare non solamente i costi di acquisizione di una determinata piattaforma
IT, ma anche i costi legati all’uso ed alla manutenzione di una soluzione IT. Ci sono a
disposizione molti studi che valutano il Total Cost Ownership dei OSS. Il modello
originale deriva dal lavoro del Gartner Group nel 1987 e da allora è stato inserito in
diversi modelli. Può essere interessante in questo senso valutare l’impatto di una
soluzione di riallineamento in termini di TCO, dato che un maggiore allineamento tra
business ed IT dovrebbe portare a minori costi riportati dal modello visto che, almeno in
linea teorica, vengono ridotti per il principio di compensazione dal Return On
Investment. In questo senso, non tutti gli studi sono unanimi riguardo al risparmio che si
potrebbe ottenere nell’adottare un OSS[11,12]. Probabilmente ciò è dovuto al differente
peso che viene dato ai costi e ai benefici che sono difficili da misurare. Un esempio è
dato dal rischio di lock-in. Per lock-in intendiamo la situazione in cui gli agenti di un
sistema economico vengono limitati nelle loro scelte di adozione di una determinata
tecnologia, dagli alti costi di cambiamento (i cosiddetti ‘switching costs’) in cui possono
incorrere. Si tratta ovviamente di una situazione favorevole per i produttori e sfavorevole
per i clienti. Uno dei tipici casi di lock-in può essere rappresentato dalla generazione di
grandi quantità di dati attraverso standard chiusi, chiaramente un problema al momento
della decisione di una strategia di migrazione, fattore questo da considerare in un modello
di TCO[19]. D’altro canto l’adozione di OSS può beneficiare alle compagnie locali di
sviluppo software che possono far leva sulla disponibilità di fonti di codice e standard
aperti di dati. Anche in questo caso l’ammontare di questo tipo di esternalità è difficile da
quantificare.
Considerando la qualità di OSS e prendiamo il caso di due dei più famosi e guardiamo
come si comportano sul mercato contro soluzioni proprietarie: Apache web server;
Mozilla Firefox web browser.
Come si può notare nella Tabella 1 Apache web server detiene circa il 70% di tutto il
mercato[13,17]. Tale successo è dovuto sostanzialmente all’architettura sicura proposta
da Apache della cui efficacia si ha avuto prova anche nei recenti attacchi di virus[5].
Developer Marzo 2007 % Aprile 2007 % Change
Apache 64747516 58.62 66899485 58.86 0,24
Microsoft 34265321 31.02 35380121 31.13 0,11
Sun 18651269 1.68 1382843 1.68 0
Zeus 525405 0,48 488838 0.43 -0,05
Tabella 1: I più noti web server nel Marzo – Aprile 2007. Fonte: Netcraft Survey
2
Nella Tabella 2 viene mostrata la quota di mercato di Mozilla Firefox browser tra
Gennaio e Aprile 2005. Anche se il software continua a conquistare piccole porzioni di
mercato resta comunque sotto la predominanza di Microsoft Internet Explorer.
Browser gen-06 mar-07 Differenza
Internet Explorer 76,21 70,52 -5,69
Firefox 11,07 13,38 2,31
Netscape 8,39 11,85 3,46
Google Desktop 0 1,24 1,24
Altri 4,33 3,01 -1,32
Totale 100 100
Tabella 2: Mercato del browser. Fonte “Browser Market Share Study”, itproductivity.org, 2007
Questi appena illustrati, sono certamente due dei più popolari OSS che sono emersi negli
ultimi anni, ma ne esistono molti altri che possono competere con soluzioni proprietarie.
Guardando questi esempi, si può concludere che OSS rappresentano già un’importante
alternativa ai software proprietari.
3. LO STUDIO
a. Allineamento Business/IT nel caso considerato
La sperimentazione è stata condotta su 22 utenti di una Pubblica Amministrazione
durante la transizione ad un OSS, nella fattispecie della Provincia Autonoma di Bolzano.
La transizione verso OSS è stata dettata dal fatto che l’amministrazione considerata
riscontrava notevoli difficoltà nello scambio di documenti con le amministrazioni
comunali(Sudtiroler Gemeindenverband - SGV), sotto la sua responsabilità, che da tempo
avevano adottato OSSs ed usavano Open Data Standards (ODS) per la produzione dei
diversi documenti.
a
3
Dominio di
interesse
responsabile
Fenomeni Condivisi
Dominio di
interesse
responsabile
Requiremen
ts
b:SGV Computer! {Invia la richiesta come ODS} ... ...
D
A
a:Prov. BZ
Impiegato
{Riceve la richiesta da SGV;
Elabora quanto richiesto}
D
B
... ...
c: SGV Impiegato!
{Creare il modulo di richiesta
inserendo i dati forniti dal
cittadino}
cc: SGV
IMPIEGATO
{T1,T2,O1}
c1: SGV
Impiegato!
{Richiedere al cittadino i dati
fondamentali per elaborare la
sua richiesta}
dd: Cittadino! {T1}
D
B
c: SGV Computer! {Produce il documento in ODS}
R
B
Figura 1: Framework raffigurante un processo di business, intercorrente fra amministrazione provinciale e
amministrazione comunale, e la relativa struttura IT di supporto
Il framework in Fig.1 è strutturato sulla base dei Jackson Problem Frames [23], sulla
destra è rappresentato il Domain of Context mentre a sinistra, in un’ellisse, i
Requirements rappresentati da un Diagramma BPMN. Come si può velocemente notare,
l’obiettivo (O1) del comune, di erogare il servizio richiesto dal cittadino, non può essere
raggiunto. La documentazione/richiesta inviata dal comune alla provincia contrassegnata
dalla freccia L1 è stata creata con un ODS e non può essere pertanto utilizzato/letto dalla
Provincia visto che quest’ultima utilizza un software di office automation proprietario,
Microsoft Office.
In questo caso il riallineamento deve avvenire avviando un processo di migrazione della
Provincia verso OSS ovvero installando OpenOffice.org.
b. La sperimentazione
Nella seguente sezione verrà esposta la metodologia adottata, i tool impiegati ed i
principali risultati ottenuti dalla raccolta qualitativa e quantitativa dei dati. I limiti ed i
lavori futuri sono esposti alla fine del paper. L’intero campione di 22 utenti è stato
selezionato da tre dipartimenti della PA in questione. Si sono dovuti seguire alcuni limiti,
per esempio il fatto che il capo dei diversi uffici ha posto un limite sul numero di
impiegati disponibili in ciascun ufficio. Nella Tabella 3 i differenti gruppi sono
rappresentati con due direttori d’ufficio per ciascun gruppo come parte del campione.
L’età media dei partecipanti era uniforme nei due gruppi e non ha influenzato il risultato;
gli utenti sono stati selezionati in maniera randomica all’interno del dipartimenti. Per
quanto concerne il protocollo, la selezione dei gruppi è stata fatta in maniera tale da
consentire che i partecipanti fossero, quando possibile, in relazione fra di loro,
fisicamente vicini e se possibile provenienti dalla stessa unità organizzativa, al fine di
avvantaggiarsi di esternalità di rete che aumentano in termini di scambio di documenti, e
aiuto reciproco[19].
Grouppo Donne Uomini Totale Dipartimento Note
Gruppo1 6 3 9 3 Solo con MS Office
Gruppo2 9 4 13 3
Con MS Office e
OpenOffice.org
Totale 15 7 22 3
Tabella 3: Il campione selezionato e la distribuzione tra i gruppi
4
Un gruppo ha sperimentato l’introduzione di OpenOffice.org (trattamento X), mentre
l’altro gruppo è stato utilizzato come gruppo di controllo. La sperimentazione ha seguito
un gruppo di controllo pretest-posttest[4].
Ad entrambi i gruppi sono stati sottoposti ad un test prima (O1) e dopo (O2)
l’introduzione di OpenOffice.org per valutare gli effetti della sperimentazione
sull’attitudine a OSS. L’attività di entrambi i gruppi è stato costantemente monitorata da
un sistema automatico per la collezione di dati che ha permesso di raccogliere una serie
di dati oggettivi sui processi (la serie di osservazioni O3,i).
In altri casi dove non c’era la possibilità di avere un controllo sul gruppo ed un campione
appropriatamente randomico, è stato impiegato un design “quasi sperimentale” e “one-
shot”[4]. In questo modo i risultati ottenuti sono però meno estendibili al caso generale e
più soggetti a effetti esogeni.
c. Evoluzione temporanea della sperimentazione
La durata della sperimentazione è stata di 32 settimane, durante le quali solo le prime 10
è stato monitorato solo Microsoft Office[10] e sono state raccolte tutte le differenti
dipendenze di sistema. OpenOffice è stato introdotto nel gruppo 2 dopo 10 settimane e
durante la 23esima settimana è stato associato ai formati di Microsoft Office .doc e .xls Il
risultato della scelta sarà esposto nella sezione seguente.
Sono stati sottoposti due tipi di questionari agli utenti. Il primo, identico prima e dopo la
sperimentazione, per capire l’attitudine a OSS e gli effetti della sperimentazione su detta
attitudine; il secondo è stato sottomesso solo alla fine, dopo aver raccolto tutti i dati del
progetto e sono state determinate più informazioni per la replica dell’esperimento. Il
modello di Goal Question Metrics (GQM)[2] è stato impiegato in ciascuna fase del
progetto, dalla progettazione alla creazione dei questionari. Il GQM è una metodologia
sviluppata all’Università del Maryland alla metà degli anni ’80 che collega i “goal” di
una determinata organizzazione ad un set di “question”. Le “questions” sono a loro volta
associate a un set di metriche. In questo modo è sempre possibile valutare se un goal è
stato raggiunto e quali sono gli elementi informativi richiesti di un determinato goal.
4. ANALISI DEI DATI
In questa sezione vengono riportati i risultati della raccolta di attività. In particolare si
possono distinguere i dati raccolti in un intervallo di tempo (ex.ante, durante ed ex-post) e
tra dati qualitativi e quantitativi. Per una classificazione più chiara dei dati raccolti, ci si
piuò riferire alla Tabella 5. Questo è un veloce riassunto del tipo di dati raccolti durante il
progetto. Tra parentesi il software usato per l’attività che viene specificata.
Tipo dato Ex-ante Durante Ex-post
Qualitativo Interviste/questionari
Meeting periodici
per feedback
Interviste/questionari
Quantitativo
Collezione data standards
(FLEA),Collezione
dipendenze (DepA)
Monitoring uso
software (PROM)
Numero di files
OpenOffice.org create
durante il progetto.
Tabella 4: Tipo di dati raccolti durante la sperimentazione
Lo sforzo maggiore durante il progetto è stato di monitorare costantemente gli utenti
durante la sperimentazione. É stato usato il software PROM[20] al fine di raccogliere dati
obiettivi sulla migrazione. I dati raccolti hanno riguardato il tempo speso sui documenti e
il numero di documenti aperti usando la suite di office automation selezionata. Non è
5
stata effettuata un’analisi più raffinata sulle funzionalità utilizzate. Durante ciascuna fase
del progetto, i dati quantitativi raccolti sono stati supportati da dati qualitativi provenienti
dalle interviste ed i questionari. É da evidenziare che i meeting periodici che si sono
tenuti con gli utenti hanno causato una crescita sull’utilizzo della soluzione open nei
giorni immediatamente successivi.
Verranno ora esposti brevemente i dati raccolti, partendo dall’analisi della situazione
esistente all’inizio della sperimentazione.
a. Analisi Ex-ante
Gli aspetti che sono stati analizzati per una overview della situazione esistente
interessavano la presenza di interoperabilità dell’ambiente dell’utente e la presenza di
possibili dipendenze nella forma di macro dentro i documenti office automation. Le
macro sono una serie di comandi inseriti nella forma di codice dentro i documenti, per
effettuare una serie di azioni ripetitive. Sono generalmente molto comuni nei documenti
office automation, per permettere l’automazione di task ripetitivi. L’utilizzo di macro
scritte per Microsoft Office in OpenOffice.org non è possibile – questo almeno al tempo
in cui è stata condotta la sperimentazione – ciò riguarda l’interoperabilità. In quest’ultimo
caso le macro devono essere completamente riscritte.
Un’altra questione che riguarda l’interoperabilità è data dal numero di templates nel
formato preesistente. PROM ha garantito la possibilità di valutare il numero ed il tipo di
documenti, ma non la complessità, altro fattore da tenere in considerazione quando si
migra un documento. La raccolta i tali dati deve essere incrociata con le interviste con il
personale IT per valutare la reale rilevanza delle macro scoperte e la reale necessità della
conversione dei templates.
Il primo passo per effettuare l’analisi iniziale dell’ambiente della sperimentazione è stata
quella relativa alla presenza di macro all’interno di documenti e la distribuzione dei
documenti. Un’altra questione importante è stata trovare il numero di tamplates
disponibili. Quest’analisi è stata condotta staticamente all’inizio del progetto. Sono stati
considerati i documenti Microsoft Excel e Microsoft Word nella valutazione d’impatto
delle macro. Sono state considerate due locazioni: i drive degli utenti ed i drive di rete
[18].
Nell’ultima locazione, sia i documenti normali che i templates sono stati considerati. Un
sunto delle scoperte è disponibile nella Tabella 5.
Una piccola parte conteneva macro (2 documenti 0.01%). La percentuale di documenti
Excel con macro è più grande (49 documenti 2.24%). Il tool ha identificato un numero
maggiore di documenti Excel protetti da password (circa 16% del totale). Non è stato
possibile determinare se questi documenti contenevano macro.
Microsoft Word Microsoft Excel
Location Files
Macros LOC CNO Files Macros LOC CNO
User's driver 19144 2 12 - 1367 8 1070 14
Network driver 4484 - - - 816 43 21482 331
Network driver (templates) 2182 - - - 9 3 10197 -
Tabella 5: Num. di doc. e macro durante la fase di pre-transizione.LOC= Lines of Code, CNO= Could Not Open
Il secondo passo è stato la collezione delle dipendenze che esistevano nell’ambiente
office automation. Una dipendenza è stata definita o come chiamata ad un’applicazione
esterna (outgoing) o come chiamata da un’applicazione alla suite di office automation
(incoming).
6
Sono state considerate due diverse tipologie, eseguendo una valutazione dinamica delle
chiamate:
Applicazione che chiama Microsoft Word o Excel (Figura 2). In questa categoria si è
scoperto che l’80% delle volte Microsoft Word è stato chiamato da explorer.exe che
significa un avvio normale dalla sua icona o da un file da file manager. Inoltre, il 12%
delle volte è stato chiamato dal client mail Outlook. Microsoft Excel è stato chiamato il
95% delle volte da explorer.exe e il 4% delle volte da Outlook (per un totale del 99%
delle Applicazioni).
Figura 2: Dipendenze entranti in Microsoft Word (sinistra) e Microsoft Excel (destra)
Per le applicazioni chiamate da Microsoft Word o Excel (Figura 3), il 74% del totale
delle chiamate è stato verso dei driver di stampante. Circa l’11% delle chiamate di
Microsoft Word e Excel sono stati verso il programma per riportare problemi, mentre
circa il 6% per la guida di help.
Figura 3: Dipendenze uscenti Microsoft Word/Excel
Ulteriori interviste con i manager IT hanno confermato la situazione presentata dalla
raccolta software dei dati.
In generale l’ambiente è stato meno turbolento di quello che si pensava. I templates, le
macro e le dipendenze raccolte non erano così critiche per aumentare significativamente
i costi di migrazione.
b. Analisi dell’esperimento Ongoing
Nella Figura 4 sono mostrate due differenti misure di produttività, la percentuale di
documenti aperti usano OpenOffice.org e la percentuale di tempo speso nella suite
OpenOffice.org. Ad esempio, una percentuale del 5% significa che gli utenti hanno speso
in quella settimana il 95% del tempo usando Microsoft Office. Solo queste due suite sono
state monitorate, quindi il tempo speso è complementare.
7
0%
5%
10%
15%
20%
25%
30%
10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32
Figura 4: Incremento dell’utilizzo di OpenOffice.org. Sull’asse delle X vengono rappresentate le settimane in cui
si è tenuto il progetto – OpenOffice.org è stato inserito durante la decima settimana e l’associazione automatica
è stata attivata durante la 23esima settimana. In blu è rappresentata la percentuale di file aperti usando
OpenOffice.org mentre in arancione è rappresentata la percentuale del tempo medio che veniva dedicato ad
OpenOffice.org tra gli utenti che effettivamente usavano OpenOffice.org
Dai dati raccolti si può notare in particolare due effetti:
Come previsto, il livello di adozione del nuovo software è stato incrementato dalla
decisione di associare il formato dei file Microsoft Office con OpenOffice.org. Ci si
aspettava di avere lamentele e rapporti di incompatibilità derivanti da questa decisione.
Quello che è successo è che invece gli utenti hanno appreso quando era conveniente per
ragioni di compatibilità adottare una soluzione o l’altra.
Anche dopo 32 settimane di sperimentazione, il tempo speso con OpenOffice.org era
sotto il 25% del tempo totale dedicato alle due suite di office automation. É da notare
anche il fatto che il tempo e i documenti di Figura 4 sono inclusivi dei documenti
Microsoft Office aperti con OpenOffice.org.
É inoltre da notare che durante la sperimentazione non si è beneficiato completamente
degli effetti del network che può essere aumentato dal crescente numero di documenti in
un formato e dal conseguenti scambio fra utenti[19].
c. Analisi Ex-post
Alla fine della sperimentazione è stata effettuata la valutazione dell’attitudine verso OSS
e una valutazione generale del progetto. É stato sottoposto un questionario agli utenti al
fine di valutare l’attitudine verso OSS e la conoscenza che era stata acquisita dopo la
transizione. Anche in questo caso abbiamo sottoposto lo stesso questionario al gruppo di
controllo per assicurarci che effetti esogeni avessero intaccato i risultati. Le due domande
alle quali il questionario era progettato per rispondere erano le seguenti:
- Qual è la percezione dell’utente del OSS alla fine della sperimentazione?
- L’utente ha modificato la sua percezione dell’OSS alla fine della sperimentazione
Il risultato finale individuato dai questionari è stata una maggiore consapevolezza degli
utenti riguardo ad Open Source Software ed una maggiore importanza data al training
come strumento per migliorare le propria produttività con gli strumenti software.
5. CONCLUSIONI CONSIDERAZIONI E LAVORI FUTURI
In particolare la migrazione descritta in questo elaborato è stata ristretta alla piattaforma
OpenOffice.org in una pubblica amministrazione. L’approccio di migrazione si è avuto
mantenendo la soluzione proprietaria ed aperta installate in parallelo. I risultati ottenuti
dalla sperimentazione sono stati incoraggianti per l’introduzione di OSS dal lato desktop.
I dati raccolti durante la sperimentazione hanno mostrato che l’utilizzo delle nuove
piattaforme è incrementato durante tutto il periodo, raggiungendo alla fine una
percentuale di un quarto dell’intero utilizzo di software per office automation. Il software
8
proprietario è rimasto comunque la soluzione preferita per gli utenti. L’impatto sulla
produttività è stato minimale, dovuto anche al fatto che i software considerati sono molto
simili. Infine, si è constatata una maggiore consapevolezza dell’importanza di addestrare
ad un corretto e proficuo uso del software.
La metodologia di migrazione a OSS in una PA citata nell’introduzione dovrebbe offrire,
secondo il nostro punto di vista, il raggiungimento di una “migliore accettazione”
dell’OSS introdotto nel sistema, ed un minor TCO rispetto ad una migrazione ad impatto
totale o parallela
I risultati della sperimentazione qui riportata costituiscono un primo passo per la verifica
della bontà della nostra visione di migrazione. La ricerca dovrà pertanto proseguire con
ulteriori sperimentazioni utili al nostro scopo nella seguente progressione: 1. Condurre
una sperimentazione simile a quella esposta ma senza porre forzature di utilizzo del OSS;
2. Data una PA analizzarne il livello di allineamento, riallineare con soluzioni OSS non
simili o con le medesime funzionalità di software proprietari preesistenti, e valutarne il
grado di accettazione.
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[19] Shapiro, C., and H.R. Varian. "Information Rules: A Strategic Guide to the
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[20] Sillitti, A., A. Janes, G. Succi, and T. Vernazza. "Collecting, Integrating and
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Chapter
Quasi-experiments usually test the causal consequences of long-lasting treatments outside of the laboratory. But unlike “true” experiments where treatment assignment is at random, assignment in quasi-experiments is by self-selection or administrator judgment.
Book
It's a plain fact: regardless of how smart, creative, and innovative your organization is, there are more smart, creative, and innovative people outside your organization than inside. Open source offers the possibility of bringing more innovation into your business by building a creative community that reaches beyond the barriers of the business. The key is developing a web-driven community where new types of collaboration and creativity can flourish. Since 1998 Ron Goldman and Richard Gabriel have been helping groups at Sun Microsystems understand open source and advising them on how to build successful communities around open source projects. In this book the authors present lessons learned from their own experiences with open source, as well as those from other well-known projects such as Linux, Apache, and Mozilla. * Winner of 2006 Jolt Productivity Award for General Books * Describes how open source development works and offers persuasive reasons for using it to help achieve business goals. * Shows how to use open source in day-to-day work, discusses the various licenses in use, and describes what makes for a successful project. * Written in an engaging style for executives, managers, and engineers that addresses the human and business issues involved in open source development as well as its history, philosophy, and future.
Chapter
It's a plain fact: regardless of how smart, creative, and innovative your organization is, there are more smart, creative, and innovative people outside your organization than inside. Open source offers the possibility of bringing more innovation into your business by building a creative community that reaches beyond the barriers of the business. The key is developing a web-driven community where new types of collaboration and creativity can flourish. Since 1998 Ron Goldman and Richard Gabriel have been helping groups at Sun Microsystems understand open source and advising them on how to build successful communities around open source projects. In this book the authors present lessons learned from their own experiences with open source, as well as those from other well-known projects such as Linux, Apache, and Mozilla. * Winner of 2006 Jolt Productivity Award for General Books * Describes how open source development works and offers persuasive reasons for using it to help achieve business goals. * Shows how to use open source in day-to-day work, discusses the various licenses in use, and describes what makes for a successful project. * Written in an engaging style for executives, managers, and engineers that addresses the human and business issues involved in open source development as well as its history, philosophy, and future.
Article
The results from a five-part Delphi survey of chief IS executives and corporate general managers indicate the most critical information systems management issues and consensus on their importance. The research project is the second in a series of such studies conducted by the Society for Information Management and the MIS Research Center at the University of Minnesota. The research confirmed the expected in some areas and revealed surprises in other areas. While strategic planning continued to top all issue sin importance, many changes have occurred since 1983. Three new issues have joined the top ten issues in importance. Also, the rank order of several issues in the top ten has shifted. Survey results are discussed in terms of the differing views of IS executives and corporate general managers. A review of how these views have changed over time is also presented. A number of conclusions are drawn about managing information systems and about the changing nature of the IS executive's job.
Article
Ensuring that organizational IT is in alignment with and provides support for an organization's business strategy is critical to business success. Despite this, business strategy and strategic alignment issues are all but ignored in the requirements engineering research literature. We present B-SCP, a requirements engineering framework for organizational IT that directly addresses an organization's business strategy and the alignment of IT requirements with that strategy. B-SCP integrates the three themes of strategy, context, and process using a requirements engineering notation for each theme. We demonstrate a means of cross-referencing and integrating the notations with each other, enabling explicit traceability between business processes and business strategy. In addition, we show a means of defining requirements problem scope as a Jackson problem diagram by applying a business modeling framework. Our approach is illustrated via application to an exemplar. The case example demonstrates the feasibility of B-SCP, and we present a comparison with other approaches.