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Il rumore negli uffici

Authors:
  • Università degli Studi della Campania "Luigi Vanvitelli"
  • Università degli Studi della Campania "Luigi Vanvitelli"
1
IL RUMORE NEGLI UFFICI
Massimiliano Masullo, Luigi Maffei
Centro Interdipartimentale per il Controllo dell’Ambiente Costruito - Ri.A.S., Seconda
Università degli Studi di Napoli, Aversa, massimiliano.masullo@unina2.it
1. Introduzione
Nell’ambito della valutazione dell’esposizione al rumore dei lavoratori, la legisla-
zione nazionale [1,2], così come i principali riferimenti normativi internazionali [3,4]
indicano sia i descrittori acustici da utilizzare (es. LEX, TWA) che i valori di soglia con
cui comparare i livelli assunti da tali descrittori per intraprendere azioni di controllo e/o
salvaguardia dei lavoratori. Nel caso dei lavoratori degli uffici i livelli di esposizione al
rumore risultano largamente al di sotto delle soglie di azione. Questi sono prodotti sia
da sorgenti antropiche che elettromeccaniche. Laddove le prime sono evidentemente a
carattere discontinuo nel tempo, quelle elettromeccaniche possono essere di tipo discon-
tinuo (es. squillo di telefoni, fotocopiatrici e telefax in funzione) o continuo (es. HVAC,
PC, altri macchinari elettro-meccanici in stand-by) oltre che caratterizzate da notevoli
differenze in termini di contributo spettrale.
Diversi studi hanno dimostrato come il rumore prodotto nelle postazioni di lavoro
degli uffici possa contribuire in misura diversa alla percezione negativa dell’ambiente,
causando: perdite di prestazioni [5], distrazione [6], stress [7] o perdita di motivazione
[8, 9]. Con riferimento alle caratteristiche temporali e spettrali del rumore, Parkin et al.
[10] indicano che le sorgenti discontinue risultano maggiormente disturbanti rispetto a
quelle continue, Veitch et al. [11], invece, come quelle con maggiori contributi a bassa
frequenza risultino determinare una migliore soddisfazione acustica di rispetto a quelle
ad alta frequenza. Opportuna distinzione occorre, inoltre, effettuare tra i lavoratori di
diverse tipologie di ufficio (es. uffici singoli/condivisi) per i quali esistono sostanziali
differenze in termini di percezione del rumore e privacy [12, 13]. Per la caratterizzazio-
ne del rumore degli uffici e la determinazione della percezione degli occupanti sono sta-
ti sviluppati e proposti diversi indici, tuttavia la loro efficacia è ancora molto dibattuta.
A tal proposito U. Ayr et al. [14] nell’ambito di una vasta indagine su 589 lavoratori di
uffici concludono che il livello equivalente ponderato A, rappresenta il descrittore me-
glio correlato con i giudizi soggettivi di Annoyance, Loudness ed insoddisfazione. Na-
vai et al. [15] suggeriscono livelli di rumore accettabili valori compresi tra 45 e 50
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dB(A), in linea con quanto indicato dalla norma UNI EN ISO 11690-1 sulla progetta-
zione di ambienti di lavoro a basso livello di rumorosità per “lavoro d'ufficio di routine -
45-55 dB(A)”, ma superiori a quelli relativi alle “sale riunioni o per compiti che richie-
dono concentrazione - 35-45 dB(A)”. A questi livelli, infatti, la rumorosità presente, in-
terferisce in misura molto ridotta con la sfera del comfort fisico, svolgendo un ruolo im-
portante sul comfort funzionale e psicologico [16].
In questo studio sono presentati i risultati di un’indagine conoscitiva preliminare sui
contributi ai livelli di rumore prodotti nelle postazioni di lavoro in diversi uffici (singoli
o condivisi) corredata dall’analisi dei risultati della somministrazione di questionari
soggettivi.
2.
Metodologia
L’indagine sulla rumorosità negli uffici ha coinvolto n.18 lavoratori in servizio pres-
so la Seconda Università degli Studi di Napoli e l’Azienda Sanitaria Locale CE2. I lavo-
ratori, 14 uomini e 4 donne, di età compresa tra i 24 ed i 60 anni (media 41 anni circa)
svolgono le loro attività lavorative al PC, in uffici singoli (n.5), condivisi fino a 3 occu-
panti (n. 6) o condivisi con più di 3 occupanti/open office (n.7).
In ciascuna postazione di lavoro sono state effettuate indagini fonometriche allo
scopo di caratterizzare la rumorosità prodotta dai terminali per il condizionamento
dell’aria e dai computer presenti all’interno degli ambienti. La rumorosità dei terminali
(tutti di tipo idronico) è stata valutata nelle condizioni di minima e massima velocità
degli elettroventilatori. Parallelamente sono stati somministrati ai lavoratori due que-
stionari soggettivi.
I rilievi strumentali dei livelli di rumore presenti nelle postazioni di lavoro sono stati
effettuati secondo la norma ECMA 74 che contempla le metodologie di misura e le in-
dicazioni presenti nelle ISO 11201 e 11204. Un fonometro integratore del tipo SOLO
01dB Metravib è stato collocato nella postazione dell’operatore posizionando il micro-
fono a 1,20 m dal pavimento, a 30 cm di distanza dal tavolo di lavoro e con
un’inclinazione di 30° rispetto al piano orizzontale. I singoli contributi sono stati misu-
rati in bande di un terzo di ottava, per periodi di tempo rappresentativi compresi tra i 3 e
5 minuti. Tutte le misure sono state effettuate assicurandosi che le altre apparecchiature
e/o altri macchinari presenti nell’ambiente fossero spenti. Inoltre, al fine di limitare i di-
sturbi originati da sorgenti acustiche indesiderate, ciascuna misura è stata effettuata in
assenza di persone e controllando che tutte le finestre e le porte degli uffici fossero
completamente chiuse.
Prima dell’inizio delle misure ai lavoratori sono state fornite le istruzioni sulle mo-
dalità di compilazione dei questionari soggettivi, oltre che spiegazioni sulla tipologia di
attività in corso di svolgimento.
I due questionari soggettivi riguardano: 1) la misura della sensibilità al rumore, ela-
borata attraverso la versione italiana della Weinstein Noise Sensitivity Scale (WNSS)
[17]; 2) la valutazione soggettiva della rumorosità postazione di lavoro. In particolare
nel secondo questionario è stato chiesto ai soggetti di:
a) indicare quanto influisce la rumorosità sulla concentrazione e la performance la-
vorativa su una scala continua monodirezionale da “Poco” a “Tantissimo”.
b) indicare cosa verrebbe maggiormente influenzato dal rumore tra:
- un aumento degli errori dovuti alla stanchezza;
- difficoltà nel discutere con i colleghi;
- difficoltà nell’interloquire al telefono;
- generale perdita di produttività.
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c) giudicare il livello della rumorosità dell’ufficio nelle condizioni di minima, me-
dia e massima rumorosità su una scala continua monodirezionale da “Molto si-
lenzioso” a “Intollerabilmente rumoroso”.
d) indicare, sulla stessa scala di cui alla domanda precedente, il livello limite che
non dovrebbe essere superato per svolgere le proprie funzioni lavorative senza
perdite di prestazione.
e) identificare fino a 5 sorgenti di rumore maggiormente responsabili della rumoro-
sità ed ordinarle per importanza. A questa domanda i soggetti potevano scegliere
tra alcune sorgenti sonore suggerite: 1) Impianto di condizionamento; 2) Stam-
pante; 3) Computer; 4) Telefoni e fax; 5) Sorgenti esterne o di inserirne libera-
mente di nuove.
3. Risultati
Normalizzando i risultati ottenuti dalla domanda a) tra 1 e 10 emerge come, in me-
dia, per i lavoratori degli uffici singoli, l’influenza della rumorosità sulla concentrazione
e sulla performance lavorativa risulta meno importante (4,1) rispetto al caso dei lavora-
tori di uffici condivisi con 2-3 persone (5,3) o con più di tre persone (7,3). Per più del
60% dei soggetti a venir meno sarebbe una generale perdita di produttività o un incre-
mento di errori dovuti alla stanchezza (50%).
Dal confronto tra i risultati alle domande c) e d) emerge, invece, come per i lavorato-
ri degli uffici singoli (20%) e di uffici condivisi 2-3 persone (17%) la soglia limite sog-
gettiva che determina una perdita di prestazione lavorativa sia superata già nelle condi-
zioni di minima rumorosità, mentre nel caso di uffici condivisi con più di tre persone,
tale limite è superato solo a partire dalle medie, raggiungendo nelle condizioni di mas-
sima rumorosità dell’ufficio una percentuale del 100% (Fig.1).
Riguardo alle sorgenti sonore considerate maggiormente disturbanti, risulta che gli
impianti per il condizionamento dell’aria sono collocati al primo posto dal 38,9% dei
lavoratori, mentre il 22,2% ha indicato quali sorgenti più disturbanti i telefoni ed il
16,7% computer e le stampanti. Complessivamente i computer costituiscono insieme ai
condizionatori le sorgenti maggiormente citate (61,1%) (Fig.2).
L’analisi dei questionari sulla sensibilità soggettiva suggerisce, inoltre, come tra i
lavoratori esistano differenze statisticamente significative che dovrebbero essere prese
in considerazione nella valutazione specifica degli effetti sulle prestazioni lavorative.
Figura 1 – Superamenti dei livelli limite soggettivi nelle condizioni di minima,
media e massima rumorosità dell’ufficio. Percentuali del campione esaminato.
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Figura 2 – Sorgenti di rumore negli uffici maggiormente citate.
Osservando i contributi medi spettrali delle diverse sorgenti sonore si nota come la
rumorosità prodotta dai FC nelle bande comprese tra 125 e 4000 Hz incrementi signifi-
cativamente (fino a circa +8 dB) passando dal funzionamento tra la minima e la massi-
ma velocità. Nelle stesse bande di ottava il contributo spettrale dei PC risulta media-
mente inferiore di 3 dB rispetto alla condizione di funzionamento dei FC alla minima
velocità, rimanendo tuttavia circa 6 dB sopra il rumore di fondo in assenza di sorgenti
(Fig.3).
Figura 3 – Contributi spettrali in bande ottave: FC
max/min vel
, PC e rumore di fondo.
Ragionando in termini globali (Tabella 1) si rileva come negli uffici singoli il con-
tributo dei terminali per il condizionamento dell’aria determini, mediamente, livelli su-
periori rispetto agli open office: 44,2 dB(A) contro 40 dB(A) alla minima velocità e
53,7 dB(A) contro 46 dB(A) alla massima velocità. Diverso è il discorso per i PC dove
lo specifico contributo è legato prevalentemente al tipo di macchina e dove emergono
apprezzabili differenze tra le tipologie all-in-one”, L
eq,A,medio
= 32,4 dB(A) e le altre ti-
pologie, L
Aeq medio
= 38,1 dB(A).
Tabella 1 – Livelli equivalenti in dB(A) relativi al rumore fondo, PC, FC min e max
velocità. Con l’asterisco i PC del tipo “all-in-one”.
Lav. n. 1 3 6 9 12 4 5 7 8 10 11 2 13 14 15 16 17 18
Tipo Uffici singoli Uffici condivisi fino a 3 persone Uffici condivisi >3 persone
L
eq,A,
32,4
29,2 25,1
38,1
36,5
28,4
33,5
33,0
33,0 40,6
39,8
25,7
41,5
37,7
27,7
27,2
29,4
30,4
L
eq,A,PC
43,6
29,4*
30,4
39,3
38,2
34,2
45,9
37,0
35,3*
45,0
43,6
34,2
42,1
39,0
37,5
31,9
34,7
33,2
L
eq,A,FCmin
36,6
46,6 38,7
52,0
47,1
36,0
45,6
35,8
35,8 - - 38,0
43,4
- 39,9
37,8
42,6
38,5
L
eq,A,FCmax
- 50,5 52,4
57,9
53,8
50,2
55,8
42,7
42,7 - - 45,5
48,3
46,2
45,4
45,9
45,4
45,5
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I dati fonometrici acquisiti, elaborati mediante l’indice RC Mark II, indicano che,
nel caso di massima velocità, gli spettri appaiono in tutti i casi sbilanciati con un contri-
buto dominante alle alte frequenze ed una presunta risposta degli occupanti sgradevole
[18]. La stessa condizione si riscontra per il 60% dei casi nella modalità di funziona-
mento alla minima velocità e per più di un terzo dei casi (39%) per i PC.
Tabella 2 – Valori dell’indice RC Mark II per la rumorosità prodotta da PC, dai fan-
coil alla min/max velocità.
Lav. n.
Tipologia PC Fcmin Fcmax
1
Uffici singoli
RC 38 (HF) Obj. RC 30 (MF) Obj. -
3 RC 24 (HF) Marg. RC 41 (HF) Obj. RC 45 (HF) Obj.
6 RC 25 (HF) Marg. RC 33 (N) RC 48 (HF) Obj.
9 RC 34 (HF) Marg. RC 47 (HF) Obj. RC 53 (HF) Obj.
12 RC 32 (N) RC 42 (HF) Marg RC 49 (HF) Obj.
4
Uffici condivisi
fino a 3 persone
RC 29 (HF) Obj. RC 30 (HF) Marg RC 45 (HF) Obj.
5 RC 40 (MF) Obj. RC 40 (HF) Obj. RC 51 (HF) Obj.
7 RC 32 (HF) Marg. RC 31 (HF) Marg RC 38 (HF) Obj.
8 RC 31 (HF) Marg. RC 31 (HF) Marg RC 38 (HF) Obj.
10 RC 40 (HF) Marg. - -
11 RC 38 (N) - -
2
Uffici condivisi
>3 persone
RC 29 (N) RC 33 (HF) Obj. RC 41 (HF) Obj.
13 RC 37 (HF) Marg RC 39 (HF) Marg. RC 44 (HF) Obj.
14 RC 34 (HF) Obj. - RC 42 (HF) Obj.
15 RC 32 (HF) Obj. RC 35 (HF) Obj. RC 41 (HF) Obj.
16 RC 26 (HF) Obj. RC 33 (HF) Obj. RC 41 (HF) Obj.
17 RC 30 (HF) Marg. RC 38 (HF) Obj. RC 41 (HF) Obj.
18 RC 28 (HF) Obj. RC 34 (HF) Obj. RC 41 (HF) Obj.
4. Conclusioni
La rumorosità presente negli uffici è percepita dai lavoratori influente per svolgere
prestazioni lavorative in maniera crescente al crescere della taglia dell’ufficio e risulta
in molti casi superiore ai limiti di accettabilità soggettiva. I terminali per il condizio-
namento dell’aria, così come i PC, costituiscono le principali fonti di rumore negli uffici
per più del 60% degli intervistati. I contributi prodotti da queste sorgenti già da soli pos-
sono determinare il superamento dei livelli indicati dalla UNI EN ISO 11690-1. Per gli
uffici singoli, dove i terminali per il condizionamento dell’aria sono collocati in prossi-
mità della postazione di lavoro, possano determinarsi incrementi di circa da 4 a 7 dB ri-
spetto agli uffici condivisi con più di 3 persone. L’analisi dell’indice RC Mark II con-
ferma quanto emerso dall’analisi soggettiva in termini di risposta degli occupanti ed e-
videnzia la presenza predominante di un sbilanciamento dei contributi spettrali alle fre-
quenze alte per i FC ed in misura minore anche per i PC. La scelta della taglia dei FC,
sulla base della velocità di funzionamento degli elettroventilatori alla minima velocità,
può condurre ad una riduzione significativa (in media circa 8 dB) del contributo di que-
sta sorgente al rumore di fondo generale.
5. Bibliografia
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Conference Paper
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