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L’inserimento scolastico dell’alunno con disabilità: I dati ministeriali dal 1989 al 2010

Authors:
  • University of Perugia. Italy
  • Università degli Studi di Perugia e Università per Stranieri di Perugia

Abstract

Come già fecero notare Federici e colleghi nel 2003 a commento dei dati del Ministero della Pubblica Istruzione (MPI) relativi al decennio 1989/1999, il problema della qualità dell’inserimento scolastico degli alunni disabili si ripresenta oggi con la pubblicazione dei nuovi dati del MPI sull’ultimo decennio della scuola italiana. Possiamo affermare che dal 1971 ad oggi, in forza di una serie ininterrotta di norme e leggi ad hoc, la Repubblica italiana si è dotata di un corpo giurisdizionale di grande valore sociale e che può venire considerato davvero molto avanzato. In particolare, la prima legge che è andata a normare questa materia è stata la legge 118 del 1971, che dettava le norme a favore dei mutilati e degli invalidi civili. In tale legge, e precisamente all’art. 28, veniva precisato che l’istruzione dell’obbligo doveva avvenire nelle classi normali della scuola pubblica. Possiamo pertanto affermare che è proprio con tale legge che prende avvio il processo di integrazione delle persone che presentano disabilità. Va aggiunto, tuttavia, che è soltanto nel 1997, e precisamente con la legge 517, che l’inserimento e l’integrazione delle persone con disabilità nelle scuole dell’obbligo compie il suo passo fondamentale e il processo di integrazione trova concreta applicazione. Nonostante ciò, la questione dell’integrazione in genere, e scolastica in particolare, a tutt’oggi non si può certo dire che sia stata effettivamente risolta. Del resto, non può essere casuale che siano stati rilasciati dal MPI solo due resoconti decennali in questo arco tempo, per una questione, quella dell’inserimento e integrazione scolastica, che richiederebbe un monitoraggio più frequente e puntuale. Ovviamente, è difficile non interpretare questa periodicità così rarefatta come un segnale di quanto ancora l’integrazione debba essere considerata un processo ben lungi dall’essere realizzato di fatto.
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