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valuation of web assets (domain names - websites - digital brands - M-Apps)

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Roberto Moro-Visconti
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The economic valuation of digital tokens cannot ignore the valuation and financial effects of their underlying (historically represented by the "gold standard"). The consequence is that, despite various proposed approaches, the valuation of tokens with no underlying (such as bitcoins) and of tokens pegged to fiat money, precious metals or cryptocurrencies is almost impossible. Alternatively, it is possible to make economic valuations of digital tokens linked to decentralized finance projects that incorporate rights to financial returns. A digital token of such category includes the right to future returns, allowing to use traditional evaluation techniques. The choice of market or income approach depends on the token's liquidity and the project's stage of development. An additional parameter depends on whether the token is directly exchangeable with fiat currency or not. However, the formulas must be adapted to the specific characteristics of decentralized finance. Investors can take an active or passive role and, therefore, have a different view about the expected return on their investment. In this paper, we investigated even if this classification is a further discriminating factor in the choice of method of valuation.
Roberto Moro-Visconti
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Sommario: 1. Introduzione.-2. Il mercato.-3. Il modello di business.-4. Aspetti contabili (prodromici rispetto alla valutazione).-5. Metodi di valutazione.-5.1 Il metodo finanziario.-5.2 Metodi empirici.-6. Reticoli binomiali e stima delle probabilità di immissione in commercio.-7. Applicazioni di intelligenza digitale e piattaforme digitali Abstract In ambito BioTech o di dispositivi medici (MedTech), le start-up o le società consolidate scoprono, sviluppano, producono e commercializzano farmaci da somministrare ai pazienti, con l'intenzione di curarli, vaccinarli o alleviarne i sintomi. La protezione brevettuale riveste particolare importanza, in un settore iper-regolamentato. L'analisi del modello di business è un prerequisito per la valutazione economica, che dipende anche dalla scalabilità digitale su internet, attraverso piattaforme di e-commerce B2B2C. In BioTech or medical device (MedTech) fields, start-ups or established companies discover, develop, manufacture and commercialize medicines to be administered to patients, with the intention of treating, vaccinating or relieving their symptoms. Patent protection is essential in an over-regulated industry. Business model analysis is a prerequisite for economic evaluation, which also depends on digital scaling on the Internet, through B2B2C eCommerce platforms. Parole Chiave / Keywords: molecole farmaceutiche-business plan-diagnostica-flussi di cassa-brevetti 1. Introduzione L'industria farmaceutica scopre, sviluppa, produce e commercializza farmaci da somministrare ai pazienti, con l'intenzione di curarli, vaccinarli o alleviarne i sintomi. Le aziende farmaceutiche possono trattare farmaci e dispositivi medici generici o di marca, soggetti a una varietà di leggi e regolamenti che disciplinano la brevettazione, i test, la sicurezza, l'efficacia e la commercializzazione dei farmaci. La protezione brevettuale dei farmaci riveste particolare importanza, perché i farmaci possono essere facilmente copiati o imitati (attraverso l'analisi di una sostanza farmaceutica) e per le ingenti spese di ricerca e sviluppo e gli elevati rischi associati alla sviluppo di un nuovo farmaco. Anche il settore sanitario è molto sensibile e iper-regolamentato. La scoperta e lo sviluppo di farmaci o tecnologie mediche 1 sono molto costosi e richiedono molto tempo; di tutti i composti studiati per l'uso negli esseri umani, solo una piccola parte viene appravata e poi immessa in commercio. Ci vogliono dai 10 ai 15 anni e circa 1 miliardo di dollari per sviluppare un farmaco di successo. Nonostante questi significativi investimenti in tempo e denaro, oltre il 90% dei farmaci candidati negli studi clinici fallisce. Sia perché non trattano adeguatamente la condizione che dovrebbero prendere di mira o perché gli effetti collaterali sono troppo forti, molti farmaci candidati non arrivano mai alla fase di approvazione 2. Un tipico diagramma di flusso (cronoprogramma) dalla scoperta del farmaco al processo di brevettazione e immissione nel mercato è illustrato nella Figura 1. 1 Esistono tre categorie principali di tecnologie mediche: • i dispositivi medici (MD) sono prodotti, servizi o soluzioni che prevengono, diagnosticano, monitorano, trattano e si prendono cura di esseri umani con mezzi fisici; • i dispositivi medici diagnostici in vitro (IVD) sono test non invasivi utilizzati su campioni biologici (ad esempio sangue, urina o tessuti) per determinare lo stato di salute di una persona; • la salute digitale si riferisce a strumenti e servizi che utilizzano le tecnologie dell'informazione e della comunicazione (TIC) per migliorare la prevenzione, la diagnosi, il trattamento, il monitoraggio e la gestione della salute e dello stile di vita. 2 <https://theconversation.com/90-of-drugs-fail-clinical-trials-heres-one-way-researchers-can-select-better-drug-candidates-174152>.
Roberto Moro-Visconti
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professore di Finanza Aziendale, dottore commercialista e revisore legale in Milano-roberto.morovisconti@morovisconti.it www.morovisconti.com 30 settembre 2022 ABSTRACT L'esercizio di una farmacia in Italia è regolato da diverse normative; la licenza incorpora l'avviamento della farmacia (correlato anche all'ubicazione strategica, alle dimensioni, al mix dei ricavi …) e ne accresce la redditività. Il Decreto Concorrenza del 2017 ha contribuito ad incrementare il mercato di M&A delle farmacie, nel quale intervengono anche grandi fondi di investimento. La valutazione di una farmacia può essere effettuata per diverse finalità (trasferimento; successione testamentaria; passaggio generazionale, risarcimento danni per concorrenza sleale …); il metodo di valutazione più diffuso (così come per le attività commerciali in genere e per gli studi professionali) è quello empirico dei multipli del fatturato. Parole chiave: farmacie; valutazione; business model; avviamento; EBITDA/MOL; multipli; fusioni 1. Cenni sulla normativa relativa alle farmacie Il servizio farmaceutico è regolato in Italia da un complesso di norme contenute in diverse fonti legislative che, nel tempo, hanno finito per sovrapporsi l'un l'altra 1. Il settore delle farmacie è stato oggetto-negli ultimi anni-di una radicale trasformazione 2 ; già dal 1996, il c.d. "Decreto Bersani" ha modificato la regolamentazione esistente nel settore farmaceutico, autorizzando la vendita dei medicinali di automedicazione (c.d. OTC 3) e dei medicinali senza obbligo di prescrizione (c.d. SOP) negli esercizi commerciali diversi dalle farmacie, imponendo come unica condizione che in tali esercizi commerciali fosse presente un farmacista abilitato. 1 Per maggiori dettagli, si veda https://www.fcr.re.it/norme-concernenti-il-servizio-farmaceutico. In dottrina, si segnala, ex plurimis, NICOLOSO B.R., (2021), Le concessioni sanitarie per l'esercizio delle farmacie, in "GiustAmm.it", 6, pp. 1-18. 2 Per un excursus, si veda GUIDA P., (2018), L'evoluzione normativa in tema di gestione e cessione della farmacia, in "Il Foro Napoletano", 7, 3, pp. 699-714. 3 I farmaci di automedicazione o OTC (dall'inglese Over the Counter-"sopra il bancone") sono medicinali senza obbligo di prescrizione medica, a completo carico del cittadino e riconoscibili dal bollino rosso obbligatoriamente presente sulle confezioni. Acquistabili in farmacia e, per effetto della Legge Bersani n. 248/2006, in esercizi diversi dalle farmacie, parafarmacie e corner della GDO-purché in appositi reparti e sempre alla presenza di un farmacista-sono gli unici farmaci per i quali è possibile fare pubblicità al cittadino in quanto si tratta tipicamente di prodotti destinati alla cura sintomatica dei disturbi che incidono transitoriamente sullo stato ottimale di salute (ad esempio tosse e raffreddore), facilmente riconoscibili e risolvibili con una terapia tendenzialmente di breve durata (https://scuole.federchimica.it/universit%C3%A0/schede-di-approfondimento-sui-settori/farmaci-di-automedicazione).
Roberto Moro-Visconti
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L'imposta di registro ha radici antiche. Fu istituita nel 1862 con lo scopo di unificare e uniformare in tutto il Regno d'Italia le differenti tasse di registro allora esistenti. Il suo scopo è duplice: fornire un provento fiscale e remunerare lo Stato per il servizio che offre ai privati conservando traccia o registrazioni di atti in modo da conferire loro autorità e certezza giuridica 3. Ovviamente l'imposta e i suoi presupposti sono cambiati molto da allora, ma, come si vedrà, non ancora a sufficienza per stare al passo con una tecnologia nata oltre 140 anni dopo. La prima blockchain fu introdotta, infatti, nel 2008, ad opera di Satoshi Nakamoto (pseudonimo di un autore la cui identità è tuttora sconosciuta). Gli smart contract 4 (alla lettera "contratti intelligenti", ma non sempre "contratti"), che interessano particolarmente ai fini di questa indagine, sono stati proposti per la prima volta nei primi anni '90 da Nick Szabo, informatico, giurista e crittografo americano, che ha coniato il termine, usandolo per riferirsi a "un insieme di promesse, specificate in forma digitale, inclusi i protocolli entro i quali le parti eseguono queste promesse" 5. Gli smart contract, "in concreto, sono software basati sulla tecnologia blockchain. Essi definiscono regole e penali di un accordo, allo stesso modo di un contratto tradizionale. La differenza sostanziale consiste nella presenza nel software delle funzioni if/then, le quali rendono automatica l'esecuzione" di una clausola contrattuale" al verificarsi di una determinata condizione 6. In Italia, la prima definizione a livello normativo di smart contract si può così trovare nella conversione in legge del "Decreto semplificazioni" del 2018.
Roberto Moro-Visconti
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The valuation paradigms represent a central issue for any business manager seeking external finance. This book represents an innovative guide to both practitioners, students, and academics about the trendy valuation patterns of both startups and seasoned firms. The topic is very actual and shows the presence of a theoretical and practical gap in the literature. What is missing is the interaction between sound corporate finance theory and appraisal applications to innovative businesses. Empirical cases, with industry applications, show how the theoretical background can be applied to real situations.
Roberto Moro-Visconti
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Parlare di industria musicale significa parlare di etichette discografiche poiché hanno dominato il mercato per oltre un secolo. La loro nascita risale infatti alla fine del 1800 e coincide con l'invenzione del fonografo da parte di Thomas Edison nel 1877. La prima casa discografica della storia fu la Victor Talking-Machine Company (allora RCA Victor) che produceva anche giradischi. La RCA Victor fu probabilmente la prima etichetta a pagare un artista: 4.000 dollari a canzone, più 40 centesimi per ogni vendita. Alla fine del secolo, tre case discografiche si erano affermate come leader del settore: la Thomas A. Edison Company, la Victor Talking Machine Company e la Columbia Phonograph Company. Tuttavia, fu la Columbia che inventò l'LP 33 RPM (1948) per contenere 45 minuti di audio, mentre la RCA creò il 45 RPM (1949). L'età d'oro delle case discografiche coincide con gli anni '60 del ventesimo secolo in cui esse hanno dominato il mercato con un complesso modello di business che comprendeva tutta la filiera della produzione musicale: scoperta di nuovi artisti, realizzazione dei brani in studio, vendita nei negozi di dischi, gestione dell'immagine e della comunicazione, accordi con le radio affinché trasmettessero i brani in catalogo, organizzazione di passaggi televisivi e dei tour. Si trattava di un impegno a lungo termine che, conseguentemente, comportava anche un consistente impiego di risorse finanziarie. Negli anni '80 sono sorte le etichette indipendenti (le cosiddette "Indie"), fondate dagli stessi artisti, normalmente dopo la conclusione del contratto con una major. Un esempio italiano è l'etichetta Soleluna del cantante italiano Lorenzo Cherubini aka Jovanotti. Queste strutture indipendenti permettevano agli artisti di produrre la loro musica senza le pressioni delle major. Tuttavia, esse erano costrette ad affidare la distribuzione dei dischi alle grandi etichette non disponendo di una propria struttura commerciale. Tale dipendenza ha spesso comportato l'acquisizione delle Indie da parte delle major. Esempi sono la Reprise Records di Frank Sinatra che fu acquistata dalla Warner Music Group, la A&M Records di Herb Alpert poi della Universal Music Group e la Maverick Records di Madonna passata sotto il controllo della Warner Music. Il declino delle case discografiche tradizionali inizia, negli anni 90, con la masterizzazione dei CD prima e con l'avvento del peer-to-peer poi, fenomeni che, se da un lato hanno contribuito alla grande distribuzione della musica, dall'altro hanno costretto case discografiche e artisti a confrontarsi con la pirateria musicale consentita dai sistemi di trasferimento dei file quali Napster.
1. I Non Fungible Tokens (Nft) I Non Fungible Tokens (Nft) sono una sorta di garanzia di-gitale, basata su un codice informatico, che consente di pro-vare il possesso di un oggetto digitale. Con l'utilizzo di questi «gettoni non fungibili 1 », si riproduce il meccanismo tipico dell'opera d'arte fisica; anche se tutti possono avere una copia, un unico soggetto può possedere l'originale. Attra-verso questo meccanismo, il mercato dell'arte digitale, fino a pochi anni fa ancora in stato embrionale a causa della ri-producibilità digitale (potenzialmente immediata, senza li-miti e a costi infinitesimali) delle opere e dell'incertezza sui diritti di proprietà, si sta rapidamente espandendo 2. Di fatto, il Nft è un codice informatico associato a un bene sottostante, tipicamente un'opera digitale come una foto, video o audio; tuttavia, può essere creato un Nft per qualsiasi cosa-sia che si tratti di un bene tangibile (terreno, fabbri-cato, autovettura, collezione di moda, ecc.) ovvero intangi-bile e, quindi, totalmente immateriale e dematerializzato (un'esperienza, una rappresentazione) 3 , come sinteticamente rappresentato nella figura 1. Un Nft è un certificato digitale che attesta la proprietà di un bene e ne garantisce l'autenticità e unicità in quanto re-gistrato su blockchain (al fine di validare la concatenazione dei dati, rendendoli immutabili). In realtà, un Nft è un bene a sé stante. Come anticipato, è un codice-quindi un bene immateriale-e, in quanto tale, ha una vita propria e, so-prattutto, ha una propria autonoma quotazione, quasi sem-pre non collegata con l'opera fisica di cui è una rappresentazione digitale, ancorché quest'ultima possa in-fluenzare il valore della transazione 4. Le principali case di moda hanno colto le possibilità offerte dalla token economy lanciando delle vere e proprie colle-zioni di Nft 5 : 1 In quanto, a differenza delle criptovalute, non possono essere scambiati di-rettamente tra di loro. 2 https://www.treccani.it/magazine/atlante/cultura/nuove_frontiere_arte_digi-tale.html. 3 Basti pensare al Nft associato al battito cardiaco del cantante Achille Lauro durante l'esibizione del dicembre 2021 al Teatro degli Arcimboldi di Milano, reso possibile grazie a sensori applicati sul corpo dell'artista durante l'evento oppure all'Nft realizzato dalla tokenizzazione di una porzione della pelle della tennista Oleksandra Oliynykova e venduto come «spazio pubblicitario». 4 Ad esempio, gli Nft relativi alle nove copie digitali (protette da un «tatuaggio» informatico che ne impedisce la copia) del Tondo Doni di Michelangelo Buo-narroti fatte realizzare dalla Galleria degli Uffizi, e il primo di questo venduto per 240 mila euro, esattamente come se fossero litografie in edizione limitata; oppure i primi Nft (Cryptokitties) che nel settembre 2021 hanno toccato la cifra di 7,27 milioni di dollari mentre alcuni tra i Cryptopunks più famosi hanno raggiunto la cifra strabiliante di 11,8 milioni di dollari. 5 È questo il caso di Dolce & Gabbana, mentre Gucci ha messo in vendita il suo primo Nft ispirato al film Gucci Aria battuto per 25mila dollari da Christie's. Si tratta di operazioni evidentemente interessanti sotto il profilo del rafforza-Gli Nft sono una sorta di garanzia digitale, basata su un codice informatico, che con-sente di provare il possesso di un oggetto digitale. Con l'utilizzo degli Nft, si riproduce il meccanismo tipico dell'opera d'arte fisica; anche se tutti possono avere una copia, un unico soggetto può avere l'originale. Attraverso questo meccanismo, il mercato dell'arte digitale, fino a pochi anni fa praticamente inesistente a causa della riprodu-cibilità digitale delle opere e dell'incertezza sui diritti di proprietà, si sta rapidamente espandendo. Nfts are a kind of digital guarantee, based on a computer code, which allows to prove the possession of a digital object. With the use of Nfts, the typical mechanism of a physical work of art is reproduced; although everyone can have a copy, only a single subject owns the original. Through this mechanism, the digital art market, which until a few years ago was almost non-existent due to the digital reproducibility of the works and uncertainty about property rights, is rapidly expanding.
Roberto Moro-Visconti
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Sommario: 1. Il metaverso.-2. Le tecnologie integrate nel metaverso.-3. La realtà estesa.-4. Le applicazioni degli strumenti di esperienza immersiva.-5. Interazione con il mondo reale e Internet.-6. Economia del metaverso e valutazione economica.-7. Cenni sugli aspetti giuridici.-8. Aspetti culturali. Abstract Il metaverso rappresenta uno spazio tridimensionale all'interno del quale persone fisiche possono muoversi, condividere e interagire attraverso avatar personalizzati che operano nella realtà digitale e aumentata. Il metaverso costituisce l'ideale estensione di Internet e si presta a molte applicazioni pratiche, anche al di là dei giochi interattivi, sconfinando nella telemedicina, nell'utilizzo degli NFT o nel commercio elettronico. Le problematiche giuridiche, assai rilevanti, si fondano sull'analisi di modelli di business ancora in divenire (basati sulla co-creazione di valore tra utenti che interagiscono in ecosistemi decentrati) e su un approccio interdisciplinare. Alcune criticità emergono con riferimento al furto d'identità digitale, alla localizzazione degli eventi e al connesso assoggettamento ad uno specifico ordinamento giuridico. The metaverse represents a three-dimensional space where individuals can move, share, and interact through personalized avatars that operate in digital and augmented reality. The metaverse is the ideal extension of the Internet and is suitable to many practical applications, even beyond interactive games, encroaching on telemedicine, the use of NFTs or electronic commerce. The legal issues are relevant and based on the analysis of business models still in progress-depending on the value co-creation between users who interact in decentralized ecosystems, following an interdisciplinary approach. Some critical concerns emerge with reference to digital identity theft, the location of events and the related subjection to a specific legal system. Keywords (parole chiave): Internet, piattaforme digitali, blockchain, criptovalute, NFT, realtà aumentata 1. Il metaverso Il metaverso 1 è un'ampia distesa di spazio digitale incentrato sulla connessione sociale, in un ambiente ipotetico sintetico legato al mondo fisico. Nel metaverso, infatti, gli utenti possono interagire tra loro in tempo reale e ottenere esperienze simili e, talvolta, ulteriori rispetto a quelle che sperimentano nel mondo reale. Il metaverso non va peraltro confuso con la realtà virtuale, così come la conosciamo oggi. Infatti, in quest'ultima gli utenti interagiscono fra loro solo nell'ambito di un determinato ambiente, ad esempio un videogioco, a condizione che dispongano del medesimo strumento come un visore 3D o altro. Queste limitazioni impediscono pertanto l'interazione con utenti di altri ambienti virtuali o che non dispongono del medesimo strumento. Il metaverso, al contrario, è un enorme cyberspazio comunitario in cui, per dirla con Mark Zuckerberg, le "persone-nella veste di "avatar"-lavorano, giocano, sviluppano relazioni interpersonali incontrandosi secondo le dinamiche normali della vita quotidiana" 2. Il metaverso potrebbe quindi rappresentare la naturale evoluzione di internet. Le persone vivono e percepiscono, anche grazie all'ausilio di specifici dispositivi (ad esempio guanti o altri capi di abbigliamento in grado di simulare quanto percepito dall'avatar e trasferirlo direttamente sul corpo umano), due realtà parallele che si intrecciano e si mescolano fra loro. Questa integrazione tra mondo fisico e reale è un'altra delle principali caratteristiche dei metaversi ovvero la loro contiguità con lo spazio reale di cui, di fatto, rappresentano l'estensione. Ulteriore caratteristica del metaverso è il superamento dei vincoli del tempo e dello spazio del mondo reale che, allo stesso tempo, regolano e limitano il comportamento umano. 1 Il termine metaverso appare per la prima volta nel 1992, in un romanzo di fantascienza di Neal Stephenson, "Snow Crash". È composto dal prefisso derivante dal greco "meta", che può significare "dopo", "oltre" e dalla desinenza "universo". Stephenson narra di un'America distopica in cui, parallelamente alle città reali, esiste un mondo virtuale, il metaverso appunto, dove le persone, rappresentate da avatar, possono vivere un'esperienza parallela frequentando luoghi pubblici e privati e interagendo fra loro. 2 NEWTON, Mark in the metaverse-Facebook's CEO on why the social network is becoming 'a metaverse company' all'indirizzo <https://www.theverge.com/22588022/mark-zuckerberg-facebook-ceo-metaverse-interview>.
Roberto Moro-Visconti
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The physical reality can be partially mapped with network theory, showing the edging links between connected nodes, and their spatial and intertemporal dynamic interaction. The Internet is a network of networks representing a global system of interconnected computer networks. The metaverse is a network of 3D virtual worlds focused on social connection. There is so an evident Ariadne's thread between these ecosystems, interpreted with multilayer network theory that examines the connectivity and interdependency between nodes positioned in the physical world, the web, or the metaverse. This pioneering study illustrates a new research avenue, analyzing the application of some of the most evident properties of network theory to the case, showing for instance how replica nodes can link through an avatar the physical world with the metaverse. A valuation methodology of the metaverse ecosystems will be proposed, using a with-and-without approach or multilayer network metrics that represent the core research question of this study.
Roberto Moro-Visconti
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Estratto (abstract) La moda designa l'usanza o il gusto del momento che cambia a causa di una continua ricerca del nuovo, identificando un tratto distintivo del vestire, intrinsecamente legato ad un marchio, tipica-mente registrato. Le tendenze evolutive si intersecano con l'innovazione tecnologica (FashionTech) e con gli abiti digitali, che consentono di fruire di un'esperienza virtuale. Le metriche di valutazione sono destinate a stime stragiudiziali (per compravendite di marchi, etc.) o legate a contenziosi che nascono, tipicamente, dalla contraffazione. Parole chiave (keywords): Fashion branding; concorrenza sleale; royalties; e-Commerce; Digital clothing 1. Moda e fashion branding La moda è un "fenomeno sociale che consiste nell'affermarsi, in un determinato momento sto-rico e in una data area geografica e culturale, di modelli estetici e comportamentali (nel gusto, nello stile, nelle forme espressive), e nel loro diffondersi via via che a essi si conformano gruppi più o meno vasti, per i quali tali modelli costituiscono al tempo stesso elemento di coesione interna e di riconoscibilità rispetto ad altri gruppi. In questo senso la moda rientra nei meccanismi
Roberto Moro-Visconti
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Record labels are companies, large or small, that manufacture, distribute, and promote the recordings of affiliated musicians. Essentially, record labels work to sell the brand of the artist and the products they create. While the internet and digital technology have made it easier for artists to succeed without record labels, they still play major roles in the industry. This paper shows which are the business models of record labels and how they can bring to market valuation.
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I marchi rappresentano l'emblema delle società sportive professionistiche e dilettantistiche. Le società sportive sfruttano il proprio nome con sponsorizzazioni, merchandising, fidelizzazione dei clienti/tifosi e una crescente presenza sui canali media. L'applicazione di best practices internazionali e di standard di valutazione integrata, come ad esempio l'ISO 10668 o l'IVS 210, va adattata al peculiare caso di specie, in cui tipicamente con-vive il binomio "marchio forte-azienda debole". La rivalutazione dei marchi, in applicazione di norme ad hoc previste anche per il 2022, agevola la patrimonializzazione delle società sportive, consentendo di far emergere valori altrimenti ine-spressi. Parole chiave: beni immateriali; IVS 210; approccio del costo; approccio reddituale; approccio di mercato; contraffazione
Roberto Moro-Visconti
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An IP (Internet Protocol) address is a sequence of numbers or alphabetic characters that allows a computer connected to the network to be identified geographically, which is essential for both receiving and sending data; the IP protocol regulates the interconnection between networks. According to the IPv4 version, each computer's IP address is made up of 32 bits and allows the addressing of about 4 billion (232) computers. The growth in the size of the Internet, however, has made this number insufficient and a new version, IPv6, has been defined, which increases the length of the address to 128 bits. The valuation approach of IPv4 addresses, which are currently being exhausted, is essentially based on a market value that can be inferred from auctions conducted on digital platforms. This peculiar case represents a paradigmatic template of how Internet-related intangibles can be estimated.
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Capital consists of assets used to produce goods and services. Whereas financial capital-i.e., monetary equity conferred by the shareholders in a business entity-has traditionally been a scarce and expensive resource, other complementary forms of equity have progressively emerged. Book versus market value of equity/capital is formed by (in)tangible capital and/or (non) monetary equity.
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Digital art uses digital technology as part of the creative process or exhibition presentation. Crypto art is linked to blockchain technology and concerns certified digital artworks. Valuation profiles take their cues from the metrics traditionally used for copyright (royalty monetization or otherwise) and adapted to the peculiar case at hand. Compared to traditional art, the greater usability through web channels is typically counterbalanced by an absence of exclusivity.
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La Valutazione dell'arte digitale del prof. Roberto Moro Visconti-www.morovisconti.com L'arte digitale utilizza la tecnologia digitale come parte del processo creativo o di presentazione espositiva. La crypto art (arte crittografica) è legata alla tecnologia blockchain e concerne opere d'arte digitali certificate. I profili di valutazione prendono spunto dalle metriche tradizionalmente usate per il copyright (monetizzazione delle royalties o altro) e adattate al peculiare caso di specie. Rispetto all'arte tradizionale, la maggior fruibilità attraverso i canali web è tipicamente controbilanciata da un'assenza di esclusività. 1. Introduzione L'arte digitale 1 (detta anche digital art o computer art) identifica un'opera o una pratica artistica che utilizza la tecnologia digitale come parte del processo creativo o di presentazione espositiva. L'arte elettronica ha un significato più ampio di digital art, in quanto coinvolge molte interrelazioni tra arte e tecnologia. La crypto art (arte crittografica) è una categoria di arte legata alla tecnologia blockchain e concerne opere d'arte digitali pubblicate direttamente su una blockchain 2 sotto forma di non fungible token (NFT), che rende possibile la proprietà, il trasferimento e la vendita di un'opera d'arte in modo crittograficamente sicuro e verificabile.
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Un indirizzo IP (Internet Protocol) è una sequenza di numeri o di caratteri alfabetici che permette di individuare un elaboratore connesso in rete, indispensabile sia per ricevere sia per inviare dati; il protocollo IP regola l’interconnessione tra reti. Secondo la versione IPv4, l’i. IP di ogni calcolatore è costituito da 32 bit e permette l’indirizzamento di circa 4 miliardi (232) di elaboratori. La crescita delle dimensioni di Internet ha reso però insufficiente questo numero ed è stata così definita una nuova versione, IPv6, che aumenta la lunghezza dell’indirizzo a 128 bit. La valutazione degli indirizzi IPv4, la cui disponibilità è in fase di esaurimento, si basa essenzialmente su un valore di mercato desumibile da aste condotte su piattaforme digitali.
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Riassunto La tecnologia alimentare (FoodTech) è una branca della scienza dell'alimentazione che si occupa dei processi di produzione degli alimenti. AgriTech (AgTech) è l'uso della tecnologia in agricoltura, orticoltura e acquacoltura con l'obiettivo di migliorare la resa, l'efficienza e la redditività. Le applicazioni AgriTech consistono in prodotti, servizi o applicazioni derivati dall'agricoltura che migliorano vari processi di input/output. Gli investimenti in FoodTech e AgriTech continueranno ad aumentare per contribuire a mantenere la promessa di sistemi alimentari più sani e sostenibili e catene di fornitura/valore più efficienti. Le startup sfidano i produttori alimentari consolidati e offrono soluzioni digitali o altri risultati innovativi. L'analisi del modello di business innovativo di una startup FoodTech o AgriTech è un prerequisito per la sua valutazione. La valutazione dipende dall'identificazione prioritaria dei fondamentali driver di creazione di valore. Parole chiave: Biotecnologia; Agricoltura di precisione; Piattaforme Digitali; prestiti P2P; Economia circolare; obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS); Catena alimentare; Riduzione degli sprechi alimentari; Flussi di cassa scontati. 1. Introduzione Non esiste settore più grande sul nostro pianeta dell'alimentazione e dell'agricoltura, con una base di clienti coerente e fedele di oltre sette miliardi. La Banca Mondiale stima che cibo e agricoltura comprendano circa il 10% del PIL globale, il che significa che cibo e agricoltura sarebbero valutati a circa $ 8 trilioni a livello
Roberto Moro-Visconti
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Video games are an electronic game that involves interaction with a user interface to generate visual feedback for a player. The typologies range from action games to adventure, role-playing, strategy, or sports games. Digitalization and web channels of fruition are embedded in most business models, making the whole industry intrinsically scalable. Video gaming may bring addiction or compulsive gambling, with ESG consequences that may impact valuation. The analysis of the innovative business model of video game firms is a prerequisite for its appraisal and embeds scalability options. The evaluation depends on the prioritizing identification of the crucial value drivers. The evaluation metrics are mainly based on expected cash flow and market comparisons.
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Intangible assets are intrinsically difficult to evaluate and compare, and this is a major source of their differential value. Due to their immaterial nature, they are frequently negotiated within multinational groups, so becoming sensitive to transfer pricing issues. OECD guidelines address the complex problem of trying to adapt standard transfer pricing methods to specific circumstances. Arm's length comparisons are particularly problematic for exclusive and specific trademarks, also because of the intrinsic confidentiality that concerns their transactions. International transfer of intangibles, fostered by digital platforms, reshape the worldwide architectonics of taxation, with under-investigated consequences that influence value creation, affecting the taxable base.
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Le start up innovative rappresentano società neocostituite ad alto potenziale di crescita, che solitamente assorbono molta liquidità nei primi anni di vita, per finanziare lo sviluppo, a fronte di attività raramente utilizzabili come garanzia. Ciò le rende poco appetibili per gli intermediari bancari tradizionali, di norma rimpiazzati nella fase di seed e scale up da altri intermediari specializzati come i fondi di venture capital o private equity, che diversificano il loro portafoglio, fondando le proprie strategie su un exit pluriennale con forti incrementi di valore attesi dagli investimenti che sopravvivono ad una selezione darwiniana. La valutazione di una start up è intrinsecamente problematica, a causa della novità del business e del settore (che ne incorpora i connotati di innovatività, che non consentono di trarre utili indicazioni di natura storica), nonché per la natura della struttura aziendale e del modello di business. Gli scenari della valutazione cambiano molto nelle diverse fasi di vita di una start up, durante le quali variano, anche sensibilmente, i ricavi, i costi, il circolante, gli investimenti, i flussi di cassa e l’indebitamento verso soci e, in prospettiva, terzi finanziatori.
Roberto Moro-Visconti
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A smart grid is an electrical grid that includes a variety of operation and energy measures including smart meters, smart appliances, renewable energy resources, and energy efficient resources. Electronic power conditioning and control of the production and distribution of electricity are important aspects of the smart grid. The analysis of the innovative business model of a smart grid firm is a prerequisite for its appraisal and embeds scalability options. The evaluation depends on the prioritizing identification of the crucial value drivers. The evaluation metrics is mainly based on expected cash flow and market comparisons.
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Marketing or technology-related intangibles foster economic scalability. This increased return on operating profit derives from a higher EBITDA, a key economic and financial margin widely used in firm appraisal that is reflected in the ratio EBITDA / Sales (a sort of "monetary" Return on Sales). Intangibles have a scalable impact on the EBITD(A) if they contribute to boost monetary revenues and/or to decrease monetary OPEX. EBITDA has an impact on most profitability ratios and market multipliers, ranging from ROIC, ROE, EVA, MVA, the economic profit to Enterprise Value/EBITDA, Price/Book Value, Price/Earnings, etc. This study analyses these links starting from a comprehensive accounting perspective, critically examining the causal relationship according to which intangible investments increase the EBITDA and have a positive impact on both profitability ratios and market multipliers.
Roberto Moro-Visconti
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Le piattaforme Over The Top (OTT) rappresentano un servizio di streaming offerto direttamente attraverso internet, aggirando le televisioni via cavo o via satellite che tradizionalmente offrono tali servizi. La funzione video on demand (VoD) consente allo spettatore di visualizzare contenuti multimediali dove e quando vuole. Le applicazioni innovative offrono soluzioni di streaming via internet, disintermediando la catena di fornitura. L'accesso a internet di smartphone, tablet e altri dispositivi è facilitato da Mobile app profilate. I social media contribuiscono alla viralità dei contenuti multimediali. L'analisi dell'innovativo modello di business delle piattaforme rappresenta un prerequisito per la valutazione, che incorpora opzioni di scalabilità digitale, tipica dei beni immateriali non rivali. La valutazione dipende dalla preventiva identificazione dei value drivers, cui sono connessi i flussi economici e finanziari, e dal posizionamento strategico della piattaforma all'interno dell'ecosistema multimediale. I metodi di valutazione si basano anzitutto sui flussi di cassa prospettici e sulle transazioni comparabili. 1. Caratteristiche delle piattaforme over the top La rivoluzione delle riproduzioni video ad alta definizione (HD, 4K …), associata allo sviluppo della banda larga, ha prodotto nel settore multimediale una crescita esponenziale della domanda di servizi video online. La crescente varietà e disponibilità di dispositivi di accesso (smartphone, tablet, PC, etc.) ha portato a un cambiamento radicale nelle abitudini dei consumatori, amplificando le opzioni e le modalità di fruizione non legate al singolo e specifico dispositivo televisivo. Questo processo è guidato dalla domanda dei consumatori e dalla tendenza incessante del settore verso l'innovazione 1. Un servizio multimediale over-the-top (OTT) in streaming è offerto direttamente agli utilizzatori via internet, aggirando le piattaforme televisive via cavo, antenna o satellitari, gestite da operatori che tradizionalmente agiscono come controller o distributori di tali contenuti, operando come incumbent in mercati originariamente oligopolistici e ora aperti alla concorrenza resa possibile da tecnologie disruptive. Il termine over the top è spesso sinonimo di servizi di video on demand (VoD) su abbonamento, che offrono accesso a contenuti cinematografici e televisivi (comprese le serie esistenti acquisite da altri produttori, nonché i contenuti originali prodotti appositamente per il servizio). Le piattaforme OTT comprendono anche diversi servizi televisivi "snelli", che offrono accesso a flussi live di canali specializzati (e segmentati in base alle preferenze dei consumatori), simili a un tradizionale fornitore di TV via cavo o via satellite, ma trasmessi via internet.
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Startups are typically debt-free since they are unable to produce positive cash flows or to provide adequate asset-backed guarantees in the first years of their life. Raised capital is so represented by equity, and its monetary component is the cash reservoir that keeps the firm alive until it reaches a liquidity surplus. Cash flow forecasting is crucial to estimate the financial breakeven (runway cash flow), combining the EBITDA generated (or absorbed) by the startup with its change in net working capital and CAPEX. The unlevered features of the startup imply that its opportunity cost of capital is represented just by the cost of collecting equity. In accounting terms, the EBIT tends to coincide with the net result of the income statement (in the absence of debt service and taxes, due to a negative tax base), and the operating cash flow with the net cash flow. When the startup reaches maturity and financial breakeven, it can start raising debt, so increasing its financial leverage. This represents a mighty milestone that can be reached only by the firms that survive Darwinian selection, bypassing the "Death Valley" (that indicates a cash-and equity-burn out), and overcoming the "winter of capital". Scalable volumes, albeit appealing, are insufficient to guarantee survival, unless backed by appropriate economic marginality and consequent liquidity generation. To the extent that startup valuation is often based on Discounted Cash Flows, the forecast of its liquidity is a prerequisite for appraisal. The risk that the real liquidity may be different from the expected one needs to be fairly incorporated in the cost of capital used to discount the risky cash flows. Forward-looking valuations should never underestimate the importance of liquidity, remembering that "cash is king" and that … all roads bring to cash. Wise valuations cool down irrational expectations, avoiding to back exuberance, and may deflate prices after pumped listing. Within this framework, this study considers some basic accounting and corporate finance issues, reinterpreting them consistently with the research target, based on the liquidity estimate of equity-backed startups.
Asset management firms are characterized by having quite high margins, although working in a highly competitive industry. However, the nature of their businesses makes it difficult to define both debt and reinvestment, making the estimation of cash flows much more difficult. It is reasonable to assume that Free Cash Flows to Equity-holders (FCFE) are proxied by net earnings because of a negligible level of investments, depreciation, and net working capital. For Asset Management firms, dividends are often the only tangible cash flow that we can observe or estimate. The common methods used to value asset management firms are the discounted cash flow, the multiples, and the Dividend Discount Model, with some adaptions. Despite their simplicity, rules of thumbs are often characterized by the inaccuracy of the final value.
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Tutorial slides connceted to this YouTube video https://www.youtube.com/watch?v=BuCBn36EfkA about the Evaluation of the Intangibles
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Traditional corporate governance patterns are based on the interaction among composite stakeholders and the various forms of separation between ownership and control. Stakeholders cooperate around the Coasian firm represented by a nexus of increasingly complex contracts. These well-known occurrences have been deeply investigated by growing literature and nurtured by composite empirical evidence. Apparently, unrelated network theory is concerned with the study of graphs as a representation of (a)symmetric relations between discrete objects (nodes connected by links). Network theory is highly interdisciplinary, and its versatile nature is fully consistent with the complex interactions of (networked) stakeholders, even in terms of game-theoretic patterns. The connection between traditional corporate governance issues and network theory properties is, however, still under-investigated. Hence the importance of an innovative reinterpretation that brings to “network governance”. Innovation may, for instance, concern the principal-agent networked relationships and their conflicts of interest or the risk contagion and value drivers – three core governance issues. Networks and their applications (like blockchains, P2P platforms, game-theoretic interactions or digital supply chains) foster unmediated decentralization. In decentralized digital platforms stakeholders inclusively interact, promoting cooperation and sustainability. To the extent that network properties can be mathematically measured, governance issues may be quantified and traced with recursive patterns of expected occurrences.
Traditional corporate governance patterns are based on the interaction among composite stakeholders and the various forms of separation between ownership and control. Shareholders, debtholders, managers, employees, suppliers, and clients cooperate around the Coasian firm represented by a nexus of increasingly complex contracts. These well-known occurrences have been deeply investigated by growing literature and nurtured by composite empirical evidence. Apparently unrelated network theory is concerned with the study of graphs as a representation of (a)symmetric relations between discrete objects (nodes connected by links). Network theory is highly interdisciplinary, and its versatile nature is fully consistent with the complex interactions of (networked) stakeholders, even in terms of game theoretic patterns. The connection between traditional corporate governance issues and network theory properties is however still under-investigated. Hence, the importance of an innovative reinterpretation that brings to “network governance”. Innovation may for instance, concern the principal-agent networked relationships and their conflicts of interest or the risk contagion and value drivers – three core governance issues. To the extent that network properties can be mathematically measured, governance issues may be quantified and traced with recursive patterns of expected occurrences
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I business plan si ricollegano funzionalmente ai bilanci delle imprese, proiettandone i dati contabili in un arco temporale pluriennale, coerente con i piani strategici, industriali e finanziari che l’art. 2381 del codice civile prescrive per le società per azioni. Da qui il nesso causale con il budget e la prevedibile evoluzione della gestione ovvero, in un orizzonte temporale più esteso, con i business plan. La matrice contabile di partenza, rappresentata dallo stato patrimoniale e dal conto economico, coordinati per ottenere il rendiconto finanziario, si interseca con modelli previsionali che esplicitano strategie di politica industriale orientate alla crescita. La pianificazione della crescita e dello sviluppo infrastrutturale può essere utilmente prevista all’interno di accordi di Partenariato Pubblico Privato (PPP) che fanno leva anche su finanziamenti regionali o comunitari , legati a specifici bandi. In questo ambito, il ruolo del committente pubblico si interseca con l’expertise di soggetti privati che competono tra di loro su progetti infrastrutturali di lungo periodo, fornendo risorse manageriali e progettualità. Scopo prioritario dei business plan è quello di pianificare la fattibilità economico-finanziaria dei progetti di investimento infrastrutturale. La fattibilità è un elemento cardine della sostenibilità (la quale, oltre che economica, deve riguardare anche gli aspetti sociali e ambientali), intesa come catena del valore e supply chain che deve supportare il progetto infrastrutturale, garantendo un ritorno e il mantenimento di un equilibrio (going concern / continuità aziendale) a tutti gli stakeholders coinvolti (parti sociali, autorità pubbliche, concessionari privati, sub-fornitori, etc.) in un’ottica di lungo periodo. Nelle procedure di PPP, i diversi business plan sono messi in gara e rappresentano l’ossatura dell’offerta economica che prelude all’aggiudicazione del progetto. Le innovazioni tecnologiche degli ultimi anni consentono finalmente di disporre di strumenti sempre più affinati per migliorare le previsioni. L’esperienza insegna che fare previsioni che col senno di poi si rivelano azzeccate è un esercizio assai difficile (anche per questo, esistono molti più storici che profeti …), che si scontra con una volatilità degli andamenti economici sempre più pronunciata.
professore di Finanza Aziendale nell'Università Cattolica del Sacro Cuore-dottore commercialista in Milano-www.morovisconti.com SOMMARIO: 1. Introduzione.-2. Cenni giuridici.-3. Cenni contabili e fiscali.-4. Modelli di business e Value drivers.-5. Valutazione dei beni immateriali: cenni introduttivi.-5.1. Approccio del costo.-5.2. Approccio reddituale/finanziario. 5.3. Approccio di mercato.-6. Valutazione dei siti web.-7. Scalabilità dei siti web e interazioni sinergiche con altri beni immateriali. 1. Introduzione Un sito web (website), talora denominato sito internet, è un insieme di pagine web tra loro correlate e considerate come un'entità unica, ovvero una struttura ipertestuale di documenti che risiede su un server web. Il sito è costruito e mantenuto da un referente, che tipicamente ne è il proprietario e rappresenta una vetrina virtuale. Le espressioni "web" e "internet", ancorché correntemente utilizzate come sinonimi, in realtà esprimono differenze. La rete internet è l'infrastruttura tecnologica dove viaggiano i dati. Il web è uno dei servizi internet che permette il trasferimento e la visualizzazione dei dati, sotto forma di ipertesto. Le pagine web del sito sono posizionate nell'ambito di un univoco dominio internet e ciò rappresenta il collegamento, a livello informatico ma anche valutativo, tra il sito e il dominio. La valorizzazione del sito è peraltro di norma associata al dominio che lo contraddistingue, al punto che spesso è difficile discriminare tra il sito e il suo mero "indirizzo" informatico. La valorizzazione del sito è in funzione anche dei suoi contenuti, in grado di veicolare traffico internet e di generare ricavi pubblicitari o abbonamenti. Il valore del sito può anche essere stimato in coordinamento con i prodotti o servizi in esso descritti e può quindi assumere una valenza ancillare, rappresentando una sorta di "involucro digitale" e di estensione del digital brand (marchio espresso in formato digitale e diffuso sul web). Vi possono essere collegamenti funzionali e sinergici con altri beni immateriali, come le testate editoriali, le Mobile-App (che rappresentano una "scorciatoia iconica" per accedere al web), i social network (che si appoggiano a siti web predisposti ad hoc). Nella misura in cui il sito veicola informazioni, esso può essere collegato anche ai big data, all'internet delle Cose e ad algoritmi di intelligenza artificiale e machine learning che presiedono innovazioni di processo. Un blog è un particolare tipo di sito i cui contenuti vengono visualizzati in forma anti-cronologica (dal più recente al più lontano nel tempo). In genere il blog è gestito da uno o più blogger che pubblicano, più o meno periodicamente, contenuti multimediali, in forma testuale o in forma di post, concetto assimilabile o avvicinabile a un articolo di giornale. I parametri di stima sono associati al ranking del sito, ai ricavi attesi e ad altri parametri. La valutazione dei siti può avere finalità giudiziali (in ipotesi di contenzioso, per pignoramento, contraffazione, cybersquatting, website grabbing, etc.) ovvero stragiudiziali (essenzialmente legate a compravendite).
Networks connect discrete objects or intangible assets with relations that establish an edging link among otherwise dispersed nodes. Physical networks may be used to explain traditional supply and value chains that can become "smart". Whereas physical networks may be biological or concerning power grids, transportation systems, infrastructural layouts, etc., digital networks are related to social links or to exchanges through the web (eCommerce, etc.) that acts as an intermediating digital platform. To the extent that the firm can be interpreted as a Coasian nexus of contracts, its internal and external links that concern stakeholders follow the properties of network theory and may eventually be measured with mathematical relationships. Network theory may so contribute interpreting corporate governance interactions innovatively, especially if it concerns digital nodes. Connections among stakeholders are increasingly digitized through bridging platforms that act as a virtual agent. There is so a logical link between networked firms and digital platforms that coexist in trendy ecosystems. This interpretation of digital networks and their related platforms is useful for an innovative comprehension of how firms and stakeholders interact and synergistically cooperate in win-win scenarios. This happens especially at the presence of open-source conduit platforms that represent a freely accessible technological building block used by an array of innovating stakeholders.
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Traditional corporate governance patterns are based on the interaction among composite stakeholders and the various forms of separation between ownership and control. Stakeholders cooperate around the Coasian firm represented by a nexus of increasingly complex contracts. These well-known occurrences have been deeply investigated by growing literature and nurtured by composite empirical evidence. Apparently unrelated network theory is concerned with the study of graphs as a representation of (a)symmetric relations between discrete objects (nodes connected by links). Network theory is highly interdisciplinary, and its versatile nature is fully consistent with the complex interactions of (networked) stakeholders, even in terms of game theoretic patterns. The connection between traditional corporate governance issues and network 1 Acknowledgments: The author wishes to thank the participants to the AIDEA for their helpful comments. The usual disclaimer applies. A research grant from the Università Cattolica del Sacro Cuore is gratefully acknowledged. 2 theory properties is however still under-investigated. Hence the importance of an innovative reinterpretation that brings to "network governance". Innovation may for instance, concern the principal-agent networked relationships and their conflicts of interest or the risk contagion and value drivers-three core governance issues. Networks and their applications (like blockchains, P2P platforms, game-theoretic interactions or digital supply chains) foster unmediated decentralization where stakeholders inclusively interact, promoting cooperation and sustainability. To the extent that network properties can be mathematically measured, governance issues may be quantified and traced with recursive patterns of expected occurrences.
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Artificial intelligence allows to think and act humanely and rationally through hardware systems and software programs capable of providing performances that, to an ordinary observer, would seem to be the exclusive domain of natural (human) intelligence. The applications are more and more extensive, thanks also to big data available today and the ability of self-learning (machine learning) or instead to the synergies with the natural intelligence, which for vision and flexibility remains irreplaceable. The examination of the business models of the companies that base their strategies on artificial intelligence or, more extensively, of the also traditional companies using specific applications, is preliminary to a framework of the legal problems (still pioneering) and of the profiles of economic evaluation.
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The portfolio of intangible assets allows to enhance its synergies, as it happens for example with patent pools or with interactions between brands and web domains, know-how and consequent patents, etc. Royalty companies act as a container for intangible assets, guaranteeing their synergic exploitation at international level. 1. The portfolio of intangible assets The patent pool is a consortium or joint venture of two or more companies that agree to exchange patent licenses relating to a particular technology. As Colangelo (2008) points out, "technological collaboration represents, from this point of view, a moment of mediation between the need to reward creative activity and at the same time guarantee the dissemination of knowledge: a step that is more relevant if we consider that the balance between incentives and access is achieved in full compliance with the basic principles of both intellectual property and competition law, without sacrificing the prerogatives of some on the altar of the objectives pursued by others. This is an important organizational innovation: a growing number of companies is involved in increasingly systematic cooperation activities, in the form of consortia, joint ventures, research communities, technology clubs". More generally, the portfolio of intangible assets includes all the intangibles, sometimes within the scope of a specific royalty company, which are often the object of synergistic exploitation (supply chain inventions; trademarks associated with patents; digital trademarks associated with web domains, etc.). Intangible portfolios between several companies may occur more frequently and intensively in joint ventures or consortia or business networks or even in specialized industrial districts. The total value of intangible assets can be usefully divided into several components, which separately highlight the most significant intangibles, based on their taxonomy. The model of Simon and Sullivan (1993) distinguishes between the value of brand equity, intangible assets linked to technology and the value of immateriality based on the attractiveness of the sector. Extending this approach, we believe we can break down the overall value into the main categories of intangible assets (related to marketing, technology, the Internet world or, residually, goodwill) in the following elements: Value of intangible assets = Value of assets related to marketing + Value of technological assets + Value of Internet assets + Goodwill and synergies Table 1. includes a list of the main intangible assets linked to each subset.
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M(obile)-Apps are programs used by mobile devices (smartphones, tablets, smartwatch ...), now widespread, for various uses (system operation, chat, games, social networks, geolocation, e-commerce ...), available for download on special digital platforms (store). Their legal and fiscal framework is still under discussion, also based on the distinction between developer and distributor. The economic evaluation of apps is based on software estimation methodologies appropriately adapted to the specific case (incremental economic or financial flows; expected royalties ...), considering the potential applicability on a large scale, with potentially exponential revenues and reduced incremental costs.
The economic valuation of goodwill is based on an interdisciplinary approach that synergistically considers the legal, accounting, fiscal, and strategic aspects. The controversial concept of goodwill (goodwill if positive, badwill if negative) has always divided lawyers, businessmen and economists and is applied in extraordinary transactions, including deficits and surcharges, and in company valuations. The estimate of the damage due to loss of goodwill, linked to the diversion of customers, infringement of exclusivity, counterfeiting or other classic cases, which can hinder the bankability of the damaged company, is also very frequent and never trivial. The customers' portfolio is one of the most important components of goodwill.
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Innovative startups are newly formed companies with high growth potential which usually absorb a lot of liquidity in the early years of life, in order to finance development, against very limited collateralizable assets. This is unattractive for traditional banking intermediaries, usually replaced by other specialized intermediaries such as venture capital or private equity funds, which diversify their portfolio basing their strategies on a multi-year exit with strong expected increases in value from investments that survive a Darwinian selection. The evaluation of the target companies follows traditional methodologies, flanked by specific features deriving from varied probabilistic scenarios and from multiple exit methods. The technological footprint implies evaluation analogies with patents, know-how and intangibles linked to specific sectors (biomedical, internet, etc.).
An intangible is a non-monetary asset that manifests itself by its economic properties. It does not have physical substance but grants rights and economic benefits to its owner. The examination of the general approaches of valuation of companies is preliminary to the estimation of assets such as the intangibles. Intangibles are more specific than other assets and incorporate higher information asymmetries, linked to higher risk profiles and lower collateral value. The most widely used approaches of assessing intangibles are based on the reproduction cost approach, i.e. the income expectations deriving from the exploitation of the intangibles or from its comparative market value.
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The software, generally understood as a sequence of computer instructions for performing functions on devices such as hardware, falls within the category of intangible assets and, due to its pervasiveness in people's daily life, it represents an essential tool for any kind of user. As a result, some complex legal issues, as well as sophisticated economic evaluation methods come out, also for the purpose of estimating the damage caused by counterfeiting, in an evolutionary scenario characterized by strong technological discontinuities. The database indicates a set of data, homogeneous in content and format; these data are stored in a computer and interrogated via a computer-implemented system by using the provided access keys. The estimation follows the general evaluation criteria of the other intangible assets-the income, cost or market approach-to be adapted to the specific characteristics of the software or database.
Trademarks (brands) are intangibles that represent distinctive characters (with originality, truthfulness, novelty and lawfulness as requirements) that identify a good of which they represent quality, provenience and distinctive capacity. The surplus value that the trademark confers a product (compared to an unmarked equivalent) is an expression of the value of this classic intangible asset, which can be exploited internally or licensed. The international standard ISO 10668 (https://www.iso.org/standard/46032.html) defines and identifies a methodology for assessing the economic value of brands, outlining the objectives, approaches, valuation methods and the modes of selection and identification of the baseline data, to be used during the valuation process with the scope of guiding the evaluator, reducing the discretional margins and suggesting a sort of evaluation "protocol". Digital brands represent an informatic extension of the trademarks operating on internet platforms and connected to other intangibles such as the domain names.
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Traditional corporate governance patterns are based on the interaction among composite stakeholders and the various forms of separation between ownership and control. Shareholders, debtholders, managers, employees, suppliers, and clients cooperate around the Coasian firm represented by a nexus of increasingly complex contracts. Supply chains link firms together and produce value co-creating paradigms that can be investigated with functional analysis of networked companies within their industries. These well-known occurrences have been deeply investigated by growing literature and nurtured by composite empirical evidence. Apparently unrelated network theory is concerned with the study of graphs as a representation of (a)symmetric relations between discrete objects (nodes or vertices connected by links or edges). Network theory is highly interdisciplinary, and its versatile nature is fully consistent with an illustration of the complex interactions of (networked) stakeholders, even in terms of game theoretic patterns. The connection between traditional corporate governance issues and network theory properties is however still under-investigated. Hence the importance of an innovative reinterpretation that brings to network governance. Innovation may for instance, concern the principal-agent networked relationships and their conflicts of interest or the risk contagion and value drivers-three core corporate governance issues. To the extent that network properties can be mathematically measured, governance issues may be quantified and traced with recursive patterns of expected occurrences.
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1. Premessa L'innovazione digitale, nelle sue molteplici varianti (indu-stria 4.0.; e-commerce; network e piattaforme digitali; e-health, ecc.) sta radicalmente trasformando il mondo delle imprese, ormai sempre più connesse. L'innovazione di prodotto e di processo è alimentata da nuovi intangibili (big data, Internet delle cose, intelligenza artificiale, database in cloud, mobile app, social network, blockchain e applicazioni fintech, ecc.) che interagiscono sinergicamente, creando un portafoglio interconnesso che ruota intorno alle piattaforme digitali su Internet. I modelli di business diventano inevitabilmente più com-plessi e interdipendenti, con nuove leve di creazione di va-lore che devono essere interpretate, anche attraverso la lente di paradigmi consolidati, come la capacità di generare flussi di cassa (cash is king), anche a servizio del debito. Da qui derivano anche tematiche in tema di bancabilità e merito creditizio, in cui i citati paradigmi valutativi (anche in termini di rating) devono coniugarsi con una conoscenza sem-pre più analitica dell'innovazione e una comprensione di sofisticati modelli di business. Ne emerge un paradosso, che costringe a ripensare il tradi-zionale modo di «fare banca»: se da un lato i nuovi intangibili hanno una collateralizzabilità assai limitata (soprattutto se non brevettati) e quindi apparentemente ostacolano la ban-cabilità dell'impresa che ne è proprietaria, dall'altro sono proprio questi intangibili che, insieme ad altri assets e nel-l'ambito di un complesso organizzato di beni e servizi (quale è l'azienda, considerata anche sotto il profilo civilistico, ex art. 2555 cod. civ.), consentono all'impresa affidata di acqui-sire vantaggi competitivi e di generare plusvalore, anche in termini di margini economici e finanziari addizionali (da utilizzarsi prioritariamente per il servizio del debito). Nuovi intangibili e bancabilità dell'innovazione digitale La valutazione dei beni immateriali rappresenta un elemento sempre più imprescin-dibile nella stima del valore che le aziende creano e che dipende da capacità distintive intangibili, non facili da rappresentare contabilmente e quindi da misurare con un ap-proccio standard. Tale complessità di valutazione aumenta anche con l'affermarsi delle nuove tecnologie nei modelli di business e nei processi operativi delle aziende, impo-nendo ai valutatori la necessità di allargare il campo di analisi ai nuovi intangibili, ai fini della valutazione della relativa bancabilità. Intangible assets such as knowledge or brands are increasingly important to companies but they are difficult to evaluate and compare due to their intrinsic immaterial nature. Bank credit policies and methods have to be rethinked and adjusted, to take in account new phenomena in the digital era, to forecast profitability and to assess loans and collateral.
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The blockchain is a decentralized and distributed ledger that corresponds to an open database with a pattern of sharable and unmodifiable data that are sequenced in chronological order. Practical applications are remarkable even beyond the controversial crypto-currencies, even thanks to smart contracts and digital scalability of innovative business models. Blockchain technology can be used for e-commerce or for the recording of copyright data or to track digital access. Through the Internet of Value, transactions can be carried on without intermediaries, exploiting digital networks where different players interact, contributing to value co-creation. The valuation shares similarities with other digital intangibles (database, Internet of Things, big data, etc.) and is primarily foundedon the cost savings that derive from the use of blockchains.
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Il software, sinteticamente inteso come sequenza di istruzioni informatiche per eseguire funzioni su di-spositivi hardware, rientra nell’ambito delle immobilizzazioni immateriali e presenta, per la sua pervasività nella vita quotidiana, uno strumento ormai irrinunciabile per qualsiasi fruitore. Ne derivano problematiche giuridiche assai articolate, qui richiamate in sintesi, e anche sofisticati metodi di valutazione economica, anche al fine della stima del danno da contraffazione, in uno scenario evolutivo caratterizzato da forti discontinuità tecnologiche.
I nomi a dominio su Internet rappresentano l’indirizzo tramite il quale si accede ad un sito Web dedicato. La diffusione esponenziale dei domini crea notevoli opportunità ma anche problemi di rilevanza giuridica, anzitutto in termini di registrazione, anche abusiva. Le tematiche assumono particolare rilievo quando il dominio è associato ad un sito e a un marchio già registrato e utilizzato, soprattutto se rinomato. Le tematiche di valutazione si ricollegano agli aspetti giuridici, stragiudiziali o contenziosi (per cybersquatting o altro), e ne rappresentano la stima a livello economico. In tale ambito, la valutazione di un dominio discende dai criteri generali utilizzati per la stima delle risorse immateriali, declinati per considerare la peculiare fattispecie, a partire dal site naming. Rilevano, in questo ambito, spunti di riflessione ispirati al domain licensing, all’indicizzazione delle ricerche sul Web o ad altri parametri empirici.
Companies’ added value, even due to the expansion of the knowledge economy, is increasingly immaterial, and so is their taxable base: hence the importance of know-how, in spite of its ambiguous nature, to be tackled with an interdisciplinary accounting, financial and fiscal approach. Due to their immaterial nature, intangibles such as know-how are frequently negotiated within multinational groups, so becoming sensible to transfer pricing issues, which also depend on complex international accounting standards, with manifold corporate governance implications. OECD guidelines address the intricate problem trying to adapt standard transfer pricing methods to specific circumstances, but uncontrolled comparisons remain an uphill task, even if international accounting principles and market best practices may provide some useful hints for appraisal. To the extent that intangibles are unique, they cannot paradoxically be universal, so challenging arm’s length comparisons. Fair value market valuations, based also on critical accounting, consequently represent an uneasy and slippery benchmark. The optimal target is to disarticulate, on both economic and accounting terms, the value chain that rotates around know-how, attributing its belonging pieces to single taxpayers, so identifying a fair taxable base within each country, remembering that know-how is the engine behind growth ... and taxes.
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Il portafoglio clienti costituisce un asset rilevante per ciascuna azienda e, se acquisito a titolo oneroso, è di norma rappresentato all'interno della voce avviamento. Accanto alle tradizionali metodologie di valutazione delle aziende (metodo misto con stima autonoma dell'avviamento), ve ne sono di specifiche (Customer Lifetime Value, opzioni reali o criterio equitativo del MOL). La customer equity (patrimonio di clientela) rappresenta il valore economico delle relazioni con i clienti, in un'ottica di patrimonializzazione del valore del portafoglio clientela, che assume rilievo nell'ambito di atti di concorrenza sleale volti alla sottrazione/sviamento/storno di clientela. Il portafoglio clienti Il parco o portafoglio clienti costituisce un asset fondamentale per ogni azienda e rappresenta l'in-sieme dei suoi clienti e delle conoscenze correlate che ne conseguono. Il portafoglio clienti è strettamente correlato con il concetto di avviamento, inteso comunemente come la capacità di un'azienda di generare un extra-profitto (nuova ricchezza incrementale), cioè l'attitudine concreta a produrre guadagni superiori rispetto alla media del settore di riferimento (1). Il portafoglio clienti non è autonomamente conta-bilizzato in bilancio e non esiste una apposita voce dello stato patrimoniale che lo rappresenta. Se acqui-sito a titolo oneroso, è di norma rappresentato all'in-terno della voce avviamento. L'acquisizione di un portafoglio clienti è di norma soggetta a due diligence e può prevedere forme di pagamento rateizzate, anche basate su earn-out. Non infrequenti sono le fattispecie di vendita del portafoglio clienti poi associate ad un tasso di fedeltà e continuità a beneficio dell'acquirente più limitato rispetto a quanto ipotizzato. Ciò si verifica soprattutto in caso di utenti altamente fidelizzati e legati all'alienante da un intuitus personae fiduciario di lungo corso, che può pregiudicare il tasso di retention in capo all'acquirente. Il portafoglio clienti è riferito in senso lato ad aziende industriali, commerciali, di servizi, bancarie e finan-ziarie (2), etc., ma anche a studi professionali (3). Il portafoglio clienti rappresenta inoltre un asset strategico per il management, sia al fine di monito-rare l'andamento aziendale, sia in termini di marketing personalizzato. A tal fine, il portafoglio clienti può essere segmentato e strutturato per:-canale di vendita (consumer, industria, altro);-tipologia di cliente (B2B o B2C);-modalità di fornitura;-tipologia di mercato di sbocco (grossisti o detta-glianti, distributori o dealers oppure clienti che ope-rano sul mercato domestico o clienti esteri). Ciò anche al fine di effettuare analisi strategiche in termini di:-trend delle vendite (che rileva anche ai fini della stima del lucro cessante, in caso di contenzioso); (1) Per approfondimenti, si veda in dottrina R. Moro Visconti, La valutazione economica dell'avviamento, in questa Rivista, 2009, 5, 470 e bibliografia ivi citata. (2) Si pensi, in questo ambito, al valore delle masse patrimoniali gestite (Assets Under Management-AuM) che sono frequente-mente oggetto di intermediazione ma anche di sviamento. (3) È lecitamente e validamente stipulato il contratto di trasfe-rimento a titolo oneroso di uno studio professionale, comprensivo non solo di elementi materiali e arredi, ma anche della clientela... Corte di cassazione (9 febbraio 2010, n. 2860, sent.). Opinioni Concorrenza sleale 236 Il Diritto industriale 3/2018
Le banche dati (database) rappresentano raccolte di opere e dati tipicamente accessibili grazie a strumenti informatici. Le tecnologie digitali permettono di gestire, archiviare e processare quan-tità enormi di informazioni, anche grazie ai big data o ai sensori legati all'Internet delle Cose. Le banche dati, unitamente ai programmi per elaboratori, sono tutelate dalle norme sul diritto d'autore in quanto opere di carattere creativo (come il software) quanto a scelta o disposizione del materiale. La valorizzazione si fonda anzitutto sulle royalties attese per la consultazione dei database o sulla co-creazione e condivisione del valore tra proprietari e utenti. 1. Definizione e caratteristiche delle banche dati In informatica, il termine base di dati o banca dati (database), indica un insieme di dati, omogeneo per contenuti e per formato, memorizzati in un elabora-tore elettronico e interrogabili via terminale utiliz-zando le chiavi di accesso previste. Il dato è "ciò che è immediatamente presente alla conoscenza, prima di ogni forma di elaborazione" (1). Il bene intangibile più simile alla banca dati è il software , che consiste in un'informazione utilizzata da si-stemi informatici, memorizzata su un supporto infor-matico (hardware, come componente fisica di un siste-ma di calcolo) e rappresentata da uno o più program-mi. Nel presente contributo si farà spesso riferimento al software, adattandone le caratteristiche principali a quelle specifiche delle banche dati. La banca dati è incorporata in un hardware (fisico o sempre più frequentemente in cloud) e viene alimenta-ta e interrogata con specifici software. Il collegamento tra queste tipologie di beni immateriali, fortemente complementari, è importante per un loro inquadra-mento giuridico e una valorizzazione economica. Gli utenti si interfacciano con le basi di dati attraver-so i cosiddetti query language (query di ricerca o inter-rogazione, inserimento, cancellazione, aggiornamento ecc.) e grazie a particolari applicazioni software dedicate (DBMS (2)). Le banche dati possono avere varie strutture (archi-tetture informatiche), fra cui si segnalano le seguenti: 1. gerarchica (rappresentabile tramite un albero); 2. reticolare (rappresentabile tramite un grafo); 3. relazionale (attualmente la più diffusa, rappresen-tabile mediante tabelle e relazioni tra esse); 4. ad oggetti (estensione alle basi di dati del paradig-ma "object oriented", tipico della programmazione a oggetti); 5. semantica (rappresentabile con un grafo relaziona-le). Nell'ambito dell'utilizzo/amministrazione delle ban-che dati, una qualunque operazione sulla base di dati da parte dell'utente/amministratore su DBMS è otte-nibile tramite un opportuno linguaggio attraverso un DBMS manager ad interfaccia grafica o ad interfaccia a riga di comando. Il server è la parte del DBMS che si occupa di fornire i servizi di utilizzo del database ad altri programmi e ad altri computer, secondo la modalità client/server. Il server memorizza i dati, riceve le richieste dei client ed elabora le risposte appropriate. 2. Tutela giuridica La problematica attinente la creazione di banche dati popolate da informazioni progressivamente accumulate e ordinate, unitamente al loro accesso, si interseca con la tutela del diritto d'autore e con quanto con-cerne il software (3), all'interno di una cornice che non è più circoscrivibile all'ambito nazionale ma che deve fare i conti-almeno-con la normativa comu-nitaria. (1) Cfr. http://www.treccani.it/vocabolario/dato/. (2) Un Database Management System (o Sistema di gestio-ne di basi di dati) è un sistema software progettato per con-sentire la creazione, la manipolazione (da parte di un ammini-stratore) e l'interrogazione efficiente (da parte di uno o più utenti client) di database. Tra i più diffusi DBMS open source vi sono MySQL; MariaDB; Firebird SQL; PostgreSQL. (3) In termini generali, il software (o programma) è una se-Opinioni Internet 358 Il Diritto industriale 4/2017 Cattolica UniversitÃ-Copyright Wolters Kluwer Italia s.r.l.
Roberto Moro-Visconti
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L'intelligenza artificiale consente di pensare e agire umanamente e razionalmente attraverso sistemi hardware e programmi software capaci di fornire prestazioni che, a un osservatore comune, sembrerebbero essere di pertinenza esclusiva dell'intelligenza naturale (umana). Le applicazioni sono sempre più estese, grazie anche ai big data oggi disponibili e alla capacità di auto-apprendimento (machine learning) ovvero alle sinergie con l'intelligenza naturale, che per visione e flessibilità resta insostituibile. La disamina dei modelli di business delle imprese che fondano le loro strategie sull'intelligenza artificiale ovvero, più estesamente, delle imprese anche tradizionali che ne utilizzano talune applica-zioni, è propedeutica ad un inquadramento delle problematiche giuridiche (ancora pionieristiche) e dei profili di valutazione economica. Cenni introduttivi L'intelligenza artificiale è un concetto ampio e varie-gato, basato su processi e ragionamenti del pensiero e su dinamiche comportamentali, fedeli rispetto alle performances umane e tendenti alla razionalità. Russel e Norvig (1) richiamano definizioni complementari, in base alle quali l'intelligenza artificiale consiste nel pro-gettare computer e macchine che pensano ed agiscono come esseri umani (limitatamente ad alcune applica-zioni predefinite, come ad es. i processi decisionali, la soluzione di problemi, l'apprendimento). L'intelligenza artificiale consiste nello studio di facoltà mentali attra-verso modelli computazionali che rendono possibili azioni come l'apprendimento, il ragionamento e l'azione, al fine di progettare agenti intelligenti (2). Tali agenti devono essere in grado di agire umanamente e a tal fine devono poter comunicare con gli esseri umani attraverso processi definiti dal test di Turing (3): a. natural language processing (NLP), per la comuni-cazione linguistica; b. rappresentazione della conoscenza per immagazzinarla; c. ragionamento automatico per utilizzare la cono-scenza immagazzinata per rispondere a quesiti e for-mulare nuove conclusioni; d. apprendimento dinamico (machine learning) per adat-tarsi a nuove circostanze o per estrapolare nuovi percorsi (4). Per passare il test di Turing, il computer necessita di una computer vision per inquadrare gli oggetti e di capacità robotiche per manipolarli e spostarli. I fondamenti dell'intelligenza artificiale L'intelligenza artificiale è una disciplina recente, che negli anni ha fornito un importante contributo al progresso dell'intera informatica. Essa è stata inoltre influenzata da numerose discipline fra le quali la filosofia, la matematica, la psicologia, la cibernetica, le scienze cognitive (5).
Roberto Moro-Visconti
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La valutazione dei beni immateriali rappresenta un elemento sempre più imprescindibile nella stima del valore che le aziende creano e che dipende da capacità distintive intangibili, non facili da rappresentare contabilmente e quindi da misurare con un approccio standard. In questo ambito evolutivo si colloca l’ampia tematica della valutazione dei beni immateriali, oggetto di attenzione da parte dell’accademia e pratica professionale da molti decenni, senza che peraltro la letteratura in materia e le applicazioni empiriche abbiano raggiunto un livello di maturità che consenta di ritenere l’argomento ormai assodato. Ciò deriva non solo dai citati dilemmi contabili, ma anche dalla presenza di nuovi intangibili, legati in particolare all’esplosione del mondo Internet, che plasmano la realtà delle imprese, modificandone e talvolta stravolgendone modelli di business sempre più digitali. Da qui la necessità di procedere alla valutazione degli intangibili tradizionali (come marchi, brevetti, know-how, avviamento, testate editoriali, etc.) e degli intangibili innovativi (big data, Internet delle Cose, Mobile App, domini Web, etc.) con paradigmi valutativi che cerchino di cogliere, in prima battuta, l’essenza dei nuovi modelli di business e le nuove leve per la creazione di valore. Il grado di specificità dei nuovi intangibili rende peraltro arduo il compito del valutatore economico, sconsigliandogli di avventurarsi da solo in stime e congetture che richiedono l’imprescindibile contributo tecnico di informatici, ingegneri, esperti di web marketing, scienziati e tecnici impegnati in specifici settori merceologici. Solo dopo questa analisi preliminare, da condurre a livello interdisciplinare, il valutatore può avventurarsi, non senza difficoltà residue, nella stima dei beni immateriali. La tecnologia, il marketing e Internet rappresentano, a livello di sintesi, tre ambiti sinergici che orientano la tassonomia dei beni immateriali, che vanno declinati in un’ottica stand alone ovvero considerandone le sinergie nell’ambito di un portafoglio di risorse intangibili. Gli aspetti relativi alla bancabilità e al merito creditizio seguono, senza soluzione di continuità, i paradigmi logico-interpretativi sopra menzionati, nel tentativo di raccogliere l’essenza di modelli di business intangible-driven e di coniugarla con modelli valutativi innovativi e polivalenti. La bancabilità discende dalla capacità dell’impresa affidata di servire correttamente il debito, garantendo il rimborso entro i termini contrattuali di interessi e capitale. La banalità di questo assunto si scontra, nella pratica, con criticità spesso rilevanti, esacerbate in periodi di crisi e associate a fenomeni di capital rationing e di credit crunch. L’afffinamento dei modelli di rating segue, talora con affanno, l’incalzante progredire della tecnologia da cui scaturiscono nuovi intangibili e modelli di business sempre più sofisticati. Le difficoltà previsionali si acuiscono, confermando l’antico adagio secondo il quale è più facile fare gli storici che i profeti. E i beni immateriali, in questo contesto evolutivo 4.0. così incerto ma al tempo stesso intrigante, hanno un fondamentale ruolo propulsivo, essendo caratterizzati da un livello di collateralizzabilità tradizionalmente basso, che li rende poco o per nulla adatti a fornire garanzia reali quando si fatica a rimborsare i debiti e l’impresa esce dalla confort zone della continuità aziendale. Ma d’altro canto le debolezze di un approccio asset-sided si contemperano se esaminate in un’ottica cash flow based, che esalta la capacità di produrre flussi di cassa incrementali, prioritariamente destinati al rimborso del debito. Anche in questo ambito, i beni immateriali esprimono appieno le loro impalpabili caratteristiche. E nella soluzione del paradosso “più garanzie con meno collaterali” risiede una chiave di lettura innovativa dei nuovi paradigmi di creazione del valore, che devono essere plasmati dall’imprenditore, per poi essere sottoposti al vaglio del valutatore e allo scrutinio del banchiere.
Roberto Moro-Visconti
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Patents are the result of risky and costly R&D and the developer will try to recover its costs (and earn a return) through the sale of products covered by the patent, licensing others to use the invention (often a product or process), or through the outright sale of the patent. Patents are typically valued for litigation or licensing purposes. This paper shows how patents can create scalable value, levered by debt and serviced by intangible-driven incremental EBITDA and cash flows. Intangibles like patents are also a vital component of cash generating value and goodwill as an excess return. Operating leverage is enhanced by scalability, with a positive impact on cash generation.
Roberto Moro-Visconti
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Web domain names represent the gateway to Internet connections and access to specific websites. Their value depends on several parameters, as Web traffic or search engines, and is typically calculated with " quick and dirt " algorithms freely available on the Web. The value of a web domain depends on its capacity to attract traffic, i.e. visitors, and to transform them into cash-generating customers. All domain names are unique and so there is no standard valuation method, especially if they are appraised within an IT bundle of related intangibles. Tentative comparable transactions represent anyway a benchmark for valuation, considering even the hypothesis of licensing the domain name to get a fair royalty. Domain name appraisal is also a prerequisite for forensic estimates of damages in disputes. A more detailed appraisal should consider not only the stand-alone value of a domain name, but rather its synergies with collateral intangibles as websites, digital brands, or M-Apps.