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The Apennine Sibyl and the Lakes of Pilatus: a Journey into the True Origin of Mysterious Legendary Tales

Goal: Italian writer Michele Sanvico is currently releasing the most comprehensive research ever published on the origin of the legend of the Apennine Sibyl: an extraordinary travel across ancient manuscripts, chivalric romances and antique literary sources which will cast a new unprecedented light on the genesis of a myth whose magical fascination has journeyed across hundreds of years.
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The legendary Apennine Sibyl, the enigmatic myth that has been living for centuries amid the mountainous fastnesses of the Italian Apennines, was first mentioned in two fifteenth-century works, Andrea da Barberino's “Guerrino the Wretch” and Antoine de la Sale's “The Paradise of Queen Sibyl”, but the very origin of this myth that has cast a spell over the whole Europe for many centuries, attracting visitors as far as a remote mountain set in the central Apennines in Italy, has never been identified.

Following the hidden traces left by the Sibyl's legendary tale in the literature of the Middle Ages, Michele Sanvico is opening a new road that will help unveil the true core of the ancient legend. A comprehensive search has been carried out by the Italian author on a large collection of manuscripted poems and romances, the cultural heritage of an antique chivalric world, and the findings are thoroughly amazing.

This comprehensive research work has been carried out by Michele Sanvico on the original manuscripts dating to the Middle Ages, preserved at the Bibliothèque Nationale de France, the British Library, the New York Public Library and other prominent institutions around the world. Stunning pictures of the relevant portions of the manuscripts will be shown to the readers for the first time ever, so as to convey the feeling of a full, extraordinary immersion into the words written on vellum by the ancient scribes.

The goal of this unprecedented investigation is to uncover the real essence of the myth of the Apennine Sibyl, the inner core of her ancient legend, by removing all literary additions conferred to her legendary tale across the centuries, so as to take off all the concentric layers that encircle and suffocate the true mythical nucleus. The aim of all that is to clean her figure by wiping out the many narrative elements that have been added with time to her story, borrowed from several different mythical tales.

A similar research is also being carried out on the legend of the Lakes of Pilatus, a myth that is closely connected to the Apennine Sibyl's legend, with the lakes lying just a few miles from Mount Sibyl, within the same Sibillini Mountain Range in Italy.

The research plan envisaged by Michele Sanvico includes a series of papers, each being a portion of a long journey into the myth of the Apennine Sibyl. The final scientific target of the whole investigation is to strip the legend of all the additional literary disguises so as to be able to behold, at the very end of the search, the genuine, antique semblance of the Sibyl: the true nature of the legend of the Sibyl of the Apennines.

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Michele Sanvico
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I Monti Sibillini, remota porzione dell'Appennino centrale italiano, ospitano da secoli una complessa e affascinante eredità leggendaria. La Sibilla Appenninica, con la sua magica grotta, vivrebbe un'esistenza immortale al di sotto della vetta del Monte Sibilla; il corpo maledetto di Ponzio Pilato si sarebbe inabissato nelle gelide acque del Lago di Pilato, chiuso tra le braccia di roccia del Monte Vettore; e questi stessi luoghi sarebbero stati anche al centro della leggenda medievale di Tannhäuser, resa famosa nel mondo dal genio musicale di Richard Wagner. Questa breve panoramica relativa alle principali tradizioni leggendarie che hanno illuminato nei secoli il territorio dei Monti Sibillini intende costituire un ausilio introduttivo all'innovativo percorso di ricerca delineato nella serie di articoli "Sibilla Appenninica - Il Mistero e la Leggenda": una ricerca all'interno del cuore più autentico delle leggende relative alla Grotta della Sibilla e al Lago di Pilato, a partire dai livelli leggendari medievali fino al nucleo più profondo e imperscrutabile del racconto mitico, con la proposizione di un'originale e inaspettata connessione tra questa affascinante eredità leggendaria e il peculiare carattere sismico del territorio dei Monti Sibillini.
Michele Sanvico
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Un riepilogo della innovativa ricerca condotta da Michele Sanvico sull'origine della tradizione leggendaria che vive tra le vette dei Monti Sibillini, una porzione della catena appenninica nell'Italia centrale. Una ricerca all'interno del cuore più autentico delle leggende relative alla Grotta della Sibilla e al Lago di Pilato, a partire dai livelli leggendari medievali fino al nucleo più profondo e imperscrutabile del racconto mitico, che trova forse origine in tradizioni culturali preromane legate alle locali popolazioni sabine e picene, risalenti all'Età del Ferro. Una congettura che stabilisce un'originale e inaspettata connessione tra questa affascinante eredità leggendaria e il peculiare carattere sismico del territorio. I terremoti come chiave delle leggende, in un articolo che ripercorre quattro anni di emozionante ricerca e più di quindici articoli già pubblicati. Un viaggio all'interno di un mistero culturale che ha sconcertato studiosi e filologi per oltre centocinquanta anni, e per il quale è stata elaborata, infine, una possibile, straordinaria spiegazione.
A summary of Michele Sanvico's breakthrough research on the origin of the legendary tradition which lives amid the cliffs of the Sibillini Mountain Range, a portion of the Apennine ridge in central Italy. A search into the real core of the legends of the Sibyl's Cave and the Lake of Pilate, from the medieval legendary layers to the deepest, most inscrutable heart of the mythical tale, possibly rooted into pre-Roman credences held by local Sabine and Picene populations and dating back to the Iron Age. A conjectural model that establishes an unexpected, original connection between this fascinating legendary heritage and the peculiar seismic character of the territory. Earthquakes as a key to legends, in a paper which summarizes four years of thrilling research and more than fifteen already-released papers. A journey into a cultural mystery that has puzzled scholars and philologists for one hundred fifty years, and for which a potential, astounding explanation has been found at last.
Michele Sanvico
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Le vette dei Monti Sibillini si innalzano tra nebulose caligini al centro degli Appennini. Antiche leggende abitano quelle creste elevate e le profonde vallate che segnano questa porzione della terra d'Italia: una Grotta, situata sulla cima del Monte Sibilla, è dedicata al nome di un oracolo sibillino, per secoli destinazione di avventurosi viaggi effettuati da visitatori provenienti da ogni parte d'Europa; ad alcuni chilometri di distanza, il Lago di Pilato, annidato all'interno del circo glaciale del Monte Vettore, attendeva invece maghi e negromanti, in cerca di un luogo acconcio alla consacrazione di libri magici. Leggende che abbiamo avuto modo di investigare in modo esaustivo nella serie di articoli "Sibilla Appenninica - Il Mistero e la Leggenda", con la quale abbiamo fornito informazioni estremamente dettagliate sull'intera tradizione leggendaria. In questo articolo intendiamo invece affrontare un diverso aspetto della tradizione leggendaria che è connessa al Lago di Pilato: affronteremo infatti la questione della forma del Lago attraverso i secoli. Si tratta di una questione particolarmente spinosa. Perché il sinistro, affascinante Lago che possiamo osservare oggi non è affatto un singolo Lago: esso è infatti costituito da due Laghi separati, e anche di dimensioni particolarmente limitate. Sono così piccoli che, in tempi di cambiamento climatico e riscaldamento globale, essi tendono a svanire del tutto durante le torride estati che si verificano tra le creste dei Monti Sibillini con frequenza sempre crescente: un effetto che è reso ancora più critico dalla scarsa quantità di nevi che è solita cadere su quelle stesse vette nel corso degli attuali inverni, un tempo significativamente più rigidi, che oggi insistono su questi territori, presso i quali è possibile registrare temperature medie in crescita lungo tutto il corso dell'anno. Dunque, è un fatto indiscutibile che i Laghi oggi risultino essere sostanzialmente due, mentre un tempo esisteva fondamentalmente un singolo Lago, così come rappresentato nello straordinario manoscritto quattrocentesco che riporta il racconto del gentiluomo provenzale Antoine de la Sale. Cosa è accaduto? E perché? Si è trattato di un processo sviluppatosi nei secoli, forse a causa del cambiamento climatico? Oppure, in qualche specifico momento del tempo si è verificato un evento particolare? Iniziamo a investigare in profondità questa peculiare vicenda. Perché le risposte possibili non sono affatto univoche, con un ruolo centrale che parrebbe essere stato giocato dal diciannovesimo secolo, un'epoca nella quale eventi particolarmente significativi potrebbero essersi verificati. Con il supporto delle fonti e delle cartografie storiche, e facendo uso di informazioni nuove e mai pubblicate in precedenza, saremo in grado di confrontarci con maggiore efficacia con questa particolare materia, non sufficientemente analizzata in passato. Un Lago, due Laghi e, infine, nel contesto di un mutamento climatico in rapido avanzamento, nessun Lago. Una spettacolare cavalcata attraverso i secoli, in cerca della vera forma del Lago di Pilato.
Michele Sanvico
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I misteri del Monte Sibilla e dei Laghi di Pilato, situati tra i Monti Sibillini in Italia, costituiscono entrambi enigmi antichi e ancora inspiegati. In due precedenti articoli, "Nascita di una Sibilla: la traccia medievale" e "Una leggenda per un prefetto romano: i Laghi di Ponzio Pilato", abbiamo posto in evidenza due livelli narrativi addizionali, connessi alla figura di Morgana la Fata e alla nota tradizione leggendaria che ha circondato la figura di Ponzio Pilato. Con un terzo articolo, "Monti Sibillini: la leggenda prima delle leggende", abbiamo identificato una serie di aspetti comuni che segnano entrambe le leggende, sia in relazione al Lago di Pilato che alla Grotta della Sibilla, con almeno tre tratti condivisi: leggendarie presenze demoniache; rituali negromantici effettuati presso entrambi i siti; e leggendarie tempeste e devastazioni che si sarebbero levate da ambedue i luoghi. Con un quarto articolo, "Monti Sibillini, un lago e una grotta come accesso oltremondano", abbiamo posto in evidenza il carattere oltremondano che segna il massiccio dei Monti Sibillini, e gli stretti legami letterari che possono essere rilevati tra i racconti leggendari relativi alla Grotta della Sibilla e al Lago di Pilato, situati tra i Monti Sibillini, e due notissime narrazioni, di enorme successo, che descrivono due specifici viaggi all'interno delle regioni oltremondane: la leggenda della Sibilla Cumana e la leggenda del Purgatorio di San Patrizio. Con questo conclusivo articolo presentiamo le nostre considerazioni finali e un innovativo modello congetturale in merito alla potenziale origine delle leggende che abitano i Monti Sibillini. Si propone inizialmente un completo riepilogo delle ipotesi che sono state elaborate, attraverso più di centocinquanta anni, da filologi, ricercatori e anche saggisti e scrittori sulla possibile origine dei racconti leggendari connessi alla Grotta della Sibilla e al Lago di Pilato, nel tentativo strenuo quanto infruttuoso di disvelare il peculiare carattere che queste montagne sembrano manifestare attraverso i secoli. Successivamente, viene proposta una nuova e originale congettura sull'origine delle leggende dei Monti Sibillini, mai elaborata in precedenza. E la chiave interpretativa posta alla base di questa nuova ipotesi è legata ai terremoti. Fin da tempi molto antichi, quest'area è stata colpita da terremoti particolarmente devastanti, in modo ricorrente. Lo stesso volto delle montagne è stato significativamente mutato dagli effetti degli eventi più intensi. Terremoti di minore intensità si verificano continuamente in questo territorio, molti dei quali percepibili dall'uomo. Vibrazioni e rombi sono spesso udibili. I residenti di oggi sanno bene come un terremoto catastrofico possa avere luogo in ogni momento, annunciato da sequenze di tremiti minori, o anche in modo del tutto inatteso. Essi sanno che la morte può colpire in modo subitaneo, e che nello spazio di pochi secondi la loro stessa vita e quella dei loro familiari può andare incontro a mutamenti drammatici, o addirittura concludersi al di sotto delle macerie di un tetto in fase di collasso, così come effettivamente avvenuto nel 2016. Dopo un'esauriente trattazione del carattere sismico dei Monti Sibillini, viene formulata una congettura relativa ad una possibile antica natura oltremondana del Lago e della Grotta. In un remoto passato, i due elementi di riferimento geografico potrebbero essere stati considerati come punti di pasaggio verso una qualche sorta di presenza demoniaca, un accesso che sarebbe stato possibile aprire per mezzo di rituali negromantici, un punto di contatto con un Aldilà sotterraneo e con le potenze ctonie che leggendariamente vivevano nel sottosuolo. Prima della conquista romana nel terzo secolo a.C. è possibile ipotizzare che le antiche popolazioni di Sabini e Piceni possano avere sviluppato un qualche genere di racconto leggendario, e una potenziale forma di culto, in relazione alla natura e alla venerazione dei terremoti, considerati come demoni o divinità malvagie. In presenza quasi costante di terremoti, dovuti alla sussistenza di un sistema di faglie attive poste al di sotto dei Monti Sibillini, la tradizione locale, attraverso i secoli dell'Età del Ferro, potrebbe avere stabilito dei luoghi di culto montani presso il Lago e la Grotta, dove è possibile che siano stati effettuati rituali negromantici tesi all'ottenimento della cessazione delle sequenze sismiche, al fine di implorare pietà e salvezza. Viene dunque proposto un completo modello congetturale basato su questo ipotetico scenario, con un'approfondita analisi delle motivazioni che dovrebbero condurre la ricerca in questa direzione. Viene inoltre stabilito un collegamento di grande interesse con la tradizione associata alla Grotta della Sibilla e al Lago di Pilato in relazione alle leggendarie, devastanti tempeste che si scatenerebbero dai due siti: un chiaro riferimento, benché totalmente trascurato dagli studiosi fino a oggi, alle antiche credenze sull'origine dei terremoti così come riferite da Aristotele, Lucrezio, Seneca e Plinio il Vecchio. Questo articolo conclusivo, assieme alla serie completa di articoli giù pubblicati nell'ambito del progetto "Sibilla Appenninica e Laghi di Pilato: un viaggio nella vera origine di misteriosi racconti leggendari", rende possibile un'approfondita comprensione, mai raggiunta in precedenza, del mitico nucleo dell'affascinante complesso leggendario che abita i Monti Sibillini, nell'Italia centrale. Questo articolo costituisce la Parte 2 dell'articolo completo riguardante la predetta tematica.
Michele Sanvico
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I misteri del Monte Sibilla e dei Laghi di Pilato, situati tra i Monti Sibillini in Italia, costituiscono entrambi enigmi antichi e ancora inspiegati. In due precedenti articoli, "Nascita di una Sibilla: la traccia medievale" e "Una leggenda per un prefetto romano: i Laghi di Ponzio Pilato", abbiamo posto in evidenza due livelli narrativi addizionali, connessi alla figura di Morgana la Fata e alla nota tradizione leggendaria che ha circondato la figura di Ponzio Pilato. Con un terzo articolo, "Monti Sibillini: la leggenda prima delle leggende", abbiamo identificato una serie di aspetti comuni che segnano entrambe le leggende, sia in relazione al Lago di Pilato che alla Grotta della Sibilla, con almeno tre tratti condivisi: leggendarie presenze demoniache; rituali negromantici effettuati presso entrambi i siti; e leggendarie tempeste e devastazioni che si sarebbero levate da ambedue i luoghi. Con un quarto articolo, "Monti Sibillini, un lago e una grotta come accesso oltremondano", abbiamo posto in evidenza il carattere oltremondano che segna il massiccio dei Monti Sibillini, e gli stretti legami letterari che possono essere rilevati tra i racconti leggendari relativi alla Grotta della Sibilla e al Lago di Pilato, situati tra i Monti Sibillini, e due notissime narrazioni, di enorme successo, che descrivono due specifici viaggi all'interno delle regioni oltremondane: la leggenda della Sibilla Cumana e la leggenda del Purgatorio di San Patrizio. Con questo conclusivo articolo presentiamo le nostre considerazioni finali e un innovativo modello congetturale in merito alla potenziale origine delle leggende che abitano i Monti Sibillini. Si propone inizialmente un completo riepilogo delle ipotesi che sono state elaborate, attraverso più di centocinquanta anni, da filologi, ricercatori e anche saggisti e scrittori sulla possibile origine dei racconti leggendari connessi alla Grotta della Sibilla e al Lago di Pilato, nel tentativo strenuo quanto infruttuoso di disvelare il peculiare carattere che queste montagne sembrano manifestare attraverso i secoli. Successivamente, viene proposta una nuova e originale congettura sull'origine delle leggende dei Monti Sibillini, mai elaborata in precedenza. E la chiave interpretativa posta alla base di questa nuova ipotesi è legata ai terremoti. Fin da tempi molto antichi, quest'area è stata colpita da terremoti particolarmente devastanti, in modo ricorrente. Lo stesso volto delle montagne è stato significativamente mutato dagli effetti degli eventi più intensi. Terremoti di minore intensità si verificano continuamente in questo territorio, molti dei quali percepibili dall'uomo. Vibrazioni e rombi sono spesso udibili. I residenti di oggi sanno bene come un terremoto catastrofico possa avere luogo in ogni momento, annunciato da sequenze di tremiti minori, o anche in modo del tutto inatteso. Essi sanno che la morte può colpire in modo subitaneo, e che nello spazio di pochi secondi la loro stessa vita e quella dei loro familiari può andare incontro a mutamenti drammatici, o addirittura concludersi al di sotto delle macerie di un tetto in fase di collasso, così come effettivamente avvenuto nel 2016. Dopo un'esauriente trattazione del carattere sismico dei Monti Sibillini, viene formulata una congettura relativa ad una possibile antica natura oltremondana del Lago e della Grotta. In un remoto passato, i due elementi di riferimento geografico potrebbero essere stati considerati come punti di pasaggio verso una qualche sorta di presenza demoniaca, un accesso che sarebbe stato possibile aprire per mezzo di rituali negromantici, un punto di contatto con un Aldilà sotterraneo e con le potenze ctonie che leggendariamente vivevano nel sottosuolo. Prima della conquista romana nel terzo secolo a.C. è possibile ipotizzare che le antiche popolazioni di Sabini e Piceni possano avere sviluppato un qualche genere di racconto leggendario, e una potenziale forma di culto, in relazione alla natura e alla venerazione dei terremoti, considerati come demoni o divinità malvagie. In presenza quasi costante di terremoti, dovuti alla sussistenza di un sistema di faglie attive poste al di sotto dei Monti Sibillini, la tradizione locale, attraverso i secoli dell'Età del Ferro, potrebbe avere stabilito dei luoghi di culto montani presso il Lago e la Grotta, dove è possibile che siano stati effettuati rituali negromantici tesi all'ottenimento della cessazione delle sequenze sismiche, al fine di implorare pietà e salvezza. Viene dunque proposto un completo modello congetturale basato su questo ipotetico scenario, con un'approfondita analisi delle motivazioni che dovrebbero condurre la ricerca in questa direzione. Viene inoltre stabilito un collegamento di grande interesse con la tradizione associata alla Grotta della Sibilla e al Lago di Pilato in relazione alle leggendarie, devastanti tempeste che si scatenerebbero dai due siti: un chiaro riferimento, benché totalmente trascurato dagli studiosi fino a oggi, alle antiche credenze sull'origine dei terremoti così come riferite da Aristotele, Lucrezio, Seneca e Plinio il Vecchio. Questo articolo conclusivo, assieme alla serie completa di articoli giù pubblicati nell'ambito del progetto "Sibilla Appenninica e Laghi di Pilato: un viaggio nella vera origine di misteriosi racconti leggendari", rende possibile un'approfondita comprensione, mai raggiunta in precedenza, del mitico nucleo dell'affascinante complesso leggendario che abita i Monti Sibillini, nell'Italia centrale. Questo articolo costituisce la Parte 1 dell'articolo completo riguardante la predetta tematica.
Michele Sanvico
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I misteri del Monte Sibilla e dei Laghi di Pilato, situati tra i Monti Sibillini in Italia, costituiscono entrambi enigmi antichi e ancora inspiegati. In due precedenti articoli, "Nascita di una Sibilla: la traccia medievale" e "Una leggenda per un prefetto romano: i Laghi di Ponzio Pilato", abbiamo posto in evidenza due livelli narrativi addizionali, connessi alla figura di Morgana la Fata e alla nota tradizione leggendaria che ha circondato la figura di Ponzio Pilato. Con un terzo articolo, "Monti Sibillini: la leggenda prima delle leggende", abbiamo identificato una serie di aspetti comuni che segnano entrambe le leggende, sia in relazione al Lago di Pilato che alla Grotta della Sibilla, con almeno tre tratti condivisi: leggendarie presenze demoniache; rituali negromantici effettuati presso entrambi i siti; e leggendarie tempeste e devastazioni che si sarebbero levate da ambedue i luoghi. Con il presente articolo affrontiamo un quarto aspetto assai significativo che sembra caratterizzare entrambi i luoghi, la Grotta e il Lago: parrebbe che essi siano stati considerati come una sorta di passaggio verso regioni oltremondane, a motivo della presenza di specifici elementi narrativi, come il 'ponte del cimento', che sono usualmente rinvenibili in tradizioni letterarie che descrivono viaggi visionari nell'Aldilà. Il regno infero e la sua accessibilità ai viventi ha sempre costituito un illustre ed emozionante tema letterario nella produzione della tradizione occidentale, a partire dall'antichità classica, attraversando il Cristianesimo delle origini e percorrendo i secoli del Medioevo. Dall'"Odissea" di Omero all'"Eneide" virgiliana, da Papa San Gregorio Magno ai sogni visionari originati nell'Irlanda medievale, e fino alla leggenda del Purgatorio di San Patrizio, gli uomini hanno sempre sognato il sogno della vita oltre la vita, con le sue ombre, i suoi demoni e le sue torture. Nella presente ricerca ripercorriamo i principali esempi letterari concernenti le visioni narrative dell'Aldilà nella cultura occidentale. Inoltre, vengono posti in evidenza gli stretti legami letterari che possono essere rilevati tra i racconti leggendari relativi alla Grotta della Sibilla e al Lago di Pilato, situati tra i Monti Sibillini, e due notissime narrazioni, di enorme successo, che descrivono due specifici viaggi all'interno delle regioni oltremondane: la leggenda della Sibilla Cumana, con il Lago d'Averno e la tenebrosa grotta che permetteva di accedere al regno dei morti, e la leggenda del Purgatorio di San Patrizio, che pone in scena un altro lago, Lough Derg, e un'altra sinistra caverna. Nel presente articolo mostreremo le ripetute contaminazioni che hanno avuto luogo tra i temi narrativi che connettono le tre diverse, e sostanzialmente irrelate, leggende, nella forma di un palese trasferimento di temi narrativi e situazioni dagli illustri e ben noti racconti cumano e irlandese, verso un racconto italiano che sembra essere caratterizzato da alcuni tratti narrativi e geografici comuni, anche se localizzato in una differente ambientazione, e malgrado la sua sostanziale indipendenza dalla narrazioni che riguardano Lough Derg e Cuma. Una contaminazione che ha percorso i secoli del Medioevo, transitando lungo invisibili flussi narrativi orali, e infine materializzatisi all'interno delle opere quattrocentesche vergate da Antoine de la Sale e Andrea da Barberino. L'ipotesi che ne deriva, dalle significative conseguenze, è costituita dalla possibilità che un leggendario punto di passaggio verso un qualche genere di Aldilà possa essere stato localizzato, da una tradizione molto antica che avrebbe lasciato labili tracce nella letteratura conosciuta, tra le vette degli Appennini nell'Italia centrale. E i segni rilevanti relativi a questo mitico punto di passaggio sarebbero stati associati, proprio come a Cuma e a Lough Derg, allo stesso tipo di forme geografiche, un lago e una grotta: entrambi avrebbero segnalato la presenza di un leggendario 'hot spot' sulla superficie della Terra, presso il quale un mitico punto di ingresso oltremondano sarebbe stato localizzato. In tale scenario, varie questione vengono lasciate aperte al termine del presente articolo: per quale motivo questo sito appenninico avrebbe dovuto essere considerato come un ulteriore punto di ingresso verso l'Aldilà? Se la nostra ipotesi fosse corretta, di quale sorta di regione oltremondana si sarebbe trattato? Quale genere di sogni spaventosi avrebbero concepito gli uomini presso il Lago e la Grotta situati tra le montagne dell'Appennino centrale? Quale leggenda viveva in quest'area prima che i leggendari racconti medievali relativi a una Sibilla e a Ponzio Pilato si stabilissero in questi luoghi? L'evidenziazione del carattere oltremondano che marca il massiccio dei Monti Sibillini, in Italia, può condurre la ricerca verso una maggiore comprensione del nucleo mitico del complesso leggendario che abita queste imponenti montagne italiane, aprendo una nuova strada che sarà pienamente percorsa in un futuro, e conclusivo, articolo, attualmente in corso di preparazione. Questo articolo costituisce la Parte 2 dell'articolo completo riguardante la predetta tematica, ed è anche parte di una serie completa di articoli sulla vera origine delle leggende della Sibilla Appenninica e dei Laghi di Pilato, una serie che comprenderà ulteriori articoli i quali saranno in grado di fornire nuove, inedite informazioni in merito a questa affascinante tematica.
Michele Sanvico
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I misteri del Monte Sibilla e dei Laghi di Pilato, situati tra i Monti Sibillini in Italia, costituiscono entrambi enigmi antichi e ancora inspiegati. In due precedenti articoli, "Nascita di una Sibilla: la traccia medievale" e "Una leggenda per un prefetto romano: i Laghi di Ponzio Pilato", abbiamo posto in evidenza due livelli narrativi addizionali, connessi alla figura di Morgana la Fata e alla nota tradizione leggendaria che ha circondato la figura di Ponzio Pilato. Con un terzo articolo, "Monti Sibillini: la leggenda prima delle leggende", abbiamo identificato una serie di aspetti comuni che segnano entrambe le leggende, sia in relazione al Lago di Pilato che alla Grotta della Sibilla, con almeno tre tratti condivisi: leggendarie presenze demoniache; rituali negromantici effettuati presso entrambi i siti; e leggendarie tempeste e devastazioni che si sarebbero levate da ambedue i luoghi. Con il presente articolo affrontiamo un quarto aspetto assai significativo che sembra caratterizzare entrambi i luoghi, la Grotta e il Lago: parrebbe che essi siano stati considerati come una sorta di passaggio verso regioni oltremondane, a motivo della presenza di specifici elementi narrativi, come il 'ponte del cimento', che sono usualmente rinvenibili in tradizioni letterarie che descrivono viaggi visionari nell'Aldilà. Il regno infero e la sua accessibilità ai viventi ha sempre costituito un illustre ed emozionante tema letterario nella produzione della tradizione occidentale, a partire dall'antichità classica, attraversando il Cristianesimo delle origini e percorrendo i secoli del Medioevo. Dall'"Odissea" di Omero all'"Eneide" virgiliana, da Papa San Gregorio Magno ai sogni visionari originati nell'Irlanda medievale, e fino alla leggenda del Purgatorio di San Patrizio, gli uomini hanno sempre sognato il sogno della vita oltre la vita, con le sue ombre, i suoi demoni e le sue torture. Nella presente ricerca ripercorriamo i principali esempi letterari concernenti le visioni narrative dell'Aldilà nella cultura occidentale. Inoltre, vengono posti in evidenza gli stretti legami letterari che possono essere rilevati tra i racconti leggendari relativi alla Grotta della Sibilla e al Lago di Pilato, situati tra i Monti Sibillini, e due notissime narrazioni, di enorme successo, che descrivono due specifici viaggi all'interno delle regioni oltremondane: la leggenda della Sibilla Cumana, con il Lago d'Averno e la tenebrosa grotta che permetteva di accedere al regno dei morti, e la leggenda del Purgatorio di San Patrizio, che pone in scena un altro lago, Lough Derg, e un'altra sinistra caverna. Nel presente articolo mostreremo le ripetute contaminazioni che hanno avuto luogo tra i temi narrativi che connettono le tre diverse, e sostanzialmente irrelate, leggende, nella forma di un palese trasferimento di temi narrativi e situazioni dagli illustri e ben noti racconti cumano e irlandese, verso un racconto italiano che sembra essere caratterizzato da alcuni tratti narrativi e geografici comuni, anche se localizzato in una differente ambientazione, e malgrado la sua sostanziale indipendenza dalla narrazioni che riguardano Lough Derg e Cuma. Una contaminazione che ha percorso i secoli del Medioevo, transitando lungo invisibili flussi narrativi orali, e infine materializzatisi all'interno delle opere quattrocentesche vergate da Antoine de la Sale e Andrea da Barberino. L'ipotesi che ne deriva, dalle significative conseguenze, è costituita dalla possibilità che un leggendario punto di passaggio verso un qualche genere di Aldilà possa essere stato localizzato, da una tradizione molto antica che avrebbe lasciato labili tracce nella letteratura conosciuta, tra le vette degli Appennini nell'Italia centrale. E i segni rilevanti relativi a questo mitico punto di passaggio sarebbero stati associati, proprio come a Cuma e a Lough Derg, allo stesso tipo di forme geografiche, un lago e una grotta: entrambi avrebbero segnalato la presenza di un leggendario 'hot spot' sulla superficie della Terra, presso il quale un mitico punto di ingresso oltremondano sarebbe stato localizzato. In tale scenario, varie questione vengono lasciate aperte al termine del presente articolo: per quale motivo questo sito appenninico avrebbe dovuto essere considerato come un ulteriore punto di ingresso verso l'Aldilà? Se la nostra ipotesi fosse corretta, di quale sorta di regione oltremondana si sarebbe trattato? Quale genere di sogni spaventosi avrebbero concepito gli uomini presso il Lago e la Grotta situati tra le montagne dell'Appennino centrale? Quale leggenda viveva in quest'area prima che i leggendari racconti medievali relativi a una Sibilla e a Ponzio Pilato si stabilissero in questi luoghi? L'evidenziazione del carattere oltremondano che marca il massiccio dei Monti Sibillini, in Italia, può condurre la ricerca verso una maggiore comprensione del nucleo mitico del complesso leggendario che abita queste imponenti montagne italiane, aprendo una nuova strada che sarà pienamente percorsa in un futuro, e conclusivo, articolo, attualmente in corso di preparazione. Questo articolo costituisce la Parte 1 dell'articolo completo riguardante la predetta tematica, ed è anche parte di una serie completa di articoli sulla vera origine delle leggende della Sibilla Appenninica e dei Laghi di Pilato, una serie che comprenderà ulteriori articoli i quali saranno in grado di fornire nuove, inedite informazioni in merito a questa affascinante tematica.
Michele Sanvico
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I misteri del Monte Sibilla e dei Laghi di Pilato, situati tra i Monti Sibillini in Italia, costituiscono entrambi enigmi antichi e ancora inspiegati. In due precedenti articoli, "Nascita di una Sibilla: la traccia medievale" e "Una leggenda per un prefetto romano: i Laghi di Ponzio Pilato", abbiamo posto in evidenza due livelli narrativi addizionali che nascondono il nucleo più vero della leggenda locale. Un primo livello narrativo, connesso alla Sibilla Appenninica, può essere fatto risalire alla Materia di Bretagna e ai personaggi negromantici di Morgana la Fata e della sua compagna Sebile; un secondo livello narrativo, riguardante Ponzio Pilato, è da riferirsi alla ben nota tradizione leggendaria che ha circondato la figura di Pilato nel corso dei secoli, con numerosi e leggendari luoghi di sepoltura per il prefetto romano sparsi attraverso l'Europa. Entrambi i livelli narrativi devono essere considerati come adattamenti locali di leggende che hanno trovato origine e sviluppo in altri luoghi. Questo approccio apre la via a una ricerca, mai tentata prima, in direzione del nucleo originale della leggenda che vive presso i due siti, situati tra i contrafforti dei Monti Sibillini. Il presente articolo costituisce il primo passo in direzione di questo promettente obiettivo. Nell'articolo, le leggende relative alla Grotta della Sibilla e ai Laghi di Pilato non sono più considerate come racconti indipendenti e privi di correlazione: i due miti sono analizzati congiuntamente, in cerca dei tratti comuni e condivisi, i quali sono indicativi delle caratteristiche del comune nucleo leggendario originario. Tre aspetti condivisi sono approfonditamente analizzati: rituali negromantici effettuati presso entrambi i siti; leggendarie presenze demoniache sia alla Grotta che al Lago; e leggendarie tempeste e devastazioni che si sarebbero levate da ambedue i luoghi. Tutti i predetti elementi condivisi sono analizzati con l'ausilio delle evidenze letterarie disponibili, così come reperibili in manoscritti e opere a stampa che vanno dal tredicesimo secolo fino al sedicesimo. La piena evidenziazione dei tratti comuni che caratterizzano le due leggende è in grado di fornire una più profonda comprensione del nucleo mitico del complesso leggendario che abita il massiccio dei Monti Sibillini, aprendo così un nuovo percorso che potrà presto condurre a nuovi, emozionanti risultati scientifici. Questo articolo è parte di una serie completa di articoli sulla vera origine delle leggende della Sibilla Appenninica e dei Laghi di Pilato, una serie che comprenderà ulteriori articoli che renderanno disponibile ulteriori informazioni, mai pubblicate in precedenza, sull'intera, affascinante questione.
Michele Sanvico
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I misteri del Monte Sibilla e dei Laghi di Pilato, situati tra i Monti Sibillini in Italia, costituiscono entrambi enigmi antichi e ancora inspiegati. Come riferito nel quindicesimo secolo da Antoine de la Sale nel suo "Il Paradiso della Regina Sibilla", i misteriosi Laghi di Pilato sono stati oggetto, per molti secoli, di visite da parte di maghi e negromanti provenienti da ogni regione d'Europa, in cerca di un luogo incantato e sinistro presso il quale consacrare i propri libri magici: un luogo di perdizione, nelle cui acque oscure sarebbe stato gettato, secondo un'antica leggenda, il corpo di Ponzio Pilato. In questo articolo, seguendo le tracce impresse dal personaggio storico Ponzio Pilato nell'antica letteratura romana e protocristiana, Michele Sanvico si inoltra tra i molteplici testi apocrifi che avvolgono la leggendaria figura del governatore della Giudea, affrontando le sorprendenti fonti d'epoca medievale tramite le quali fu costruito il vero e proprio mito relativo agli ultimi giorni di Pilato e alla maledizione che segnò i molteplici luoghi della sua leggendaria sepoltura, tra i quali Vienne in Francia, Lucerna in Svizzera o i Monti Sibillini in Italia. Lo scopo di questa investigazione è quello di scoprire la vera essenza del mito dei Laghi di Pilato, tentando di porre in evidenza la reale origine del racconto leggendario che stabilisce una connessione tra i laghi e il prefetto romano menzionato nei Vangeli, ricostruendo esaustivamente il percorso letterario che ha reso possibile questa peculiare associazione. L'obiettivo, assai audace, di tutta questa ricerca è quello di gettare luce sul nucleo mitico della leggenda che abita il luogo che oggi conosciamo con il nome di 'Laghi di Pilato', che un tempo era noto come il Lago di Norcia o il Lago della Sibilla. Questo articolo costituisce la Parte 3 dell'articolo completo (comprendente anche una Parte 1 e una Parte 2) riguardante la predetta tematica, ed è anche parte di una serie completa di articoli sulla vera origine delle leggende della Sibilla Appenninica e dei Laghi di Pilato.
Michele Sanvico
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I misteri del Monte Sibilla e dei Laghi di Pilato, situati tra i Monti Sibillini in Italia, costituiscono entrambi enigmi antichi e ancora inspiegati. Come riferito nel quindicesimo secolo da Antoine de la Sale nel suo "Il Paradiso della Regina Sibilla", i misteriosi Laghi di Pilato sono stati oggetto, per molti secoli, di visite da parte di maghi e negromanti provenienti da ogni regione d'Europa, in cerca di un luogo incantato e sinistro presso il quale consacrare i propri libri magici: un luogo di perdizione, nelle cui acque oscure sarebbe stato gettato, secondo un'antica leggenda, il corpo di Ponzio Pilato. In questo articolo, seguendo le tracce impresse dal personaggio storico Ponzio Pilato nell'antica letteratura romana e protocristiana, Michele Sanvico si inoltra tra i molteplici testi apocrifi che avvolgono la leggendaria figura del governatore della Giudea, affrontando le sorprendenti fonti d'epoca medievale tramite le quali fu costruito il vero e proprio mito relativo agli ultimi giorni di Pilato e alla maledizione che segnò i molteplici luoghi della sua leggendaria sepoltura, tra i quali Vienne in Francia, Lucerna in Svizzera o i Monti Sibillini in Italia. Lo scopo di questa investigazione è quello di scoprire la vera essenza del mito dei Laghi di Pilato, tentando di porre in evidenza la reale origine del racconto leggendario che stabilisce una connessione tra i laghi e il prefetto romano menzionato nei Vangeli, ricostruendo esaustivamente il percorso letterario che ha reso possibile questa peculiare associazione. L'obiettivo, assai audace, di tutta questa ricerca è quello di gettare luce sul nucleo mitico della leggenda che abita il luogo che oggi conosciamo con il nome di 'Laghi di Pilato', che un tempo era noto come il Lago di Norcia o il Lago della Sibilla. Questo articolo costituisce la Parte 2 dell'articolo completo (comprendente anche una Parte 1 e una Parte 3) riguardante la predetta tematica, ed è anche parte di una serie completa di articoli sulla vera origine delle leggende della Sibilla Appenninica e dei Laghi di Pilato.
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I misteri del Monte Sibilla e dei Laghi di Pilato, situati tra i Monti Sibillini in Italia, costituiscono entrambi enigmi antichi e ancora inspiegati. Come riferito nel quindicesimo secolo da Antoine de la Sale nel suo "Il Paradiso della Regina Sibilla", i misteriosi Laghi di Pilato sono stati oggetto, per molti secoli, di visite da parte di maghi e negromanti provenienti da ogni regione d'Europa, in cerca di un luogo incantato e sinistro presso il quale consacrare i propri libri magici: un luogo di perdizione, nelle cui acque oscure sarebbe stato gettato, secondo un'antica leggenda, il corpo di Ponzio Pilato. In questo articolo, seguendo le tracce impresse dal personaggio storico Ponzio Pilato nell'antica letteratura romana e protocristiana, Michele Sanvico si inoltra tra i molteplici testi apocrifi che avvolgono la leggendaria figura del governatore della Giudea, affrontando le sorprendenti fonti d'epoca medievale tramite le quali fu costruito il vero e proprio mito relativo agli ultimi giorni di Pilato e alla maledizione che segnò i molteplici luoghi della sua leggendaria sepoltura, tra i quali Vienne in Francia, Lucerna in Svizzera o i Monti Sibillini in Italia. Lo scopo di questa investigazione è quello di scoprire la vera essenza del mito dei Laghi di Pilato, tentando di porre in evidenza la reale origine del racconto leggendario che stabilisce una connessione tra i laghi e il prefetto romano menzionato nei Vangeli, ricostruendo esaustivamente il percorso letterario che ha reso possibile questa peculiare associazione. L'obiettivo, assai audace, di tutta questa ricerca è quello di gettare luce sul nucleo mitico della leggenda che abita il luogo che oggi conosciamo con il nome di 'Laghi di Pilato', che un tempo era noto come il Lago di Norcia o il Lago della Sibilla. Questo articolo costituisce la Parte 1 dell'articolo completo (comprendente anche una Parte 2 e una Parte 3) riguardante la predetta tematica, ed è anche parte di una serie completa di articoli sulla vera origine delle leggende della Sibilla Appenninica e dei Laghi di Pilato.
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Il mistero del Monte Sibilla, in Italia, è un enigma antico e ancora inspiegato. La montagna innalza il proprio picco tra l'Umbria e le Marche. La grotta sulla cima è stata oggetto di visite, per secoli, da parte di uomini provenienti da ogni parte d'Europa, in cerca del leggendario reame sotterraneo della Sibilla degli Appennini. Una ricerca che non si è ancora conclusa. In questo articolo Michele Sanvico approfondisce una tematica che non è mai stata sufficientemente investigata fino a oggi: le radici medievali della leggenda della Sibilla Appenninica, in presenza di numerosi legami sussistenti con precedenti romanzi cavallereschi. Per la prima volta in assoluto, vengono sistematicamente presentati i dettagli, assieme ai riferimenti completi ai relativi manoscritti, a proposito dell'illustre discendenza della Sibilla Appenninica da una delle protagoniste principali del ciclo arturiano: Morgana la Fata. L'obiettivo primario di questo articolo è quello di disvelare il vero nucleo della leggenda eliminando i molteplici livelli narrativi estranei che, per secoli, hanno protetto il cuore originario del mito. Questo articolo costituisce la Parte 2 dell'articolo completo riguardante la predetta tematica, ed è anche parte di una serie completa di articoli sulla vera origine delle leggende della Sibilla Appenninica e dei Laghi di Pilato.
Michele Sanvico
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Il mistero del Monte Sibilla, in Italia, è un enigma antico e ancora inspiegato. La montagna innalza il proprio picco tra l'Umbria e le Marche. La grotta sulla cima è stata oggetto di visite, per secoli, da parte di uomini provenienti da ogni parte d'Europa, in cerca del leggendario reame sotterraneo della Sibilla degli Appennini. Una ricerca che non si è ancora conclusa. In questo articolo Michele Sanvico approfondisce una tematica che non è mai stata sufficientemente investigata fino a oggi: le radici medievali della leggenda della Sibilla Appenninica, in presenza di numerosi legami sussistenti con precedenti romanzi cavallereschi. Per la prima volta in assoluto, vengono sistematicamente presentati i dettagli, assieme ai riferimenti completi ai relativi manoscritti, a proposito dell'illustre discendenza della Sibilla Appenninica da una delle protagoniste principali del ciclo arturiano: Morgana la Fata. L'obiettivo primario di questo articolo è quello di disvelare il vero nucleo della leggenda eliminando i molteplici livelli narrativi estranei che, per secoli, hanno protetto il cuore originario del mito. Questo articolo costituisce la Parte 1 dell'articolo completo riguardante la predetta tematica, ed è anche parte di una serie completa di articoli sulla vera origine delle leggende della Sibilla Appenninica e dei Laghi di Pilato.
Michele Sanvico
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Il mistero del Monte Sibilla, in Italia, è un enigma antico e ancora inspiegato. La montagna innalza il proprio picco tra l'Umbria e le Marche. La grotta sulla cima è stata oggetto di visite, per secoli, da parte di uomini provenienti da ogni parte d'Europa, in cerca del leggendario reame sotterraneo della Sibilla degli Appennini. Una ricerca che non si è ancora conclusa. In questo articolo, Michele Sanvico effettua un'investigazione sugli antichi riferimenti alla Sibilla Appenninica attraverso le fonti medievali e romane, proponendo infine un nuovo percorso di ricerca in relazione alla vera origine della leggenda sibillina.
Michele Sanvico
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Il mistero del Monte Sibilla, in Italia, è un enigma antico e ancora inspiegato. La montagna innalza il proprio picco tra l'Umbria e le Marche. La grotta sulla cima è stata oggetto di visite, per secoli, da parte di uomini provenienti da ogni parte d'Europa, in cerca del leggendario reame sotterraneo della Sibilla degli Appennini. Una ricerca che non si è ancora conclusa. Con questo articolo Michele Sanvico compie uno straordinario viaggio attraverso la tradizione letteraria della Sibilla Cimmeria e le sue potenziali connessioni con la Sibilla Appenninica, presentando una serie di citazioni e riferimenti tratti da una vasta raccolta di autori sia classici che di epoche posteriori, ponendo in evidenza la stretta relazione sussistente tra la Sibilla Cimmeria e l'oracolo cumano. L'articolo è accompagnato da una significativa selezione di immagini di estrema rarità tratte dalle fonti letterarie citate nel testo.
Michele Sanvico
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Il mistero del Monte Sibilla, in Italia, è un enigma antico e ancora inspiegato. La montagna innalza il proprio picco tra l'Umbria e le Marche. La grotta sulla cima è stata oggetto di visite, per secoli, da parte di uomini provenienti da ogni parte d'Europa, in cerca del leggendario reame sotterraneo della Sibilla degli Appennini. Una ricerca che non si è ancora conclusa. Con questo articolo Michele Sanvico intraprende un'emozionante ricerca tra differenti autori attraversando tre diversi secoli: da Padre Fortunato Ciucci all'abate Francesco Maurolico, dall'edizione della "Cosmographia" di Tolomeo curata da Johann Reger a Adrien Baillet, fino a Jean Germain, vescovo di Chalon-sur-Saône vissuto nel quindicesimo secolo, inseguendo la fievole traccia di una citazione relativa alla Sibilla di Norcia.
Michele Sanvico
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Il mistero del Monte Sibilla, in Italia, è un enigma antico e ancora inspiegato. La montagna innalza il proprio picco tra l'Umbria e le Marche. La grotta sulla cima è stata oggetto di visite, per secoli, da parte di uomini provenienti da ogni parte d'Europa, in cerca del leggendario reame sotterraneo della Sibilla degli Appennini. Una ricerca che non si è ancora conclusa. Con questo articolo Michele Sanvico presenta un'analisi dettagliata di un testo trecentesco scritto da Petrus Berchorius, un monaco benedettino, relativo al Lago di Norcia, conosciuto oggi come Lago di Pilato.
Michele Sanvico
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Il mistero del Monte Sibilla, in Italia, è un enigma antico e ancora inspiegato. La montagna innalza il proprio picco tra l'Umbria e le Marche. La grotta sulla cima è stata oggetto di visite, per secoli, da parte di uomini provenienti da ogni parte d'Europa, in cerca del leggendario reame sotterraneo della Sibilla degli Appennini. Una ricerca che non si è ancora conclusa. Con questo articolo Michele Sanvico presenta, per la prima volta, le immagini della lettera sul Monte Sibilla vergata da Enea Silvio Piccolomini nel quindicesimo secolo, con una dettagliata analisi del suo contenuto e nuove informazioni in merito al destinatario e alla data e al luogo in cui la lettera stessa fu scritta.
Michele Sanvico
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Il mistero del Monte Sibilla, in Italia, è un enigma antico e ancora inspiegato. La montagna innalza il proprio picco tra l'Umbria e le Marche. La grotta sulla cima è stata oggetto di visite, per secoli, da parte di uomini provenienti da ogni parte d'Europa, in cerca del leggendario reame sotterraneo della Sibilla degli Appennini. Una ricerca che non si è ancora conclusa. Questo articolo presenta i risultati di una ricerca relativa all'antica ascendenza letteraria delle magiche porte eternamente battenti delle quali Antoine de la Sale fece menzione nel suo "Il Paradiso della Regina Sibilla": un punto di passaggio sovrannaturale la cui origine deve essere rintracciata nel mito greco delle Simplègadi.
Michele Sanvico
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Il mistero del Monte Sibilla, in Italia, è un enigma antico e ancora inspiegato. La montagna innalza il proprio picco tra l'Umbria e le Marche. La grotta sulla cima è stata oggetto di visite, per secoli, da parte di uomini provenienti da ogni parte d'Europa, in cerca del leggendario reame sotterraneo della Sibilla degli Appennini. Una ricerca che non si è ancora conclusa. Questo articolo fornisce una completa descrizione dell'antica ascendenza letteraria del magico ponte del quale Antoine de la Sale narrò del suo "Il Paradiso della Regina Sibilla", un'invenzione che egli incluse nel resoconto della visita da lui compiuta presso il Monte Sibilla per stupire e deliziare il proprio aristocratico pubblico.
Michele Sanvico
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Il mistero del Monte Sibilla, in Italia, è un enigma antico e ancora inspiegato. La montagna innalza il proprio picco tra l'Umbria e le Marche. La grotta sulla cima è stata oggetto di visite, per secoli, da parte di uomini provenienti da ogni parte d'Europa, in cerca del leggendario reame sotterraneo della Sibilla degli Appennini. Una ricerca che non si è ancora conclusa. Questo articolo presenta una investigazione preliminare relativa ad alcune analogie sussistenti tra la leggenda della Sibilla Appenninica in Italia e la tradizione connessa al Purgatorio di San Patrizio in Irlanda.
Michele Sanvico
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Uno dei maggiori problemi nello studio e nell'approfondimento del mito della Sibilla Appenninica è l'origine letteraria di opere quali 'Guerrin Meschino' di Andrea da Barberino e 'Il Paradiso della Regina Sibilla' di Antoine de la Sale. Da dove furono tratte le vicende narrate in questi due componimenti? A quali fonti più antiche si ispirano? In questo articolo viene investigato uno specifico poema cavalleresco che non è mai stato adeguatamente analizzato in relazione alla Sibilla Appenninica e alla sua leggenda: 'Huon d'Auvergne', un poema epico del quattordicesimo secolo.
Michele Sanvico
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1. Una questione letteraria: l'origine del 'Guerrin Meschino' e del 'Paradiso della Regina Sibilla' Uno dei maggiori problemi nello studio e nell'approfondimento del mito della Sibilla Appenninica è l'origine letteraria di opere quali Guerrin Meschino di Andrea da Barberino e Il Paradiso della Regina Sibilla di Antoine de la Sale. Da dove furono tratte le vicende narrate in questi due componimenti? A quali fonti più antiche si ispirano? Gli studiosi sono unanimi nell'affermare che entrambi gli autori si abbeverarono al mondo dei romanzi cavallereschi e delle "chansons de geste", ambientate nei secoli ottavo e nono, l'età dell'Imperatore Carlomagno e delle lotte tra Mori e Cristiani. Tra i molti poemi epici appartenenti alle narrazioni carolingie, in un precedente post abbiamo posto in evidenza le possibili connessioni sussistenti tra alcuni episodi del Guerrin Meschino e del Paradiso della Regina Sibilla e un particolare poema cavalleresco che non è stato ancora oggetto di specifici studi in relazione alla Sibilla Appenninica e alla sua leggenda: Huon da Bordeaux, un poema epico del tredicesimo secolo.
Michele Sanvico
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Il mistero del Monte Sibilla, in Italia, è un enigma antico e ancora inspiegato. La montagna innalza il proprio picco tra l'Umbria e le Marche. La grotta sulla cima è stata oggetto di visite, per secoli, da parte di uomini provenienti da ogni parte d'Europa, in cerca del leggendario reame sotterraneo della Sibilla degli Appennini. Una ricerca che non si è ancora conclusa. Con questo articolo Michele Sanvico ripercorre le tracce della leggenda attraverso la storia, con specifico riferimento alla nomea acquistata come mera favola per sempliciotti e creduloni e - da un punto di vista marcatamente più oscuro - alla fama sinistra diffusasi tra i negromanti di tutta Europa.
Michele Sanvico
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Il mistero del Monte Sibilla, in Italia, è un enigma antico e ancora inspiegato. La montagna innalza il proprio picco tra l'Umbria e le Marche. La grotta sulla cima è stata oggetto di visite, per secoli, da parte di uomini provenienti da ogni parte d'Europa, in cerca del leggendario reame sotterraneo della Sibilla degli Appennini. Una ricerca che non si è ancora conclusa. Questo articolo è un viaggio letterario tra manoscritti e antichi volumi in cerca di un legame nascosto: quello tra una Sibilla, le Sibille Classiche e gli Appennini. Un itinerario affascinante da Isidoro di Siviglia ad Agostino d'Ippona, da Lattanzio a Publio Virgilio Marone, da Servio Mario Onorato a Publio Papinio Stazio, Svetonio e l'Historia Augusta, da Marco Terenzio Varrone a Plinio il Vecchio, e poi Philippe de Thaon, il Mirabilis Liber, Ludovico Ariosto, Andrea da Barberino e Antoine de la Sale. Un viaggio attraverso un mistero che continua ancora ai nostri giorni.
Michele Sanvico
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Il mistero del Monte Sibilla, in Italia, è un enigma antico e ancora inspiegato. La montagna innalza il proprio picco tra l'Umbria e le Marche. La grotta sulla cima è stata oggetto di visite, per secoli, da parte di uomini provenienti da ogni parte d'Europa, in cerca del leggendario reame sotterraneo della Sibilla degli Appennini. Una ricerca che non si è ancora conclusa. Questo articolo ripercorre una parte delle informazioni disponibili in merito a quella grotta così sinistra, informazioni tratte da varie fonti differenti. Un viaggio nel mistero che continua ancora, nel nostro tempo presente.
Michele Sanvico
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In the middle of the Italian Apennines the peaks of the Sibillini Mountain Range raise amid cloudy mists. Ancient legends inhabit the elevated cliffs and the deep valleys which mark this portion of the land of Italy: a Cave set on the top of Mount Sibyl is dedicated to the name of a sibilline oracle, for centuries the destination of adventurous journeys made by visitors from all over Europe; a few miles away, the Lake of Pilate, nested within the glacial cirque of Mount Vettore, awaited its own attendance of magicians and necromancers in search of a suitable place for the consecration of spellbooks. Legends we have fully addressed in the series of papers "The Apennine Sibyl - A Mystery and a Legend" providing detailed information on the whole legendary tradition. In this paper we want to address a different aspect of the legendary heritage which is linked to the Lake of Pilate: we will investigate the issue of the shape of the Lake across many centuries. An issue, and a thorny one. Because the fascinating, sinister Lake we see today is not one Lake at all: it is two Lakes in total, and both small indeed. They are so small that, in times of climate change and global warming, they increasingly tend to disappear altogether during the hot, ardent summers that affect the elevated crests of the Sibillini Mountain Range with ever growing frequency: an effect which is worsened by the scarce amount of snow that happens to fall on the same cliffs during the once-frigid winters that mark a land which is now experiencing rising average temperatures all round the year. So as a matter of fact today the Lakes are basically two, while once ordinarily there used to be just one, as portrayed in a gorgeous fifteenth-century manuscripted work written by French courtier Antoine de la Sale. What happened? And why? Was it a long-term process, possibly induced by climate change? Or, did any specific event happen at some point in time? Let's start probing deep into this tricky matter. Because the answers are possibly more than one, with a central role to be played by the nineteenth century, a time during which major changes possibly occurred. With the help of ancient sources and cartographies, and using new, previously-unpublished information, we will be able to deal in deeper detail with this hitherto-unaddressed matter. One Lake, two Lakes, and, finally, in the framework of a dramatically-growing climate change, no Lake at all. An amazing ride through the centuries, in search of the true shape of the Lake of Pilate.
Michele Sanvico
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I Monti Sibillini costituiscono uno straordinario scenario che innalza le proprie vette al centro della penisola italiana, tra le regioni delle Marche e dell'Umbria. Parte della catena appenninica, i loro formidabili bastioni, caratterizzati dalla presenza di creste vertiginose e spaventosi precipizi, sono abitati da sinistre leggende un tempo conosciute in tutta Europa, capaci di attirare schiere di visitatori da paesi assai lontani, alla ricerca della caverna nella quale si diceva dimorasse una sensuale profetessa, la Sibilla Appenninica, e del lago nel quale si riteneva che il corpo di un antico prefetto romano, Ponzio Pilato, conoscesse un inquieto riposo. Già dal diciassettesimo secolo, però, la fama di quelle montagne si era andata appannando; e con l'ingresso nell'Età dei Lumi le antiche leggende parevano avere perduto ogni attrattiva e interesse, ricadendo in una sostanziale oscurità e rimanendo vive solamente nel folclore delle popolazioni locali. Tra il 1700 e il 1800, nessuno pareva conoscere più quel remoto massiccio appenninico situato al centro dell'Italia e abitato da genti di montagna e incolti pastori, seppure alquanto pittoreschi. Nella seconda metà del diciannovesimo secolo, però, qualcosa iniziò a cambiare. Con la fondazione del Club Alpino Italiano ad opera di Quintino Sella, nel 1863 a Torino, le montagne italiane cominciarono a collocarsi al centro di un approfondito interesse, non solamente alpinistico, da parte di aristocratici, grandi possidenti e membri della più elevata borghesia, uniti nella comune passione per la montagna e per il nascente escursionismo. Un interesse che coinvolgerà sin dall'inizio non solo la catena montuosa più elevata e illustre, le Alpi, ma anche la dorsale degli Appennini. E, muovendo lungo l'Appennino, i soci del CAI si sarebbero presto imbattuti nei Monti Sibillini: gemme preziose, in precedenza ignote e ignorate, in procinto di conoscere una nuova fortuna tra coloro che, innamorati delle montagne, sarebbero stati pienamente e profondamente in grado di apprezzarle. Dall'ascesa al Monte Vettore del Conte Girolamo Orsi nel 1877, alla successiva visita effettuata dagli entusiasti congressisti del CAI adunati in Perugia nel 1879, alle prime esplorazioni compiute dall'industriale della carta Giovanni Battista Miliani a Castelluccio, al Vettore e al Monte della Sibilla nel 1886; e ancora al congresso nazionale del Club Alpino, ad Ascoli Piceno, nel 1889, con un nutrito gruppo di soci che si reca a conquistare la Sibilla; e poi, negli anni successivi, con l'arrivo, nel 1897, dei due grandi filologi, Gaston Paris e Pio Rajna, in cerca di misteriose leggende, e con le numerose, successive ascensioni compiute dai soci del CAI tra i picchi dei Monti Sibillini, sarà proprio il Club Alpino Italiano a raccontare e promuovere, con il volgere del secolo, quelle dimenticate montagne appenniniche, con il loro carico di leggende, presso un pubblico vasto e appassionato, aristocratico ed erudito, sia in Italia che all'estero. E il veicolo di questa promozione sarà il pervasivo apparato editoriale e pubblicistico posto in campo dal Club Alpino, con i propri Bollettini, le proprie Riviste Mensili e gli Annuari delle Sezioni regionali, distribuiti presso tutte le sezioni italiane del CAI e anche all'estero. Nel presente articolo, racconteremo in dettaglio la straordinaria storia di un'avvincente riscoperta, quella dei Monti Sibillini. Andremo a sfogliare le pagine ingiallite delle vecchie, illustri riviste del Club Alpino Italiano. Andremo a rileggere testi quasi sconosciuti, o solo raramente e parzialmente citati, che narrano di imprese alpinistiche e audaci escursioni, compiute da distinti gentiluomini e aristocratiche signore, queste ultime assai determinate, intenti a esplorare le vette delle più belle montagne d'Italia. Una storia straordinaria, grazie alla quale la luce dei Monti Sibillini tornerà a brillare di un bagliore sfavillante, dopo secoli di oscuro oblìo, in un'Italia che aveva dimenticato sia queste montagne, che le leggende che in esse vivevano. Una luce leggendaria, che continua a brillare, senza più appannamento alcuno, anche ai nostri giorni.
Michele Sanvico
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The mysteries of Mount Sibyl and the Lakes of Pilate, in the Sibillini Mountain Range in Italy, are both ancient enigmas which are still unsolved. In two previous papers, “Birth of a Sibyl: the medieval connection” and “A legend for a Roman prefect: the Lakes of Pontius Pilate”, we identified the presence of two additional, extraneous legendary layers, which are connected to the figure of Morgan le Fay and to the ancient lore concerning the burial places of Pontius Pilate. With a third paper, “Sibillini Mountain Range: the legend before the legends”, we pinpointed a number of common traits that mark both legends, the Cave's and Lake's, with at least three shared features: a legendary demonic presence; the performance of necromantic rituals; winds, tempests, and devastation which mythically arise from both sites. With a fourth paper, "Sibillini Mountain Range, a cave and lake to the Otherworld", we highlighted the otherwordly character marking the Sibillini Mountain Range, with strong literary links which can be retrieved between the legendary tales of the Sibyl's Cave and the Lake of Pilate, set in the Sibillini Mountain Range, and two most famous and successful narratives which depict two specific journeys to otherwordly regions: the legend of the Cumaean Sibyl and the legend of St. Patrick's Purgatory. With this conclusive paper we present our final considerations and innovative conjectural model on the origin of the legendary system which inhabits the Sibillini Mountain Range. We first propose a comprehensive summary of the conjectures that have been elaborated, across more than one hundred fifty years, by philologists, researchers and even novelists and essaysts on the potential origin of the legendary tales connected to the Sibyl's Cave and the Lake of Pilate, in a deliberate and unsuccessful effort to unveil the true reason for the peculiar character that these mountains seem to manifest across the centuries. Subsquently, a new original, unprecedented conjecture on the origin of the legends of the Sibillini Mountain Range is presented, for the first time ever. The keyword of our conjecture is earthquake. Since time immemorial, most devastating earthquakes have been occurring in the area on a recurrent basis. The very face of the mountain range is affected by the largest events. Smaller earthquakes ceaselessly hit the territory, many of them just above the threshold of human sensitivity. Vibrations and rumbles may be often heard. Contemporary residents know that a catastrophic earthquake might happen anytime, announced by sequences of smaller tremors, or even totally unheralded. They all know that sudden death may ensue, and that within the space of a few seconds their own life and the life of their family members may be subject to a dramatic change or even be terminated altogether under the debris of a collapsing roof, as it actually happened in the year 2016. After a full review of the seismic character of the Sibillini Mountain Range, we formulate a conjecture concerning a possible antique otherwordly nature of the Lake and Cave. In a remote past, the two geographical features may have been considered as passageways to some sort of demonic presence, an access that was to be unlocked by means of necromantic rituals, a point of contact with a subterranean Otherworld and the chthonian powers beneath. Before the Roman conquest in the third century B.C., we assume that the local populations of Sabines and Picenes may have developed some sort of legendary narrative, and a possible cult, with relation to the nature and potential worship of earthquakes, considered as a kind of fiendish demons or gods. In the almost constant presence of earthquakes, due to the presence of an active fault system situated beneath the Sibillini Mountain Range, the local tradition, across the centuries of the Iron Age, may have established highland shrines at the Lake and Cave, where necromantic rituals may have been performed to obtain the cessation of the seismic sequences, and ask for mercy and salvation. A comprehensive conjectural model is built on this potential scenario, with a full analysis of the reasons that may steer research in this direction. A most interesting link is also established with the tradition associated with the Sibyl's Cave and the Lake of Pilate as to the legendary, devastating tempests which would arise from the two sites, with a clear connection to the antique beliefs on the origin of earthquakes as stated by Aristotle, Lucretius, Seneca and Pliny the Elder. This final research article, together with the whole series of papers already released within the project "The Apennine Sibyl and the Lakes of Pilatus: a Journey into the True Origin of Mysterious Legendary Tales", fosters an improved and unprecedented comprehension of the mythical nucleus of the fascinating legendary setting that lives in the Sibillini Mountain Range, in central Italy. This article is Part 2 (end) of the full paper on the above topic.
The mysteries of Mount Sibyl and the Lakes of Pilate, in the Sibillini Mountain Range in Italy, are both ancient enigmas which are still unsolved. In two previous papers, “Birth of a Sibyl: the medieval connection” and “A legend for a Roman prefect: the Lakes of Pontius Pilate”, we identified the presence of two additional, extraneous legendary layers, which are connected to the figure of Morgan le Fay and to the ancient lore concerning the burial places of Pontius Pilate. With a third paper, “Sibillini Mountain Range: the legend before the legends”, we pinpointed a number of common traits that mark both legends, the Cave's and Lake's, with at least three shared features: a legendary demonic presence; the performance of necromantic rituals; winds, tempests, and devastation which mythically arise from both sites. With a fourth paper, "Sibillini Mountain Range, a cave and lake to the Otherworld", we highlighted the otherwordly character marking the Sibillini Mountain Range, with strong literary links which can be retrieved between the legendary tales of the Sibyl's Cave and the Lake of Pilate, set in the Sibillini Mountain Range, and two most famous and successful narratives which depict two specific journeys to otherwordly regions: the legend of the Cumaean Sibyl and the legend of St. Patrick's Purgatory. With this conclusive paper we present our final considerations and innovative conjectural model on the origin of the legendary system which inhabits the Sibillini Mountain Range. We first propose a comprehensive summary of the conjectures that have been elaborated, across more than one hundred fifty years, by philologists, researchers and even novelists and essaysts on the potential origin of the legendary tales connected to the Sibyl's Cave and the Lake of Pilate, in a deliberate and unsuccessful effort to unveil the true reason for the peculiar character that these mountains seem to manifest across the centuries. Subsquently, a new original, unprecedented conjecture on the origin of the legends of the Sibillini Mountain Range is presented, for the first time ever. The keyword of our conjecture is earthquake. Since time immemorial, most devastating earthquakes have been occurring in the area on a recurrent basis. The very face of the mountain range is affected by the largest events. Smaller earthquakes ceaselessly hit the territory, many of them just above the threshold of human sensitivity. Vibrations and rumbles may be often heard. Contemporary residents know that a catastrophic earthquake might happen anytime, announced by sequences of smaller tremors, or even totally unheralded. They all know that sudden death may ensue, and that within the space of a few seconds their own life and the life of their family members may be subject to a dramatic change or even be terminated altogether under the debris of a collapsing roof, as it actually happened in the year 2016. After a full review of the seismic character of the Sibillini Mountain Range, we formulate a conjecture concerning a possible antique otherwordly nature of the Lake and Cave. In a remote past, the two geographical features may have been considered as passageways to some sort of demonic presence, an access that was to be unlocked by means of necromantic rituals, a point of contact with a subterranean Otherworld and the chthonian powers beneath. Before the Roman conquest in the third century B.C., we assume that the local populations of Sabines and Picenes may have developed some sort of legendary narrative, and a possible cult, with relation to the nature and potential worship of earthquakes, considered as a kind of fiendish demons or gods. In the almost constant presence of earthquakes, due to the presence of an active fault system situated beneath the Sibillini Mountain Range, the local tradition, across the centuries of the Iron Age, may have established highland shrines at the Lake and Cave, where necromantic rituals may have been performed to obtain the cessation of the seismic sequences, and ask for mercy and salvation. A comprehensive conjectural model is built on this potential scenario, with a full analysis of the reasons that may steer research in this direction. A most interesting link is also established with the tradition associated with the Sibyl's Cave and the Lake of Pilate as to the legendary, devastating tempests which would arise from the two sites, with a clear connection to the antique beliefs on the origin of earthquakes as stated by Aristotle, Lucretius, Seneca and Pliny the Elder. This final research article, together with the whole series of papers already released within the project "The Apennine Sibyl and the Lakes of Pilatus: a Journey into the True Origin of Mysterious Legendary Tales", fosters an improved and unprecedented comprehension of the mythical nucleus of the fascinating legendary setting that lives in the Sibillini Mountain Range, in central Italy. This article is Part 1 of the full paper on the above topic.
Michele Sanvico
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The mysteries of Mount Sibyl and the Lakes of Pilate, in the Sibillini Mountain Range in Italy, are both ancient enigmas which are still unsolved. In two previous papers, “Birth of a Sibyl: the medieval connection” and “A legend for a Roman prefect: the Lakes of Pontius Pilate”, we identified the presence of two additional, extraneous legendary layers, which are connected to the figure of Morgan le Fay and to the ancient lore concerning the burial places of Pontius Pilate. With a third paper, “Sibillini Mountain Range: the legend before the legends”, we pinpointed a number of common traits that mark both legends, the Cave's and Lake's, with at least three shared features: a legendary demonic presence; the performance of necromantic rituals; winds, tempests, and devastation which mythically arise from both sites. With the present paper we address a fourth, most significant feature which seems to mark the two sites, the Sibyl's Cave and the Lake of Pilate: they both appear to have been considered as some sort of passageways to the Otherworld, owing to the presence of specific narrative elements, such as the test bridge, that are usually found in literary works that depict visionary travels to otherwordly regions. The Otherworld and its accessibility to living men has always been an illustrious, emotional literary topic in the literary production of the Western tradition, since classical antiquity, through the advent of Christianity and across the centuries of the Middle Ages. From Homer's “Odyssey” to Vergil's “Aeneid”, from Pope St. Gregory the Great to the visionary dreams originated in medieval Ireland, and up to the legend of the Purgatory of St. Patrick, men have always been dreaming about the afterlife, its shadows, its demons and its punishments. In the present work we retrace the main literary instances of the visionary narratives on the Otherworld in the Western culture. In addition to that, we highlight the strong literary links which can be retrieved between the legendary tales of the Sibyl's Cave and the Lake of Pilate, in the Sibillini Mountain Range, and two most famous and successful narratives which depict two specific journeys to otherwordly regions: the legend of the Cumaean Sibyl, with the Lake of Avernus and the gloomy cave providing an access to the realm of the dead, and the legend of St. Patrick's Purgatory, featuring another lake, Lough Derg, and another sinister cave. In the present paper we show the recurrent contaminations of narrative themes that link the three different, and substantially unrelated, legends, in the form of a visible transfer of narrative topics and situations from the illustrious and widely-known Cumaean and Irish tales, to an Italian tale which appear to features some narrative and geographical traits in common, though set in a different setting and despite its total independence from the legendary narratives of Lough Derg and Cumae. A contamination that has travelled across the centuries of the Middle Ages, through the invisible streams of oral tales and storytelling, finally materialised within the fifteenth-century works written by Antoine de la Sale and Andrea da Barberino. The resulting, far-reaching assumption which arises from the present research work is that a legendary passageway to some sort of Otherworld might have been possibly situated, by an antique tradition that left some faint traces in the known literature, among the peaks of the central Apennines. And the landmarks for this mythical entryway would be associated, just like in Cumae and Lough Derg, to the same kind of landforms, a lake and a cave: they both would mark a sort of legendary 'hot spot' on the surface of Earth, where the mythical passageway would be located. In this framework, a number of questions are left open in the present paper: why should this Apennine site have been considered as a further entryway to the Otherworld? If our assumption is true, what sort of Otherworld was this? What sort of dreadful dream did men conceive by the Lake and Cave set in the mountains of the Apennines, in central Italy? What legend did live in this area before the medieval legendary tales about a Sibyl and Pontius Pilate settled themselves here? The highlighting of the otherwordly character marking the Sibillini Mountain Range, in Italy, may lead to an improved comprehension of the mythical nucleus of the legendary setting that inhabits those imposing mountains of Italy, opening a new path that will be fully addressed in a future, and conclusive, research paper, now under preparation. This article is Part 2 of the full paper on the above topic, and also part of an extended series of papers on the true origin of the Apennine Sibyl's and Pilatus Lakes' legends, a series that will include further papers that are about to provide additional, previously-unpublished information on the whole fascinating topic.
Michele Sanvico
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The mysteries of Mount Sibyl and the Lakes of Pilate, in the Sibillini Mountain Range in Italy, are both ancient enigmas which are still unsolved. In two previous papers, “Birth of a Sibyl: the medieval connection” and “A legend for a Roman prefect: the Lakes of Pontius Pilate”, we identified the presence of two additional, extraneous legendary layers, which are connected to the figure of Morgan le Fay and to the ancient lore concerning the burial places of Pontius Pilate. With a third paper, “Sibillini Mountain Range: the legend before the legends”, we pinpointed a number of common traits that mark both legends, the Cave's and Lake's, with at least three shared features: a legendary demonic presence; the performance of necromantic rituals; winds, tempests, and devastation which mythically arise from both sites. With the present paper we address a fourth, most significant feature which seems to mark the two sites, the Sibyl's Cave and the Lake of Pilate: they both appear to have been considered as some sort of passageways to the Otherworld, owing to the presence of specific narrative elements, such as the test bridge, that are usually found in literary works that depict visionary travels to otherwordly regions. The Otherworld and its accessibility to living men has always been an illustrious, emotional literary topic in the literary production of the Western tradition, since classical antiquity, through the advent of Christianity and across the centuries of the Middle Ages. From Homer's “Odyssey” to Vergil's “Aeneid”, from Pope St. Gregory the Great to the visionary dreams originated in medieval Ireland, and up to the legend of the Purgatory of St. Patrick, men have always been dreaming about the afterlife, its shadows, its demons and its punishments. In the present work we retrace the main literary instances of the visionary narratives on the Otherworld in the Western culture. In addition to that, we highlight the strong literary links which can be retrieved between the legendary tales of the Sibyl's Cave and the Lake of Pilate, in the Sibillini Mountain Range, and two most famous and successful narratives which depict two specific journeys to otherwordly regions: the legend of the Cumaean Sibyl, with the Lake of Avernus and the gloomy cave providing an access to the realm of the dead, and the legend of St. Patrick's Purgatory, featuring another lake, Lough Derg, and another sinister cave. In the present paper we show the recurrent contaminations of narrative themes that link the three different, and substantially unrelated, legends, in the form of a visible transfer of narrative topics and situations from the illustrious and widely-known Cumaean and Irish tales, to an Italian tale which appear to features some narrative and geographical traits in common, though set in a different setting and despite its total independence from the legendary narratives of Lough Derg and Cumae. A contamination that has travelled across the centuries of the Middle Ages, through the invisible streams of oral tales and storytelling, finally materialised within the fifteenth-century works written by Antoine de la Sale and Andrea da Barberino. The resulting, far-reaching assumption which arises from the present research work is that a legendary passageway to some sort of Otherworld might have been possibly situated, by an antique tradition that left some faint traces in the known literature, among the peaks of the central Apennines. And the landmarks for this mythical entryway would be associated, just like in Cumae and Lough Derg, to the same kind of landforms, a lake and a cave: they both would mark a sort of legendary 'hot spot' on the surface of Earth, where the mythical passageway would be located. In this framework, a number of questions are left open in the present paper: why should this Apennine site have been considered as a further entryway to the Otherworld? If our assumption is true, what sort of Otherworld was this? What sort of dreadful dream did men conceive by the Lake and Cave set in the mountains of the Apennines, in central Italy? What legend did live in this area before the medieval legendary tales about a Sibyl and Pontius Pilate settled themselves here? The highlighting of the otherwordly character marking the Sibillini Mountain Range, in Italy, may lead to an improved comprehension of the mythical nucleus of the legendary setting that inhabits those imposing mountains of Italy, opening a new path that will be fully addressed in a future, and conclusive, research paper, now under preparation. This article is Part 1 of the full paper on the above topic, and also part of an extended series of papers on the true origin of the Apennine Sibyl's and Pilatus Lakes' legends, a series that will include further papers that are about to provide additional, previously-unpublished information on the whole fascinating topic.
Michele Sanvico
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The mysteries of Mount Sibyl and the Lakes of Pilate, in the Sibillini Mountain Range in Italy, are both ancient enigmas which are still unsolved. In two previous papers, “Birth of a Sibyl: the medieval connection” and “A legend for a Roman prefect: the Lakes of Pontius Pilate”, we highlighted two additional legendary layers which conceal the true core of the local myth. A first narrative layer, connected to the Apennine Sibyl, can be retraced back to the Matter of Britain and the necromantic characters of Morgan le Fay and her companion Sebile; a second narrative layer, pertaining to Pontius Pilate, is to be referred to the well-known lore which has been enshrouding the figure of Pilate for twenty centuries, with a number of legendary burial places for the Roman prefect scattered across various site in Europe. Both narrative layers are to be considered as local adaptations of legends which were born and underwent specific evolutionary paths elsewhere. This approach opens the way to an unprecedented search for the original nucleus of the legend which lives in the two sites set amid the fastnesses of the Sibillini Mountain Range. This paper is the first step in the direction of this promising goal. In the paper, the legends concerning the Sibyl's Cave and the Lakes of Pilate are not considered as independent, unrelated tales anymore: the two myths are analysed jointly, in search of their common, shared traits, which hint to the original legendary core of both. Three common aspects are fully investigated: necromantic rituals performed at both sites, legendary demonic presence at the Cave and Lake, and legendary storms and devastation arising from both places. All the listed shared traits are analysed with the support of the available literary evidence, as drawn from manuscripts and printed works spanning from the fourteenth century up to the sixteenth. The highlighting of the common traits which mark both legends is leading to an improved comprehension of the mythical nucleus of the legendary setting that inhabits the Sibillini Mountain Range, opening a new path that will soon foster exciting scientific results. This article is part of an extended series of papers on the true origin of the Apennine Sibyl's and Pilatus Lakes' legends, a series that will include further papers that are about to provide additional, previously-unpublished information on the whole fascinating topic.
Michele Sanvico
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The mysteries of Mount Sibyl and the Lakes of Pilate, in the Sibillini Mountain Range in Italy are both ancient enigmas which are still unsolved. As reported in a fifteenth-century account provided by Antoine de la Sale in his "The Paradise of Queen Sibyl", the sinister Lakes of Pilate have been visited for many centuries by necromancers coming from all over Europe, in search of an eerie, magical setting where to consecrate their spellbooks: a cursed place of gloomy waters, in which the body of Pontius Pilate would have been cast in antiquity, according to an ancient legend. In this paper, following the marks left by the historical character of Pontius Pilate in the ancient literature of the Roman and early-Christian age, Michele Sanvico probes into the many apocryphal texts which enshroud the prefect's legendary figure, subsequently confronting with the amazing medieval sources that built up the myth concerning the final days of Pilate and the curse which fell on his burial places, be it Vienne in France, Lucerne in Switzerland or the Sibillini Mountain Range in Italy. The goal of this research is to uncover the real essence of the myth of the Italian Lakes of Pilate, by highlightig the true origin of this legendary tale which establishes an odd connection between the lakes and the Roman prefect who was mentioned in the Gospels, by fully retracing the literary path that led to this remarkable association. The daring aim of all this is to cast an illuminating light on the mythical core of the legend that inhabits the place which we call today as the Lakes of Pilate, but was once known as the Lake of Norcia or the Lake of the Sibyl. This article is Part 3 of the full paper on the above topic (including a Part 1 and a Part 2), and also part of an extended series of papers on the true origin of the Apennine Sibyl's and Pilatus Lakes' legends.
Michele Sanvico
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The mysteries of Mount Sibyl and the Lakes of Pilate, in the Sibillini Mountain Range in Italy are both ancient enigmas which are still unsolved. As reported in a fifteenth-century account provided by Antoine de la Sale in his "The Paradise of Queen Sibyl", the sinister Lakes of Pilate have been visited for many centuries by necromancers coming from all over Europe, in search of an eerie, magical setting where to consecrate their spellbooks: a cursed place of gloomy waters, in which the body of Pontius Pilate would have been cast in antiquity, according to an ancient legend. In this paper, following the marks left by the historical character of Pontius Pilate in the ancient literature of the Roman and early-Christian age, Michele Sanvico probes into the many apocryphal texts which enshroud the prefect's legendary figure, subsequently confronting with the amazing medieval sources that built up the myth concerning the final days of Pilate and the curse which fell on his burial places, be it Vienne in France, Lucerne in Switzerland or the Sibillini Mountain Range in Italy. The goal of this research is to uncover the real essence of the myth of the Italian Lakes of Pilate, by highlightig the true origin of this legendary tale which establishes an odd connection between the lakes and the Roman prefect who was mentioned in the Gospels, by fully retracing the literary path that led to this remarkable association. The daring aim of all this is to cast an illuminating light on the mythical core of the legend that inhabits the place which we call today as the Lakes of Pilate, but was once known as the Lake of Norcia or the Lake of the Sibyl. This article is Part 2 of the full paper on the above topic (including a Part 1 and a Part 3), and also part of an extended series of papers on the true origin of the Apennine Sibyl's and Pilatus Lakes' legends.
Michele Sanvico
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The mysteries of Mount Sibyl and the Lakes of Pilate, in the Sibillini Mountain Range in Italy are both ancient enigmas which are still unsolved. As reported in a fifteenth-century account provided by Antoine de la Sale in his "The Paradise of Queen Sibyl", the sinister Lakes of Pilate have been visited for many centuries by necromancers coming from all over Europe, in search of an eerie, magical setting where to consecrate their spellbooks: a cursed place of gloomy waters, in which the body of Pontius Pilate would have been cast in antiquity, according to an ancient legend. In this paper, following the marks left by the historical character of Pontius Pilate in the ancient literature of the Roman and early-Christian age, Michele Sanvico probes into the many apocryphal texts which enshroud the prefect's legendary figure, subsequently confronting with the amazing medieval sources that built up the myth concerning the final days of Pilate and the curse which fell on his burial places, be it Vienne in France, Lucerne in Switzerland or the Sibillini Mountain Range in Italy. The goal of this research is to uncover the real essence of the myth of the Italian Lakes of Pilate, by highlightig the true origin of this legendary tale which establishes an odd connection between the lakes and the Roman prefect who was mentioned in the Gospels, by fully retracing the literary path that led to this remarkable association. The daring aim of all this is to cast an illuminating light on the mythical core of the legend that inhabits the place which we call today as the Lakes of Pilate, but was once known as the Lake of Norcia or the Lake of the Sibyl. This article is Part 1 of the full paper on the above topic (including a Part 2 and a Part 3), and also part of an extended series of papers on the true origin of the Apennine Sibyl's and Pilatus Lakes' legends.
Michele Sanvico
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The ancient mystery of Mount Sibyl, the mountain that raises its peak between Umbria and Marche in Italy, is an enigma which is still unsolved. The cave on the mountain-top has been visited for centuries by visitors coming from all over Europe in search of the legendary subterranean realm of the Sibyl of the Apennines. A quest that definitely is not over. In this article Michele Sanvico illustrates a topic that has never been thouroughly analysed before: the medieval roots of the legend of the Apennine Sibyl, with the many links to earlier chivalric romances. For the first time ever, full details are provided, together with full reference to manuscripts, about the Apennine Sibyl's illustrious lineage from one of the main characters of the Arthurian cycle: Morgan le Fay. The aim of the paper is to ultimately unveil the true core of the legend by taking out the various, extraneous narrative layers that for centuries have sheltered the original mythical nucleus. This article is Part 2 of the full paper on the above topic, and also part of an extended series of papers on the true origin of the Apennine Sibyl's and Pilatus Lakes' legends.
Michele Sanvico
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The ancient mystery of Mount Sibyl, the mountain that raises its peak between Umbria and Marche in Italy, is an enigma which is still unsolved. The cave on the mountain-top has been visited for centuries by visitors coming from all over Europe in search of the legendary subterranean realm of the Sibyl of the Apennines. A quest that definitely is not over. In this article Michele Sanvico illustrates a topic that has never been thoroughly analysed before: the medieval roots of the legend of the Apennine Sibyl, with the many links to earlier chivalric romances. For the first time ever, full details are provided, together with full reference to manuscripts, about the Apennine Sibyl's illustrious lineage from one of the main characters of the Arthurian cycle: Morgan le Fay. The aim of the paper is to ultimately unveil the true core of the legend by taking out the various, extraneous narrative layers that for centuries have sheltered the original mythical nucleus. This article is Part 1 of the full paper on the above topic, and also part of an extended series of papers on the true origing of the Apennine Sibyl's and Pilatus Lakes' legends.
Michele Sanvico
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The mystery of Mount Sibyl in Italy is an ancient enigma which is still unsolved. The mountain raises its peak between Umbria and Marche. The cave on the mountain-top has been visited for centuries by men from all over Europe in search of the legendary subterranean realm of the Sibyl of the Apennines. A quest that definitely is not over. In this article Michele Sanvico carries out a search of ancient references to the Apennine Sibyl in medieval and Roman sources, and proposes a new track for future investigation on the true origin of the legend.
Michele Sanvico
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The mystery of Mount Sibyl in Italy is an ancient enigma which is still unsolved. The mountain raises its peak between Umbria and Marche. The cave on the mountain-top has been visited for centuries by men from all over Europe in search of the legendary subterranean realm of the Sibyl of the Apennines. A quest that definitely is not over. With this article Michele Sanvico carries out a stunning journey into the literary tradition of the Cimmerian Sibyl and her potential link to the Apennine Sibyl, by presenting mentions taken from a vast collection of classical and later authors, and highlighting the close relationship which is retrieved between the Cimmerian and the Cumaean Sibyl. The paper is accompanyied by a large selection of utmostly rare images drawn from the literary sources quoted in the text.
Michele Sanvico
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The mystery of Mount Sibyl in Italy is an ancient enigma which is still unsolved. The mountain raises its peak between Umbria and Marche. The cave on the mountain-top has been visited for centuries by men from all over Europe in search of the legendary subterranean realm of the Sibyl of the Apennines. A quest that definitely is not over. With this article Michele Sanvico carries out a thrilling search across authors spanning three different centuries: from Father Fortunato Ciucci to abbot Francesco Maurolico, from Johann Reger's edition of Ptolemy's Cosmographia to Adrien Baillet, down to Jean Germain, a fifteenth-century bishop of Chalon-sur-Saône, following the faint trace of a mention concerning the Sibyl of Norcia.
Michele Sanvico
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The mystery of Mount Sibyl in Italy is an ancient enigma which is still unsolved. The mountain raises its peak between Umbria and Marche. The cave on the mountain-top has been visited for centuries by men from all over Europe in search of the legendary subterranean realm of the Sibyl of the Apennines. A quest that definitely is not over. With this article Michele Sanvico provides an in-depth analysis of a fourteenth-century text written by Petrus Berchorius, a benedictine monk, on the Lakes of Norcia, known today as the Lakes of Pilatus.
Michele Sanvico
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The mystery of Mount Sibyl in Italy is an ancient enigma which is still unsolved. The mountain raises its peak between Umbria and Marche. The cave on the mountain-top has been visited for centuries by men from all over Europe in search of the legendary subterranean realm of the Sibyl of the Apennines. A quest that definitely is not over. With this article Michele Sanvico presents, for the first time, the pictures of the letter on Mount Sibyl written by Enea Silvio Piccolomini in the fifteenth century, with a detailed analysis of its content and new findings about the addressee and the date and place in which it was written.
Michele Sanvico
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The mystery of Mount Sibyl in Italy is an ancient enigma which is still unsolved. The mountain raises its peak between Umbria and Marche. The cave on the mountain-top has been visited for centuries by men from all over Europe in search of the legendary subterranean realm of the Sibyl of the Apennines. A quest that definitely is not over. This article provides the results of a research on the ancient literary lineage of the magical ever-slamming doors that Antoine de la Sale mentioned in his "The Paradise of Queen Sibyl", a supernatural passage whose origin is to be retrieved in the Greek myth of Symplegades.
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The mystery of Mount Sibyl in Italy is an ancient enigma which is still unsolved. The mountain raises its peak between Umbria and Marche. The cave on the mountain-top has been visited for centuries by men from all over Europe in search of the legendary subterranean realm of the Sibyl of the Apennines. A quest that definitely is not over. This article provides a full description of the ancient literary lineage of the magical bridge that Antoine de la Sale mentioned in his "The Paradise of Queen Sibyl", an invention he included in the account of his own visit to Mount Sibyl to astound and delight his courtly audience.
Michele Sanvico
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A major problem in the investigation of the myth of the Apennine Sibyl is the literary origin of such works as “Guerrino the Wretch” by Andrea da Barberino and “The Paradise of Queen Sibyl” by Antoine de La Sale. Where did they get their tales from? Which earlier sources did they draw on? In this paper we investigate a specific chivalric poem which has not been adequately analysed with relation to the Apennine Sibyl and her legend: "Huon d'Auvergne", a fourteenth-century epic poem.
Michele Sanvico
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A major problem in the investigation of the myth of the Apennine Sibyl is the literary origin of such works as “Guerrino the Wretch” by Andrea da Barberino and “The Paradise of Queen Sibyl” by Antoine de La Sale. Where did they get their tales from? Which earlier sources did they draw on? In this paper we investigate a specific chivalric poem which has not been adequately analysed with relation to the Apennine Sibyl and her legend: "Huon of Bordeaux", a thirteenth-century epic poem.
Michele Sanvico
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The mystery of Mount Sibyl in Italy is an ancient enigma which is still unsolved. The mountain raises its peak between Umbria and Marche. The cave on the mountain-top has been visited for centuries by men from all over Europe in search of the legendary subterranean realm of the Sibyl of the Apennines. A quest that definitely is not over. With this article Michele Sanvico follows the footsteps of the legend through history, with reference to its fame as a silly fairy tale for simpletons and - on a much darker side - to its sinister renown among necromancers across Europe.
Michele Sanvico
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The mystery of Mount Sibyl in Italy is an ancient enigma which is still unsolved. The mountain raises its peak between Umbria and Marche. The cave on the mountain-top has been visited for centuries by men from all over Europe in search of the legendary subterranean realm of the Sibyl of the Apennines. A quest that definitely is not over. This article is a literary ride through manuscripts and ancient books in search of hidden links: those between a Sibyl, the classical Sibyls, and the Italian Apennines. A fascinating travel from Isidore of Seville to Augustine of Hippo, from Lactantius to Publius Vergilius Maro, from Servius Marius Honoratus to Publis Papinius Statius, Suetonius and the Historia Augusta, from Marcus Terentius Varro to Pliny the Elder, and then Philippe de Thaon, the Mirabilis Liber, Ludovico Ariosto, Andrea da Barberino and Antoine de La Sale. A travel into mystery that still continues in our present days.
Michele Sanvico
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Italian writer Michele Sanvico is currently releasing the most comprehensive research ever published on the origin of the legend of the Apennine Sibyl: an extraordinary travel across ancient manuscripts, chivalric romances and antique literary sources which will cast a new unprecedented light on the genesis of a myth whose magical fascination has journeyed across hundreds of years.
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The legendary Apennine Sibyl, the enigmatic myth that has been living for centuries amid the mountainous fastnesses of the Italian Apennines, was first mentioned in two fifteenth-century works, Andrea da Barberino's “Guerrino the Wretch” and Antoine de la Sale's “The Paradise of Queen Sibyl”, but the very origin of this myth that has cast a spell over the whole Europe for many centuries, attracting visitors as far as a remote mountain set in the central Apennines in Italy, has never been identified.
Following the hidden traces left by the Sibyl's legendary tale in the literature of the Middle Ages, Michele Sanvico is opening a new road that will help unveil the true core of the ancient legend. A comprehensive search has been carried out by the Italian author on a large collection of manuscripted poems and romances, the cultural heritage of an antique chivalric world, and the findings are thoroughly amazing.
This comprehensive research work has been carried out by Michele Sanvico on the original manuscripts dating to the Middle Ages, preserved at the Bibliothèque Nationale de France, the British Library, the New York Public Library and other prominent institutions around the world. Stunning pictures of the relevant portions of the manuscripts will be shown to the readers for the first time ever, so as to convey the feeling of a full, extraordinary immersion into the words written on vellum by the ancient scribes.
The goal of this unprecedented investigation is to uncover the real essence of the myth of the Apennine Sibyl, the inner core of her ancient legend, by removing all literary additions conferred to her legendary tale across the centuries, so as to take off all the concentric layers that encircle and suffocate the true mythical nucleus. The aim of all that is to clean her figure by wiping out the many narrative elements that have been added with time to her story, borrowed from several different mythical tales.
A similar research is also being carried out on the legend of the Lakes of Pilatus, a myth that is closely connected to the Apennine Sibyl's legend, with the lakes lying just a few miles from Mount Sibyl, within the same Sibillini Mountain Range in Italy.
The research plan envisaged by Michele Sanvico includes a series of papers, each being a portion of a long journey into the myth of the Apennine Sibyl. The final scientific target of the whole investigation is to strip the legend of all the additional literary disguises so as to be able to behold, at the very end of the search, the genuine, antique semblance of the Sibyl: the true nature of the legend of the Sibyl of the Apennines.