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Action Plan for Emys orbicularis in Lombardy

Goal: First step: researches about current distribution with monitoring of known populations; analyze risk factors concerning their survival.

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Vincenzo Ferri
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Le popolazioni vitali di Emys orbicularis al di fuori delle aree protette sono molto rare in Italia e ogni studio che le riguarda è di grande interesse per rilevare aspetti ecologici importanti per la conservazione della specie. È il caso della popolazione di Gaggio di Piano [GP] e Castelfranco Emilia (MO), nell’areale di Emys o. hellenica e di Civitella Cesi [CC], Blera, Viterbo (VT), nell’areale di E. o. galloitalica. Entrambi i siti sono stati riconosciuti come Area di Rilevanza Erpetologica (A.R.E) dalla Societas Herpetologica Italica (ITA038EMI001 e ITA085LAZ008). Le femmine nidificano da metà maggio a fine giugno, vicino al perimetro delle zone umide (range 5,8-97,4 m in CC; 5,5-28,5 m in GP). Il numero medio di uova è 6,77 per CC (range 3-11; n = 13) e 7,57 per GP (range 4-13; n = 23). Le giovani testuggini schiudono dopo 72-89 giorni in CC, 81-98 giorni in GP, ma nel 23,08% dei casi in CC e 30,43% in GP, ibernano nelle camere nido ed emergono nella primavera successiva (aprile).
Il Bodrio Oasi Le Margherite ed il Bodrio di Cascina Margherita sono due zone umide nel territorio di San Daniele Po, in provincia di Cremona, Lombardia, in cui le osservazioni di Emys orbicularis si sono susseguite a partire dal 1997 e gli interventi di habitat management hanno avuto risultati efficaci. Entrambi hanno alimentazione perenne tramite emergenze e/o infiltrazioni di falda e tramite immissioni superficiali. Le due zone umide sono riconosciute quali Aree di Rilevanza Erpetologica (A.R.E.) ITA044LOM012 dalla Societas Herpetologica Italica (S.H.I.) Si presentano i risultati dei monitoraggi a lungo termine di questa popolazione di testuggine palustre europea, gli interventi effettuati e quelli previsti nell’ambito delle Azioni del Life IP “Gestire 2020” (L1FE14IPE/IT1000018).
Vincenzo Ferri
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An action plan for conservating Emys orbicularis (L., 1758) in Abruzzo. The distribution of Emys orbicularis (Linnaeus, 1758) in Abruzzo region is discontinuous and fragmented. Many data refer to isolated individual or small populations. Only two areas in Chieti’s district apparently maintain healthy populations. After this survey, conservation measures for the remaining populations have been focused on habitat protection. The main objectives of the present Action Plan are the monitoring of E. orbicularis populations. This includes controlling habitat requirements (mainly in the surroundings of their nesting and over wintering sites), population dynamics, and interactions with exotic invasive species. Additionally, a permanent monitoring program of the water quality of catalogued wetlans is being carried out. Finally, some coordination and experience exchange has been started with public and private institutions.
Vincenzo Ferri
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Pubblicato da Franco Muzzio Editore, 432 pagine. Formato 14x19 cm., foto a colori su carta patinata. La guida più completa alle tartarughe e testuggini d'Italia e del mondo. Il libro riporta oltre 300 tartarughe e testuggini di tutto il mondo tra specie terrestri, marine e d'acqua dolce. Sono descritti i loro habitat, gli aspetti biologici e morfologici fondamentali e i loro comportamenti con schede dettagliate ed illustratecon 1200 fotografie a colori e 125 disegni, schemi e carte, il tutto su carta patinata. Questi interessanti animali sono anche tra le specie più minacciate del pianeta e questa guida contiene anche informazioni aggiornate sui programmi di conservazione. Ogni scheda è corredata da una ricca iconografia in cui fotografie e disegni illustrano gli habitat, i colori e i dettagli delle livree, i comportamenti e le peculiarità morfologiche.
Sono diversi i motivi che inducono a salutare con soddisfazione l’uscita di questo “Atlante degli Anfibi e dei Rettili della Lombardia” che i curatori hanno voluto dedicare alla memoria di Francesco Barbieri, al quale va senz’altro ascritta a merito una parte rilevante nella promozione e nella composizione dell’opera. Innanzitutto il risultato in sé, che viene a coronare quasi un ventennio di esplorazioni condotte sul campo, di approfondite analisi e di riscontri, oltreché di azioni e di progetti rivolti alla tutela dell’erpetofauna e intrapresi in vari settori della regione lombarda con effetti di tutto riguardo.Ma mirabile mi pare, in concomitanza, l’unitarietà e la compiutezza dell’opera che un solido lavoro di regia ha saputo rendere equilibrata e omogenea nelle sue diverse parti, pur nel rispetto dell’individualità dei numerosi contributi e dei singoli apporti personali. Ebbene, un’opera chiara, esauriente, controllata in ogni suo dato; un’opera di riferimento, insomma, relativa all’erpetofauna della Lombardia - che ancora ci mancava - viene finalmente immessa nel circuito del sapere collettivo e di ciò non possiamo che essere grati ai coordinatori e ai collaboratori tutti della Sezione Lombardia della Societas Herpetologica Italica, che se ne son fatti promotori, redattori e infaticabili attori. Ciò alimenta la speranza che una conoscenza più diffusa inerente il mondo degli anfibi e dei rettili consenta ad un pubblico meglio informato e consapevole di capirne le esigenze e di prenderne le parti in ogni processo decisionale che comporti negative trasformazioni dell’ambiente, di cui questa piccola fauna sa indicare con precisione lo stato di salute. Perché, in fondo, anfibi e rettili non fanno solo parte dell’ambiente naturale che ci circonda, ma anche, e forse non ne sospettiamo quanto, del nostro mondo culturale quotidiano e di sostrato. Accanto all’erpetologia naturalistica che individua questa fauna come oggetto di studi tassonomici, biogeografici, ecologici, sopravvive un’erpetologia popolare, per così dire, in cui rospi, salamandre, ramarri e serpenti entrano di prepotenza come soggetti protagonisti, interagenti con la nostra esperienza giornaliera. È un’erpetologia fatta, per esempio, di nomi e di nomignoli deferenti e ingrazianti, come di solito si attribuiscono a entità temute che si tenta così di rabbonire (i tritoni in dialetto cremasco son detti barbagiuanì “zio giovannino”). Talvolta si incontrano, invece, nomi vistosamente deformati con probabilissima intenzione apotropaica, come è nel caso della salamandra detta in dialetto malisandra, malalisandra, marisandula e simili. Altre volte son nomi che richiamano credenze profondamente radicate nella tradizione popolare, sin dai suoi stadi più arcaici (nel Mantovano, per esempio, il rospo è la fada “la fata”; il cremonese salvacristian “ramarro” allude alla credenza secondo cui questo sauro usa lottare vittoriosamente contro vipere e altri serpenti, salvando, così, gli uomini. Ancora il nome del ramarro è, in bergamasco, ligorù o liguròt e in mantovano lùgar evocativo della leggenda che vorrebbe l’animale capace di produrre l’ambra, ossia il favoloso laugurium) e che alimentano una mitologia e una mitografia che sarebbe oltremodo interessante raccogliere e studiare in modo analitico nelle varie parti della regione, al fine di redigere un’erpetologia parallela ricca di stimoli culturali e di spunti antropologici. Per non dire dell’iconografia, delle usanze o della vasta simbologia fiorita sin dalla notte dei tempi attorno ai nostri protagonisti, considerati epifanie di entità ctonie, non necessariamente malevole, ma comunque misteriose e sfuggenti, che abitano i recessi del suolo e ne governano l’ordinamento. Sono solo accenni del tutto inadeguati che, tuttavia, vogliono segnalare quanto anfibi e rettili ci appartengano nell’intimo, nonostante la nostra convulsa società, le nostre quotidiane preoccupazioni abbiano finito per travolgere senza distinzione un mondo di saperi, di emozioni, di forme e di pratiche tradizionali di cui anche questa piccola zoologia fa parte. Allora il bell’Atlante che qui si pubblica può rappresentare, oltre che un insostituibile compendio di puntuali e aggiornate cognizioni zoologiche, anche uno strumento attraverso cui riappropriarsi di una realtà, parziale quanto si vuole, ma ancora tanto vivace da testimoniare una sorprendente simbiosi tra l’uomo e l’elemento naturale. È un onore, dunque, per Pianura il poter pubblicare nella sua collana delle “Monografie” un così importante lavoro, e, nell’esprimere gratitudine alla Sezione Lombardia della SHI e, in particolare, ai curatori dell’opera - ma anche alla redazione della rivista per il grande e assiduo impegno dedicato - sento l’obbligo di associare ai ringraziamenti il Comitato scientifico del periodico, esprimendo altresì l’auspicio che la pubblicazione sia foriera di soddisfazioni tanto per gli autori quanto per i fruitori e valga da ulteriore stimolo per tutti coloro che della ricerca naturalistica, della difesa dell’ambiente, della divulgazione scientifica si fanno quotidiani promotori. Cremona, 20 aprile 2004 Valerio Ferrari
Vincenzo Ferri
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"Serranella Emys Project" started in 1995, thanks to Cooperative COGECSTRE of Penne and Centro Studi Erpetologici Emys of S.I.S.N. and it was supported by Abruzzo Region; sponsorship was given also by the Regional Greens Group. Operative phases of "Serranella Emys Project" are: (1) census and ecological research about Emys orbicularis in Abruzzo; (2) direct protection of viable populations; (3) recovery of isolated specimens, collection of specimens from severe threatened populations; (4) installation of a recovery centre in the Nature Reserve "Lago di Serranella" (Chieti) and captive breeding; (5) consitution of a protected nursery for raising the juveniles under natural conditions, and (6) study of small populations and careful selection of the right places for future reintroduction. In this paper data on the present status and distribution of E.o. in Abruzzo are presented and the operative phases of the "Serranella Emys Project" are explained.
In recent years in northern Italy, projects of protection, management and reintroduction of Emys orbicularis have increased, especially in the large Padano-Veneta plain, where the species was decimated over decades of persecution and habitat alteration. Since 1997 we have tried to promote a recovery plan concerning the whole Padano-Veneta area for Emys orbicularis. These are the focal actions: the unification under a single work-group of those who, in any fashion, are working for E.o. conservation; the promotion of ecological studies of viable populations and safeguarding remaining habitats; the constitution of breeding centres opportunely located in the various regions; the activation of agreements between different protected areas for the common management of species (for ex. Nest protection or artificial incubation of eggs in a locality where there are valuable populations of E.o. and raising the offspring near reintroduction points). Within the framework of this project, named “Emys pro Emys”, the first recovery and breeding centre of E.o. (in the territory of Piedmont Regional Natural Park of Ticino Valley) has been built.
The populations of European Pond Turtle of the province of Modena have been, since the end of the last century, subject matter of monitoring activities, active conservation and habitat improvement and protection of their main locations of presence. The analysis of survey data collected by the Veterinary Service of the Modena AUSL, concerning recovered individuals by C.R.A.S. "Il Pettirosso" in recent years, allows to confirm, through calculated indices of maximum entropy, the importance of such interventions. In fact, thanks to the good connectivity of the preferential environments, which allows a fair distribution of the species, the actions can be focused on the defense of the known core-area and mass nesting sites.
Vincenzo Ferri
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The knowledge of the current status of Emys orbicularis (Linnaeus, 1758) in Italian regions is incomplete even if, since 1985, regional mapping programs have been started, coordinated by herpetologists who, thought slowly, are outlining the current distribution of this and all other reptile and amphibian species. Eight years after the beginning of the mapping program, collected data and their cartographic conversion do not allow definition of European pond turtle in Lombardy, but they are useful to outline a potential distribution scenario in the region. In effect it is rare in the region and its population is concentrated along the middle and the low course of the largest rivers (Ticino, lambro, Adda, Oglio and Mincio) and the observations concern lonely or isolated specimens. The situation is even more dangerous considering that specimens of esotic species (in particularly Trachemys scripta) are more and more pointed out in the same places. The protection of this species is strictly connected with the defence of places still frequented and with serious reintroduction projects.
An analysis of a 30-year dataset (1985–2014) concerning a herpetofauna assemblage studied in a site of conservation concern (Northern Italy) is reported with the aim of evidencing a trend in species richness which may reveal the most sensitive ones (i.e., the first to go extinct locally). Our results point to a progressive loss of species (nested species relaxation) which were not replaced over the study period and consequently to a decline in species richness. Among the amphibians, two thresholds in mean species richness were evident in the mid and late 1990s, respectively, whereas reptiles showed a significant threshold only at the end of the 1990s. An inductive hypothesis to explain the abrupt relaxation in species richness in the mid and late 1990s may involve a combination of “pulse” or “press” perturbations at different scales. Moreover, although our long-term standardized study suffers from some limitations, our data clearly indicate a different species-specific sensitivity which could be useful to identify focal species of conservation concern. However, further comparisons with data set collected from long-term and wide-ranging studies are needed to confirm our temporal thresholds, in order to infer a more general model from this local pattern.
SOCCINI, C. & FERRI, V., Bacteriological screening of Trachemys scripta elegans and Emys orbicularis in the Po plain (Italy). Biologia, Bratislava, 59/Suppl. 14: 201—207, 2004; ISSN 0006-3088. Since 1999, introduced Trachemys scripta elegans from artificial and natural water bodies in the Po plain (North Italy) were bacteriologically screened. From 2001 onwards, a survey of Emys orbicularis was started in the same area. 15 carcasses and 349 cloacal swabs from T. s. elegans, and 100 cloacal swabs from E. orbicularis have been studied. Most samples yielded positive bacteriological results. Besides bacteria known as pathogens for chelonians (e. g. Aeromonas hydrophila, Citrobacter freundii, Pseudomonas spp., Edwardsiella tarda), ubiquitous bacteria occurring in water and soil have been identified. Key words: Emys orbicularis, Trachemys scripta, bacteriology, Italy.
Vincenzo Ferri
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