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Andrea Cesaretti's Lab

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The insurance industry can benefit from the introduction of blockchain, smart contract and decentralized finance (De.fi.). The De.fi. introduced a new paradigm of insurance however it respects, in any case, the fundamental principle of insurance that is the community of risks and the common contribution to the reserves. The automation inherent in smart contracts reduces conflicts, the need for trusted intermediaries, execution costs, the risk of fraud and defaults and litigation. Moreover, the De.fi. protocols for insurances solve the information asymmetry and allow access to these investments to the general public who participate in risk pools by buying tokens. Tokens in De.fi. insurance protocols are fungible and hybrid, and their nature as utility, security or governance tokens depends on their use. In the De.fi., the replacement of intermediaries with programmable smart contracts does not allow the application of traditional theories of risk management and it is necessary to use a totally different approach. The challenges for De.fi. insurance companies are to offer easy access to the public, and at the same time, safeguarding jobs in traditional insurance in order to breach the barriers at the entrance. Business modelling is a prerequisite of business planning and consequent corporate valuation.
L'imposta di registro ha radici antiche. Fu istituita nel 1862 con lo scopo di unificare e uniformare in tutto il Regno d'Italia le differenti tasse di registro allora esistenti. Il suo scopo è duplice: fornire un provento fiscale e remunerare lo Stato per il servizio che offre ai privati conservando traccia o registrazioni di atti in modo da conferire loro autorità e certezza giuridica 3. Ovviamente l'imposta e i suoi presupposti sono cambiati molto da allora, ma, come si vedrà, non ancora a sufficienza per stare al passo con una tecnologia nata oltre 140 anni dopo. La prima blockchain fu introdotta, infatti, nel 2008, ad opera di Satoshi Nakamoto (pseudonimo di un autore la cui identità è tuttora sconosciuta). Gli smart contract 4 (alla lettera "contratti intelligenti", ma non sempre "contratti"), che interessano particolarmente ai fini di questa indagine, sono stati proposti per la prima volta nei primi anni '90 da Nick Szabo, informatico, giurista e crittografo americano, che ha coniato il termine, usandolo per riferirsi a "un insieme di promesse, specificate in forma digitale, inclusi i protocolli entro i quali le parti eseguono queste promesse" 5. Gli smart contract, "in concreto, sono software basati sulla tecnologia blockchain. Essi definiscono regole e penali di un accordo, allo stesso modo di un contratto tradizionale. La differenza sostanziale consiste nella presenza nel software delle funzioni if/then, le quali rendono automatica l'esecuzione" di una clausola contrattuale" al verificarsi di una determinata condizione 6. In Italia, la prima definizione a livello normativo di smart contract si può così trovare nella conversione in legge del "Decreto semplificazioni" del 2018.
1. I Non Fungible Tokens (Nft) I Non Fungible Tokens (Nft) sono una sorta di garanzia di-gitale, basata su un codice informatico, che consente di pro-vare il possesso di un oggetto digitale. Con l'utilizzo di questi «gettoni non fungibili 1 », si riproduce il meccanismo tipico dell'opera d'arte fisica; anche se tutti possono avere una copia, un unico soggetto può possedere l'originale. Attra-verso questo meccanismo, il mercato dell'arte digitale, fino a pochi anni fa ancora in stato embrionale a causa della ri-producibilità digitale (potenzialmente immediata, senza li-miti e a costi infinitesimali) delle opere e dell'incertezza sui diritti di proprietà, si sta rapidamente espandendo 2. Di fatto, il Nft è un codice informatico associato a un bene sottostante, tipicamente un'opera digitale come una foto, video o audio; tuttavia, può essere creato un Nft per qualsiasi cosa-sia che si tratti di un bene tangibile (terreno, fabbri-cato, autovettura, collezione di moda, ecc.) ovvero intangi-bile e, quindi, totalmente immateriale e dematerializzato (un'esperienza, una rappresentazione) 3 , come sinteticamente rappresentato nella figura 1. Un Nft è un certificato digitale che attesta la proprietà di un bene e ne garantisce l'autenticità e unicità in quanto re-gistrato su blockchain (al fine di validare la concatenazione dei dati, rendendoli immutabili). In realtà, un Nft è un bene a sé stante. Come anticipato, è un codice-quindi un bene immateriale-e, in quanto tale, ha una vita propria e, so-prattutto, ha una propria autonoma quotazione, quasi sem-pre non collegata con l'opera fisica di cui è una rappresentazione digitale, ancorché quest'ultima possa in-fluenzare il valore della transazione 4. Le principali case di moda hanno colto le possibilità offerte dalla token economy lanciando delle vere e proprie colle-zioni di Nft 5 : 1 In quanto, a differenza delle criptovalute, non possono essere scambiati di-rettamente tra di loro. 2 https://www.treccani.it/magazine/atlante/cultura/nuove_frontiere_arte_digi-tale.html. 3 Basti pensare al Nft associato al battito cardiaco del cantante Achille Lauro durante l'esibizione del dicembre 2021 al Teatro degli Arcimboldi di Milano, reso possibile grazie a sensori applicati sul corpo dell'artista durante l'evento oppure all'Nft realizzato dalla tokenizzazione di una porzione della pelle della tennista Oleksandra Oliynykova e venduto come «spazio pubblicitario». 4 Ad esempio, gli Nft relativi alle nove copie digitali (protette da un «tatuaggio» informatico che ne impedisce la copia) del Tondo Doni di Michelangelo Buo-narroti fatte realizzare dalla Galleria degli Uffizi, e il primo di questo venduto per 240 mila euro, esattamente come se fossero litografie in edizione limitata; oppure i primi Nft (Cryptokitties) che nel settembre 2021 hanno toccato la cifra di 7,27 milioni di dollari mentre alcuni tra i Cryptopunks più famosi hanno raggiunto la cifra strabiliante di 11,8 milioni di dollari. 5 È questo il caso di Dolce & Gabbana, mentre Gucci ha messo in vendita il suo primo Nft ispirato al film Gucci Aria battuto per 25mila dollari da Christie's. Si tratta di operazioni evidentemente interessanti sotto il profilo del rafforza-Gli Nft sono una sorta di garanzia digitale, basata su un codice informatico, che con-sente di provare il possesso di un oggetto digitale. Con l'utilizzo degli Nft, si riproduce il meccanismo tipico dell'opera d'arte fisica; anche se tutti possono avere una copia, un unico soggetto può avere l'originale. Attraverso questo meccanismo, il mercato dell'arte digitale, fino a pochi anni fa praticamente inesistente a causa della riprodu-cibilità digitale delle opere e dell'incertezza sui diritti di proprietà, si sta rapidamente espandendo. Nfts are a kind of digital guarantee, based on a computer code, which allows to prove the possession of a digital object. With the use of Nfts, the typical mechanism of a physical work of art is reproduced; although everyone can have a copy, only a single subject owns the original. Through this mechanism, the digital art market, which until a few years ago was almost non-existent due to the digital reproducibility of the works and uncertainty about property rights, is rapidly expanding.
An NFT is a unit of data stored on a digital ledger, called a blockchain, which can be sold and traded. The NFT can be associated with a particular digital or physical asset (such as a file or a physical object) and a license to use the asset for a specified purpose. An analysis of the business model and the legal aspects is propaedeutic to the market valuation. To the extent that NFTs can remove intermediaries, simplify and validate transactions, and create new markets, they can be used for several valuation purposes, according to the stakeholder involved (creator/artist; consumer, etc.).
La mancanza di un inquadramento preciso degli Utility Token e dell'offerta dei medesimi in am-bito nazionale crea eccessive perplessità sia sul piano del regolamento del mercato sia su quello fiscale con la conseguenza di ridurre, se non azzerare, l'avvio di nuove iniziative imprenditoriali nel nostro paese in un momento in cui, al contrario, occorre mettere in campo quanti più strumenti possibili per ridare lustro alla nostra economia. In campo fiscale, l'Agenzia delle Entrate ha re-centemente stabilito che iniziative come l'emissione di Utility Token per finanziare nuovi progetti debbano scontare l'Iva, una presa di posizione che, se confermata, ridurrebbe le potenzialità della raccolta di capitali tramite Utility Token oltre al paradosso di tassare anche quelle iniziative che, purtroppo, non giungono a completamento. Al contrario, riteniamo che tali operazioni debbano essere tassate al pari delle raccolte di capitali escluse dal campo di applicazione dell'Imposta sul Valore Aggiunto. The lack of a precise National framing of the Utility Token and the offer of the same creates excessive perplexity both on the level of the regulation of the market and on the fiscal one with the consequence to reduce the launch of new entrepreneurial initiatives in our country at a time when, on the contrary, it is necessary to use as many tools as possible to restore prestige to our economy. In the field of taxation, the National Revenue Agency (Agenzia delle Entrate) has recently established that the issuance of Utility Token to finance new projects must discount VAT with a statement that, if confirmed, would reduce the potential of raising capital through Utility Token in addition to the paradox of taxing even those initiatives that, unfortunately, do not come to completion. On the contrary, we believe that these transactions should be taxed in the same way as the capital raising not taxable with the Value Added Tax. INTRODUZIONE La risposta all'interpello n. 110 pubblicata il 20 aprile 2020 da parte dell'Agenzia delle Entrate in materia di Iva sulle operazioni aventi per oggetto Utility Token lascia qualche perplessità a causa del suo eccessivo grado di generalizzazione del fenomeno. Gli Utility Token, infatti, possono avere diverse destinazioni d'uso come pure è possibile individuare differenti inquadramenti giuridici con conseguenze diverse sotto il profilo fiscale.

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Andrea Cesaretti
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About Andrea Cesaretti
  • Chartered Accountant, past professor of Economics at the Catholic University of Milan, currently CEO of Slenos, a startup that deals with the protection of copyright through blockchain and the creation of NFT for various economic sectors.