Fig 1- - uploaded by Marco Pantaloni
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Foglio n.2 della Generalkarte des Lombardisch-Venetianischen konigreiches; in questo foglio viene riprodotta l'area dolomtica orientale e parte della Carnia. 

Foglio n.2 della Generalkarte des Lombardisch-Venetianischen konigreiches; in questo foglio viene riprodotta l'area dolomtica orientale e parte della Carnia. 

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The historic geological maps heritage of the Geological Survey of Italy is maintained into the ISPRA library. Actually the library oversee and organize a large and valuable biblio-cartographic assets on Earth Sciences theme, constituted by more than 50,000 geothematics maps, 21,000 of which are exclusively geologic. A deep analysis of this asset sh...

Contexts in source publication

Context 1
... des Lombardisch-Venetianischen konigreiches, in scala 1:228.000, ridotta dalla Carta topografica nell'Istituto geografico militare dell'I.R. Stato Maggiore Generale a Milano dell'anno 1838 (Fig. 1) (Pantaloni, 2014). La carta geologica del Regno Lombardo Veneto, riprodotta manualmente dai geologi austriaci, è stata inviata il 12 maggio 1862 dal Direttore Wilhelm Haidinger, come riporta la nota a margine della stessa. Questa carta fu poi esposta nel 1862 a Londra all'Esposizione Universale fra le migliori opere del KKGR "quantunque non più compresa nei confini politici dell'Austria fu pensato essere conveniente di dare anche i risultati ottenuti per la Lombardia". Secondo Cocchi (1871) il lavoro dei "valenti uomini" austriaci che rilevarono le province lombarde richiedendo l'aiuto e l'appoggio degli studiosi locali di quell'epoca, influì "potentemente sulle menti e sugli studi" dei geologi italiani (Zocchi, ...
Context 2
... esemplare cartografico unico nel suo genere, rappresentato da una "enorme" carta montata su tela delle dimensioni di 129x165 cm, disegnata a mano in scala 1:172.800, venne portato da Taramelli all'Accademia dei Lincei durante la seduta del 2 gennaio 1881 quando presentò una ponderosa memoria dal titolo Geologia delle Provincie Venete con carte geologiche e profili (Fig. ...
Context 3
... nel 1867 è la Carta geologica della provincia di Vicenza, in scala 1:288.000, di Francesco Molon tra i fondatori e Presidente sia della Società Geologica Italiana che del CAI di Vicenza (Fig. 10). Anche in questo caso si tratta di un originale cartografico colorato a mano; il rilievo è sovrimposto alla Carta topografica pubblicata nel 1838 dall'Istituto Geografico Militare in ...
Context 4
... lavori hanno rappresentato la base culturale per Torquato Taramelli, uno dei più insigni rappresentanti dell'irredentismo italiano. Taramelli fu autore di numerose carte geologiche, ma anche di Schemi geologico- geomorfologici interessanti a fini didattici come, ad es., il Panorama geologico del Friuli da Moruzzo, realizzato a Udine nel 1872 (Fig. 11). Nello schema viene illustrato il paesaggio friulano attraverso una rappresentazione panoramica vista da Moruzzo, comune posto a NE di Udine. Le dimensioni dello schema superano i due metri di ...

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A World Heritage Site since 1979, the Theban Necropolis was built by the Pharaohs of the 18th to 20th Dynasties (c. 1539 – 1075 BCE). A variety of pharaonic (and lesser nobles') tombs, funerary temples and sanctuaries were located/excavated in the lower part of the c. 400 m high pyramidal El Qurn in a variety of lithofacies (predominantly marine li...

Citations

... La guerra 1915-18, che si svolse interamente nel Nord-Est d'Italia, fu combattuta principalmente in questo ambiente di rocce sedimentarie e perciò certe carte geologiche rimaste ancora inedite dopo 35 anni dalla loro preparazione, come la Carta delle Provincie Venete in scala 1: 172.000 (Fig. 10) di Torquato Taramelli, del 1880 (cfr. Pantaloni & Console 2015), o guide geologiche pubblicate, ma poco circolate tra i non conoscitori della zona, come quella sulle Alpi Feltrine (Dal Piaz 1907), risultarono più utili alle azioni militari della pur magnifica carta delle Alpi occidentali prodotta dall'Ufficio Geologico. 65 Nato a Torino il 6 gennaio 1825 e morto a Vallombrosa il 16 luglio 1892. ...
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Geographers and geologists, although not yet constituted as formal professions but already representing two significant sections of the Natural Science Faculty in the University, gave their specialized contributions to the Italian struggle all along World War One. For decades before the war actually started, geographers had conceived and perfected the concept of «natural border» that would make the northern and eastern crests of the Alps the boundary between the Italian cultural area and the areas inhabited by Germans, Slovenians and Croatians. Moreover, geographers contributed to the warfare by publishing political and scientific essays, which would popularize the «natural border» concept to root it into the people during the deals for peace treaties that would follow the partition of the territory of the former Austro-Hungarian Empire. However, one of them, Cesare Battisti, who took part to the battle, paid with his life his dedication to recovering Trentino to the homeland. The contribution of geologists to warfare is less clear, because geologists were at that time not yet clearly distinguishable from either geographers or engineers. Therefore, while most geologists mobilized as full members of the Engineering Corps, others contributed as civil temporary aggregates in developing ore production, so that Italy would cope with the enormous deficit, which very large import of essential war materials and foodstuff had created. A typical attempt of making use for export of Italian minerals not easily available to the European allies occurred at Lurisia, near Cuneo. In August 1918 Marie Curie visited the Lurisia site and the Nivolano radioactive waters as a possible source of radium and «émanation» (= radon) to be used in post-war recovery, but lack of industrial interest resulting from careful geological and mineralogical surveys after the war suggested dismissing the mine claim and transforming the Lurisia site into a spa.