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    ABSTRACT: The aim of the present work was to determine the human leukocyte (HLA) haplotype in 64 Sardinian patients affected with celiac disease, using a rapid and easy to apply sampling method that permits samples from blood drawing to be stored more easily. Numerous studies have demonstrated how the HLA system plays a very important role in immune system regulation, determining a link between this gene and a high number of pathologies including celiac disease. In fact a genetic susceptibility exists in celiac sprue, linked to HLA-DQB1*0201 and -DQB1*0302 genes which represent sierologic groups -DQ2 and -DQ8 whose early identification could be fundamental in obtaining a diagnosis of celiac disease. To realize this study a collecting method of samples was developed through the brushing of oral mucosa, which is extremely less traumatic than the classic sampling method using blood drawing, and which also allows a long conservation period before sample analysis. Samples were later analyzed with Van Embden's DNA extraction method to extract the patient's DNA, on which we executed the Polymerase Chain Reaction (PCR). To obtain the HLA haplotype from each patient we used 8 specific primers that amplified the HLA-DQB1 allele in low-resolution. Out of the 64 patients we found 26 HLA-DQB1*02 homozygotes, 28 HLA-DQB1*02 heterozygotes and 10 negative samples for the HLA-DQB1*02 allele, thus confirming what had emerged from previous blood draws. These results show how the method we developed using oral brushing is a sure method to obtain samples for determining the HLA haplotype in extra-hospital areas. This could allow the use of this method to obtain early diagnosis for chronic pathologies linked to the HLA groups and for recognizing this genotype in extensive population studies.
    Minerva stomatologica 09/2010; 59(9):477-87.
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    ABSTRACT: Human papillomaviruses (HPVs) seem to play an important role in the pathogenesis of gynecological carcinomas and in head and neck carcinomas. The aim of this study was to detect and genotype HPVs in fresh oral squamous cell carcinoma (OSCC) from a Sardinian population, and to determine whether HPV presence was significantly associated with the development of OSCC.The oral mucosa tissues were obtained from 120 samples (68 OSCC and 52 control samples) taken from a Sardinian population seen at the Dental Clinic of the Department of Surgery and Odontostomatological Sciences, University of Cagliari (Italy) and the " Ospedale SS Trinità", Cagliari (A.S.L. 8) between 2007 and 2008. PCR was used for the detection of HPV DNA and the genotype was determined by DNA sequencing. The frequency of HPV infection was evaluated in relation to age, sex, smoking and alcohol use. Statistical analysis was performed using the SPSS 11.5 software.The results showed the presence of HPV-DNA in 60.3% of OSCC with HPV-16 (51.2%) being the most frequent genotype. In these Sardinian OSCC patients, HPV-DNA was detected more in males (65.8%) than in females (34.1%) while controls show a 0% of HPV presence. HPV positive was highly associated with OSCC among subjects with a history of heavy tobacco and alcohol use and among those with no such history.A greater frequency of high risk HPV presence was observed in patients with OSCC compared to health control patients. In addition these results suggested that oral HPV presence could be associated in OSCC subjects. Our results need more analyses to detect the HPV-DNA integration into tumoral cells.
    The Open Virology Journal 01/2010; 4:163-8.
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    ABSTRACT: Premesse La Velocità di Eritrosedimentazione (VES), esame semplice e aspecifico, rimane il parametro di laboratorio maggiormente utilizzato perché ancora considerato in particolar modo un affidabile marcatore di flogosi. Lo scopo del nostro lavoro è stato quello di confrontare le prestazioni di VES-Matic Cube 80, analizzatore automatico per la misura della VES, con un metodo manuale tradizionale in uso nel nostro laboratorio che utilizza citrato di sodio come anticoagulante. Metodi Da febbraio ad aprile 2011 entrambi i metodi sono stati applicati a 357 campioni selezionati in modo casuale da pazienti ricoverati e ambulatoriali. Per l’analisi statistica è stato utilizzato Microsoft Office Excel 2007. Per l’accuratezza sono stati presi in considerazione il coefficiente di correlazione, la regressione lineare, il t test per dati appaiati e il metodo di analisi dei dati di Bland-Altman per l’accuratezza totale e proporzionale. La precisione, invece, è stata valutata complessivamente con i replicate tests su 30 campioni cosÌ suddivisi: 10 con valori di VES ≤20 mm, 10 tra 21e 40 mm e 10 superiori a 40 mm. L’analisi è stata eseguita 5 volte con entrambi i metodi, con un intervallo di un’ora tra ogni determinazione. Per l’elaborazione sono stati presi in considerazione le medie, le deviazioni standard (DS), l’intervallo di confidenza (IC), il coefficiente di variazione (CV) e per l’imprecisione totale e proporzionale dei replicate tests il metodo secondo Bland-Altman. Risultati L’analisi ha messo in evidenza una buona correlazione tra i due metodi (r = 0,91) e un t test eccellente (P <0,001). Si è ottenuta una retta di regressione con pendenza di 0,955 e intercetta di +7,24. L’elaborazione dei dati secondo Bland-Altman per la valutazione dell’accuratezza ha mostrato un errore sistematico proporzionale rispettivamente di −4 mm per i valori medi ≤20 mm e di −8,9 mm per i valori >40 mm per assestare la media totale delle differenze a −5,89 mm con un IC totale della media delle differenze al 95% che varia tra +17,2 e −29,05 mm. Ciò indica che i valori di VES misurati dal VES-Matic Cube 80 possono variare rispetto al metodo manuale tra 17,2 mm e −29,05 mm. La ripetibilità del risultato nel tempo è assicurata con VES-Matic Cube 80 (valori intermedi: CV = 2,5%; DS = 0,55; 95% IC: da 0,33 a 1,57; valori alti: CV = 1,29; DS = 0,84; 95% IC da 0,5 a 2,4) mentre il metodo manuale ha mostrato una scarsa precisione (valori intermedi: CV = 28,5%; DS = 7,43; 95% IC da 4 a 21,31; valori alti: CV = 19,4%; DS = 11,10; 95% IC da 6,65 a 31,91). Anche l’imprecisione totale e proporzionale valutata con Bland-Altman ha confermato la performance migliore di VES-Matic. Conclusioni Con questo lavoro è stato possibile confrontare un metodo manuale con un sistema automatico. L’analisi statistica premia in modo sostanziale sia per l’accuratezza che per la precisione il VES-Matic Cube 80. La valutazione di accuratezza con l’analisi secondo Bland-Altman ha dimostrato un progressivo aumento del grado di dispersione verso i valori alti tra i risultati ottenuti con le due modalità; questa dispersione, invece, non è stata altrettanto messa chiaramente in evidenza con la regressione lineare; mentre la ripetibilità dei risultati nel tempo ha mostrato una stabilità eccellente per VESMatic Cube 80 rispetto al metodo manuale con citrato di sodio. L’imprecisione totale e proporzionale dei replicate tests valutata secondo Bland-Altman dimostra che il metodo manuale non solo è più impreciso nei valori medio-alti ma è anche meno stabile nel tempo. VES-Matic Cube 80 consente l’utilizzo di una metodologia standardizzata con un’unica provetta di sangue intero in EDTA e la determinazione della VES dalla stessa provetta per emocromo. Inoltre, il tempo di esecuzione è notevolmente ridotto: non più un’ora, ma solo 20 minuti. I risultati ottenuti suggeriscono che l’analizzatore automatico VES-Matic Cube 80 è un sistema più accurato, preciso e affidabile rispetto al metodo manuale per la misurazione della VES nei laboratori clinici.
    Rivista Italiana della Medicina di Laboratorio 7(4).