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Istituto Superiore per la Prevenzione e la Sicurezza del Lavoro, Milano, Lombardy, Italy

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    ABSTRACT: Develop an effective First Aid's system in workplaces is significantly important to the outcomes of accidents at work, thus contributing positively to create healthy and safe environments, improving responsible attitude and risk perception by workers. The italian regulation (D. Lgs. 81/08; DM 388/03) gives an important role to First Aid within the system for managing health and safety in workplaces and requires the employers to designate and train workers and organize facilities in the workplace. However, to ensure that First Aid's system actually contributes to increasing health and safety in workplaces, it's necessary to verify its effectiveness, beyond the law compliance. The article stands to evaluate the critical issues and related innovations to be introduced in this context, by analyzing data from literature and field experiences involving actors in the prevention system. The goal is to provide suggestions and action proposals to improve first aid's system in workplaces, paying particular attention to the aiders training (selection, motivation, teaching methods, retraining), as well as introduce to innovations to allow an immediate and timely emergency response (company equipments, other useful devices). On this last aspect, it has given particular emphasis to the introduction of semi-automatic defibrillator (AED), which is essential in case of sudden cardiac arrest with ventricular fibrillation, and special aiders training by means of BLSD (Basic Life Support and Defibrillation) courses based on international guidelines.
    Giornale italiano di medicina del lavoro ed ergonomia 06/2013; 34(1):71-5.
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    ABSTRACT: The widespread use of phthalates results in human exposure: phthalates are rapidly metabolized to their respective monoesters and other oxidative products, which are glucuronidated and excreted through the urine and feces. Several in vivo studies showed that some phthalates, in particular diethyl-hexyl phthalate (DEHP), diethyl phthalate (DEP), di(n-butyl)phthalate (DnBP) and n-butylbenzylphthalate (BBzP), are able to interact with the human endocrine system, interfering with the reproduction ability. In this study, 56 couples were recruited from a centre of assisted reproduction. Spot urine samples were collected and five urinary metabolites of the above phthalates were determined using an HPLC/MS/MS analytical method with isotopic dilution. The results were compared with those of 56 couples of parents of one or more children and the statistical analysis revealed a significant difference between the two groups in terms of urinary concentrations of phthalates metabolites. A further step will be the correlation of these results with information on the life styles and working conditions collected through a specifically designed questionnaire.
    Toxicology Letters 12/2011; 213(1):15-20. · 3.15 Impact Factor
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    ABSTRACT: Paclitaxel has been widely used for tumor chemotherapy in recent years and it would be useful to assess occupational exposure to the drug, if only to confirm that the procedures and measures for prevention and protection applied in health care structures are effective against this kind of risk. This study is to establish a simple, robust analytical method for routine use in biological monitoring of health workers exposed to taxanes, and extendable to patients receiving these drugs. HPLC equipped with a diode array detector was used. The assay was validated. Intra- and inter-day accuracy and reproducibility were good. Recovery of paclitaxel spiked in drug-free plasma was higher than 87% with SPE using extract-clean normal phase cyanopropyl silica cartridges for plasma clean-up. The calibration curve was linear in the range 10–500ngmL−1. The method was applied to plasma samples of nurses occupationally exposed to paclitaxel. The experimental analytical method performed well, detecting paclitaxel in plasma at a concentrations down to 10ngmL−1. This straightforward method for analytical determination of paclitaxel in human plasma is rapid and can measure up to 36 plasma samples per day. It uses more economical equipment than other methods proposed in the literature and its validation parameters are highly satisfactory.
    Chromatographia 11/2007; 66(11):921-924. · 1.44 Impact Factor
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    ABSTRACT: Introduzione L'interesse del mondo scientifico per gli inquinanti am-bientali in grado di interferire con il sistema endocrino, è cresciuto a partire dagli anni '90 fino a diventare oggi una delle principali aree di ricerca a livello internazionale, nonché una priorità per gli organismi predisposti al con-trollo della salute e della sicurezza pubblica. Negli Stati Uniti la Environmental Protection Agency (EPA) ha pro-posto delle linee guida per venire incontro alle esigenze di nuove conoscenze in questo campo, promuovendo moni-toraggi sullo sviluppo puberale, sulla qualità del liquido seminale nella popolazione maschile e sulle alterazioni del ciclo mestruale in quella femminile, allo scopo di indivi-duare gli eventuali organi bersaglio dell'esposizione a queste sostanze. Grande spinta, è stata data all'impostazio-ne di un programma di screening dei distruttori endocrini, potenzialmente presenti nella catena alimentare (Food Quality Protection Act, 1996). Anche a livello federale la Committee on the Environment and Natural Resources (CENR) ha sviluppato un programma quadro per l'indivi-duazione dei livelli critici oltre cui può considerarsi reale il rischio di effetti negativi sul sistema endocrino (1). L'Europa non è stata da meno. Infatti, già nel quarto programma quadro per la ricerca e lo sviluppo tecnologico (1994-1998) ben 18 milioni di euro sono stati stanziati per la realizzazione di ricerche orientate a: l'identificazione e determinazione dei distruttori endocrini (EDC) nel tratta-mento delle acque; l'esposizione umana e gli effetti sulla salute; la valutazione dell'impatto che i distruttori endocri-ni hanno sugli umani e sull'ecosistema; lo sviluppo di nuo-vi metodi per la loro determinazione. L'impegno è proseguito con il quinto programma qua-dro (1998-2002) che ha quasi triplicato i fondi per il fi-nanziamento dei progetti sul monitoraggio ambientale di EDC, con particolare attenzione agli esiti dell'esposizione per pesci e invertebrati (che hanno mostrato una grande su-scettibilità, oltre il fatto di essere stati in contatto con quan-tità elevate di contaminanti), infine studi sui possibili ef-fetti sulla salute umana, con speciale riguardo alle condi-zioni di basse dosi e esposizioni multiple. Nel 2001 venne univocamente identificata la "Strategia Comunitaria per gli Endocrine Disrupters" che ha portato alla creazione di una struttura indicata come CREDO, Cluster of Research RIASSUNTO. La ricerca degli effetti sulla salute umana dell'esposi-zione a "distruttori endocrini" è un punto focale nella comunità scien-tifica, sia europea che internazionale, per l'estrema distribuzione di questi contaminanti negli ambienti di vita e di lavoro e per le conse-guenze che una tale esposizione può determinare sia sulla salute fisica che psicologica dei soggetti. Viene presentato un quadro generale de-gli studi condotti finora riguardo a specifiche esposizioni professionali che coinvolgono singole sostanze chimiche (bis-fenolo A, stirene,…) o gruppi omogenei di tossici (pesticidi, metalli, diossine, ftalati,…). Sep-pur nella notevole diversità delle vie di esposizione e dei meccanismi tossici di azione, nonché nella difficoltà di definire con accuratezza la condizione di esposizione lavorativa, si evidenziano correlazioni signi-ficative tra la potenziale dose e gli effetti registrati che necessitano di studi più approfonditi. In particolare ancora sono fortemente discusse le metodologie epidemiologiche applicate, che si ritiene sovrastimino l'esposizione; la "misura" o l'accurata descrizione delle condizioni espositive risulta l'elemento critico di tutto il processo, che si sta cer-cando di ottenere con l'applicazione di procedure standardizzate e di test statistici, dando delle indicazioni di massima per la definizione di un protocollo di valutazione del rischio nell'esposizione professionale. Gli studi condotti finora si sono orientati alla valutazione degli effetti sul sistema riproduttivo,maschile in particolare; considerata però l'ampia gamma di equilibri e sistemi in cui i distruttori endocrini pos-sono intervenire è stato richiesto un maggiore impegno da parte della comunità internazionale per lo sviluppo di ricerche che investighino gli effetti su altri organi del sistema endocrino (primo fra tutti la tiroi-de), nonché sul sistema immunologico e su quello neurologico. Parole chiave: distruttori endocrini, EDC, valutazione del rischio, esposizione occupazionale.
    G Ital Med Lav Erg. 01/2004; 263:171-179.
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    ABSTRACT: SARS is an infectious disease caused by a previously unrecognized human coronavirus, called SARS-associated coronavirus (SARS-CoV). Current information indicates that most transmission is via respiratory droplets coming from a person who is symptomatic with SARS ("close contact"). The aim of our study is to evidence the critical role of the family physician, the first health-care worker who cares with suspected/probable SARS patients, underlying the importance of the correct use and management of the personal protective equipment.
    Giornale italiano di medicina del lavoro ed ergonomia 01/2003; 25 Suppl(3):254-5.
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    ABSTRACT: Research into how exposure to "endocrine disrupters chemicals" affects human health is attracting increasing attention among European and international scientists since these contaminants are so widespread in the home and work environment and can have far-reaching effects on mental and physical health. Here we draw a general picture of studies to date on specific occupational exposures to single chemicals such as bisphenol A, styrene, etc., or homogeneous groups such as pesticides, metals, dioxins, phthalates and others. Although the exposure occurs in different ways, the toxic mechanisms of action vary widely, and it is hard to establish precisely the conditions of occupational exposure, significant correlations are nevertheless evident between the potential dose and its effects and further studies are certainly needed. There is still much debate on the epidemiological methods employed, which may overestimate exposure. The "measure" or at least an accurate description of exposure conditions is critical to the whole question and attempts to ensure this involve standardized procedures and statistical tests as the basis for a protocol for assessing the risk of occupational exposure. Investigations to date have focused on the effects on the reproductive system, in males in particular. However, considering the broad range of equilibria and systems on which endocrine destructive compounds can act, the international scientific community needs to persist in its efforts to develop methods for checking the effects on other endocrine organs--particularly the thyroid gland--and on the immune and neurological systems.
    Giornale italiano di medicina del lavoro ed ergonomia 26(3):171-9.
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    ABSTRACT: In literature there are many works on the exposure to organic solvents and its risk. In research laboratories the risk valuation is really problematic due to different variables such as low dose, multiple exposure to substances with different characteristic of hazardous. We analyzed the blood exams of workers of seven biomedical research laboratories for finding a correlation between exposition and the variability of some parameters.
    Giornale italiano di medicina del lavoro ed ergonomia 25 Suppl(3):100-1.