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Urine particle evaluation: a comparison between the UF-1000i and quantitative microscopy

Service of Laboratory Medicine, Department of Clinical Pathology, Ospedale Civile, Monselice, Padua, Italy.
Clinical Chemistry and Laboratory Medicine (Impact Factor: 2.96). 08/2010; 48(8):1107-11. DOI: 10.1515/CCLM.2010.233
Source: PubMed

ABSTRACT The study of urine particles plays a key role in the diagnosis of kidney diseases. In this study, the authors evaluated the correlation between the UF-1000i and quantitative manual microscopy.
A total of 214 untreated urine samples were studied using the Sysmex UF-1000i and compared with results obtained from quantitative manual microscopy using the Fuchs-Rosenthal counting chamber.
Using Pearson statistics, we observed satisfactory correlation between the UF-1000i and quantitative microscopy: for red blood cells (RBCs) r was 0.98, for white blood cells (WBCs) r was 1.00, for epithelial cells (EC) r was 0.96, and for casts r was 0.69. Using linear regression statistics, we also observed satisfactory correlation between the UF-1000i and quantitative microscopy: for RBCs R(2) was 0.95, for WBCs R(2) was 0.99, for EC R(2) was 0.92, and for casts R(2) was 0.48.
In our experience, automated urine particle analysis performed using the Sysmex UF-1000i analyzer is sufficiently precise and improves the workflow in a routine laboratory. Precision was satisfactory and concordance with the reference method is good for RBC, WBC and EC; for casts microscopic observation is required for flagged samples to discriminate hyaline from pathologic casts.

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    ABSTRACT: To evaluate analytical performance of Sysmex UF-1000i for peritoneal fluid analysis. Functional sensitivity, imprecision, linearity and comparison studies were performed on peritoneal fluids. Total imprecision was 1.6-4.7%, functional sensitivity 27/μL for white blood cell (WBC) and 32/μL for total nucleated cell (TNC) count. Linearity was excellent up to 983cell/μL, carry-over <0.2%, correlation with manual microscopy always greater than 0.992. The instrument exhibited optimal performance at the conventional WBC diagnostic thresholds.
    Clinical biochemistry 05/2012; 45(15):1263-5. DOI:10.1016/j.clinbiochem.2012.05.005 · 2.23 Impact Factor
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    ABSTRACT: Premesse. L’esame del sedimento urinario è ancora oggi essenziale per la diagnosi, prognosi e monitoraggio delle malattie renali e delle vie urinarie. Negli ultimi due decenni sono stati proposti strumenti per la lettura automatizzata del sedimento: la citofluorimetria dedicata (UFC) e la microscopia automatizzata (MIA). Abbiamo valutato prima dell’introduzione in routine (valutazione di base) e dopo cinque anni di attività (valutazione di routine) lo strumento MIA iQ200 Iris. Lo scopo del presente lavoro è illustrare la performance analitica e l’accuratezza diagnostica dell’analizzatore di sedimenti urinari Iris iQ200 e il suo ruolo nell’organizzazione del Laboratorio per favorire una strategia diagnostica efficace ed efficiente. Metodi. Nella valutazione di base, abbiamo esaminato precisione inter- e intra-serie, linearità, carryover, accuratezza per confronto con metodo di riferimento ISLH e urocoltura su 153 campioni selezionati. Nella valutazione di routine abbiamo esaminato la sensibilità clinica come numero di referti positivi, numero di eritrociturie e numero di cilindrurie segnalate prima e dopo l’introduzione di iQ200 e il potere come screening di infezioni urinarie (UTI) contro urocoltura su un campione di 253 pazienti con formula comprendente i risultati iQ200 batteri e piccole particelle (ASP) e quindi su un campione di 7615 con formula (AND/OR) comprendente ASP e leucociti (WBC) e con il risultato della revisione umana su iQ200. In entrambe le valutazioni abbiamo misurato i flussi operativi in una settimana (285 campioni/die) e in un mese (350 campioni/die), rispettivamente. Risultati. Nella valutazione di base, iQ200 ha mostrato precisione leggermente inferiore a UFC, ma migliore o decisamente migliore verso microscopia ISLH e tradizionale (<15% ai limiti decisionali), linearità fin oltre le 2000 cellule/μL, carryover insignificante, accuratezza per confronto molto buona per RBC (r 0,9335), WBC (r 0,9987), cellule epiteliali squamose (r 0,9544), buona per cellule epiteliali non squamose (r 0,7642) e cilindri ialini (r 0,7210), meno buona per cilindri patologici (r 0,3365). Il valore predittivo negativo (NPV) della formula “batteri + ASP ≥12.000/μL” verso urocoltura (CFU ≥ 100.000/mL) è stato 96,4%. Nella valutazione in routine, si è evidenziato un aumento del 18% di segnalazioni patologiche sui referti urinari, prevalentemente a carico di RBC (per la metà al di sopra della soglia di patologia) e in parte a carico dei cilindri, la cui segnalazione è triplicata (da 1,5% a 4,5%) in netta prevalenza per cilindri ialini, anche se i cilindri patologici aumentano del 7%. La valutazione come screening di UTI ha mostrato per la formula “ASP ≥8000/μL o WBC ≥20/μL” un NPV del 98,5% e per i “batteri” rivisti da operatore umano un NPV del 99,7% verso urocoltura (CFU ≥ 100.000/mL). La valutazione dei flussi operativi ha mostrato la necessità di diluizione di meno del 2% dei campioni e di controllo microscopico di meno dell’1%. La necessità di validazione a video è stata del 33%, con i criteri di revisione “patologici + anomali” (27% dopo ottimizzazione degli stessi). Il risparmio di tempo è stato di 60 minuti (14%) con 1 iQ200 e di 160 minuti (37,5%) con 2 iQ200 su una routine di 350 campioni/die. Conclusioni. iQ200 è uno strumento che si inserisce in strategie diagnostiche combinate o selettive con buone performance analitiche e ottima sensibilità clinica per malattie renali e UTI, in particolare dopo revisione umana, migliorando l’efficacia clinica (segnalazione di patologia, accurato monitoraggio) e l’efficienza dei flussi di lavoro. La possibilità della revisione a video delle microfotografie, quando è più conveniente ai flussi operativi, e la sua facilità, oltre agli effetti positivi su accuratezza ed efficienza, sono condizioni per approfondimenti, confronto tra operatori e insegnamento della morfologia urinaria.
    Rivista Italiana della Medicina di Laboratorio 07/2013; 9(2). DOI:10.1007/s13631-013-0007-1
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    ABSTRACT: The diagnosis of urinary tract infection (UTI) by urine culture is time-consuming and can produce up to 60 to 80% negative results. Fast screening methods that can reduce the necessity for urine cultures will have a large impact on overall turnaround time and laboratory economics. We have evaluated the detection of bacteria and leukocytes by a new urine analyzer, the UF-1000i, to identify negative urine samples that can be excluded from urine culture. In total, 1,577 urine samples were analyzed and compared to urine culture. Urine culture showed growth of ≥10(3) CFU/ml in 939 samples (60%). Receiver operating characteristics (ROC) curves and ROC decision plots were been prepared at three different gold standard definitions of a negative urine culture: no growth, growth of bacteria at <10(4) CFU/ml, and growth of bacteria at <10(5) CFU/ml. Also, the reduction in urine cultures and the percentage of false negatives were calculated. At the most stringent gold standard definition of no growth, a chosen sensitivity of 95% resulted in a cutoff value of 26 bacteria/μl, a specificity of 43% and a reduction in urine cultures of only 20%, of which 14% were false negatives. However, at a gold standard definition of <10(5) CFU/ml and a sensitivity of 95%, the UF-1000i cutoff value was 230 bacteria/μl, the specificity was 80%, and the reduction in urine cultures was 52%, of which 0.3% were false negatives. The applicability of the UF-1000i to screen for negative urine samples strongly depends on population characteristics and the definition of a negative urine culture. In our setting, however, the low workload savings and the high percentage of false-negative results do not warrant the UF-1000i to be used as a screening analyzer.
    Journal of clinical microbiology 03/2011; 49(3):1025-9. DOI:10.1128/JCM.01669-10 · 4.23 Impact Factor