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GSK fights compensation claims from UK patients who took rosiglitazone.

BMJ.
BMJ (online) (Impact Factor: 16.38). 02/2013; 346:f695. DOI: 10.1136/bmj.f695
Source: PubMed
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    ABSTRACT: Il caso Avandia. Da una parte milioni di pazienti che hanno assunto questo farmaco e 83.000 persone che, solo negli USA, sono andate incontro ad eventi cardiovascolari, talvolta letali. Dall'altra parte della barricata molte persone (manager, azionisti, consulenti, etc) che dalla malattia e dalla morte di queste persone si sono criminalmente arricchite, deliberatamente occultando e minimizzando dati in loro possesso. Eppure nessuno sembra rispondere mai personalmente dei gravi reati commessi. La multinazionale del farmaco produttrice dell'antidiabetico orale Rosiglitazone (Avandia), la britannica GlaxoSmithKline (GSK), si sta opponendo alle richieste di risarcimento da parte dei pazienti britannici che sostengono di essere stati danneggiati da Avandia[1]. Dall'altra parte dell'oceano però, la stessa multinazionale ha pagato negli scorsi mesi alcuni miliardi di dollari per risarcire decine di migliaia di pazienti statunitensi che avanzavano richieste simili e, nel clamore generale per la sanzione più salata di sempre comminata ad un'industria farmaceutica, GSK è stata condannata nel luglio del 2012 a pagare una multa da 3 miliardi di dollari al Governo degli Stati Uniti[2]. Una class action contro l'azienda è in corso anche in Israele e Canada. Si tratta dell'ultimo capitolo di quella che nel 2010 è stata definita, da un importante consulente dell'agenzia regolatoria del farmaco statunitense, Food and Drug Administration (FDA), la "tempesta regolatoria perfetta – una pericolosa combinazione di dati di scarsa qualità, incerti bisogni clinici, e un pessimo comportamento da parte dell'industria farmaceutica"[3]. Di questa "tempesta" ci sembra importante ripercorrere brevemente le tappe più importanti.