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Determining factors for successful adoption of dogs from an animal shelter.

Population Medicine Center, College of Veterinary Medicine, Michigan State University, East Lansing 48824, USA.
Journal of the American Veterinary Medical Association (Impact Factor: 1.67). 08/1998; 213(4):478-82.
Source: PubMed

ABSTRACT To determine whether certain characteristics of dogs offered for adoption are associated with successful adoption.
Retrospective cohort study.
1,468 relinquished dogs offered for adoption at a local humane society.
Data regarding dogs offered for adoption were obtained from surveys completed by previous owners. Data were analyzed by use of bivariate statistics and multivariable logistic regression.
Of dogs offered for adoption, 1,073 were successfully adopted, 239 were not adopted, and 157 were returned to the shelter after adoption. Terrier, hound, toy, and nonsporting breeds were found to be significantly associated with successful adoption (P < 0.05, chi 2 analysis). Certain coat colors (gold, gray, and white), small size, and history of an indoor environment were also significant predictors of successful adoption. The correlation coefficient (0.048) indicated that only a small percentage of variance in adoption success could be explained by the multiple logistic regression model.
Animal shelter managers with limited kennel capacity may wish to periodically use surveys to determine whether the type of dog being offered to the public reflects the type of dog the public will adopt.

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    ABSTRACT: INTRODUZIONE In seguito all'emanazione della Legge 281/91 che vieta la soppressione dei cani randagi sono sorte numerose strutture di accoglienza dei ca-ni senza proprietario o tenuti in osservazione per la profilassi della rabbia (D.P.R. 8 febbraio 1954, n. 320) 1 . Accanto ai canili sanitari esistono canili rifugio che svolgono un'opera socialmente importante ma che costituiscono a volte un problema so-ciale per la qualità di vita degli animali ospitati e per i costi di gestione che ricadono sulla comunità. La permanenza prolungata del cane in canile pone anche problemi di ca-rattere comportamentale ed etico. Numerose ricerche hanno evidenzia-to alterazioni del comportamento del cane con insorgenza di uno stato di stress cronico 2,3,4,5,6,7,8 ed una progressiva riduzione dei comportamen-ti di quiete che rende l'animale di difficile gestione, qualora adottato 9,10 . Le problematiche etiche riguardano l'alterazione della relazione tra ca-ne e uomo, per la quale l'animale è stato selezionato e la cui carenza o privazione potrebbe provocare sofferenza psicologica 11 . Nonostante il "problema canile" sia spesso un'urgenza, ben poco si sa di come il grande pubblico percepisca questo fenomeno e di quanto siano diffuse informazioni al riguardo. Scopo della ricerca è stato verificare le conoscenze relative al "pro-blema canile" nell'opinione pubblica e le idee più radicate in propo-sito, per permettere l'elaborazione di efficaci strumenti divulgativi e di sensibilizzazione. MATERIALI E METODI Nella ricerca è stato utilizzato un questionario, composto da 48 doman-de a risposta chiusa e multipla, con la possibilità in 9 domande di inse-rire, oltre alle risposte fornite, una risposta personale. Il questionario è stato somministrato, direttamente agli intervistati, da 30 intervistatori di ambo i sessi appositamente istruiti. Le persone intervistate sono sta-te contattate, scegliendole in modo assolutamente casuale, nelle vie di città italiane di diversa popolosità e collocazione geografica. La prima parte del questionario raccoglieva informazioni sul compila-tore (età, sesso, titolo di studio) mentre la seconda conteneva doman-de specifiche per valutare le conoscenze della realtà "canile" e le con-vinzioni esistenti: le domande vertevano sulla percezione della qualità della vita del cane, sulle caratteristiche che lo rendono più facilmente adottabile e sulla conoscenza della legislazione vigente in materia. L'analisi statistica è stata eseguita sui risultati ritenuti più significativi dagli autori, in primo luogo in forma descrittiva per permettere la pre-sentazione dei dati in forma grafica e quindi utilizzando il test del CHI-quadro (p<0,05), test non parametrico adeguato per verificare se i va-lori di frequenza ottenuti tramite la rilevazione sono diversi dalle fre-quenze ottenute con la distribuzione teorica.
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    ABSTRACT: Nonhuman animals are ubiquitous to human life, and permeate a diversity of social contexts by providing humans with food and clothing, serving as participants in research, improving healing, and offering entertainment, leisure, and companionship. Despite the impact that animals have on human lives and vice versa, the field of psychology has barely touched upon the topic of human-animal relations as an important domain of human activity. We review the current state of research on human-animal relations, showing how this body of work has implications for a diverse range of psychological themes including evolutionary processes, development, normative factors, gender and individual differences, health and therapy, and intergroup relations. Our aim is to highlight human-animal relations as a domain of human life that merits theoretical and empirical attention from psychology as a discipline. (PsycINFO Database Record (c) 2014 APA, all rights reserved).
    Psychological Bulletin 11/2014; 141(1). DOI:10.1037/a0038147 · 14.39 Impact Factor
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    09/2014; 4(3):409-433. DOI:10.3390/ani4030409