Vittorio Brizzi

PhD
Universita degli studi di Ferrara · Biologia ed Evoluzione

Research interests

  • Interests
    projectile technology, functional analisys, hunters and foragers, prehistoric hunting, Lithic Technology, Experimental Archaeology

Research experience

  • Teaching: Professor in 3D data Acquisition and Computational Archaeology
  • Sep 2011
    Research: Looking for an experimental frame of reference for the Otzi’s bow
    Museo Archeologico dell'Alto Adige, Paleoworking · Museo Archeologico dell'Alto Adige, Paleoworking
    Coordinator · Bolzano
    Otzi, Iceman, Bolzano, Bow, eneolithic alps, predictive modelling, experimental archaeology
  • Mar 2008
    Research: L'Industria dei taglienti di Monte S.Vittoria
    Univ. Granada · departamento Prehistoria Arqueologia · Univ. Granada
    Experimental research on projectile impacts · Neoneli (OR)
    Lithic scatter, pre-historic hunting behaviour, projectile points impact
  • May 2006–
    Mar 2010
    Research: T.I.P.S. Terminal Impact Projectile Study
    Paleoworking, UniFe · Paleoworking Network for Experimental Archaeology
  • Oct 2005–
    Apr 2006
    Research: C.F.P. Archeologie sperimentali
    UniFe · Biologia Evoluzione · UniFe
    Università Ferrara, Museo dei Grandi Fiumi (Ro), Paleoworking · Rovigo
    Experimental Archaeology, Primitive Technology, Primitive weapons, Throwing at distance, lithic technology
  • May 2005–
    Dec 2006
    Research: Scannig Isernia Paleosurface
    3DS Srl, Gruppo studionet Srl, Università di Ferrara, Centro Europeo di Ricerche Preistoriche (CERP)
    3D Acquisition laser scanning
  • Apr 2003–
    May 2008
    Research: 3D scanning Cultural Heritage
    3DS srl, Soprintendenza Archeologica Sa.Av:Bn, MIDA Foundation
  • Jun 2002–
    Sep 2003
    Research: Lo.re.de.mo. Project
    Ferrara University · Beni Culturali e Ambientali · Ferrara University
    CERP, Unife · Isernia
    Lithic Technology, Primitive weapons

Other

  • Scientific Memberships
    Society of Primitive Technology
    IIPP Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria
    Planetary Society
    EEA
    EXAR
  • Other Interests
    Paleoworking - Network for Primitive Technology - general director
    L'Eredità Perduta - president

Publications

  • Nuovi approcci sperimentali per l‟interpretazione delle macrofratture nelle punte di proiettile litiche‟.

    Brizzi, C. V. Loi

    XLIV Riunione Scientifica dell'Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria - La preistoria e la protostoria della Sardegna - 23-28 November 2009, Sassari; 01/2009

    La sperimentazione balistica tradizionale, atta a verificare i risultati macroscopici e microscopici degli impatti sulle cuspidi di proiettile litico da utilizzare per il raffronto con i record archeologici, è sempre stata effettuata mediante tiri su carcasse o bersagli sostitutivi collocati a dista... [more] La sperimentazione balistica tradizionale, atta a verificare i risultati macroscopici e microscopici degli impatti sulle cuspidi di proiettile litico da utilizzare per il raffronto con i record archeologici, è sempre stata effettuata mediante tiri su carcasse o bersagli sostitutivi collocati a distanza variabile, (comprese tra i dieci a venti metri). Secondo gli autori, questa pratica evidenzia alcuni limiti. innanzitutto non sono mai stati considerati gli impatti dovuti a tiri effettuati a breve distanza, ove la meccanica vibrazionale della freccia all’impatto genera facilmente macro-fratture trasversali, ritenute di solito “incidentali” in letteratura. Secondo poi, finora, non si è mai tenuto conto delle modificazioni che intervengono nel proiettile durante le fasi successive all’impatto sul bersaglio vivo, corrispondenti alla fuga del selvatico colpito, al trasporto della carcassa effettuato dai cacciatori e alle operazioni di rimozione del proiettile dalla stessa. I protocolli sperimentali adottati non sono mai stati compiutamente omologati e alcuni elementi fondamentali, ad esempio i criteri che definiscono una solida unione tra asta del proiettile e armatura, non sono mai stati fissati in modo univoco. In più, la sperimentazione tradizionale non tiene. L’esame di un campione di reperti archeologici rinvenuti nel sito neolitico di Monte Santa Vittoria, a Neoneli (Or - Sardegna), ha permesso agli scriventi di rilevare come gli indici diagnostici macroscopici sulle punte di proiettile, considerati validi dalla letteratura, potrebbero essere integrati con quelli provenienti dall’applicazione dei protocolli sopracitati.
  • 2007, Verso una forma corretta di Spettacolarizzazione dell’Archeologia

    Vittorio Brizzi

    Archeologia in Basilicata: Incontri al Museo - presentazione della delgazione di Potenza di Paleoworking, Museo Archeologico Nazionale della Basilicata “Dinu Adamesteanu” di Potenza (Sala del Campanile – Palazzo Loffredo),; 01/2007

    Spettacolarizzare... l’'archeologia può essere terreno minato. Le ricostruzioni spesso corrono il rischio di banalizzare (o peggio, stravolgere e mistificare) i concetti legati allo studio scientifico del passato. Ma se i momenti collettivi in cui viene rappresentato uno “spettacolo” sono basati... [more] Spettacolarizzare... l’'archeologia può essere terreno minato. Le ricostruzioni spesso corrono il rischio di banalizzare (o peggio, stravolgere e mistificare) i concetti legati allo studio scientifico del passato. Ma se i momenti collettivi in cui viene rappresentato uno “spettacolo” sono basati su una ricerca seria e vengono supportatati da una opportuna esposizione e chiarificazione, essi diventano un potentissimo mezzo per coinvolgere ed interessare innumerevoli fasce di utenti, valorizzare il "Bene Culturale" e aiutare alla fruizione del medesimo. La sperimentazione può avere una potenziale e diretta relazione con la comunicazione, divulgazione e didattica. Tra le varie “spettacolarizzazioni”, il Re-enactment, estremamente diffuso in nord Europa e negli Stati Uniti (la cosiddetta Living History), potrebbe rappresentare un mezzo formidabile per diffondere cultura antica, a condizione che alla sua radice vi sia la volontà di esprimere e divulgare concetti il più possibile corretti, con onestà intellettuale e attraverso l'indagine scientifica.
  • La forma e la funzione della punta di freccia, un caso di studio specifico

    V. Brizzi

    Arcosophia. 01/2007; n.4:5 - 18.

    Le punte di freccia hanno una particolare importanza in archeologia, soprattutto quando la loro forma può aiutare ad identificare differenze stilistico – culturali in quegli assemblaggi preistorici in cui non vi è presenza di ceramica. Durante l’analisi molto spesso gli assemblaggi di punte di frecc... [more] Le punte di freccia hanno una particolare importanza in archeologia, soprattutto quando la loro forma può aiutare ad identificare differenze stilistico – culturali in quegli assemblaggi preistorici in cui non vi è presenza di ceramica. Durante l’analisi molto spesso gli assemblaggi di punte di freccia vengono trattate come entità culturali indipendenti , recanti solo informazioni stilistiche. Ma è un’operazione molto difficile raccogliere informazioni esaurienti e giungere ad elaborazioni deduttive definitive, per trovare risposte sugli aspetti funzionali.
  • Un processo di ingegneria inversa sulla cuspide in selce di Tabina 1

    Brizzi Vittorio

    Antrocom : Online Journal of Anthropology. 01/2006;

    Nell’insieme delle punte di freccia ritrovate nelle terramare padano-venete, la cuspide di Tabina 11 (proveniente dallo scavo della terramare di Tabina di Magreta - Modena) è di foggia particolare. Per le sue dimensioni fisiche e per la sua morfologia il manufatto rappresenta un esempio di specializ... [more] Nell’insieme delle punte di freccia ritrovate nelle terramare padano-venete, la cuspide di Tabina 11 (proveniente dallo scavo della terramare di Tabina di Magreta - Modena) è di foggia particolare. Per le sue dimensioni fisiche e per la sua morfologia il manufatto rappresenta un esempio di specializzazione atipico nelle Culture mediterranee dell’età del Bronzo, e può dare informazioni sul possibile sistema balistico in grado di scagliarla. Per la sua massa, le sue dimensioni e la sua forma si può ipotizzare che si tratti di una cuspide destinata ad una freccia per la caccia, utilizzabile da un arco efficiente e forte.
  • Meccanica dell’arco e Balistica della Freccia nel Cacciatore Primitivo

    Vittorio Brizzi

    Catene Operative dell’Arco Preistorico. Atti del Convegno di Fiavé, Trento; 01/2006

    L’analisi dell’arco e della freccia nelle componenti meccaniche, associata alla conoscenza delle attitudini venatorie dell’uomo contestualizzate all’ambiente e alla fauna, possono consentire all’archeologo una valutazione di alcuni aspetti nascosti della dinamica della caccia preistorica recente, in... [more] L’analisi dell’arco e della freccia nelle componenti meccaniche, associata alla conoscenza delle attitudini venatorie dell’uomo contestualizzate all’ambiente e alla fauna, possono consentire all’archeologo una valutazione di alcuni aspetti nascosti della dinamica della caccia preistorica recente, intesa come strategia addattativa. Considerare l’arciere, il suo mezzo di caccia e il bersaglio nel contesto ecologico come un insieme indissolubile, le cui variabili sono strettamente collegate a principi di ergonomia e di efficienza, conduce a discernere sull’aspetto strumentale e materiale per ottenere degli indicatori archeologici interessanti. Tale aspetto ha infatti i connotati di una alta specializzazione, necessaria per raggiungere il risultato voluto: la cattura della preda in modo efficiente e selettivo.
  • 2006, Otzi's Bow, . Published in ". 2006

    Baugh D., Brizzi V., Baker T

    The Society of Primitive Tecnologies Bulletin. 01/2006; #31.

    There has been some conjecture regarding whether or not Otzi’s bow was a finished weapon or still a work in progress. One of the reasons given for doubting that the weapon had been finished was the lack of nocks cut into the bow tips. The world is full of examples of "primitive" bows where... [more] There has been some conjecture regarding whether or not Otzi’s bow was a finished weapon or still a work in progress. One of the reasons given for doubting that the weapon had been finished was the lack of nocks cut into the bow tips. The world is full of examples of "primitive" bows where the nocks were absent so that is not a sufficient criterion for completeness. There was a very regular pattern of tool marks on the surface of the bow. Were those tool marks an expression of the bowyers artistic bent or did they indicate that the final tillering had not yet been done?
  • La punta di freccia come indicatore dell’organizzazione sociale:uno studio sperimentale sulle popolazioni preistoriche della costa ovest degli stati uniti.

    Vittorio Brizzi

    Arcosophia. 01/2005; n.1.

    Questo caso, che presentiamo nell’ambito del progetto di studio interdisciplinare[1] in corso tra ricercatori italiani e studiosi nord americani[2], presenta una specificità particolare: dimostra come lo studio archeologico, l’etnografia con i suoi modelli e l’archeologia sperimentale possano concor... [more] Questo caso, che presentiamo nell’ambito del progetto di studio interdisciplinare[1] in corso tra ricercatori italiani e studiosi nord americani[2], presenta una specificità particolare: dimostra come lo studio archeologico, l’etnografia con i suoi modelli e l’archeologia sperimentale possano concorrere per fornire delle risposte sulle cause di un passaggio evidente socio-culturale avvenuto nella costa ovest degli Stati Uniti, in un periodo di tempo di 1000 anni. In questo articolo vengono presentate due teorie contrapposte per spiegare l’incremento della complessità sociale di questi gruppi culturali : una di esse vede come protagonista principale l’arco e le frecce, e le tecniche di combattimento. Tramite la sperimentazione si cerca di giungere ad alcune risposte.
  • Otzi, The Iceman

    Vittorio Brizzi

    The Society of Primitive Technology Bulletin. 01/2005; #30.

    , DEAD men tell no tales, goes the famous saying. But, perhaps, a chilled-out Otzi, the 5,000-year-old iceman homicide victim, will still “talk”. A top Italian scientific team and American television Discovery Channel have been investigating. For, from a scientific point of view, Otzi is an absolut... [more] , DEAD men tell no tales, goes the famous saying. But, perhaps, a chilled-out Otzi, the 5,000-year-old iceman homicide victim, will still “talk”. A top Italian scientific team and American television Discovery Channel have been investigating. For, from a scientific point of view, Otzi is an absolute one-off: he is unique.
  • 3D Scanning Isernia Paleosurface

    Vittorio Brizzi

    MOMENTPAST - Landscape Producers - symbols and architecture marks of Past, Isernia La Pineta; 01/2004

    One of the main goals of this project is to develop a visual and relational database, through the three dimensional (3D) acquisition of excavation surfaces, objects’ images and description of their attributes, for the typo-technological and functional analysis of lithic artifacts and the fossils rem... [more] One of the main goals of this project is to develop a visual and relational database, through the three dimensional (3D) acquisition of excavation surfaces, objects’ images and description of their attributes, for the typo-technological and functional analysis of lithic artifacts and the fossils remains, their classifi cation, and provision of their graphical “real” 3D visualization to be further valorized as part of our Cultural Heritage. Secondary, the economic realization of a operative protocol to realize reproductions, morphologically identical, of the bone remains with this non invasive method for didactical/research use. Fossil remains and tools found at the palaeolithic site of Isernia La Pineta (Italy) have been attributed to hominid activity. This presentation describes a method to allow researchers to archive and visualize surfaces, fossils, lithic artifact, and geological data in their spatial contexts with the related methodologies: 3D scanning, modelling, virtual refi tting, rapid prototyping of fossils remains and network protocols to archive digital data.

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